DUCATI: un buco rosso che inghiotte tutto! Per colpa di Volkswagen rischia come KTM?

La crisi di Pierer Mobility che ha affossato KTM ha spaventato tutti e molti si chiedono se Ducati, anche a causa del mercato globale e della stessa crisi di Volkswagen, potrà avere gli stessi problemi o trovarsi a correre gli stessi rischi.
Gli ultimi risultati sportivi di Ducati attribuiscono all’azienda grandi responsabilità. Da tenere sott’occhio le ultime performance finanziarie, che qualche criticità l’hanno evidenziata!
Ducati come KTM o sono due pianeti completamente diversi?

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Link intervista a Domenicali

https://www.ansa.it/amp/canale_motori/notizie/due_ruote/2024/12/10/domenicali-ducati-su-moto-elettrica-siamo-in-palestra_47bc49fb-2460-49a9-951b-4b0b55a06519.html

Fonte Sport e Finanza https://www.sportefinanza.it/2024/11/25/ducati-terzo-trimestre-2024-ebit/

 

DUCATI: a red hole that swallows everything! Because of Volkswagen is it at risk like KTM?

The Pierer Mobility crisis that has sunk KTM has scared everyone and many are wondering if Ducati, also because of the global market and the Volkswagen crisis itself, will have the same problems or find itself running the same risks.
Ducati’s latest sporting results give great responsibilities to the company. Keep an eye on the latest financial performances, which have highlighted some critical issues!
Ducati like KTM or are they two completely different planets?

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Link interview with Domenicali

https://www.ansa.it/amp/canale_motori/notizie/due_ruote/2024/12/10/domenicali-ducati-su-moto-elettrica-siamo-in-palestra_47bc49fb-2460-49a9-951b-4b0b55a06519.html

Source:  Sport e Finanza https://www.sportefinanza.it/2024/11/25/ducati-terzo-trimestre-2024-ebit/

 

 

MotoAmerica: per Petrucci potrebbe arrivare un grosso aiuto da Ducati nella lotta per il titolo!

Josh Herrin potrebbe correre anche in Superbike, per il round del New Jersey. Sarebbe un valido aiuto per Danilo Petrucci, in ritardo di un punto nei confronti di Gagne e solo contro tante Yamaha!

 

Secondo il sito del MotoAmerica, Il pilota  Warhorse HSBK Racing Ducati NYC Josh Herrin aggiungerà una V4 R alle moto pilotate in Gara questo fine settimana al New Jersey Motorsports Park.
Interrogato sui rumors avrebbe risposto di parlare con il suo team manager.


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L’elenco degli iscritti per NJMP mostra che il numero 2 Josh Herrin è nella entry list sia in Supersport sulla Ducati Panigale V2 che in Medallia Superbike in sella ad una Panigale V4 R, ovviamente con i colori del team  “Warhorse HSBK Racing Ducati NYC”.

Interpellato Bobby Shek, proprietario di HSBK Racing e team principal Warhorse HSBK Racing Ducati NYC, in merito alla partecipazione di Herrin nel Medallia Superbike, sarebbe rimasto sul vago non confermando né smentendo ma le intenzioni sono evidenti.

È molto probabile che Herrin concluderà il campionato Supersport questo fine settimana all’NJMP, dal momento che attualmente è in testa con  76 punti di vantaggio su Rocco Landers e sarebbe quindi tranquillo per partecipare anche alle gare Superbike.
In realtà era già prevista la partecipazione di Herrin in Superbike nell’ultimo round al Barber Motorsports Park, dopo aver conquistato il titolo Supersport ma il debutto potrebbe arrivare prima.

Per Petrucci, ancora in lotta per il titolo e con un punto di ritardo su Gagne, potrebbe essere un valido aiuto!

Petrucci+ Herrin: podio di categoria e assoluto alla N2 Wera Endurance! Le di chiarazioni di Petrux!

Per Petrux ed Harrin terzo posto di categoria e assoluto con giro veloce per Petrux sulla V2 di serie (non è quella del MotoAmerica SS). Buon allenamento per entrambi in vista del prossimo week end di MotoAmerica che si terrà sullo stesso tracciato!

 


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Terzo posto alla 4 Ore di Pittsburgh, in sella alla Panigale V2 del team Warhorse HSBK in coppia con Josh Herrin, attuale leader e prossimo vincitore del MotoAmerica Supersport.
il podio è arrivato sia nella classifica di categoria (Heavyweight), sia in quella assoluta, in sella ad una moto di serie, mai vista prima da entrambi e (nel caso di Petrucci) su una pista completamente nuova.
La gara, visto che il regolamento dell’AMA lo consentiva, è stata utile per entrambi al fine di prendere le misure sul tracciato che, il prossimo week end ospiterà una tappa cruciale nel MotoAmerica.
Herrin potrà infatti chiudere i giochi per il titolo mentre Petrucci dovrà difendere la sua leadership di 13 punti contro Jake Gagne.
Per la cronaca ha vinto il team TSR Dunlop di Gillim e Knapp su Suzuki  davanti al team Army of Darkness di Peris e Walters su Yamaha.

Il risultato è eclatante se si pensa al tipo di organizzazione del Warhorse Team contro gli avversari ben più abituati all’endurance!

Danilo Petrucci: “Eravamo i più veloci ma abbiamo fatto benzina con l’imbuto e cambiato la gomma a mano. Ogni pit stop perdevamo due giri ma poi li recuperavamo.
Comunque è stato un bell’allenamento anche se pericolosissimo. C’erano 50 moto in pista con piloti che giravano anche 20 sec più piano. Quando mi sono rilassato sono andato anche meglio di Herrin, che la moto la conosce bene.”

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Petrucci e colleghi al MotoEstate Americano!

Petrucci, Herrin e molti altri rider del MotoAmerica gareggeranno nell’evento endurance nazionale N2/WERA di questo fine settimana a Pitt Race

 

Una settimana prima dell’evento MotoAmerica Superbikes a Pittsburgh, in programma dal 19 al 21 agosto al Pittsburgh International Race Complex, i ducatisti del team Warhorse HSBK Racing Ducati NYC Danilo Petrucci e Josh Herrin, insieme a un buon numero di altri piloti MotoAmerica di diverse categorie, gareggeranno nella N2/ WERA National Endurance Series di Dunlop, che si svolge questo fine settimana a Pitt Race. Una specie di MotoEstate Americano su 5 eventi, abbastanza amatoriale, per intenderci.

 


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 Herrin è bello tranquillo, dato che potrebbe chiudere i giochi per il titolo MotoAmerica Supersport sulla Panigale V2 già dal prossimo week end. Petrucci decisamente meno. Ma entrambi saranno in team per la gara della durata di 4h, proprio in sella ad una Ducati Panigale V2.

Se la vedranno contro l’attuale leader del campionato N2/WERA National Endurance Series Josh Hayes, che è stato un regolare nella serie in questa stagione con Kevin Olmedo come suo compagno di squadra.
A fare il sostituto per Olmedo, un’altra vecchia conoscenza del MotoAmerica: il pilota MotoAmerica Supersport Rocco Landers.

Ovviamente l’interesse di Petrux non è legato alla gara in se quanto alla possibilità di conoscere la pista,seppur in sella ad una moto diversa da quella che utilizzerà in gara nel prossimo week end.

Chi altro ci sarà?
Oltre a Hayes e Landers, Petrucci e Herrin affronteranno la N2/WERA Endurance Series, il regolare del MotoAmerica Hayden Gillim e il suo compagno di squadra per l’evento di questo fine settimana, il pilota Medallia Superbike Jake Lewis. Ci saranno poi tanti altri nomi comunque noti in America come i piloti della Twins Cup Kaleb De Keyrel, Jody Barry, Hayden Schultz, Blake Davis, Teagg Hobbs, Ben Gloddy, Jared Trees e Heather Trees oltre ad un sacco di veterani che a noi non dicono molto ma che sono di casa sulle piste a stelle e strisce, come il pilota della Junior Cup Cody Wyman, Jason Waters, pilota Medallia Superbike oltre a Chris Parrish, Kris Lillegard e Chris Bays, veterani della Endurance Series e del MotoAmerica, senza dimenticare i veterani di AMA e MotoAmerica Dale Quarterley, Chris Peris e Bob Robbins.

Il regolamento lo rende possibile?
Chi si dovesse chiedere come mai un pilota come Petrucci possa gareggiare su una pista una settimana prima della sua gara al MotoAmerica Superbike, è presto servito:

1.18.2 Race Restrictions.
Participation in WADA officiated race events may take place on a circuit hosting a championship event up to seven (7) days prior to the first day of official practice at that venue. Participation in non-ADA officiated race events may only take place up to thirty (30) days prior to the first day of official practice at that venue. Participation in the endurance race is not restricted.

E’ quindi chiaro che Petrucci e colleghi possono partecipare alla N2/WERA National Endurance Series Dunlop di questo fine settimana al Pitt Race e poi al MotoAmerica sulla stessa pista di Pittsburgh senza eventuali sanzioni o penali, ed è per questo che chi può lo fa. Per prendere contatto con la pista.

Esclusivo: Petrucci non ci sta. MotoAmerica addio! “A queste condizioni mollo tutto!”

Le dichiarazioni esclusive rilasciate a Misterhelmet a caldo dopo Gara2 in Virginia, nonostante il terzo posto alle spalle di Gagne e Scholtz sono pesanti. Saranno anche definitive?
Frenando ogni istinto di sensazionalismo giornalistico, abbiamo chiesto a Danilo se fosse sicuro e non volesse pensarci un po’, dato che si trattava di una chiacchierata informale, ma ci ha dato luce verde per la pubblicazione.

"I don't think I will continue.
I fell at almost 300kmh and rolled for 300m.
No one came to pick me up.
We can't put a doctor at every corner, they told me.
Now I have five stitches on my ankle. If they had been on my neck, I would have been dead. I also have a good abrasion and a round elbow.

                               

Alla Dakar sono caduto due volte e avevo un elicottero sopra. Alla Dakar. Qui in America secondo la FIM esiste solo una pista omologata per le corse che facciamo.  MotoAmerica ha detto che le piste non le ha e che quindi ci devono andare bene queste. Con le balle di paglia, l’asfalto butterato e gli impianti che vanno in tilt. Potrebbe andare quasi bene se ci mettessero del loro come organizzazione e sanzionassero chi non guida correttamente, ma non succede.

I got to the last corner and in order not to touch Scholtz who had gone wide, I went wide and my steering closed in 6th full.
If I had touched him it would have been even worse but certain moves are to be sanctioned.
In Atlanta they stopped the race because there was no power for the cameras. Here, however, strangely, no cameras and no pictures. So it's all right for them.
I don't think I will continue. I've been racing for 25 years, and I don't feel like getting hurt over this."



 

Queste le dichiarazioni di Petrucci rilasciate a Misterhelmet subito dopo la gara.
Vanno prese con la dovuta cautela perché rilasciate a caldo, e si sa che poi i piloti sbolliscono, ma il malcontento è evidente sin dalla giornata precedente, anzi forse cova da prima, fra aspettative deluse e riscontri non positivi su tutto il campionato…  e tutto il pacchetto, ma andiamo a ritroso.

Gara1 in Virginia è di quelle brutte, a causa di un problema elettronico che che annulla il freno motore.
Niente freno motore, niente accelerazione, niente freni, anteriore scaldato, gomme finite. Tutto il repertorio, ma nonostante tutto Danilo finisce a ridosso del podio.
Come va gara2, lo leggete sopra. Danilo ottiene un podio dopo una lotta serrata ma il prezzo è più che salato, a causa di una caduta dopo il traguardo che gli impedisce di partecipare anche alla premiazione.

La verità è che Petrucci si aspettava delle gare un po’ più rustiche, ma non di rischiare la vita per imperizia altrui, pressapochismo e gestione da altri tempi, nel senso negativo del termine.
A questo si aggiunge, ed è una considerazione dall’esterno, non di Petrucci, la situazione nel box. Il team Warhorse non sembra essere a livello di quelli con cui Danilo è abituato a lavorare per comprensione, gestione e risoluzione dei problemi e la Ducati non è una moto semplice.
La rottura del motore a Road Atlanta, Braselton, per essere stata troppo tempo in griglia a motore acceso per colpa dell’organizzazione, ne è un esempio. Come avrebbe gestito il surriscaldamento, un team Europeo?
Il comportamento bizzarro e sempre troppo differente della moto, gara dopo gara, anche a causa, dicono rumors non confermati, di alcune parti importanti cambiate per ragioni di sponsor, è un’altra prova che forse il team ha bisogno di un altro approccio se vuole far correre una testa di serie come Petrucci, su una moto superperformante ma esigente come la Panigale in un campionato “rustico” come il MotoAmerica.
In una pista come Austin, dove si può praticare del motociclismo pulito, Danilo ha surclassato gli avversari. Nelle altre gare, quasi lo stesso mettendoci del suo, ma forse Petrucci è stanco di dover sempre trovare condizioni di emergenza, che vanno oltre l’accettabile, quando si parla di stare, come tutti gli sportivi, fuori dalla zona di comfort.
Evidentemente, “essere stanchi di essere stanchi”, logora anche chi ama il suo lavoro.
Da un lato speriamo tutti che sia stato uno sfogo momentaneo e che quindi Petrucci ci ripensi, ma dall’altro, perché desiderare che un pilota continui a far qualcosa che non si sente di fare? Per chi, e con quale beneficio?

Estoril, gara1 SBK: vince Redding davanti a Razgatlioglu e Rea!

Scott Redding Estoril

Estoril goes without fanfare after qualifying divided in half between Rea and Redding, who share the sessions and the spotlight.
The race, on the other hand, is a bit different, as the Ducati man, while never saying goodbye to the company for good, is still uncatchable.
It's dull, race1, because there are only minor skirmishes behind, while up front only Rea, who makes a mistake early in the race and pays dearly for it, works to catch Redding and Razgatlioglu, but only manages to bother the Turk.
After the trio, only Gerloff who humiliates Rinaldi while still pushing back in the standings, notable is only the comeback of Bautista, who is still not competitive but can be seen to be putting in his best. And the others? Badly the BMW, bad the other greens, bad a little bit everyone, with really embarrassing detachments.
In short, the SBK world championship is divided into three. Three-four protagonists, four-five nice guys, and a dozen staggering zombies to follow.

Minicommentary of the race.
Rea starts badly and handles the start of the race even worse, making mistakes and giving in to Razgatlioglu and Rinaldi.
Redding and the Turk, they go on the run, but it is an escape on sight because, in fact, they will remain within reach of the defending champion.

In one lap Rea makes up for it on Rinaldi and goes for the two in front.
The race is boring and played out on the elastic of tenths between the top three while behind them Rinaldi, Lowes, Gerloff and Laverty but well spaced out... just as Sykes collapses and when shortly afterwards we also break Laverty's dreams in the gravel.
With ten to go Rea is getting closer to the leading duo, actually closer to Razgatlioglu than the latter is to Redding.
The race ends in a sprint for second place at least while Redding has more to be comfortable. Something that looks a lot like a close second.
Redding,Razgagtliolu, Rea, Gerloff, Rinaldi, Davies, VDMark, Bautista, Rabat, Locatelli, these are the 10.

Pages

Redding
He doesn't do anything wrong today. He doesn't win by force, but comnunque he wins. He needs these serene confirmations.
Rated 10

Razgagtliolu
He is always consistent but always lacks something.
He is consistent, though, and the Yamaha haven't played something in a long time since Iwata .
Rated 9.5

Rea
It sounds like a defeat-and it is. But Rea at Estoril had never been on the podium. Today, on the other hand, he's even playing for something more at times. He is a Rea who can be content.
Rated 8.5

Gerloff
He plays strong when he can but unfortunately pays dearly for his departure.
The way he gets rid of Rinaldi is a real bully. Pure talent.
Rated 8.5

Rinaldi
Finally the awakening. He must not forget, though, that he rides an official Ducati . To do what he did at Go Eleven, he could have stayed there.
Rated 7

Davies
Beginning to realize that he is not riding an official bike and that good performances are the exception and not the rule.
Rated 6.5

VDMark
It's the best BMW but only after getting slapped by Laverty for 2/3 of the race. Not all that much to celebrate.
Rated 6

Bautista
The comeback is the only glimmer of light in an overall problematic situation. Bautista gives what he can; after all, Haslam was 15 seconds later.
Rated 6.5

Rabat
Almost good, finally Rabat. Let's hope it's the beginning of a redemption. He deserves it.
Rated 6

Locatelli
Subscriber to the top ten, do we realize?
He's a rookie and he's behind a lot of people more emblazoned than him.
Rated7