Taramasso e Michelin non sono “GARABILI”.

Nonostante le ultime performance, la preoccupazione di Michelin, attraverso il suo uomo in pista, Piero Taramasso, sembra essere più quella di “mantenere l’ordine” e sopprimere le critiche sminuendole e deridendole, che risolvere i problemi.
Mi spiace ma, oltre che come performance, anche come atteggiamento e rispetto degli interlocutori, Taramasso e Michelin, per usare una storpiatura ormai frequente da parte loro, NON SONO GARABILI.

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La verità è che siamo ad un punto di non ritorno se, in tutta questa smania di trasformare il motociclismo in “una cosa per tutti” in cui tutti capiscono e possono dire ogni cosa, anche il responsabile di una grande casa come Michelin, ormai diventato “personaggio” a suon di interviste e siparietti, si presta ad uscire dalle righe con due complici che sghignazzano come fossero in osteria alla quinta caraffa.

La massima autorità in pista di un gommista come Michelin, da cui dipendono anche le vite e la sicurezza dei piloti che oltre a storpiare l’italiano berciando insieme ad altri due è una cosa che 10 anni fa, ma anche 5, non sarebbe mai potuta succedere.
E che probabilmente in altri contesti più professionali, non succede nemmeno oggi. 

Il sig Taramasso, secondo la mia modesta opinione, si dovrebbe chiedere se le figure corrispondenti di altre case come Bridgestone o Pirelli o Dunlop, in situazioni analoghe, potrebbero comportarsi con questi modi ed esprimersi in questi termini. 

Soprattutto se poi, poche ore dopo, portano a casa una figuraccia come quella di oggi che per Michelin non è nemmeno la prima e va a sovrapporsi alle pessime uscite di qualche anno fa quando prese in mano la fornitura in MotoGP.

Perché poi, oltre al lavoro che fai e ai risultati che hai, conta anche come ti poni, se qualcuno rischia la vita. Si tratta di rispetto.

Dite quello che volete ma a me, questo atteggiamento di Michelin, da ultimo giorno di scuola in cui si possono non fare più i compiti e buttare all’aria qualche banco, ha abbastanza stancato, soprattutto perché è da parecchio che va avanti, accoppiato ad una spocchia che mai ho trovato in altri fornitori di pneumatici.

Parlare di gente che spara cazzate, in un siparietto organizzato, è abbastanza offensivo per Ducati e chiunque altro. 

Soprattutto dopo aver deciso di imporre a tutti il silenzio per regolamento.

Non solo può parlare solo Michelin, ma può anche permettersi di deridere i suoi interlocutori, che devono anche stare zitti. Il tutto con il benestare ammiccante di una tv con l’esclusiva.

A chi diceva che sparano cazzate? Se non si riferiva a Ducati o alle altre factory, è ancora di più una caduta di stile, dato che mai si è visto rappresentante di un gommista rivolgersi direttamente al pubblico o alla gente sui social.

Lo si fa quando ci si sente protetti o quando qualcuno gli alza la palla. Capirai, non sia mai che si trovi a parlare con due che gli chiedano conto delle prestazioni di Michelin e decidano di fare, da un momento all’altro, del giornalismo.


Quello del fornitore di pneumatici è il potere più importante in ogni disciplina del motorsport.

Fino ad ora ho visto esercitarlo in diversi modi ma sempre con più stile di così.

Evidentemente non sono più solo quelli dei social a potersi esprimere come dei bulli senza educazione.

Per me è ok. Basta saperlo.

Sembra quasi che le preoccupazioni su che gomma usare domani siano il meno. 

L’importante è fare le scenette, tanto nessuno può ribattere.
Beh, io non ho regolamenti a cui obbedire e quindi posso dire quello che voglio.
Per parafrasare una poco accettabile storpiatura, mi sento di dire che Michelin e Taramasso, per performance, atteggiamento ed educazione,  NON SONO “GARABILI”.

 

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