Pagelle live e l’audio di Bastianini che non doveva esistere! Dopo il segnale, un occhio di riguardo!

Le pagelle live con gli utenti, sono andate bene. Però sul tema Bastianini mi sono beccato del bugiardo. Non esiste alcun audio di Enea che dice di aver ricevuto un segnale e di aver avuto un occhio di riguardo. Invece l’audio c’è.
Ecco pagelle e audio, che dà anche la copertina al pezzo!

 


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Guarda la live con le pagelle discusse con gli utenti!

 Ascolta l’audio di Bastianini!

MotoGP a Sepang e SBK a Villicum. Com’è andata? Live e Megaintervista a Genesio Bevilacqua

Il Come è andata Live, questa settimana dedicato al doppio appuntamento di MotoGP a Sepang e Superbike a Villicum ha visto ospite Genesio Bevilacqua.
Dopo il punto della situazione la puntata si è trasformata in approfondimento con molti temi MotoGP e SBK trattati in termini di numeri, costi, progetti e regolamenti. Una puntata da non perdere!


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Superbike, Villicum. Bautista extra terrestre in una Gara2 fotocopia davanti a Razgatlioglu e Rea

Bautista, Razgatlioglu, Rea, Lowes, Rinaldi, Vierge, Lecuona, Locatelli, Van Der Mark. I 10 sono questi e l’unico cambiamento rispetto a gara1 è Razgatlioglu!


Misterhelmet Shop Si potrebbe prendere il pezzo di gara1 e modificarlo perché lo spirito della gara è identico. Nei 10 c’è solo da spostare qualche nome inserendo Razgatlioglu sul podio (in realtà il turco dopo la prestazione in Superpole Race era atteso per lavittoria) e togliendo Bassani che impazzisce completamente e di fa rifilare 2 long lap e un ride through che si attarda a rispettare, crollando dalla settima-ottava piazza fino alla ventunesima.
La verità è che Gara2 rispetto a Gara1 qualche illusione la offre. Rinaldi sembra poter durare, Lowes sembra poter finire davanti a Rea e lo stesso Rea sembra essere spacciato perché piomba nel gruppone dopo un errore. E invece tutto torna elasticamente al suo posto e il magico trio chiude il solito podio.
La verità è che Bautista vorrebbe entrare morbido, vorrebbe non infierire e, di fatto, non lo fa. Ma la sua superiorità naturale quasi gli impedisce di perdere se c’è in ballo il bottino grosso. E’ come se volesse dare un po’ di ossigeno ai suoi avversari quando li vede soffocare per poi tornare a stringere le mani sul loro collo quando serve.

Il resto della gara, non c’è, lo dico sempre e oggi non fa eccezione. Ci sono dei turisti in Argentina per godersi il paesaggio a cui viene dato il privilegio di girare insieme ad altri 10 piloti veloci di cui 4-5 inarrivabili. Che volete di più? Io vorrei un mondiale vero.Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della Gara2!

La Banda Ducati sbanca Sepang. Vince Bagnaia, Enea non ci prova neanche. Terzo Quartararo!

Il mondiale comunque già deciso si decide aritmeticamente a Valencia. Va in scena però una gara senza “Gubbio” addomesticata.
Dispiace per Bagnaia ma Bastianini nemmeno ci prova. Terzo Quartararo, testimone impotente.
2 ore di “Se Ducati avesse voluto avrebbe e invece” che testimoniano quanto siano tutti venduti a partire dalla stampa.

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Bagnaia, Bastianini, Quartararo, Bezzecchi, Rins, Miller, Marquez, Binder, Zarco, A. Espargaro: ecco i 10.
La gara c’è è non c’è, perché Bastianini arriva sotto le mura di un Bagnaia partito in modo perfetto, ma non ci prova nemmeno. Non si provi a prenderci in giro. Il piemontese non ha colpe ma oggi non è da vittoria e lo sanno tutti.
Il resto della gara non c’è. Quartararo fa una gran performance e ci mette del suo salendo sul podio, Espargaro non esiste e Marquez si affievolisce come da lui stesso previsto. Solite uscite quelle di Martin, imploso nella ghiaia e Zarco, disinnescato.
Note positive invece, di livello superiore, quelle di Rins ma soprattutto Bezzecchi, con Miller che si tiene lontano dal fuoco e forse fa bene così.
Curiosa la prestazione di Morbidelli che nell’unico week end in cui non è indecente, trova il modo di avere 2 long lap penalty, e nonostante questo fa meglio di tante altre volte, pur tirandosi fuori da qualsiasi gioco che conta.

In Ducati saranno convinti di essere maghi della strategia. Lo spettacolo di oggi vale mezzo mondiale, sì, ma in meno, dal punto di vista del prestigio e della dignità. E’ vero che la gente dimentica e che parlano gli albi,  ma certe cose sono colpi davvero difficili da assorbire per la credibilità.
Non parliamo di pubblico ma di investitori e big player che guardano quanto addomesticato o addomesticabile  sia o possa essere il mondiale MotoGP all’occorrenza!
Non c’è infatti nessuno sfogo da vittoria, nessun festeggiamento sfrenato, nessuna esplosione di gioia, da nessuna parte, dalla pista fino all’ultimo degli operatori nei box, stampa inclusa.
La stessa telecronaca è imbarazzata e si giustifica tutto con il pathos e la tensione ma le realtà è che tutti dal primo all’ultimo, sanno che è andata in scena una combine peraltro inutile, perché la il mondiale è ancora da giocare a Valencia e perché Bagnaia oggi avrebbe potuto avere magari 5 punti in meno ma ma essere comunque meritatamente in vantaggio su Quartararo.

Il ribadire con tanta insistenza che non ci sono stati ordini da scuderia, da parte del Box e della stampa collaborazionista, è la dimostrazione che c’è proprio la necessità di scusarsi per qualcosa di indecente. Si vergognino dirigenti, stampa, piloti e manager. Più onesto sarebbe dire che c’è stata la difesa di un risultato, evitando di pisciare in testa al pubblico dicendogli che piove, scandalizzandoci per il fatto che non ci crede.

Guarda la live di Misterhelmet con il commento della gara!

Guarda l’articolo con le considerazioni aggiuntive su tempi e le dichiarazioni di Tardozzi e Bastianini!

Ducati MotoGP: attenzione all’illecito sportivo!

Luca Bologna, giornalista che per anni ha seguito il motomondiale, mi ha chiamato oggi infastidito da un tema e parlandomi di possibile illecito sportivo da parte di Ducati.
Tutto ha avuto origine da un suo articolo che potete leggere cliccando qui. 

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Guarda il video di Misterhelmet con Luca Bologna!

MotoGP, Phillip Island: Sorpresa Rins, ritorno di Marquez e SORPASSO di Bagnaia. Inferno Quartararo!

Rins, Marquez, Bagnaia, Bezzecchi, Bastianini, Marini, Martin, Zarco, Aleix Espargaro, Binder.
Sono i primi 10 di una gara surreale e al limite del sospetto per quanto è bella.
Una gara in cui ognuno fa quello che deve fare, nel bene e nel male, ad eccezione di Quartararo che piomba all’inferno!

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La gara di Phillip Island è la più bella da molto tempo a questa parte e restituisce  il campionario completo di spettacolo e giustizia, piacere e dolore e anche un po’ di amarezza.
Rins dà un bacio ad una Suzuki ingrata regalandole una vittoria tanto romantica quanto immeritata per le scelte effettuate partendo dalla decima casella (!), Marquez dimostra di essere necessario ad Honda e ancora di più alla MotoGP che ha bisogno del suo effetto detonante in uno scenario di piattume e mediocrità (sì, l’ho scritto)  e Bagnaia fa un capolavoro, portando a casa una gara intelligente ed efficace anche se a tratti messa in pericolo da un pizzico di ingordigia, dovuto alla volontà di far vedere che si merita quanto sta per ottenere.
Il piemontese, bravissimo, che adesso si trova a più 14 sul suo diretto avversario dopo avergli recuperato oltre 100 punti, combatte contro un disperato senza una moto che si lancia all’inferno  ma nonostante questo continua ad essere tentato di far capire quanto questo recupero sia solo suo. Non ne ha bisogno, nonostante il suo successo, costruito dal suo polso e dalla moto di un dio meccanico, sia platealmente appannato da un’orrenda quanto inutile processione di 5 Ducati che negli ultimi giri fanno a gara per non superarlo e non superarsi.
Non ci prova Bezzecchi che ne ha clamorosamente ed evidentemente di più, non ci provano gli altri, così spaventati da ordini, briefing,  warning, allusioni contrattuali da sembrare gatti nella notte davanti ai fari di un’auto. Spaventati e ormai dimentichi di essere piloti e di dover assecondare la loro natura. E’ un trenino triste per turisti che portano a spasso una sagra del freno a mano che a momenti è anche pericolosa.  Non è difficile immaginarsi nel paradosso della satira, un Miller che frena mentre torna al box con lo scooter dopo essere caduto, e un Di Giannantonio che per sicurezza chiude il gas per solidarietà, nonostante si trovi ad anni luce da quello che conta.

Il resto della gara è fatta di Aprilia che non concretizzano come sarebbe bello facessero, di KTM che rantolano, di Yamaha che sparano a salve fra Honda che non esistono e che solo in Marquez trovano un senso.
E’ brutto per me essere così feroce ma sarebbe, credetemi, ancora più brutto e disonesto non rilevare situazioni così marchiane.

Plateale in negativo è anche un’informazione che, dopo una giornata intera di attacchi squallidi e offensivi ad un Marquez dipinto come un delinquente abituale, recidivo e intenzionale, responsabile di un malcostume spudorato (sono tutte parole effettivamente utilizzate) per la questione della scia, attraverso post  fatti ad arte per fomentare  la parte più becera dei social, si esprime per tutta la gara in una telecronaca ancora più faziosa, tifosa, preda di un delirio eccitato infantile al limite della costruzione di frasi di senso compiuto, in una polluzione precoce da primo bacio in spiaggia con tanto di pantaloncino croccante, terminando con l’invenzione di statistiche senza senso che vedono Bagnaia facilmente campione  grazie a calcoli affrettati, ulteriormente arricchita da un “guai ai vinti” sui giochi di squadra che non vuole vedere la grottesca processione finale che tanto assomiglia al più grosso volemose bene dello sport a motore degli ultimi anni, in barba a sponsor e pubblico pagante.
Non è spiegabile come si possa, nonostante i segnali che numerosi arrivano da un pubblico pagante e senza scelta, decidere di continuare a rendersi così evidentemente schierati, togliendo paradossalmente valore e rendendo antipatico quello che si vuole esaltare.
Il sorpasso di Bagnaia, il ritorno di Marquez, l’inferno di Quartararo, il romanticismo di Rins sono un diadema di gemme preziose più che sufficienti a giustificare un abbonamento, eppure vengono sporcate da un atteggiamento che confeziona un prodotto che ne minaccia la purezza.

Guarda la versione video del pezzo!

Guarda la Live di Misterhelmet con il commento

San Petrucci da Terni, Protettore dei sostituti. Che fine farà?

Ciao America. Petrucci non te lo meriti. Eppure non è colpa del MotoAmerica se Danilo Petrucci da Terni, molto probabilmente, andrà via e saluterà il campionato a stelle e strisce. Ma adesso vi dirò quali sono le sue possibilità.

 

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