Valentino Rossi and Aramco: doubts grow. Press and finance wake up, but not by us!

VR46 aramco

Those who want to sit through a giant "I told you so" can go read this piece from May 6 in which, with the VR46 partnership statements still fresh, some doubt was already coming to light concerning the fact that, first of all, there were no signatures or quotation marks in the press release, and then the first denials from the oil company had already arrived.
More than two months have passed since late April, and there have been two more denials. The first came in late June and the second, in Assen. The latter is really the heaviest, as it came from the mouth of the oil company's CEO.
Let's briefly do the summary history.

1) Smentita dell’account stampa di Aramco, Adam Jibali, referente dell’agenzia Brunswick Group, che cura le relazioni di Aramco:
“Non c’è nessun accordo strategico tra Aramco e VR46. Non c’è mai stata alcuna relazione commerciale tra Tanal Entertainment e Aramco”. Sarebbe bastato già questo per preoccuparsi.

2) In seguito alcuni siti avrebbero ricevuto richiesta da Aramco Uk in merito alla rimozione della notizia dell’accordo VR46-Aramco dai siti di news con tanto di richiesta di rettifica e con la dichiarazione ufficiale sull’assoluta estraneità di Aramco con la VR46 e con la MotoGP. Poche anche qui le preoccupazioni, se non da parte di una manciata di professionisti, solo stranieri.

3) Per chiudere, il CEO di Aramco, ospite del team Pramac, avrebbe nuovamente e personalmente smentito di essere coinvolto nell’accordo. Quando gli sarebbero state fatte notare le parole del Principe, avrebbe risposto: “Sapete quanti principi abbiamo in Arabia Saudita?” Un’affermazione-spiegazione difficile da ignorare.

These three boulders clarify Aramco 's point of view and downplay the repeated assurances that would have come from the Saudi Prince. Arguably, despite the undoubted good faith, there is some distance between willingness to sponsor directly (through Aramco ) or indirectly, by having Aramco go through Tanal Entertainment, and actually being able to do so lightly, ending up in the hull with certain brands.

Multinational corporations, even those controlled by the royal families of countries in which we do not go too far, as internationally listed, must meet management criteria that do not have too much room for interpretation.
There are boards of directors, budgets, code of ethics, and all the corporate utility criteria that must be met by a company under international scrutiny.

Nessuno ha dubbi che VR46 troverà uno sponsor munifico per la sua avventura. Semplicemente rischia di non essere questo, a meno che non vengano fatti importanti cambiamenti nei vertici delle società nominate.

Ma la cosa più grave non è quella di uno sponsor che sarà, molto probabilmente, sostituito da un altro, vista l’elevata appetibilità del team VR46, quanto il dilettantismo di tutti coloro che dovrebbero giudicare professionalmente la situazione per poi raccontarla, almeno così dovrebbe essere, con distacco.

No quotes or signatures were seen in the opening statements. Nor was there any detailed understanding of the connection between the entities involved, Tanal Entertainment and Aramco, where the former appears to be more of a mediator of interests and activities and the latter a multinational corporation playing a high-level game and subject to precise rules. We then saw statements that were yes nominal, but never joint, on the same sheet as specific sponsorship commitments, to wit. Not to mention the heavy denials of the oilman, who seems to be anything but controlled by the Princes.

Tanal and Aramco are yes "owned" by the Saudi royal family but, the concept of financial control and the Saudi royal family are very broad in meaning.
A multinational oil company is not a button store, and there are boards of directors, boards, shareholders to consider. The CEO is not a footman but a person appointed to protect, at the cost of his own survival, the privileges of the company whose administration he has been entrusted with. A royal family, in Saudi Arabia, is something complicated, from the point of view of the number of members and the balance between them. A rivalry, even a small one, can carry unimaginable weight.

All these unseen things, as well as the visible ones, should be taken into account by an information professional.

With the exception of a few foreign sites and only a couple of ours, however, it was like walking barefoot in the Sahara desert of amateurism, among the majestic dunes of condescension.
All the sites and newspapers behaved worse than a press office, as even a communications manager works on a minimum of quotation marks from his bosses to keep his job.

La gara invece è stata solo quella di entrare nei dettagli economici mai scritti (20 milioni da dove spuntano?), nel fascino dell’operazione, e nelle pieghe bagnate del sogno populista di un Valentino pilota per un altro anno (e anche qui non si capisce il masochismo).
Ci si è soffermati sulle specifiche tecniche di moto che non si sa da chi verranno pagate e sui dettagli di piloti di un team che, per ora, c’è solo nelle intenzioni.
Diventa clamoroso, a questo punto, anche l’accordo con Ducati, se lo sponsor non ci sarà, e la certezza di tutti i protagonisti che, in barba alla mancanza di una qualsiasi sicurezza firmata, sono così tranquilli su tutto.
Questo perché significherebbe che un organizzatore come Dorna e un’azienda come Ducati, basano le loro scelte aziendali e commerciali su presupposti e desiderata che possono anche tranquillamente non esistere. Se anche lo sponsor ci sarà ma sarà diverso, sarà comunque gravissimo. Perché non è su quello che è stato un accordo pluriennale multimilionario. Quindi, in pratica, vorrebbe dire che “si è andati un po’ a culo”.

E alla fine, bisogna anche ringraziarla, Aramco, la quale, in seguito a tutti i render variopinti di moto, tute, caschi, etc, si è limitata a smentire e a chiedere rimozione di articoli, ma ancora non si è irritata per l’uso, a questo punto arbitrario di nome, marchio e coinvolgimento di un’azienda pur sempre quotata in borsa.
A qualcun altro sarebbe costato caro, dal punto di vista legale e mediatico. La zimbellitudine da paddock avrebbe raggiunto livelli stellari.

In short, when even it is all true, someone will eventually have to explain why there is so much resistance from a company that is supposed to do what the master wants but, in fact, is trying (and succeeding) not to, and so much acquiescence from those who are supposed to reason about these things.

In the end, in summary:
1) The deal was badly announced and taken for granted despite lacking basic assumptions.
2) Tanal and Aramco companies will also answer to the same ownership but seem to be in conflict instead.
3) The press can be told whatever it wants that it will always choose the solution that allows it to stage more stories and garner more clicks, regardless of the clues it gets or the common sense that would be needed in the analysis. Even at the cost of prostrating itself so that it becomes a new Youporn category.

Ma questo, perché?
Per gli stessi ingredienti che servono perché una truffa abbia successo (anche se qui non è di truffa che si parla):
Sparare in alto, pensare in grande e tirare dentro nomi troppo grossi perché ne venga messa in dubbio la veridicità.
E in questo caso siamo tutti davanti ad un sogno. Un principe vero, un principe dello sport, tanti soldi provenienti da chi nell’immaginario collettivo può disporne come vuole, e un brand, quello di Ducati, che è sicuramente il più appetibile per un romanticismo di successo.

Then there is another detail: all investment policies of Saudi companies linked to the target government (almost all of them are), are under scrutiny because of the historical and repeated violation of human rights on which the Arab country has been quite casual. Sports washing, i.e., the activity involving massive high-impact sponsorships to ingratiate themselves into the target social fabrics and public opinion (housing, amusement parks, sports facilities) has long been under scrutiny by all European countries and beyond, as well as by much of the international press (apart from our own).

Sia chiaro: il team si farà, nessuno dubita, anche a costo di trovare un altro contributor o di far pagare tutto a Dorna. Ma la figuraccia rischia comunque di essere di quelle alcooliche.
Il reato è quello di informazione in stato di ebbrezza e ubriachezza molesta da click.

 



Assen: doppietta Yamaha Quartararo-Vinales, poi Mir. Male le Ducati, Marquez in rimonta!

Fabio Quartararo Assen

La gara di Assen è di quelle che lasciano l’amaro in bocca a tutti tranne che a uno, nel caso specifico, a Quartararo, che va in pausa vacanza con il mondiale in tasca. Ci rimane male Vinales, convinto di tornare finalmente a Vincere. Lo spagnolo dovrebbe però guardare il bicchiere mezzo pieno perché dopo le ultime prestazioni, questa è d’oro. Chi va male è Casa Ducati, perché il sempre sottovalutato Zarco è ancora il migliore mentre Bagnaia, con tanto di pista tatuata, non becca nemmeno il podio nonostante una gara aggressiva.
La verità è che le forze in campo sono sempre quelle. Aprilia che cresce, Suzuki che va bene ma non stupisce (con Rins a terra questa volta senza colpe), e una KTM che va sempre mediamente bene.
E le Honda? Bene Nakagami e bene anche Marquez, che rimonta da ventesimo a settimo e si toglie anche qualche soddisfazione. Male invece Pol Espargaro, che è destinato a soffrire e a prenderle sempre.

Today's positive asterisk goes to Gerloff, who without ever having seen bike, track, tires, beats Marini, to whom the negative asterisk goes. Is it really thinkable to give him the official bike and deny it to Bastianini who finishes ahead of him regularly?
Ok the money but a limit there must be. Worse than him, only his half-brother, now a shadow of himself. That on Rossi is therapeutic overkill. Do you really want to witness his weekly crispy-breading in the gravel?

Returning to today's race, it is clear that the game is closed. There are many riders busy finding a saddle and fighting personal battles, but only one is thinking about winning the war.

 

Mini chronicle of the race

Vinales parte male dopo essersi toccato con Qauartararo dopo che il francese gli tagla la strada. Maverick si trova quinto mentre Bagnaia passa in testa e Nakagami è terzo.
Al secondi giro fanno out Zarco e Rins e i due devono ricostruire la gara da zero o quasi anche se il francese ha modo di portare a casa subito un giro veloce.

Meanwhile, as emblematic as it is exciting is the duel between Rossi and Gerlof for second to last place. Rossi 's experience with 10 wins and official bike against Gerloff who has never raced at Assen and quads a 2-year-old bike he doesn't know with tires he doesn't know!

A meno 20 Quartararo passa e inizia a impostare il suo ritmo. Vinales, invece, in ritardo, ha bisogno di passare Nakagami e Bagnaia per non perdere l’occasione di vincere.
Nel frattempo Rossi va out e perde le chiavi della città.

A meno 13 mentre Bagnaia subisce una penalità per track limit, Vinales passa Nakagami e poi lo stesso Bagnaia a cui va comunque meglio che a Jack Miller, che va out al rampino.
A meno 12 le cinque posizioni perse certificano le difficoltà di Nakagami mentre Marc Marquez è addosso a Bagnaia. Sarà duello fino alla fine.

With an eventful race despite a runaway Quartararo also favored by the brawl behind him, Zarco is the best Ducati on the track while Marquez also does his part, trying to pass Bagnaia. He will not succeed.

A meno 12 Vinales guadagna qualcosa ma la verità è che è Quartararo a controllre e a decidere il ritmo gara.
La lotta per il terzo gradino del podio è invece fra Mir, Zarco e Oliveira. La spunterà lo spagnolo mentre alle loro spalle non più cambia niente.

Così al traguardo: Quartararo, Vinales, Mir, Zarco, Oliveira, Bagnaia, Marquez, Aleix Espargaro, Nakagami, Pol Espargaro.
Quartararo allunga sul mondiale, Vinales risorge, Mir patteggia.
Zarco ancora miglior Ducati e Oliveira consistente.
Delude Bagnaia mentre Marquez da ventesimo finisce settimo. Benino l’Aprilia. Rossi pensa allo sceicco e va a testare le sabbie, peccato.

 

Pages

Quartararo
Today's winner is also the one who takes home the world championship. It's almost certain barring upsets and hara kiri.
Rated 10

Vinales
E’ triste a arrabbiato eppure dopo le prestazioni precedenti, questo secondo posto è di quelli da accarezzare. Però almeno significa che ci tiene.
Voto 9,5

Mir
If he is convinced that he will bring home the world championship like this, good for him.
But he needs to do something better than getting behind Quartararo every time.
Rated 8.5

Zarco
On a track not favorable to Ducati, the Frenchman spins hard, loses time, makes it up and ends up playing for the podium. Do people really not want him in red? Why?
Rated 8.5

Oliveira
Ormai è una presenza fissa, lì davanti.
Non sempre si può giocare quello che gli piacerebbe, però lui almeno c’è.
Voto 8

Bagnaia
It is not a Ducati track but someone does better than him. The pre-race statements are aggressive ones, so it is obvious to expect something more. Despite having the track etched into his skin, the Piedmontese rider does not affect, makes mistakes, loses time, and does not play anything important.
Rating 5.5

Marquez
He makes a comeback race after starting 20th. Paradoxically, when he should be exhausted, he shows his best self.
Rated 7

Aleix Espargaro
Always good, the Spaniard. He understood that the key is not to waste.
Viewed positively, in short, he always capitalizes.
Rated 7.5

Nakagami
Great throughout the race, he drops hard at the end.
The performance, however, is positive.
Rated 6.5

Pol Espargaro
He should be the first guide, the one who is doing well, the one called to pull Honda up. It's not going according to expectations. Nemmano is having a race to remember this time.
Rating 5

Race direction bets on luck! Who educates kids if adults go unpunished?

Mugello security

C’è un murales ancora fresco dedicato ad un ragazzo morto, tale Jason Dupasquier.
Scrivo “tale”, perché, ignoto al grande pubblco, è diventato subito uno di famiglia come accade quando ci sono quelle distrazie che uniscono. Adesivi, magliette, scritte sulle tute. Una gara.

Il Mugello ha pianto il suo primo morto dell’era moderna in una competizione internazionale, (in quelle amatoriali troppi ne sono scomparsi), e Dorna ha capitalizzato una “dolorosa fortuna”, quella che sia stata una morte inevitabile, assolutamente accidentale e non legata ad alcune carenza tecnico organizzativa. Questa volta.

Credetemi, brutto da dire, ma è una fortuna, perché, ammesso che ve ne sia uno, questo non è di certo un momento in cui ci si può permettere una tegola pubblicitaria e giudiziaria di qualche tipo.
E’andata male, sia chiaro, ma poteva anche esserci una tragedia comn degli strascichi legati ad una responsabilità.
E adesso via alla metabolizzazione del tutto.

Che uno sport motoristico sia capace di assorbire colpi di questo tipo, lo sappiamo già, ed è logico, ma che debba addirittura sfidare se stesso e la sorte aggiungendo ad una disgrazia anche ulteriore imperizia e incoscienza, è davvero troppo.

Un passo di lato: sappiate che è in discussione la cancellazione del warmup della domenica nelle classi junior, Moto2 e Moto3 (sono rumors concreti). Motivo: ci si fa male per la troppa foga. Il che è come astenersi dal sesso per non rimanere incinti. Ci sono altri sistemi. Però è per dire che un’anima attenta, seppur confusa, comunque a volte c’è.
Ma Torniamo al tema più attuale.

Nelle qualifiche della moto3 del Montmelo (e questo significa che non ha senso togliere il warmup come menzionato sopra), abbiamo assistito al solito balletto strategico, una via di mezzo tra un duello rusticano multiplo, una danza di corteggiamento fra insetti, e una specie di partita di calcio storico fiorentino negli ultimi secondi.
Un’evoluzione di strategia da qualifica che ha fatto addirittura il percorso inverso, passando dalla Moto3 alle classi senior, come se fossero gli adulti ad imparare dai ragazzi.
I piccoli vengono educati o si auto adattano per aggirare delle regole, e il loro modus contagia anche i grandi. Sempre più scie e sempre più attese anche in motogp. Tutto, ovviamente, molto pericoloso e disdicevole. Eppure non ancora vietato.
La race direction, che invece di essere l’arma più tagliente, nel caso di Dorna, è quella più spuntata, ha da anni come caratteristica evidente, quella di assomigliare ad una medusa in balia delle onde, che si basa tanto, troppo, sulla fortuna.
Un po’come un gruppo di dopolavoristi, aspetta che sia finito l’orario lavorativo, per prendere decisioni in merito agli eventi accaduti. Prevenzione, pianificazione? Pochi casi.
Quindi gli adulti in tema di comportamento in pista dovrebbero dare l’esempio, però non vengono puniti mai adeguatamente.
Si puniscono i Junior con minacce di bandiere nere, etc, dimenticando però due cose:

1) I ragazzini si adattano, nel bene e nel male, all’ambiente circostante e quindi fanno cose in base a quello che gli viene offerto e consentito.
2) Il sistema è gestito dagli adulti, e quindi la colpa è solo di questi ultimi. Capitecnici, team manager, sono bambini? I meccanici, sono bambini? Gli organizzatori? Non ci risulta.

Per quanto riguarda il punto uno, inutile lamentarsi dell’atteggiamento iperstrategico ed iperaggressivo, se invece di mettere a disposizione sessioni tranquille in cui “costruire” il tempo, si lanciano tutti i piloti dell’incubo della Q1.
Una volta si girava per minuti senza patemi, e ci si qualificava quando era il momento. Adesso già il primo giro è una guerra. Eppure si pretende che i ragazzi non facciano nulla per non farsi impallinare. Ma i piloti sono adulti mai cresciuti che guidano come bambini che non si sono mai fatti male.

Però non sono bambini. E non lo sono soprattutto quelli che corrono in MotoGP con la tuta aperta.
Tralasciando l’episodio specifico e il motivo per il quale si giunga a considerare rotta una zip che poi, in un momento successivo, si tira su come niente fosse, è opportuno “trattare il tema di come è stato trattato il tema”.
Un pilota viola tranquillamente il regolamento e viene punito ma… per un’altra cosa. Solo successivamente, con calma, si becca
una sanzione irrisoria perché persino l’ultimo degli amatori si chiede come mai sia consentito girare a 300kmh come se si fosse al mare.
A dormire, o forse con le bandiere nere/disco arancio dimenticate in Hotel, praticamente tutti. E quindi, tre secondi di sanzione un’ora dopo. Una cosa a caso invece di una bandiera precisa perché il punto 2.4.5.2 del regolamento, stabilisce il tipo di equipaggiamento del pilota e come deve essere utilizzato ma anche qual è la sanzione in caso di non conformità.

In sintesi, una settimana dopo un pilota morto, dopo essersi lamentati del comportamento di ragazzini e adulti che giocano con le scie perché, all’interno di un format di qualifiche sbagliato, non è stato ancora vietato, si consente che un rider di punta faccia gli ultimi giri di gara e duelli per il podio mezzo nudo.
Quartararo, che ha il diritto di sbagliare, non sta a cuore al suo team, che non lo ferma, non interessa ai commissari, che non segnalano nulla e non innesca la race direction, che ci mette una vita e gli dà la penalizzazione sbagliata nei modi e nei tempi peggiori possibili.
E poche ore dopo, invece di fare ammenda, cosa fa? Sgrida i ragazzini della moto 3 per le qualifiche del giorno prima. Così almeno fa vedere che ha a cuore qualcosa.

Le voci sagge ci sono ma i media, cosa scelgono?
Nell’indecisione, un po’ cavalcano la polemica, un po’ esaltano (per i click fa comodo), la figura del pilota “eroe”, del rider “old school” (si chiamano così quelli che morivano a mazzi perché non avevano scelta dal punto di vista tecnico e della sicurezza), del cavaliere “ggggiovane” che è un figo perché se ne sbatte e rischia la vita, come se fosse incluso nel contratto il fatto di morire da incoscente invece che per fatalità imprevedibile.

Del resto, se le poche voci sagge, anche da parte di ex piloti vengono soffocate nel “tanto si è ritirato” o “tanto dal divano non ci si gioca niente” e vengono loro preferite dichiarazioni ribelli, come si può crescere?

E se per anni scorrettezze quali spallate, calci e tagli di chicane, sono degenerati nel romantico-mitologico e hanno partorito trasmissioni, magliette, DVD celebrativi e se le rare squalifiche sono diventate complotti al grido di “non è uno sport per signorine” o “tanto non ci ha guadagnato”, cosa ci aspettiamo dai media? Niente. Tanto i giocnalisti non muoiono in pista.
Un adesivo in carena, un minuto di silenzio, un murales, sono ottime occasioni di pubblicizzare un romanticismo ed una unità che di fatto non esistono… e fare un bel servizio “giornalistico”.
Che però non è un bel servizio al motociclismo in generale.

Estoril, gara1 SBK: vince Redding davanti a Razgatlioglu e Rea!

Scott Redding Estoril

Estoril goes without fanfare after qualifying divided in half between Rea and Redding, who share the sessions and the spotlight.
The race, on the other hand, is a bit different, as the Ducati man, while never saying goodbye to the company for good, is still uncatchable.
It's dull, race1, because there are only minor skirmishes behind, while up front only Rea, who makes a mistake early in the race and pays dearly for it, works to catch Redding and Razgatlioglu, but only manages to bother the Turk.
After the trio, only Gerloff who humiliates Rinaldi while still pushing back in the standings, notable is only the comeback of Bautista, who is still not competitive but can be seen to be putting in his best. And the others? Badly the BMW, bad the other greens, bad a little bit everyone, with really embarrassing detachments.
In short, the SBK world championship is divided into three. Three-four protagonists, four-five nice guys, and a dozen staggering zombies to follow.

Minicommentary of the race.
Rea starts badly and handles the start of the race even worse, making mistakes and giving in to Razgatlioglu and Rinaldi.
Redding and the Turk, they go on the run, but it is an escape on sight because, in fact, they will remain within reach of the defending champion.

In one lap Rea makes up for it on Rinaldi and goes for the two in front.
The race is boring and played out on the elastic of tenths between the top three while behind them Rinaldi, Lowes, Gerloff and Laverty but well spaced out... just as Sykes collapses and when shortly afterwards we also break Laverty's dreams in the gravel.
With ten to go Rea is getting closer to the leading duo, actually closer to Razgatlioglu than the latter is to Redding.
The race ends in a sprint for second place at least while Redding has more to be comfortable. Something that looks a lot like a close second.
Redding,Razgagtliolu, Rea, Gerloff, Rinaldi, Davies, VDMark, Bautista, Rabat, Locatelli, these are the 10.

Pages

Redding
He doesn't do anything wrong today. He doesn't win by force, but comnunque he wins. He needs these serene confirmations.
Rated 10

Razgagtliolu
He is always consistent but always lacks something.
He is consistent, though, and the Yamaha haven't played something in a long time since Iwata .
Rated 9.5

Rea
It sounds like a defeat-and it is. But Rea at Estoril had never been on the podium. Today, on the other hand, he's even playing for something more at times. He is a Rea who can be content.
Rated 8.5

Gerloff
He plays strong when he can but unfortunately pays dearly for his departure.
The way he gets rid of Rinaldi is a real bully. Pure talent.
Rated 8.5

Rinaldi
Finally the awakening. He must not forget, though, that he rides an official Ducati . To do what he did at Go Eleven, he could have stayed there.
Rated 7

Davies
Beginning to realize that he is not riding an official bike and that good performances are the exception and not the rule.
Rated 6.5

VDMark
It's the best BMW but only after getting slapped by Laverty for 2/3 of the race. Not all that much to celebrate.
Rated 6

Bautista
The comeback is the only glimmer of light in an overall problematic situation. Bautista gives what he can; after all, Haslam was 15 seconds later.
Rated 6.5

Rabat
Almost good, finally Rabat. Let's hope it's the beginning of a redemption. He deserves it.
Rated 6

Locatelli
Subscriber to the top ten, do we realize?
He's a rookie and he's behind a lot of people more emblazoned than him.
Rated7

Dall'Igna also courted by KTM. And he's not the only super technician in the Austrian crosshairs!

Dall'Igna

In un pezzo recente di questo sito si era parlato della possibilità del concretizzarsi di alcuni rumors che vedono Gigi Dall’Igna in direzione Honda HRC  o comunque verso altre strade.
Archiviata la news HRC centrica, sembra che, in realtà, nei confronti dell’ingegnere in rosso, sia ormai caccia aperta.
Il che significa che deve essere emersa una tensione in casa Ducati che rende possibile la cosa e che mette il “genio barbuto” sul mercato.

Ad essere interessata a dall’Igna sarebbe anche KTM che ultimamente, stile F1, sta facendo la spesa nei ranghi della MotoGP. E’ arrivato Pedrosa, gente che lavorava con lui ma anche altri tecnici di rilievo.
L’ing Marco Bertolatti, ex Aprilia, ad esempio, è già passato fra le fila austriache con il ruolo di Project Manager Chassis… e fra le risorse sarebbero numerose quelle reclutate fra le squadre migliori.
KTM fa le cose sul serio, ha uno sponsor solido ed un piano a lungo termine che fa capire come l’antipasto del 2020 (vittorie e piazzamenti), l’abbia ingolosita tanto quanto l’abbiano indispettita le inattese difficoltà di quest’anno.

Il sigillo quinquennale siglato con Tech3, la dice lunga.
E la dice lunga anche il contratto diretto firmato con i piloti.
KTM ha gli occhi al futuro attraverso la Rookies Cup. Sotto contratto automatico i vincitori della medesima e anche un paio di nomi “pesanti” della Moto2, quali Gardner e Fernandez, i quali sarebbero già virtualmente seduti su una moto arancione della classe regina (così dicono i rispettivi entourage).
Insomma KTM non è Honda HRC ma ha, nei confronti di Dall’Igna, delle carte da giocare che i jap non hanno.

1) L’Austria è più vicina al Veneto (residenza di Gigi e famiglia) di quando non sia la Spagna.
2) KTM non ha i vincoli storico politici di Honda, che non ha mai avuto un tecnico non jap come project leader.
3) KTM ha interessi in tutte le classi e Dall’Igna potrebbe finalmente essere il project leader anche della Moto3.

Inoltre KTM ha già in mano contrattualmente i pezzi più pregiati del mercato.
Insomma, gli austriaci faranno presto ancora spese fra i tecnici più validi del motomondiale. Dall’Igna è in cima alla lista ma potrebbe non essere il solo.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

VR46 MotoGP: that nuisance named Bastianini!

Bastianini

WARNING: EXPLICIT LYRICS. EXPLICIT CONTENT, DIRECT LANGUAGE AND HAIRY OPINIONS

Bastianini è bello che spacciato. Adesso lo sa. Cioè lo sa dal primo momento in cui hanno presentato il team Avintia SKY VR46 dove lui è il cenerentolo che si è dovuto accontentare delle frattaglie di luce, comunicazione e considerazione che rimanevano, di rimbalzo, dalle presentazioni alle interviste, fino alle menzioni in telecronaca e tutto il repertorio da Istituto Luce che da anni caratterizza il motorsport tricolore.
Il campione del mondo della Moto2 diventava gregario del fratello di. Non ci si crede. Ebbene era evidente. E lo è tutt’ora nonostante il confronto sia impietoso.

Il team Avintia doveva solo cambiare nome in VR46… e forse marchio di moto. Adesso nemmeno più quello, dato che sono sempre più prepotenti le voci di accordo con Ducati. Insomma è fatta. E se non è fatta è un’ennesima figuraccia da parte della squadra di Tavullia dopo l’autogoal con ARAMCO, che prima era sulla bocca di tutti e adesso da una decina di giorni non si nomina più.

In realtà ci ha provato, VR46. L’operazione ARAMCO leggi anche fumo in faccia a Petronas, non è andata a buon fine.
La verità è che non è VR46 che ha scelto le Ducati (che costano anche di più), ma è Yamaha che ha scelto Petronas.

In doubt already for a while VR46, the company and all the publishing that for years has been crawling in the presence of the most profitable package and with the most glaring team/media conflict of interest in the history of motorsport, is trying to take Morbidelli home after turning him around so that, like a magnet, he has opposed the pole of attraction with Petronas, with Yamaha and with Forcada. It serves to repel them. It serves to make the dream team, that is, a team that has the owner's brother in it and one that is really going strong. It needs Morbidelli, and it needs to get rid of Bastianini.

Those who write that the VR46 riders will be Marini and Bastianini are lying hoping to lie. That would not be such a good story to tell.

A self-respecting VR46 team cannot have in its lineup the living, winning demonstration that you don't have to be part of the Academy to play in the Motorcycle A Series. Bastianini is proof that you can make a career for yourself, early and well. What kind of VR46 team would it be if "typical products" were not fielded?

Forse Enea è destinato a fare un solo anno terribile (oltre al resto di questo 2020 che già è bello pesante) nel caso non si trovi nessun altro, ma la realtà è che i pesaresi piuttosto su quella moto sarebbero capaci di metterci persino Bezzecchi. Perché altrimenti non sarebbe un team VR46 fatto a modo. Insomma se vedremo Bastianini su una moto VR46 sarà solo perché non saranno riusciti a segarlo.

E chi dice che tanto Bastianini è salvo perché è già in direzione Pramac, sappia che, ammesso che sia vero, magari i primi anni no, ma entro brevissimo, ci sarà guerra anche per avere le migliori Ducati possibili, soprattutto presentando Morbidelli in squadra.

That is, assuming there aren't already problems for next year, because it's unclear what level of officialdom the VR46 team will be able to aspire to, especially when they manage to bring home the Morbido. And believe us, that is the intent and it is being worked on hard.
To figure out who pays and how much. And to be figured out when the money comes in.
For Ducati, you've seen it, there's a purely racing part and a commercial racing part, and in this case, it really doesn't matter where the money comes from, but the first one that comes in has always been the one that lodges the best.

Sarà tutto vero come quando a ottobre 2020 abbiamo anticipato e messo in connessione la chiusura del team VR46 Moto3, l’interesse di una moto per Marini e la relativa cessione degli slot proprio ad Avintia a cui si lavorava per subentrare? Ottobre eh.
Basta stare un po’ attenti.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

Rumors: Dall’Igna via da Ducati, verso Honda HRC?

Dall'Igna

A short piece because the topic is interesting but there is, at the moment, not much to say. In fact, it would be preferable to have gone off the rails.

Ma a meno che non si mettano a posto certi meccanismi, con una qualche vittoria di serie A  (vedi l’atteso mondiale), o un qualche intervento politico aziendale, potrebbero concretizzarsi alcuni rumors che vedono Gigi Dall’Igna in direzione Honda HRC o comunque verso altre strade.

Non solo in virtù del corteggiamento da parte di Honda, e non solo, ma anche a causa di alcune tensioni interne a Bologna, ed un ambiente sempre più diviso nei confronti di Dall’Igna.

Per il progettista non sarebbe una sconfitta, anzi, perché tutto nascerebbe da un invito di HRC, ma sarebbe comunque uno stravolgimento che cambierebbe, in Ducati, parecchie cose dopo tanto tempo.
I rumors parlano anche di un interessamento di Bologna per Francesco Guidotti, da lungo tempo corteggiatissimo dal team intero per il suo ottimo lavoro in Pramac.
Guidotti avrebbe recentemente respinto le avances di KTM ma quelle di Ducati sarebbero ben più appetibili.
Sostituirebbe, ma qui siamo nel campo delle ipotesi più spinte, un Paolo Ciabatti che al momento è il vero collante della squadra corse. Quello che politicamente e diplomaticamente tiene davvero tutto insieme. E sarebbe una perdita.
Il posto di Dall’Igna, dal punto di vista tecnico, potrebbe essere offerto a Marco Zambenedetti, un personaggio “interno” e comunque di continuità aziendale.
Le colpe di questi cambiamenti, se di colpe ovviamente si può parlare, sarebbero legate alla figura molto forte nella squadra corse del CEO Claudio Domenicali, sempre molto presente nelle scelte quotidiane del reparto racing.

Is everything decided? Not at all. A world victory could settle many things, although, from what we hear, the road taken would be one of no return.
What will those involved do in the meantime?
They will, of course, deny it. No one has any intention of uncovering the cards until the negotiations already under way are settled.
After all, this is a time when, even if there are real tensions internally, calm communication is needed externally.

MotoGP: why ARAMCO knows nothing about the partnership with VR46?

Aramco

Why did the news about the VR46 team fade as it jumped to the headlines?
How come VR declared the existence of an agreement to bring VR46 to MotoGP in partnership with Aramco but no one really asked the Saudi oil giant about it?
Indeed, how come the Saudi oil giant later and on its own initiative declared that it was unaware of the news?

Iniziamo il pezzo con tre domande. Già il fatto che ce le poniamo, significa che siamo davanti a qualcosa di atipico.
Però partiamo con il presupposto che ci possiamo sbagliare e abbiamo capito male… e quindi chiediamoci come mai a Jerez sia venuta fuori una notizia così: VR46 in MotoGP già dal 2022 con Aramco. Nessuno ha pensato, vista la dimensione della notizia e il fatto che non sia stata smentita dall’interessato presente, che potesse essere una bufala. Con la stampa sportiva che abbiamo, non mi meraviglio. Ma quella finanziaria?

The press release referred to stated that the project would be financed with money from Saudi Arabia, specifically from the interest of the oil giant Aramco, although the release itself came from Tanal Entertainment, a holding company owned by Prince Abdulaziz bin Abdullah Al Suad, a member of the Saudi royal family. So too big a name to be questioned ... but it is also true that we still start from the fact that someone is talking about Aramco but Aramco itself is not doing it. This is not normal.

A press release was issued ahead of the Jerez GP stating that VR46 team owned and operated by Valentino Rossi himself-would make the move to the full-time MotoGP World Championship in 2022. OK, that's fine. VR46 can announce whatever it wants.

Un comunicato così non può non essere preso sul serio e non può essere messo in dubbio però, la stessa Aramco, avrebbe affermato di non essere a conoscenza di alcun contratto. E qui va un po’ meno bene.

In the end, what is missing in the statement are quotes from both sides in addition to financial details. This is unheard of for such a situation.
It's as if a yet-to-be-completed document has leaked out. Too bad, however, that it is not a leak because it was one of the parties involved that released and confirmed it.

Nessuno poi, per riverenza o sudditanza mediatica ha pensato di incalzare lo stesso Valentino Rossi che ha dichiarato: “Sappiamo che abbiamo un accordo con Aramco per fare la squadra … ” “…Non so sinceramente perché Aramco dice che non lo sanno! “. E qualcuno avrebbe dovuto chiedere: ma l’accordo c’è o no? O ce l’hai o non ce l’hai. Altrimenti sembra come quando alle elementari tu sei fidanzato con una bambina ma lei non lo sa.
Chiunque altro sarebbe stato messo spalle al muro per un’eventuale fesseria ma non è stato questo il caso.

Sia chiaro, non sarebbe il primo caso di team fuffa.
E’ successo in un sacco di casi che team partiti sulla base di collaborazioni addirittura governative si siano rivelati una fregatura internazionale.
Basti pensare al team JR Racing, quello legato in Superbike alla Repubblica Dominicana e a Troy Corser, tirato in mezzo e sfruttato per mettere in piedi una mezza sòla, come si dice a Roma. Una fregatura.
Oppure al team Onde 2000 della Guinea Equatoriale in cui c’era di mezzo addirittura un governo. Però erano altri tempi e c’erano di mezzo altre entità.
In realtà le truffe fatte bene sono quelle in cui vengono spesi nomi talmente grossi da non poter essere messi in dubbio.
Noi però continuiamo sul nostro ragionamento “neutro”.

Nessuno dubita che VR46 stia pensando di sbarcare in MotoGP.
Nessuno dubita che vi riuscirà.
Chiunque sia un minimo informato però sa che questo deve accadere nel 2022, anno di scadenza degli slot in griglia.

Parliamo adesso di Aramco, che è spuntata fuori all’improvviso… supportando F1, Formula E e Dakar. Ma prima?
E’ proprio lo splendore recente che ha attirato l’attenzione nei confronti di situazioni “un po’ saudite” come queste.
Alcune organizzazioni umanitarie come Grant Liberty hanno evidenziato che l’Arabia Saudita come nazione, sotto i riflettori per accuse di mancato rispetto dei diritti umani, sarebbe sin troppo spesso protagonista di un’attività che si chiama “sport washing”… che vede l’investimento sportivo ed edilizio come ricerca di quella reputazione persa per altre ragioni.
Il calcio è pieno di evidenze come queste mentre il motorsport, almeno nelle due ruote,  ci sta avendo a che fare da poco (vedi news relative al nuovo circuito di Mandalika, Indonesia, progetto accusato di essere sporcato dal mancato rispetto dei diritti umani dei locali).
Insomma quella che sembra essere solo una bella cosa (e sicuramente lo è), a molti fa storcere un po’ il naso.
All’estero, però. Da noi va sempre tutto bene.

Pensandoci, il mega progetto sembra tanto convenire a VR46, che trova uno sponsor per fare quello che vuole fare da sempre… eppure alla fine rischia di convenire soprattutto ai sauditi, dato che a livello internazionale (in Italia non ci si azzarda), VR46 è stata molto criticata per la partnership.

"Especially Aramco in recent years has supported many sports other than soccer and is also very much in motorsport. It also supports Formula 1. It is an important partner for us and can help us team up in MotoGP." Rossi said.
But does Rossi know who he is about to deal with?
More importantly: does Aramco know that it has an ongoing partnership with Rossi?
The answer would seem to be a double no.
What if instead someone is trying to cheat the parties involved?
Come on, that's not possible...but here, stop it!
You know all those activities listed on the sidelines, but not too much either, of the partnership between VR46 and Tanal, the ones that talk about building projects, theme parks, etc.?
Maybe it all starts from there.

Sulla tuta di Marco Bezzecchi – pilota Moto2 di VR46 sono comparse patch con dicitura “KSA New Cities”.
E questo vuol dire che VR46 sta già degustando un mini antipasto di quello che dovrebbe essere il buffet saudita completo.
Oppure che qualcuno stia cercando di raggirare VR46 convincendola, grazie al mini antipasto di cui sopra, di una effettiva partnership in atto… di cui però gli interessati (Aramco) non sono a conoscenza anche se è  stato speso il loro nome.
E se si fossero  salvati tutti proprio per il fatto di essersi lasciati scappare la cosa?

Ci rendiamo conto che qualcuno forse si è portato un po’ avanti con l’immaginazione e con il business e che quindi è tutto appoggiato un po’ alla buona?
Cioè tipo che la stessa Petronas, colosso vero con soldi veri, si stia giocando le due Yamaha con VR46 la quale ha una partnership  con un petroliere che ha dichiarato di non saperne nulla?

Chiaramente se ci sbagliamo qualcuno ci invii il comunicato di ARAMCO datato week end di Jerez.
Dopo ok, vuol dire che è cambiato qualcosa… ma la settimana scorsa perché nessuno ha chiesto conto della mancanza di comunicati o addirittura non si è insospettito davanti alle smentite di uno dei due partner?

Misterhelmet Gianluigi Ragno



Rossi and Petronas: you don't say but ... we are beyond the end. And it's already war!

In an earlier piece entitled. The king is naked. And he is minidressed! I had written like this:

“E quindi cosa succede, alla fine? Non lo sappiamo perché non siamo alla fine. Quello che però sembra è che siamo all’anticamera dei vaffanculi e che Petronas, invece di allontanarsi, dalla Yamaha, si sta avvicinando ancora di più, con tanto di dichiarazioni di intenti di partnership pluriennali e baci bacini che hanno tanto il sapore speziato di presa di distanze dalle scelte fatte, indovinate quali.
Il che vuol dire una sola cosa: che la partnership messa insieme per fare belle gare, bei soldi, belle cose, è un tavolino a tre gambe che non si regge nemmeno su una… e che quindi, ciaone a fine anno, se non prima.”

Ecco. Se non prima. Perché ci sono numerosi elementi che fanno pensare che le due entità Petronas e VR46, siano ormai ai ferri cortissimi e che siamo tutti prossimi telespettatori di una telenovela che mette di fronte delle vittime (Rossi&Co) e dei carnefici ingrati, quali Petronas, Razali etc… il tutto adeguatamente insalivato dalla stampa che ormai si è già lanciata in indecenti genuflessi servizietti giustificazionisti.

"We in VR46 have already asked for an official bike for Morbidelli but we were told no" That's the first hint.
And it makes you laugh. If there is a contract, what do you ask for? It's not like going to the butcher and asking for free bones for the dogs.
At the beginning of the season Valentino Rossi and VR46 thought it was a priority to ask for an official bike for VR and not for the much-assisted Morbidelli. That is, assuming that it was not explicitly requested in the contract that the official bike was even only for one of the two. It is therefore no surprise that Franco has a 2019. Franco was already a world vice-champion, but evidently no one went out of their way to get him anything more than a 2-year-old bike. Maybe you couldn't anyway, anyway, then, the controversy is borderline childish, specious and hypocritical. It is a front thing to pass as a victim. And strangely, it's something that wasn't talked about until the whole audience, clamoring for a motorcycle for Morbido. Until yesterday, silence.

Fa anche abbastanza paura che VR46 abbia deciso di rendere ufficiale e pubblica una partnership con ARAMCO in un determinato momento.
La mossa è giustissima e sacrosanta… però non è di quelle che indicano una volontà di pace.
Petronas, su questa cosa è due volte concorrente diretta.
E’ concorrente diretta di ARAMCO in quanto azienda impegnata nell’energia in un territorio che si sovrappone a quello del neo partner VR46 (anche se da ARAMCO, va detto, non è uscito alcun comunicato ufficiale).
E diventa, Petronas, concorrente di VR46 anche dal punto di vista sportivo, dato che entrambe le entità sono plausibilmente in lizza per ottenere due Yamaha.

Rossi , who has a long-standing relationship with Yamaha and also owns Morbidelli's ( Petronas' best rider) tag, is paddling right back at Petronas. By now it's official.
It's legitimate eh, because it's business, but it kind of clashes with the existing relationship between Rossi and Petronas.

VR46 has secured a competing sponsor, is virtually in the running for the bikes currently entrusted to Petronas, and also owns the rider. What's more, through the most representative figure, Valentino Rossi, VR46 itself is dependent on Petronas from a sporting and marketing perspective with initiatives planned through at least 2021.

Cosa starà raccontando, Mr Razali ai vertici della sua azienda che nel frattempo gli avranno chiesto conto di un paio di cosette?
Come si sentirà?
Come uno entrato in affari con una entità, la VR46, che oltre a non performare, lo sta combattendo dall’interno, sia con il suo esponente di marketing e comunicazione (VR46), sia con il suo miglior pilota, che è sì legato a Petroas, ma che obbedisce, de facto, al suo manager e alla VR46 stessa.E infatti manifesta già sintomi di inquietudine sportiva.

Da una parte la partnership è nata malissimo sotto tutti gli auspici, dall’altra Petronas si vede sotto scacco anche dal punto di vista sportivo e quindi doppiamente anche nella gestione delle moto. Sempre che le avrà, Petronas, due moto, nel 2022.

Intervistato su Rossi, ormai Razali parla con lo stesso piacere che hanno quelli che su Airport Security, vengono ripresi quando li hanno beccati che stanno trasportando la droga. Tratterebbe ogni tema tranne quello.
“Eh, non è Rossi che è lento, sono gli altri che sono veloci”.
Se consideriamo che Razali è manager, asiatico e musulmano, quindi non un europeo spaccamontagne, capiamo che è una risposta che sa di coglionella.
Cioè, sa di uno che preferirebbe far vedere il saldo del suo conto online, piuttosto che discutere di una scelta sciagurata da cui non può venire fuori come e quando vorrebbe.
Può dire che si è rotto le scatole e che se potesse caccerebbe VR ieri? Non può dirlo. Può farlo? Non può farlo. Gli costerebbe caro.
Cosa può Razlan Razali? Farlo capire all’interessato (che ovviamente lo sa già) e ai mantenuti editoriali della stampa e del business, avendo però con questi ultimi, molta cura per non passare da cattivo.
Ci manca solo il ricco petroliere ingrato privo di riconoscenza verso il salvatore del motociclismo moderno, portatore di passione, mecenate di giovani piloti, rivitalizzatore degli ultimi 25 anni di due ruote.

Razali knows one thing, however. He has the money and has shown that he can work. And so he can let Valentino Rossi bring home an impressive series of embarrassments like the ones he has already wrapped up so far, along with a sampling of sporting and behavioral own goals. Of course, without boycotting him. He doesn't seem to need it much longer.

If you must know, it is not a risk-free path for Petronas. Because the tug-of-war might have worked when there were no other powerful oil sponsors at stake. Now the position of strength is mitigated.
Dorna cannot lose Petronas but neither can it displease VR46.
We have seen that from the cookie on, VR has always wanted to play all the media cards without ever holding back. But it is not necessarily, see always biscotto, that the matter always turns in his favor.
The media is a dangerous card.

Capirai. Quello del suo licenziamento è un film che VR stesso non consentirebbe mai di mandare in onda. Piuttosto un megavaffa e una porta sbattuta in cui Petronas passa per il male, poi un’altra stagione corsa sui gomiti l’anno prossimo, per non farsi dire quando e come andar via.
Siamo pronti a tutto questo? Qualcuno sembra di sì.
Oppure prevarrà la ragione. Il che sembra ancora tutto più fantascientifico.
La verità è che Rossi un’uscita l’aveva già pianificata, ma averla rimandata troppe volte forse lo ha fatto arrivare un po’ corto, questa volta. L’intermezzo Petronas non lo aveva previsto. Così come non aveva previsto di lanciare suo fratello in MotoGP prematuramente, sia dal punto di vista sportivo (non sembra prontissimo, se mai lo sarà), sia dal punto di vista politico (avere un team già fatto sarebbe stato meglio ma lo sponsor è arrivato con qualche mese di ritardo).

Would you like to see that this article, already the second part of a previous one, will have a continuation?

Next time we will talk about goodbyes or not even that cold war.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

APRILIA RACING FIR WITH DORNA UNTIL 2026: ON TRACK OFFICIAL BIKES!

APRILIA RACING SIGNS AGREEMENT WITH DORNA UNTIL 2026

FROM THE 2022 SEASON THE RS-GP WILL BE ON TRACK WITH THE OFFICIAL APRILIA RACING TEAM

Aprilia Racing is pleased to announce the signing of the agreement with Dorna Sports for participation in the MotoGP World Championship until 2026.

For the next five seasons, Aprilia Racing will be among the protagonists in the world's top motorcycle competition, thus reaffirming its mission of technological excellence in research and experimentation within the Piaggio Group.

From 2022 Aprilia Racing will be present as a manufacturer, the official RS-GPs will be brought to the track by the factory team being concluded the agreement with Gresini Racing that, since 2015, has accompanied Aprilia Racing in its participation in the championship. To the Gresini team, and in the moving memory of Fausto, go the esteem and thanks of Aprilia Racing for these years together. 

Aprilia is among the most successful brands in the history of motorcycling sports having won 54 world titles in its young history, 38 in MotoGP World Championship, 7 in Superbike and 9 in Off Road disciplines. With 294 GP wins, it is the European brand that has won the most races in the MotoGP World Championship With Noale 's motorcycles many of the riders who have made motorcycling history in recent decades have debuted, won and raced. These include World Champions Max Biaggi, Loris Capirossi, Alex Gramigni, Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, Casey Stoner, Manuel Poggiali, Marco Simoncelli and Alvaro Bautista.

Massimo Rivola - Aprilia Racing CEO
"Obviously I am happy with this agreement. From next season we will be present as Aprilia Racing Factory Team, new and hopefully great opportunities open up, and we will have to handle many more new responsibilities. It is a natural step, which we take just as we begin to see the first positive signs of the great work we have done in Noale, first of all on our structure and consequently on our beautiful RS-GPs. At this moment our thoughts and gratitude go to Gresini Racing that has accompanied us over these years, in the moving memory of Fausto I wish the team and all its people the best success for the coming seasons."
Carmelo Ezpeleta - CEO Dorna Sports
"The partnership between Dorna and Aprilia Racing is great news for the FIM MotoGP World Championship. We are excited to continue this collaboration with the Italian manufacturer in a project that has many objectives, all of them fascinating, not only in terms of sporting performance but also in the growth in the overall technical excellence of the championship."