Cani da ricordo! La sopravvivenza senza Rossi e la scomparsa mediatica di Morbidelli!

Vi parlerò oggi dei cani della propaganda nel motociclismo. Per la precisione, cani da ricordo. Cani da ricordo.

Non so se avete notato ma negli ultimi tempi si parla del ritiro “abbastanza frequentemente” di Rossi e di quanto il motociclismo non sarà più tragicamente lo stesso a partire da questa stagione in cui Rossi non c’è più.
E ve lo dico subito che è una cazzata. Senza nulla togliere a Valentino, l’umanità è fatta per andare avanti e quindi tutti noi in tutti i settori possiamo concretamente fare a meno di tutti. L’allarmismo creato serve solo per rastrellare le ultime cliccate, come a dire: affrettatevi perché poi tutto questo sta per finire e non ne parleremo più. Ma fidatevi che Il motociclismo è come per le offerte dei divani. Ci saranno sempre anche passato il week end.

Ed è tutta roba inutile perché tutti noi siamo fatti per sopravvivere e quindi in un ambiente in una organizzazione e in uno sport, non esiste niente che sia veramente necessario. Anzi è proprio il passaggio dei miti a rinnovare e a smuovere.
Nello sport siamo sopravvissuti al ritiro di Pelé, Maradona, Tyson, Senna, Schumacher, Fangio, Agostini, e sopravvivremo al ritiro di Rossi che fra l’altro non si è ritirato nel 2022 ma ben 15 anni fa ed è stato tenuto in vita artificialmente da questi nostalgici che possono essere considerati al pari del partito monarchico o dei sostenitori dell’Unione Sovietica. Gente che esiste solo grazie ad un fenomeno e che adesso campa preoccupata dal fatto che il fenomeno non esiste più. Gente che è lì per tenersi stretti dei privilegi e fa il cane da ricordo per non essere rottamata. Voi pensate che servano ma non servono a niente perché le imprese di Rossi rimangono nella storia e non serve gente bullonata solo nel passato cui conviene vivere di ricordi parziali.
Avrete notato. Rossi si ritirato ieri ma le tv trasmettono gare di 15 anni fa, dove vinceva.
Trasmettono tutte le dichiarazioni dei suoi avversari dove questi sembrano più negativi di Putin. Stoner non la manda a dire ma era matto, Marquez non viene perdonato per il biscotto, Lorenzo rosicone assoluto. Tutto il repertorio così. Riesumati anche Biaggi e Gibernau, ovviamente tutti nella veste miserrima di perdenti che hanno riconosciuto la loro inferiorità, col tempo e quindi vengono, bontà di certa stampa “riabilitati”.
E le gare trasmesse? Non gli schiaffi degli ultimi 10 anni o il biennio Ducati ma solo 2008, 2009, Lacuna Seca, qualche Mugello… non si va oltre.
Tutto con la scusa di ricordare e insegnare la storia. Ma questa non è storia, è la storia rivisitata per comodo e trasformata in una storiella.
I miti sono tali perché umani e sono fatti anche di avversari, sconfitte, imperfezione. A meno che invece di un pubblico competente non si voglia un pubblico non pensante. Cani che abbaiano a cani.
Un appassionato di motociclismo vuole rivivere tutta la storia del motociclismo. Incluso Agostini in difficoltà con Saarinen.

Sia chiaro non è colpa solo di Rossi ma dei cani da ricordo.
Come i miei cani, per sottomissione, deferenza e gratitudine estrema,  anche paura, fanno cose che pensano essere utili ma sono schifezze. I miei mi portano bottiglie di plastica, pupazzi luridi, rami, un topo, e me li depongono ai piedi per compiacermi. Questi giornalisti fanno lo stesso. E non pensate che siano i pesci piccoli a distinguersi, anzi. Più sono alti in gerarchia e più hanno da perdere. E fanno i servi. Organizzano palinsesti tv tipo istituto luce, si vantano di aver ricevuto e rispettato indicazioni, postano leccate surreali da nord corea, cercano attenzioni trasformando in imprese cose normali. Essere derisi per loro è una medaglia perché significa che sono sulla strada giusta. Non hanno mai avuto dignità, perché dovrebbero tirarla fuori adesso?
Più sono in alto nella scala gerarchica dei gerarchi tascabili quali sono e più si danno da fare per compiacere qualcuno che probabilmente nemmeno se li fila.
Alcuni sono disposti a trasformare siti di moto in siti di auto per seguire l’idolo nelle nuove avventure come per un rally di Monza lungo un anno. Mi piacerebbe che Rossi si desse al golf solo per vederli arrampicarsi su scelta dei ferri, swing e par. Li vorrei vedere a fare la telemetria dei backspin.
E tutto questo cagnolare da ricordo, viene spacciato per storia, passione, interesse “doveroso”.
E invece non è storia, perché è solo la loro storia, di quando hanno svoltato grazie a un fenomeno e mangiato a quattro ganasce e di quanto adesso siano preoccupati di rimanere troppo a lungo senza un nuovo padrone.
Perché se veramente si volesse fare storia con l’avvicinarsi del GP del Qatar si parlerebbe di Lorenzo che lo ha vinto 6 volte, e non di chi si è ritirato ma non faceva ormai un podio nemmeno per sbaglio.
E non è nemmeno passione: è la loro passione. La coppa Cobram dei dipendenti che si appassionano allo sport del loro capo, per compiacerlo. Come in Fantozzi.

Continuano a raccontarvi con l’elasticità mentale di un cane, quello che serve solo a loro in una gara fra accattoni di click che sgomitano per gli ultimi spicchi di sole. Fate caso al fatto che si parla solo di Marquez in negativo e di Bagnaia in positivo mentre dal radar dei ricordi è scomparso tutto quello che non porta soldi e benevolenza come Morbidelli, che evidentemente non è più l’erede mediatico designato, perché non porta le attenzioni inserzionistiche di Ducati.
Avete sentito nominare Morbidelli negli ultimi mesi? Uno che è stato vicecampione del mondo con una moto privata di due anni prima? Ha umiliato la persona sbagliata quindi, no. Non hanno ricevuto indicazione di spingere su Morbidelli, forse.
Questo bastoncino non ve lo riportano, i cani. I cani da ricordo.
Gli unici cani che è giusto abbandonare.


 

Ducati MotoGP: Mercato “sbagliato”?

Un pensiero breve: parliamo di mercato rosso.
Ducati viene sempre criticata per il fatto che blinda i piloti troppo tardi e questa volta, come per farsi perdonare, ha blindato Bagnaia prima del campionato, forse per farlo sentire tranquillo o forse come messaggio a Miller che invece è dichiaratamente in bilico e NON è stato confermato. E questo, ok. Spiace per Miller ma così va la vita.
Nella mia classifica piloti qui ho già detto che a mio avviso Ducati non ci punta tanto e lo vede più che altro come piano B per la Serie B, ovvero la Superbike. OK.
Ma quello che secondo me Ducati ha fatto, è ancora una volta, non dico criticabile ma comunque perfettibile.
Eh già perché non è stato fatto alcun ragionamento su piloti che non sono il presente come Bagnaia ma di sicuro possono essere il futuro e parliamo di Martin e Bastianini.
Ma allora cosa ha sbagliato, Ducati? A blindare Bagnaia?
Più o meno. Ha sbagliato a blindare Bagnaia e a non assicurarsi Martini e Bastianini.
Eh ma si potrebbe pensare che Bagnaia andava bloccato mentre per gli altri si fa sempre in tempo. Esattamente il contrario.
Bagnaia sulla sua sella ufficiale con il mondiale a portata non ha mai rischiato di muoversi mentre, al contrario, Martin ha già fatto le sue dichiarazioni (e lo vorrebbe Honda) mentre Bastianini è, insieme allo spagnolo, uno dei migliori prospect. E questi due, soprattutto il primo, hanno fretta di sistemarsi prima di Mir, prima prima di Rins, e prima dei nuovi rookies. Ma soprattutto molto prima dell’arrivo di Acosta, che già incombe.
Quindi, ancora una volta, Ducati poteva fare meglio. Ha fatto una cosa giusta ma avrebbe potuto farne altre due ancora più giuste. Come la vedete?

 


   

L’abbassatore: lo strumento usato per combattere Ducati!

Premesso che holeshot e abbassatore dinamico non sono la stessa cosa, nessuno vuole sminuire uno strumento che ormai hanno in molti ma che Ducati ha evoluto in maniera molto vicina ai limiti del regolamento. Il tema è un altro. Holeshot e abbassatore dinamico sono solo strumenti di un contenzioso molto più ampio. E’ un modo per discutere Ducati perché sta creando altri “problemi” politici.

Questa storia dell’holeshot/abbassatore dinamico, ci sta sfuggendo di mano.
E non spiegherò tecnicismi già trattati perché non è questo il vero pomo della discordia.
Ok la stampa ci marcia perché non sembra vero che ci sia una novità tecnica di cui parlare, ma credetemi, non è rilevante.
E soprattutto non è la causa della guerra fra Ducati e le altre case, perché invece è solo lo strumento.

Diciamoci la verità, il motomondiale è un circus, nel senso che è proprio uno spettacolo itinerante che per sopravvivere deve cambiare equilibri e soddisfare requisiti politici e di mercato. Altrimenti non si correrebbe in posti assurdi come Rio Hondo e Mandalika. Non ci prendiamo in giro.
Il motomondiale fa questo per sopravvivere. Ok i protagonisti, anche prolungati come Rossi e Marquez, che però sono anomalie personali, ok gli antagonisti di successo come Lorenzo, ok gli underdog, ossia gli inaspettati come Mir in un’annata al 100% atipica, ma questo non è l’andamento normale. Non vi devo svegliare io in merito al fatto che molto spesso, guarda caso, le gare locali hanno come protagonisti i beniamini locali, oppure gli stessi title sponsor vedano vincere i loro piloti nei GP intitolati. Davvero è perché il tal pilota ha girato di più in quella pista oppure lo sponsor è venuto personalmente a incoraggiare il suo team nel GP ad esso intitolato?
Ma allora è tutto falso? Assolutamente no, ma ci sono delle esigenze da rispettare.
Ma allora le gare sono truccate? Assolutamente no. Ma spesso, e non è la prima volta, vengono create determinate condizioni. E questo succede tramite lo sviluppo degli pneumatici o alcune concessioni regolamentari.
E quando la creazione di determinate condizioni è troppo marcata, qualcuno si ribella. Ma anche questo fa parte del gioco. Perché tutti sanno che sono ribellioni rumorose ma che non vanno oltre il rendere pubblica una insoddisfazione che fa sembrare tutto più vero.
Ogni casa è lì per ottenere quello per cui ha pagato e lo sa.
E lo sa anche Dorna. I regali inaspettati e immeritati si contano sulla punta delle dita.

L’holeshot e l’abbassatore dinamico sono “fregni” che fanno andare più forte in un campionato in cui si va già troppo forte. Quindi non sono strettamente necessari.
Se andare veramente più forte come velocità di punta servisse a vincere, Ducati avrebbe vinto gli ultimi cinque campionati del mondo. E invece è andata diversamente perché è mancato qualcosa dal punto di vista umano. Non si vince senza moto ma non si vince senza pilota.

Però per Ducati è il momento di incassare e quindi la si lascia lavorare sui suoi punti forti. Due dei quali sono potenza e velocità di punta.
Ma non sono i soli. Ducati ha sempre avuto come punto di forza quello di allargarsi in griglia.
E quest’anno ha ripetuto il record delle otto moto.
Davvero pensate che siano l’holeshot e l’abbassatore a fare fastidio e non le otto moto in griglia?
Davvero qualcuno pensa che a dar fastidio di Ducati sia l’abbassatore e non il fatto che l’anno prossimo avrà otto moto in griglia e un’intera griglia di moto elettriche?
La verità è che privilegi simili li ha avuti anche KTM, che si è allargata con trofei, classi minori, vivai spaventosi, tre marchi diversi per finta, un dominio nelle classi junior e concessioni tecniche, il tutto ben innaffiato da Red Bull, che tramite sponsorizzazione controlla KTM e ha le mani su metà griglia piloti oltre che su metà della stampa europea. Tali privilegi però KTM non è riuscita a sfruttarli. Ha ottenuto meno di Ducati, spendendo però più del doppio. Ed è questo che brucia.
E Aprilia non ha avuto concessioni quando per anni è stata considerata un povero team privato nonostante fosse, di fatto, presente in forma ufficiale?
La verità è che dell’abbassatore in se non interessa a nessuno. E forse non lo ha nemmeno inventato Ducati, dato che Aprilia lo aveva già testato con Baiocco nel 2017 (chiedere a Piaggio) per poi mollare.
Avete letto bene. Matteo Baiocco.
E davvero pensate, senza nulla togliere a Ducati, che Honda e Yamaha non potrebbero sviluppare un loro abbassatore nel tempo libero, se veramente fosse la killer application per vincere le gare? E che Suzuki, che ha vinto un mondiale di fresco, si metta a protestare seriamente quando è già a posto per qualche anno?
Salvo assurdità esotiche di tipo personalistico (vedi ritorno di Marquez o passi falsi di Bagnaia &Co), Ducati è destinata a vincere il mondiale piloti. E’ da troppo tempo che aspetta, ci è andata vicino troppe volte e il fatto che non vi sia riuscita è solo un anomalia. Per cui l’abbassatore non c’entra.
Sono altre le cose che fanno incazzare e su cui si discute,
Però se volete parliamo di un “aggeggio” che abbassava la moto di dietro in partenza, e adesso anche davanti in qualunque momento, come se fosse quello da cui tutto dipende anche se, vedrete, in caso di vittoria Ducati, sarà la scusa per chi non accetta di perdere.



 

Dynamic lowering: the tool used to fight Ducati

Given that holeshot and dynamic lowering are not the same thing, nobody wants to belittle a tool that many now have but that Ducati has evolved very close to the limits of the regulation. The theme is another. Holeshot or dynamic lowering are just tools of a much larger litigation. It is a way to discuss Ducati because it is creating other political “problems”.

This holeshot/dynamic lowering thing is getting out of hand.
And I will not explain the technicalities already covered because this is not the real bone of contention.
Ok the press marches on us because it doesn’t seem true that there is a technical innovation to talk about, but believe me, it is not relevant.
And above all it is not the cause of the war between Ducati and the other manufacturers, because instead it is only the weapon.

Let’s face it, the world championship is a circus, in the sense that it is a traveling show that must change balance and satisfy political and market requirements in order to survive. Otherwise we wouldn’t be racing in absurd places like Rio Hondo and Mandalika. Let’s not fool ourselves.
The world championship does this to survive. Ok the protagonists, even prolonged ones like Rossi and Marquez, which however are personal anomalies, ok the successful antagonists like Lorenzo, ok the underdogs, unexpected ones like Mir in a 100% atypical season, but this is not the normal trend.
I don’t have to wake you up to the fact that very often, coincidentally, local riders win their homeraces, or the title sponsors themselves see their riders win in the titled GPs. Is it really because that rider has lapped more on that track or did the sponsor come personally to encourage his team in the GP named after him?
But is it all fixed then? Absolutely not, but there are needs to be respected.
So are the races rigged? Absolutely not. But often, and it is not the first time, certain conditions are created. And this happens through tire development or some regulatory concessions.
And when the creation of certain conditions is too strong, someone rebels. But that’s also part of the game. Because everyone knows that they are noisy rebellions but that they do not go beyond making public a dissatisfaction that makes everything seem more real.
Every factory is there for what it paid for and knows it.
And Dorna knows it too. Unexpected and undeserved gifts can be counted on the fingertips.

The holeshot/dynamic lowering is a “thing” that makes you go faster in a championship where you are already too fast. So it’s not strictly necessary.
If really going faster in top speed was “the factor”, Ducati would have won the last five world championships. But it went differently because something was missing from the human side.
You can’t win without a bike but you can’t win without a rider.

But it’s time for Ducati to cash in and so they let it work on its strong points. Two of which are power and top speed.
But they are not the only ones. Ducati has always had the strong point of expanding itself on the grid.
And this year he repeated the record of eight bikes.
Do you really think that it is the holeshot/dynamic lowering that is annoying and not the eight bikes on the grid?
Does anyone really think that it is the holeshot/dynamic lowering that bothers  and not the fact that next year Ducati will have eight bikes on the grid and an entire grid of electric bikes?
The truth is that KTM has also had similar privileges, which has expanded with trophies, minor classes, scary bunches of young talents, three different brands, a domination in the junior classes and technical concessions, all well watered by Red Bull, which through sponsorship controls KTM and has its hands on half the riders grid as well as half of the European press. However, KTM has not been able to exploit these privileges. He got less than Ducati, but spent more than double. And that’s what burns.
And can’t we say that Aprilia had no concessions when for years it was considered a poor private team despite being, in fact, present in an factory form?
The truth is that nobody really cares about the holeshot/dynamic lowering issue itself. And maybe Ducati didn’t even invent it, given that Aprilia had already tested it with Baiocco in 2017 (ask Piaggio) and then gave up. You read that right. Matteo Baiocco.
And do you really think, without taking anything away from Ducati, that Honda and Yamaha could not develop their own lowering device in their free time, if it was really the killer application to win races? And that Suzuki, who has recently won a world championship, will seriously protest when it is already ok for a few years?
Except for exotic personalistic absurdities (see Marquez’s return or Bagnaia & Co’s missteps), Ducati is destined to win the riders’ championship. It has been waiting for too long, it has come close too many times and the fact that it has not succeeded is just an anomaly. So the holeshot/dynamic lowering teme has nothing to do with it.
There are other things that piss off and cause controversies.
But if you want, let’s talk about a  “tool” that lowered the bike from behind at the start, and now also in front, anytime, as if it was the one on which everything depends even if, you will see, in case of victory, it will be the excuse for those who do not agree to lose.

 

 



MotoGP: i piloti su cui punta Ducati, in ordine di preferenza!

Ducati nel 2022 schiererà 8 moto  8 piloti ma non tutti sono nei suoi pensieri e nei suoi programmi futuri. Ecco la classifica dei rider in ordine di preferenza secondo Borgo Panigale con tutte le motivazioni!

Vi piacciono le classifiche?
Tipo le top ten in cui si fa il conto alla rovescia di qualsiasi cosa per arrivare alla fine dopo trenta minuti?
A me non sono mai piaciute, quindi faremo presto a scoprire chi sono i piloti su cui punta Ducati in MotoGP, e perché.

Attenzione: la classifica non ha niente a che fare con le capacità di ciascuno e non è detto che a fine stagione non ci potranno essere sorprese.
In quel caso, forse Ducati cambierà idea, ma per adesso, le preferenze DI DUCATI sono queste, almeno fra i piloti attualmente sulle rosse. Perché sì, qualcun altro potrebbe ancora arrivare.

8

All’ottavo posto c’è Bezzecchi. Bravo ragazzo, per carità, e discretamente veloce in Moto2, qualcuno dice che sia persino più veloce di Luca Marini ma purtroppo è arrivato in MotoGP in omaggio nel pacchetto e non se lo fila nessuno.

7

Il settimo posto lo occupa Di Giannantonio. Non ha niente a che fare con le sue capacità, però Diggia è una promessa. Nel senso che aveva un contratto con Gresini quando Fausto c’era ancora e quindi, per una serie di obblighi, si trova su una Ducati MotoGP. Tutto meritato eh, ma questi sono i fatti.

6

Sesto posto per Luca Marini. Con una dote di 20 milioni all’anno by VR sarebbe stato anche più simpatico e un po’ più su in classifica, e probabilmente durerà qualche anno. Ma di lui di Ducati, non interessa, altrimenti gli avrebbero dato un’assistenza factory e invece con il budget ridotto dal flop Tanal-Aramco, sta bene così.

5

Il quinto posto è occupato da Miller. Sembra incredibile ma stava per andar via già l’anno scorso. Difficile il suo ritorno in Pramac. Qualcuno dice che sia atteso in Superbike, che poi sarebbe anche più adatta al suo stile, di guida e caratteriale.

4

Quarta posizione per Zarco. Se non si sveglia può rimanere in Pramac solo se quando Martin sarà andato via, non ritornerà Miller. Altrimenti ciao. Tanto un francese che interessa ai media, c’è già.

Top 3

Fare ordine nella top 3 non è una faccenda semplice, anche se il terzo posto sembrerebbe essere scontato.
Secondo logica il leader dovrebbe essere Bagnaia, ma deve vincere il mondiale. Altrimenti niente, perché tutti, e dico tutti, sono innamorati di Martin e tutti credono che abbia talento a palate.
Secondo gli addetti ai lavori la guida, i dati, il cervello, sono quelli di un predestinato e da solo vale quanto tutto il vivaio di KTM.
Ma in Ducati non vogliono bene solo a lui, perché Bastianini, che teoricamente non dovrebbe essere nemmeno nei quattro, fa paura e stupisce ogni giorno. Per questo motivo pur avendo una GP21, ha uno step evolutivo avanzato e un pacchetto tecnico che testimonia tutta l’attenzione di Borgo Panigale nei suoi confronti, incluso il contratto diretto con Ducati, che a tutti gli altri privati (tranne Martin), manca.

Insomma, l’ordine sarebbe 1Bagnaia, 2 Martin e 3 Bastianini, ma solo se le cose finissero per andare in un certo modo e solo in quello. Altrimenti potrebbero esserci grandi sconvolgimenti.

Guarda il video e ascolta il podcast!

 



MotoGP: Ducati 2022. Tutte le differenze fra le moto in pista e i pacchetti tecnici!

Borgo Panigale schiererà otto moto nel 2022 ma saranno tre tipi di moto diverse.
E non è finita qui. Ci saranno molte altre differenze da tenere in considerazione

Ci sono ben otto Ducati in pista per il 2022.
Non è mai successo prima e quindi sarà bene capire subito quali sono le differenze fra i pacchetti tecnici.
Iniziamo col dire che le due Pramac di Zarco e Martin sono identiche alle ufficiali di Bagnaia e Miller.
Del resto le GP22 sono tutte uguali. Quelle rosse del team Factory, quelle Pramac e quella di Luca Marini del team Mooney VR46.
Non c’è alcuna differenza fra specifiche (SpecA, SpecB, etc) anche perché trattandosi di moto nuove, la stessa Ducati non ha avuto il tempo di sviluppare degli step evolutivi che le possano differenziare. Questo almeno per adesso.
Durante la stagione, se ci dovessero essere, verranno distribuiti sulla base della disponibilità.
Facciamo un esempio. Nel 2021, le carene nuove comparse in Qatar, erano nella disponibilità di due per pilota nel team factory, e solo una per pilota nel caso del team Pramac. In altri casi, per altre modifiche, c’è voluto del tempo ma sono comunque arrivate.
Diciamo quindi che per certe cose è una questione di tempo, mentre per altre, di scorta.
Bezzecchi, di Giannantonio e Bastianini avranno invece la stessa moto, con un’attenzione per Enea Bastianini che avrà una moto più evoluta (il motivo lo scoprirete nel prossimo articolo).
Per la 2021, evidentemente, gli step evolutivi, ci sono.

Ma chi pensa che sia solo una questione di moto, ovvero di modello e step evolutivo, non ha tenuto conto di quello che in realtà è l’aspetto più importante in grado di pareggiare le cose se non addirittura di stravolgerle. Parliamo del pacchetto tecnico.
Tutti i team, alla stipula del contratto, al di là delle moto “acquistate”, ricevono la stessa offerta di assistenza tecnica.
Il pacchetto tecnico standard prevede, per due Ducati, la presenza di cinque persone: due capitecnici, due elettronici e un magazziniere, figura che abbiamo imparato a conoscere qui.

A seconda di motivazioni tecniche o finanziarie, questi pacchetti possono essere ridimensionati o estesi ma il numero delle figure rimane invariato.
Gresini avrà ugualmente cinque persone nonostante mantenga un suo tecnico.
Donatello Giovanotti, infatti, lavora per Gresini ma avendo già lavorato con Ducati negli anni precedenti. verrà considerato da Ducati come se fosse factory. Giovanotti is Ducati approved!

Alla fine, quindi, tutti i team avranno cinque persone ma solo alcune che possono essere il capotecnico (come nel team factory e Pramac) e a volte l’elettronico, saranno Ducati.
Per quanto riguarda le assegnazioni solitamente, a meno di incompatibilità particolari, si cerca di mantenere, per un pilota, lo stesso capotecnico e lo stesso elettronico anche nel caso che il rider cambi team e passi, esempio, da un team clienti ad un altro o magari chissà, in ufficiale.
Bastianini, infatti, manterrà Giribuola e Massarin nonostante cambi squadra.

Per Bezzecchi, che invece inizia c’è un tecnico, Flamigni e un elettronico interno.
Per Marini, attenzione, perché come tecnico ci sarà Munoz. Questa è un’anomalia ma è una scelta della squadra che, in questo caso, non si affida a Ducati ma colloca una sua risorsa.

Come si comporta Ducati in queste situazioni?
Per le figure chiave, le valuta, e se ritiene abbiano un livello di preparazione che con un supporto tecnico consenta di gestire le cose in maniera soddisfacente, le mette sotto contratto direttamente.
E’ il caso di Munoz che passa dalla Yamaha di Valentino Rossi alla Ducati di Luca Marini il quale perde il suo capotecnico Ferraccioli che rimane, però, nel ruolo di coordinatore tecnico supervisore. Evidentemente Ducati ritiene che Munoz sia adeguato ma anche che gli serva una supervisione.

In sintesi, sia perché con tante moto in pista spesso mancano le risorse dedicate, sia perché alcuni team hanno già i loro tecnici, spesso si sceglie questo mix and match di situazioni comunque approvate.
In ogni caso il briefing di giornata sarà sempre centralizzato e i dati saranno condivisi.

Questo è il motivo per il quale non c’è da sorprendersi che anche tecnici “esterni” finiscano con l’essere messi comunque sotto contratto direttamente da Ducati.
Le informazioni sono il segreto più prezioso. L’accordo diretto consente a Ducati di sperare in un maggior rispetto della segretezza delle informazioni.

Facciamo un riepilogo delle cose che contano:
Innanzitutto il manico.
Seconda cosa, il model year della moto.
Ma più del model year della moto o dello step evolutivo, conta il tipo di assistenza tecnica che ti puoi permettere.
Perché il pacchetto non è fatto solo dalla moto ma anche dai giusti ingegneri, meccanici, etc.
Le moto gp di oggi sono strumenti troppo raffinati per lasciare qualcosa al caso. Metti che poi vai nel panico e monti male un qualcosa perché non conosci la moto come le tue tasche o, che ne so, ti dimentichi di fare benzina, per dire. Ah è appena successo?
Per quanto sia spiacevole, ci sono piloti migliori degli altri e così via per quanto riguarda tecnici, elettronici, meccanici, etc.

Ah dimenticavo: c’è un’altra cosa, che conta più di tutte queste.
I progetti che Ducati ha per ciascun pilota. Ma di questo parleremo un’altra volta.

Guarda il video e ascolta il podcast!

 

 



MotoGP, Valencia: vince Bagnaia davanti a Martin e Miller! Bene Bastianini e… ciao Vale!

Bagnaia Valencia

L’ultimo week end del mondiale MotoGP 2021 altro non è che un gigantesco e meritato saluto a Valentino Rossi ed è la gara a fare da contorno.
Forse tutto è a tratti esagerato negli sconfinamenti mistico-religiosi e strappalacrime ma sicuramente dovuto per quello che è stato un simbolo delle corse in moto dell’ultima era.
A Rossi il merito di aver fatto diventare mainstream uno sport che, senza di lui, non lo sarebbe mai stato, merito che fa passare, almeno per oggi, in secondo piano tutte le alterazioni da ultrà che questa visione ha portato in un mondo che certe cose non se le aspettava, soprattutto da parte di chi questo fenomeno lo ha sfruttato.

A Valencia va in scena una gara che vede Ducati dominare senza se e senza ma, con un Bagnaia ed un Martin impeccabili ed un Miller che dimostra di meritare comunque la moto rossa. A questi vanno aggiunti uno Zarco competitivo ed un Bastianini tanto forte e meritevole quanto ignorato dai media, forse per il suo non essere della crew. Da menzionare, poco altro, se non le Suzuki tornate in forma e un Quartararo che pensa alle vacanze.
Ah, a proposito, lascia la MotoGP anche Petrucci, uno che non dovrebbe andare via e di cui questa settimana si è parlato poco e niente. Peccato.

Ma è l’addio del 46, la cosa da festeggiare oggi. Nella speranza che, al netto di tutti i talenti che questo sport ci regalerà, si cercherà di puntare un po’ di più sul movimento e non esclusivamente sui singoli, proprio per non dover soffrire così in giornate come queste, a causa di un all in forse un po’ esagerato.

 

Minicronaca
Al via Martin prende subito metri ma con lui c’è Miller poi Mir, Bagnaia, Rins, Quartararo, Binder Aleix Espargaro, e Rossi davanti a Zarco.

Bastano pochi giri per capire che Miller non ha il passo.
Ce l’ha invece Mir che però deve cedere a Bagnaia in rettilineo.
La potenza Ducati non basta però perché Rins fa il giro veloce e passa anche davanti al suo compagno di squadra per andare a cercare le due Ducati in fuga.
A meno 13 Bagnaia passa e rimane in testa dopo diversi tentativi. Alle loro spalle tutto uguale ad eccezione della performance di Zarco, in risalita, e di Bastianini da 19° a 9° davanti a Rossi.
Pochi giri in più sono quelli che servono a Miller per ritrovare grip e crono e passare Mir. Sono tre le Ducati davanti a tutti.
Finisce così: Bagnaia, Martin, Miller, Mir, Quartararo, Zarco, Binder, Bastianini, Aleix Espargaro, Rossi che chiude i 10 e la carriera da 10 e lode!

Pagelline

Bagnaia
Vince, stravince e convince.
Nient’altro da aggiungere. Moto migliore e pilota più in forma oggi le hanno suonate a tutti.
Voto 10

Martin
Qualcosa in più che il miglior rookie. Martin è già un veterano, uno di cui aver letteralmente paura. E’ un top rider spaventoso, forse uno dei più grandi talenti degli ultimi anni.
Voto 10

Miller
Da vero eroe romantico soffre per quasi tutta la gara e poi fa podio.
Il lato old school del motociclismo e del protagonista sofferente a cui manca sempre qualcosa per trionfare. Ci piace anche per questo.
Voto 9

Mir
Da campione del mondo uscente, molto uscente, fa una gara onesta ma cede un podio che avrabbe avuto molto significato. Invece niente.
Voto 7,5

Quartararo
In vacanza dal giorno in cui ha vinto il mondiale, è evidente che gli mancano le motivazioni. La stanchezza è comprensibile ma è atteso per la sua difesa del titolo.
Voto 6,5

Zarco
Fa il suo dovere ma è evidente che il suo campionato è iniziato con altre aspettative. Da capire come andrà a finire…
Voto 6,5

Binder
Un po’ opaco, un po’ anonimo, è comunque la miglior KTM al traguardo, segno che ci mette più di tutti i suoi compagni di marca e che forse è la moto austriaca ad aver avuto uno stop.
Voto 7

Bastianini
Una rimonta da film sportivo strappalacrime. Un personaggio non personaggio inspiegabilmente (si fa per dire) ignorato dai media. Una evento sportivo può avere un vincitore solo ma di certo Enea ha vinto il suo mondiale.
Voto 8,5

Aleix Espargaro
Aprilia è migliorata e lui è il rappresentante della crescita di Noale.
Forse il risultato non rappresenta al 100%, almeno oggi, la situazione della casa italiana, eppure c’è molto di buono.
Voto 7

Rossi
Forse questa è la gara del 2021 in cui si diverte di più.
Leggero e scarico di ogni pressione e responsabilità, girando per godersi la festa, è arrivato un 10° posto che sa, almeno nel cuore, di decimo titolo.
Voto 10 e lode alla carriera

MotoGP, Portimao: Bagnaia imbattibile davanti a Mir e Miller. Quartararo confuso e ko!

Bagnaia Portimao

La gara di Portimao offre la super emozione di un Bagnaia inaffrontavile, perfetto, cristallino, oltre all’emozione di un Quartararo poco motivato, che evidentemente prima non ce la fa e poi butta via tutto.
Non c’è molto altro se non l’exploit di Alex Marquez, incompiuto solo perché gli manca il podio, e l’orgoglio di Miller, che almeno salva la faccia.
Non c’è davvero molto altro perché le Yamaha Senior fanno orrore, e i bravissimi rookie fanno qualcosa meno delle attese.
Però Ducati porta a casa un mondiale meritato, anche se vinto in tanti contro un solo uomo. Ducati ha il pregio di schierare solo ottime moto mentre Yamaha ha un one man band, Quartararo, a cui non ci può chiedere ogni volta quello che non può dare.
Davvero, per oggi è tutto. Anche a voler cercare altro, come le briciole Suzuki o qualche dato da nerd, non c’è altro.

Bagnaia al via brucia Miller e Mir fa lo stesso dopo due curve.
Alex Marquez, invece, sorprende sulla sua Honda “ritrovata” e insidia da subito Martin. Qualche difficoltà per Quartararo che cresce ed è già sesto ma non è vicinissimo ai leader.
Con 18 da fare, vola out Aleix Espargaro mentre il duo Bagnaia-Mir ha un secondo su Miller e un secondo e mezzo su Alex Marquez.
A metà gara Bagnaia è in fuga su Mir con quasi 2 secondi di vantaggio, mentre è meno vicino a Mir che lo precede di quanto Miller sia vicino a lui nella lotta per il terzo gradino del podiom, anche se Alex cresce
A meno 5 è magico l’ingresso di Zarco su Martin. Il francese entra sul compagno di squadra mentre Alex viene infilato da Miller e Quartararo va addirittura out lasciando alla Ducati una grande occasione per il titolo costruttori.
Giro 23: Lecuona entra su Oliveira per un brutto crash e gara interrotta.
Bagnaia, Mir, Miller, Marquez, Zarco, Pol Espargaro, Martin, Rins, Bastianini, Binder, se non cambia qualcosa in classifica.
Ducati campione del mondo costruttori.

Pagelline

Bagnaia
Vince una gara senza che nessuno possa metterlo in discussione.
Una vittoria di forza. Oggi è irraggiungibile
Voto 10

Mir
E’ tornato quello che vinceva i mondiali… piazzandosi.
Meglio di niente. Campione del mondo molto uscente.
Voto 9

Miller
D’orgoglio recupera un podio che l’emozione gli stava portando via.
Voto 9

Alex Marquez
Il fratello non c’è e Alex balla. A momenti è podio, poi manca qualcosa.
E’ comunque best independent. Oggi se lo merita.
Voto 8,5

Zarco
Una seconda parte di stagione lontana dalle attese ma è titolo di best independent rider.
Voto 8

Pol Espargaro
Male, considerando che manca Marc e che un’altro Marquez gli finisce davanti, benino, guardando al piazzamento.
Voto 7

Martin
Oggi le busca. Le busca da Marquez, e da tanti altri. Sbaglia gomma, evidentemente, ma la classe comunque rimane.
Voto 6,5

Rins
Dovrebbe essere carico ma così non è. O forse, visto i tanti zeri, c’è di che ringraziare…
Voto 6

Bastianini
Non è la miglior Ducati ma un duello, lo vince, ed è quello del suo box.
Un occhietto anche alla classifica di best rookie. Tanta tanta roba visto che il suo avversario diretto ha una moto ben superiore.
Voto 7,5

Binder
Centra la top ten ma è lontano dai fasti attesi. Però vedendo le altre arancioni va ringraziato.
Voto 6,5

MotoGP, Misano: festa al contrario. Marquez, Pol Espargaro e Bastianini. Francesi, spagnoli, jap e la Ducati “sbagliata”!

Quartararo Marquez

A Misano va in scena una festa al contrario.
Purtroppo per i tifosi l’atteso week end giallo di VR e rosso per una Ducati con tante aspettative è invece la festa dei giapponesi di Yamaha e di Honda con il mondiale anticipato di Quartararo e la doppietta Honda con tanto di vittoria del 93 nel circuito destrorso… di casa nostra.
Per i rider dell’accademy una caduta (Bagnaia) e un piazzamento deludente (Marini) mentre per Ducati un week end buio terminato con il podio per un rider sbagliato, un Bastianini sempre sminuito e quasi ignorato che è invece il più concreto di tutti.
Alla fine a soddisfare, sono l’alfa e l’omega. L’alfa Quartararo, 22enne che in una stagiona non ha sbagliato niente e quindi merita il titolo, e un omega, Valentino Rossi, che nell’ultimo week end di casa fa una delle gare migliori della stagione, con una top ten che, pur nelle difficoltà, sancisce, se ce ne fosse bisogno, la sua professionalità di una vita.
Vedendola dal punto di vista del tifo e del campanilismo, e la tv è stata funerea in questo senso, Misano è una tragedia. Vedendola, invece, dal punto di vista del motociclismo, la gara di oggi è un nuovo punto di partenza.
A noi saperlo apprezzare e sfruttare.

Mini cronaca
Al via Bagnaia rimane in testa mentre Marini è già settimo dopo una curva.
Bagnaia, Miller, Marquez, Oliveira, Pol Espargaro, Marini Lecuona e Rins a chiudere i 10.
Nel frattempo Mir perde l’anteriore e coinvolge Petrucci: out i due.
Con 24 giri da fare vola anche Miller e avvolge la Ducati in una croccante panatura.
La gara continua con il duello soft fra Marquez e Bagnaia mentre Quartararo in top ten sembra fare più fatica del previsto a recuperare.
E mentre Dovi e Rossi pascolano agli ultimi posti fa ancora peggio Martin che cade e va out, anche lui, per eccesso di fiducia.
A 12 dal termine Bagnaia accelera ma lo fa anche Marquez. Il gap con Pol Espergaro è di quasi 4 secondi, poi Oliveira, Aleix Espargaro, Rins, e Quartararo distante al settimo posto.
Con 5 giri da fare Bagnaia prende distanza su Marquez ma poi va out nella ghiaia e lascia Marquez in testa, mentre va out anche Oliveire a lascia Quartararo sul podio e virtualmente Campione del Mondo, nonostante Bastianini aspiri a rovinargli, seppur parzialmente, la festa.

Marquez, Pol Espargaro, Bastianini, Quartararo, Zarco,Rins Aleix Espargaro, Vinales, Marini, e Rossi a chiudere i 10!
Quartararo Campione del Mondo, doppietta Honda con Marquez ritrovato e Bastianini vero top rider! Una piccola soddisfazione anche per VR!

Pagelline
Marquez
E’ tornato, su un circuito a destra e con una vittoria meritata per quanto facilitata dall’out di Bagnaia.
Ma è una gara da incorniciare perché segna il suo ritorno, anche se riconosce i meriti di Quartararo.
Voto 10

Pol Espargaro
Una volta che fa una gran gara, passa in secondo piano. Peccato, oggi è un top rider!
Voto 9,5

Bastianini
Parte dietro ma castiga il campione del mondo e va sul podio.
Bastianini vale 2 Marini e merita, lui sì, una Ducati ufficiale.
Il resto è fuffa da tv a pagamento di dubbia imparzialità.
Voto 9,5

Quartararo
Con l’out di Bagnaia il podio gli interessa il giusto.
Va sicuramente bene anche così, a 22 anni, essere campione del mondo, più che meritatamente, con tanti acuti e zero errori.
Voto 10

Zarco
Una gara in ombra ma comunque combattuta. E’ un vero ducatista, di quelli di cui Ducati avrebbe bisogno. Meno fuffa e aspettative, più concretezza.
Voto 9

Rins
Mette a posto un po’ di cose in casa. Niente di che, meglio di niente.
Voto 7,5

Aleix Espargaro
Una gara all’attacco, nei limiti delle sue possibilità. Promosso anche lui.
Voto 7

Vinales
Anche lui fa il suo dovere e si avvicina al più esperto compagno di squadra.
Promosso anche lui.
Voto 6,5

Marini
Elemento negativo della giornata solo per chi ha aspettative irrelistiche.
Fa quello che può, forse anche troppo.
Voto 6

Rossi
Il suo saluto è un po’ opaco con una scena rubata da Quartararo, da Marquez e dal buio Ducati. Non è certo con la giornata di oggi che si giudica un Valentino.
Voto 7,5