Superbike, Mandalika: Razgatlioglu SUPERPOWER in G1 davanti a Bautista e Rea!

A Mandalika in Gara1 non c’è n’è per nessuno. Il turco saluta e se ne va. Resta in gara solo Bautista. Il resto è serie B.


Misterhelmet Shop Razgatlioglu, Bautista, Rea, Locatelli, Rinaldi, Vierge, Gerloff, Bassani, Lowes e Baz a chiudere i 10.
Toprak Razgatlioglu fa quello che vuole in Gara1 a Mandalika, errori e indecisioni incluse, che non gli costano niente se non il fastidio di dover riprendersi tutto il vantaggio su un unico avversario, Alvaro Bautista, che un po’ prova a resistere, un po’ capisce che rimandare la vittoria del mondiale è meglio che metterlo a rischio andando per terra.
Il resto, a partire da Rea comunque sul podio, è una cosa che non c’entra niente con i primi due dato che viaggia a 7 secondi dal ducatista. I distacchi sono da anomalia spazio temporale già a partire dal sottopodio con Locatelli a incassare 20 secondi, nonostante sia proprio la top ten a far vedere le uniche cose belle della gara fatta eccezione per il sorpasso di Bautista su Rea, una specie di stoccata violenta al fianco senza possibilità di replica.
Se davanti non succede più niente, nei 10 si consuma la battaglia personale delle seconde guida con Rinaldi e Locatelli a farla da protagonisti e il trio Vierge, Gerloff e Bassani ad animare il resto della festicciola. Per quanto non sia poco, non è però abbastanza perché la gara è fatta di serie A e serie B con solo due piloti a giocarsi veramente qualcosa e solo uno a poter veramente vincere. Gli altri guardano e anche da molto lontano.

Guarda la Live della gara con Misterhelmet!

San Petrucci da Terni, Protettore dei sostituti. Che fine farà?

Ciao America. Petrucci non te lo meriti. Eppure non è colpa del MotoAmerica se Danilo Petrucci da Terni, molto probabilmente, andrà via e saluterà il campionato a stelle e strisce. Ma adesso vi dirò quali sono le sue possibilità.

 

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Portimao: Gara2 a Bautista che allunga su Razgatlioglu e Rea!

Gara 2 fa capire che non solo non ci può essere una tripletta turca, ma che anche gara1, se non fosse stata accorciata sarebbe andata allo spagnolo.
Il talento di Razgatlioglu ci mette una pezza. Rea è ormai solo un terzo incomodo!

 

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Bautista, Razgatlioglu, Rea, Rinaldi, Lowes, Locatelli, Redding, Vierge, Gerloff, Baz a chiudere i 10.
La sensazione è che se ieri avessero fatto garr completa, Bautista avrebbe vinto anche quella. Altro che le triplette di Razgatlioglu fantasticate da chi vedeva anche la partecipazione di Petrucci!
Gara2 è crudele per il risultato e per i messaggi che lancia. Razgatlioglu è il genio, quello con il talento. La sua moto non è inferiore alla Ducati ma ha solo caratteristiche diverse. Il pacchetto, però, la combo, quella vincente, è quella di Bautista + Panigale, perché la moto funziona  con tutti e in più Bautista sa sempre quando può spingere e quando invece deve limitarsi a contenere. Lo sconfitto, invece è Jonathan Rea, che si lamenta della scarsa durata delle gomme ma poi parte all’arrembaggio sin dal via, dimostrando che il problema non è quello.

La gara si regge su questi valori e quello che succede  è solo una conseguenza. Nessun è mai portato a pensare, nemmeno lontanamente che il podio, a meno di errori clamorosi, possa vedere protagonisti diversi dai tre di cui sopra.
Gli altri spartiscono le briciole e fanno da contorno ad uno spettacolo insufficiente e gonfiato come il pubblico dichiarato di 55.000 presenti. Anche distribuiti lungo il week end, sono surreali e scarsamente probabili, alla pari di un podio di qualcuno che non sia Bautista, Razgatlioglu o Rea. E’ comunque buona la prestazione di RInaldi, quella di Locatelli e persino Redding dà nuova linfa alla BMW. Ma è gente lontana, ai margini dell’impero. e delle cose che contano, esattamente come il mondiale Superbike sta diventando marginale per il mondo del motociclismo.

 

Guarda la live con il commento della gara di Misterhelmet, ospiti Luca Bologna
e Francesco Cavalli!

 

Live dopo Motegi GP, Catalunya SBK e Alabama MotoAmerica! Com’è andata? Guest Luca Bologna!

Il Super week end di gara è stato ricchissimo. MotoGP a Motegi, Superbike in Catalunya e MotoAmerica in Alabama!
Com’è andata? Ecco la Live di Misterhelmet con Luca Bologna come Ospite!

 

 


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SBK, Catalunya2: Ancora Bautista con Rinaldi e Razgatlioglu! Rea giù dal podio!

In gara2 va in scena Gara1 con l’aggiunta di Rinaldi. E tutti giù a subire uno strapotere Ducati, forte anche con Bassani. Non c’è proprio più niente da fare contro la moto giusta con l’uomo ancora più giusto!

 


 Misterhelmet ShopBautista, Rinaldi, Razgatlioglu, Rea, Bassani, Vierge, Oettl, Lecuona, Baz e Tamburini
Bautista fa come in Gara1 ma meglio, lasciando i suoi diretti avversari per il campionato in una rissa dall’esito tutt’altro che scontato con Rinaldi e Bassani.
Rinaldi questa volta è bravissimo. Prima fa quello che Miller dovrebbe fare con Bagnaia in SBK ma non riesce, poi fa anche la sua gara, andandosi a prendere un secondo posto che profuma di vittoria.
Razgatlioglu e Rea, la spuntano su Bassani solo all’ultimo momento, di forza ed esperienza, ma l’uomo di Motocorse è un diavoletto indomabile, pieno di trucchi, inganni, e mosse da pilota navigato.
Brutta la gara davanti, bellissima la rissa totale scatenata da Rinaldi e Bassani verso le Yamaha e la Kawa. Un qualcosa che fa perdere agli inseguitori un tempo che non avrebbero comunque recuperato in ogni caso.
Quanto è buona la Ducati? Tantissimo, ma non quanto è buono il pacchetto Ducati-Bautista. Questa stagione, sembra un 2019 venuto ancora meglio.
C’è spazio per gli sprazzi delle Honda, di Oettle susulla Ducati Go Eleven, ma anche di Baz e Tamburini, quest’ultimo da applausi. Il resto sono suicidi. Le BMW, l’altra Kawa, il resto delle Yamaha. La seconda parte della sagra dei droidi malfunzionanti di Gara1, ma per terra.  Così non si va da nessuna parte. Ad eccezione di Bautista, chiaramente.
Lui va dove vuole!Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della Gara2 in Catalunya!

 

SBK, Catalunya: Bautista saluta e se ne va. Rea battuto, Razgatlioglu in crisi!

In gara1 vanno in scena due paradossi: quello dell’elasticità della Superbike, e quello della brutta imprevedibilità!
Cambiare le cose in Superbike, sembra quasi impossibile!

Bautista, Rea, Gerloff, Rinaldi, Razgatlioglu, Lecuona, Lowes, Bassani, Locatelli, Laverty.
Dando uno sguardo ai primi 10 si potrebbe pensare ad un risultato classico di una gara Superbike; vince uno dei soliti e un’altro dei soliti protagoinisti, ha un problema.
Invece è una gara tutta diversa che dimostra, alla fine, la proprietà elastica della Superbike. Puoi stressarla, strizzarla, cambiare la griglia di partenza nel modo più fantasioso anche con la pole di uno come Lecuona, puoi far succedere in gara quello che vuoi, che  l’ordine di arrivo non cambia o cambia di poco.


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Eh già perché a parte Bautista, che ha vinto andando via come a volersi tirare fuori dalle scazzottate tamarre che tanto piacciono si suoi avversari diretti, il resto finisce in modo quasi uguale ma dopo una gara tutta diversa.
Lecuona è protagonista ma crolla,  Rea è spacciato e poi risorge. Razgatlioglu si spegne come un lumino e Bassani prima esplode poi implode, insieme a Rinaldi che tanto sbaglia e tanto poi rimedia. L’unico a fare una gara “sensata” è Gerloff,, ormai senza i freni inibitori della sudditanza di casa. Deve essere bello per lui schiaffeggiare prima Locatelli e poi Razgatlioglu.
Eppure, nonostante l’imprevedibilità, la gara riesce ad essere di una noia ultraterrena. E questo perché non assistiamo ad imprese titaniche ma a cali ed errori. Non assistiamo a prodezze ma a problemi che si manifestano.
Più che sorpassi, si vedono cedimenti. Insomma agli unici elementi distintivi che sono l’estrema superiorità tecnica di Bautista, la rabbia di Rea e il genio di Gerloff, si sommano solo cedimenti di droidi protocollari che vanno in tilt.
Guardare e riguardare la gara per vedere se nei sorpassi ci sono più attacchi di chi passa o più cedimenti di chi subisce, è una delle cose da fare. Ma non questo week end. Ci sono cose molto più interessanti.

Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della Gara1 in Catalunya!

 

Rinaldi: che vi piaccia o no, un altro anno. Ingaggio: reddito di cittadinanza!

L’annuncio della riconferma di Michael Ruben Rinaldi, nonostante le voci, dovrebbe arrivare a breve. E l’averlo fatto sentire in bilico, quando magari in bilico non è stato mai, è un altro gioco al ribasso che ha fatto comodo a molti.
A Bassani per alzare le sue quotazioni, e a Ducati per abbassare il prezzo.
E’ così che anche uno che non rischiava un posto per cui guadagnava quasi niente, si sente, in qualche modo, fortunato.

Rinaldi è uno che divide. Piace o non piace.
Ti ci puoi innamorare perché alla fine, anche se non performa, si fa ammazzare su quella moto. Ed è uno sempre positivo.

Che poi non è vero che non performa, perché poi alla fine, in campionato è quarto.
Il problema è che è a 120 punti dal terzo e con la metà dei punti del suo compagno di squadra. Ma le altre seconde guide non hanno fatto molto meglio, anzi. Rinaldi mette il suo zampino molto più di Locatelli, Lowes e compagnia.
Alla fine se ti tieni Rinaldi, che performa senza fare scena, che costa 70mila euro annui (più i premi, certo, ma sempre 70mila sono), forse non sbagli perché di fatto gli paghi una specie di reddito di cittadinanza.

 

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70.000 per tutto il mondiale, con 3 gare + 4 turni di prove e warm up, per un totale di 8 turni in moto X 12 round, sono 96 presenze e cioè meno di 730,00 euro a presenza se escludi i test, i viaggi, gli eventi e gli sbattimenti assortiti prima, durante e dopo la stagione.
Vedete voi. Ducati non si vergogna di niente tanto da aver fatto la stessa offerta a Petrucci la cui risposta è il motivo per il quale ha confermato Michael.

Alla fine io Rinaldi non lo avrei confermato.

Non perché gli voglia male, ma perché su quella sella siede già da qualche anno e avrei voluto vederci Bassani.
Però non significa che la scelta della squadra non sia giusta, anzi, forse è giusta in quanto segue una logica di continuità.
E forse questo epilogo è la cosa più giusta anche per Bassani che così può andare a cercare qualcosa di “diverso” e alternativo al finale che tutti si aspettavano per lui. Qualcosa di diverso da un team ufficiale tritatutto che esalta le prime guide e distrugge le carriere dei secondi piloti. E non credo che serva un elenco relativo agli ultimi anni.

Superbike, Magny Cours: Gara2 a Razgatlioglu davanti a Rinaldi e Bassani. Rea perde la testa e dà una spallata a Bautista!

Razgatlioglu, Rinaldi, Bassani, Lowes, Rea, Redding, Locatelli, Gerloff, Baz e Lecuona. Finalmente Rinaldi e ottimo Bassani.
Gestaccio di Rea che perde la testa e butta fuori Bautista con una spallata.

E’ davvero un peccato che una gara bellissima con un meteo perfetto (a Magny Cours è cosa rara) verrà ricordata soprattutto per un gesto indecente, quello di Jonathan Rea, assolutamente non in linea con il livello della competizione e il blasone di chi lo ha compiuto. Una spallata netta, come se non bastasse l’entrata kamikaze, su un Bautista che lo aveva umiliato in Superpole Race e lo stava regolando senza problemi anche in Gara2. Deve essere stata la sensazione di impotenza dell’ex campione del mondo a spegnergli totalmente le luci ed a portarlo ad un fallo di frustrazione che sarebbe bene fosse sanzionato con qualcosa di più del long lap penalty assegnato in gara. L’entrata di Rea cambia le sorti di un campionato che altrimenti sarebbe stato chiuso e lo denota il ritardo che comunque i due contendenti soffrono nei confronti dello spagnolo di casa Ducati: 30 punti da recuperare per Razgatlioglu e 47 per Rea, che sarebbero potuti essere tranquillamente almeno 50 e 67.

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Chiuso questo passaggio squallido della giornata, rimane da raccontare una gara bellissima, vissuta sugli attacchi e le prodezze di un Bassani ormai pronto al passaggio in ufficiale e un Rinaldi che invece tiene duro e non vuole mollare la sella tutta rossa. RInaldi trova la forza di lottare per la vittoria e di non far rimpiangere il suo caposquadra. Dopo le numerose critiche, va detto, meritate, oggi è la sua giornata e nessuno gli toglie un secondo posto che vale vittoria.
Come spesso accade ultimamente, spumeggiante Bassani e implacabile (questa volta senza errori) Razgatlioglu.
Ridimensionato e piccolo piccolo, invece, un Jonathan Rea che soffre da inizio gara e delude sotto l’aspetto sportivo e umano. Non c’è niente di peggio che non saper perdere dopo che hai vinto così tanto.
Ma a far bene non sono solo i tre del podio. E’ buona anche la gara di Lowes, finalmente, nonché quelle di Redding e Gerloff. Peccato che siano tutti  troppo lontani da quello che conta. E’ una Superbike ai margini dell’impero che fa solo numero e non influenza quasi mai le cose che stanno per succedere. Mancando Rea e Bautista ci si aspetterebbe uno dei vecchi senatori a prendere le redini della gara. E invece ci sono due giovani. Forse è meglio così.

Guarda la live del commento alla gara, con Misterhelmet!

Live argomenti estivi! Domande, risposte e un paio di news su Honda!

Una live estiva fresca in cui parliamo dei temi caldi dell’estate e di un paio di temi che riguardano Honda, fra cui la fraintesa news di Bassani.

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Superbike, Most: Bautista vince di testa gara1. Bene anche Razgaglioglu e Redding!

Gara1 a Most evidenzia un Bautista aggressivo e calcolatore allo stesso tempo. Fa sfogare i suoi avversari e va via lasciandoli combattere fra loro!

Bautista, Razgatlioglu, Redding, Rea, Bassani, Locatelli, Rinaldi, Lecuona, Lowes, Gerloff!
E’ questa la sintesi di Gara1 a Most con gocce di pioggia che hanno spaventato ma non hanno realmente influito sulla gara perché nel momento dell’acqua lo spagnolo era già davanti e tutto quello che doveva succedere era già successo.
La corsa è tenuta in piedi dai duelli fra Rea, Razgatlioglu e Redding con l’uomo BMW a rischiare anche di portare a casa qualcosa di più di un terzo gradino del podio. Alla fine è tutto quello che ottiene ma è già molto considerando dov’era BMW fino a qualche gara addietro.
La verità è che, al di là delle moto in pista, è il Bautista cervello che ha la meglio sui suoi avversari, lasciandoli combattere ed approfittandone.
Alla fine è Rea a cedere il podio e a cambiare il solito trio di successo mentre alle loro spalle il solo Bassani brilla della luce dei clienti.  Negativi tutte le seconde guide e Locatelli, questa volta molto sporco nella guida.
Nella gara non c’è molto altro ma è comunque bellissima perché a lottare per il top questa volta, almeno, sono in quattro!


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