Superbike, Assen: Gara1 a Bautista, Rea, Razgatlioglu, ma cheppalle!

Solito podio in Superbike all’insegna della noia. Un vero capolavoro di Bautista che fa quello che vuole nel sonno generale.

 

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Bautista, Rea, Razgatlioglu, Locatelli, Bassani, Aegerter, Lowes, Gardner, Petrucci e  Redding. Questi i 10 al traguardo ma non pensate nemmeno ci sia stata una gara fra i primi 3 e gli altri sette. Non c’è stata.
E a dirla tutta non c’è stata nemmeno una gara fra i primi tre, perché Bautista Ha fatto quello che ha voluto con la tempistica che ha voluto, facendo sfogare i suoi avversari per poi passare, allungare e iniziare a passeggiare nel finale.
Se poi c’è stata lotta fra gli altri, ok, ma non è rilevante e non si è visto nulla. Risalta il momento no di Rinaldi, finito alle spalle Oettl, Petrucci e Bassani, oltre che del momento no di Honda e BMW che, sprazzi a parte, proprio non ce la fanno.
Se volete possiamo parlare di chi è andato bene o male e come, ma la realtà è che ci sono tre campionato. Uno in cui può andare in qualsiasi modo, quello delle retrovie, il campionato di Rea e Razgatlioglu, e quello di Bautista che fa quello che vuole, quando vuole.
Vedete voi.

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Aruba: intervista a 3 con Bulega e Foti! Senza esclusione di colpi!

Intervista a 3 con Serafino Foti e Niccolò Bulega. Si parte piano e poi ci si scioglie, chiudendo con una stoccata a BMW!

 

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Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Superpole Race
Superpole old style
Differenze fra Dunlop e Pirelli
Differenze fra SBK e MotoGP
Regolamento Supersport
A chi assomiglia Bulega, secondo Serafino Foti?
Yamaha & Co
Ricetta vincente e qualche consiglio a BMW

Go Eleven: intervista a 3 con Ramello e Sacchetti! On fire e senza esclusione di colpi!

Gianni Ramello, patron di Go Eleven e il suo team manager Denis Sacchetti, si sentono poco sui media ma fanno i fatti. Schierano una Ducati spesso in top ten e fanno i salti mortali. Hanno lanciato Rinaldi ma non solo. Ogni giorno per loro è una battaglia. E in questa intervista non la mandano a dire!

 

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Ecco le cose di cui abbiamo parlato:
Superpole Race
Superpole
Budget
Tutti i piloti
MotoGP
MotoE
Superbike
E tutti gli altri argomenti hot possibili ed immaginabili!

VALENTINO ROSSI: 10 MOTIVI PER CUI PUO VINCERE IL DECIMO TITOLO !

Si parla tanto del decimo titolo (mancato) di Valentino Rossi come un’occasione persa. E invece ci potrebbe essere una possibilità.
Chiaramente è una teoria, ma siamo davvero sicuri che volendo non si potrebbe fare? Leggete il pezzo o guardate il video!

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E’ una cosa grossa: statemi a sentire e mi ringrazierete!
Anche se sembro ironico, sono serio. Anche se sembra clickbait, non lo è.

Ho l’idea chiave per realizzare il sogno del decimo titolo di Valentino Rossi salvando anche un sacco di posti di lavoro di disperati allo sbando ridotti a scrivere di Marini che vuole più soldi e Migno che piange perché è senza moto che in questo modo avrebbero salva la giornata e il palinsesto.

Ma soprattutto, guardiamo al lato positivo, quello della salvezza di tanti tifosi della mia età e tanti altri che sono tifosi ereditari ma che non essendo ancora coscienti nel 2009 in quanto troppo giovani, non lo hanno mai visto vincere niente che non sia la 100km dei Campioni o il Rally di Monza. 

Proprio io che sono stato ripetutamente tacciato di essere anti rossi quando invece sono uno che di lavoro analizza i numeri, ho avuto una grande idea.

Il biscotto che ha impedito il decimo titolo, il cattivo marquez, il cattivo lorenzo, etc.
Sono tutte cose brutte che possiamo cancellare.
E’ il momento per me di smettere con questo atteggiamento apparentemente coglionante e tornare alla serietà. 

 Qual è il più moderno, giovane, responsabile, inclusivo, innovativo, evolutivo e chi più aggettivi ha, più ne metta, fra i campionati motociclistici? 

Tutte cose positive e in più anche una certa facilità vista la situazione tecnica, organizzativa e di partecipanti?
Un qualcosa che sebbene sia sottosviluppato è comunque mondiale?
Il mondiale MotoE! fig1

Che moto ci corrono? Moto tutte uguali. Tutte Ducati.

Che piloti? Piloti bravissimi, niente da dire, ma che evidentemente non hanno scelto di fare questo mondiale al posto della Superbike o della Moto2.
Quanti giri si fanno? Pochissimi. E infatti è un campionato adatto anche a chi non è esattamente giovanissimo.

Eppure fa fatica. La gente dice sulle moto elettriche cose terribili. Non le valorizza. Le sminuisce per la mancanza di sound, fumo, e tutte quelle caratteristiche machistiche che le moto termiche invece richiamano.

La MotoE è vista come un qualcosa un po’ da sfigati ed è fatta da team che in pratica sono costretti da dorna a farla, agevolati sotto tutti i punti di vista perché non esiste un reale ritorno mediatico. Cioè la MotoE non se la caga nessuno. 

Fino a che la MotoE non sarà l’unica forma di motociclistmo, non decollerà mai e io stesso come Misterhelmet, se ne voglio parlare, la devo infilare in mezzo ad altre cose. Non è giusto e io sono contro le ingiustizie. 

Eppure c’è un rimedio e si chiama Valentino Rossi.

La leggenda che ha trasformato nel credo collettivo in gare serie anche il Rally di Monza, che era andare avanti indietro da un palo all’altro facendo i giro e la 100km dei campioni, che è una gara che si organizza a casa sua con i suoi dipendenti tipo coppa Cobram di Fantozzi.

Guardiamo insieme perché la MotoE potrebbe essere perfetta per un decimo titolo di VR46.

1) Con i suoi colleghi MotoGP in ballo no, ma con chi ci corre attualmente è molto probabile che Valentino possa vincere. Anzi sono quasi sicuro.
2) E’ comunque un titolo mondiale (più o meno) ma ok.
3) le gare sono poche
4 sono cortissime e quindi il talento conta piu della resistenza fisica.
5) le moto sono tutte uguali e quindi non si può piangere e poi non ci vuole niente a farne una più uguale dell’altra (ma sono convinto che non servirà)
6) Valentino sarebbe il punto di unione perfetto fra vecchio e nuovo.
7) Finalmente ci sarebbe un vero grande nome in una griglia di sconosciuti. Duello fra Rossi e Manfredi!
Nemmeno nei videogames sarebbe possibile.
8) finalmente la categoria diventerebbe interessante e riporterebbe in pista e davanti alla tv tutti gli orfani delle due ruote che adesso non sanno che diavolo fare se non ripetere la storia del 2015.
9) darebbe anche un po’ di ossigeno alla vr46 abbigliamento che, a quanto pare, non vende più come prima. E noi la aiutiamo!
Immagino delle magliette eco friendly con del materiale riciclato, perfettamente ecologiche.
10) E soprattutto: vale riuscirebbe a vincere qualcosa con la Ducati, che altrimenti… 

Se voi pensate che io scherzi o sia ironico, vi sbagliate. Sono serissimo. Prima che il Mondiale Moto E si evolva sotto tanti aspetti, dal numero dei giri a chi vi partecipa,  Valentino Rossi potrebbe veramente prendervi parte e vincerlo, chiudendo così definitivamente un ciclo e aiutando un mondiale che fa fatica ad imporsi.

Diventerebbe vincitore di tutte le categorie in cui ha corso. Sarebbe una cosa perfetta. 

Lo stesso Valentino Rossi darebbe valore e credibilità ad una cosa che fa fatica ad averli e potrebbe attirare sponsor importanti che adesso mancano.
Mi meraviglio che nessuno di quelli pagati per farlo ci abbia ancora pensato.

Ecco come potrebbe essere la moto di Valentino Rossi se corresse in MotoE!


VALENTINO ROSSI: 10 REASONS WHY HE CAN WIN THE TENTH TITLE!

There is much talk of Valentino Rossi’s tenth (missed) title as a missed opportunity. But there might be a possibility.
Clearly it’s a theory, but are we really sure that if we wanted to, we couldn’t do it? Read the piece or watch the video!

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Here I am.
This is a big deal: listen to me and you will thank me! Although I sound ironic, I am serious.

I have the key idea to realise the dream of Valentino Rossi’s tenth title while also saving a lot of jobs of desperate people reduced to writing about Marini wanting more money and Migno crying because he is without a bike, which would save the day and the programme.

But most of all, let’s look on the bright side, that of the salvation of many fans my age and many others who are hereditary fans but not yet aware in 2009 as they are too young, have never seen him win anything other than the 100km of Champions or the Rally Monza.

I, who have been repeatedly accused of being anti-Rossi when in fact I am someone who analyses numbers for a living, had a great idea.

The incident that prevented the 10th title by the evil Marquez, the villanous Lorenzo, etc.
These are all bad things that we can erase.

It’s time for me to stop this seemingly cocksure attitude and get back to seriousness but first:
What is the most modern, young, responsible, inclusive, innovative, evolutionary, and who has the most to offer among motorbike championships?
All good things plus a certain ease given the technical, organisational and participant situation?
Something that although underdeveloped is still world class? The MotoE World Championship!

What motorbikes run there? All equal motorbikes. All Ducati.

Which sort of riders? Very good riders, nothing to say, but who clearly did not choose to do this world championship instead of Superbike or Moto2.
How many laps do you do? Very few. And in fact it is a championship suitable for those who are not exactly young.

Yet it struggles. People say terrible things about electric bikes. They don’t value them. They belittle them for their lack of sound, smoke, and all those machismo characteristics that thermal motorbikes have.

MotoE is seen as something a bit lame and is done by teams that are basically forced by Dorna to do it, facilitated in all respects because there is no real media return. In other words, nobody is shitting on MotoE.

As long as MotoE is not the only form of motorcycling, it will never take off and I myself, like Misterhelmet, if I want to talk about it, I have to squeeze it in between other things. It’s not fair and I’m against injustice.

Yet there is a remedy and it is called Valentino Rossi.
The legend who transformed into the collective belief in serious racing even the Monza Rally, which was going back and forth from pole to pole doing laps, and the 100km di Campioni, which is a race he organises at home with his employees like Fantozzi’s Coppa Cobram.

We look together at why MotoE could be perfect for a tenth VR46 title.

1. With his MotoGP colleagues in the mix, no, but with those who currently race in MotoE, it is very likely that Valentino could win. In fact, I’m almost certain.
2. It’s still a world title (more or less), but I digress.
3. The races are very short and therefore talent counts more than physical endurance.
4. Bikes are all the same, so you can’t cry, but then it takes nothing to make one more equal than the other (but I’m convinced that it won’t help)
5. Valentino would be the perfect union point between old and new.
6. Finally there would be a real big name in a grid of unknowns. Duel between Rossi and Manfredi! Not even in video games would this be possible.
7. Finally, the category would become interesting and bring back to the track and in front of the TV all the two-wheel orphans who now don’t know what the hell to do except repeat the 2015 story.
8. It would also give some oxygen to VR46 Racing Apparel, the clothing brand, which apparently no longer sells as well as it used to. And we help it! I imagine eco-friendly t-shirts with recycled material, perfectly ecological.
9. And above all: would he be able to win something with Ducati, which otherwise…

If you think I am joking or ironic, you are wrong. I am very serious. Before the MotoE World Championship evolves in so many ways, from the number of laps to who participates, Valentino Rossi could really take part in it and win it, thus closing a cycle once and for all and helping a world championship that is struggling to establish itself.
He would become the winner of all the categories in which he raced. That would be perfect.
Valentino Rossi himself would give value and credibility to something that is struggling to have and could attract important sponsors that are now lacking.

I am amazed that none of those paid to do this have thought of it yet.

And this is how the bike could be if Valentino would race in MotoE!


Superbike, Mandalika: Gara 2: Bautista davanti a Razgatlioglu e Vierge. Rea ko!

Risultato fotocopia per Bautista che senza la caduta in Superpole race farebbe un’altra tripletta. Cambia il podio con la sorpresa Vierge. E’ buio per le Kawasaki con Rea e Lowes in confusione totale ed entrambi disastrosi.

 

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Gara2 a Mandalika, va detto, è divertente. Succede di tutto e a parte la bandiera Rossa lo spettacolo non manca. Quello che non cambia è il risultato finale, anche se il podio vede un volto nuovo ed è quello di Vierge, comunque sempre costante in gara. Succede perché Rinaldi, in testa per quasi tutta la corsa, quando è secondo, di scorta al suo boss, fnisce per fare un lungo alla S che regala la seconda piazza a Razgatlioglu e la terza allo spagnolo della Honda. Per onestà va detto che RInaldi sarebbe stato imprendibile ma con altrettanta onestà, bisogna ammettere che questa è una cappellata e che il suo w.e. è nero.

Il resto dello spettacolo c’è tutto ma è grandguignolesco. Fra Superpole Race e Gara2 ci sono un sacco di cadute e incidenti brutti e sono quasi sempre protagoniste Kawasaki e BMW. Le verdone cercano di non perdere il treno con un Lowes che finisce spesso per terra fra abitudine e sfortuna e un Rea decisamente poco lucido che fa errori grossolani di nervosismo e cattiva gestione gomme.
Le BMW sono invece imbarazzanti. Il sesto posto di Van Der Mark non significa nulla se il resto del week end, e vale per tutti, deve trascorrere fra cadute, imprecazioni, sbavature e svarioni assurdi. La moto non si guida e al box non hanno un’idea di quello che va fatto.
Alla fine, se proprio vanno tirate delle somme a livello moto, Ducati è forte perché c’è Bautista. Gli altri, vedi Rinaldi, Bassani e Petrucci, ci sono e non ci sono. Le Yamaha, invece, sembrano essere più equilibrate e non hanno solo Razgatlioglu a funzionare. Locatelli è fortissimo e i due debuttanti, Aegerter e Gardner, hanno solo bisogno di tempo.  Tutto questo strapotere rosso, mi va spiegato bene perché non sono sicuro di vederlo. Per lo meno, non sempre.

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Superbike, Mandalika: Gara 1 a Bautista davanti alle Yamaha. Rea fuori dai giochi!

In una gara in cui Bautista fa quello che vuole senza dover nemmeno forzare, si salvano solo le Yamaha, le Ducati di Bassani e Petrucci e un bagliore di Van der Mark. Dramma Kawasaki.

 

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Potrebbero bastare le tre righe dell’occhiello, per avere, se si ha fretta, un’idea di Gara1 a Mandalika.
Bautista si mette in testa e non spinge fino a che non lo ritiene veramente opportuno, poi va via.
I suoi unici interlocutori sono le Yamaha di Razgatlioglu e Locatelli che litigano un po’ fra loro senza mai impensierire lo spagnolo.
Il resto è lontano ed è di due colori. Chiaro per le Ducati di Bassani e Petrucci, comunque reattive, scuro per quello che viene dopo. Van der Mark ha una parvenza di velocità ma nel box si consuma un’altra garaccia di Redding, fermato da problemi tecnici e non fanno meglio le BMW Bonovo. Sofferenza anche le Honda perché Vierge è l’unica nota mediamente positiva dato che Lecuona si sveglia solo nel finale. Il dramma vero lo vivono le Kawasaki, faticosamente in top ten e mai della partita, con scene di nervosismo da parte di Rea, evidentemente cosciente della sua inferiorità.
Altra gara horror di Sykes, ritirato poi rientrato, e della Honda di Syahrin, ancora una volta oltre il minuto con il solito Konig, anche lui sulla Kawasaki non competitiva di Orelac, a chiudere i cancelli.
La Superbike, quella super, finisce con la top ten. Il resto non c’entra niente.

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Superbike, Phillip Island: Ducati e Aruba chiudono un pokerissimo! Bautista e Bulega ancora primi!

Nella domenica di Phillip Island è opportuno fare un unico pacchetto di Ducati Aruba contro tutti. La squadra raddoppia con Bulega in Supersport e con Bautista che vince anche Superpole Race e Gara2. Sul podio anche Rinaldi. Impressionanti!

 

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Anche questa volta è tutto molto facile da raccontare. Aruba Racing Ducati vince senza se e senza ma tutte le gare in programma. Inizia Bautista con una Superpole Race dominata insieme a Rinaldi. Niccolò Bulega continua a tingere il podio di rosso facendo doppietta in una gara interrotta dalla bandiera rossa per passaggio oche in pista (!!) per lasciare ancora la gloria al duo Bautista – Rinaldi, imbattibili e irraggiungibili per gli inseguitori che sembrano ormai più concentrati a sgomitare fra loro da lontano che a combattere quello che non si può nemmeno lontanamente imitare.

E’ il sogno di Aruba Racing che raccoglie, tutti insieme, come se si fossero incastrati in un distributore automatico capriccioso, tutti i frutti del mega lavoro fatto insieme a Ducati con cui completa uno dei binomi più felici di sempre. Difficilmente si sono visti risultati più logici di questo.

Bautista, Rinaldi, Locatelli, Bassani, Oettl, Lecuona, Aegerter, Rea, Petrucci, Gardner!
Gara 2 Superbike mostra uno strapotere rosso ancora più netto. I due vanno via e lasciano il terzo gradino del podio ad un Locatelli che solo alla fine viene avvicinato, si fa per dire, dall’altra Ducati di Bassani, quasi raggiunto da un’ennesima bolognese, quella di Oettl, in forma come in qualifica e decisamente meglio che sull’acqua. C’è poco da raccogliere per Lecuona, lontano, e Aegerter, comunque positivo, mentre è giornata nera per Rea, altalenante  per tutta la gara in una inutile lotta con Lowes.
Per Petrucci gara nei 10 davanti a Gardner ma va detto che entrambi sono favoriti dalla curvaccia di Lowes che si sdraia e sbarra il passo (facendolo fuori) ad un Razgatlioglu comunque opaco e perdente nel confronto diretto con i suoi avversari di sempre ma anche con il suo compagno di squadra che in Australia sembra molto più esperto di lui.
Errori e problemi tecnici a parte, non c’è alcuna minaccia per la Ducati di Bautista e, diciamolo, se la serenità lo accompagna, anche per quella di Rinaldi che deve solo imparare ad essere efficace da subito.

Ma le cose veramente brutte le mettono in pista le BMW e le Honda MIE.
Non è pensabile per una casa come quella di Monaco, che ha forse il prodotto di serie più equilibrato, collezionare figuracce da 30 secondi in su.
Per quanto riguarda Honda MIE, un’altra uscita imbarazzante che vede Syahrin e Granado arrivare con oltre un minuto di ritardo.

Due discorsi isolati quelli di Baldassarri e Sykes. il primo non ha chiaramente una moto all’altezza.
Il secondo fra problemi tecnici e aspettative forse troppo elevate, ha vissuto un triplo zero che lo lascia senza voto e con la tuta lacerata da una caduta inutile quando era già nel baratro.

I prossimi verdetti arriveranno la settimana prossima. Non bisognerà aspettare molto.

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Superbike, Phillip Island, Gara1: Porn Bau, davanti a Rea e Razgatlioglu!

In gara 1 a Phillip Island va in scena il capolavoro pornografico di Bautista che non si spaventa mai e fa una gara regolarissima.
La gara è spettacolare ma i distacchi sono intollerabili. 

 

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Il pezzo da scrivere è corto:  Bautista fa una cosa pornografica e batte Rea, Razgatlioglu, Locatelli, Bassani, Lecuona, Vierge, Petrucci, Redding e Gerloff! Lo spagnolo è superiore ma gli avversari ci sono!
Peccato che siano in una bolla. Lontani da Bautista e irraggiungibili dai newcomers.
I distacchi sono la cosa che, in generale, preoccupa di più.
Se Rea prende tre secondi e mezzo (rimandiamo il giudizio per via del problema tecnico) e Razgatlioglu ne prende sei, sedici ne prende Locatelli e così via. Tutti sgranati fino ai 42 di Gerloff che chiude la Top Ten. In 22 giri col bagnato, sono davvero troppi se si considera che le prestazioni si dovrebbero livellare.
Invece ci sono strategia clamorosamente sbagliate, eccessi di fiducia, piani gara che vanno a monte dopo pochi giri e gente che dovrebbe essere matura e invece perde la testa.
Le BMW sono in bambola, Lowes si suicida, Rinaldi si rinchiude nel pippeto e alla fine la spunta chi va dentro senza farsi troppe paranoie. I soliti Locatelli, Bassani e anche un po’ Petrucci, che senza misure fa benino.
Cosa c’è di buono in questa Superbike oltre a chi è davanti? Le Honda che con la pioggia sono più domabili, un Redding che ci mette del suo e i privati che sono quelli che sembrano ragionare mediamente meglio.
Cosa c’è di acerbo? Gardner e Aegertner, potenzialmente fortissimi ma frettolosi e troppo poco calcolatori.
Cosa c’è di brutto? La gara di Rinaldi, e le Honda indecenti schierate da MIE, che vanno oltre il minuto e dieci e ancora più in là della dignità. Su Baldassarri va capito cosa è successo.

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Scrivo LIVE con L’Intelligenza Artificiale: Come nascono molte SCHIFEZZE che leggiamo!

Vi parlerò di intelligenza artificiale e vi farò vedere come anche il nostro mondo è ormai invaso da queste tecnologie.
Vi darò gli strumenti per capire quali articoli sono scritti in automatico da macchine “intelligenti “e quali sono scritti invece da esseri stupidi ma umani.

Alla fine, nel video, scriveremo live articoli “artificiali” di motociclismo su Marquez, Rossi, MotoGP e Moto2, in pochi istanti. 

 

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Fonti/Sources:
https://openai.com/blog/chatgpt/

https://stablediffusionweb.com/

https://app.writesonic.com/