MotoGP, Le Mans: Miller e Zarco. Doppietta Ducati e Quartararo in testa al mondiale!

Jack Miller

A Le Mans, posto fastidiosissimo dal punto di vista meteo, va in scena la seconda giornata di Miller che ne vince un’altra, ma anche la giornata delle Ducati, che camminano tutte indipendentemente dalle posizioni di partenza.
E’ però anche la giornata di Marc Marquez, che torna a fare qualche giro in testa ma che, soprattutto, comunica che il suo atteggiamento mentale è quello pre incidente. A lui interessa andare forte, lo sa fare, e accetta gli errori. Come uno che non ha più paura di essere di vetro. Se sia un bene, non è chiaro, ma di certo è nuovamente il suo essere MM93 ad essersi visto oggi.
Dal punto di vista dei numeri, che sono quelli che alla fine contano, Fabio Quartararo è leader di classifica. Non è un leader tranquillo ma è un leader giusto per quello che si è visto in queste cinque gare.
Nella giornata dei capitomboli, si rivede finalmente Petrucci, mentre chi va male sono le Aprilia, sfortunate, e le Petronas, disastrose. Ci sta la caduta di Morbidelli, ma non ci sta l’ennesima via crucis di Rossi. Parte nei 10, finisce fuori nonostante la strage di colleghi davanti a lui. E questo vuol dire solo una cosa. Che è una garaccia indifendibile.
Peggio, se si considerano le attese, han fatto solo le Suzuki.
Tanta spuma e tanto fumo insieme non si erano visti così spesso.

Nota a margine: i primi sembrano nuovamente tutti amici.
E’ questo vuol dire solo una cosa: non c’è un pretendente chiaro e riconosciuto al titolo. In quel caso tutta questa goliardia, non la vedremmo.

Minisintesi della corsa
Al via è Miller che fugge anche se è subito la sagra degli errori.
L’energia e la foga lo tengono in testa ma la cosa dura quattro giri.
Vinales è più preciso e guadagna la leadership.
Appuntiti anche Quartararo, Nakagami, Rins e Marc Marquez mentre Morbidelli va out in bagarre con Pol Espargaro.
Chi va male, invece, sono le Ducati di Zarco e Bagnaia…
Tutto questo mentre inizia a piovere.
A meno 24 succede una cosa strana: in bagarre Quartararo passa Vinales e Miller. Ci rimette Vinales ma è solo l’inizio, perché la pista si bagna troppo per poter avere un motociclismo intelligente.
I primi a rientrare sono Quartararo, Marquez, Rins e Miller.
Marquez esce per primo, e si gode la testa della corsa fino a che non si fa lanciare e chiude la gara.
Prima di lui già fuori Rins, subito nella ghiaia al rientro in pista. Riuscirà a cadere ancora, definitivamente.

Con 18 giri da fare è Quartararo a dettare il passo, dietro di lui Miller con due long lap da scontare e Nakagami staccatissimo a oltre tre secondi.
Fra i più veloci ci sono Oliveira e Savadori, ma il primo va ad insabbiarsi e il secondo deve saltar giù dalla moto causa motore arrosto.
A meno 10 Marquez dimostra di avere la stessa mentalità di sempre.
Vola ancora cercando di stupire il mondo.

Con 9 giri da fare Miller ha un vantaggio di 5 secondi su Quartararo mentre Zarco guadagna metri e secondi a palate.
A meno 6 è preso e passato Quartararo mentre Miller pare inarrivabile.
Ai piedi del podio c’è Alex Marquez, poi Bagnaia e Petrucci…che aggrediscono lo spagnolo in difficoltà.

Finisce che Jack Miller vince la seconda gara consecutiva per un’altra doppietta Ducati grazie a Zarco. Segue Quartararo, Bagnaia, Petrucci, Alex Marquez, Nakagami, Pol Espargaro, Lecuona e Vinales a chiudere i 10.
Inspiegabile Rossi 11° nonostante sia caduto chiunque.

Pagelline della top ten

Jack Miller
Smentisce Lorenzo e lo fa vincendo con distacco.
In una gara dove non sembra il più forte e in alcuni tratti subisce, è quello che mediamente, invece, va meglio di tutti.
Lo rimontano lo passano, fa due long lap penalties, e alla fine la spunta.
Voto 10

Joan Zarco
Con un paio di giri in più avrebbe anche potuto vincere ma i giri non c’erano. Paga una partenza incerta e qualche errore di strategia. Ma è fortissimo e va bene così.
Voto 9

Fabio Quartararo
Un terzo posto che gli vale la leadership in campionato.
E’ intelligente. Spinge, lotta, spacca, ma capisce che così va bene e che soprattutto è la prima Yamaha.
Voto 8,5

Pecco Bagnaia
Va bene così. La rimonta è compiuta e il push finale è da pilota maturo e consapevole. Non si può sempre vincere ma si deve ben figurare. Missione compiuta.
Voto 8

Danilo Petrucci
Una boccata di ossigeno. E’ un risultato portato a casa non solo grazie al bagnato ma soprattutto grazie ad una maggior consapevolezze e a pochi errori.
Voto 8

Alex Marquez
C’è un momento in cui sembra Marc e un momento in sui sembra qualcun altro. Alla fine è una gara matura e intelligente. Che gli porta finalmente punti preziosi
Voto 7,5

Taka Nakagami
Per come si stava mettendo, sembrava addirittura podio… invece il jap è calato nel finale. Evidentemente causa gomme. Peccato perché il suo week end prometteva tanto di più.
Voto 6,5

Pol Espargaro
Non ci si può lamentare sempre e poi concludere così poco.
Pol Espargaro sembra sempre di più spuma…
Voto 5,5

Iker Lecuona
In silenzio porta a casa dei punti e non si arrende fino alla fine, dato che nelle ultime due curve beffa Vinales. Dove le altre KTM si stendono, lui concretizza.
Voto 6,5

Maverick Vinales
Sbaglia la gomma ed un sacco di altre cose. Dopo il cambio moto, in pratica, sparisce.
Voto 5

VR46: pilota e team, annunci in arrivo!

VR46

Non è un segreto che Rossi dovrebbe annunciare cose importanti entro brevissimo.
Riguardano il suo futuro e quello del team VR46 di cui è previsto il debutto in MotoGP nel 2022.
Per quanto riguarda il pilota, le dichiarazioni di inizio campionato parlavano di quattro-cinque gare di tempo per capire se VR sarebbe stato ancora competitivo e, da lì, le decisioni.
Possiamo dire senza paura di essere smentiti che le prime quattro uscite sono state un vero disastro e che quindi,  dovendo mantenere le promesse per Valentino Rossi  non ci dovrebbe essere nessuna stagione 2022 da pilota.
Resta da capire se il dottore finirà la stagione o la concluderà addirittura anzitempo, magari compiendo il “beau geste” di girarla al “suo” Morbidelli.
Difficile che accada. Troppi sponsor, accordi, situazioni sospese. Però potrebbe essere.
Altra opzione è che, considerato un Mugello senza pubblico,  il dottore decida di annunciare qualcosa  a Misano, che è casa sua, e che potrebbe consentirgli i giusti omaggi da parte della tifoseria. A Misano potrebbe arrivare una notizia fondamentale.

In realtà a Misano potrebbe arrivare anche qualcos’altro, ovvero qualcosa che riguarda le moto con cui il team VR46 correrà la prossima stagione.
In pole position, a distanziare le altre concorrenti, c’è Ducati. Sarebbe comodo per tutto il sistema, i piloti rimarrebbero quelli attuali del team Avintia (che scomparirà), al netto eventuale di Bastianini (nel caso non andasse in Pramac).
Insomma una situazione comoda e discretamente competitiva. Sicuramente meno destabilizzante di una lotta con Petronas per ottenere le Yamaha, e sicuramente più prestigiosa di una partnership con Aprilia, dato che a Noale si sono dimostrati disponibili ma si sono dichiarati ancora non pronti per un accordo così.
I veneti dovrebbero prediligere una liason con il team Gresini, fatta di storicità e di cuore, e quindi niente VR.
Alla fine, quindi, Misano, con i dati di Le Mans e del Mugello, sarà una data chiave per Valentino Rossi e per la sua struttura.
Dovrebbero arrivare finalmente gli annunci che tutti attendono… inclusa un po’ di chiarezza in merito alla partnership con Tanal e Aramco, annunciata e poi sapientemente silenziata da protagonisti e media.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

Rumors: Dall’Igna via da Ducati, verso Honda HRC?

Dall'Igna

Un pezzo breve perché il tema è interessante ma non c’è, al momento, molto da dire. Anzi sarebbe preferibile aver preso una cantonata.

Ma a meno che non si mettano a posto certi meccanismi, con una qualche vittoria di serie A  (vedi l’atteso mondiale), o un qualche intervento politico aziendale, potrebbero concretizzarsi alcuni rumors che vedono Gigi Dall’Igna in direzione Honda HRC o comunque verso altre strade.

Non solo in virtù del corteggiamento da parte di Honda, e non solo, ma anche a causa di alcune tensioni interne a Bologna, ed un ambiente sempre più diviso nei confronti di Dall’Igna.

Per il progettista non sarebbe una sconfitta, anzi, perché tutto nascerebbe da un invito di HRC, ma sarebbe comunque uno stravolgimento che cambierebbe, in Ducati, parecchie cose dopo tanto tempo.
I rumors parlano anche di un interessamento di Bologna per Francesco Guidotti, da lungo tempo corteggiatissimo dal team intero per il suo ottimo lavoro in Pramac.
Guidotti avrebbe recentemente respinto le avances di KTM ma quelle di Ducati sarebbero ben più appetibili.
Sostituirebbe, ma qui siamo nel campo delle ipotesi più spinte, un Paolo Ciabatti che al momento è il vero collante della squadra corse. Quello che politicamente e diplomaticamente tiene davvero tutto insieme. E sarebbe una perdita.
Il posto di Dall’Igna, dal punto di vista tecnico, potrebbe essere offerto a Marco Zambenedetti, un personaggio “interno” e comunque di continuità aziendale.
Le colpe di questi cambiamenti, se di colpe ovviamente si può parlare, sarebbero legate alla figura molto forte nella squadra corse del CEO Claudio Domenicali, sempre molto presente nelle scelte quotidiane del reparto racing.

E’ tutto deciso? Niente affatto. Una vittoria mondiale potrebbe sistemare molte cose, anche se, da quello che si dice, la strada percorsa sarebbe quella del non ritorno.
Cosa faranno gli interessati, nel frattempo?
Ovviamente negheranno. Nessuno ha intenzione di scoprire le carte fino a che le trattative già avviate non saranno definite.
Del resto è un momento in cui, anche se all’interno ci sono reali tensioni, all’esterno serve comunicare tranquillità.

Possiamo aiutarla? No grazie, davo solo un’occhiata!

Dovi Test

Posso aiutarla?
No grazie, davo solo un’occhiata.
Quante volte vi è capitato, da clienti?
O magari, se siete commercianti, da venditori?
Quanto fastidio dà uno che vaga per il negozio e curiosa dappertutto, magari per ore?
Il giusto. Sempre meno di uno che vi fa tirar giù mezzo magazzino ma poi, dopo mille domande, mille richieste, mille eccezioni, va via e non compra niente.
Nelle moto non esiste un paragone analogo ma la verità è che più di uno si sta chiedendo cos’altro possa volere Dovizioso da Aprilia.
Ricostruiamo.
Che Dovi sia utile ad Aprilia, lo diciamo da mesi. Abbiamo spiegato tutte le motivazioni che renderebbero la collaborazione sensata e sostenibile.
Però è un’utilità a scadenza, dato che più la moto migliora, e meno Dovizioso diventa vitale, perché procedendo con lo sviluppo e arrivando i primi risultati e non si capisce come possa essere ancora essenziale affidarsi ad un pilota così esperto.
Per non parlare del fatto che Aprilia sta chiudendo con un team clienti, che quindi avrà una configurazione ed una serie di esigenze che potranno servire la causa.

Insomma su Dovizioso pendono alcune considerazioni.
1) E’ a piedi da un anno.
2) Ha 35 anni
3) Il giro dei team lo ha completato e sono arrivate solo risposte negative, soprattutto in merito ad un ingaggio che l’entourage del rider definisce non importante, ma che alla fine è sempre stratosferico (KTM ne è rimasta inorridita).
4) L’unica risposta positiva, più che positiva, è arrivata da Aprilia che addirittura lo corteggia facendogli fare un po’ come gli pare, dimenticando anche di aver preso un due di picche poco tempo addietro.
5) Aprilia spende parole, tempo e risorse per cercare di invogliare un duo, pilota e manager, che continua a rimanere fastidiosamente freddo e distaccato.
6) Viene proposta (forse sì o forse no, ma poco cambia) una wild card che vuol dire che esiste la concreta possibilità di provare il pacchetto nella più realistica delle condizioni possibili… ma le dichiarazioni sono di disinteresse.

C’è un limite a tutto. Sia che Dovi sia realmente freddo e distaccato, sia che adotti un comportamento atto ad impreziosire la sua posizione, direi che siamo oltre.

Aprilia, abbondantemente imbarazzata, si dimostra molto paziente e parla di discussioni relative al 2022. E’ evidente che amerebbe chiudere qualcosa subito ma, come un’amante che aspetta che la persona con cui sta parli finalmente con il suo coniuge, è lì appesa, mite e remissiva. Anche troppo.
Niente wild card nel 2021, niente contratto, solo qualche test.
Per quanto si può andare avanti?

Ma a noi cosa importa? Tutto e niente.
Non che si debba costruire un giornalismo sul nulla fuffico, ci mancherebbe.
Ma se una cosa diventa surreale e fa ridere, come operatori e appassionati, è giusto esercitare il diritto di espressione.
Poi magari hanno anche firmato, ma a questo punto, davanti alla montagna che partorisce l’ennesimo topo, chi se ne frega.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

L’elemosina del tifo e l’ultima frontiera della disperazione editoriale!

In realtà ci ho pensato un po’ dopo aver visto l’ultimo servizio perché sono stato a lungo indeciso fra l’incazzatura, la compassione e la paura di diventare anche io un giorno così. Poi ho capito che se uno inghiotte sta roba qui, non vale piu la pena di seguire il motociclismo… di lavorare per il motociclismo. Non gratis, perché nessuno deve lavorare gratis, ma con un minimo di equidistanza e dignità. Il servizio che è andato in onda prima di Jerez è veramente il riassunto dichiarato e sfacciato di 20 anni di giornalismo orgogliosamente schierato e di parte. Elevato all’ennesima potenza. Ovviamente tutto ciò arreca più danno che vantaggio, sia a Valentino che al motociclismo in generale.

MotoGP: perché ARAMCO non sa niente della partnership con VR46?

Aramco

Perché la notizia del team VR46 è sfumata così come è balzata alle cronache?
Come mai VR ha dichiarato l’esistenza di un accordo per portare VR46 in MotoGP in partnership con Aramco ma nessuno ha chiesto realmente conto al gigante petrolifero saudita della cosa?
Anzi, come mai il gigante petrolifero saudita ha, in seguito e di sua iniziativa, dichiarato di non essere a conoscenza della notizia?

Iniziamo il pezzo con tre domande. Già il fatto che ce le poniamo, significa che siamo davanti a qualcosa di atipico.
Però partiamo con il presupposto che ci possiamo sbagliare e abbiamo capito male… e quindi chiediamoci come mai a Jerez sia venuta fuori una notizia così: VR46 in MotoGP già dal 2022 con Aramco. Nessuno ha pensato, vista la dimensione della notizia e il fatto che non sia stata smentita dall’interessato presente, che potesse essere una bufala. Con la stampa sportiva che abbiamo, non mi meraviglio. Ma quella finanziaria?

Il comunicato stampa di cui parliamo, affermava che il progetto sarebbe stato finanziato con denaro proveniente dall’Arabia Saudita, in particolare dall’interessamento del colosso petrolifero Aramco, sebbene la comunicazione stessa provenisse da Tanal Entertainment, una holding appartenente al principe Abdulaziz bin Abdullah Al Suad, un membro della famiglia reale saudita. Quindi un nome troppo grosso da poter essere messo in dubbio… ma è anche vero che partiamo comunque dal fatto che qualcuno parli di Aramco ma non sia la stessa Aramco a farlo. Non è normale.

In vista del GP di Jerez è stato diffuso un comunicato stampa che afferma che VR46 – la squadra di proprietà e gestita dallo stesso Valentino Rossi – avrebbe fatto il passo verso il Campionato del Mondo MotoGP a tempo pieno nel 2022. OK, questo va bene. VR46 può annunciare quello che vuole.

Un comunicato così non può non essere preso sul serio e non può essere messo in dubbio però, la stessa Aramco, avrebbe affermato di non essere a conoscenza di alcun contratto. E qui va un po’ meno bene.

Alla fine, quello che manca nel comunicato sono i virgolettati di entrambe le parti oltre ai dettagli finanziari. Una cosa mai vista per una situazione di questo tipo.
E’ come se fosse scappato fuori un documento ancora da completare. Peccato che però non si tratti di una fuga di notizie perché a rilasciarlo e a confermarlo è stata una delle parti in causa.

Nessuno poi, per riverenza o sudditanza mediatica ha pensato di incalzare lo stesso Valentino Rossi che ha dichiarato: “Sappiamo che abbiamo un accordo con Aramco per fare la squadra … ” “…Non so sinceramente perché Aramco dice che non lo sanno! “. E qualcuno avrebbe dovuto chiedere: ma l’accordo c’è o no? O ce l’hai o non ce l’hai. Altrimenti sembra come quando alle elementari tu sei fidanzato con una bambina ma lei non lo sa.
Chiunque altro sarebbe stato messo spalle al muro per un’eventuale fesseria ma non è stato questo il caso.

Sia chiaro, non sarebbe il primo caso di team fuffa.
E’ successo in un sacco di casi che team partiti sulla base di collaborazioni addirittura governative si siano rivelati una fregatura internazionale.
Basti pensare al team JR Racing, quello legato in Superbike alla Repubblica Dominicana e a Troy Corser, tirato in mezzo e sfruttato per mettere in piedi una mezza sòla, come si dice a Roma. Una fregatura.
Oppure al team Onde 2000 della Guinea Equatoriale in cui c’era di mezzo addirittura un governo. Però erano altri tempi e c’erano di mezzo altre entità.
In realtà le truffe fatte bene sono quelle in cui vengono spesi nomi talmente grossi da non poter essere messi in dubbio.
Noi però continuiamo sul nostro ragionamento “neutro”.

Nessuno dubita che VR46 stia pensando di sbarcare in MotoGP.
Nessuno dubita che vi riuscirà.
Chiunque sia un minimo informato però sa che questo deve accadere nel 2022, anno di scadenza degli slot in griglia.

Parliamo adesso di Aramco, che è spuntata fuori all’improvviso… supportando F1, Formula E e Dakar. Ma prima?
E’ proprio lo splendore recente che ha attirato l’attenzione nei confronti di situazioni “un po’ saudite” come queste.
Alcune organizzazioni umanitarie come Grant Liberty hanno evidenziato che l’Arabia Saudita come nazione, sotto i riflettori per accuse di mancato rispetto dei diritti umani, sarebbe sin troppo spesso protagonista di un’attività che si chiama “sport washing”… che vede l’investimento sportivo ed edilizio come ricerca di quella reputazione persa per altre ragioni.
Il calcio è pieno di evidenze come queste mentre il motorsport, almeno nelle due ruote,  ci sta avendo a che fare da poco (vedi news relative al nuovo circuito di Mandalika, Indonesia, progetto accusato di essere sporcato dal mancato rispetto dei diritti umani dei locali).
Insomma quella che sembra essere solo una bella cosa (e sicuramente lo è), a molti fa storcere un po’ il naso.
All’estero, però. Da noi va sempre tutto bene.

Pensandoci, il mega progetto sembra tanto convenire a VR46, che trova uno sponsor per fare quello che vuole fare da sempre… eppure alla fine rischia di convenire soprattutto ai sauditi, dato che a livello internazionale (in Italia non ci si azzarda), VR46 è stata molto criticata per la partnership.

“Soprattutto Aramco negli ultimi anni ha supportato molti sport diversi dal calcio ed è anche molto nel motorsport. Supporta anche la Formula 1. Per noi è un partner importante e può aiutarci a fare squadra in MotoGP.” Ha detto Rossi.
Ma Rossi lo sa con chi si accinge ad avere a che fare?
E soprattutto: Aramco lo sa che ha una partnership in corso con Rossi?
La risposta sembrerebbe un doppio no.
E se invece qualcuno stesse cercando di truffare le parti in causa?
Ma dai non è possibile… ma ecco, fermi tutti!
Avete presente tutte quelle attività elencate a margine, ma nemmeno troppo, della partnership fra VR46 e Tanal, quelle che parlano di progetti edilizi, parchi a tema, etc?
Forse parte tutto da lì.

Sulla tuta di Marco Bezzecchi – pilota Moto2 di VR46 sono comparse patch con dicitura “KSA New Cities”.
E questo vuol dire che VR46 sta già degustando un mini antipasto di quello che dovrebbe essere il buffet saudita completo.
Oppure che qualcuno stia cercando di raggirare VR46 convincendola, grazie al mini antipasto di cui sopra, di una effettiva partnership in atto… di cui però gli interessati (Aramco) non sono a conoscenza anche se è  stato speso il loro nome.
E se si fossero  salvati tutti proprio per il fatto di essersi lasciati scappare la cosa?

Ci rendiamo conto che qualcuno forse si è portato un po’ avanti con l’immaginazione e con il business e che quindi è tutto appoggiato un po’ alla buona?
Cioè tipo che la stessa Petronas, colosso vero con soldi veri, si stia giocando le due Yamaha con VR46 la quale ha una partnership  con un petroliere che ha dichiarato di non saperne nulla?

Chiaramente se ci sbagliamo qualcuno ci invii il comunicato di ARAMCO datato week end di Jerez.
Dopo ok, vuol dire che è cambiato qualcosa… ma la settimana scorsa perché nessuno ha chiesto conto della mancanza di comunicati o addirittura non si è insospettito davanti alle smentite di uno dei due partner?

Misterhelmet Gianluigi Ragno



Rossi e Petronas: non si dice ma… siamo oltre la fine. Ed è già guerra!

In un pezzo precedente intitolato Il re è nudo. Ed è minidotato! Avevo scritto così:

“E quindi cosa succede, alla fine? Non lo sappiamo perché non siamo alla fine. Quello che però sembra è che siamo all’anticamera dei vaffanculi e che Petronas, invece di allontanarsi, dalla Yamaha, si sta avvicinando ancora di più, con tanto di dichiarazioni di intenti di partnership pluriennali e baci bacini che hanno tanto il sapore speziato di presa di distanze dalle scelte fatte, indovinate quali.
Il che vuol dire una sola cosa: che la partnership messa insieme per fare belle gare, bei soldi, belle cose, è un tavolino a tre gambe che non si regge nemmeno su una… e che quindi, ciaone a fine anno, se non prima.”

Ecco. Se non prima. Perché ci sono numerosi elementi che fanno pensare che le due entità Petronas e VR46, siano ormai ai ferri cortissimi e che siamo tutti prossimi telespettatori di una telenovela che mette di fronte delle vittime (Rossi&Co) e dei carnefici ingrati, quali Petronas, Razali etc… il tutto adeguatamente insalivato dalla stampa che ormai si è già lanciata in indecenti genuflessi servizietti giustificazionisti.

“Noi della VR46 abbiamo già chiesto una moto ufficiale per Morbidelli ma ci è stato detto di no” E’ il primo indizio.
E fa ridere. Se c’è un contratto, cosa chiedi? Non è come andare dal macellaio e chiedere in omaggio le ossa per i cani.
A inizio stagione Valentino Rossi e la VR46 hanno pensato che fosse prioritario chiedere una moto ufficiale per VR e non per il tanto assistito Morbidelli. Sempre ammesso che nel contratto non sia stato esplicitamente chiesto che la moto ufficiale fosse addirittura solo per uno dei due. Non è quindi una sorpresa che Franco abbia una 2019. Franco era già vicecampione del mondo, ma evidentemente nessuno si è sbattuto per fargli avere qualcosa in più di una moto di 2 anni fa. Forse non si poteva comunque, in ogni caso, allora, la polemica è al limite dell’infantile, del pretestuoso e dell’ipocrita. E’ una cosa di facciata che serve a passare da vittime. E stranamente è una cosa di cui non si è parlato fino a quando tutto il pubblico, a gran voce ha iniziato a chiedere una moto per Morbido. Fino a ieri, il silenzio.

Fa anche abbastanza paura che VR46 abbia deciso di rendere ufficiale e pubblica una partnership con ARAMCO in un determinato momento.
La mossa è giustissima e sacrosanta… però non è di quelle che indicano una volontà di pace.
Petronas, su questa cosa è due volte concorrente diretta.
E’ concorrente diretta di ARAMCO in quanto azienda impegnata nell’energia in un territorio che si sovrappone a quello del neo partner VR46 (anche se da ARAMCO, va detto, non è uscito alcun comunicato ufficiale).
E diventa, Petronas, concorrente di VR46 anche dal punto di vista sportivo, dato che entrambe le entità sono plausibilmente in lizza per ottenere due Yamaha.

Rossi che con Yamaha ha un rapporto pluriennale e possiede anche il cartellino di Morbidelli (miglior pilota Petronas), sta remando contro proprio in casa Petronas. Ormai è ufficiale.
E’ legittimo eh, perché si tratta di business, ma stride un po’ con il rapporto in essere fra Rossi e Petronas.

VR46 si è procurata uno sponsor concorrente, è virtualmente in ballo per le moto attualmente affidate a Petronas, e possiede anche il pilota. E in più, tramite la figura più rappresentativa, Valentino Rossi, la stessa VR46 è dipendente Petronas dal punto di vista sportivo e marketing con iniziative pianificate almeno per tutto il 2021.

Cosa starà raccontando, Mr Razali ai vertici della sua azienda che nel frattempo gli avranno chiesto conto di un paio di cosette?
Come si sentirà?
Come uno entrato in affari con una entità, la VR46, che oltre a non performare, lo sta combattendo dall’interno, sia con il suo esponente di marketing e comunicazione (VR46), sia con il suo miglior pilota, che è sì legato a Petroas, ma che obbedisce, de facto, al suo manager e alla VR46 stessa.E infatti manifesta già sintomi di inquietudine sportiva.

Da una parte la partnership è nata malissimo sotto tutti gli auspici, dall’altra Petronas si vede sotto scacco anche dal punto di vista sportivo e quindi doppiamente anche nella gestione delle moto. Sempre che le avrà, Petronas, due moto, nel 2022.

Intervistato su Rossi, ormai Razali parla con lo stesso piacere che hanno quelli che su Airport Security, vengono ripresi quando li hanno beccati che stanno trasportando la droga. Tratterebbe ogni tema tranne quello.
“Eh, non è Rossi che è lento, sono gli altri che sono veloci”.
Se consideriamo che Razali è manager, asiatico e musulmano, quindi non un europeo spaccamontagne, capiamo che è una risposta che sa di coglionella.
Cioè, sa di uno che preferirebbe far vedere il saldo del suo conto online, piuttosto che discutere di una scelta sciagurata da cui non può venire fuori come e quando vorrebbe.
Può dire che si è rotto le scatole e che se potesse caccerebbe VR ieri? Non può dirlo. Può farlo? Non può farlo. Gli costerebbe caro.
Cosa può Razlan Razali? Farlo capire all’interessato (che ovviamente lo sa già) e ai mantenuti editoriali della stampa e del business, avendo però con questi ultimi, molta cura per non passare da cattivo.
Ci manca solo il ricco petroliere ingrato privo di riconoscenza verso il salvatore del motociclismo moderno, portatore di passione, mecenate di giovani piloti, rivitalizzatore degli ultimi 25 anni di due ruote.

Razali sa però una cosa. Ha i soldi e ha fatto vedere che sa lavorare. E quindi può lasciare che Valentino Rossi porti a casa una serie impressionante di figuracce come quelle già incartate fino ad ora, unitamente ad un campionario di autogol sportivi e comportamentali. Ovviamente senza boicottarlo. Sembra che non gli serva più di tanto.

Se proprio lo volete sapere, non è una strada priva di rischi, quella di Petronas. Perché il braccio di ferro avrebbe potuto funzionare quando non c’erano altri sponsor petroliferi potenti in ballo. Adesso la posizione di forza è attenuata.
Dorna non può perdere Petronas ma non può nemeno scontentare VR46.
Abbiamo visto che, dal biscotto in poi, VR le carte mediatiche le ha sempre volute giocare tutte senza trattenersi mai. Ma non è detto, vedi sempre biscotto, che la faccenda volga sempre a favore.
I media sono una carta pericolosa.

Capirai. Quello del suo licenziamento è un film che VR stesso non consentirebbe mai di mandare in onda. Piuttosto un megavaffa e una porta sbattuta in cui Petronas passa per il male, poi un’altra stagione corsa sui gomiti l’anno prossimo, per non farsi dire quando e come andar via.
Siamo pronti a tutto questo? Qualcuno sembra di sì.
Oppure prevarrà la ragione. Il che sembra ancora tutto più fantascientifico.
La verità è che Rossi un’uscita l’aveva già pianificata, ma averla rimandata troppe volte forse lo ha fatto arrivare un po’ corto, questa volta. L’intermezzo Petronas non lo aveva previsto. Così come non aveva previsto di lanciare suo fratello in MotoGP prematuramente, sia dal punto di vista sportivo (non sembra prontissimo, se mai lo sarà), sia dal punto di vista politico (avere un team già fatto sarebbe stato meglio ma lo sponsor è arrivato con qualche mese di ritardo).

Volete vedere che questo articolo, già seconda parte di un precedente, avrà una continuazione?

La prossima volta parleremo di addii o di guerra nemmeno tanto fredda.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

Dolce Remy, prendi ‘sta moto qui! Chi rischia in Tech3?

Remy Gardner ha la garanzia di correre in MotoGP il prossimo anno, secondo padre Wayne.
Remy ha già un contratto diretto di due anni con KTM e l’anno prossimo potrebbe continuare direttamente in MotoGP.
Nel caso i suoi risultati fossero buoni, secondo il padre Wayne, il
ragazzo potrebbe debuttare direttamente con il team Factory.

“Remy si ha firmato con KTM, ha un contratto biennale con loro”, ha detto Wayne al podcast Rusty’s Garage.

“Un accordo di due anni significa un anno di guida in Moto2 e un anno in MotoGP, e se i suoi risultati sono buoni dopo quest’anno, otterrebbe un posto automatico nella squadra ufficiale con KTM”.

Il vincolo non sarebbe però assoluto, dato che Remy ha la possibilità di scegliere anche altre strade, se KTM non lo tenesse.

Secondo Wayne, sarebbero in molti a voler far firmare Remy, e fra questi vi sarebbe anche il team Petronas che lo prenderebbe al posto di Rossi, nel caso che quest’ultimo non raggiungesse i livelli di prestazione concordati.
Srt, inoltre, preferirebbe sempre prendere piloti giovani e Rossi sarebbe stata un’eccezione.

Secondo Wayne Gardner, in sintesi, “la priorità è su KTM, ma ci sono già molti team interessati a Remy, ma non sono rimasti molti posti quindi, sarà interessante vedere cosa succederà con Rossi, ma Remy è molto ansioso di entrare in MotoGP il prossimo anno”.

Va detto che Remy Gardner sarebbe potuto salire su una KTM Tech3 già da quest’anno. Avrebbe però scelto di fare ancora esperienza in Moto2, secondo il padre, anche in virtù di una moto non ancora matura.

“Al momento in cui ha ricevuto l’offerta per lo scorso anno, la KTM non era molto buona, quindi abbiamo pensato: ‘Meglio fare un altro anno in Moto2 e salire su una buona moto’.

“Ma da allora, la KTM si è davvero fatta avanti e ora ha una delle migliori moto.

In realtà, dice Wayne “sono ancora incazzato per il fatto che già l’anno scorso avrebbe potuto correre con il team Ajo. Non capisco perché il suo manager Bob Moore, gli abbia fatto perdere questa opportunità. E così ci siamo trovati su una moto di ****. Ma l’anno prossimo non andrà così…”

Magari babbo Wayne esagera un po’, ma nessuno dubita che Remy abbia un contratto con KTM via RedBull. Se non finirà nel Team Factory, resta da capire chi salterà in Tech3.
Petrucci andrà nel team ufficiale?
Lecuona, che un contratto da ufficiale non ce l’ha, andrà a casa?
A sentire la famiglia Gardner faranno tutti posto a Remy.
Sempre se Petronas… ma questo è un altro scenario…

Misterhelmet Gianluigi Ragno

MotoGP, Jerez: Miller e Bagnaia per una doppietta Ducati! Terzo Morbidelli

Nella gara delle aspettative su Marquez, Rossi, e Quartararo va in scena la beffa delle beffe.
Per tutto il week end succedono un sacco di cose ma non sono quelle che ci si aspetterebbe succedessero.
Deludono tutti quelli che avrebbero dovuto promettere e sorprendono quelli che non ti aspetteresti.
Alla fine niente podio per Marquez, niente resurrezione per Rossi, e niente conferma per le due Yamaha ufficiali. E non è nemmeno possibile recriminare per Morbidelli, dato che forse il suo pacchetto, se non il migliore, sembra essere il più adatto a lui, ovviamente nell’attesa di “raddrizzare” le cose.

Mini cronaca
Bagnaia scatta ma è Miller in testa davanti a Morbidelli e Bagnaia, poi Quartararo, Aleix Espargaro, Mir, Nakagami, Rins, Vinales e Zarco. Chi fa paura è Marquez che inizia da subito a risalire la china, proprio mentre un altro Marquez, Alex, vola nella ghiaia. E un paio di giri dopo si spalma anche Rins, con la caduta più lenta del week end.

A meno 22 dal termine Quartararo viola la difesa di Miller e mette subito metri e decimi fra se e la Ducati. A guardare, Morbidelli ed Aleix Espargaro, silenzioso ma preciso sull’Aprilia.
A meno 16 va in ghiaia anche Bastianini mentre per il resto è noia pura in una gara che non offre nemmeno sorpassi.

A meno 10 la gara si ravviva e Miller buca un Quartararo in difficoltà, proprio mentre arriva anche Bagnaia.
La gara vera comincia a meno 8 con Bagnaia che passa Quartararo il quale viene poi giustiziato anche da Morbidelli, Nakagami e poi Mir. E’ un crollo. E in un altro paio di giri passano anche Zarco e Marquez. Scopriremo a fine gara un problema al braccio per il francese.
L’ultimo giro Miller se lo fa in carrozza per una doppietta Ducati che in una pista Yamaha non si era mai vista.
Per Ducati arriva una vittoria che non arrivava dal 2006.
Miller, Bagnaia, Morbidelli, Nakagami, Mir, Aleix Espargaro, Vinales, Zarco, Marquez e Pol Espargaro a chiudere i dieci.
Male Quartararo, e malissimo anche Rossi che chiude alle spalle del fratello.

Pagella

Jack Miller
Dopo tre gare brutte, un intervento chirurgico e tante critiche, torna nel modo migliore. A lui le scuse di tutti quelli che lo hanno giudicato inadatto al ruolo. Ovvio che una vittoria non tappa tutti i buchi… però è un inizio.
Voto 10

Pecco Bagnaia
Se dicessimo che ha capito che un secondo posto in gara sarebbe stato sufficiente, diremmo una bugia. Avrebbe voluto prendere Miller ma proprio non ce n’era. Eppure va bene anche così, perché è leader del mondiale. Anche se i punti su Quartararo sono solo due, è tutto perfetto.
Voto 9,5

Franco Morbidelli
Siamo sicuri che gli si debba dare una Yamaha ufficiale se questa combo funziona così bene? La sensazione è che la sua si basi su un equilibrio delicato che però può essere sopperito dal suo talento e dal supporto di Forcada. Del resto, visto che da privato non gli si chiede di vincere il mondiale, potrebbe andare bene anche così.
Voto 9

Takahashi Nakagami
La miglior Honda in pista è quella che non ti aspetti.
Mentre si scommette sul ritorno di Marquez e sul risveglio di Pol Espargaro, arriva lui e fa un lavorone.
Voto 8,5

Joan Mir
Alla fine c’è sempre, in qualche modo. E il duello interno con Rins, lo vince regolarmente. Peccato che oggi non basti… e possiamo parlare tranquillamente di occasione persa.
Voto 6

Aleix Espargaro
Se fosse salito sul podio non si sarebbe meravigliato nessuno, ma in realtà è che anche un sesto posto è un bel bottino per lui e l’Aprilia. Pilota concreto su moto concreta.
Voto 7

Maverick Vinales
E’ uno di quelli che risorge da metà gara in su.
Oggi però non risorge abbastanza. Va detto che la sua è una gara in salita che non soddisfa. Rimane il terzo posto in classifica.
Voto 5,5

Joan Zarco
Per tutto il week end non è veramente della partita.
Inutile dire che la gara ha lo stesso leit motiv. Non che non sia efficace, semplicemente non ne ha per stare davanti. Eppure sbaglia poco.
Voto 6

Marc Marquez
Sta tornando ad elastico. Il week end inizia bene ma poi un paio di eventi gli suggeriscono di darsi una regolata. La gara è bella, fatta di rimonta e sorpassi. Non c’è molto altro da dire.
Voto 6

Pol Espargaro
In una giornata in cui una Honda satellite a momenti sale sul podio e un pilota infortunato fanno meglio di lui, c’è poco di cui essere contenti. Pol si deve svegliare e subito.
Voto 5

APRILIA RACING FIR CON DORNA FINO AL 2026: IN PISTA LE MOTO UFFICIALI!

APRILIA RACING FIRMA L’ACCORDO CON DORNA FINO AL 2026

DALLA STAGIONE 2022 LE RS-GP SARANNO IN PISTA COL TEAM UFFICIALE APRILIA RACING

Aprilia Racing è lieta di annunciare la firma dell’accordo con Dorna Sports per la partecipazione al campionato del mondo MotoGP fino al 2026.

Per le prossime cinque stagioni Aprilia Racing sarà tra i protagonisti nella massima competizione motociclistica mondiale, riaffermando così la sua missione di eccellenza tecnologica di ricerca e sperimentazione all’interno del Gruppo Piaggio.

Dal 2022 Aprilia Racing sarà presente come costruttore, le RS-GP ufficiali saranno portate in pista dal team factory essendo concluso l’accordo con Gresini Racing che, dal 2015, ha accompagnato Aprilia Racing nella sua partecipazione al campionato. Al team Gresini, e nel commosso ricordo di Fausto, vanno la stima e il ringraziamento di Aprilia Racing per questi anni insieme. 

Aprilia è tra i marchi più vincenti nella storia del motociclismo sportivo avendo conquistato nella sua giovane storia 54 titoli mondiali, 38 nel Motomondiale, 7 in Superbike e 9 nelle discipline Off Road. Con 294 affermazioni nei GP, è il marchio europeo che ha vinto più gare nel Motomondiale. Con le moto di Noale hanno esordito, vinto e corso molti dei piloti che hanno fatto la storia del motociclismo negli ultimi decenni. Tra questi i Campioni del Mondo Max Biaggi, Loris Capirossi, Alex Gramigni, Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, Casey Stoner, Manuel Poggiali, Marco Simoncelli e Alvaro Bautista.

Massimo Rivola – AD Aprilia Racing
“Ovviamente sono felice di questo accordo. Dalla prossima stagione saremo presenti come Aprilia Racing Factory Team, si aprono nuove e speriamo grandi opportunità e dovremo gestire tante nuove responsabilità in più. E’ un passo naturale, che compiamo proprio mentre si cominciano a vedere i primi segni positivi del grande lavoro che abbiamo svolto a Noale, prima di tutto sulla nostra struttura e di conseguenza sulle nostre bellissime RS-GP. In questo momento il pensiero e la gratitudine vanno a Gresini Racing che ci ha accompagnato in questi anni, nel ricordo commosso di Fausto auguro al team e a tutte le sue persone i migliori successi per le prossime stagioni”.
Carmelo Ezpeleta – AD Dorna Sports
“La partnership tra Dorna e Aprilia Racing è una gran bella notizia per il Campionato del Mondo MotoGP FIM. Siamo entusiasti di proseguire questa collaborazione col costruttore italiano in un progetto che si pone tanti obiettivi, tutti affascinanti, non solo in ottica di prestazione sportiva ma anche nella crescita nell’eccellenza tecnica complessiva del campionato”.