DUCAUDI e Made in Italy? STOKAZZEN! Un solo nemico per DUCATI!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella di Ducati nelle mire dei jap per i suoi risultati sportivi. Sono altre le cose che i giapponesi temono e l’avversario diretto di Ducati è un altro!

 

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Lo dico per la terza volta: capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate.

Questo è il TERZO VIDEO DI TRE sulle chiavi di lettura senza senso buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.


Parliamo di Ducati, del made in Italy, delle invidie e dei tentativi di bloccarla per aver vinto un mondiale dopo 15 anni schierando 8 moto.  E secondo qualcuno lo dovrebbero fare Case che insieme di mondiali negli ultimi 20 anni ne hanno vinti 18.
Alla fine del video vi dirò  cosa fa vincere veramente Ducati e di cosa devono aver veramente paura le altre case.

Vediamo cosa abbiamo:  Ducati fa paura! Ducati che va fermata! Ducati che va oltre i regolamenti!
La verità è che da un lato bisogna levarsi il cappello davanti a Ducati, dall’altro, se non avesse vinto sarebbero stati veramente problemi per un management che stava spendendo tanti soldi non suoi senza vincere il titolo piloti.
Poi vi spiego i “soldi non suoi”.

Intanto parliamo del titolo costruttori, una cosa importante fino a che non l’hai vinta. Quando l’hai vinta 2-3 volte come Ducati, inizia ad essere importante vincere il titolo piloti. MotoGP e Superbike è uguale. La casa “Bolognese” ci è riuscita dopo ben 15 anni.
Quindi, al di là del solito Quartararo, che può essere infastidito dalla sconfitta, o Marquez che però è infortunato, non si vede come Honda e Yamaha possano viversela così male dopo che per anni hanno dominato. Non è chiaro come possa esserne invidiosa Suzuki che se ne è andata.
Non è chiaro come possa essere invidiosa Aprilia che è tornata nel 2015 dopo una pausa di 11 anni.
E’ evidente che l’unica Casa ad essere un minimo “infastidita” da Ducati è  KTM che infatti sta percorrendo due strade, una diretta, una indiretta.
Quella indiretta è il dominio negli altri campionati. Dal 2025 i motori della Moto3 saranno KTM dove gli austriaci già dominano..
La Casa Austriaca, inoltre, sta pensando di mettere bene le mani anche in moto2 dove ha tanti team ma non è una casa partecipante. L’alleanza con Boscoscuro, l’ho spiegata in un video.

La strada diretta è invece quella dell’ingaggio di tanti tecnici Ducati, dimostrazione di grande stima. Ma qui non parliamo di KTM. Parliamo di Ducati e di chi sono i veri avversari della casa bolognese che bolognese non è più.

Però prima vi faccio una domanda: come mai i tecnici e la metodologia di lavoro di Ducati vengono “rubati” solo adesso? Perché adesso funzionano. E funzionano perché non ci sono solo le capacità sportive e tecniche da rubare ma il “MODELLO” che si incastra perfettamente con quello KTM. Sembra strano da credere ma Ducati e KTM, dal punto di vista tecnico no, ma da quello organizzativo, lavorano allo stesso modo.
Entrambe si espandono, entrambe vogliono dominare le griglie e il mercato.

La vera cosa che fa paura di Ducati non è il numero di moto, le ali o le innovazioni, ma il made in Italy che c’è sempre stato, sommato ad una cosa che ha iniziato finalmente a funzionare: il modello tedesco.

Chi dice che con Ducati ha vinto il made in Italy, dice mezza cazzata.
Chi dice che Ducati è solo Audi, dice l’altra metà.

Se gli aspetti sportivi e tecnici fossero fondamentali, Ducati negli ultimi 20 anni avrebbe vinto gli stessi mondiali di Honda e Yamaha.

Se il modello organizzativo fosse fondamentale KTM avrebbe vinto dei mondiali in MotoGP e BMW li avrebbe vinti in Superbike. Invece i tedeschi nelle moto non hanno vinto mai niente.

Non si vince con il made in italy. Non si vince con il made in Germany
Si vince con la COMBO!

Ecco un esempio di caratteristiche Made in Italy 
Cuore e attitudine al racing
Genio creativo, improvvisazione, adattamento, inventiva
Capacità progettuale applicata alle corse
SBORONAGGINE RACING: una cosa che nelle moto abbiamo solo noi.

E adesso un esempio di caratteristiche Made in Germany
Soldi derivanti da efficienza industriale
Capacità organizzativa estrema
Solidità aziendale
Metodo di lavoro più analitico che istintivo
Banche che aiutano
Mille modelli in Gamma che generano market credibility e quindi soldi.
Soldi che comprano uomini che fanno soldi.
CAPACITA’ DI FARE SOLDI E SAPERLI SPENDERE

Ducati ha avuto la sua KTM a 4 ruote che si chiama Audi.
Solo un drogato non capisce che il Gruppo Wolkswagen che ha ripescato dall’inferno marchi come Lamborghini, Bugatti, Bentley, Skoda, Seat, che ha inventato cose come Cupra e rilanciato Italdesign Giugiaro, MAN, Scania etc, non può non aver influito sul nuovo corso di Ducati che infatti è stata affidata al marchio che più le assomiglia: Non Porsche, ma Audi, il braccio armato del gruppo. Una via di mezzo fra VW e Porsche che strizza l’occhio a Lamborghini.

Ecco di cosa devono aver paura tutti:
Il Made in Italy che fa soldi, che ha idee e ci può investire. Il Made in Italy organizzato. IL MADE IN ITALY ALLA TEDESCA O MADE IN GERMANY ALL’ITALIANA che monopolizza la griglia e vende migliaia di MOTO con il meglio delle due visioni. Non per niente Ducati assomiglia sempre di più a BMW Motorrad e si è messa a far anche le turistiche e le fa bene.

C’è invidia verso Ducati? Non per i risultati sportivi.
Vogliono cambiare il regolamento? Non per colpa di Ducati.
Vogliono fermare gli Italiani? No, vogliono fermare l’alleanza Italo Tedesca che unisce il meglio dei due mondi.

DUCAUDI? STOCAZZO!
MADE IN ITALY? STOCAZZO!

Bisogna capire cosa spaventa i giapponesi. Non un titolo mondiale dopo 15 anni, ma i soldi e il modello per vincere i prossimi!

Impariamo a ragionare sulle situazioni vere e non sulle notizie false acchiappaclick!

L’unico vero problema di Yamaha? ELIMINATO!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella della disperazione di Yamaha e delle tensioni fra la casa di Iwata a Quartararo. In realtà Yamaha aveva un solo vero problema e se ne è liberata alla grande!

 

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L’ho già detto: capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate.

Questo è il SECONDO VIDEO/ARTICOLO di tre che parleranno delle chiavi di lettura senza senso buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.


Parliamo di Yamaha e della presunta sofferenza per non aver “sorprendentemente” vinto il secondo mondiale di seguito, avendo un pilota solo e come altre moto un pilota in crisi, uno tornato dal ritiro e un debuttante della moto 3 in un team gestito alla buona. Davvero i risultati di Yamaha sono una sorpresa?
Alla fine del video vi dirò perché Yamaha ha “perso” un team clienti.

Vediamo cosa abbiamo. Honda, da quando esiste la MotoGP, 2002, ha vinto 10 mondiali con 4 piloti diversi (Rossi, Stoner, Hayden e Marquez).
Yamaha è la seconda casa più vincente. Ne ha vinti 8 con tre piloti diversi (Rossi, Lorenzo, Quartararo) con risultati mai ottenuti da nessuno. Interrompere il dominio di Honda, con Rossi, impedire la nascita di un’era Ducati, sempre con Rossi, interrompere un dominio interno con Lorenzo per poi interrompere il dominio di Honda e Marquez sempre con Lorenzo e infine impedire il dominio di Suzuki e Honda con Quartararo. Yamaha è il vero guastafeste della MotoGP. Il vero game changer.

Come per Honda, veramente pensate che Yamaha non sia cosceinte del fatto che esistano dei cicli e che non si possa vincere sempre, soprattutto sapendo di essere non la prima ma la seconda forza industriale delle due ruote?

Moto terribile, eppure Quartararo è arrivato secondo. Un titolo Superbike dopo anni,
molti piloti anziani come Rossi, Dovizioso, Crutchlow. E Morbidelli secondo con una moto clienti e poi agonisticamente morto. Siamo veramente sicuri che Yamaha si possa lamentare di come siano andate le cose dopo che solo nel 2021 aveva vinto TUTTO fra Motogp e SBK?
Anche per Yamaha ci sono dei problemi. Ma non è crisi. Fa tutto parte del gioco.

Quartararo si lamenta ma le dichiarazioni del pilota sono una piccola parte di un singolo aspetto, non il tema principale.
Poi pensate ad una cosa: Quartararo, nonostante l’insoddisfazione, ha rinnovato subito e senza difficoltà. Yamaha aveva e ha bisogno di Quartararo, che è il miglior talento presente in MotoGP (Marquez è rotto) e Quartararo aveva e ha bisogno di Yamaha e non poteva andare da nessun’altra parte.
In Honda c’è MM93 e la moto non va.
In Ducati non c’è posto.
Suzuki ha lasciato.
KTM e Aprilia non sono ancora pronte per lui.
Discorso chiuso e ingaggio più alto di tutti per il francese.
Tutti quelli che parlano di insoddisfazioni e rapporti tesi fra Yamaha e Quartararo, PARLANO DEL NULLA PERCHE’ NON HANNO NULLA DI CUI PARLARE.
Yamaha e Quartararo non devono dimostrare nulla e non possono lamentarsi di nulla perché non hanno alternative e negli ultimi 2 anni ha fatto un primo e un secondo posto.

Adesso ci divertiamo e vediamo quali sono stati i problemi di Yamaha e come li ha risolti. Il vero problema di Yamaha: Razali.

Mettersi con Razali è come quando ti metti con una donna bellissima e poi un giorno la vedi senza trucco.
2020: primo anno di Petronas: super sponsor, super pretese e super risultati. Morbidelli e quartararo: bomba
2021, secondo anno di Petronas: super sponsor, super aspettative, Rossi, Morbidelli, zero risultati, lo sponsor se ne è andato
2022, terzo anno, stesse pretese, sponsor fallito e situazione tragica.
E’ evidente che Razali dopo il primo anno è stato qualcosa di diverso da quello che Jarvis si aspettava.
Un cliente che non voleva fare il cliente.
Uno jr team che non voleva Valentino Rossi e lo criticava apertamente.
Un team manager che voleva scegliere i piloti senza poterselo permettere perché ha avuto soldi per un anno e mezzo e basta.
Un team manager che, scusate se ve lo dico, ha fatto scappare dalla MotoGP lo sponsor più grande degli ultimi 10 anni, Petronas, e da quel momento ha fatto solo partnership decisamente discutibili. E secondo me non ha ancora finito.

Sponsor scappati, piloti contestati, problemi interni, critiche, altri sponsor e piloti sbagliati. Forse qualche colpa ce l’hai.

Yamaha e Jarvis non hanno perso un team clienti. Hanno rinunciato ad avere un team che dava più problemi che vantaggi

Yamaha ha tenuto Razali solo perché VR46 ha scelto Ducati pensando di avere i soldi dello sceicco. Adesso che VR46 i soldi non li ha, sta già cercando di uscire dal contratto con Ducati che dura fino al 2024-25.

Meglio un anno da soli in attesa di VR46 che un altro anno con Razali che gli creava casini e discuteva su tutto.

Ovviamente Yamaha sa anche che se VR46 arriverà lo farà perché le moto costano meno e non perché vanno meglio. Lasceranno Bezzecchi in Ducati e metteranno sulle giapponesi, che ne so, Vietti e Marini, che tanto per loro una moto vale l’altra.
Ma questo è un altro discorso.
E vedrete che saranno tutti contenti. Che ne pensate?

L’unico vero bersaglio mancato da Honda nel 2022!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella della disperazione di Honda che, in realtà, nel 2022 ha mancato solo un bersaglio fra quelli che avrebbe voluto centrare!

 

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Capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate. Da dove vogliamo cominciare?

Questo è il primo di tre video/articoli che parleranno delle chiavi di lettura senza senso su Honda, Yamaha e Ducati, buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.

Parliamo di Honda e delle sue difficoltà, della tragedia che vive, per non vincere, dei malumori, etc. Marquez smette, se ne vuole andare, c’è un malcontento totale, etc. E poi alla fine vi do l’unico vero bersaglio mancato del 2022-2023.

Parliamo di Honda
Chiunque corre, corre per vincere. Sono sicuro che Pol Espargaro sia scontento, ovviamente perchè ha fatto un brutto campionato. Sono convinto che Bradl sia insoddisfatto perché guadagna poco ma per tutto il resto credo che contento di quello che fa e del fatto che ha una moto su cui sedersi.
E guardate un po’ sono anche convinto che Marc Marquez da un lato sia deluso della sua prestazione e dall’altro sia carico per il 2023 seppur con qualche dubbio.
Sono ovvietà che scrive chi non ha altro da dire.

Ma Honda, che problemi può avere oltre al fatto che da qualche anno non vince? E soprattutto, è davvero un problema?
Mi sembra evidente che le corse di fanno per vincerle ma può anche capitare che non succeda.
Honda ha vinto tantissimo e per anni si è alternata a Yamaha nella spartizione dei mondiali. Honda-Yamaha, Honda-Yamaha, con qualche altra breve parentesi.
Ma tenete conto che è anche giusto, è anche statistica, che a volte questo duopolio sia interrotto e vincano altri, come Suzuki o Ducati.

Una persona normale veramente pensa che Honda si aspetti di vincere ogni anno? L’anomalia non è se Honda e Yamaha non vincono ma se non vincono mai gli altri. E’ arrivato il turno di Suzuki, è tornata alla vittoria anche Ducati. Vedrete che il meccanismo consentirà anche a KTM e Aprilia di prendersi delle soddisfazioni. E’ questa la normalità, non che vinca sempre uno.

Qualcuno dirà che il problema di Honda, senza vittoria del mondiale, è quello di non aver vinto nemmeno una gara.
Sicuramente è brutto ma pensate che Honda non se ne sia accorta? Sappiamo tutti da cosa dipende. Dalla salute di Marquez. Ecco l’unica cosa di cui Honda si deve preoccupare. Ed è anche l’unica cosa che non dipende, non più, da Honda.
Honda per anni ha vinto PRATICAMENTE grazie a Marquez e ne è consapevole. Negli ultimi anni non ha vinto perché Marquez non era in salute, e ne è consapevole. Ci sarà sicuramente un allarme tecnico ma non è sicuramente dell’entità di cui ci vogliono far credere.

Honda si ritira, Honda lascia, Honda vuole cambiare le cose, sono solo affermazioni di chi non ha capito quale sia la visione globale di Honda e quanto conti Honda nello scenario mondiale.

Per Honda le corse non sono importanti come possono esserlo per Ducati. A Honda non interessa solo vincere. A Honda interessa ANCHE VINCERE.

Vi dico qual è la più grossa preoccupazione INDUSTRIALE di Honda.
L’elettrico. Deve svilupparlo ma anche controllarlo per poter continuare a dominare nei mercati in cui è presente. E’ questa cosa la può fare solo in un modo: con i biocarburanti. E questo percorso continua con Repsol fino a che Repsol non passerà definitivamente come annunciato alle energie rinnovabili. I carburanti alternativi si sviluppano in gara. Per questo Honda HRC, a partire dal campionato giapponese, lavorerà su questo. Se potrà farà in modo che si utilizzino anche in MotoGP e Superbike.

E adesso vi dico qual è la più grossa preoccupazione sportiva di Honda HRC in MotoGP.
Sviluppare una moto mediamente competitiva per fare in modo che Marquez o il suo successore ci metta del suo per vincere. Se può.

Marquez o il suo successore e qui arriva la news.
Mir è un ripiego. Volete sapere come mai l’ingaggio di Mir, che pure era a piedi, è stato così complicato nonostante Mir non avesse grosse chance? Non per colpa di Mir. Perché l’obiettivo non era Mir.
L’obiettivo 2023 era Pedro Acosta. Ma visto che ancora non sbarca in MotoGP, sono tutti tranquilli. Vedrete cosa succederà quando la sua situazione si sbloccherà.

Questa la mia fotografia sulla situazione di Honda. Che ne pensate?
La cosa più importante non è cercare le news dove non ci sono ma ragionare e guardare un po’ più in là. Lo fanno le aziende, dovremmo farlo anche noi.

Valencia: a Rins la gara, a Bagnaia il titolo! Finalmente abbiamo la risposta!

Nella gara amarissima in cui Rins su Suzuki porta alla vittoria una casa che non ci  sarà più, Pecco Bagnaia riporta a Ducati dopo 15 anni un titolo mondiale e con una combo pilota/moto italiana che non aveva luogo da 50 anni! Gara orrenda ma finale che più giusto non si può!


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Rins, Binder, Martin, Quartararo, Oliveira, Mir, Marini, Bastianini, Bagnala e Morbidelli a chiudere i 10.
Ma adesso almeno abbiamo una risposta alla domanda di tanti lunedì!
La gara, lo diciamo subito, è al limite dell’orrendo, con una serie che sembra infinita di erroracci e cadute ma se ci fosse una giustizia motociclistica, sarebbe questa.: noia totale, paura, brivido e guida nei locali di una cristalleria. Potete guardare i 10 e i caduti e tanto vi basti, incluso Marquez inefficace e tornato nel baratro.
Eh sì perché Rins porta a casa una vittoria meritata che fa pentire Suzuki del ritiro (ammesso che i Giapponesi abbiano questo tipo di rimorsi davanti alle ragioni industriali) e Bagnaia, per quanto oggi sarebbe stato più difficile perderlo, questo mondiale, che vincerlo, porta a casa un titolo facendo capire che  è suo di diritto per i 114 punti recuperati e per lo strapotere dimostrato nelle ultime due gare nei confronti dei suoi avversari diretti e di tutte le combo dei bookmaker che lo vedevano irrimediabilmente perduto.
Masetti-Gilera1952, Libero Liberati-Gilera 1957, Agostini-MV Agusta 1972, queste le combo pilota italiano – moto italiana, che finalmente portano ad un Bagnaia-Ducati 2022. Ci sono stati certamente Lucchinelli, Uncini, Rossi, a vincere in classe regina, ma questo è un risultato particolare perché restituisce a Bologna il premio per un lavoro che l’ha portata ad essere indiscutibilmente la moto migliore del lotto.
Chi dice che Bagnaia non è il più forte di tutti i suoi colleghi, forse a anche ragione, ma non è quello che conta.
Quello che conta è che è l’uomo giusto sulla moto giusta al momento giusto che ha fatto le cose giuste e quindi niente può togliergli un titolo vinto così, ammesso che un titolo valga più di un altro.  Un fighter può incassare ma è il risultato finale che conta e gli ultimi round di Pecco sono stato un crescendo assoluto, al di là del fatto che Yamaha abbia vissuto un dramma tecnico che ha ne ha creato un altro umano, uccidendo un Quartararo che ha fatto più del possibile.

Gli hater si quietino perché non è stato rubato niente da nessun pilota.
Piuttosto, è giusto rimarcarlo, abbiamo subito un’informazione indecente convinta di essere stata bilanciata e dei giochi di marca spacciati per giusti giochi di squadra che hanno raggiunto l’indecenza plateale dei comportamenti in pitlane, ma soprattutto nel cercare di farci credere che non siano esistiti.

L’aggravante è che nessuno di questi comportamenti e atteggiamenti deprecabili hanno avuto influenza in un titolo che Pecco Bagnaia da Torino avrebbe vinto comunque.

Guarda la live di Misterhelmet con il commento della gara!

MotoGP a Sepang e SBK a Villicum. Com’è andata? Live e Megaintervista a Genesio Bevilacqua

Il Come è andata Live, questa settimana dedicato al doppio appuntamento di MotoGP a Sepang e Superbike a Villicum ha visto ospite Genesio Bevilacqua.
Dopo il punto della situazione la puntata si è trasformata in approfondimento con molti temi MotoGP e SBK trattati in termini di numeri, costi, progetti e regolamenti. Una puntata da non perdere!


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La Banda Ducati sbanca Sepang. Vince Bagnaia, Enea non ci prova neanche. Terzo Quartararo!

Il mondiale comunque già deciso si decide aritmeticamente a Valencia. Va in scena però una gara senza “Gubbio” addomesticata.
Dispiace per Bagnaia ma Bastianini nemmeno ci prova. Terzo Quartararo, testimone impotente.
2 ore di “Se Ducati avesse voluto avrebbe e invece” che testimoniano quanto siano tutti venduti a partire dalla stampa.

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Bagnaia, Bastianini, Quartararo, Bezzecchi, Rins, Miller, Marquez, Binder, Zarco, A. Espargaro: ecco i 10.
La gara c’è è non c’è, perché Bastianini arriva sotto le mura di un Bagnaia partito in modo perfetto, ma non ci prova nemmeno. Non si provi a prenderci in giro. Il piemontese non ha colpe ma oggi non è da vittoria e lo sanno tutti.
Il resto della gara non c’è. Quartararo fa una gran performance e ci mette del suo salendo sul podio, Espargaro non esiste e Marquez si affievolisce come da lui stesso previsto. Solite uscite quelle di Martin, imploso nella ghiaia e Zarco, disinnescato.
Note positive invece, di livello superiore, quelle di Rins ma soprattutto Bezzecchi, con Miller che si tiene lontano dal fuoco e forse fa bene così.
Curiosa la prestazione di Morbidelli che nell’unico week end in cui non è indecente, trova il modo di avere 2 long lap penalty, e nonostante questo fa meglio di tante altre volte, pur tirandosi fuori da qualsiasi gioco che conta.

In Ducati saranno convinti di essere maghi della strategia. Lo spettacolo di oggi vale mezzo mondiale, sì, ma in meno, dal punto di vista del prestigio e della dignità. E’ vero che la gente dimentica e che parlano gli albi,  ma certe cose sono colpi davvero difficili da assorbire per la credibilità.
Non parliamo di pubblico ma di investitori e big player che guardano quanto addomesticato o addomesticabile  sia o possa essere il mondiale MotoGP all’occorrenza!
Non c’è infatti nessuno sfogo da vittoria, nessun festeggiamento sfrenato, nessuna esplosione di gioia, da nessuna parte, dalla pista fino all’ultimo degli operatori nei box, stampa inclusa.
La stessa telecronaca è imbarazzata e si giustifica tutto con il pathos e la tensione ma le realtà è che tutti dal primo all’ultimo, sanno che è andata in scena una combine peraltro inutile, perché la il mondiale è ancora da giocare a Valencia e perché Bagnaia oggi avrebbe potuto avere magari 5 punti in meno ma ma essere comunque meritatamente in vantaggio su Quartararo.

Il ribadire con tanta insistenza che non ci sono stati ordini da scuderia, da parte del Box e della stampa collaborazionista, è la dimostrazione che c’è proprio la necessità di scusarsi per qualcosa di indecente. Si vergognino dirigenti, stampa, piloti e manager. Più onesto sarebbe dire che c’è stata la difesa di un risultato, evitando di pisciare in testa al pubblico dicendogli che piove, scandalizzandoci per il fatto che non ci crede.

Guarda la live di Misterhelmet con il commento della gara!

Guarda l’articolo con le considerazioni aggiuntive su tempi e le dichiarazioni di Tardozzi e Bastianini!

Ducati MotoGP: attenzione all’illecito sportivo!

Luca Bologna, giornalista che per anni ha seguito il motomondiale, mi ha chiamato oggi infastidito da un tema e parlandomi di possibile illecito sportivo da parte di Ducati.
Tutto ha avuto origine da un suo articolo che potete leggere cliccando qui. 

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Guarda il video di Misterhelmet con Luca Bologna!

MotoGP, Phillip Island: Sorpresa Rins, ritorno di Marquez e SORPASSO di Bagnaia. Inferno Quartararo!

Rins, Marquez, Bagnaia, Bezzecchi, Bastianini, Marini, Martin, Zarco, Aleix Espargaro, Binder.
Sono i primi 10 di una gara surreale e al limite del sospetto per quanto è bella.
Una gara in cui ognuno fa quello che deve fare, nel bene e nel male, ad eccezione di Quartararo che piomba all’inferno!

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La gara di Phillip Island è la più bella da molto tempo a questa parte e restituisce  il campionario completo di spettacolo e giustizia, piacere e dolore e anche un po’ di amarezza.
Rins dà un bacio ad una Suzuki ingrata regalandole una vittoria tanto romantica quanto immeritata per le scelte effettuate partendo dalla decima casella (!), Marquez dimostra di essere necessario ad Honda e ancora di più alla MotoGP che ha bisogno del suo effetto detonante in uno scenario di piattume e mediocrità (sì, l’ho scritto)  e Bagnaia fa un capolavoro, portando a casa una gara intelligente ed efficace anche se a tratti messa in pericolo da un pizzico di ingordigia, dovuto alla volontà di far vedere che si merita quanto sta per ottenere.
Il piemontese, bravissimo, che adesso si trova a più 14 sul suo diretto avversario dopo avergli recuperato oltre 100 punti, combatte contro un disperato senza una moto che si lancia all’inferno  ma nonostante questo continua ad essere tentato di far capire quanto questo recupero sia solo suo. Non ne ha bisogno, nonostante il suo successo, costruito dal suo polso e dalla moto di un dio meccanico, sia platealmente appannato da un’orrenda quanto inutile processione di 5 Ducati che negli ultimi giri fanno a gara per non superarlo e non superarsi.
Non ci prova Bezzecchi che ne ha clamorosamente ed evidentemente di più, non ci provano gli altri, così spaventati da ordini, briefing,  warning, allusioni contrattuali da sembrare gatti nella notte davanti ai fari di un’auto. Spaventati e ormai dimentichi di essere piloti e di dover assecondare la loro natura. E’ un trenino triste per turisti che portano a spasso una sagra del freno a mano che a momenti è anche pericolosa.  Non è difficile immaginarsi nel paradosso della satira, un Miller che frena mentre torna al box con lo scooter dopo essere caduto, e un Di Giannantonio che per sicurezza chiude il gas per solidarietà, nonostante si trovi ad anni luce da quello che conta.

Il resto della gara è fatta di Aprilia che non concretizzano come sarebbe bello facessero, di KTM che rantolano, di Yamaha che sparano a salve fra Honda che non esistono e che solo in Marquez trovano un senso.
E’ brutto per me essere così feroce ma sarebbe, credetemi, ancora più brutto e disonesto non rilevare situazioni così marchiane.

Plateale in negativo è anche un’informazione che, dopo una giornata intera di attacchi squallidi e offensivi ad un Marquez dipinto come un delinquente abituale, recidivo e intenzionale, responsabile di un malcostume spudorato (sono tutte parole effettivamente utilizzate) per la questione della scia, attraverso post  fatti ad arte per fomentare  la parte più becera dei social, si esprime per tutta la gara in una telecronaca ancora più faziosa, tifosa, preda di un delirio eccitato infantile al limite della costruzione di frasi di senso compiuto, in una polluzione precoce da primo bacio in spiaggia con tanto di pantaloncino croccante, terminando con l’invenzione di statistiche senza senso che vedono Bagnaia facilmente campione  grazie a calcoli affrettati, ulteriormente arricchita da un “guai ai vinti” sui giochi di squadra che non vuole vedere la grottesca processione finale che tanto assomiglia al più grosso volemose bene dello sport a motore degli ultimi anni, in barba a sponsor e pubblico pagante.
Non è spiegabile come si possa, nonostante i segnali che numerosi arrivano da un pubblico pagante e senza scelta, decidere di continuare a rendersi così evidentemente schierati, togliendo paradossalmente valore e rendendo antipatico quello che si vuole esaltare.
Il sorpasso di Bagnaia, il ritorno di Marquez, l’inferno di Quartararo, il romanticismo di Rins sono un diadema di gemme preziose più che sufficienti a giustificare un abbonamento, eppure vengono sporcate da un atteggiamento che confeziona un prodotto che ne minaccia la purezza.

Guarda la versione video del pezzo!

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