MotoGP, Assen: Aprilia Week meno qualcosa. Domina Trackhouse con Ogura. Ducati resiste!

I giorni di Assen sono Aprilia Days meno qualcosa. Il dominio della moto di Noale è totale e completo ma è come quelle giacche double face. A brillare è il giallo dell’imbottitura, con i colori Trackhouse, non il nero dell’esterno. Ogura vince la sua prima gara in MotoGP. E’ il settimo giapponese a farlo e arriva 22 anni dopo Makoto Tamada! Le factory ci sono e fanno paura ma anche qualche pasticcio, a partire dal giro in ospedale di Bezzecchi. Le Ducati? Ridimensionate e a tonalità invertite (il migliore è Di Giannantonio), ma comunque vive. La classifica è rimaneggiata.
Martin va in testa e salgono i Trackhouse. Marquez resta a -40.
A subire, Bezzecchi e Bagnaia, entrambi a zero in gara lunga. Al Sachsenring si chiude il primo set del campionato.

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Raul Fernandez, Ogura, Di Giannantonio, Bezzecchi, Martin, Marc Marquez, Bagnaia, Bastianini, Acosta. Bagnaia restituirà una posizione per essere passato sul verde.

Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Ogura, Fernandez, Martin, Di Giannantonio. Alex Marquez, Bastianini, Marc Marquez, Quartararo, Binder, Rins. Marquez cede una posizione per un passaggio sul verde, esattamente come Bagnaia nella sprint. 

La sprint è avara di emozioni pur mostrando qualche sorpasso in apertura.
La vince, senza fatica, Raul Fernandez. Di Giannantonio è concreto ma lontano mentre Bezzecchi è cauto e pensa alla gara lunga. Imperativo: non fare zeri. Cauto Marquez, che pensa alla Germania, più attivo Bagnaia che però nel finale deve restituire una posizione per essere passato sul verde.

La gara lunga dovrebbe vedere protagoniste le Aprilia factory, sempre superiori, ma succede a metà. Martin fugge ma Bezzecchi non è protagonista. Le inquadrature arrivano sul suo volo in cui, praticamente finisce a muro.  Rider ok ma al momento sotto accertamenti.
Chi va via sono leTrackhouse che acciuffano Martin a cui droppa la gomma per poi sbrigarsela fra loro. Ogura è imbattibile e se ne va senza clamori, solo che praticamente sparisce. Un ninja nero e giallo.
A dar vita alla gara ci pensano Marquez, Bagnaia e Bastianini che insieme a Di Giannantonio mandano in scena un duello senza fine. Marquez in survival mode, fra i pochi con la soft, prima incassa una spallata da Di Giannantonio che lo manda nella ghiaia (1 long lap per lui) e poi deve cedere una posizione per passaggio sul verde all’ultimo giro (come Bagnaia nella sprint). Alla fine va anche benino mentre chi deve festeggiare 2 gare concrete è Di Giannantonio, sempre coriaceo e finalmente concreto. Ecco cosa ci si aspetta da lui. Che ci sia sempre.
Chi non c’è è Pecco che si ritira come si ritira Acosta. Out anche Razgatloglu e Morbidelli mentre Mir (sai che novità) cade nei primi giri.
Honda sbiadite e Yamaha, questa volta, un po’ meglio. Ma è tutto molto lontano dalla MotoGP che conta.

Le note e gli asterischi? Ottimo Alex Marquez (mezzo rotto ma funzionante), in ospedale Aldeguer (settima vertebra e niente gara lunga ma pare niente di grave), e poi il tema delle Aprilia factory. Bene ma non benissimo. In due giorni hanno preso troppi schiaffi dalle americane. In Ducati succede qualcosa di simile ma il fenomeno è decisamente più ridimensionato perché Aldeguer non c’è e Morbidelli è praticamente disconnesso.

Rivola ha un problema: potrebbe trovarsi a vincere il titolo con un partente.
E se ci sono ancora dei dubbi se tenere Raul Fernandez o prendere Marini? Io farei firmare lo spagnolo prima di subito.

Per quanto riguarda KTM: chissà dove sono quelli che mettevano in dubbio il fallimento. L’azienda è fallita eccome e Bajaj ha chiuso anche il rubinetto al racing. La moto è pericolosa e si rompe ad ogni sessione, mentre volano i vaffanculi fra piloti e team manager. Li salva solo Acosta che però sta contanto i giorni per sedersi su una moto vera.

 

La classifica: Martin 193, Bezzecchi 186, Di Giannantonio 177, Ogura 168, Marquez 153, Fernandez 138.

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