Nella gara del dominio Aprilia (che comunque spreca con Bezzecchi al sabato) e della pressione gomme, Noale porta a casa il primo poker della sua storia battendo nettamente Ducati, ma solo la domenica.
Al sabato c’è un miracolo di Marc Marquez che vince la Sprint nel giorno dell’ordinaria follia veneta.
Il campione in carica trova il modo di salvare un week end che avrebbe dovuto vederlo uscire bastonato e invece si trova ancora più vicino a Martin e addirittura davanti in classifica dopo la gara corta.
Un week end che accontenta tutti ma che innesca un conto alla rovescia per la partenza degli pneumatici, mai così indigesti.
Ecco i piloti a punti nella sprint: Marquez, Ogura, Di Giannantonio, Martin, Alex Marquez, Acosta, Aldeguer, Bagnaia, Quartararo Clicca qui per i risultati.
Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Bezzecchi, Fernandez, Martin, Ogura, Acosta, Marquez, Alex Marquez, Di Giannantonio, Quartararo, Bastianini. Clicca qui per i risultati.
Mandalika ha due facce. Quella del sabato in cui non sembra essere cambiato niente. Marc Marquez approfitta dell’elimination derby innescato da Bezzecchi che butta fuori (oltre a se stesso) il poleman della gara e compagno di marca Fernandez. Martin, che ha impostato una strategia pneumatici da scia, si trova in difficoltà con la pressione gomme e deve lasciare la vittoria a Marquez che torna in testa al campionato. Il week end è già sufficiente per Ducati che temeva di perdere in Indonesia qualcosa come 12-15 punti per via dell’annunciata superiorità di Noale.
Aprilia deve trovarsi a raddrizzare una situazione caldissima ai box e un week end iniziato diversamente rispetto alle aspettative
La gara della domenica sorride finalmente ad Aprilia. Bezzecchi domina, Fernandez tiene, Martin fa il suo dovere e Ogura chiude il primo poker della storia di Noale che finalmente mette nero su bianco la sua superiorità, senza sprecare niente.
Il neo però c’è e si chiama, come sempre, Marc Marquez, che trova il modo di “vincere” anche quando prende gli schiaffi.
Il n93 non ne ha proprio. Incarta 10 secondi all’arrivo, la sua moto non sta in pista e gli tocca cedere anche ad Acosta (in difficoltà anche lui per la questione pressione) eppure torna a casa a -2 in classifica e dopo aver recuperato al sabato rispetto al Giappone. Il tutto in una trasferta in cui lui e il suo gruppo di lavoro temevano di perderne 20 e si trovano quindi a brindare anche per un sesto posto.
La medaglia Ducati, però, ha una faccia scura che è quella di Aldeguer e Bagnaia che non performano (il primo è anche nuovamente fratturato e andrà sotto i ferri) e vanno anche per terra mentre di Di Giannantonio è sempre un po’ incompiuto. Tiene Alex Marquez che però ha un avvio di campionato decisamente incerto da scontare.
Il resto, a partire da Acosta, torna nei ranghi e non ci sono più sorprese. Il mondiale è, dal punto di vista delle factory, una faccenda a due così come una faccenda a due continua ad essere il mondiale piloti, con Martin e Marquez a giocarsi la posta e Bezzecchi che lampeggia. Oggi è forte, domani è assente, un altro giorno incasina se stesso e gli altri.
Se volete anche la foto dei comprimari, eccola qui: Yamaha si piazza con Quartararo mentre gli altri praticamente non esistono o vanno per terra. Honda droppa nel baratro con Moreira e Zarco che non ne vengono a capo. Bastianini e il resto della truppa torna alle vecchie abitudini e non si vede più.
La classifica vede ancora Martin in testa a 355, seguito da Marc Marquez a 353, poi Bezzecchi a 309, Ogura 259 e Acosta a 258. La matematica cambia idea e ci racconta un campionato a due con l’aggiunta di Bezzecchi che deve decidere che cosa vuole fare da grande.
Guarda la Live di Misterhelmet per la gara sprint!
Una volta fatti i dovuti complimenti a Martin, che comunque è lì dopo un brutto infortunio e con un box che gli preferirebbe il compagno, non resta molto a altro a Motegi se non il dominio assoluto ed incontrastato di Marc Marquez, che annulla tutte le Aprilia, chiude il cerchio di 100 vittorie della moto di Gigi e manda il suo compagno di squadra in terapia assistenziale. Non fa la pole ma fa tutto il resto, Marc Marquez, e si riporta a meno 2 dalla vetta.
Veramente, non c’è molto altro e quello che c’è non è qualcosa di cui vantarsi.
Ecco i piloti a punti nella sprint: Marquez, Moreira, Martin, Bastianini, Ogura, Bezzecchi, Zarco, Fernandez. Quartararo. Clicca qui per i risultati.
Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Marc Marquez,Martin, Bezzecchi. Bastianini, Fernandez, Ogura, Acosta, Bagnaia, Aldeguer, Marini. Clicca qui per i risultati.
Il weekend rimarrà nella storia soprattutto per l’ennesima figuraccia di Michelin, gommista uscente ma già uscito nel corpo, nello spirito e nell’impegno. Con l’extra grip dovuto al nuovo asfalto giapponese (i giapponesi l’asfalto lo sanno fare anche troppo bene), le gomme si disfano e i francesi che ormai se ne fottono, sono costretti a raccogliere una figuraccia (un’altra) il sabato e a riparare con la gomma durissima di backup la domenica. La parte più grave, però, è la spocchia di poche ora prima quando il responsabile in pista, Piero Taramasso, si era trovato a sghignazzare e a deridere alcune eccezioni che erano state mosse ad una casa che, non dimentichiamolo, ha fatto introdurre il divieto di parlare di pneumatici da parte di tutti gli addetti ai lavori. Divieto solo per gli altri, che possono invece essere sminuiti e derisi con la complicità della stampa più zerbinata del mondo: la nostra. Alla fine Michelin e la sua star dei social Piero Taramasso, un modo di farsi deridere lo trovano sempre e questa gara la archiviamo così, come un altro giorno strappato da un calendario di un avvento che sembra non finire mai.
Parlando di gare: la sprint la vince Marc Marquez, che infila Martin alla prima curva e poi se ne va.
Lo spagnolo e Bastianini vanno sul verde all’ultimo giro e rimediano così una penalità amara ma giusta perchè l’infrazione è vera. Premiato Moreira e Bastianini (peccato) giù dal podio. Le Aprilia rimediano così una delle prime delusioni del week end. Saranno delusioni di gruppo e individuali. Martin si batte ma è battuto, Bezzecchi sembra addormentato, Ogura non fa gli onori di casa. Sarà così anche il giorno dopo.
Nel frattempo Alex Marquez, che qui è velocissimo, va in terra e porta con se Acosta e Di Giannantonio. I due non saranno più gli stessi per il resto del week end. Doppio long lap penalty meritato per il Marquez più giovane.
La gara lunga è noiosa anche più della sprint. Marquez fa sfogare un po’ Martin che quasi ci crede, poi al giro 11 infila e va via, tenendo quel vantaggio soft che tiene la gara viva per finta. In realtà il campione in carica sta bene. E quando sta bene non c’è partita. Così bene che a fine gara è fresco sia il sabato che la domenica. Così bene che in griglia si mette a fare i piegamenti sulle braccia. Quando hai un avversario così che sta così e lo vedi al via, hai perso in partenza.
La conferenza stampa post gara vede i due uomini Aprilia provati, bastonati ed in preda ad una paresi e Marc Marquez con una potentissima faccia da cazzo (lo dico ovviamente in senso buono).
Nella gara lunga Aprilia deve inghiottire una Ducati, una sola, che bastona 4 moto comunque competitive. A dirla tutta sono da promuovere solo Martin (che è sempre concreto anche quando è battuto) e Fernandez, che lotta con coraggio.
Bezzecchi sembra addormentato, Ogura non sembra impegnato nella gara di casa.
Chi è morto è Bagnaia. Nella sprint ha una gomma devastata ma reagisce in modo decisamente più drastico rispetto a tanti nella sua condizione (vedi Martin). Nella lunga chiude 8° ma non prima di farsi umiliare da Alex Marquez che va sì per terra, ma dopo essergli stato davanti per tutta la gara nonostante 2 long lap.
Ok che non va bene attaccare Pecco, ma anche le difese ad oltranza, su tutto e nonostante tutto, secondo me gli fanno solo male. Lui e Morbidelli sono due casi emblematici di coma sportivo premiato al massimo. Evidentemente non vediamo cose che per altri sono evidenti. A me Bagnaia sembra un ex pilota che si appresta a godere di uno scivolo pensione di 4 anni a spese di Colaninno. Dio solo sa quanto spero di sbagliarmi.
Un brillantino su Bastianini, purtroppo sempre tardivo nei recuperi ma almeno è vivo. Una lucina su Moreira e Zarco che si sdraiano ma ce la mettono tutta. Il buio per tutti gli altri. Qualcosina prova Quartararo, qualcosina prova Marini ma per il resto è notte fonda. Le Yamaha sono scandalose, ma la vera preoccupazione non sono Rins e Miller, decisamente uscenti, quando Razgatlioglu che sembra totalmente disinnescato e demotivato. Dipinto come l’arma della vendetta di Iwata sembra uno che non ci crede più e che ha capito che i fenomeni sono altri.
Attenzione che questa gara è bugiarda e cattiva. Perché la classifica potrebbe anche accontentare Aprilia.
Ma la realtà dice che, nonostante Ducati sia in affanno, un uomo, da solo, riesce a tenerla in piedi. E quest’uomo, almeno in questo week end, basta a vanificare ogni progetto, budget, sponsorizzazione e impegno.
Credo che per Dall’Igna sia la difficoltà tecnica più dolce di sempre. Un paracadute così, che rallenta la discesa dandoti tutto il tempo di rimediare, non lo trovi da nessuna parte. Lui ce l’ha e lo usa in faccia a quelli che aspiravano e prenderne il posto.
La classifica vede ancora Martin in testa a 333, seguito da Marc Marquez a 331, poi Bezzecchi a 284, Acosta a 243 e Ogura a 237. La matematica dice che siamo davanti ad un campionato a sei, ma il buon senso dice che i veri contendenti forse sono solo tre, e uno fa fatica a tenere il passo.
Guarda la Live di Misterhelmet per la gara sprint!
Dopo un casino epocale nelle Sprint, Pedro Acosta vince la prima gara in carriera e riporta KTM sul primo gradino del podio (in gara lunga) dalla Thailandia 2022. Gara esemplare di Martin e Bezzecchi che fanno esattamente quello che serve, per tutte e due le volte mentre Marquez è battuto nella sprint e addirittura quinto nella lunga. Neutralizzato (sembra anche per problemi ai freni), perde 12 punti e vede ANNULLATO il sorpasso di Misano!
Ecco i piloti a punti nella sprint: Martin, Marquez, Bezzecchi, Ogura, Alex Marquez, Bagnaia, Zarco, Aldeguer, Binder. Clicca qui per i risultati.
Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Acosta, Martin, Bezzecchi, Ogura, Marquez, Binder, Bagnaia, Aldeguer, Di Giannantonio, Zarco. Clicca qui per i risultati.
La sprint la vince Martin perché Acosta la butta via distraendosi. Per Marquez sono avvisaglie perché si becca un sorpasso che lo lascia spiazzato e infastidito. Le dure, durissime portate da Michelin, oltre a favorire Aprilia e KTM, penalizzano ulteriormente e duramente Ducati che, come aggravante, non ha il gioco di squadra di Noale. Mentre le Aprilia sono 4 moto competitive (questo week end manca un po’ Fernandez ma comunque c’è) e tutte in grado di fare da “tramezzino” contro Marc Marquez, per la Ducati Marc Marquez è da solo.
La situazione della sprint, che comunque è una gara divertentissima, è amplificata nella lunga di domenica. Se nella Sprint Acosta è forte, nella lunga è fortissimo. Se nella Sprint le Aprilia sono solidissime tutte, nella lunga lo sono ancora di più. Se nella Sprint Marquez e le Ducati sono in difficoltà, nella lunga la faccenda è ancora più complessa.
E diversamente da Martin, Marc Marquez, dicevamo, è solo contro tutti, come sempre,. più di sempre.
Tutto questo è duro sempre ma diventa ancora più duro quando gli avversari sono forti, meritevoli e imbattibili come in Austria. E non sbagliano niente.
Aprilia, Martin e Bezzecchi fanno tutto quello che devono, senza sbavature. Addirittura vincono la prima sprint e lo spagnolo riesce anche a bypassare il problema agli avambracci che lo aveva rallentato a Misano. E in più, guardandola lato Marquez, ci si mettono anche Acosta (che finalmente vince la prima gara in carriera, proprio in casa davanti agli indiani) e Aldeguer, che rende a Marquez la vita difficilissima nella lunga. Avrebbe recuperato, il 93? Decisamente no, forse anche per dei problemi ai freni ancora da chiarire, ma questo fa capire che in Ducati non c’è gioco di squadra nemmeno quando le cose funzionano.
Un giorno sei l’albero, un giorno sei il cane, sarebbe da dire a Marquez che, fresco di sorpassone a Misano, ingoia a fatica la batosta del sabato (l’immagine che lo vede sconsolato sui gradinetti della Tissot vale più di mille video) ma rischia veramente di soffocare per il risultato della domenica che a ben vedere, da come si stavano mettendo le cose, è andata anche meglio di come sarebbe potuta andare, se veramente ha ovviato anche a problemi tecnici.
La cosa incredibile, comunque, la più incrediible di tutte, è che il tutto avviene nel week end del mini risveglio di Bagnaia, che fa due gare ancora inaccettabili ma almeno non indecenti come a Misano.
Come si incastra tutto questo con una pista che Marquez aveva considerato da 37 punti?
Malissimo. E l’Indonesia rischia di essere ancora peggio, ma prima c’è anche il Giappone.
Cos’altro c’è da dire? Che il week end ha 4 vincitori (Acosta, Martin, Bezzecchi e l’Aprilia che funziona con tutti) e due sconfitti: Marc Marquez e Ducati, che quando sono in difficoltà, lo sono davvero.
Bene Ogura, Binder, Aldeguer, male tutto il resto, lontanissimo anni luce da qualcosa di dignitoso, a partire da Di Giannantonio, tutta Honda e tutta Yamaha.
Viviamo un campionato con due factory e 4 piloti, uno dei quali si è tolto oggi la prima vera soddisfazione da quando corre in classe regina.
La classifica con il controsorpasso: Martin 306, Marc Marquez 294, Bezzecchi 264, Acosta 234. Marc Marquez perde 12 punti rispetto a Misano.
Guarda la Live di Misterhelmet per la gara sprint!
Nel week end di casa di tanti italiani, gli spagnoli prendono tutto.
Bezzecchi prima le busca, poi si annulla, mentre Marc Marquez porta a casa 37 punti e la leadership del campionato ridimensionando un Martin comunque combattivo. Bene anche le Ducati Gresini, male VR46. Sempre sorprendente Acosta, che spreme al massimo quello che ha. Totalmente finito, invece, Bagnaia, che fatica a stare in piedi anche andando piano.
Mentre gli italiani pensano ai caschi commemorativi, ai libri, alle stronzate, gli spagnoli li suonano come tamburi a casa loro e gli tolgono tutto mentre una stampa compiacente, prima si gasa sul nulla e poi si mette a cercare scuse facendo le pompe… funebri.
Ecco i piloti a punti nella sprint: Marquez, Bezzecchi, Martin, Di Giannantonio, Alex Marquez, Acosta, Fernandez, Aldeguer, Marini. Clicca qui per i risultati.
Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Marquez, Alex Marquez, Acosta, Aldeguer, Martin, Fernandez, Di Giannantonio, Bastianini, Marini, Quartararo. Clicca qui per i risultati.
La sprint la vince Marquez apparentemente senza dominare né strafare. Fa tutto alla prima curva. Entra su Bezzecchi e lo annulla. Lo stesso Martin non è della partita ma comunque si difende facendo ben sperare per la lunga. Nella sprint, dicevamo, non c’è un dominio sfacciato, un distacco, un’umiliazione ma non c’è nemmeno partita. Non dominaDucati ma vince Marquez, tallonato dalle Aprilia, il che fa pensare che nella gara lunga lo spettacolo potrebbe essere diverso, con Marquez e le moto di Bologna, in difficoltà.
Invece la gara lunga è una sprint ancora più amara. La resistenza iniziale di Bezzecchi è illusoria. L’italiano respinge Marquez e se ne va ma guida male, esagera e va out. Da lì in poi non c’è partita. Martin che eredita il ruolo di antagonista, dura il giusto, perché cede e quasi crolla.
Chi è forte è Alex Marquez mentre Acosta fa capire, se ancora non ce ne fosse bisogno, perché interessa così tanto a Ducati. Fa un garone anche Aldeguer, che lavora su Martin e lo passa in scioltezza quando l’uomo aprilia ha completato il suo tracollo.
Alla fine vince Marc Marquez ma la sintesi è riduttiva, perché è necessario parlare della sua strategia di gara. Prima pressa Bezzecchi, poi cuoce Martin e lo fa spingere facendolo macerare per farlo poi passare da due Ducati e da Acosta. Gli fa credere di potercela fare e poi lo costringe a rinunciare ad una montagna di punti.
Aldeguer e Alex Marquez, fanno quei lavoro che gli italiani non vogliono più fare: proteggere la Ducati che lotta per il titolo. Non riescono perché non abbastanza veloci, né Di Giannantonio, né Morbidelli. Non ci riesce ovviamente nemmeno Bagnaia che archivia un’altra prestazione vergognosa. Il piagnisteo delle qualifiche è coronato dalla lagna post gara sprint e dall’autoeliminazione della domenica. Pecco va out quando mentre fa una gara indecente, rischiando di chiudere un’altra volta i cancelli. Non si capisce se siano peggio le sue prestazioni o le sue dichiarazioni allusive e infamanti nei confronti di una Ducati che, ormai, lo ha mollato come un rifiuto tossico. Vero che Pecco non interessa più alla squadra, ma è una profezia che si è autoavverata, a suon di comportamenti incomprensibili da parte del pilota. Inutile ovviamente sperare che Bagnaia possa fare il compagno di squadra e aiutare Marc Marquez quando non riesce ad aiutare nemmeno se stesso. Immaginiamo, a ruoli invertiti, cosa succederebbe. Ricordo un duello Bagnaia – Quartararo e la relativa chiamata alle armi di tutte le Ducati in pista per aiutare l’italiano.
Se Marc Marquez vuole vincere, invece, mi sa che se la deve cavare da solo.
Il resto, come sempre, non esiste. Non esistono le Yamaha, a parte una prestazione appena decente di Quartararo, non esistono le Honda perché si stendono sia Moreira che Zarco e Mir, mentre Marini fa il compitino. Non esistono le KTM ad eccezione di Acosta. E le Aprilia lasciano Misano ben ridimensionate.
La classifica: Marc Marquez 274, Martin, 274, Bezzecchi 241, Di Giannantonio 223, Acosta 209. Marc Marquez è leader in virtù del maggior numero di vittorie conseguite.
Guarda la Live di Misterhelmet per la gara sprint!
In uno di quei sondaggi che faccio per i miei utenti, c’è chi si è indignato perché ho chiesto quale moto preferissero fra un’Aprilia del 2009 e una Ducati del 2026. Ovviamente le moto sono imparagonabili.
Eppure c’è chi, da addetto ai lavori quale si proclama, fa la stessa cosa per cercare di dare autorevolezza ad una Superbike veloce ma morente.
È davvero corretto, per sostenere quanto sia veloce la Superbike del 2026, confrontarla con la MotoGP del 2008-2009? In questo video facciamo un’analisi con dati, contesto, meteo, modifiche al circuito e il significato del cherry picking. Un confronto tecnico e ragionato per capire quando un paragone ha davvero valore o quando è pura fuffa romantica o autocelebrativa per portare acqua al proprio mulino.
Nel week end sciagurato di Di Giannantonio e sciaguratissimo di Bezzecchi, Marc Marquez si prende Pole, record della pista, Sprint e Gara. Lo spagnolo si avvicina alla vetta e torna ad essere la Ducati di riferimento.
Al Sachsenring, porta a casa la decima vittoria e fa tutto quello che vuole per il resto del week end. Cercare di stargli vicino, signifa cadere. Ne sa qualcosa anche suo fratello. Ma non è finita qui perché Martin, ancora in testa al campionato, deve difendersi e guardarsi anche da Ogura.
Su Bagnaia, ormai, quasi perse le speranze.
Ecco i piloti a punti nella sprint: Marquez, Alex Marquez, Di Giannantonio, Ogura, Fernandez, Martin, Bagnaia, Acosta, Quartararo.
Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Marquez, Ogura, Fernandez, Acosta, Martin, Bagnaia, Quartararo, Marini, Bastianini, Binder. Clicca qui per i risultati.
La sprint è noiosa ma almeno dura poco. I Marquez brothers se ne vanno e Di Giannantonio è l’unico che fa sognare. Senza Bezzecchi, out per frattura alla clavicola e già sotto ai ferri, hanno tutti un problema in meno. Due sorpassi un apertura e poi tutti ad amministrare.
Martin capisce che di più non ne ha e non esagera. Sarà la sua colonna sonora del week end.
Bagnaia, sempre dietro di lui. E anche queta, in Germania, sarà una costante.
La gara lunga è un altro supplizio. 30 giri (Sachsenring è corta, troppo corta) sono 20 giri in più di quello che serve per capire come stanno le cose. Marc Marquez è un lupo famelico e irraggiungibile che sparisce dopo aver depredato il villaggio. Una roba ripetitiva e noiosa in cui solo Ogura, da metà gara in poi, fa vedere qualcosa di curioso. Ci prova anche Bagnaia, a dire il vero, ma è troppo timido e Martin si difende. Un’altra cosa ormai consolidata è che le Aprilia americane, sono stabilmente davanti alle “nostre”. Il team factory è riuscito a bruciare un vantaggio che sembrava incolmabile e problema, a dirla tutta, ce l’ha Rivola.
Se prima poteva trovarsi a rischiare vincere il titolo con 3 piloti, adesso gli unici in grado di dargli un titolo sono 2 e sono entrambi partenti.
Anche Ogura, secondo in campionato, è una perdita incomprensibile mentre Bagnaia, prossimo in nero, appare un rider demotivato, mollo. Per non parlare di Bastianini, bastonato da un Acosta uscito dall’ospedale pochi giorni fa.
Il futuro Aprilia è curioso.
Per quanto riguarda le forze buone in gara, Alex Marquez vola out mentre ci prova e Acosta fa anche lui quello che può, senza i mezzi. L’anno prossimo sarà una liberazione mentre per Di Giannantonio e Alex Marquez è prevista sofferenza, perché KTM è un vero disastro a 360°.
Come Honda e come Yamaha che però si stanno riorganizzando e almeno non sono due aziende fallite.
Disastroso e sprecone anche Di Giannantonio. Il romano passa dalla possibilità di chiudere il week end in testa al campionato a ritrovarei in quinta posizione.
Unica consolazione è che sono in tanti ad essere in un fazzoletto di punti.
La classifica vede Martin a 208, Ogura 194, Marquez a 190, Bezzecchi a 186 e Di Giannantono a 184.
Non c’è simulazione o previsione possibile se tutti i protagonisti decidono per l’autoeliminazione di gruppo. Tutti i protagonisti tranne Marc Marquez è Ogura,
E adesso vacanze per tutti. Per qualcuno saranno serene, per qualcun altro, no.
Guarda la Live di Misterhelmet per la gara sprint!
Chi è il vero favorito per il Mondiale MotoGP 2026? In questo video analizziamo le quote dei bookmaker e scopriamo perché il mercato vede il campionato in modo molto diverso rispetto alla classifica. Le quote rappresentano davvero una previsione? Oppure raccontano qualcosa di molto più complesso? 💬 E voi, su chi puntereste oggi per il titolo mondiale? Scrivetelo nei commenti!
I giorni di Assen sono Aprilia Days meno qualcosa. Il dominio della moto di Noale è totale e completo ma è come quelle giacche double face. A brillare è il giallo dell’imbottitura, con i colori Trackhouse, non il nero dell’esterno. Ogura vince la sua prima gara in MotoGP. E’ il settimo giapponese a farlo e arriva 22 anni dopo Makoto Tamada! Le factory ci sono e fanno paura ma anche qualche pasticcio, a partire dal giro in ospedale di Bezzecchi. Le Ducati? Ridimensionate e a tonalità invertite (il migliore è Di Giannantonio), ma comunque vive. La classifica è rimaneggiata.
Martin va in testa e salgono i Trackhouse. Marquez resta a -40.
A subire, Bezzecchi e Bagnaia, entrambi a zero in gara lunga. Al Sachsenring si chiude il primo set del campionato.
Ecco i piloti a punti nella sprint: Raul Fernandez, Ogura, Di Giannantonio, Bezzecchi, Martin, Marc Marquez, Bagnaia, Bastianini, Acosta. Bagnaia restituirà una posizione per essere passato sul verde.
Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Ogura, Fernandez, Martin, Di Giannantonio. Alex Marquez, Bastianini, Marc Marquez, Quartararo, Binder, Rins. Marquez cede una posizione per un passaggio sul verde, esattamente come Bagnaia nella sprint.
La sprint è avara di emozioni pur mostrando qualche sorpasso in apertura.
La vince, senza fatica, Raul Fernandez. Di Giannantonio è concreto ma lontano mentre Bezzecchi è cauto e pensa alla gara lunga. Imperativo: non fare zeri. Cauto Marquez, che pensa alla Germania, più attivo Bagnaia che però nel finale deve restituire una posizione per essere passato sul verde.
La gara lunga dovrebbe vedere protagoniste le Aprilia factory, sempre superiori, ma succede a metà. Martin fugge ma Bezzecchi non è protagonista. Le inquadrature arrivano sul suo volo in cui, praticamente finisce a muro. Rider ok ma al momento sotto accertamenti.
Chi va via sono leTrackhouse che acciuffano Martin a cui droppa la gomma per poi sbrigarsela fra loro. Ogura è imbattibile e se ne va senza clamori, solo che praticamente sparisce. Un ninja nero e giallo.
A dar vita alla gara ci pensano Marquez, Bagnaia e Bastianini che insieme a Di Giannantonio mandano in scena un duello senza fine. Marquez in survival mode, fra i pochi con la soft, prima incassa una spallata da Di Giannantonio che lo manda nella ghiaia (1 long lap per lui) e poi deve cedere una posizione per passaggio sul verde all’ultimo giro (come Bagnaia nella sprint). Alla fine va anche benino mentre chi deve festeggiare 2 gare concrete è Di Giannantonio, sempre coriaceo e finalmente concreto. Ecco cosa ci si aspetta da lui. Che ci sia sempre.
Chi non c’è è Pecco che si ritira come si ritira Acosta. Out anche Razgatloglu e Morbidelli mentre Mir (sai che novità) cade nei primi giri.
Honda sbiadite e Yamaha, questa volta, un po’ meglio. Ma è tutto molto lontano dalla MotoGP che conta.
Le note e gli asterischi? Ottimo Alex Marquez (mezzo rotto ma funzionante), in ospedale Aldeguer (settima vertebra e niente gara lunga ma pare niente di grave), e poi il tema delle Aprilia factory. Bene ma non benissimo. In due giorni hanno preso troppi schiaffi dalle americane. In Ducati succede qualcosa di simile ma il fenomeno è decisamente più ridimensionato perché Aldeguer non c’è e Morbidelli è praticamente disconnesso.
Rivola ha un problema: potrebbe trovarsi a vincere il titolo con un partente.
E se ci sono ancora dei dubbi se tenere Raul Fernandez o prendere Marini? Io farei firmare lo spagnolo prima di subito.
Per quanto riguarda KTM: chissà dove sono quelli che mettevano in dubbio il fallimento. L’azienda è fallita eccome e Bajaj ha chiuso anche il rubinetto al racing. La moto è pericolosa e si rompe ad ogni sessione, mentre volano i vaffanculi fra piloti e team manager. Li salva solo Acosta che però sta contanto i giorni per sedersi su una moto vera.
La classifica: Martin 193, Bezzecchi 186, Di Giannantonio 177, Ogura 168, Marquez 153, Fernandez 138.
In repubblica Ceca succede un po’ di tutto. Marc Marquez vince la lunga e fa podio nella sprint. Lo spagnolo continua il suo recupero (62 punti su Bezzecchi in due week end) e sale a -40 dalla testa della classifica. Bene anche un Bagnaia ritrovato, vittoria sprint e podio la domenica. Nel frattempo Bezzecchi impazzisce. Dopo il crash della Sprint rifila due schiaffi ad un marshall che cerca di aiutarlo. Niente gara lunga per lui. Pilota sospeso e ricorso respinto. Una scena triste ma mai quanto il ricorso Aprilia e la difesa d’ufficio di certa stampa. In tutto questo letame, sboccia definitivamente un fiore che si chiama Ogura!
Ecco i piloti a punti nella sprint: Bagnaia, Ogura, Marquez, Di Giannantonio, Martin, Fernandez, Bastianini, Aldeguer, Binder.
Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Marquez, Ogura, Bagnaia, Di Giannantonio, Mir, Aldeguer, Fernandez, Marini, Martin, Bastianini.
Non male la sprint. Bagnaia saluta e se ne va. Ne ha e non deve gestire, problema che dovrà invece affrontare la domenica. Ogura è indomabile e Marquez sembra scegliere di non strafare, non rischiare e recuperare. Anche perché Martin non è veramente della partita e Bezzecchi si autoelimina per poi impazzire nella ghiaia. Manata in faccia prima e schiaffo poi, ad un Marshall che, nel cercare di aiutarlo, fa accelerare una moto che non si era spenta.
Scena squallida ma mai come l’arrampicata sugli specchi della TV che sponsorizza la stessa Aprilia e mai squallida come il ricorso della casa di Noale. I Marshall, al di là del nervosismo e dei modi, non si toccano e scusarsi il giorno dopo, regalandogli i guanti con cui lo hai menato, non azzera la vicenda. Sembra proprio che Aprilia, da Iannone, ad Espargaro, fino ad arrivare a Martin e Bezzecchi, non riesca a gestire al meglio i piloti. Il motivo per cui sclerano magari è dovuto al fatto che non vi siano regole chiare. Comunque amen. Zero punti per Bezzecchi in un week end che avrebbe dovuto vederlo prendere il volo.
La gara lunga è divisa in due. Nella prima parte Bagnaia prende la testa della corsa per non mollarla mai. Alle sue spalle Marquez e Ogura a punzecchiare il piemontese.
A tre quarti di gara il n63 finisce la gomma e cede a Marquez e Ogura. Lo spagnolo fa capire di averne sempre avuto ma di aver gestito, facendo fare al compagno di squadra dei tiraemolla deleteri. Da ammissione dello stesso Pecco, un altro paio di giri e sarebbe stato bucato anche da Di Giannantonio, in arrivo a suon di giri veloci e inspiegabilmente in crescita sempre troppo tardi. Niente male comunque, il week end del piemontese: è da 8. Voto 9 ad ogura, che al traguardo arriva fresco come dopo aver fatto una passeggiata, e 10 a Marquez, distrutto ma geniale nel gestire qualifiche e sprint per poi dare tutto la domenica, nacondendosi per metà gara. Bravi anche Di Giannantonio (deve sistemare la progressione) Mir (gomma soft per lui) e gli altri. Filano lisci i 2 long lap penalty di Martin, che fa quello che può e rosicchia, sì anche lui, punti sul compagno.
La sintesi? Ducati continua la sua rinascita e Aprilia paga una gestione piloti che si ripercuote sempre di più sulla situazione in pista. Dopo essere decollata, eccola dare una panciata per terra. Infine un asterisco su KTM. A fine gara Acosta ha un ennesimo shutdown. La moto si ammutolisce e fa appena in tempo a togliersi dalla bagarre mentre, fra l’altro, stava facendo anche bene.
Si fa investigation su tutto. Non sarebbe sbagliato chiedere conto a KTM di questi continuativi problemi tecnici. Per quanto riguarda le altre case: Honda in crescita con Mir e indiavolata con Moreira. Yamaha… no.
La classifica: Bezzecchi 180, Martin 172, Di Giannantonio 157, Marquez 140, Ogura 134, Acosta 132, Bagnaia 127. Sono 62 i punti recuperati da Marc Marquez su Bezzecchi in due week end.
In un week end ungherese in cui ci si attende un altro colpo di Aprilia, è Marc Marquez a prendere tutto. Pole, giri veloci, e vittorie di entrambe le gare. Raggiunge quota 100 vittorie insieme a Ducati che coglie il successo n100 in MotoGP, nell’anno del suo centenario!
Il tutto con “apparente” facilità. Gli sta dietro, fin che può, solo Acosta, mentre sui due podi si alternano Bezzecchi e Bagnaia.
Ma è la domenica che si riapre il campionato. Lo riapre Martin che fa uno strike pesantissimo dal punto di vista della classifica, togliendo di mezzo tutti, ma proprio tutti, i protagonisti, incluso se stesso. Indovinate chi ne approfitta? Uno che non ci dovrebbe nemmeno essere. Con due gare, tutto sommato, piacevoli! Nel frattempo, cercate cos’è la FORCHETTA UNGHERESE!
Ecco i piloti a punti nella sprint: Marquez, Acosta, Bezzecchi, Fernandez, Aldeguer, Martin, Moreira, Bastianini Bagnaia.
Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Marquez, Acosta, Bagnaia, Ogura, Marini, Moreira, Lecuona, Miller, Bastianini, Binder.
Bella la sprint. Non bellissima, però. Davanti Marquez fa capire chi comanda. E poi se ne va. Dietro, fra chi amministra e chi si sbraccia, succede qualcosina, ma niente di che. Degni di nota, Acosta, che ci prova sempre, e Moreira, sempre più presenza fissa. Gli altri, comunque, tutti lottatori. La “garetta”, però, lascia un dubbio: Marquez ci sarà anche per la lunga oppure la sprint è tutto ciò di cui si può accontentare? Non resta che aspettare.
E infatti la gara lunga parte con gli stessi presupposti. Quelli forti, veramente più dotati, sono Marquez e Acosta. Gli altri devono inseguire. Ma alla prima curva Martin riapre il campionato. Perde la moto e fa secche tre Aprilia: la sua, Bezzecchi e Fernandez. Sdraia anche Aldeguer e Di Giannantonio. L’elite della classifica tranne Acosta, è mandata a casa. Si salverà solo Di Giannantonio che prenderà anche 4 punti, ripartendo e finendo addirittura davanti a Morbidelli (quest’ultimo, da pensionare senza se e senza ma).
La gara va avanti e si regge sui duelli fra Marquez e Acosta. La spunta il 37 che va anche via ma la soft non dura quanto la media di Marquez. I due prima si combattono a distanza a suon di giri veloci (mai visti così tanti) e poi in un duello da maschi alfa. La spunta Marquez che poi va anche via per sempre. Ma Acosta non ha nulla da recriminare: come al Mugello si assiste al duello fra un pilota rotto con una moto sana e un pilota sano con una moto “rotta”. Questa volta vince il campione in carica.
Cos’altro c’è di bello? Marini e Miller in veste top player (mai visti ultimamente), Ogura che rimonta da matto e li buca, e un Moreira ormai presenza fissa alle tavolate di lusso.
Un discorso a parte lo merita Lecuona. Ok che ne mancano tanti ma, moto, gomme, freni mai visti, questo arriva e va così. STUPEFACENTE. Lecuona è una povera vittima dei capricci isterici di una KTM morente, che ha bruciato lui, Petrucci, Gardner e Augusto Fernandez.
Tornanro alla gara, solitario, invece, Bagnaia, che si prende il podio correndo in una bolla. La sua è una gara da separato in griglia. Se la fa tutta da solo e fa bene. Un podio è oro.
La sintesi? Ducati rinate, Aprilia ridimensionate.
Eh già perché nella sprint si sono viste tante moto di Bologna e nella lunga, comunque sarebbero state competitive. Avremmo avuto delle Aprilia sul podio? Quasi sicuramente, ma non ci sarebbe stato quel dominio che abbbiamo visto al Mugello.
Nel frattempo la classifica si è accorciata.
La classifica: Bezzecchi 180, Martin 160, Di Giannantonio 138, Acosta 132, Marquez 108, Ogura 105 e Bagnaia 99. 72 punti da recuperare, per Marc Marquez, sono tanti o si può fare?
This Web site uses cookie to help the Web site function and to track how you interact with it so that we can provide you with an improved and personalized user experience. We will only use cookie if you consent by clicking Accept. You can also manage individual cookie preferences from Settings. Read more
This Web site uses cookie to enhance your experience while browsing the Web site. Of these cookie, cookie classified as necessary are stored in your browser as they are essential for the basic functionality of the Web site to work. We also use third-party cookie that help us analyze and understand how you use this Web site, to store user preferences, and to provide them with content and advertising relevant to you.
These cookie will only be stored on your browser with your consent. You also have the option to disable these cookie. Turning off some of these cookie may affect your browsing experience.
Necessary cookie are essential for the basic functions of the Web site and the Web site will not function as intended without them.
These cookie do not store personally identifiable information.
Cookie
Duration
Description
cookielawinfo-checkbox-analytics
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional
11 months
The cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the "Necessary" category.
cookielawinfo-checkbox-others
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance
11 months
This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the "Performance" category.
viewed_cookie_policy
11 months
The cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
woocommerce_cart_hash
session
This cookie is set by WooCommerce. The cookie helps WooCommerce determine when cart contents/data changes.
Analytical cookie are used to understand how visitors interact with the Web site. These cookie help provide information on the metrics of number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Cookie
Duration
Description
__gads
1 year 24 days
The __gads cookie, set by Google, is stored under DoubleClick domain and tracks the number of times users see an advert, measures the success of the campaign and calculates its revenue. This cookie can only be read from the domain they are set on and will not track any data while browsing through other sites.
CONSENT
2 years
YouTube sets this cookie via embedded youtube and registers anonymous statistical data.
Advertising cookie are used to provide visitors with customized advertisements based on previously visited pages and to analyze the effectiveness of the advertising campaign.
Cookie
Duration
Description
_fbp
3 months
This cookie is set by Facebook to display advertisements when either on Facebook or on a digital platform powered by Facebook advertising, after visiting the website.
fr
3 months
Facebook sets this cookie to show relevant advertisements to users by tracking user behavior across the web, on sites that have Facebook pixel or Facebook social plugin.
GoogleAdServingTest
session
IDE
1 year 24 days
Google DoubleClick IDE cookies are used to store information about how the user uses the website to present them with relevant ads and according to the user profile.
test_cookie
15 minutes
The test_cookie is set by doubleclick.net and is used to determine if the users browser supports cookies.
VISITOR_INFO1_LIVE
5 months 27 days
A cookie set by YouTube to measure bandwidth that determines whether the user gets the new or old player interface.
YSC
session
YSC cookie is set by Youtube and is used to track the views of embedded videos on Youtube pages.
yt-remote-connected-devices
never
YouTube sets this cookie to store the video preferences of the user using embedded YouTube video.
yt-remote-device-id
never
YouTube sets this cookie to store the video preferences of the user using embedded YouTube video.