MotoGP, Honda: è il momento di cacciare qualcuno!

 

Che tipo di casino bisogna fare in un’azienda per essere buttati fuori? Honda sembra avere i requisiti più elevati!

Immaginate di essere un allenatore e di fare un casino, tipo di mandar via uno dei vostri migliori atleti, l’equilibrio dello spogliatoio e il suo preparatore, così, perché vi sta sulle palle da tempo e appena arrivati segate tutti e due. E questi vanno a portare i loro schemi altrove.
E poi di fare in modo che la stella della squadra, che vi ha fatto vincere praticamente da solo tanti campionati, l’unico in grado di combinare qualcosa, una volta infortunato, torni prematuramente rischiando di porre fine alla sua carriera. E questa gestione è colpa vostra.
In sostituzione decidete di affidere le sorti del team a due che proprio non ce la fanno e nel frattempo riuscite a litigare con tutto l’ambiente mentre la vostra squadra trascorre annate terribili, ma comunque mai tanto terribili come quelle che stanno per arrivare.
Troppo difficile? Vediamo se riusciamo a a trovare un’analogia più alla nostra portata.


Immaginate di essere a capo di un gruppo di lavoro e di cacciare l’unico che sviluppa i prodotti dell’azienda e il suo collaboratore perché vi sta sulle palle mentre portate allo stress estremo il miglior progettista e venditore costringendolo a lavorare mentre non sta bene e nel frattempo litigate con tutti i i concorrenti ma anche con partner e fornitori, mandando l’azienda a puttane per un tot di anni assicurati dopo aver assunto due vostri amici che non ne risolvono una?

Più chiaro così? Cosa vi farebbero? Vi butterebbero fuori a calci e invece siete ancora lì belli aggressivi e spocchiosi rifiutandovi di capire quello che invece hanno capito tutti quelli intorno a voi, amici e… “nemici”.
In quanti contesti sareste ancora al vostro posto? Nemmeno se lavoraste ad un chiosco sulla spiaggia. Ve lo garantisco.

Figuriamoci in MotoGP. Non sareste al vostro posto in Ducati, in KTM, in Yamaha e nemmeno in Suzuki. Vi avrebbero preso a calci con uno stivale da cow boy… così in profondità che dovreste farvi aiutare per estrarre gli speroni dal culo. E’ un po’ forzato ma spero di aver reso l’idea.

E allora perché Puig è ancora in Honda, dopo aver fatto andare Pedrosa a ben lavorare in KTM solo perché gli stava sulle palle il suo manager?
Perché è ancora in Honda dopo aver gestito male Lorenzo, aver consentito (ma in pratica costretto) il più grande campione di Honda degli ultimi 20 anni a rientrare anzitempo e a rimanere forse mutilato per sempre? Per non parlare dell’acquistone Espargaro e di Bradl che sa collaudare e sviluppare come io so fare le missioni di pace?
Perché i giapponesi, Honda specialmente, ci mettono un po’. Però, e qui la notizia, il tempo e la pazienza sarebbero finiti perchè dopo aver toccato il fondo, Honda HRC ha iniziato anche a scavare.

Pulizia piloti: fatta. Dopo il Sachsenring rimane Marc Marquez (e vorrei vedere) in attesa di recupero ma vanno a casa Espargaro, Alex Marquez e Nakagami perché arrivano Mir, Rins e Ogura.

Poi serve uno che sia capace, che non litighi con chicchessia, che abbia un buon rapporto con i piloti e che soprattutto riesca a gestire le cose con il suo datore di lavoro. Insomma il contrario di Puig. Vi viene in mente qualcuno di libero?
Due che vengono da Suzuki. Il primo è Suppo,che è stato chiamato per riprendere in mano le cose dopo ma l’azienda ha chiuso il negozio e anche le strade in Yamaha sembrerebbero, per ora, sbarrate come spiegato il 20 febbraio
Il secondo, più lontano ancora da Puig e quindi preferibile, è Brivio, di cui abbiamo già parlato come candidato per Suzuki qualche mese fa, però Suzuki sappiamo…

Brivio è, vale ancora il mio video precedente, sì blindato in Alpine ma non è più in F1 perché è stato parcheggiato a fare altro.

Ecco qui il pezzo di gennaio

Per lui la serie A delle moto sarebbe meglio che allenare le giovanili delle auto, per fare un’analogia.
Le trattative sarebbero ancora in corso ma come è blindato Brivio in Alpine è blindato anche Puig in Honda Repsol. Quindi va trovata la spinta per

Se non fosse per il fatto che entro breve potrebbe non esserci più una Honda Repsol dato che abbiamo parlato il 14 magggio del fatto che ci potrebbe essere un “avvicendamento petrolifero”.

In super sintesi Repsol punta sulle rinnovabili mentre Petronas vende ancora carburante in Asia.
Quindi alla fine a capo della Honda ci potrebbe tranquillamente essere Davide Brivio, e la livrea della honda potrebbe essere tranquillamente questa qui!
E non è detto che sia necessariamente il 2024. Potrebbe succedere tutto anche prima, anche sei i giapponesi non amano rivoluzioni plateal.
Ma quando partono, poi arrivano…
Ma per adesso, e non sono il solo a pensarlo, l’importante è che parta Puig ma soprattutto, che arrivi Marc Marquez.

MotoAmerica, Laguna: gara2 ancora a Gagne, Petrucci secondo!

Gara2 a Laguna Seca, ancora nelle mani di Gagne. Petrucci secondo e adesso insegue anche in campionato!

Il week end di Laguna Seca sarebbe dovuto essere quello del recupero da parte di Petrucci, a secco da Road Atlanta ma comunque in testa in un campionato che, annullato Scholtz, vedeva in recupero Jake Gagne, autore di un filotto di vittorie impressionante.


 

Invece a Monterey è andata in scena una doppietta del campione in carica. Imbattibile il pilota e imbattibile la moto, quella Yamaha Fresn ‘n Lean che ha regalato due podi anche a Cameron Petersen, in gara 2 davanti persino a Danilo che ha dovuto subire anche un sorpasso al cavatappi VR46 Style. Questo ieri, però, perché in Gara2 Danilo è apparso da subito più aggressivo ed è riuscito a tenere dietro il Sudafricano fino alla fine della corsa, chiudendo anche con mezzo secondo di vantaggio. Non c’è stata comunque gara perché  Gagne, che è uomo da piste americane, si è mosso bene anche nella pista del cavatappi e al primo giro aveva già quasi un secondo sull’uomo Ducati. E’ questo il problema di Petrucci: la Ducati che ha tutti i problemi possibili: chattering, mancanza di grip e consumo eccessivo delle Dunlop. In sintesi, problemi di elettronica.
La Yamaha comunque al MotoAmerica non lasciano agli avversari niente che non siano le briciole.
A parte il problema di Scholtz, rottura del motore per lui, l’unico avversario è Petrux, dato che la Suzuki di Escalante lotta (senza riuscirci) per salire sul podio e la BMW di Barbera è ancora molto acerba.
Le chance per il pacchetto italiano ci sono,  Petrucci ha solo 3 punti di ritardo su Gagne, ma le piste non sono amiche. Urge un intervento da Bologna che riesca a supportare Warhorse nella risoluzione dei problemi. Il pilota c’era già l’anno scorso, si chiamava Loris Baz. Con Danilo in campo non impegnarsi sarebbe un’occasione sprecata.

 

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Pagelle Assen22: Bagnaia vince, Quartararo spreca, Aleix e Maverick fanno paura!

Martin, Mir, Oliveira e Rins a chiudere i 10.
Bagnaia torna a vincere nella giornata nera di Quartararo che perde punti anche da Aleix che per me è l’eroe della giornata. Super gara di Bezzecchi e Super gara di Vinales.

In una gara nemmeno troppo noiosa, mi dispiace dirlo ma la vittoria meritatissima di Bagnaia è messa in ombra da un sacco di eventi che rischiano di segnare la storia, per lo meno quella del breve periodo, della MotoGP, eccoli in sieme alle pagelle!



MotoAmerica, Ridge Motorsport: gara 2 a Gagne davanti a Petrucci e Petersen

Gagne, Petrucci, Petersen, Scholtz, Barbera, Escalante, Gillim, Alexander, Jacobsen, Anthony a chiudere i 10.

Gara2 al Motoamerica è ancora una passeggiata per Gagne che si muove a suo agio e di esperienza.
Per Petrucci, un secondo posto che gli vale ancora la testa della classifica con 11 punti di vantaggio sul campione in carica e su Scholtz che questa volta non è proprio della partita e deve cedere il passo all’altro sudafricano Petersen.
La chiave della gara è il tempo, troppo, che Danilo ci mette per passare Petersen, agguerrito fino alla fine, e che dà a Gagne, come ne avesse bisogno, la possibilità di fuggire e far sua la quinta vittoria nelle ultime sette gare.
Il prossimo appuntamento del 9-10 luglio a Laguna Seca, pista vera, dovrebbe essere un po’ più vicino a quello a cui Petrucci è abituato.
Potrebbe essere l’occasione per dare quello strattone che gli serve per ipotecare il campionato, nella speranza di non dover affrontare ancora problemi meccanici ed elettronici per una moto non ancora a punto.

MotoGP, Sachsenring: Quartararo batte Zarco e Miller. Bagnaia ancora ghiaia!

Quartararo vince senza avversari davanti a Zarco, Miller, A.Espargaro, Marini, Martin, B.Binder, Di Giannantonio, Oliveira e Bastianini a chiudere i 10.
Disastro Bagnaia, addio mondiale, disastro Mir, super sfiga Vinales e Bastianini spento. Ottimi Zarco, Espargaro e Marini!
Telecronaca imbarazzante a livello di giustificazioni al sapore di russia con un tocco di Nord Corea.

La MotoGP post Sachsenring rimarca una certezza.
C’è un pilota decisamente più forte degli altri, in tutte le condizioni, nonostante una moto inferiore testimoniata dai risultati disastrosi dei suoi compagni di squadra e di marca.
Quell’uomo è Fabio Quartararo e non è solo l’unico fenomeno della MotoGP attuale, ma forse anche l’unico top rider in un mondo di “normali”.
Gli altri sono infatti buoni piloti, qualcuno ottimo, che però sono destinati a brillare occasaionalmente. Senza Quartararo si potrebbero fare altri ragionamenti. Ma Quartararo, purtroppo c’è, e manca anche Marquez, quindi la realtà è amarissima.




Fatta questa analisi, la gara è fatta di episodi. Bagnaia butta via un mondiale che personalmente faccio fatica a credere che sia mai stato alla sua portata. Cercare di giustificarlo restituisce a chi lo fa il certificato di dilettante o quello di prezzolato, ammesso che non si possa essere entrambe le cose e vista l’insistenza, non lo escluderei. Le Ducati sono dei missili e ci vanno forte in tanti, a turno. Oggi tocca a Zarco e Marini, più che a Martin e a Bastianini, spento come con un interruttore che lascia meravigliati. Questa è l’altra chiave di lettura per una casa che il mondiale piloti non lo vince “anche” per questo suo doversi barcamenare fra tanti concorrenti interni che a volte diventano più un problema da gestire che una situazione di cui godere.

Oltre a questo, sembra stia per finire anche il dominio tecnico. Aprilia, con soli due piloti, uno ok (Aleix Espargaro) e l’altro sfortunato causa guasto (Vinales), dimostra che anche “motoristicamente” l’Italia delle due ruote non ha più un solo colore. Il conto potrebbe arrivare presto, forse già a partire dalla prossima stagione in cui Noale avrà un team clienti.
I resto è una sconfitta di uomini e moto. Sconfitte le Suzuki, ormai allo sbando e mono pilota, sconfitto Mir a terra, distrutte le Honda, che senza Marquez non solo non esistono ma esistono in negativo, e solo discrete, in una pista in cui dovrebbero eccellere, le KTM, che portano a casa a stento la top ten.
Godono Miller, Zarco, Marini, che sono dei turnisti del risultato, visto che gli uniti costanti sono Quartararo ed Aleix Espargaro.

Il mondiale, però, non va dimenticato, ha un candidato solo. Inutile perdere tempo a cercare antagonisti di Quartararo. Tanto vale dedicarsi al “giustificodromo” e allo “scusodromo” per salvare l’ennesimo investimento mediatico andato a male che quest’anno si chiama Bagnaia.

Endurance: a SPA le proteste fanno luce sulla 24h!

L’illuminazione ai test è stato un problema. Non si vedeva nulla, i piloti hanno protestato e gli organizzatori, li hanno ascoltati.
Non è il massimo ma…


Questo w.e. si corre la 24h di SPA per il Mondiale Endurance.
Già a Le mans i concorrenti avevano ricevuto informazione della possibilità, volendo, di montare fari aggiuntivi.
Arrivati in Belgio, nei primi test, la scoperta del motivo dell’insolita, generosa concessione.
Durante qualche passaggio notturno in auto fra le giornate di test, qualcuno ha notato che mancava un’illuminazione sufficiente, dato che i fari delle moto non sono risolutivi.
Alla fine gli organizzatori hanno portato un certo numero di lampade ad alta illuminazione che, in qualche modo funzionano. Nei test di questa notte, l’illuminazione è accettabile.
Pericolo scongiurato, ma bisogna dire grazie a quei piloti che hanno alzato un po’ la voce.

 

Endurance: a SPA non si vede una mazza. A rischio la 24h!

L’illuminazione ai test è un delirio. Non si vede nemmeno in auto. Gli organizzatori lo sapevano e avevano messo le mani avanti sin da Le Mans. Ecco cosa potrebbe succedere!



Questo w.e. si corre la 24h di SPA per il Mondiale Endurance.
Già a Le mans i concorrenti avevano ricevuto informazione della possibilità, volendo, di montare fari aggiuntivi.
Arrivati in Belgio, nei primi test, la scoperta del motivo dell’insolita, generosa concessione.
Durante qualche passaggio notturno in auto fra le giornate di test, qualcuno ha notato che mancava un’illuminazione sufficiente, dato che i fari delle moto non sono risolutivi.
Entro domani l’organizzazione monterà delle torrette con delle luci ma secondo molti non basterà.

In occasione del briefing piloti, voci di paddock dicono che verranno fuori una serie di proposte alternative: una 12h nella giornata di sabato oppure 2 8h sabato e domenica con un parco chiuso di 8h fra le due corse.

Se i rumors troveranno conferma, ci siamo giocati anche l’Endurance.

MotoGP: chi prenderà il pacchetto Suzuki? Gira una voce sconvolgente!

La notizia ha un sapore misto di bufala e fantascienza ma è una di quelle voci che da qualche giorno gira nel paddock e quindi ve la riporto.
Avete presente Suzuki, che se ne va? Beh, ormai l’avete presente, dato che non si è parlato d’altro.
Eppure, alla scomparsa reale delle moto giapponesi, molti non ci credono.
Qualcuno vede la possibilità che si configuri una situazione simile a quella Kawasaki Hayate, quando nel 2009 Kawasaki mollò all’improvviso e Melandri si trovo con una moto senza padroni marchiata Hayate con cui fece comunque un podio e una stagione da guerriero.
Nella MotoGP attuale, questa cosa, è possibile? E’ possibile ma senza sviluppo non ha molto senso che un team privato si prenda in carico due moto che non conosce e le porti avanti da solo, dai.
Fra l’altro vediamo già la demotivazione massiccia di Rins e Mir che sono un po’ frustrati dalla situazione.

Però, e c’è un però, la voce che rimbalza nel paddock è ben diversa.
Suzuki sarebbe sostituita da BMW che erediterebbe tutta la struttura e il pacchetto, incluse moto, motori, disegni, etc.
Questa cosa che a me sembra assurda, negli ultimi giorni ha girato molto. E’ ovviamente una roba che non so come possa addirittura essere presa in considerazione, in un posto dove lavorano professionisti, eppure… eppure sono girate voci ben più assurde.
Che brand avrebbe, la moto? BMW o Suzuki? Chi la seguirebbe, in pista?  Davvero un’azienda come BMW, che fa moto, accetterebbe di portare avanti un motore jap in MotoGP quando fa già fatica in Superbike? E i giapponesi sarebbero d’accordo sul fatto di dare ad altri tutti i loro “segreti”?
Molto più probabile che quelle moto celesti, l’anno prossimo finiscano ad Hamamatsu nel museo. Poi vediamo. Io intanto, seppur scandalizzato, ve ne ho parlato, perché negli ultimi anni ho visto così tante cose strane, può succedere di tutto.