DUCAUDI e Made in Italy? STOKAZZEN! Un solo nemico per DUCATI!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella di Ducati nelle mire dei jap per i suoi risultati sportivi. Sono altre le cose che i giapponesi temono e l’avversario diretto di Ducati è un altro!

 

Misterhelmet Shop 

 

Lo dico per la terza volta: capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate.

Questo è il TERZO VIDEO DI TRE sulle chiavi di lettura senza senso buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.


Parliamo di Ducati, del made in Italy, delle invidie e dei tentativi di bloccarla per aver vinto un mondiale dopo 15 anni schierando 8 moto.  E secondo qualcuno lo dovrebbero fare Case che insieme di mondiali negli ultimi 20 anni ne hanno vinti 18.
Alla fine del video vi dirò  cosa fa vincere veramente Ducati e di cosa devono aver veramente paura le altre case.

Vediamo cosa abbiamo:  Ducati fa paura! Ducati che va fermata! Ducati che va oltre i regolamenti!
La verità è che da un lato bisogna levarsi il cappello davanti a Ducati, dall’altro, se non avesse vinto sarebbero stati veramente problemi per un management che stava spendendo tanti soldi non suoi senza vincere il titolo piloti.
Poi vi spiego i “soldi non suoi”.

Intanto parliamo del titolo costruttori, una cosa importante fino a che non l’hai vinta. Quando l’hai vinta 2-3 volte come Ducati, inizia ad essere importante vincere il titolo piloti. MotoGP e Superbike è uguale. La casa “Bolognese” ci è riuscita dopo ben 15 anni.
Quindi, al di là del solito Quartararo, che può essere infastidito dalla sconfitta, o Marquez che però è infortunato, non si vede come Honda e Yamaha possano viversela così male dopo che per anni hanno dominato. Non è chiaro come possa esserne invidiosa Suzuki che se ne è andata.
Non è chiaro come possa essere invidiosa Aprilia che è tornata nel 2015 dopo una pausa di 11 anni.
E’ evidente che l’unica Casa ad essere un minimo “infastidita” da Ducati è  KTM che infatti sta percorrendo due strade, una diretta, una indiretta.
Quella indiretta è il dominio negli altri campionati. Dal 2025 i motori della Moto3 saranno KTM dove gli austriaci già dominano..
La Casa Austriaca, inoltre, sta pensando di mettere bene le mani anche in moto2 dove ha tanti team ma non è una casa partecipante. L’alleanza con Boscoscuro, l’ho spiegata in un video.

La strada diretta è invece quella dell’ingaggio di tanti tecnici Ducati, dimostrazione di grande stima. Ma qui non parliamo di KTM. Parliamo di Ducati e di chi sono i veri avversari della casa bolognese che bolognese non è più.

Però prima vi faccio una domanda: come mai i tecnici e la metodologia di lavoro di Ducati vengono “rubati” solo adesso? Perché adesso funzionano. E funzionano perché non ci sono solo le capacità sportive e tecniche da rubare ma il “MODELLO” che si incastra perfettamente con quello KTM. Sembra strano da credere ma Ducati e KTM, dal punto di vista tecnico no, ma da quello organizzativo, lavorano allo stesso modo.
Entrambe si espandono, entrambe vogliono dominare le griglie e il mercato.

La vera cosa che fa paura di Ducati non è il numero di moto, le ali o le innovazioni, ma il made in Italy che c’è sempre stato, sommato ad una cosa che ha iniziato finalmente a funzionare: il modello tedesco.

Chi dice che con Ducati ha vinto il made in Italy, dice mezza cazzata.
Chi dice che Ducati è solo Audi, dice l’altra metà.

Se gli aspetti sportivi e tecnici fossero fondamentali, Ducati negli ultimi 20 anni avrebbe vinto gli stessi mondiali di Honda e Yamaha.

Se il modello organizzativo fosse fondamentale KTM avrebbe vinto dei mondiali in MotoGP e BMW li avrebbe vinti in Superbike. Invece i tedeschi nelle moto non hanno vinto mai niente.

Non si vince con il made in italy. Non si vince con il made in Germany
Si vince con la COMBO!

Ecco un esempio di caratteristiche Made in Italy 
Cuore e attitudine al racing
Genio creativo, improvvisazione, adattamento, inventiva
Capacità progettuale applicata alle corse
SBORONAGGINE RACING: una cosa che nelle moto abbiamo solo noi.

E adesso un esempio di caratteristiche Made in Germany
Soldi derivanti da efficienza industriale
Capacità organizzativa estrema
Solidità aziendale
Metodo di lavoro più analitico che istintivo
Banche che aiutano
Mille modelli in Gamma che generano market credibility e quindi soldi.
Soldi che comprano uomini che fanno soldi.
CAPACITA’ DI FARE SOLDI E SAPERLI SPENDERE

Ducati ha avuto la sua KTM a 4 ruote che si chiama Audi.
Solo un drogato non capisce che il Gruppo Wolkswagen che ha ripescato dall’inferno marchi come Lamborghini, Bugatti, Bentley, Skoda, Seat, che ha inventato cose come Cupra e rilanciato Italdesign Giugiaro, MAN, Scania etc, non può non aver influito sul nuovo corso di Ducati che infatti è stata affidata al marchio che più le assomiglia: Non Porsche, ma Audi, il braccio armato del gruppo. Una via di mezzo fra VW e Porsche che strizza l’occhio a Lamborghini.

Ecco di cosa devono aver paura tutti:
Il Made in Italy che fa soldi, che ha idee e ci può investire. Il Made in Italy organizzato. IL MADE IN ITALY ALLA TEDESCA O MADE IN GERMANY ALL’ITALIANA che monopolizza la griglia e vende migliaia di MOTO con il meglio delle due visioni. Non per niente Ducati assomiglia sempre di più a BMW Motorrad e si è messa a far anche le turistiche e le fa bene.

C’è invidia verso Ducati? Non per i risultati sportivi.
Vogliono cambiare il regolamento? Non per colpa di Ducati.
Vogliono fermare gli Italiani? No, vogliono fermare l’alleanza Italo Tedesca che unisce il meglio dei due mondi.

DUCAUDI? STOCAZZO!
MADE IN ITALY? STOCAZZO!

Bisogna capire cosa spaventa i giapponesi. Non un titolo mondiale dopo 15 anni, ma i soldi e il modello per vincere i prossimi!

Impariamo a ragionare sulle situazioni vere e non sulle notizie false acchiappaclick!

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