MotoGP, Balaton Marc: Marquez prende tutto, anche i regali. Bene Bagnaia e Acosta. Martin sciagurato!

In un week end ungherese in cui ci si attende un altro colpo di Aprilia, è Marc Marquez a prendere tutto. Pole, giri veloci, e vittorie di entrambe le gare. Raggiunge quota 100 vittorie insieme a Ducati che coglie la vittoria n100 in MotoGP nell’anno del suo centenario!
Il tutto con “apparente” facilità. Gli sta dietro, fin che può, solo Acosta, mentre sui due podi si alternano Bezzecchi e Bagnaia.
Ma è la domenica che si riapre il campionato. Lo riapre Martin che fa uno strike pesantissimo dal punto di vista della classifica, togliendo di mezzo tutti, ma proprio tutti, i protagonisti, incluso se stesso. Indovinate chi ne approfitta? Uno che non ci dovrebbe nemmeno essere. Con due gare, tutto sommato, piacevoli! Nel frattempo, cercate cos’è la FORCHETTA UNGHERESE!

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Ecco i piloti a punti nella sprint: Marquez, Acosta, Bezzecchi, Fernandez, Aldeguer, Martin, Moreira, Bastianini Bagnaia.

Ecco i primi dieci nella gara di domenica: Marquez, Acosta, Bagnaia, Ogura, Marini, Moreira, Lecuona, Miller, Bastianini, Binder.

Bella la sprint. Non bellissima, però. Davanti Marquez fa capire chi comanda. E poi se ne va. Dietro, fra chi amministra e chi si sbraccia, succede qualcosina, ma niente di che. Degni di nota, Acosta, che ci prova sempre, e Moreira, sempre più presenza fissa. Gli altri, comunque, tutti lottatori. La “garetta”, però, lascia un dubbio: Marquez ci sarà anche per la lunga oppure la sprint è tutto ciò di cui si può accontentare? Non resta che aspettare.

E infatti la gara lunga parte con gli stessi presupposti. Quelli forti, veramente più dotati, sono Marquez e Acosta. Gli altri devono inseguire. Ma alla prima curva Martin riapre il campionato. Perde la moto e fa secche tre Aprilia: la sua, Bezzecchi e Fernandez. Sdraia anche Aldeguer e Di Giannantonio. L’elite della classifica tranne Acosta, è mandata a casa. Si salverà solo Di Giannantonio che prenderà anche 4 punti, ripartendo e finendo addirittura davanti a Morbidelli (quest’ultimo, da pensionare senza se e senza ma).

La gara va avanti e si regge sui duelli fra Marquez e Acosta. La spunta il 37 che va anche via ma la soft non dura quanto la media di Marquez. I due prima si combattono a distanza a suon di giri veloci (mai visti così tanti) e poi in un duello da maschi alfa. La spunta Marquez che poi va anche via per sempre. Ma Acosta non ha nulla da recriminare: come al Mugello si assiste al duello fra un pilota rotto con una moto sana e un pilota sano con una moto “rotta”. Questa volta vince il campione in carica.
Cos’altro c’è di bello? Marini e Miller in veste top player (mai visti ultimamente), Ogura che rimonta da matto e li buca, e un Moreira ormai presenza fissa alle tavolate di lusso.
Un discorso a parte lo merita Lecuona. Ok che ne mancano tanti ma, moto, gomme, freni mai visti, questo arriva e va così. STUPEFACENTE. Lecuona è una povera vittima dei capricci isterici di una KTM morente, che ha bruciato lui, Petrucci, Gardner e Augusto Fernandez.
Tornanro alla gara, solitario, invece, Bagnaia, che si prende il podio correndo in una bolla. La sua è una gara da separato in griglia. Se la fa tutta da solo e fa bene. Un podio è oro.

La sintesi? Ducati rinate, Aprilia ridimensionate.
Eh già perché nella sprint si sono viste tante moto di Bologna e nella lunga, comunque sarebbero state competitive. Avremmo avuto delle Aprilia sul podio? Quasi sicuramente, ma non ci sarebbe stato quel dominio che abbbiamo visto al Mugello.
Nel frattempo la classifica si è accorciata.

La classifica: Bezzecchi 180, Martin 160, Di Giannantonio 138, Acosta 132, Marquez 108, Ogura 105 e Bagnaia 99.  72 punti da recuperare, per Marc Marquez, sono tanti o si può fare?

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