KTM: trovati i soldi? Ecco però cosa succede!

La notizia che sarebbero stati trovati i soldi entro la fatidica scadenza del 23 maggio, è arrivata e lo dichiara la stessa Pierer Mobility. Però non è un prestito e nemmeno un regalo. Ecco cosa succede, nel bene e nel male!

 

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Dopo le rassicurazioni di qualcuno — che diceva “è tutto a posto, ragazzi, tranquilli!” — oggi arriva la notizia bomba:
PIERER Mobility AG: garantito il pacchetto di finanziamento per la ristrutturazione di KTM!
 Ma attenzione… non correte a stappare lo spumante!
I piani di ristrutturazione di KTM AG, KTM Components GmbH e KTM Forschungs & Entwicklungs GmbH potranno sì, essere realizzati… ma solo perché i soldi per la scadenza del 23 maggio sono stati trovati.
Il 25 febbraio 2025, i creditori hanno approvato il piano con una quota del 30%, da versare entro — indovina un po’? — proprio il 23 maggio.
Totale da raccattare? Circa 600 milioni di euro.
E Pierer Mobility ha annunciato che — a patto che si firmi tutto come previsto — il finanziamento c’è.
Quindi KTM è salva?
No. È salva dalla scadenza del 23 maggio. Punto.
Volete sapere il resto? Guardate questo video fino in fondo o leggete il pezzo.

 

In questo 24mo video su KTM, La prima domanda che faccio è: perché se KTM è salva e la situazione è semplice, perché quellli che sono andati davanti alla fabbrica chiusa a dire che andava tutto bene e quegli altri che prima lavoravano per un sito di KTM scrivonoi articoli lunghissimi per spiegare le cose?
Quello che è successo è questo: Pierer Mobility ha trovato i soldi per tappare momentaneamente il buco, o almeno così sembra.

lo dice qui https://www.pierermobility.com/en/newsroom/eqsfeed/2990330?type=adhoc 

Come annunciato, il 25 febbraio 2025 i creditori di KTM AG, KTM Components GmbH e KTM Forschungs & Entwicklungs GmbH hanno approvato una quota del 30% del piano di ristrutturazione, pagabile entro il 23 maggio 2025. L’importo totale necessario per finanziare la quota nell’ambito dei tre piani di ristrutturazione ammonta a circa 600 milioni di euro.
Ma attenzione… non è un rilancio. È un paracadute temporaneo.
Dal 24 maggio in poi, KTM — che ricordiamolo, ha la produzione ferma — torna a perdere soldi. O comunque, non ne incassa.
Questi 600 milioni, che secondo le indiscrezioni arrivano da Bajaj, cambiano completamente la natura dell’azienda.
In altre parole?  KTM non sarà più l’azienda austriaca che conoscevamo tutta champagne e sprechi
Sta per diventare  una azienda indiana.
E quando sento che “le preoccupazioni del governo austriaco stanno svanendo”… boh, io non capisco.
Un’azienda indiana investe 800 milioni in un’azienda al collasso e… lascia tutto com’era?
Ma per piacere.
È molto più probabile che Bajaj trasformi l’investimento in capitale, aumentando il proprio controllo su KTM e scalando le quote di Pierer.
Perché se invece fosse un prestito, KTM si troverebbe con un altro debito enorme da rimborsare. Non avrebbe senso.
Fra l’altro c’è da sistemare anche la questione di un’altro prestito, quello di 80 milioni di Zochling di Remus. Essendo scaduto il prestito , Zochling vorrebbe delle azioni, come abbiamo detto nel video qui sotto e nell’articolo qui.

 

 

Quindi, attenzione: questa iniezione ferma l’orologio, ma non fa ripartire l’azienda.
E non c’è alcun piano industriale sul tavolo. Lo dovranno implementare e ci vorranno altri soldi. Chi li metterà?
Quindi  cosa succede ora? Succede che da questo momento comandano gli indiani di Bajaj.
E potrebbero cambiare tutto.

  • Produzione tutta in India per risparmiare sprechi e controllare tutto

  • Molti meno modelli, soprattutto grossi

  • Probabile fine dei brand Husqvarna e Gas Gas, o quantomeno una loro forte riduzione

  • In Europa resteranno: il design, il museo che è vietato chiamare museo, qualche ufficio di rappresentanza… e magari le squadre corse. Quindi non più 7000 dipendendi come spera il governo austriaco, a meno che non sia stato promesso questo e io non l’ho letto da nessuna parte.
    Tornando alla squadra corse, attenzione: le squadre, se restano, saranno gestite molto più rigidamente.

 Altro che “facciamo le corse perché ci divertiamo”… il punto è vincere. Il punto sarà chiudere il budget. Quindi non piu super hospitality, centinaia di persone, tutto nuovo, tutti in business, tutti al top. Soprattutto in motogp
E la MotoGP? Continuerà?

 

Non è affatto detto che la motogp continuerà soprattutto in vista del 2027.
KTM ha sempre smesso le corse al cambio di regolamento. E’ successo 15 volte. La squadra corse potrebbe addirittura essere scorporata.
Diventare una cosa a sé stante. Con il brand KTM… oppure no.
Potrebbe addirittura essere venduta come asset di pregio. Di questo ne hanno parlato loro stessi ultimamente
E la storia che “pagava tutto Red Bull”? Evidentemente non era vera o non era vera al 100%. Magari Red Bull prende tutto e continua sotto il suo nome. Non lo sappiamo. però poi qualcuno deve fare delle moto.
In sintesi: Bajaj ha tappato il buco urgente… ma non lo ha fatto per beneficenza. Si sta prendendo KTM.
E la gestirà come si gestisce un’azienda: senza sprechi, e per fare utili.
Eh ma hai visto misterhelmet che KTMn chiude, si salva e vivrà. Ok. Ma che ktm sarà? Non quella che è stata fino ad ora.
Pensate davvero che abbiano messo 600 milioni più gli altri messi prima, per fare un regalo? Ci credete ancora a Babbo Natale?
Vedrete che ancora una volta, nello stile Pierer, ci hanno detto le cose a metà per poi svelarle poco a poco. Avevano negato persino la crisi. 

Ditemi cosa ne pensate.
Vi aspetto anche nelle live per gli approfondimenti.
Che l’informazione sia con voi.
 Misterhelmet!

 

Rinaldi al posto di Rabat? Una bocciatura che diventa promozione!

Nel pomerigio ci sono stati rumors che vedevano Rinaldi tagliato da GMT94 per scarso rendimento. Il pilota ha smentito senza fornire troppe spiegazioni. Poi altri rumors che vedrebbero uno stop di Rabat, attualmente impiegato in Superbike nel team MotoXRacing e da qui la costruzione di un salvataggio di Rinaldi che prenderebbe il suo posto. Soluzione presa al volo e pubblicata anche da altri siti.

 

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Rinaldi non ammetterà mai di essere stato silurato e sarà anche vero che la separazione è qualcosa di simile alla separazione consensuale ma la verità è che un week end in cui Mahias ha fatto una pole e due podi  e lui un 18° e un 20°, il team non ci deve aver visto più e quindi ciao.
Le chiacchiere stanno a zero.

Il fatto che poi Rinaldi riesca a saltare sulla moto di Rabat,  una specie di salvataggio, non è certo un premio da parte di Yamaha, ma è legato al fatto che Tito si è anche un po’ stufato (e si vede), con 750milioni di fatturato dell’azienda di famiglia e un caveau come quello dei cattivi di James Bond in cui tuffarsi come Zio Paperone.

 

Alla fine Rinaldi, salterà anche nuovamente in Superbike, come riportato poi sempre da Misterhelmet, 1h dopo (e anche lì tutti a copiare), ma la verità è che la mossa è comunque esotica, perché il 19° in classifica della Supersport, a 168 punti dalla vetta, finisce per saltare in Superbike al posto del penultimo in classifica, che attualmente è a 249 punti dalla vetta. Al posto di uno che pagava, ne arriva un altro e bisogna capire chi pagherà. Ok.

Poi d’accordo che ci sarà Misano e lì Rinaldi farà bene ma sarà un salvagente lanciato nella tempesta, perché poi arriva Donington e lì l’acqua è alta, e non si tocca coi piedini. Per non parlare del casino che c’è in calendario dopo fino ad Aragon (altra pista in cui Rinaldi non va male) ma che ormai è la terzultima data del Mondiale.
Poi se ci vogliamo raccontare le storie è un’altra cosa. Ma questa è la realtà, che poi riguarda il contorno del contorno del contorno, perché le telecamere sono decisamente altrove.  

 

Most, la copisteria della Superbike! Toprak dominatore meno qualcosa. Ottimi Bulega e Petrucci!

A Toprak Razgatlioglu, più forte a Most, non riesce l’impresa di eguagliare la tripletta di Bulega a Cremona. Il turco è fortissimo in qualifica, e in tutte le gare ma in Gara2 si fa beffare all’ultima curva da un Bulega sornione. Concretissimo Petrucci che vola in classifica come seconda Ducati e miglior indipendente!

 

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Gara1
Razgatlioglu, Bulega, Petrucci, Alex Lowes, Bautista, Sam Lowes, Lecuona, Montella, Vierge e Rea

Superpole Race
Razgatliotlu, Bulega, Petrucci, Sam Lowes, Bautista, Lecuona, Alex Lowes, Vierge, Locatelli e Rea


Gara2

Bulega, Razgatlioglu, Petrucci, Lowes, Gardner, Bassani, Lecuona, Montella, Locatelli, Gerloff

 

Questi i risultati di Most che a livello di gare e classifica sembra quasi una copisteria con Razgatlioglu più appuntito di tutti, Bulega ad aspettare l’errore e Petrucci, non vicinissimo a chiudere un podio con prestazioni concretissime.
In gara1 fa scalpore il pasticcio in cui si trova Bautista, in grado di rimontare 11 posizioni. Lo spagnolo si ripete in Superpole Race ma in Gara2 è nuovamente sfortunato, centrato in una carambola innescata da Rea, che cresce e migliora ma fa anche dei discreti disastri.
Tornando al tema principale della gara, è il turco a decidere ogni cosa, a partire dalle qualifiche. Aspetta, poi passa e va via. Lo fa in Gara1 e in Superpole Race, ma non in Gara2 perché, per una volta, Bulega riesce a sorprenderlo e a fare il colpaccio. Una terza sconfitta nel w.e., dopo il botto del venerdì, non sarebbe stata comunque male, ottenendo tre secondi posti, ma l’italiano riesce anche a fare quella sorpresa che lo porta conferma in testa in classifica con un vantaggio di 31 punti. Non un tesoretto ma niente male se si pensa ai due zeri rimediati causa problemi tecnici ad Assen.
A proposito di botti, il venerdì succede una cosa strana. la D2050, gomma di sviluppo pro Phillip Island, portata precocemente al limite su una pista fredda e sporca (11 gradi di mattina, nelle FP1), diventa involontaria protagonista di un minigiallo, spento poi sul nascere. Resta il fatto che nessuno la utilizzerà più per tutto il w.e., perdendo così l’occasione di provarla per la prossima Australia.

Tornando alla gara, e precisamente agli italiani, buono Montella, altalenante Locatelli, sotto i ferri Iannnone (per la caduta di venerdì), in crescita Bassani, solidissimo Petrucci mentre Bulega si avvia ad essere l’uomo su cui investire.
Per quanto riguarda Toprak, ottimo il suo week end e con esso la speranza che non riprenda la litania delle lamentela che sale quando le cose non vanno bene. Non c’è molto altro. Le Bimota, le Honda e le Yamaha si sforzano. I fratelli Lowes fanno il loro, Rea boccheggia e il cronometro è molto cattivo con chi finisce oltre la top 5.  Incluso Bautista che per finire vicino al podio deve fare sempre gare esotiche, con quel simbione di zavorra che si porta dietro.  La Superbike non può reggersi su due che duellano e altri due-tre che sperano in qualche briciola. Deve fare molto di più.

 

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Gara1
Superpole Race
Gara2 

 

Zarco sbaraglia Le Mans davanti un Marquez intelligente ed un Aldeguer sorprendente! Bagnaia indecente!

Zarco strapazza tutti, incluso Marc Marquez a cui infila una baguette lunga 20 secondi! Le Mans è casa sua! Poi appunto Marc Marquez, Aldeguer, Acosta, Vinales, Nakagami, Raul Fernandez, Di Giannantonio, Savadori al suo miglior risultato di sempre in MotoGP.
Bagnaia per terra a inizio gara rientra ma chiude 16°. Il suo w.e. francese è DISASTROSO. In Classifica mondiale è terzo a 51 punti da Marc Marquez che ne ha 22 sul fratello!

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I dieci al traguardo della gara lunga a Le Mans: Zarco, M.Marquez, Aldeguer, Acosta, Vinales, Nakagami, R.Fernandez, Di Giannantonio, Savadori, Ogura.

Segnateveli perché sono i più pazzi che vedrete in questo 2025 per via di una gara decisa dal meteo, dai box, e della combo: pilota + strategia dei garage.
Non è la prima volta che Le Mans regala un risultato “esotico” ma è la prima volta dal 1954 che un francese vince la gara di casa. E’ giusto che tocchi a Zarco che sull’acqua è uno dei più forti un circolazione, uno che conosce bene la pista, uno che ci ha girato in ogni condizione e uno che ha un box di volponi, che gli suggerisce di partire con le rain e quindi la gara la vince subito perché gli altri partono in gruppone dalla pit lane e devono fare, sempre in gruppo, un doppio long lap penalty che cambia le carte.

Alla fine quando le cose si stabilizzano un minimo, fra qualche scroscio di pioggia che bagna la pista e qualche folata di vento che l’asciuga, il francese è troppo lontano e fa paura. Fa paura perché nonostante il vantaggio mostruoso continua a martellare e a rischiarsela sempre a ogni giro mentre Marc Marquez, con Bagnaia out da subito e suo fratello out nel finale (2 crash in una stessa gara), capisce che un secondo posto va bene come una vittoria perché sommata alla sprint di ieri, questa uscita vale 22 punti sul fratello e 51 sul suo compagno di box che incarta un deprimente doppio zero. Una roba grossa. Sorpassi? Pochi. Ne fa un tot Aldeguer, che stupisce sul podio con una gara davvero matura. Ne fanno un tot le due KTM di Acosta e Vinales che non sprecano mentre invece sono orribili gli altri due, Binder e Bastianini.
Nakagami chiude la seconda parte della lezione dei non ufficiali Honda così come Fernandez e Ogura, concretissimi, completano gli schiaffi ad Aprilia factory, defunta con Bezzecchi e salvata solo da Lorenzo Savadori, 9°, nel suo miglior risultato di sempre in MotoGP!

Un commento su Bagnaia. DI-SA-STRO-SO! Anche sfortunato ma in Francia non ha proprio lucidità. Invece il suo compagno di Box, fino ad oggi imperfetto nel suo non voler capire quando non deve esagerare, fa un ulteriore step a livello di intelligenza e questa cosa è pesante un tot!

La gara sprint di ieri? Più classica con una ennesima vittoria show di Marquez, un Alex al top e un Aldeguer che iniziava il suo percorso show. E Bagnaia ancora out.

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KTM: rissa fra manager. Chi denuncia chi? E perché?

Col disastro sempre più imminente, chi aveva messo dentro soldi suoi, cerca di riprenderseli. E’ il caso di Zochling che vuole indietro il prestito scaduto. E Pierer lo denuncia. Chi è Zochling. Quanto aveva messo realmente, e perché? Come e perché sta bloccando tutto? Perchè invece di denunciare lui Pierer, succede il contrario?

 

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Rieccoci qua: mentre il resto del mondo si accorge che per KTM arriva la scadenza e che  stanno litigando, solo noi – qui su Misterhelmet – è da giugno 2024 che ve la raccontiamo. Questo è il 23° video sull’argomento. E senza contare le live, e i video su MV Agusta, perché i destini delle due aziende sono ormai legati. Perché MV Agusta, e poi ne parleremo, ancora si porta dietro gli strascichi della sciagurata acquisizione da parte degli austriaci.

Oggi però la situazione ha superato ogni limite: Stefan Pierer, il boss di KTM, ha fatto causa a Stephan Zöchling. Sì, proprio Zöchling, presidente del consiglio di sorveglianza di Pierer Mobility, membro del CdA di Pierer Industrie. Ma chi è davvero? Nessuno ve lo spiega, ve lo avevo già detto io chi era Zochling, in questo video qui del 20 febbraio:

I siti di proprietà di Pierer, ovvero Speedweek che è un vero e proprio houseorgan, e poi a seguire GPOne, tramite Wiesinger che di Speedweek è stato per anni il direttore, parlavano di un prestito di alcune centinaia di milioni. Adesso si scoprono essere 80 e basta. Faceva già ridere a febbraio, l’idea che Remus avrebbe salvato KTM con alcune centinaia di milioni quando ne mancavano all’epoca 800. Adesso scopriamo che  ne ha messi 80 e se la vuole inc****e e fa ancora più ridere, si fa per dire. Perché ci sono di mezzo migliaia di famiglie. 

Cioè, come è successo:  Zöchling è il presidente di Remus, l’azienda di marmitte che fornisce le case auto e moto, e che era fornitore diretto di KTM per tutto il primo impianto di scarico.

Quando KTM ha iniziato a barcollare, Zöchling si è detto: o la salvo – e salvo anche i miei affari – o rischio di perdere tutto. Così, nell’ottobre 2024, presta 80 milioni di euro  (non alcune centinaia) alla Pierer Konzern Gesellschaft, in cambio di azioni in pegno di Pierer Industrie AG. Perché? Perché se KTM si fosse salvata, lui si garantiva il futuro: un cliente vivo, la gratitudine di Pierer, magari anche del governo austriaco. Ma se le cose fossero andate male… almeno si portava a casa delle azioni, e attenzione: Pierer Industrie non è solo moto, ma anche aziende come Rosenbauer, quella dei camion dei pompieri comprata a ottobre quando la situazione era già disperata, e tante altre.

E oggi? Le cose vanno male. Malissimo. Anzi, vanno male da un anno, solo che adesso non si possono più raccontare fesserie E allora Zöchling fa finta di scoprire ora che Pierer non aveva avvisato del diritto di prelazione di Bajaj per poter chiedere indietro i soldi del prestito scaduto. Una scusa, perché, di Bajaj, lo sapevano tutti. Ma così ora reclama le azioni: o per venderle a Bajaj, o per rompere il gioco con BRP-Can Am (che però vuole solo asset tecnologici, non azioni), o – mossa più pericolosa – per provare a scalare lui stesso Pierer Industrie.

E la cosa incredibile? Che Pierer lo aveva messo lì, nel consiglio e come presidente dell’organo di vigilanza! Pensava fosse l’ennesimo pupazzo, ma stavolta il pupazzo si è animato e cerca di fregarlo.

Intanto si avvicina la scadenza del 23 maggio, entro la quale servono 600 milioni di euro per non far saltare tutto. E mentre loro litigano, il consiglio è paralizzato perché Zochling ha un peso importante nel cda e nell’organo di vigilanza.

E la MotoGP? Sempre più appesa a un filo. 50 milioni di euro l’anno per correre, una spesa insostenibile per un’azienda che affonda. Quindi non era nemmeno vero che le corse di KTM si sostenevano da sole grazie allo sponsor. Carmelo Ezpeleta lo sa. E già si parla nel paddock di chi potrebbe prendere i 4 posti di KTM in griglia. Che poi sono 2, perché 2 sono di Poncharal con Team Tech3, che se domani si sveglia può andare con chi vuole. 

Pit Beirer. l’uomo sul campo di Pierer, dice che cercano investitori per salvare il progetto MotoGP, magari rendendolo semi-privato. Cosa  vuol dire, semi privato, nessuno lo sa. Ma chi si infilerebbe in un’impresa del genere, ovvero salvare un team che non ha una factory alle spalle? Nessuno.

E sugli investitori? Apollo? BlackRock? Non sono mai stati interessati davvero. Solo nomi messi lì per fare scena. Non funziona così.

Vi dico un’altra cosa, segnatevela: NESSUNO E’ COSI CRETINO DA PRESTARE SOLDI AD UN MORIBONDO. E’ MOLTO PIU FACILE ASPETTARE CHE MUOIA E PRENDERE TUTTO UN TANTO AL KG.  TECNOLOGIE, POSTI IN GRIGLIA, ASSET, TUTTO.

 

Infatti BRP – i canadesi di Can-Am – osservano dall’alto, pronti a prendere solo ciò che serve davvero: brevetti, tecnologia, magari propedeutica ai motori Rotax che già gli forniscono. Non certo azioni. Ammesso che non siano un ennesimo nome fatto uscire da Pierer come fa per tutte le cose, da mesi. 

E qui torno al punto chiave, il concetto più importante: non è cambiato nulla rispetto a un anno fa. È solo che, nello stile Pierer, si è comunicato poco per volta, per non far crollare tutto subito. Ma la realtà era questa da mesi. Se guardate i contenuti di Misterhelmet, o anche solo il titolo in borsa, vedrete che le cose stavano già così. Proprio uguali uguali ad adesso.

Ora ci avviciniamo al weekend di Silverstone, 22-25 maggio. Segnatevi queste date, perché lì potrebbe arrivare l’annuncio che chiude un’epoca. Proprio mentre sono tutti in pista. 

Quindi ragazzi, restate qui su Misterhelmet, perché –se volete sapere cosa succede davvero, qui lo raccontiamo da quasi un anno. Gli altri se lo fanno raccontare un po’ alla volta dai siti di Pierer e scrivono sotto dettatura. Mi dispiace, ma è così. Dimostratemi il contrario.

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Cremona, la casa delle triplette! Bulega poi Razgatlioglu e Bautista, per 3 volte !

Nicolò Bulega è tre volte il più forte a Cremona Circuit. Dopo di lui Razgatlioglu e Bautista per tre podi fotocopia. Le gare, però, sono diverse e mostrano le crescita di Sam Lowes e delle giapponesi. Gli appassionati italiani tornano a casa, ancora una volta, con una tripletta da ricordare!

 

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Gara1
Bulega, Razgatlioglu, Bautista, Iannone, Vierge, Gardner, Petrucci, Van Der mark, Bassani, Redding, Lowes, Aegerter, Montella, Gerloff
Superpole Race
Bulega, Razgatlioglu, Bautista, Lowes, Vierge, Petrucci, Locatelli, Iannone, Van Der MarkGara2

Gara2
Bulega, Razgatlioglu, Bautista, Petrucci, Lowes, Lecuona, Vierge, Locatelli, Van Der Mark, Gardner, Lowes, Gerloff, Redding, Iannone, Bassani

 

Questi i risultati di Cremona Circuit che diventa la Casa delle triplette con un passaggio di testimone che va da Petrucci 2024, tre volte vincitore, a Niccolo Bulega, con la differenza che quest’anno sono identici i podi delle tre gare.
Super spettacolo e pathos? Non proprio, ma gare tecniche per intenditori con i protagonisti del campionato sempre davanti a sfidarsi a suon di giri velocissimi e un Round Italiano che sorride all’idolo di casa mentre il turco trova il modo di difendersi in attesa di piste più congeniali a lui e alla sua BMW.
Terzo incomodo, sempre Bautista che (rumors) vorrebbe continuare con Aruba mentre voci di mercato lo vedono partente dal team Ducati di riferimento.
Meno gloria, nonostante l’impegno, per gli altri italiani fra cui spiccano più Petrucci e Locatelli che Iannone e Bassani. Il ternano non si conferma anche a causa di una Superpole maledetta che lo vede partire tredicesimo mentre per Locatelli un out e una doppia fatica. Non male in gara1 Iannone che però trova difficoltà nella Superpole Race e in gara2. Poco fuoco anche per Locatelli, il pilota più di casa di tutti ma out in gara1 e in top ten nelle altre due.
Ducati e Bulega si confermano i più forti con il Golden Boy che, non più rookie da quest’anno, sembra già il veterano solido su cui fare all in.
Cosa può desiderare di più, Ducati? Forse un dominio simile alla MotoGP, perché le altre “rosse” non sono tutte davanti, nonostante la crescita di Sam Lowes du Ducati Marc VDS. Ma questa è la fortuna della Superbike.
BMW, Yamaha e qualche Honda, possono sempre dire la loro con le case jap che sembrano sempre più della partita. Se c’è un Rea ancora in disarmo, c’è la crescita di Locatelli e quella di Gardner mentre in Honda Vierge e Lecuona, round dopo Round, si avvicinano al podio.
Alla fine, la Superbike, regno delle sportellate, si è trasformata nel campionato per intenditori, con gare tecniche e duelli a distanza ma con più protagonisti a poter dire la loro.

Cremona Circuit a due passi da Milano ce la mette tutta per diventare il punto di riferimento degli appassionati. Bene così per gli organizzatori che si impegnano e per i tifosi che glielo riconoscono!

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Gara1
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Gara2 

 

Marc sbaglia, Alex vince, Quatararo sorprende. Bagnaia ok, ma manca qualcosa!

Alex Marquez vince meritatamente una gara davanti ad un altro grande ritorno, Fabio Quartararo. Bagnaia ancora sul podio, sbaglia però un calcio di rigore e perde un’occasione per annullare il gap in classifica. In campionato Alex comanda con 140 punti, segue Marc con 139, poi Bagnaia con 120.

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Alex Marquez vince meritatamente una gara davanti ad un altro grande ritorno, Fabio Quartararo. Bagnaia ancora sul podio. Poi Vinales, Di Giannantonio, Binder, Acosta, Ogura, Bastianini, Marini, Zarco, Marquez che rimedia 4 punti, Rins, Espargaro wild card e Bezzecchi.

La gara questa volta non la decide Marc Marquez, che  cade quando non è nemmeno davanti, ma suo fratello Alex, che va in testa e si lascia alle spalle sia Quartararo (fantastico il suo ritorno e ottima gara partendo dalla pole) e soprattutto Bagnaia, che vince, seppur a distanza il duello con Marc Marquez, ma non sfrutta al massimo l’occasione per colmare il gap!

In campionato Alex comanda con 140 punti, segue Marc con 139, poi Bagnaia con 120.
Se avesse vinto avrebbe cambiato la classifica dal punto di vista dei distacchi e avrebbe lanciato un segnale fortissimo. Invece ne lancia solo uno mediamente forte perché, anche se la vittoria manca, nel caso non si fosse capito, il campionato si vince con le vittorie ma ancora di più facendo sempre più punti possibile, cosa che Marquez sembra non voler capire. Marc Marquez, come abbiamo detto anche troppe volte, è il decision maker nel bene e nel male e, paradossalmente, “sceglie” di volare sempre quando la posta in palio è la più alta. Il recupero di qualche posizione e di punti è una magra consolazione per chi potrebbe fare molto molto di più.
Questa faccenda che lui controlla, non è esattamente vera ed è il momento di smontarla definitivamente. Non esagera? Non importa. Però non si capisce perché succede.

Il resto della gara ritrova una Yamaha incredibile, almeno con Quartararo, che è la vera sorpresa del w.e. OK anche Vinales, migliore delle arancioni, tutte allo sbando tranne la sua. Non la migliore giornata per le altre Ducati con Aldeguer a rischiare troppo e Morbidelli sotto osservazione in ospedale.  Diggia invece non è male. Lo aspettiamo alle prossime.
Honda? In bianco e nero. Chi ci prova finisce a terra, gli altri, raccolgono poco.
Aprilia? Ogura è ancora il migliore. Bezzecchi è decisamente insufficiente e uno scambio moto, seppur impossibile sarebbe quasi logico.

Domani ci sono i test.
Ducati e i suoi devono solo capire come mai non vince assolutamente tutto. Gli altri, invece, devono solo recuperare.

 

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Brutto report su KTM che sta per essere fatta a pezzi e rischia di dover vendere la MotoGP!

25 aprile: un’assemblea straordinaria di Pierer Mobility. che arriva dopo il fallimento degli aumenti di capitale proposti ad aprile, dopo la perdita di oltre metà del capitale sociale, e con le linee di produzione KTM ferme per mancanza di liquidità. Nel frattempo, in MotoGP: wild card annullate, test ridotti, piloti scontenti. E la domanda ora non è più “quale sarà il futuro di KTM?”, ma piuttosto: KTM riuscirà a finire la stagione MotoGP o dovrà addirittura venderla?  E a chi? Se vi sembra tutto improvviso, è solo perché non seguite Misterhelmet. Questa crisi l’abbiamo annunciata, spiegata, documentata da un anno. Tutto si è avverato. E tutto continua a peggiorare. E noi facciamo un altro Misterhelmet Report!

 

 

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Disclaimer!
Se appare soddisfazione, nei video o negli articoli, non è per l’evolversi della vicenda, che mi addolora, ma per il fatto di avere la coscienza pulita per aver lavorato bene ed in modo onesto.
Vi posso solo dire di continuare a seguire Misterhelmet. Tutta la documentazione di cui parlo, la trovate qui: https://www.pierermobility.com/en/newsroom/ad-hoc-news

 

 

Parliamo di KTM, ma potremmo dire: facciamo un’“autopsia in diretta” di un gruppo che si sta smontando pezzo per pezzo.
Il 25 aprile, oggi per chi guarda il video il primo giorno, Pierer Mobility terrà un’assemblea straordinaria che ha già perso gran parte del suo significato,
perché le misure che dovevano salvare la situazione… sono state ritirate.

Aumenti di capitale: tentativo fallito

Il 4 aprile, Pierer Mobility aveva annunciato un piano disperato: 150 milioni in aumento di capitale cash, con diritto di sottoscrizione.
200 milioni in prestiti da Bajaj, da convertire in azioni a 7,50 euro. Sembrava il piano della speranza. È diventato carta straccia alla partenza.
Né il mercato né i piccoli azionisti hanno risposto, e il rischio legale legato a eventuali ricorsi ha fatto il resto. Risultato?
Le misure sono state eliminate dall’agenda dell’assemblea del 25 aprile. Un piano di salvataggio, insomma, morto prima di nascere.

Capitale dimezzato, bilancio fantasma

Il problema resta: oltre metà del capitale sociale è evaporata. Il bilancio 2024 è stato posticipato perché non si può più chiudere con la continuità aziendale garantita. E senza un bilancio, senza capitale, senza investitori… tutto il gruppo cammina nel vuoto.

Produzione: bloccata da mesi, ora sospesa del tutto

Il vero cortocircuito però è industriale. Meno di 4.000 moto prodotte nei primi mesi del 2025. Produzione di nuovo sospesa dal 28 aprile.
E l’obiettivo dichiarato di 230.000 moto da giugno… fa ridere per non piangere. Ufficialmente si parla di mancanza di componenti.
Ma la realtà è che le componenti non sono state comprate perché da mesi mancano i soldi. E non dimentichiamolo: ci sono ancora decine di migliaia di moto invendute in stock. Quindi: produrre cosa? Perché? Per chi? Con che soldi?

MotoGP: un asset svuotato, in modalità sopravvivenza

E adesso guardiamo alla MotoGP.
Un tempo era la cosa da salvare, il fiore all’occhiello da proteggere mentre l’azienda si bloccava. Oggi è diventata la cosa da sacrificare per provare a salvare quello che resta dell’azienda. E attenzione: non solo non è più etico continuare a correre con un’azienda in crisi mentre lavoratori e fornitori restano appesi, ma non è più nemmeno sostenibile economicamente.
La MotoGP è ormai l’unico gioiello rimasto in una corona arrugginita, l’unico asset con ancora un po’ di valore, e quindi il più facilmente cedibile.
Però è a rischio anche lei e non è vero che va avanti con fondi “a parte” o con sponsor separati.
È una favola. Una favola comoda, che oggi non regge più. E ve lo dimostro.
Le wild card? Annullate. E non per ragioni tecniche. Le scuse sono ridicole e patetiche.
I test? Ridotti all’osso.
Beirer ci racconta che “i quattro piloti ufficiali testano direttamente in pista”. Certo, come no. Favole.

Intanto i piloti iniziano a parlare apertamente, e dietro le quinte è caccia al contratto. Acosta? È già perduto. Ma su questo facciamo un contenuto a parte. La domanda vera è semplice e scomoda: KTM finirà davvero la stagione MotoGP?
Per me, se ci arriva, sarà uno zombie, anche se alle riunioni MSMA gli austriaci fanno finta di essere vivi con proteste continue e pretese assurde.

Investitori: solo storytelling

I nomi ventilati nei mesi scorsi? FountainVest ha investito altrove. CFMoto non si è mai fatta vedere. Bajaj, seppur coinvolta, non ha mai dichiarato di voler salvare KTM. Al limite comprerà il cadavere un tanto al kg e lo farà a pezzi.
E BMW, forse interessata… ma solo agli slot in griglia, non a KTM in quanto tale.

Quella che doveva essere una rete di salvataggio si è rivelata una nuvola di vapore comunicativo.
Solo storielle, comunicati, promesse e stampa di pompieri a libro paga.
Mesi di balle da parte di Stephen Pierer per calciare la palla avanti e non perdere il controllo di quel cadavere che è diventato il suo gruppo industriale.

La rete vendita è il biglietto da visita di un’azienda ed è ridotta allo stato di abbandono commerciale, con concessionari disperati che ormai sono ridotti a fare televendite in cui cercano di regalare moto che nessuno vuole.

Assemblea del 25 aprile: senza contenuti

E così arriviamo all’assemblea straordinaria. Nata per risolvere, oggi si presenta priva dei suoi punti chiave.
L’aumento in contanti non si fa. La conversione in azioni dei prestiti nemmeno. E le vere decisioni… vengono rinviate, ancora.

Conclusione – Tutto confermato. Di nuovo.

Quello che oggi tutti fingono di scoprire, su Misterhelmet lo raccontiamo da quasi un anno.
La crisi finanziaria, quella industriale, lo spacchettamento delle attività, il rischio MotoGP…
Ogni tassello è andato esattamente dove avevamo previsto. Non siamo più intelligenti.
Semplicemente siamo andati a scuola, analizziamo i dati e non ci facciamo comprare da 2-3 moto in prova.
E oggi, mentre qualcuno si stupisce, noi confermiamo, verifichiamo, documentiamo.
E confermiamo di nuovo.

Pierer Mobility è in stallo tecnico.
KTM è senza ossigeno.
E la MotoGP potrebbe perdere un altro costruttore… prima ancora che la stagione finisca.

 

Disclaimer!
Se appare soddisfazione, nei video o negli articoli, non è per l’evolversi della vicenda, che mi addolora, ma per il fatto di avere la coscienza pulita per aver lavorato bene ed in modo onesto.
Vi posso solo dire di continuare a seguire Misterhelmet.

 

L’intervista fake di Bagnaia spiegata bene e la guerra fra pompieri e parrucchieri!

Il cliche è sempre lo stesso. Bagnaia che fa dichiarazioni pesanti e poi o non sono vere o è stato frainteso oppure addirittura le interviste sono inventate, con tutti i virgolettati. Questa volta ci sono di mezzo TNT Sport e altre testate internazionali. Poi ci sono i pompieri a gettone e quelli che rosicano perché il ruolo di pompieri non lo hanno avuto loro. Parliamo di gente che è cintura nera di farsi gli affari suoi a comando contro gente che invece fa abitualmente giornalismo da parrucchiere. Vi spiego com’è andata, secondo me!

 

 

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Il Codice Marquez! Perfetto nella sua imperfezione! Ecco come decifrarlo.

La forza di Marc Marquez è data dalla stringa dei suoi risultati, una sequenza comunque perfetta. e dalle chiavi di lettura del personaggio, pilota e uomo. Anche quando sembra incompiuto, Marc Marquez è fastidiosamente completo nella sua imperfezione che conquista e fa arrabbiare detrattori, stampa e fans. Inclusa la stessa Ducati, che ne è ormai dipendente!

 

 

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