Morbidelli: se non si decide resta a piedi. Arrivano gli sponsorizzati!

Non credete anche voi che Morbidelli stia temporeggiando un po’ troppo per uno nella sua condizione, ovvero quella di licenziato da Yamaha a causa di 3 stagioni negative? Questa indecisione di Morbidelli sta aprendo lo spiraglio ad altri “ingressi”. Già di moto ce ne sono poche… Così Franco rischia!
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VALENTINO ROSSI: 10 MOTIVI PER CUI PUO VINCERE IL DECIMO TITOLO !

Si parla tanto del decimo titolo (mancato) di Valentino Rossi come un’occasione persa. E invece ci potrebbe essere una possibilità.
Chiaramente è una teoria, ma siamo davvero sicuri che volendo non si potrebbe fare? Leggete il pezzo o guardate il video!

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This is a big deal: listen to me and you will thank me!
Even if I sound ironic, I am serious. Even if it sounds clickbait, it's not.

Ho l’idea chiave per realizzare il sogno del decimo titolo di Valentino Rossi salvando anche un sacco di posti di lavoro di disperati allo sbando ridotti a scrivere di Marini che vuole più soldi e Migno che piange perché è senza moto che in questo modo avrebbero salva la giornata e il palinsesto.

But most of all, let's look on the bright side, that of the salvation of so many fans my age and so many others who are legacy fans but not yet aware in 2009 as they are too young, have never seen him win anything other than the 100km of Champions or the Monza Rally. 

Proprio io che sono stato ripetutamente tacciato di essere anti rossi quando invece sono uno che di lavoro analizza i numeri, ho avuto una grande idea.

Il biscotto che ha impedito il decimo titolo, il cattivo marquez, il cattivo lorenzo, etc.
Sono tutte cose brutte che possiamo cancellare.
E’ il momento per me di smettere con questo atteggiamento apparentemente coglionante e tornare alla serietà. 

 Which is the most modern, young, responsible, inclusive, innovative, evolutionary, and whoever has the most adjectives, the more, among motorcycle championships? 

Tutte cose positive e in più anche una certa facilità vista la situazione tecnica, organizzativa e di partecipanti?
Un qualcosa che sebbene sia sottosviluppato è comunque mondiale?
Il mondiale MotoE! fig1

Che moto ci corrono? Moto tutte uguali. Tutte Ducati.

Che piloti? Piloti bravissimi, niente da dire, ma che evidentemente non hanno scelto di fare questo mondiale al posto della Superbike o della Moto2.
Quanti giri si fanno? Pochissimi. E infatti è un campionato adatto anche a chi non è esattamente giovanissimo.

Yet it struggles. People say terrible things about electric bikes. They don't value them. It belittles them because of the lack of sound, smoke, and all those machismo features that thermal motorcycles instead invoke.

La MotoE è vista come un qualcosa un po’ da sfigati ed è fatta da team che in pratica sono costretti da dorna a farla, agevolati sotto tutti i punti di vista perché non esiste un reale ritorno mediatico. Cioè la MotoE non se la caga nessuno. 

Fino a che la MotoE non sarà l’unica forma di motociclistmo, non decollerà mai e io stesso come Misterhelmet, se ne voglio parlare, la devo infilare in mezzo ad altre cose. Non è giusto e io sono contro le ingiustizie. 

Eppure c’è un rimedio e si chiama Valentino Rossi.

The legend who turned into the collective belief in serious racing even the Monza Rally, which was going back and forth from pole to pole doing laps, and the 100km of champions, which is a race he organizes at home with his employees like Fantozzi's Cobram cup.

Guardiamo insieme perché la MotoE potrebbe essere perfetta per un decimo titolo di VR46.

1) Con i suoi colleghi MotoGP in ballo no, ma con chi ci corre attualmente è molto probabile che Valentino possa vincere. Anzi sono quasi sicuro.
2) E’ comunque un titolo mondiale (più o meno) ma ok.
3) le gare sono poche
4 sono cortissime e quindi il talento conta piu della resistenza fisica.
5) le moto sono tutte uguali e quindi non si può piangere e poi non ci vuole niente a farne una più uguale dell’altra (ma sono convinto che non servirà)
6) Valentino sarebbe il punto di unione perfetto fra vecchio e nuovo.
7) Finalmente ci sarebbe un vero grande nome in una griglia di sconosciuti. Duello fra Rossi e Manfredi!
Nemmeno nei videogames sarebbe possibile.
8) finalmente la categoria diventerebbe interessante e riporterebbe in pista e davanti alla tv tutti gli orfani delle due ruote che adesso non sanno che diavolo fare se non ripetere la storia del 2015.
9) darebbe anche un po’ di ossigeno alla vr46 abbigliamento che, a quanto pare, non vende più come prima. E noi la aiutiamo!
Immagino delle magliette eco friendly con del materiale riciclato, perfettamente ecologiche.
10) E soprattutto: vale riuscirebbe a vincere qualcosa con la Ducati, che altrimenti… 

Se voi pensate che io scherzi o sia ironico, vi sbagliate. Sono serissimo. Prima che il Mondiale Moto E si evolva sotto tanti aspetti, dal numero dei giri a chi vi partecipa,  Valentino Rossi potrebbe veramente prendervi parte e vincerlo, chiudendo così definitivamente un ciclo e aiutando un mondiale che fa fatica ad imporsi.

He would become the winner of all the categories in which he raced. That would be a perfect thing. 

Lo stesso Valentino Rossi darebbe valore e credibilità ad una cosa che fa fatica ad averli e potrebbe attirare sponsor importanti che adesso mancano.
Mi meraviglio che nessuno di quelli pagati per farlo ci abbia ancora pensato.

Ecco come potrebbe essere la moto di Valentino Rossi se corresse in MotoE!


VALENTINO ROSSI: 10 REASONS WHY HE CAN WIN THE TENTH TITLE!

There is much talk of Valentino Rossi’s tenth (missed) title as a missed opportunity. But there might be a possibility.
Clearly it’s a theory, but are we really sure that if we wanted to, we couldn’t do it? Read the piece or watch the video!

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Here I am.
This is a big deal: listen to me and you will thank me! Although I sound ironic, I am serious.

I have the key idea to realise the dream of Valentino Rossi’s tenth title while also saving a lot of jobs of desperate people reduced to writing about Marini wanting more money and Migno crying because he is without a bike, which would save the day and the programme.

But most of all, let’s look on the bright side, that of the salvation of many fans my age and many others who are hereditary fans but not yet aware in 2009 as they are too young, have never seen him win anything other than the 100km of Champions or the Rally Monza.

I, who have been repeatedly accused of being anti-Rossi when in fact I am someone who analyses numbers for a living, had a great idea.

The incident that prevented the 10th title by the evil Marquez, the villanous Lorenzo, etc.
These are all bad things that we can erase.

It’s time for me to stop this seemingly cocksure attitude and get back to seriousness but first:
What is the most modern, young, responsible, inclusive, innovative, evolutionary, and who has the most to offer among motorbike championships?
All good things plus a certain ease given the technical, organisational and participant situation?
Something that although underdeveloped is still world class? The MotoE World Championship!

What motorbikes run there? All equal motorbikes. All Ducati.

Which sort of riders? Very good riders, nothing to say, but who clearly did not choose to do this world championship instead of Superbike or Moto2.
How many laps do you do? Very few. And in fact it is a championship suitable for those who are not exactly young.

Yet it struggles. People say terrible things about electric bikes. They don't value them. They belittle them for their lack of sound, smoke, and all those machismo characteristics that thermal motorcycles have.

MotoE is seen as something a bit lame and is done by teams that are basically forced by Dorna to do it, facilitated in all respects because there is no real media return. In other words, nobody is shitting on MotoE.

As long as MotoE is not the only form of motorcycling, it will never take off and I myself, like Misterhelmet, if I want to talk about it, I have to squeeze it in between other things. It’s not fair and I’m against injustice.

Yet there is a remedy and it is called Valentino Rossi.
The legend who transformed into the collective belief in serious racing even the Monza Rally, which was going back and forth from pole to pole doing laps, and the 100km di Campioni, which is a race he organises at home with his employees like Fantozzi’s Coppa Cobram.

We look together at why MotoE could be perfect for a tenth VR46 title.

1. With his MotoGP colleagues in the mix, no, but with those who currently race in MotoE, it is very likely that Valentino could win. In fact, I’m almost certain.
2. It’s still a world title (more or less), but I digress.
3. The races are very short and therefore talent counts more than physical endurance.
4. Bikes are all the same, so you can’t cry, but then it takes nothing to make one more equal than the other (but I’m convinced that it won’t help)
5. Valentino would be the perfect union point between old and new.
6. Finally there would be a real big name in a grid of unknowns. Duel between Rossi and Manfredi! Not even in video games would this be possible.
7. Finally, the category would become interesting and bring back to the track and in front of the TV all the two-wheel orphans who now don’t know what the hell to do except repeat the 2015 story.
8. It would also give some oxygen to VR46 Racing Apparel, the clothing brand, which apparently no longer sells as well as it used to. And we help it! I imagine eco-friendly t-shirts with recycled material, perfectly ecological.
9. And above all: would he be able to win something with Ducati, which otherwise…

If you think I am joking or ironic, you are wrong. I am very serious. Before the MotoE World Championship evolves in so many ways, from the number of laps to who participates, Valentino Rossi could really take part in it and win it, thus closing a cycle once and for all and helping a world championship that is struggling to establish itself.
He would become the winner of all the categories in which he raced. That would be perfect.
Valentino Rossi himself would give value and credibility to something that is struggling to have and could attract important sponsors that are now lacking.

I am amazed that none of those paid to do this have thought of it yet.

And this is how the bike could be if Valentino would race in MotoE!


What do Iannone's return and the Dakar death have in common?

Nell’ultimo video mi sono trovato a spiegare il senso del clickbait, di come funziona, con qualche esempio, e del perché è fatto in un certo modo. Oggi vi racconterò un tipo di clickbait ancora più squallido spiegando il motivo per il quale alcuni eventi importanti del nostro settore vengono ignorati mentre altri che non sono motociclisticamente rilevanti, diventano stranamente ed incomprensibilmente importanti.

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Ne affronterò due: La tragica morte di uno spettatore alla Dakar e il ritorno alle corse di Andrea Iannone, con un pizzico di Valentino Rossi. Quello c’è sempre ma non è colpa mia.

Parliamo dell’incidente alla Dakar
Potete chiaramente commentare nel merito, massima libertà, ma non è l’incidente l’argomento del video, bensì il mezzo per parlare di una cosa.
Innanzitutto dobbiamo dispiacerci perché è venuta a mancare una persona e quindi bisogna essere vicini a tutti quelli che le volevano bene. E poi dobbiamo essere preoccupati perché si è aperta una grossa falla nella sicurezza di un evento che di pericoli ne nasconde già tanti. Detto questo, il tema è: La notizia, andava data?  

Tutte le notizie vanno date, altrimenti parliamo di autocensura, ma vanno date con educazione, rispetto e secondo l’etica giornalistica.  Parliamo ovviamente non dei media disperati acchiappaclick e mainstream ma di quelli del nostro settore, che dovrebbero fare prima di tutto una selezione fra quello che è motociclistico, quello che lo è in parte e quello che non lo è per niente. 

Se io leggo che durante una tappa della Dakar c’è stato un incidente mortale per uno spettatore è una notizia. Perfetto.

 

Se io poi oltre al pezzo già scritto leggo un’altro articolo dedicato alla morte dello spettatore, magari con dettagli pruriginosi etc, inizia a non andare bene perché il tale sito, giornale etc inizia ad andar fuori dal suo settore e ad occuparsi di cose che non lo riguardano. Male. 

Brutto è questo  esempio è col video.
Inutile utilizzare la scusante di far vedere che il pilota non ha colpe. Nessun pilota ha colpa se uno gli attraversa il percorso. A che serve il video?

 

Se poi addirittura vedo un articolo che dice: guardate dov’era la persona, con in copertina una foto del malcapitato, estratta da un video a sua volta rubato, con un articolo/post fatto appositamente per la curiosità morbosa degli sfigati, dopo che la notizia è già trita e ritrita, allora vuol dire che siamo al clickbait da senso di inferiorità e bisogno di attenzione senza nemmeno avere un elemento multimediale a supporto. Fermare l’immagine per far vedere come uno muore è proprio l’ultima frontiera.



Ma del resto da chi aveva rubato la foto di Salom appena morto non mi aspetto molto.

Non vi ricordate? Ve lo ricordo io. In occasione della Morte di Luis Salom c’erano delle foto scattate da un fotografo spagnolo. Per rispetto alla famiglia Dorna e il fotografo decisero di non diffonderle e fu fatto divieto a tutti. Qualcuno le fotografo dallo schermo del pc del fotografo e se le vendette. Serviva fotografare il morto e pubblicarlo? La stessa persona che ha estratto il video della persona morta alla Dakar. NON E’ LIBERTA’ DI STAMPA, NON E’ SFIDA ALLA CENSURA come ci arrampica sugli specchi a dire. Non viene offerta al pubblico un’informazione in più, non viene sfidato un regime, non viene dato un elemento di valutazione in più. Semplicemente viene sacrificato allo scopo di lucro personale il rispetto per una persona, offrendola al popolo indecente.
Trovate il link CLICCANDO QUI!

 

Perché un sito di moto specializzato lo fa? Perché lo vede come l’occasione del rilancio mainstream della vita.  Un sito che pur noto nel suo ambito non è conosciuto dal pubblico generalista, vede una chance di redenzione, diffusione, click, salto di qualità. Un modo per essere ripreso da Dagospia e compagnia o semplicemente sgomitare nel suo settore.

Un po’ come se al cronista di paese della redazione regionale di un quotidiano, capitasse l’omicidio dell’anno. Però almeno quella è una notizia vera. Qui la notizia non c’è. 

Il fotogramma dello spettatore che sta per essere schiacciato da un camion, a cosa serve se non a condividerselo fra sfigati su whatsapp seduti al cesso? Cos’ha di motociclistico in senso stretto? Sei una testata specialistica di moto se pubblichi la foto di un poveretto che sta per morire? Sei una testata specialistica di sciacalli. 

Parte2

Cos’ha di motociclistico il ritorno di Iannone? 

Se vi aspettate una retrospettiva ritardata di 4 anni sulla sua squalifica , non è questo il caso anche perché il tema è stato trattato molto bene in un sacco di posti con diversi punti di vista. Riassuntino: 

Per me Iannone, molto concentrato sul suo aspetto fisico e in virtù anche delle sue frequentazioni, ha ceduto ad un prodotto che ne aumentasse la muscolarità. Per me. 

Ha subito una sospensione lieve, nel ricorso non è stato capace di fornire ulteriori elementi a sua discolpa e pertanto ha subito una grossa squalifica. Per me è stato così. Non mi interessa se non ci guadagnava, se le tracce erano lievi, se è stato a sua insaputa e non mi interessa  se qualcuno crede che con una bistecca sola si possa risultare positivi. Potete anche discuterne qui sotto nei commenti dimostrando di non aver capito di cosa parla il video eh, non ve lo posso impedire. Ma il video non parla di questo. Sto cercando di comunicarvi che, d’accordo o non d’accordo su quello che è successo, senza ulteriori elementi, la notizia su Iannone, per quanto riguarda il nostro settore finiva alla squalifica.  E ricomincerà il giorno un cui sapremo che tornerà a correre per ulteriori dettagli sportivi tipo dove e con chi.
In mezzo ci sono 4 anni di Belen, Elodie, altre tizie, foto nudo, vacanze, messaggi automotivanti su instagram, scatti da poeta maledetto, Pechino Express, Ballando sotto le stelle, e tutta una serie di roba che sarà anche rispettabilissima ma con cui noi che ci occupiamo di motociclismo non c’entriamo niente. 

Quindi cosa succede. Che chi si occupa professionalmente e onestamente di motociclismo, lascia perdere Iannone e continua a scrivere di moto, gare, motori, piloti in attività che fanno cose di motociclismo, etc. Chi invece è disperato perché deve fare click, visualizzazioni e spiccioli a tutti i costi, deve mettere la bandierina su robe che erano di moto ma che possono essere spremute perchè sono mainstream, generaliste.

Il morto alla Dakar oh è morto in una gara di moto, quindi oh è nostro!

Iannone è un pilota, che prima la signora di Vigevano no sapeva nemmeno chi fosse ma adesso sa che è un pilota che si è fatto Belen e va in TV. Quindi scatta il desiderio di portare ‘sta gente nelle moto. Iannone è nostrooo!!!
E quindi vediamo roba come questa

 

Uno dei pochi siti che parla di Iannone un modo tutto sommato corretto è Moto.it che  lo accosta a situazioni motociclistiche. Per me sono superflue, non sono articoli che farei io,  ma di certo non sono situazioni scorrette.
Trovate il link CLICCANDO QUI!

Così come, per lo stesso motivo, Valentino Rossi anche se va a giocare con le Auto, a golf o a risiko, oppure va in vacanza, non passa al settore gossip o al nuovo sport di riferimento, no, rimane sempre legato alle riviste di moto. Perché è la maniglia verso il mainstream, visto dai disperati di moto, come l’ancora di salvezza del click. Una specie di VITALIZIO. 

Le moto non se le caga mai nessuno. Scendi per strada e chiedi al primo che passa se conosce Razgatlioglu. Non lo sa. Sarebbe quasi perfetto se Razgatlioglu compiesse una strage in un supermercato. Cazzo ci sarebbe da parlarne per decenni rivendicando tutto i sacrifici di anni a rompercisi il cazzo per imparare a scrivere ‘sto cognome difficile. Al grido di il turco è nostro. Ce ne siamo occupati per anni e adesso che diventa cliccabile, lo volete voi? Noi non lo molliamo.  

I siti di moto tornerebbe a filarseli qualcuno che non sia parte del segmento dei motociclisti, che è un segmento in estinzione. 

Io francamente spero che prima che si estingua il segmento di motociclisti, si estinguano questi poveretti qui, questi  accattoni qui, che sono quelli che avrebbero potuto investire sul movimento e sullo sport e invece hanno scelto di investire sui singoli personaggi, uno alla volta, che adesso si estinguono, uno alla volta, come è giusto si estingua la stampa demmerda personaggiocentrica.
Cari giornali e siti: la colpa è vostra. Avreste potuto investire sul motociclismo, sul movimento e invece avete scelto di investire sui singoli personaggi. Vi siete trasformati da esperti in accattoni e adesso vi trovate a frugare nell’immondizia come gli altri, con la differenza che gli altri hanno materiale sempre fresco mentre invece l’immondizia in cui dovete frugare voi è sempre la stessa e tutto ciò vi vende ancora più ridicoli. Invece che allontanarsi dalle moto, la gente si dovrebbe allontanare da voi

 

CLICKBAITER ATTACK ME: I DON'T TAKE LESSONS!

For the umpteenth time I have highlighted yet another piece of content that IN MY OPINION is clickbait, or clickbait. Some people did not like it and I was attacked on my page. It is time to give some explanation and some evidence

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It is the case to talk about the attack I received from clickbaiters, which is like the revenge of the Sith, however, it is funny.
I don't know if you know but in addition to news, opinion and previews I fight a losing war against clickbait and fake news. Someone among those I mention got a little annoyed and came to stamp his little feet on my page. First, however, let's talk about what clickbait is.

It says wikipedia, not me, at this link: https://it.wikipedia.org/wiki/Clickbait

"Clickbait" (or clickbait in English) is a term for web content whose main function is to attract as many Internet users as possible in order to generate online advertising revenue.
Generally, clickbait makes use of catchy, sensationalist headlines that incite the user to click, appealing to the emotional aspect of those who access it. Its goal is to attract those who open these links to encourage them to share its content to increase its reach, through sharing on various social networks, thereby exponentially increasing its advertising revenue.
It is common on the part of many sites to make pseudo-information by narrating certain facts in an instrumental way, distorting their reality; to counter this phenomenon there are debunking sites where what is reported in these links is debunked, highlighting their lack of reliable information sources."

Let me be clear: I do not dispute the goal of getting clicks. Anyone who produces content does it to get viewed, even me. I do, however, contest what everyone is willing to do to get read.
I can try to make a more interesting headline but, if the news is not there, I cannot invent it, enrich it, sensationalize it for a benefit, otherwise I am not honest. I am not honest if the headline is not matched by real content or if the content is misleading or even, as we shall see, missing.

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Back to us: on my page I often highlight clickbait headlines as they come to me on google or as I see them on social channels. In most cases you yourselves point them out to me. I'll put a few of them up for you.

Usually there is no reaction from those who produce them, but in this case it was different.

Il signor Antonio Russo, direttore del sito TUTTOMOTORIWEB, i cui post spesso evidenzio, è venuto a protestare piccato per avere io criticato il suo sito. Nello specifico questo post su Bagnaia che secondo Tuttomotoriweb, VUOLE un record la cui esistenza hanno però scoperto a tuttomotoriweb, ovvero quello di essere il terzo pilota a bissare il titolo per due anni consecutivi. Come fa Bagnaia a volere un record di cui non sa l’esistenza fra l’altro eguagliandolo e non battendolo? E come fa a entrare nella storia ancora prima che inizi il campionato? Mistero.

Faccio presente che io non ho mai scritto niente sui canali di TUTTOMOTORIWEB che il sig Antonio Russo dirige perché sono bannato preventivamente. Sono stato bannato ancora prima di andarci a scrivere per il solo fatto di menzionare la sua testata nei miei. A me non importa. Ma al sig. Antonio Russo, direttore di Tuttomotoriweb, evidentemente non basta ed è venuto a protestare nella mia pagina.
In merito a questo titolo su Bagnaia, a cui veniva attribuita la volontà di superare un record di cui nessuno si è accorto, ed in seguito alla mia segnalazione, il sig Antonio Russo è venuto a scrivere un minisfogo in cui c’è un tentativo di spiegazione. Ve lo metto qui.

Obviously criticized Mr. Russo continued to respond using Tuttomotoriweb's 12-year history, 50 million page views a year and 750 thousand facebook users, as a guarantee of information quality.
In the end I am clearly the envious one, the one who has time to waste criticizing a person who instead loaded with responsibility sends forth a most illustrious editorial staff that does journalism of the highest quality, as when news stories are relaunched a year later making them appear as new. For what purpose other than clickbait, no one knows. For Mr. Russo it is normal. That's fine.

However, I would like to show you some of this brilliant content, which according to me is clickbait while according to Mr. Antonio Russo, director of tuttomotoriweb, it is instead very followed and very normal journalism. You judge.

Marquez at dakar makes major announcement. That he is not going. He never planned to go, he was never scheduled to go, and it's not his sport.

Miller cambia sport? Non è vero, si allena semplicemente nel motocross. Come milioni di piloti.

Il sogno di Ciabatti e l’incubo degli avversari? Clicchi il pezzo e non c’è nessun sogno. Io non lo vedo a meno che non sia vincere.

Dove vive Marc Marquez? Rimarrete stupiti: vive a Madrid. Da un anno e mezzo.

It's not like he lives on stilts in rapa nui. YOU WILL BE AMAZED!!!!

Bautista ready for a revolution? Asks for fans' help.
The revolution is whether to adopt n1 or not. Revolution.

AMAZED, DREAM, REVOLUTION, SHOCK. Remember the sensationalism of terms for emotional purposes. These are the pieces I find on the homepage but I could go on for hours. Neither you nor I have free time, contrary to what Antonio Russo says.

However, I do not want to give up the main article, the real treat: How much does a set of tires cost in MotoGP: you will be amazed! It's not a normal cost. It's an Open Mouth cost. Kind of like when you go to the dentist and he says, "Open big."
But how much will a set of tires ever cost.

Here it is. It was pointed out to me by a team manager who said he was curious too, because he didn't know. WELL THIS INFORMATION IN THE PIECE IS NOT THERE. THE COST OF A SET OF TIRES IS NOT THERE. Isn't that clickbait, this, dear Antonio Russo editor of Tuttomotoriweb? What do we call it?

And now let's talk about how these articles are written.
For a news story that could be condensed into 5 ROWS, the pieces all average 5-6000 characters and start each time overnight.
These are the parameters for going into the range of google monetization and appearing on google discover, which is ideal for banner ads, popups, interstitials, page updates, i.e., all the tools TO MAKE MONEY TYPICAL of clickbait, including the minimum browsing time needed to be within the parameters.
Then, separately, we can talk about how these articles are not written but "generated," which ALWAYS have THE SAME MODULES.

For me, there is no problem. If Mr. Antonio Russo wants to run a click-catcher site, that's his business. But I have the right to detect it as often as I encounter it. IT'S CALLED THE RIGHT TO CRIME. And I also have the right to the analyze the truthfulness of the content, the presence or absence of the same, the discordance with the title, and the correspondence of the dates to which the facts refer with respect to the publication and the manner in which this content is proposed. And to make such other assessments as I see fit. This is called journalism. Even if Mr. Antonio Russo director of Tuttomotoriweb with 50 miliohi annual users and 750 thousand social users does not like it, because it does not generate enough money.
By the way. If these users Mr. Antonio Russo talks about are like the articles he writes on his site, they are the most different people I want to deal with, including him. They are in a galaxy far far away. I keep mine 100 times over.

 

VALENTINO ROSSI OUT, VR46 DOWN! Is everything really okay?

Con il ritiro di Valentino Rossi anche la VR46 sta crollando? Guardiamo un po’ di dati oggettivi? Moto2 e Moto3 chiuse, Accademy in dissoluzione. E il resto come va?

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Ecco il video più difficile dell’anno, a 2023 appena iniziato; perché ogni volta che si parla di VR46 senza fare degli elogi a livello di fanatismo religioso, si passa per hater.
Anche se adesso VR46 non ha praticamente più niente a che fare con Valentino Rossi.
Ecco la prima cosa: E’ come se il binomio Valentino Rossi e VR46 azienda fosse morto, spezzato.
Valentino fa le sue cose con la moglie e con le auto, e la VR46 fa il suo percorso. sempre più… si può dire disastrato? Si può dire. Non ci credete?

Attenzione: chi capisce che questo video è una valutazione personale su alcune situazioni, può essere d’accordo o no. E’ sempre una questione di opinioni.
Chi invece vede questo video come qualcosa CONTRO la vr46, ha un problema.
Chi invece riesce a vedere questo video come qualcosa contro Valentino Rossi, ha bisogno di un dottore molto bravo. E io non lo posso aiutare.

Dicevamo? Il binomio Valentino – VR46 non esiste più.
Vale fa le sue cose con le auto di cui, bisogna avere il coraggio di dirlo, non frega niente a nessuno. Le testate di moto, pateticamente riportano notizie che non interessano su un campionato a 4 ruote di cui nessuno conosceva l’esistenza e di cui a momenti non parla nemmeno chi si occupa di auto e ormai ci sono due tipi di commenti: quelli degli appassionati di moto che si lamentano perché i contenuti non hanno attinenza, e quella degli appassionati di Valentino che ripetono a macchinetta cose tipo “brutta l’invidia”, “è la storia del motociclismo”, “quando la volpe non arriva all’uva”, “intanto il bimbominkia marquez (minuscolo) non sarà mai come lui”, etc per chiudere con “buona vita” e “continua a tifare per Biagi”, con una g sola..
Vale nel frattempo fa altre cose con sua moglie e sua figlia e le riviste sbattono la testa come pipistrelli prigionieri, cercando di leccare anche lì riportando notizie ridicole per il semplice fatto che Rossi semplicemente non va più in moto e quindi una presenza ossessiva non ha più senso.

Ci sono poi i post nostalgia. Le riesumazioni sul biscotto 2015, quelle con le dichiarazioni di e verso Marquez, Lorenzo, Stoner, etc, i cosiddetti memorabilia giornalistici per irriducibili mainstream,

e poi gli accostamenti patetici con gli eventi o i morti eccellenti di turno quali Ken Bloch etc SLIDE 5, tutti rigorosamente ricordati senza vergogna né utilità accanto a Valentino, ormai feticcio del click, àncora di salvataggio di quando non si ha un bel cazzo di niente da dire ma bisogna rimanere su Google Discover o cercare su facebook i click di quelli che postano il “buongiornissimo” col cappuccino.

E’ questa gentaccia che ha un mutuo aperto con Valentino. Ci ha mangiato per anni e ha avuto credibilità e adesso la deve restituire tenendo in caldo il nome di Valentino mentre continua a mangiarne gli avanzi e le briciole.

Il tema però non è Valentino ma il suo distacco da se stesso. O meglio, il suo distacco da una cosa che una volta era pienamente identificabile con lui: la VR46. Provo a dimostrarvi che non gliene frega più niente o che vuole che la percezione sia tale, almeno per un po’.
A malapena si è visto nelle gare MotoGP, a malapena è andato a visitare i suoi team, pochissime le dichiarazioni, quasi tutte di circostanza quando, educatamente risponde, solo e rigorosamente a testate di provata e storica lealtà. A parte le interviste mainstream a fine carriera, le ospitate generiche, etc. Ma di motociclismo reale, insomma, niente. Una sorta di giusta disintossicazione che è comprensibile.
Si può dire che oltre al binomio Valentino Rossi – VR46, sia in declino anche la VR46 stessa? Chiaramente no, in Italia non si può dire perché si passa per hater, invidiosi, etc. Va tutto benissimo!
Allora forse è il caso di prendere in considerazione alcuni elementi per valutare al meglio.

Negli ultimi anni cosa è successo alla VR46, dipinta da sempre come geniale, infallible, spettacolare, benefattrice, etc? Che ha smesso di essere quello che era, di pari passo con il finire della carriera di Valentino.

VR46 è stata protagonista di idee geniali e innovative, attività pazzesche, successi inarrivabili.
Ha svolto il ruolo che la Federazione Motociclistica Italiana non ha mai saputo ricoprire, e ha fatto cose che nessuno aveva mai fatto e che forse mai farà, SOLO fino a quando era complementare a Valentino che si esercitava al Ranch con piloti che gli servivano per mantenere la sua carica agonistica.
Chi vede in questa constatazione qualcosa di negativo, è scemo. E non capisce che Rossi ha fatto bene a fare business faceva del bene a se stesso e di rimbalzo anche ad altri in un settore che gli deve tantissimo.

Però, man mano che Valentino chiudeva la sua carriera la VR46 ha chiuso il team  Moto3, ceduto ad Avintia in cambio dei posti in MotoGP, e poi ha chiuso anche il team Moto2, venduto per palesi difficoltà finanziarie a Fantic che si è fatta carico di personale, struttura etc, ha chiuso il team del CEV e del CIV.
Nessuno ha avuto il coraggio di dire che improvvisamente, senza Valentino in pista, sono mancati i soldi, l’interesse e tutti quegli sponsor che prima bussavano alla porta. E’ mancato il coraggio di dire che prima l’interesse c’era perché le cose erano belle e che le cose diventavano belle perché le faceva Valentino e c’era lui.
Via Valentino, via gli sponsor. Dimostratemi il contrario senza tirarmi fuori il Covid, Putin e le criptovalute.

A meno che non si voglia considerare sponsor quella Tanal farlocca che si era inventata la partecipazione del petroliere Aramco (che non ne sapeva niente), i 90 milioni in 5 anni, lo sceicco che faceva le conference con dietro la tenda dell’IKEA senza saper parlare, la corsa Gubbio – Riyadh, la moto elettrica ibrida, le mongolfiere e le porte della residenza araba che non si sono mai aperte.

Tutto inventato come l’offerta, sempre di Tanal e dello Sceicco, di 150milioni per comprare la VR46 spiattellata da il Sole 24ore, lo stesso giornale che adesso dice che va tutto bene.

Una follia di cui non ha parlato nessuno tranne il sottoscritto mentre andava avanti un’altra follia. Quella dei leccapiedi ciechi sordi e muti che da desiderio onanistico si trasformava in una realtà mai esistita e nessuno parlava perché aveva ricevuto ordine di stare zitto.

Se possiamo dire che le “disgrazie” di VR46 sono iniziate da lì, almeno finanziariamente, perché 90 milioni fra averli e non averli diventano 180, come dicono in toscana, dal punto dell’immagine dobbiamo dire che il sistema azienda VR46 funzionava grazie a Valentino e si è affievolito quando è andato via.
Non era la VR46 che era infallibile. Era la presenza di Valentino che la rendeva tale, anche magari solo in apparenza.

Poi, sempre per la compiacenza editoriale e per la riconoscenza canina scodinzolante possiamo anche dipingere Uccio Salucci e Alberto Tebaldi come maghi della finanza e della gestione aziendale aziendale (con quali curriculum e studi, a parte la Paddock University, ancora non si è capito).

Però la realtà è che in meno di due anni sta scomparendo tutto. Academy inclusa che, se non mi sbaglio, è passata da vera e propria scuola di piloti campioni a “rimaniamo amici e ci alleniamo ogni tanto” passando da articoli che ci spiegano quanto costa andare ad allenarsi al ranch che è passato da luogo di eccellenza a una cosa a gettone. Quando servono soldi è così.

E a parte i grandissimi risultati di Bagnaia e Morbidelli che erano già bravi da prima per conto loro e che pare siano in rotta, anche il castello dei piloti sembra essere crollato e sono rimasti ormai in pochi a pagare il famoso 15% alla VR46. Vietti si è salvato come clausola nel team Fantic ma a parte Bezzecchi e Marini che però corrono nel loro stesso team, tutti gli altri sono stati espulsi dal meccanismo MotoGP e molti sono usciti. Così bravi che non hanno trovato un posto. Anche tanti altri sono dovuti scendere di categoria perché forse erano bravi ma non quei campioni stellari che ci avevano venduto.

E non sono cose che dico io, ma cose che succedono e fare i nomi non serve perché si offenderebbero dei piloti che non hanno colpe se non quella di essere stati troppo esaltati da una stampa drogata di compiacenza e servilismo. Eh però rimangono amici.

E’ anche così che un team MotoGP che si doveva chiamare Tanal Aramco con 90 milioni da spendere, quest’anno deve rinunciare ad una moto ufficiale perché non ha i soldi e noi ci dobbiamo bere la cazzata concordata che si è preferito avere due moto clienti per gestirle meglio. Dai su. Per non parlare del fatto che si stia cercando di passare a Yamaha perché c’è maggior convenienza finanziaria e papà Vale non sgancia un euro dei suoi, di quelli meritatamente guadagnati.

Faccio un riepilogo. Chiuso il team Moto3, chiuso il team Moto2, chiuso CEV, chiuso CIV chiusa praticamente l’academy.
E la VR46 abbigliamento, quanto è stata, negli anni, Valentinocentrica? Quanto merchandising vendono gli altri suoi piloti rispetto a Rossi? Quante magliette e cappellini di Migno, Morbidelli, Vietti si vendono? Quante magliette, cappellini, calendari di Valentino con le auto a 59 euro si venderanno adesso che non corre più e che soprattutto nel paddock non si fa vedere? Per quanto tempo ancora? Gli altri progetti, come andranno, dato che Vale praticamente nemmeno compare? Non sembrerebbe che basti un logo, per far funzionare tutto. Quanto dura un’immagine che non viene alimentata o che esce dal suo settore senza vincere?
Stessa cosa per il fan club, un’azienda che fatturava e che organizzava voli charter verso le gare mentre adesso non pubblica un post da 3 mesi e parla solo di cose successe fino al 2009. 40 euro l’anno come iscrizione. Tutto a posto? Esiste? Vanno a vedere il GT? Speriamo bene.

Ed ecco le domande che faccio:
Sta andando tutto bene come ci raccontano i media a servizio?
Ma soprattutto: non è che a Valentino non frega niente e che sta tenendo in piedi un giocattolo facendo il minimo indispensabile senza metterci né soldi né immagine personale per la sola gratitudine verso i vecchi amici e un fratellastro?

Anche giusto che voi mi chiediate: ma a te Misterhelmet, che ti frega?
Mi frega. Perché se le cose stanno andando poco poco come dico io, siamo davanti ad una stampa di merda che ci racconta tutto il contrario, mischiando un filo di gratitudine verso Valentino Rossi con dosi abbondanti di sfruttamento da fine impero, nei suoi confronti.
E sapete quanto queste cose mi diano fastidio.
Sono più fan io di Rossi, che loro. Perché non lo sfrutto, non ci mangio e lo rispetto molto di più.

DUCAUDI e Made in Italy? STOKAZZEN! Un solo nemico per DUCATI!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella di Ducati nelle mire dei jap per i suoi risultati sportivi. Sono altre le cose che i giapponesi temono e l’avversario diretto di Ducati è un altro!

 

Misterhelmet Shop 

 

Lo dico per la terza volta: capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate.

Questo è il TERZO VIDEO DI TRE sulle chiavi di lettura senza senso buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.


Parliamo di Ducati, del made in Italy, delle invidie e dei tentativi di bloccarla per aver vinto un mondiale dopo 15 anni schierando 8 moto.  E secondo qualcuno lo dovrebbero fare Case che insieme di mondiali negli ultimi 20 anni ne hanno vinti 18.
Alla fine del video vi dirò  cosa fa vincere veramente Ducati e di cosa devono aver veramente paura le altre case.

Vediamo cosa abbiamo:  Ducati fa paura! Ducati che va fermata! Ducati che va oltre i regolamenti!
La verità è che da un lato bisogna levarsi il cappello davanti a Ducati, dall’altro, se non avesse vinto sarebbero stati veramente problemi per un management che stava spendendo tanti soldi non suoi senza vincere il titolo piloti.
Poi vi spiego i “soldi non suoi”.

Intanto parliamo del titolo costruttori, una cosa importante fino a che non l’hai vinta. Quando l’hai vinta 2-3 volte come Ducati, inizia ad essere importante vincere il titolo piloti. MotoGP e Superbike è uguale. La casa “Bolognese” ci è riuscita dopo ben 15 anni.
Quindi, al di là del solito Quartararo, che può essere infastidito dalla sconfitta, o Marquez che però è infortunato, non si vede come Honda e Yamaha possano viversela così male dopo che per anni hanno dominato. Non è chiaro come possa esserne invidiosa Suzuki che se ne è andata.
Non è chiaro come possa essere invidiosa Aprilia che è tornata nel 2015 dopo una pausa di 11 anni.
E’ evidente che l’unica Casa ad essere un minimo “infastidita” da Ducati è  KTM che infatti sta percorrendo due strade, una diretta, una indiretta.
Quella indiretta è il dominio negli altri campionati. Dal 2025 i motori della Moto3 saranno KTM dove gli austriaci già dominano..
La Casa Austriaca, inoltre, sta pensando di mettere bene le mani anche in moto2 dove ha tanti team ma non è una casa partecipante. L’alleanza con Boscoscuro, l’ho spiegata in un video.

La strada diretta è invece quella dell’ingaggio di tanti tecnici Ducati, dimostrazione di grande stima. Ma qui non parliamo di KTM. Parliamo di Ducati e di chi sono i veri avversari della casa bolognese che bolognese non è più.

Però prima vi faccio una domanda: come mai i tecnici e la metodologia di lavoro di Ducati vengono “rubati” solo adesso? Perché adesso funzionano. E funzionano perché non ci sono solo le capacità sportive e tecniche da rubare ma il “MODELLO” che si incastra perfettamente con quello KTM. Sembra strano da credere ma Ducati e KTM, dal punto di vista tecnico no, ma da quello organizzativo, lavorano allo stesso modo.
Entrambe si espandono, entrambe vogliono dominare le griglie e il mercato.

La vera cosa che fa paura di Ducati non è il numero di moto, le ali o le innovazioni, ma il made in Italy che c’è sempre stato, sommato ad una cosa che ha iniziato finalmente a funzionare: il modello tedesco.

Chi dice che con Ducati ha vinto il made in Italy, dice mezza cazzata.
Chi dice che Ducati è solo Audi, dice l’altra metà.

Se gli aspetti sportivi e tecnici fossero fondamentali, Ducati negli ultimi 20 anni avrebbe vinto gli stessi mondiali di Honda e Yamaha.

Se il modello organizzativo fosse fondamentale KTM avrebbe vinto dei mondiali in MotoGP e BMW li avrebbe vinti in Superbike. Invece i tedeschi nelle moto non hanno vinto mai niente.

Non si vince con il made in italy. Non si vince con il made in Germany
Si vince con la COMBO!

Ecco un esempio di caratteristiche Made in Italy 
Cuore e attitudine al racing
Genio creativo, improvvisazione, adattamento, inventiva
Capacità progettuale applicata alle corse
SBORONAGGINE RACING: una cosa che nelle moto abbiamo solo noi.

E adesso un esempio di caratteristiche Made in Germany
Soldi derivanti da efficienza industriale
Capacità organizzativa estrema
Solidità aziendale
Metodo di lavoro più analitico che istintivo
Banche che aiutano
Mille modelli in Gamma che generano market credibility e quindi soldi.
Soldi che comprano uomini che fanno soldi.
CAPACITA’ DI FARE SOLDI E SAPERLI SPENDERE

Ducati ha avuto la sua KTM a 4 ruote che si chiama Audi.
Solo un drogato non capisce che il Gruppo Wolkswagen che ha ripescato dall’inferno marchi come Lamborghini, Bugatti, Bentley, Skoda, Seat, che ha inventato cose come Cupra e rilanciato Italdesign Giugiaro, MAN, Scania etc, non può non aver influito sul nuovo corso di Ducati che infatti è stata affidata al marchio che più le assomiglia: Non Porsche, ma Audi, il braccio armato del gruppo. Una via di mezzo fra VW e Porsche che strizza l’occhio a Lamborghini.

Ecco di cosa devono aver paura tutti:
Il Made in Italy che fa soldi, che ha idee e ci può investire. Il Made in Italy organizzato. IL MADE IN ITALY ALLA TEDESCA O MADE IN GERMANY ALL’ITALIANA che monopolizza la griglia e vende migliaia di MOTO con il meglio delle due visioni. Non per niente Ducati assomiglia sempre di più a BMW Motorrad e si è messa a far anche le turistiche e le fa bene.

C’è invidia verso Ducati? Non per i risultati sportivi.
Vogliono cambiare il regolamento? Non per colpa di Ducati.
Vogliono fermare gli Italiani? No, vogliono fermare l’alleanza Italo Tedesca che unisce il meglio dei due mondi.

DUCAUDI? STOCAZZO!
MADE IN ITALY? STOCAZZO!

Bisogna capire cosa spaventa i giapponesi. Non un titolo mondiale dopo 15 anni, ma i soldi e il modello per vincere i prossimi!

Impariamo a ragionare sulle situazioni vere e non sulle notizie false acchiappaclick!

L’unico vero problema di Yamaha? ELIMINATO!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella della disperazione di Yamaha e delle tensioni fra la casa di Iwata a Quartararo. In realtà Yamaha aveva un solo vero problema e se ne è liberata alla grande!

 

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L’ho già detto: capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate.

Questo è il SECONDO VIDEO/ARTICOLO di tre che parleranno delle chiavi di lettura senza senso buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.


Parliamo di Yamaha e della presunta sofferenza per non aver “sorprendentemente” vinto il secondo mondiale di seguito, avendo un pilota solo e come altre moto un pilota in crisi, uno tornato dal ritiro e un debuttante della moto 3 in un team gestito alla buona. Davvero i risultati di Yamaha sono una sorpresa?
Alla fine del video vi dirò perché Yamaha ha “perso” un team clienti.

Vediamo cosa abbiamo. Honda, da quando esiste la MotoGP, 2002, ha vinto 10 mondiali con 4 piloti diversi (Rossi, Stoner, Hayden e Marquez).
Yamaha è la seconda casa più vincente. Ne ha vinti 8 con tre piloti diversi (Rossi, Lorenzo, Quartararo) con risultati mai ottenuti da nessuno. Interrompere il dominio di Honda, con Rossi, impedire la nascita di un’era Ducati, sempre con Rossi, interrompere un dominio interno con Lorenzo per poi interrompere il dominio di Honda e Marquez sempre con Lorenzo e infine impedire il dominio di Suzuki e Honda con Quartararo. Yamaha è il vero guastafeste della MotoGP. Il vero game changer.

Come per Honda, veramente pensate che Yamaha non sia cosceinte del fatto che esistano dei cicli e che non si possa vincere sempre, soprattutto sapendo di essere non la prima ma la seconda forza industriale delle due ruote?

Moto terribile, eppure Quartararo è arrivato secondo. Un titolo Superbike dopo anni,
molti piloti anziani come Rossi, Dovizioso, Crutchlow. E Morbidelli secondo con una moto clienti e poi agonisticamente morto. Siamo veramente sicuri che Yamaha si possa lamentare di come siano andate le cose dopo che solo nel 2021 aveva vinto TUTTO fra Motogp e SBK?
Anche per Yamaha ci sono dei problemi. Ma non è crisi. Fa tutto parte del gioco.

Quartararo si lamenta ma le dichiarazioni del pilota sono una piccola parte di un singolo aspetto, non il tema principale.
Poi pensate ad una cosa: Quartararo, nonostante l’insoddisfazione, ha rinnovato subito e senza difficoltà. Yamaha aveva e ha bisogno di Quartararo, che è il miglior talento presente in MotoGP (Marquez è rotto) e Quartararo aveva e ha bisogno di Yamaha e non poteva andare da nessun’altra parte.
In Honda c’è MM93 e la moto non va.
In Ducati non c’è posto.
Suzuki ha lasciato.
KTM e Aprilia non sono ancora pronte per lui.
Discorso chiuso e ingaggio più alto di tutti per il francese.
Tutti quelli che parlano di insoddisfazioni e rapporti tesi fra Yamaha e Quartararo, PARLANO DEL NULLA PERCHE’ NON HANNO NULLA DI CUI PARLARE.
Yamaha e Quartararo non devono dimostrare nulla e non possono lamentarsi di nulla perché non hanno alternative e negli ultimi 2 anni ha fatto un primo e un secondo posto.

Adesso ci divertiamo e vediamo quali sono stati i problemi di Yamaha e come li ha risolti. Il vero problema di Yamaha: Razali.

Mettersi con Razali è come quando ti metti con una donna bellissima e poi un giorno la vedi senza trucco.
2020: primo anno di Petronas: super sponsor, super pretese e super risultati. Morbidelli e quartararo: bomba
2021, secondo anno di Petronas: super sponsor, super aspettative, Rossi, Morbidelli, zero risultati, lo sponsor se ne è andato
2022, terzo anno, stesse pretese, sponsor fallito e situazione tragica.
E’ evidente che Razali dopo il primo anno è stato qualcosa di diverso da quello che Jarvis si aspettava.
Un cliente che non voleva fare il cliente.
Uno jr team che non voleva Valentino Rossi e lo criticava apertamente.
Un team manager che voleva scegliere i piloti senza poterselo permettere perché ha avuto soldi per un anno e mezzo e basta.
Un team manager che, scusate se ve lo dico, ha fatto scappare dalla MotoGP lo sponsor più grande degli ultimi 10 anni, Petronas, e da quel momento ha fatto solo partnership decisamente discutibili. E secondo me non ha ancora finito.

Sponsor scappati, piloti contestati, problemi interni, critiche, altri sponsor e piloti sbagliati. Forse qualche colpa ce l’hai.

Yamaha e Jarvis non hanno perso un team clienti. Hanno rinunciato ad avere un team che dava più problemi che vantaggi

Yamaha ha tenuto Razali solo perché VR46 ha scelto Ducati pensando di avere i soldi dello sceicco. Adesso che VR46 i soldi non li ha, sta già cercando di uscire dal contratto con Ducati che dura fino al 2024-25.

Meglio un anno da soli in attesa di VR46 che un altro anno con Razali che gli creava casini e discuteva su tutto.

Ovviamente Yamaha sa anche che se VR46 arriverà lo farà perché le moto costano meno e non perché vanno meglio. Lasceranno Bezzecchi in Ducati e metteranno sulle giapponesi, che ne so, Vietti e Marini, che tanto per loro una moto vale l’altra.
Ma questo è un altro discorso.
E vedrete che saranno tutti contenti. Che ne pensate?

MotoGP, Redbullring: Bagnaia vince, Quartararo Convince, Dorna è disperata: le Pagelle!

La gara del Redbullring ha due padroni Bagnaia e Ducati ma lo spettacolo lo fa Quartararo che tiene in classifica e salva l’onore di Yamaha. Aprilia, KTM e Suzuki, sufficienti, Honda indecenti.

L’arrivo: Bagnaia, Quartararo, Miller, Marini, Zarco, Espargaro, Binder, Rins, Bezzecchi, Martin.

Nella giornata Ducati che, a  casa di una KTM annullata, consente a chi rimane in piedi di guardare tutti dall’alto in basso,  Bagnaia domina e non è mai in pensiero per l’esito giornaliero ma continua a temere Quartararo per il campionato, con il francese, mostruoso e spettacolare nonché unica luce di una Yamaha altrimenti nel baratro (ammesso che non ci sia comunque).
Il francese tiene il campionato dalla sua e dimostra di essere quello che con meno ottiene di più.

Nella giornata della sufficienza di KTM, Suzuki e Aprilia per le quali, tutte a mezzo servizio, a reggere sono solo Binder, Espargaro e Rins, Honda incornicia un altro poster dell’orrore in attesa di un Marquez che a questo punto DEVE tornare a salvarla.
Questa la sintesi. Prima di passare alle pagelle, se vi piace tutto questo, iscrivetevi al canale, attivate le notifiche e scoprite come potete supportare Misterhelmet con lo shop, le donazioni e tutto il resto!

E ora le pagelle, guardatevi il video!


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Pagelle Mugello 22 Bagnaia vince, Quartararo convince!

Bagnaia, Quartararo, Espargaro, Zarco, Bezzecchi, Marini, Binder, Nakagami, Oliveira e Marquez a chiudere i 10. Bagnaia imbattibile, Quartararo Miracoloso e A.Espargaro, confermato! Ottimi anche Bezzecchi e Marini e buonissime le KTM. Honda si affida a Nakagami mentre Marquez chiude il negozio per motivi di salute. Ducati fortissime ma non decisive come ci si sarebbe aspettati. Yamaha e Suzuki, indecenti!