Portimao: Gara1 a Razgatlioglu ma Bautista ipoteca il titolo!

Razgatlioglu, Bautista, Rea, Bassani, Lowes, Locatelli, Rinaldi, Vierge, Baz, Gerloff. Razgatlioglu vince la gara ma non la domina. Bautista è quello che fa più paura. Rea terzo in gara e, vedrete, in campionato mentre teniamo tutti le dita incrociate per Victor Steeman!

 

 

 

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Gara1 a Portimao è in versione ridotta. Inizia in ritardo per l’incidente a Victor Steeman in Supersport 300 e vale solo 14 giri, quelli che bastano a Razgatlioglu per vincere la gara. Con una gara completa forse Bautista sarebbe riuscito ad acciuffare il risultato pieno. Già così comunque il campionato appare compromesso, con 54 punti di vantaggio di Bautista sul turco e 71 su Rea.
La gara ha alcuni temi: il tentativo di fuga di Rea, sventato quasi subito, la rimonta di Bautista, stoppata dalla gara ridotta, e i fuochi d’artificio di Bassani che lotta con tutti quelli che gli capitano a tiro e rende la vita di Lowes un inferno.
Le seconde guide fanno tutte più o meno il loro dovere e solo Vierge è un intermezzo interessante in top ten, unitamente alla scheggia impazzita Bassani e ad un Gerloff che trova la sua Yamaha proprio mentre la deve lasciare.
Il resto, fidatevi, non esiste o arriva al traguardo con molta calma, incluso Gagne, provenienza MotoAmerica, 19° all’arrivo.

La gara però ha una sintesi: il fatto di durare solo 14 giri aiuta gli inseguitori di Bautista. Bottino pieno sarebbe stato decisamente peggio per tutti. Invece forse riusciamo a non vedere la chiusura dei giochi già domani!

Guarda la diretta Live di Misterhelmet con il commento della gara!

Rumors: Ezpeleta vuole a tutti i costi un motore BMW in una MotoGP… ibrida!

Ezpeleta, queste le voci, sarebbe scatenato. Vorrebbe una griglia completa a livello di costruttori.
Se BMW non vuole fare la MotoGP…


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… se BMW non vuole fare la MotoGP, e fidatevi, non la vuole fare, è comunque desiderio di Ezpeleta trovare una soluzione ibrida, nel senso di mettere insieme due aziende per accelerare i tempi.
L’idea, sempre secondo i rumors, sarebbe quella di infilare un motore tedesco (termico eh)  in un telaio Kalex, azienda con cui Monaco di Baviera ha da sempre una proficua collaborazione, dato che la factory di Bobingen è comunque un vicino di casa, per creare una MotoGP ibrida, ossia frutto della collaborazione fra due factory.
La potenza non è mai mancata ai tedeschi e l’aspetto telaistico potrebbe essere colmato da Kalex che su questo non ha proprio difficoltà. Resta il problema elettronica.
BMW non è riuscito ancora a risolverlo in Superbike. Come potrebbe fare in MotoGP? Proprio per questo, nonostante il racing si fosse dimostrato interessato tempo fa, i vertici respinsero velocemente la questione.
Non è la prima volta che questo discorso viene fuori. NE AVEVAMO PARLATO GIA’ QUI!
Da vedere come evolverà… ma la disperazione si taglia con il coltello.

Rinaldi: che vi piaccia o no, un altro anno. Ingaggio: reddito di cittadinanza!

L’annuncio della riconferma di Michael Ruben Rinaldi, nonostante le voci, dovrebbe arrivare a breve. E l’averlo fatto sentire in bilico, quando magari in bilico non è stato mai, è un altro gioco al ribasso che ha fatto comodo a molti.
A Bassani per alzare le sue quotazioni, e a Ducati per abbassare il prezzo.
E’ così che anche uno che non rischiava un posto per cui guadagnava quasi niente, si sente, in qualche modo, fortunato.

Rinaldi è uno che divide. Piace o non piace.
Ti ci puoi innamorare perché alla fine, anche se non performa, si fa ammazzare su quella moto. Ed è uno sempre positivo.

Che poi non è vero che non performa, perché poi alla fine, in campionato è quarto.
Il problema è che è a 120 punti dal terzo e con la metà dei punti del suo compagno di squadra. Ma le altre seconde guide non hanno fatto molto meglio, anzi. Rinaldi mette il suo zampino molto più di Locatelli, Lowes e compagnia.
Alla fine se ti tieni Rinaldi, che performa senza fare scena, che costa 70mila euro annui (più i premi, certo, ma sempre 70mila sono), forse non sbagli perché di fatto gli paghi una specie di reddito di cittadinanza.

 

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70.000 per tutto il mondiale, con 3 gare + 4 turni di prove e warm up, per un totale di 8 turni in moto X 12 round, sono 96 presenze e cioè meno di 730,00 euro a presenza se escludi i test, i viaggi, gli eventi e gli sbattimenti assortiti prima, durante e dopo la stagione.
Vedete voi. Ducati non si vergogna di niente tanto da aver fatto la stessa offerta a Petrucci la cui risposta è il motivo per il quale ha confermato Michael.

Alla fine io Rinaldi non lo avrei confermato.

Non perché gli voglia male, ma perché su quella sella siede già da qualche anno e avrei voluto vederci Bassani.
Però non significa che la scelta della squadra non sia giusta, anzi, forse è giusta in quanto segue una logica di continuità.
E forse questo epilogo è la cosa più giusta anche per Bassani che così può andare a cercare qualcosa di “diverso” e alternativo al finale che tutti si aspettavano per lui. Qualcosa di diverso da un team ufficiale tritatutto che esalta le prime guide e distrugge le carriere dei secondi piloti. E non credo che serva un elenco relativo agli ultimi anni.

Petrucci a Misterhelmet: la situazione non è rosea? A Barber ce la giochiamo!

Ducati in America è fresca di titolo ma non è sulla Supersport vinta da Josh Herrin con la Panigale V2 (nonostante l’americano abbia strapazzato i rivali vincendo il campionato con tre gare d’anticipo) che sono puntati i riflettori.
Se Petrucci dovesse spuntarla arriverebbe un titolo 28 anni dopo la vittoria di Troy Corser nel 1994. E arriverebbe la vittoria in due campionati con due sole moto schierate.
Una pepita d’oro per Bologna e per Eraldo Ferracci, riferimento di Ducati negli Stati Uniti e vero deus ex machina delle imprese rosse d’oltre Oceano.
Il team Warhorse Ducati NY è solo un team “normale” catapultato alla vittoria in modo un po’ inatteso e sicuramente lontano dal blasone di chi il MotoAmerica lo domina da ben prima del 2015, ossia da quando ancora si chiamava AMA.

Le chiacchierate con Petrucci sono così.
Quando vuole manda vocali o risponde alle domande. Gli orari sono diversi e incompatibili e gli stati d’animo non sempre quelli giusti.

Come va, gli chiedo dopo gara1?
Adesso bene, risponde dopo gara2.

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“Gara1 in di sabato (nel New Jersey) è stata la gara più difficie della stagione al pari di quella in Virginia (entrambi quarti posti e peggior risultato per Danilo).
Sapevamo che c’era zero grip, una pista piccola e piena di buche ed avvallamenti. Abbiamo fatto fatica a tener la moto sull’asfalto.
Ieri ho fatto quello che ho potuto ed è un peccato perché siamo stati molto lontani e in difficoltà.
In gara2 ci ha aiutato molto l’acqua anche se a dire i vero non ha piovuto tanto, era solo umido. Per quello abbiamo anche finito le gomme a tre quattro giri dalla fine. Proprio in quel momento ha ricominciato a piovere e infatti sono caduti in tanti perché la gomma posteriore era una wet finita che è diventata slick proprio mentre è iniziato a diluviare.
Peccato per le cadute di Petersen e Yates perché saremmo potuti andare in testa al campionato Però alla fine va bene anche così.
Gagne è stato spesso più veloce di noi ma arriviamo a Barber e lottiamo. Anche se la situazione non è rosea, ce la possiamo giocare”.

La verità è che per numero di vittorie (11-5) Gagne è impressionante. L’americano conosce le piste e guida una Yamaha praticamente imbattibile. Ma Danilo, regolare, non ha mai fatto peggio di quarto e porta sul ruolino un solo zero (la mancata partenza a Road Atlanta causa rottura del motore in griglia) oltre ad una capacità di adattamento che lo ha visto vincere al debutto persino nel deserto.
E’ per questo che in Alabama, fra due settimane, nel pieno del periodo più piovoso dell’anno, Ducati potrebbe ottenere il secondo titolo in pochi giorni.
Se esiste un sogno americano, con i dovuti scongiuri di casa nostra, è proprio questo!

Gli incredibili risultati di Petrucci al MotoAmerica 2022!

Guarda la Live di Gara2 nel New Jersey con la vittoria di Petrucci!

MotoAmerica, New Jersey: Petrucci vince Gara2 sotto la pioggia. Gagne pesca un podio last minute!

Sotto la pioggia Petrucci va via e rifila 11 secondi agli inseguitori prima di tranquillizzarsi. L’americano Gagne, in crisi, battuto da Scholtz e dal suo compagno di squadra, pesca un jolly last minute per la caduta di quest’utimo e rimane a + 4 in classifica generale.

 

Petrucci, Scholtz, Gagne, Barbera, Petersen, questo l’ordine dei 5 che se la sono più o meno giocata in gara o meglio, che hanno fatto lo stesso sport al New Jersey Motorsport Park. L’intro è sempre quella.


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Petrucci è inquadrato poco dalla regia a stelle e strisce perché al via salta davanti e non lo vedono più, con tanto di giro veloce ad ogni passaggio. Si calma, il ternano, solo quando ha 11 secondi di vantaggio sull’inseguitore momentaneo, quel Cameron Petersen, sudafricano compagno di Gagne, che è l’unico ad avere un passo da  pilota da bagnato, seppur nemmeno lontanamente paragonabile a quello di Petrucci. Questo fino a che l’altro sudafricano, Scholtz, non inizia una rimonta che lo rende protagonista ed autore del giro veloce in gara. Scholtz si libera di Yates e Gagne e insidia Petersen che poi cade e lascia a Gagne un podio pescato solo con la pazienza. Non fa in tempo Ahton Yates, BMW, ad attaccare il campione nonostante ne abbia di più, perché un errore prima, e la bandiera a scacchi poi, favoriscono un Barbera più lento ma più costante.  Il campione in carica e leader della carica, sotto l’acqua non ne ha nemmeno un po’ e guida veramente sulle uova però oggi gli basta.
Impossibile commentare una gara fatta da un uomo in fuga e irraggiungibile, Petrucci, ed un’unica rimonta, quella di Scholtz, con tanti, troppi rider in difficoltà sotto la pioggia. Persino Barbera fa una gara così così, ormai definitivamente disabituato al bagnato. Il podio, seppur fortunoso, tiene Gagne in testa alla classifica generale con 4 punti di vantaggio, 331 a 327 per un finale in Alabama che si preannuncia davvero infuocato!

Guarda la Live con il commento di Misterhelmet!

Superbike, Magny Cours: Gara2 a Razgatlioglu davanti a Rinaldi e Bassani. Rea perde la testa e dà una spallata a Bautista!

Razgatlioglu, Rinaldi, Bassani, Lowes, Rea, Redding, Locatelli, Gerloff, Baz e Lecuona. Finalmente Rinaldi e ottimo Bassani.
Gestaccio di Rea che perde la testa e butta fuori Bautista con una spallata.

E’ davvero un peccato che una gara bellissima con un meteo perfetto (a Magny Cours è cosa rara) verrà ricordata soprattutto per un gesto indecente, quello di Jonathan Rea, assolutamente non in linea con il livello della competizione e il blasone di chi lo ha compiuto. Una spallata netta, come se non bastasse l’entrata kamikaze, su un Bautista che lo aveva umiliato in Superpole Race e lo stava regolando senza problemi anche in Gara2. Deve essere stata la sensazione di impotenza dell’ex campione del mondo a spegnergli totalmente le luci ed a portarlo ad un fallo di frustrazione che sarebbe bene fosse sanzionato con qualcosa di più del long lap penalty assegnato in gara. L’entrata di Rea cambia le sorti di un campionato che altrimenti sarebbe stato chiuso e lo denota il ritardo che comunque i due contendenti soffrono nei confronti dello spagnolo di casa Ducati: 30 punti da recuperare per Razgatlioglu e 47 per Rea, che sarebbero potuti essere tranquillamente almeno 50 e 67.

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Chiuso questo passaggio squallido della giornata, rimane da raccontare una gara bellissima, vissuta sugli attacchi e le prodezze di un Bassani ormai pronto al passaggio in ufficiale e un Rinaldi che invece tiene duro e non vuole mollare la sella tutta rossa. RInaldi trova la forza di lottare per la vittoria e di non far rimpiangere il suo caposquadra. Dopo le numerose critiche, va detto, meritate, oggi è la sua giornata e nessuno gli toglie un secondo posto che vale vittoria.
Come spesso accade ultimamente, spumeggiante Bassani e implacabile (questa volta senza errori) Razgatlioglu.
Ridimensionato e piccolo piccolo, invece, un Jonathan Rea che soffre da inizio gara e delude sotto l’aspetto sportivo e umano. Non c’è niente di peggio che non saper perdere dopo che hai vinto così tanto.
Ma a far bene non sono solo i tre del podio. E’ buona anche la gara di Lowes, finalmente, nonché quelle di Redding e Gerloff. Peccato che siano tutti  troppo lontani da quello che conta. E’ una Superbike ai margini dell’impero che fa solo numero e non influenza quasi mai le cose che stanno per succedere. Mancando Rea e Bautista ci si aspetterebbe uno dei vecchi senatori a prendere le redini della gara. E invece ci sono due giovani. Forse è meglio così.

Guarda la live del commento alla gara, con Misterhelmet!

MotoAmerica, New Jersey: Gagne irraggiungibile in Gara1. A Petrucci sfugge anche il podio!

L’americano è imbattibile e Petrucci incappa in una giornata no dal punto di vista tecnico. Gli sfugge anche il podio e ora è a -13 dalla vetta!

Gagne, Petersen, Scholtz, Petrucci, Jacobsen, questo l’ordine dei 5 che se la sono più o meno giocata in gara o meglio, che hanno fatto lo stesso sport al New Jersey Motorsport Park.


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Niente salva tutta la griglia del MotoAmerica dalla 11ma vittoria di Jake Gagne, nemmeno la bandiera rossa per l’incomprensibile scelta di Hector Barbera di rimanere in mezzo ai piedi quando avrebbe potuto spostare la sua BMW in panne.
Resta il fatto che Gagne fa due volte il vuoto anche partendo terzo in entrambi gli start. Quando vuole è l’unico a scendere sotto l’1.22 mostrando di giocare per tutto il tempo.
Per Petrucci una gara in salita nonostante la presenza del tecnico Giovanni Crupi, venuto dall’Italia. Prima la lotta con con Jacobsen e poi la necessità di tenerlo dietro. Il ternano è in ritardo già da subito e mostra di avere tutto il repertorio dei problemi lamentati per tutto il campionato: chattering, gestione dell’elettronica e incompatibilità con le durissime Dunlop made in USA:
Al contrario, le Yamaha, volano subito e bene. con l’aggiunta del fatto che Jake Gagne ci mette del suo. Al primo start dopo un giro sposta letteralmente Petersen con una spallata per mettersi in testa e fare la gara. Al secondo start non ne ha nemmeno bisogno e se lo porta dietro fino a che il compagno non è messo in pericolo dalla rimonta di Scholtz, anche lui appuntito e sempre su Yamaha. Appena vede che Scholtz è pericoloso, l’americano va via e lascia i sudafricani a sbrigarsela fra loro, rifilando un minimo di 5 secondi abbondanti al primo inseguitore.
Per Petrucci è dramma sopravvivenza, con un quarto posto che è comunque oro, viste le condizioni tecniche che deve affrontare. L’italiano fa i numeri per non farsi passare dalla BMW di Jacobsen e il suo secondo quarto posto, nonostante sia il peggior risultato della stagione, è comunque di grande valore se si considera il gap fra le Yamaha e l’unica Ducati.
Gagne è adesso a +13. Difficile pensare ad un recupero domani ma nelle corse tutto può succedere.

Guarda la Live con il commento di Misterhelmet!

Superbike, Magny Cours: Gara1 a Bautista, tutto cervello. Rea e Razgatlioglu vanno out. Redding e Bassani sul podio!

Bautista, Redding, Bassani Lowes, Gerloff Rinaldi, Locatelli, Oettle, Lecuona, Mahias!

Bautista, talento e cervello, Rea e Ratzga, out. Bassani nuova speranza italiana della SBK!

Se c’è un organo che rappresenta la Superbike di Magny Cours in gara1, non è il cuore e nemmeno il polso, ma il cervello.
E il cervello è quello di Alvaro Bautista che non parte in prima fila, sbaglia anche una marcia, ma rimane tranquillo e nonostante questo riesce a tenere il trenino dei primi.
Rea e Razgatlioglu si sfogano e sbagliano, vanno out e buttano via la gara. A niente serve il rimontone del turco perché i punti che prende addolciscono solo una pillola amarissima.

Lo spagnolo va a dormire con un vantaggio di 56 punti, tantissimi per una pista che in teoria non lo vedeva favorito. E questo succede perché ragiona, fa sfogare tutti, Redding incluso, e poi va a vincere comodamente una gara in merito alla quale pochi avrebbero puntato su di lui.
Due che hanno cuore, loro sì, e gli serve, sono Redding e Bassani, rispettivamente secondo e terzo. L’uomo BMW fa quello che può, e Bassani fa quello che deve: surclassare Rinaldi che purtroppo spreca ancora e vede allontanarsi il suo posto in Aruba.


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Il resto, diciamocelo, non è molto, perché la gara vive soo dei duelli al vertice e dei recuperi del turco.
Lowes, Gerloff, Oettle, fanno una gara generosa ma lontana da quello che conta. Così come generoso è Baz, che nella gara di casa cade quando sembra poter chiudere sul podio.
La curiosità è tutta alla gara Sprint. L’unica soluzione che può cambiare le cose. Sempre che in così pochi giri i soliti non facciano in tempo a sbagliare.

Guarda la live del commento alla gara, con Misterhelmet!

Remy Gardner ripara in Superbike: non è più a piedi! Sistemati anche Gerloff e Aegerter!

Le selle sono poche, i soldi anche e bisogna sbrigarsi.
Gerloff  ed Aegerter si accasano e l’australiano, Campione del Mondo Moto2, rimasto improvvisamente a piedi in virtù dell’incomprensibile scelta di KTM, arriva anche lui in Superbike!

 

 


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Le selle sono poche, il periodo è quello che è e Remy Gardner e il suo manager non hanno perso tempo.
L’australiano, campione del mondo Moto2, correrà nel Mondiale Superbike in sella alla Yamaha del team GRT che attualmente schiera Gerloff e Nozane.
Il team GRT schiera sicuramente un’ottima moto ma avere Remy Gardner è davvero un colpaccio.
L’australiano sostituirà Garret Gerloff che approderà in BMW Bonovo.
Per quanto riguarda Dominique Aegerter, probabile campione Supersport e già campione MotoE, è molto plausibile il suo passaggio, sempre con Yamaha, nel team GMT94.

 

MotoAmerica: perché la Ducati di Petrucci fa fatica? 30 secondi per spiegarlo!

Come mai la Ducati è riuscita a fare una moto invincibile in MotoGP e in Superbike e fatica al MotoAmerica dove il livello è più basso e in teoria è tutto più semplice?
Colpa di Petrucci? Eppure il ternano è secondo in campionato ha non ha fatto peggio di quarto.
Come mai tutti questi problemi, ma soprattutto, che tipo di problemi? A cosa sono dovuti?

Un video breve con al suo interno un video ancora più breve per spiegarlo!


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