MotoGP, Sachsenring: Quartararo batte Zarco e Miller. Bagnaia ancora ghiaia!

Quartararo vince senza avversari davanti a Zarco, Miller, A.Espargaro, Marini, Martin, B.Binder, Di Giannantonio, Oliveira e Bastianini a chiudere i 10.
Disastro Bagnaia, addio mondiale, disastro Mir, super sfiga Vinales e Bastianini spento. Ottimi Zarco, Espargaro e Marini!
Telecronaca imbarazzante a livello di giustificazioni al sapore di russia con un tocco di Nord Corea.

La MotoGP post Sachsenring rimarca una certezza.
C’è un pilota decisamente più forte degli altri, in tutte le condizioni, nonostante una moto inferiore testimoniata dai risultati disastrosi dei suoi compagni di squadra e di marca.
Quell’uomo è Fabio Quartararo e non è solo l’unico fenomeno della MotoGP attuale, ma forse anche l’unico top rider in un mondo di “normali”.
Gli altri sono infatti buoni piloti, qualcuno ottimo, che però sono destinati a brillare occasaionalmente. Senza Quartararo si potrebbero fare altri ragionamenti. Ma Quartararo, purtroppo c’è, e manca anche Marquez, quindi la realtà è amarissima.




Fatta questa analisi, la gara è fatta di episodi. Bagnaia butta via un mondiale che personalmente faccio fatica a credere che sia mai stato alla sua portata. Cercare di giustificarlo restituisce a chi lo fa il certificato di dilettante o quello di prezzolato, ammesso che non si possa essere entrambe le cose e vista l’insistenza, non lo escluderei. Le Ducati sono dei missili e ci vanno forte in tanti, a turno. Oggi tocca a Zarco e Marini, più che a Martin e a Bastianini, spento come con un interruttore che lascia meravigliati. Questa è l’altra chiave di lettura per una casa che il mondiale piloti non lo vince “anche” per questo suo doversi barcamenare fra tanti concorrenti interni che a volte diventano più un problema da gestire che una situazione di cui godere.

Oltre a questo, sembra stia per finire anche il dominio tecnico. Aprilia, con soli due piloti, uno ok (Aleix Espargaro) e l’altro sfortunato causa guasto (Vinales), dimostra che anche “motoristicamente” l’Italia delle due ruote non ha più un solo colore. Il conto potrebbe arrivare presto, forse già a partire dalla prossima stagione in cui Noale avrà un team clienti.
I resto è una sconfitta di uomini e moto. Sconfitte le Suzuki, ormai allo sbando e mono pilota, sconfitto Mir a terra, distrutte le Honda, che senza Marquez non solo non esistono ma esistono in negativo, e solo discrete, in una pista in cui dovrebbero eccellere, le KTM, che portano a casa a stento la top ten.
Godono Miller, Zarco, Marini, che sono dei turnisti del risultato, visto che gli uniti costanti sono Quartararo ed Aleix Espargaro.

Il mondiale, però, non va dimenticato, ha un candidato solo. Inutile perdere tempo a cercare antagonisti di Quartararo. Tanto vale dedicarsi al “giustificodromo” e allo “scusodromo” per salvare l’ennesimo investimento mediatico andato a male che quest’anno si chiama Bagnaia.

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