Bomba Esclusiva Superbike! Ero presente alla riunione fra Dorna e Ducati!

No, questa foto non è fatta con l’AI: l’ho scattata io nel paddock di Cremona. Domenicali, CEO Ducati, Zambenedetti, responsabile del progetto Ducati Superbike e Lavilla, Direttore Generale Dorna Superbike discutono di regolamento Superbike e limitazioni a Ducati. Io sono già lì, appoggiato all’hospitality Aruba: sono loro a mettersi accanto a me, a pochi centimetri.
Non si accorgono di Misterhelmet. E fra gentiluomini, non se le mandano a dire. La foto racconta chi c’era. Nel video vi racconto quello che ho sentito, per 20 minuti. Tutto clamoroso ed esclusivo!

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MotoGP, Redbullring: Acosta disastro e vittoria. Tornano Martin e Bezzecchi. Marquez sconfitto e sorpasso annullato!

Dopo un casino epocale nelle Sprint, Pedro Acosta vince la prima gara in carriera e riporta KTM sul primo gradino del podio (in gara lunga) dalla Thailandia 2022. Gara esemplare di Martin e Bezzecchi che fanno esattamente quello che serve, per tutte e due le volte mentre Marquez è battuto nella sprint e addirittura quinto nella lunga. Neutralizzato (sembra anche per problemi ai freni), perde 12 punti e vede ANNULLATO il sorpasso di Misano!

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Martin, Marquez, Bezzecchi, Ogura, Alex Marquez, Bagnaia, Zarco, Aldeguer, Binder.
Clicca qui per i risultati.

 

Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Acosta, Martin, Bezzecchi, Ogura, Marquez, Binder, Bagnaia, Aldeguer, Di Giannantonio, Zarco.
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La sprint la vince Martin perché Acosta la butta via distraendosi. Per Marquez sono avvisaglie perché si becca un sorpasso che lo lascia spiazzato e infastidito. Le dure, durissime portate da Michelin, oltre a favorire Aprilia e KTM, penalizzano ulteriormente e duramente Ducati che, come aggravante, non ha il gioco di squadra di Noale. Mentre le Aprilia sono 4 moto competitive (questo week end manca un po’ Fernandez ma comunque c’è) e tutte in grado di fare da “tramezzino” contro Marc Marquez, per la Ducati Marc Marquez è da solo.

La situazione della sprint, che comunque è una gara divertentissima, è amplificata nella lunga di domenica. Se nella Sprint Acosta è forte, nella lunga è fortissimo. Se nella Sprint le Aprilia sono solidissime tutte, nella lunga lo sono ancora di più. Se nella Sprint Marquez e le Ducati sono in difficoltà, nella lunga la faccenda è ancora più complessa.

E diversamente da Martin, Marc Marquez, dicevamo, è solo contro tutti, come sempre,. più di sempre.
Tutto questo è duro sempre ma diventa ancora più duro quando gli avversari sono forti, meritevoli e imbattibili come in Austria. E non sbagliano niente.
Aprilia, Martin e Bezzecchi fanno tutto quello che devono, senza sbavature. Addirittura vincono la prima sprint e lo spagnolo riesce anche a bypassare il problema agli avambracci che lo aveva rallentato a Misano. E in più, guardandola lato Marquez, ci si mettono anche Acosta (che finalmente vince la prima gara in carriera, proprio in casa davanti agli indiani) e Aldeguer, che rende a Marquez la vita difficilissima nella lunga. Avrebbe recuperato, il 93? Decisamente no, forse anche per dei problemi ai freni ancora da chiarire, ma questo fa capire che in Ducati non c’è gioco di squadra nemmeno quando le cose funzionano.

Un giorno sei l’albero, un giorno sei il cane, sarebbe da dire a Marquez che, fresco di sorpassone a Misano, ingoia a fatica la batosta del sabato (l’immagine che lo vede sconsolato sui gradinetti della Tissot vale più di mille video) ma rischia veramente di soffocare per il risultato della domenica che a ben vedere, da come si stavano mettendo le cose, è andata anche meglio di come sarebbe potuta andare, se veramente ha ovviato anche a problemi tecnici.
La cosa incredibile, comunque, la più incrediible di tutte, è che il tutto avviene nel week end del mini risveglio di Bagnaia, che fa due gare ancora inaccettabili ma almeno non indecenti come a Misano.
Come si incastra tutto questo con una pista che Marquez aveva considerato da 37 punti?
Malissimo. E l’Indonesia rischia di essere ancora peggio, ma prima c’è anche il Giappone.
Cos’altro c’è da dire? Che il week end ha 4 vincitori (Acosta, Martin, Bezzecchi e l’Aprilia che funziona con tutti) e due sconfitti: Marc Marquez e Ducati, che quando sono in difficoltà, lo sono davvero.
Bene Ogura, Binder, Aldeguer, male tutto il resto, lontanissimo anni luce da qualcosa di dignitoso, a partire da Di Giannantonio, tutta Honda e tutta Yamaha.
Viviamo un campionato con due factory e 4 piloti, uno dei quali si è tolto oggi la prima vera soddisfazione da quando corre in classe regina.

La classifica con il controsorpasso: Martin 306, Marc Marquez 294, Bezzecchi 264, Acosta 234. Marc Marquez perde 12 punti rispetto a Misano.

 

Guarda la Live di Misterhelmet per la gara sprint!

Guarda la Live di Misterhelmet per la gara lunga!

MotoGP, Misano: è ancora tutto rosso. Marquez dominatore e leader in campionato. Bezzecchi out!

Nel week end di casa di tanti italiani, gli spagnoli prendono tutto.
Bezzecchi prima le busca, poi si annulla, mentre Marc Marquez porta a casa 37 punti e la leadership del campionato ridimensionando un Martin comunque combattivo. Bene anche le Ducati Gresini, male VR46. Sempre sorprendente Acosta, che spreme al massimo quello che ha. Totalmente finito, invece, Bagnaia, che fatica a stare in piedi anche andando piano.
Mentre gli italiani pensano ai caschi commemorativi, ai libri, alle stronzate, gli spagnoli li suonano come tamburi a casa loro e gli tolgono tutto mentre una stampa compiacente, prima si gasa sul nulla e poi si mette a cercare scuse facendo le pompe… funebri.

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Marquez, Bezzecchi, Martin, Di Giannantonio, Alex Marquez, Acosta, Fernandez, Aldeguer, Marini.
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Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Marquez, Alex Marquez, Acosta, Aldeguer, Martin, Fernandez, Di Giannantonio, Bastianini, Marini, Quartararo.
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La sprint la vince Marquez apparentemente senza dominare né strafare. Fa tutto alla prima curva. Entra su Bezzecchi e lo annulla. Lo stesso Martin non è della partita ma comunque si difende facendo ben sperare per la lunga. Nella sprint, dicevamo, non c’è un dominio sfacciato, un distacco, un’umiliazione ma non c’è nemmeno partita. Non dominaDucati ma vince Marquez, tallonato dalle Aprilia, il che fa pensare che nella gara lunga lo spettacolo potrebbe essere diverso, con Marquez e le moto di Bologna, in difficoltà.

Invece la gara lunga è una sprint ancora più amara. La resistenza iniziale di Bezzecchi è illusoria. L’italiano respinge Marquez e se ne va ma guida male, esagera e va out. Da lì in poi non c’è partita. Martin che eredita il ruolo di antagonista, dura il giusto, perché cede e quasi crolla.
Chi è forte è  Alex Marquez mentre Acosta fa capire, se ancora non ce ne fosse bisogno, perché interessa così tanto a Ducati. Fa un garone anche Aldeguer, che lavora su Martin e lo passa in scioltezza quando l’uomo aprilia ha completato il suo tracollo.
Alla fine vince Marc Marquez ma la sintesi è riduttiva, perché è necessario parlare della sua strategia di gara. Prima pressa Bezzecchi, poi cuoce Martin e lo fa spingere facendolo macerare per farlo poi passare da due Ducati e da Acosta. Gli fa credere di potercela fare e poi lo costringe a rinunciare ad una montagna di punti.

Aldeguer e Alex Marquez, fanno quei lavoro che gli italiani non vogliono più fare: proteggere la Ducati che lotta per il titolo. Non riescono perché non abbastanza veloci, né Di Giannantonio, né Morbidelli. Non ci riesce ovviamente nemmeno Bagnaia che archivia un’altra prestazione vergognosa. Il piagnisteo delle qualifiche è coronato dalla lagna post gara sprint e dall’autoeliminazione della domenica. Pecco va out quando mentre fa una gara indecente, rischiando di chiudere un’altra volta i cancelli. Non si capisce se siano peggio le sue prestazioni o le sue dichiarazioni allusive e infamanti nei confronti di una Ducati che, ormai, lo ha mollato come un rifiuto tossico. Vero che Pecco non interessa più alla squadra, ma è una profezia che si è autoavverata, a suon di comportamenti incomprensibili da parte del pilota. Inutile ovviamente sperare che Bagnaia possa fare il compagno di squadra e aiutare Marc Marquez quando non riesce ad aiutare nemmeno se stesso. Immaginiamo, a ruoli invertiti, cosa succederebbe. Ricordo un duello Bagnaia – Quartararo e la relativa chiamata alle armi di tutte le Ducati in pista per aiutare l’italiano.
Se Marc Marquez vuole vincere, invece, mi sa che se la deve cavare da solo.
Il resto, come sempre, non esiste. Non esistono le Yamaha, a parte una prestazione appena decente di Quartararo, non esistono le Honda perché si stendono sia Moreira che Zarco e Mir, mentre Marini fa il compitino. Non esistono le KTM ad eccezione di Acosta. E le Aprilia lasciano Misano ben ridimensionate.

 

La classifica: Marc Marquez 274, Martin, 274, Bezzecchi 241, Di Giannantonio 223, Acosta 209. Marc Marquez è leader in virtù del maggior numero di vittorie conseguite.

 

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