SBK, Catalunya2: Ancora Bautista con Rinaldi e Razgatlioglu! Rea giù dal podio!

In gara2 va in scena Gara1 con l’aggiunta di Rinaldi. E tutti giù a subire uno strapotere Ducati, forte anche con Bassani. Non c’è proprio più niente da fare contro la moto giusta con l’uomo ancora più giusto!

 


 Misterhelmet ShopBautista, Rinaldi, Razgatlioglu, Rea, Bassani, Vierge, Oettl, Lecuona, Baz e Tamburini
Bautista fa come in Gara1 ma meglio, lasciando i suoi diretti avversari per il campionato in una rissa dall’esito tutt’altro che scontato con Rinaldi e Bassani.
Rinaldi questa volta è bravissimo. Prima fa quello che Miller dovrebbe fare con Bagnaia in SBK ma non riesce, poi fa anche la sua gara, andandosi a prendere un secondo posto che profuma di vittoria.
Razgatlioglu e Rea, la spuntano su Bassani solo all’ultimo momento, di forza ed esperienza, ma l’uomo di Motocorse è un diavoletto indomabile, pieno di trucchi, inganni, e mosse da pilota navigato.
Brutta la gara davanti, bellissima la rissa totale scatenata da Rinaldi e Bassani verso le Yamaha e la Kawa. Un qualcosa che fa perdere agli inseguitori un tempo che non avrebbero comunque recuperato in ogni caso.
Quanto è buona la Ducati? Tantissimo, ma non quanto è buono il pacchetto Ducati-Bautista. Questa stagione, sembra un 2019 venuto ancora meglio.
C’è spazio per gli sprazzi delle Honda, di Oettle susulla Ducati Go Eleven, ma anche di Baz e Tamburini, quest’ultimo da applausi. Il resto sono suicidi. Le BMW, l’altra Kawa, il resto delle Yamaha. La seconda parte della sagra dei droidi malfunzionanti di Gara1, ma per terra.  Così non si va da nessuna parte. Ad eccezione di Bautista, chiaramente.
Lui va dove vuole!Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della Gara2 in Catalunya!

 

MotoAmerica, Alabama: Jump start? Più lo guardi e meno lo vedi! E infatti…

L’americano della Yamaha ha vinto meritatamente ma il jump start per il quale Petrucci è stato punito, più lo guardi e più non c’è, anzi…
Sembra quasi si sommi ad un eccesso di sicurezza verso un ospite un po’… “ingombrante”. C’è un video, ma prima la sua spiegazione. E infatti, ricorso accolto mentre lavoro a questo pezzo.
Ma vi meritate un video con un video dentro!

 

 


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Non è che sarebbe finita tanto diversamente, perché sono tanti i temi da trattare, ma il jump start, nella gara1 di Barber, Alabama, non ha aiutato. 5 secondi sono sempre 5 secondi anche quando ne prendi oltre 20.

Parliamo del jump start che, dalle inquadrature offerte dalla tv americana, tutte dall’altro lato, sembrava evidente. E dico sembrava, perché da questi altri video, a varie velocità, non solo sembra che Petrucci non sia partito prima ma sembra anche che sia partito dopo e la cosa che abbia tratto in inganno sia soprattutto la microimpennata della Ducati. Sappiamo tutti che non c’è miglior jump start, partenza anticipata, di quello fatto con la moto che salta davvero. Diciamo che è la versione classica. Però guardando il video, sembra che o la partenza anticipata è collettiva, o non c’è.

Alla fine, come è andata la gara lo abbiamo scritto qui, e non sarebbe cambiato molto.

Però Danilo è stato chiaro:
“1) mi scivolava la moto da sotto il sedere
2) in frenata si saltava
3) le gomme che abbiamo usato non c’entravano niente con quelle che avevamo utilizzato qui per i test. Queste erano di legno e di questo legno me ne sono capitate spesso.”

Non è che allude, Petrucci, non è tipo, però chiaramente uno che si gioca un titolo al debutto, su piste che non conosce guidando una moto che non conosce, contro gente che su certe piste ci può girare bendata, se è ad un passo dal vincerlo, poi vuole portarlo a casa. E allora inizia a fare tutte le valutazioni che gli vengono in mente.

Comprese quelle che si possono fare dall’esterno e che colgono un po’ di fastidio nel fatto che uno che arriva da fuori, vince 3 gare di seguito, cazzia tutti per il livello di sicurezza, e poi mette in fila un’intera stagione con tutti podi tranne due volte in cui arriva quarto (questa di Barber è la terza). E si becca anche delle penalità pretestuose per essersi fatto valere. Insomma un rompicoglioni che dà sì prestigio per il suo blasone, ma che non deve esagerare.

Gagne, a meno di catastrofi astrali o puttanate ultraterrene, lo vincerà lo stesso, questo MotoAmerica. E visto il numero di vittorie e gli episodi schiaccianti con cui sono avvenute, NESSUNO SE LO MERITA PIU’ DI LUI.

Però potrebbe anche venire il dubbio che per sicurezza si decida di essere abbondanti su un episodio che forse poteva anche non esserci, come si era già stati abbondanti per le penalità e per la tolleranza con cui le sportellate venivano punite solo da una parte.
Quindi forse biscotto no, però nella foto ci stava bene.
Basta guardare il video. E colpo di scena, nella notte, mentre siamo andati a dormire dopo aver scritto il pezzo, il ricorso viene accolto!

MotoGP, Motegi: dominano gli istintivi! Miller, Martin, Binder. Bene Marquez, Quartararo si salva, Bagnaia va out!

Una gara sonnolenta si sveglia negli ultimi giri. Mentre davanti era già successo tutto, a metà classifica si consuma il disastro di Bagnaia che dopo aver ricevuto un regalo di scuderia, si autoelimina e torna a -18. Inutili le mediazioni di Tardozzi al Box Gresini per fermare Bastianini.

 

 


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Miller, Binder, Martin, Marquez, Oliveira, Marini, Vinales, Quartararo, Bastianini, Bezzecchi!
Non c’è niente di meglio di una gara brutta che diventa interessante (bella no), alla fine. Nonostante sia già tutto deciso davanti, con tre che non c’entrano niente con il campionato e sono in cerca solo di rivincite personali, dal podio in poi succedono cose interessanti per il futuro imminente della MotoGP.

Marquez fa finalmente la gara che deve fare, ossia una gara completa, Quartararo percorre la pista con le unghie e con i denti, soffrendo come un cane, mentre Bagnaia butta via tutto, proprio mentre cerca di intimorire il francese, dopo un sorpasso cadeau arrivato (presumo) per le mediazioni di Tardozzi al Box Gresini.
E’ bene infatti sapere che Bastianini, da tempi e da immagini, ne ha davvero di più di Bagnaia ma per qualche motivo fa da elastico. Che abbia ceduto la posizione o no, resta da capire cosa ci fa  Tardozzi al box di una squadra satellite mentre un suo pilota sta vincendo la gara e un altro suo rider sta lottando per il campionato.

Ci sono altri spunti su cui ragionare? L’enigma Miller, la riivincita di Martin, lo spreco Binder (in KTM, che ci fa), la conferma Marini, il ritorno di Marquez, e la professionalità di Quartararo e la sfortuna di Espargaro, stoppato da problemi elettrici. Di Bagnaia c’è ancora da chiedersi: è da mondiale dopo un suicidio così? Serviva davvero? La tranquillità deve partire dal box e in Ducati, per come la vedo io, sono messi male.

Guarda la Live di Misterhelmet con il commento alla gara di Motegi!

MotoAmerica, Alabama: Gagne stravince, Petrucci incassa una penalità e sprofonda!

L’americano della Yamaha fa letteralmente un altro mestiere. Petrucci soffre e non sale nemmeno sul podio, anche a causa di una penalità Lo svantaggio inizia ad essere serio e il titolo non è impossibile ma si allontana!

 

 


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Andiamo per ordine. Danilo Petrucci fa il possibile ma sin dalle qualifiche 1 il ritardo è di quelli importanti.
1.8 secondi, poi ridotti a 1.3 mettono  le cose in chiaro. O gara bagnata o gara in sofferenza. E il meteo è splendido. La faccenda si mette male da subito perché mentre Gagne, mai in pericolo, parte a fionda (nel senso buono del termine), Petrucci parte  a fionda nel senso peggiore, con un jump start sanzionato dopo qualche giro ma, va detto, sacrosanto.

Alla fine il quarto posto, che senza i 5 secondi di penalità sarebbe stato terzo, mette Petrucci nei guai.
I punti di vantaggio di Gagne sono 16 (356 a 340).  Anche vincendo, Petrucci deve sperare che il campione in carica faccia peggio di 7°.
Una cosa che al campione in carica, non è mai successa, le volte che è rimasto in piedi.

Clicca qui per i risultati completi di Gara1 a Barber, Alabama, o

Guarda la live di Misterhelmet con il commento della Gara, ospiti Genesio Bevilacqua, Alex Polita, Luca Bologna!

SBK, Catalunya: Bautista saluta e se ne va. Rea battuto, Razgatlioglu in crisi!

In gara1 vanno in scena due paradossi: quello dell’elasticità della Superbike, e quello della brutta imprevedibilità!
Cambiare le cose in Superbike, sembra quasi impossibile!

Bautista, Rea, Gerloff, Rinaldi, Razgatlioglu, Lecuona, Lowes, Bassani, Locatelli, Laverty.
Dando uno sguardo ai primi 10 si potrebbe pensare ad un risultato classico di una gara Superbike; vince uno dei soliti e un’altro dei soliti protagoinisti, ha un problema.
Invece è una gara tutta diversa che dimostra, alla fine, la proprietà elastica della Superbike. Puoi stressarla, strizzarla, cambiare la griglia di partenza nel modo più fantasioso anche con la pole di uno come Lecuona, puoi far succedere in gara quello che vuoi, che  l’ordine di arrivo non cambia o cambia di poco.


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Eh già perché a parte Bautista, che ha vinto andando via come a volersi tirare fuori dalle scazzottate tamarre che tanto piacciono si suoi avversari diretti, il resto finisce in modo quasi uguale ma dopo una gara tutta diversa.
Lecuona è protagonista ma crolla,  Rea è spacciato e poi risorge. Razgatlioglu si spegne come un lumino e Bassani prima esplode poi implode, insieme a Rinaldi che tanto sbaglia e tanto poi rimedia. L’unico a fare una gara “sensata” è Gerloff,, ormai senza i freni inibitori della sudditanza di casa. Deve essere bello per lui schiaffeggiare prima Locatelli e poi Razgatlioglu.
Eppure, nonostante l’imprevedibilità, la gara riesce ad essere di una noia ultraterrena. E questo perché non assistiamo ad imprese titaniche ma a cali ed errori. Non assistiamo a prodezze ma a problemi che si manifestano.
Più che sorpassi, si vedono cedimenti. Insomma agli unici elementi distintivi che sono l’estrema superiorità tecnica di Bautista, la rabbia di Rea e il genio di Gerloff, si sommano solo cedimenti di droidi protocollari che vanno in tilt.
Guardare e riguardare la gara per vedere se nei sorpassi ci sono più attacchi di chi passa o più cedimenti di chi subisce, è una delle cose da fare. Ma non questo week end. Ci sono cose molto più interessanti.

Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della Gara1 in Catalunya!

 

E’ un super week end Ducati vs Yamaha: chi vincerà più gare?

A livello di congiunzione astrale racing, ci apprestiamo a vivere un week end unico, con battaglie epiche.
Ma la cosa più clamorosa è che, a meno di colpi di scena, i colori protagonisti saranno solo due!

  • Bagnaia, Bastianini e colleghi (altri 6) contro Quartararo e Morbidelli (più o meno), in MotoGP.
  • Bautista e Rinaldi (ma c’è anche Bassani) contro Razgatlioglu, Locatelli e Gerloff in Superbike.
  • Aegerter e Baldassarri (ma le Yamaha sono infinite) contro Bulega e Caricasulo in Supersport (ci sono anche De Rosa e Bayliss).
  • Petrucci da solo contro Gagne, Petersen, Scholtz nel MotoAmerica Superbike (con tanto di titolo in palio).
  • Herrin (che ha già vinto il campionato) contro Rocco Landers nel MotoAmerica Supersport.

Con qualche piccola eccezione in MotoGP e Superbike (ci cono rispettivamente l’Aprilia di Espargaro e la Kawasaki di Rea), tutte le lotte che contano, vedono di fronte Ducati e Yamaha come protagoniste indiscusse.


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E clamorosamente, le battaglie  avverranno tutte in questo week end, data di “congiunzione astrale” di ben tre campionati importanti in cui, in quasi tutte le categorie, la casa di Borgo Panigale e quella di Iwata si scontreranno direttamente.
In un’occasione si assegnerà anche un titolo, quello del MotoAmerica Superbike mentre un campionato, anzi due, Ducati li ha già vinti e parliamo di titolo costruttori MotoGP e di titolo Supersport al MotoAmerica.
Yamaha, invece, favoritissima nel World Supersport,  dovrebbe aver già portato a casa il titolo costruttori nella Superbike Americana.

E’ il momento di un pronostico finale a livello di titolo costruttori e piloti ma, chi ha fretta, può già dedicarsi al bilancio del week end.
Chi vincerà più gare fra le ben 10 che si disputeranno? Di che colore si tingerà il podio, sul suo gradino più alto?
Di rosso o di blu?

Fate il vostro gioco!

Volete  seguire le gare? Sintonizzatevi sui canali social di Misterhelmet: Youtube, Facebook, Twitch, Twitter e Telegram per seguire le dirette live con il commento di tutte le gare del week end!

Pagelle Aragon MotoGP: Bastianini sfancula i giochi di squadra, Bagnaia gongola, Quartararo Subisce!

Eccoci qui per le pagelle di Aragon.
Bastianini, Bagnaia, Espargaro, Binder, Miller, Martin, Marini, Zarco, Rins, Bezzecchi!
Bastianini batte Bagnaia e i giochi di squadra ma è Bagnaia il vincitore di giornata! Out Quartararo e Marquez, ottimo Espargaro.
Eh ma ha vinto allora perché dici che ci sono dei giochi di squadra bla bla comblotto

Il fatto che Bastianini abbia deciso di battere Bagnaia come già avrebbe potuto fare a Misano (onorando il suo team e i suoi sponsor) dimostra che non ha obbedito ai giochi di squadra, non che i giochi di squadra non vi fossero. A parte il fatto che mi sono sbagliato perché personalmente pensavo che sarebbe stata un’altra Misano, solo un idiota può rivendicare cose tipo “visto che non ci sono i giochi di squadra?” dopo le dichiarazioni di Domenicali e Dall’Igna a Misano. E dopo aver visto lo sguardo di Tardozzi ai box, rassicurato e abbracciato dai suoi per farlo calmare e come a dirgli che “dai va tutto bene comunque”. Una specie di clinch di quelli che si fanno in discoteca per calmare l’amico e non fargli fare una rissa. Tardozzi fa il suo lavoro e aspira alla vittoria del suo pilota per cui ha ragione. Ma dire che non ci si aspettasse che Bastianini non vincesse, è da sordociechi disonesti.

E va veramente tutto bene perché oggi il vero vincitore è Bagnaia, al di là del secondo posto. Perché il ritardo su Quartararo ormai è insignificante e il francese deve dormire veramente preoccupato per i 10 punti di vantaggio che possono essere annullati in qualsiasi momento. e in più è dolorante per una caduta e col morale sicuramente down.
La gara, però, consentitemi, di fatto, non c’è. Il sorpasso di Bastianini fa il 70% del totale ma decide “solo” la vittoria.
Il resto lo fa MM93 che fa uno zero e con lui Quartararo che lo tampona incolpevolmente (e Nakagami).
Non ci sono molti altri episodi rilevanti se non la grinta di Aleix Espargaro, di Binder, di Marini e di Bezzecchi, oltre a quella di Crutchlow. Questi piloti, seppur per posizioni diverse, danno tutto e dimostrano cose importanti ognuno rispetto al suo ambito.
Il processo a Marquez? Inutile e da poracci.

A Motegi il mondiale è praticamente azzerato e, paradossalmente, lo possono vincere in tre. Ok, forse Espargaro non è fra i favoriti ma il cartoncino delle probabilità e quello degli imprevisti, possono pescarlo in tanti.

Vediamo adesso le pagelle, iniziando dalle case.


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MotoGP, Aragon: Bastianini batte Bagnaia e i giochi di squadra ma Pecco gongola perché Quartararo è out. Espargaro sul podio con Aprilia!

Bastianini, Bagnaia, Espargaro, Binder, Miller, Martin, Marini, Zarco, Rins, Bezzecchi!

Bastianini batte Bagnaia e i giochi di squadra ma è Bagnaia il vincitore di giornata! Out Quartararo e Marquez, ottimo Espargaro.

 

Il fatto che Bastianini abbia deciso di battere Bagnaia come già avrebbe potuto fare a Misano (onorando il suo team e i suoi sponsor) dimostra che non ha obbedito ai giochi di squadra, non che i giochi di squadra non vi fossero. A parte il fatto che mi sono sbagliato perché personalmente pensavo che sarebbe stata un’altra Misano, solo un idiota può rivendicare cose tipo “visto che non ci sono i giochi di squadra?” dopo le dichiarazioni di Domenicali e Dall’Igna a Misano. E dopo aver visto lo sguardo di Tardozzi ai box, rassicurato e abbracciato dai suoi per farlo calmare e come a dirgli che “dai va tutto bene comunque”. Tardozzi fa il suo lavoro e aspira alla vittoria del suo pilota per cui ha ragione. Ma dire che non ci si aspettasse che Bastianini non vincesse, è da sordociechi disonesti.


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E va veramente tutto bene perché oggi il vero vincitore è Bagnaia, al di là del secondo posto. Perché il ritardo su Quartararo ormai è insignificante e il francese deve dormire veramente preoccupato per i 10 punti di vantaggio che possono essere annullati in qualsiasi momento. e in più è dolorante per una caduta e col morale sicuramente down.
La gara, però, consentitemi, di fatto, non c’è. Il sorpasso di Bastianini fa il 70% del totale ma decide “solo” la vittoria.
Il resto lo fa MM93 che fa uno zero e con lui Quartararo che lo tampona incolpevolmente (e Nakagami).
Non ci sono molti altri episodi rilevanti se non la grinta di Aleix Espargaro, di Binder, di Marini e di Bezzecchi, oltre a quella di Crutchlow. Questi piloti, seppur per posizioni diverse, danno tutto e dimostrano cose importanti.
Il processo a Marquez? Inutile e da poraccio.

A Motegi il mondiale è praticamente azzerato e, paradossalmente, lo possono vincere in tre. Ok, forse Espargaro non è fra i favoriti ma il cartoncino delle probabilità e quello degli imprevisti, possono pescarlo in tanti.

Guarda la diretta del commento di Aragon Live con Misterhelmet!

Rinaldi: che vi piaccia o no, un altro anno. Ingaggio: reddito di cittadinanza!

L’annuncio della riconferma di Michael Ruben Rinaldi, nonostante le voci, dovrebbe arrivare a breve. E l’averlo fatto sentire in bilico, quando magari in bilico non è stato mai, è un altro gioco al ribasso che ha fatto comodo a molti.
A Bassani per alzare le sue quotazioni, e a Ducati per abbassare il prezzo.
E’ così che anche uno che non rischiava un posto per cui guadagnava quasi niente, si sente, in qualche modo, fortunato.

Rinaldi è uno che divide. Piace o non piace.
Ti ci puoi innamorare perché alla fine, anche se non performa, si fa ammazzare su quella moto. Ed è uno sempre positivo.

Che poi non è vero che non performa, perché poi alla fine, in campionato è quarto.
Il problema è che è a 120 punti dal terzo e con la metà dei punti del suo compagno di squadra. Ma le altre seconde guide non hanno fatto molto meglio, anzi. Rinaldi mette il suo zampino molto più di Locatelli, Lowes e compagnia.
Alla fine se ti tieni Rinaldi, che performa senza fare scena, che costa 70mila euro annui (più i premi, certo, ma sempre 70mila sono), forse non sbagli perché di fatto gli paghi una specie di reddito di cittadinanza.

 

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70.000 per tutto il mondiale, con 3 gare + 4 turni di prove e warm up, per un totale di 8 turni in moto X 12 round, sono 96 presenze e cioè meno di 730,00 euro a presenza se escludi i test, i viaggi, gli eventi e gli sbattimenti assortiti prima, durante e dopo la stagione.
Vedete voi. Ducati non si vergogna di niente tanto da aver fatto la stessa offerta a Petrucci la cui risposta è il motivo per il quale ha confermato Michael.

Alla fine io Rinaldi non lo avrei confermato.

Non perché gli voglia male, ma perché su quella sella siede già da qualche anno e avrei voluto vederci Bassani.
Però non significa che la scelta della squadra non sia giusta, anzi, forse è giusta in quanto segue una logica di continuità.
E forse questo epilogo è la cosa più giusta anche per Bassani che così può andare a cercare qualcosa di “diverso” e alternativo al finale che tutti si aspettavano per lui. Qualcosa di diverso da un team ufficiale tritatutto che esalta le prime guide e distrugge le carriere dei secondi piloti. E non credo che serva un elenco relativo agli ultimi anni.