Davide Tardozzi pronto a lasciare Ducati? Ecco i possibili sostituti!

Nel 2027 la MotoGP avrà tante novità. Nuovo regolamento, nuovo gommista, e forse nuove case. Secono alcuni rumors, Ducati rischia di perdere Marquez, Bagnaia e il team VR46. Potrebbe però, ancora indiscrezioni, lasciare anche il Team Manager Ducati Factory, Davide Tardozzi. In questo video, le probabili motivazioni e i nomi di alcuni candidati a sostituirlo! Ecco tutti i dettagli!

 

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MotoGp: What’s wrong with KTM?

There are money, sponsors and a super organization but the riders are fleeing KTM or are in pain. What happens inside the Austrian racing department?

 

I made you and I destroy you!
My mother could have easily worked in the KTM MotoGP team, since the attitude of the Austrians towards what they gave birth to, seems to be that of my mother when I combined a few and, in truth, even when I didn’t.
Making a brief history of cases of dissatisfaction there are a number of them.
Zarco started, and in unsuspecting times he wanted to give up an official saddle and a few million euros.
A salary he has NEVER seen since he now earns very little at Pramac. And it was also out of his bike without a Red Bull sponsor that publicly humiliated him. You will remember that Zarco, after announcing that the following year he did not want to race with KTM, was fired  in mid-season and deprived of his engagement and sponsors, and said things like: I hope they let me eat. What must have made him want to leave like this?
Pol Espargaro was no exception. Before going to Honda he complained quite a bit. Not to mention Fernandez, who led him to sign in MotoGP that he looked like a dog when they take him to the vet. He was even willing to spend another year in Moto2. An unprecedented thing: he was kicked in the ass to  MotoGP and he still complains. Not to mention Petrucci, direspected since the start, then held and fired too soon but sent to the Dakar as a sop, without conviction with a teams of which the rider from Terni publicly complained because he was not ready and made him risk his life. And then Lecuona.
Ok Lecuona was sacked but he said terrible things. Yet KTM is a cool place. Because it has a crazy “nursery” with initiatives and a phenomenal growth program that many, many, want to escape from. Like Acosta, who has already made him goodbye and told him that he, farewell, wants to leave as soon as possible. The record of anticipated self dismissal. Just like someone who is not well at home with his parents. A place where the managers are very strict, and highly paid, often much more than the riders, it seems a place where you have to do what they tell you, beyond company normality. That is, you have to do what they tell you even if you are perhaps right. What then is the sensitivity, if you do the races. That is to understand if the one you called to risk your life at 300kmh, can give you some advice, perhaps even apparently incomprehensible to you who will also be the owner of the hut but you are sitting in the garage. A very German attitude but without being completely German. Including the very tense relations with Ducati, which in recent years has spent a fifth, and cold to Aprilia, which has spent a tenth and which appears ever closer, too close to remain nice.
It is incredible the parable of KTM which has had incredible moments of growth, which can count on solid money, sponsors and riders, yet it seems to live in the least happy of all possible worlds, a world in which, alone, it creates and destroys itself. KTM started like a bomb but the Blitzkrieg, the flashy approach to quickly conquer the top, failed to work and, on the contrary, wore it out, making it a place to escape. Pedrosa is saved, in the mechanism, being him  no longer a rider but a tester and therefore has passed to the other side.
The arrival of Francesco Guidotti, who will be the Paolo Ciabatti of the Austrians, is perhaps due precisely to this need to soften the structure and bring that know-how that makes the mechanism work to others, who perhaps have less money, but that on certain others things are probably a little more resilient and receptive.
Will he succeed? Perhaps Guidotti has an operational strategy in mind that we do not see. After all, they called him. Otherwise they would have called me, but I’m still here, so…

 



MotoGp: Cosa c’è che non va in KTM?

Ci sono i soldi, gli sponsor e una super organizzazione ma i piloti fuggono da KTM o sono sofferenti.
Che succede all’interno del reparto corse austriaco?

 

Io ti ho fatto e io ti distruggo!
Mia madre avrebbe potuto lavorare tranquillamente nel team KTM MotoGP, dato che l’atteggiamento degli austriaci verso quello a cui hanno dato vita, sembra essere quello di mia madre quando ne combinavo qualcuna e, in verità, anche quando non lo facevo.
Facendo una breve cronistoria di casi di insoddisfazione ce ne sono un tot.
Ha iniziato Zarco, che in tempi non sospetti ha voluto mollare così, di botto, una sella ufficiale e alcuni milioni di euro.
Uno stipendio che non ha visto MAI più dato che adesso guadagna pochissimo in Pramac. Ed è stato anche a piedi senza sponsor Red Bull che lo ha pubblicamente umiliato. Ricorderete che Zarco, dopo aver annunciato che l’anno successivo non avrebbe voluto correre con KTM è stato appiedato a metà stagione e privato dell’ingaggio e degli sponsor, ed ha detto ai microfoni cose tipo: spero che mi lascino mangiare. Cosa deve averlo spinto a voler andar via così?
Pol Espargaro non è stato da meno. Prima di andare in Honda si è lamentato un bel po’. Per non parlare di Fernandez, che lo hanno portato a firmare in MotoGP che sembrava un cane quando lo portano dal veterinario. Era disposto a farsi addirittura un altro anno in Moto2. Una cosa senza precedenti.Lo hanno mandato in MotoGP a calci in culo e ancora si lamenta. Per non parlare di Petrucci, schifato sin dall’inizio, poi tenuto e silurato troppo presto ma mandato alla Dakar come contentino, senza convinzione con un team di cui il ternano si è pubblicamente lamentato perché non era pronto e gli ha fatto rischiare la vita. E poi Lecuona.
Ok Lecuona è stato segato ma ha detto cose terribili. Eppure KTM è un posto fighissimo. Perché ha un vivaio pazzesco con iniziative ed un programma di crescita fenomenale da cui però molti, moltissimi, vogliono scappare. Come Acosta, che gli ha già fatto marameo e gli ha detto che lui, ciaone, se ne vuole andare appena gli sarà possibile Il record delle dichiarazioni anticipate. Esattamente come uno che a casa con i suoi non sta bene. Un posto dove i manager sono severissimi, e pagatissimi, spesso molto più dei piloti, sembra un posto dove devi fare quello che ti dicono, oltre la normalità aziendale. Ossia devi fare quello che ti dicono anche se forse hai ragione tu. Che poi sta proprio lì la sensibilità, se fai le corse. Ovvero capire se quello che hai chiamato per rischiare la vita a 300kmh, può dare qualche dritta, magari anche apparentemente incomprensibile a te che sarai anche il padrone della baracca ma sei seduto al box. Un atteggiamento molto tedesco ma senza esserlo completamente. Inclusi i rapporti tesissimi con Ducati che negli ultimi anni ha speso un quinto, e di sufficienza verso Aprilia, che ha speso un decimo e che appare sempre più vicina, troppo vicina per rimanere simpatica.
E’ incredibile la parabola di KTM che ha avuto momenti di crescita incredibili, che può contare su denaro, sponsor e vivaio solidi, eppure sembra vivere nel meno felice dei mondi possibili, un mondo in cui, da sola, si crea e si distrugge. E’ partita a bomba KTM ma il Blitzkrieg, la guerra lampo per conquistare velocemente il vertice, non è riuscita a vincerla e, anzi, l’ha logorata rendendola un posto da cui fuggire. Si salva, nel meccanismo, Pedrosa, che ormai non è più un pilota, ma un tester e quindi è passato dall’altro lato.
L’arrivo di Francesco Guidotti, che sarà il Paolo Ciabatti degli austriaci, è forse dovuto proprio a questa necessità di ammorbidire la struttura e portare quel know how che fa funzionare il meccanismo agli altri, che forse hanno meno soldi, ma che su certe altre cose sono probabilmente un po’ più elastici e ricettivi.
Ci riuscirà? Forse Guidotti ha in mente una strategia operativa che noi non vediamo. Del resto hanno chiamato lui. Altrimenti avrebbero chiamato me, che invece sono ancora qua.



Rumors: Dall’Igna via da Ducati, verso Honda HRC?

Dall'Igna

Un pezzo breve perché il tema è interessante ma non c’è, al momento, molto da dire. Anzi sarebbe preferibile aver preso una cantonata.

Ma a meno che non si mettano a posto certi meccanismi, con una qualche vittoria di serie A  (vedi l’atteso mondiale), o un qualche intervento politico aziendale, potrebbero concretizzarsi alcuni rumors che vedono Gigi Dall’Igna in direzione Honda HRC o comunque verso altre strade.

Non solo in virtù del corteggiamento da parte di Honda, e non solo, ma anche a causa di alcune tensioni interne a Bologna, ed un ambiente sempre più diviso nei confronti di Dall’Igna.

Per il progettista non sarebbe una sconfitta, anzi, perché tutto nascerebbe da un invito di HRC, ma sarebbe comunque uno stravolgimento che cambierebbe, in Ducati, parecchie cose dopo tanto tempo.
I rumors parlano anche di un interessamento di Bologna per Francesco Guidotti, da lungo tempo corteggiatissimo dal team intero per il suo ottimo lavoro in Pramac.
Guidotti avrebbe recentemente respinto le avances di KTM ma quelle di Ducati sarebbero ben più appetibili.
Sostituirebbe, ma qui siamo nel campo delle ipotesi più spinte, un Paolo Ciabatti che al momento è il vero collante della squadra corse. Quello che politicamente e diplomaticamente tiene davvero tutto insieme. E sarebbe una perdita.
Il posto di Dall’Igna, dal punto di vista tecnico, potrebbe essere offerto a Marco Zambenedetti, un personaggio “interno” e comunque di continuità aziendale.
Le colpe di questi cambiamenti, se di colpe ovviamente si può parlare, sarebbero legate alla figura molto forte nella squadra corse del CEO Claudio Domenicali, sempre molto presente nelle scelte quotidiane del reparto racing.

E’ tutto deciso? Niente affatto. Una vittoria mondiale potrebbe sistemare molte cose, anche se, da quello che si dice, la strada percorsa sarebbe quella del non ritorno.
Cosa faranno gli interessati, nel frattempo?
Ovviamente negheranno. Nessuno ha intenzione di scoprire le carte fino a che le trattative già avviate non saranno definite.
Del resto è un momento in cui, anche se all’interno ci sono reali tensioni, all’esterno serve comunicare tranquillità.