MotoGP venduta a Liberty Media(?) Arrivano gli americani!

MotoGP venduta a Liberty Media(?) Arrivano gli americani! La notizia è quella della vendita della MotoGP a Liberty Media, proprietaria della F1, dopo un veloce percorso di americanizzazione. Ma questa sarebbe solo la prima di una lunga serie di news e situazioni che riguardano anche la Superbike. Ecco in dettaglio quali potrebbero essere, chi potrebbe comandare in MotoGP e cosa succederebbe a livello finanziario, politico e organizzativo. Insomma ecco come potrebbe cambiare, americanizzandosi, lo sport che amiamo!

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Se volete un po’ di dettagli, vi potete guardare questo video fatto con Enrico Borghi e Luca Bologna.

Ci sono tutti i retroscena, i dati finanziari e le motivazioni per le quali la MotoGP deve essere venduta.
Cioè, era nell’aria ed era solo questione di tempo. I rumor dicono che l’annuncio sarà dato in America, ad Austin. Ma perché proprio in America?
Perché a comprare la MotoGP dovrebbe essere proprio Liberty Media e questi sono americani.
E attenzione perché ‘è ancora un dubbio. Verrà comprata la Motogp oppure dorna? Presumibilmente solo la quota della MotoGP appartenente a Bridgepoint.
Non è uguale perché Dorna controlla, diciamo, la Motogp ma anche il CEV e la Superbike. E poi ha le mani in altre situazioni:
Quindi non è uguale.
Bisognerà capire cosa Bridgepoint, che come fondo è obbligato ogni tanto a vendere perché deve realizzare, venderà.

Ovviamente si cominciano a capire un sacco di cose. L’arrivo di Rossomondo, di alcuni sponsor americani come sponsor del campionato o di alcuni teams, e l’arrivo di un team americano,  non un team qualsiasi ma un team molto mediatico come Trackhouse impegnato nella Nascar, oltre agli ultimi accordi televisivi che parlano di TNTsport.

 

Anche di questi abbiamo parlato su e anche i quesi abbiamo parlato su Misterehelmet.

Quindi l’americanizzazione era nell’aria.
E probabilmente americanizzazione, annunciata in America, sarà.
Anche se sinceramente, io qualche dubbio che la cosa si farà a fine stagione, un po’ ce l’ho. Mi sembra che sia stata data una grande accelerazione.

Ma chi comanderà in MotoGP?
Sarebbe proprio bello che ci fosse una persona di fiducia di chi comanda in Liberty e allo stesso tempo qualcuno che si intende di MotoGPe ha buoni rapporti con gli americani.
Per esempio? Per esempio ne avevamo parlato qui. Brivio è amico di Domenicali. Non Claudio, quello della Ducati, Stefano, quello della F1.

 

Ed è anche amico degli americani. Veramente pensate che il suo destino sia quello di finire la carriera al team Trackhouse?
Diciamo che è rientrato, dà una sistemata a questo team, parla un po’ con gli americani e magari può essere preso in considerazione per guidare la NUOVA MOTOGP. Ha tutte le caratteristiche per traghettare questa MotoGP da un fondo ad un altro fondo. Ed è anche amico di Stefano Domenicali, che non è il capo di liberty ma è il capo della F1 che è l’asset che in Liberty vale di più.

Ma anche Liberty Media appartiene ad un fondo.
Anche Liberty Media controlla la F1 da tanti anni ormai e come tutti i fondi deve realizzare.
Non è escluso che Liberty Media compri la MotoGP, Venda laF1 e distribuisca un bel po’ di surplus nel fondo.
La sto facendo grezza eh, non è come comprare una Fiat Panda e vendersi una Porsche per tenersi i soldi.
Però alcune manovre sono plausibili.

Sì ma voi direte. E a noi? Ci cambia qualcosa?
Un po’ di più di qualcosa.
Avremo una americanizzazione dello sport che amiamo.
Più gare, più team, meno categorie, qualche GP negli usa
E soprattutto uno spettacolo più da highlights.
Rossomondo si vantava del fatto che gare più brevi piacciono ai più giovani e non rischiano di andare in conflitto con il calo dell’attenzione. Ne ha veramente parlato. UN problema che da loro è molto sentito e di cui da noi si inizia a parlarne adesso.
Tutto molto più vicino alla Sprint Race e a sessioni decisive, che alla vecchia MotoGP fatta di lunghe sessioni alla ricerca del setup.
Ne avevamo parlato quando abbiamo cercato di spiegare come stava cambiando la la MotoGP e cosa volevano dire certi cambiamenti.
Questo per quanto riguarda lo spettacolo.

E politicamente? Come rischia di penedere un calcio in culo la FIA, che sulla F1 ha sempre meno potere, di calci in culo rischia di prenderne più di uno quel mega carrozzone che è la Federazione Internazionale di Motociclismo. Loro fanno i Proci e campano col canone Dorna di 10 milioni circa per utilizzo del marchio. Secondo me per loro sta per iniziare un brutto periodo.

Insomma possono capitare anche cose buone.
Spero di avervi fatto una fotografia un po’ meno sfocata di quella che potete trovare altrove.

 

MotoGP; la pazza idea di DORNA per il KAZAKHSTAN!

Il GP del Kazakhstan è ancora a rischio ma Dorna, questi i rumors, sarebbe pronta a fare all in con gara + festeggiamenti. Eh già perché quest’anno c’è un anniversario importante. Scoprite tutti i dettagli, se non avete già capito dalla copertina!

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L’anno scorso il gp del kazakhstan è staltato.
Lo avevo anticipato insieme all’India che però invece (mi sono sbagliato), ha avuto luogo e in qualche modo è filato tutto liscio.
Quest’anno è saltata l’argentina e a rischio è ancora Sokol, in Kazakhstan.
Eppure ci sono dei rumors che dicono che non solo ci si andrà ma sarà anche un’occasione pazzesca per festeggiare quello che avete visto in copertina.
Sapete che spesso vi do delle anticipazioni.
Quest’anno ho anticipato la cancellazione del GP di Argentina e ci ho preso. 

E ci ho messo dentro anche il Kazakhstan che l’anno scorso non ha avuto luogo.
Qualcuno per rilanciare ha parlato dell’India ma vi voglio tranquillizzare.
Ci si andrà e sarà anche meglio dell’anno scorso perché il governo ha stanziato una cifra rilevante per fare in modo che le cose vadano lisce. Quindi non credete a chi mette in dubbio il Buddh circuit.

La gara che rimane a rischio è però quella di Sokol in Kazakhstan, una pista mai pronta.
Però però però, ci sono dei rumors. Lasciate perdere il fatto che i team stanno facendo i biglietti, quelli li fanno sempre.
I rumors riguardano il fatto che Dorna vorrebbe, proprio in Kazakhstan lanciare un segnale forte e festeggiare lì i 75 anni della classe regina! Una bella dimostrazione di forza eh, i miei complimenti. 

Ma come vorrebbero farlo? Facendo correre tutti i team con delle livree commemorative speciali. Questi sono i rumors. Belli.
Altri rumors? Non tutte le case sarebbero d’accordo e quindi questa cosa potrebbe saltare.
E sapete chi, altro rumor, non sarebbe d’accordo? Yamaha. Che poi è la casa che ha le livree più belle, quella gialla e nera, quella bianca e rossa. Eppure.
Non ho idea se non vogliano farlo lì o non vogliano farlo in generale Magari è solo un rumor, che non vogliono. O magari è solo un rumor tutta la faccenda.
Bisogna avere ancora la certezza che in Kazakhstan ci si vada, e poi si penserà al resto, che comunque è una cosa molto interessante. Vado matto per queste cose. E ricordate, se succederà, dove lo avete sentito.

Al w.e. kazako mancano poco più di 80 giorni. Il giro del mondo in 80 giorni, di Jules Verne è uno dei primi libri che ricordo di aver letto da ragazzino con mia madre.
Poi ricordo anche il cartone.  Per dire che un po’ di margine per farcela c’è ancora.

Non vedo l’ora di vedere le livree commemorative anche se qualche casa non era nemmeno nata, 75 anni fa, fra cui proprio Yamaha, ma non è la sola. E una ci rientra appena.
Così vi dovete andare a vedere quali rientrano nei 75 e quali no, anche se è la classe regina, che verrà festeggiata. 

Sarebbe una vera figata se riuscissero a farla, anche se non  in Kazakhstan. L’alternativa su cui si starebbe ragionando è ASSEN!

SBK, Catalunya: Bautista non è finito ma Toprak ha appena iniziato!

Il week end al Montmelo si chiude con un pubblico inesistente che si è perso uno spettacolo esagerato. Forse Gara2 non è all’altezza di gar1 e soprattutto della sprint ma mette sul tavolo alcuni verdetti chiari. Bautista non è finito. Bulega è davanti per restare, e Razgatlioglu ha a appena iniziato. E può fare la storia per BMW.

 

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Il week end al Montmelo si chiude con un pubblico inesistente che si è perso uno spettacolo esagerato.
Forse Gara2 non è all’altezza di gar1 e soprattutto della sprint ma mette sul tavolo alcuni verdetti chiari.
Bautista non è finito. Bulega è davanti per restare, e Razgatlioglu ha a appena iniziato. E può fare la storia per BMW.

Bautista, Bulega, Razgatlioglu, Van Der Mark, Petrucci, Lowes, Gardner, Rea, Aegerter e Gerloff.
Questi i 10 in una gara che non è al livello di gara1 e della sprint ma che in quanto a spettacolo alla MotoGP le dà una pista e mezza.
Peccato che sugli spalti non vi sia quasi nessuno a vedere e sentire una gara che ormai è l’ultima forma di motorismo reale, a partire dalle safety car 2024 a cura di Dodge e a forza di Challenger e Durango, roba da uomini grossi, con camicione a quadri e baffi in grado di competere con i semimanubri delle moto che girano.
Figure retoriche a parte, i verdetti di gara due sono chiari e netti.
Bautista non è finito. Bulega è un rookie strepitoso che si può giocare il mondiale, Razgatlioglu, al netto della tipicità di Barcelona, è appena iniziato e farà la storia di BMW. A questo vanno aggiunte altre decorazioni quali la solidità di Iannone (che sbaglia ma è sempre forte), una crescita di tutte le altre Ducati in pista e un miglioramento anche delle altre BMW con il solo Redding ostile al trend positivo.
Persino le Yamaha vedono un po’ di luce anche se questa volta più con Gardner ed Aegerter che con Locatelli e Rea.
Ma allora cosa c’è di brutto, in questa superbike?
Per quanto riguarda la pista, di brutto ci sono le Honda, sia quelle vere che quelle farlocche.
Per quanto riguarda il fuori pista, invece, la cosa brutta è che questa Superbike che fa spettacolo, costa poco all’organizzazione ed ha un bilancio positivo, ha un pubblico invia di estinzione fatto di super appassionati che però non è incentivato ad andare in pista.
In uno scenario che per vendere moto ha bisogno di moto che sembrino moto e che siano accessibili a chi guida le moto, viene premiato un motociclismo fatto di non moto guarate da gente che in tutta probabilità non ha mai guidato una moto e forse non la guiderà mai.

Ci manca solo che Dorna la concomitanza la faccia, oltre che come orario, anche nella stessa nazione, e l’autolesionismo è completo.
Ci manca poco, ma guardando oggi, nemmeno tanto.

 

 

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MotoGP, Portimao: Martin OK, Bagnaia KO e Acosta is the new Marquez!

Nella giornata jolly di Acosta che sale sul podio alla sua seconda gara in MotoGP grazie al ko tecnico dell’Aprilia di Vinales dopo una gara comunque stupenda, e nella giornata del Blackout di Bagnaia che le busca da Acosta e Marc Marquez ma non ci sta e cade con lo spagnolo, Martin vince la gara che non dovrebbe vincere. Non è più solo un uomo da sprint.

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Martin, Bastianini, Acosta, Binder, Miller, Bezzecchi, Quartararo, Espargaro, Oliveira, Di Giannantonio.
Il resto della gara sarebbe noiosa se non fosse per Acosta che dà lezioni di motociclismo a tutto il gruppone, Binder in primis, facendo duelli senza esclusione con un sacco di gente della quale fino a ieri aveva il poster in cameretta. Binder, ma soprattutto Miller non fanno in tempo a portare a casa una gara decente che subito qualcuno, in casa, rovina loro la festa facendo parecchio meglio.
Meravigliosi anche Vinales, tradito poi dalla sua Aprilia, e Bastianini, tradito da… niente. Perché fa la gara quasi perfetta anche se nessuno oggi è come Martin che saluta la compagnia da giro uno e vince alla…Jorge Lorenzo, si può dire?
Per quanto riguarda il duello più interessante e blasonato della gara, quello fra Marquez e Bagnaia, lo vince lo spagnolo nonostante il mezzo palesemente inferiore. Da chiarire l’incidente, parlerà la direzione gara, ma nessuno toglie dal tavolo il fatto che Bagnaia è nervoso e non è efficace come vorrebbe e dovrebbe a partire dal duello perso nettamente con un rookie alla seconda gara e all’incapacità di liberarsi un Marquez su una GP23 che conosce appena.
Il resto dello schieramento è disastroso. Le Honda sono defunte, le Yamaha, pure (non inganni il settimo di Quartararo). Morbidelli e Marini non esistono e vanno oltre lo scandalo.
Non c’è molto altro. Acosta e Marquez, ancora una volta sono l’unico spettacolo in pista anche se i loro destini sono diversi.
E per MM93 rischia di non essere ancora finita, viste le visite al centro medico e in direzione gara per un evntuale sanzione.

 

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Aldeguer: intervista esclusiva! Tutti i dettagli sul contratto, la moto, i retroscena!

La giornata è iniziata con un regalo inaspettato, l’orologio di Aldeguer, inviatomi forse come premio per aver scritto tutto prima, tutto giusto, e si è conclusa con l’intervista esclusiva allo stesso pilota spagnolo che ha fatto chiarezza su contratti e pre contratti, team e moto che guiderà oltre ad allenamento, idoli, compagni di squadra preferiti e stagione in corso! Non sappiamo se Aldeguer sia l’anti Acosta ma di sicuro con Pedro ha in comune la sicurezza di sé e una visione da adulto nonostante abbia solo 18 anni. Oltre a questo, ha già un contratto pluriennale con la miglior moto del lotto, il che aiuta un bel po’.
Grazie al suo manager Hector Faubel, già vicecampione del mondo della 125, lo spagnolo è riuscito a resistere a parecchie tentazioni, anche più remunerative, per poter avere la miglior occasione che un pilota di moto possa desiderare, garantita, pluriennale e con un anno di anticipo che gli consentirà di vivere serenamente l’ingresso in top class. Bravi entrambi.

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Di Giannantonio piace: già a posto per il 2025. Arriverà la firma!

A partire dal finale 2023 il romano si è sbloccato e ha iniziato molto bene il 2024. Per questo piace molto a Tavullia e rinnoverà con VR46, mettendo anche un po’ di pressione a Bez e non solo!
Tutti i dettagli, e non si fa per dire, nel pezzo o nel video. Scegliete voi.

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Ogni tanto do un’anticipazione per una cosa che è già successa, qualche volta do un ipotizzo per una cosa che sta per succedere ed è quasi fatta.
Oggi è il caso di un ipotizzo che è una bomba, non tanto per la notizia in se, quanto perché cambia molti scenari e prospettive.
E riguarda Di Giannantonio. L’ho criticato fino all’Australia, quando faceva fatica (e per questo ha rifiutato di farsi intervistare poi da Misterhelmet), poi invece è andato alla grande. E ha iniziato bene anche il mondiale 2024.
Per questo pare abbia già il posto assicurato in motogp nel 2025.  Dai non è clickbait, lo trovate scritto nell’occhiello e quindi lo avete già letto..
Però già che ci siete, guardate il video.

Ciao da Misterhelmet: un pezzo veloce che è anche un video, o viceversa.
Nei giorni caldi di aldeguer che abbiamo anticipato a gennaio con ducati corse, e che NON ha un pre contratto Pramac, parliamo a sorpresa di Diggia e del suo 2025.

A dispetto del colore viola e rosso della copertina, che ho fatto per mandarvi in confusione, non andrà con Pramac ma rinnoverà con VR46

I motivi? E’ scoppiato l’amore. Non lo avrebbero mai preso, ma piace. Era onestamente un ripiego dopo che gli era sfuggito Aldeguer, ma va forte.
Ma non solo. E’ simpatico, non si lamenta della moto che è molto migliore di quella che aveva in Gresini, almeno fino a prima della fine del campionato, è sempre felice e piace agli sponsor.
E in VR46 di sponsor grandi e piccoli da collocare ne hanno parecchi, alcuni li abbiamo svelati anche noi.
Quindi Bez e Marini piacevano a molti ma Diggia sembra piacere, almeno per adesso, a tutti.
Anche e soprattutto a Uccio che quindi starebbe per farlo firmare per il 2025.Come si usa dire: manca solo la firma.
Ve lo dico onestamente che l’accordo è solo verbale e non mi invento robe tipo Giannini-Puccetti.

Ritocchino all’ingaggio, una Cupra già assegnata, e soprattutto è il capostipite della nuova linea VR46 ovvero quella di fare il contrario di prima: piazzare i propri piloti fuori (Bagnaia, Morbidelli, Marini) e prendere persone esterne, in modo da avere sempre meno conflitti di interesse da gestire.
E chissà che questo non significhi lanciare un messaggio a Bez, che per adesso sente un po’ di pressione ma che potrebbe magari andare in Pramac se gli danno una moto ufficiale, oppure altrove se il mercato paga. Aprilia per esempio, per dire un posto a caso.

Meglio far guadagnare un proprio pilota fuori, così che lo paghino gli altri, che averlo scontento per vari motivi, in casa, e doverlo poi anche gestire… e pagare.

Questo è un discorso separato da un eventuale passaggio a Yamaha su cui credo di avere informazioni e su cui mi sono fatto un’idea, ma che tratterò a parte.

 

 

MotoGP, Qatar senza storia. Bagnaia vince di forza davanti a Binder e Martin. Bene Marquez e Acosta, male le Aprilia!

Bagnaia, Binder, Martin, Marquez, Bastianini, Alex Marquez, Di Giannantonio, Espargaro, Acosta, Vinales. Questi i dieci in una gara noiosa che però ha qualche guizzo di interesse nel ritorno alla competitività di Marc Marquez e nel debutto di Acosta.
Il resto è quasi tutto nella norma con alcuni picchi interessanti.

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Chi si aspettava una replica della superiorità di Martin deve tornare ai ricordi degli anni passati che vedono uno spagnolo superiore nelle Sprint e inseguitore (quasi sempre) nelle gare lunghe. Bagnaia vince una gara che in realtà non lo vede in difficoltà nemmeno per un istante.
Se ne va e tanti saluti. Chi ci spera, per qualche giro, è Binder, altro miracolo su una KTM che però sembra potersela giocare alla pari con le Ducati, se le Ducati sono quelle del 2023. Alle sue spalle Martin che non gestisce la gomme come dovrebbero  essere gestite in una gara lunga ma che nemmeno crolla come gli è successo in qualche caso in passato.
A destare l’interesse è però Marc Marquez. Lo spagnolo torna fra quelli veloci grazie a una Ducati comunque competitiva (qualche brivido per qualcosa che non sembra andare a posto in fase di schieramento). Non delude nemmeno Acosta, che nonostante esageri con le gomme e debba calare nel finale, fa vedere un repertorio promettente di sorpassi, entrate e traiettorie alternative. Il ragazzo c’è e fa già paura.
A deludere le Aprilia, Bezzecchi e Morbidelli (quest’ultimo becca 25 secondi guidando una moto ufficiale) e soprattutto Marini che di secondi ne porta a casa 42 abbondanti.  Marini ci fa capire quanto valeva Marc Marquez quando su Honda chiudeva nei 10 e quanto l’italiano sia comunque lontano anche da Mir, Zarco e persino Nakagami che gli serve 17 secondi. A Marini va dato tempo ma vanno spenti certi entusiasmi frutto di un lecchinaggio estremo che cercavano di vendercelo come panacea dei problemi di Honda.
Il resto è tutta roba media o comunque aderente alle aspettative. Bastianini (comunque giro veloce), Alex Marquez, Di Giannantonio. Quest’ultimo ieri prende una botta niente male ma rifila comunque 10 secondi al compagno di squadra. Certe dinamiche dovranno essere riviste.
E la gara? Dopo una partenza saltata per un problema all’aprilia di Raul Fernandez, fila tutto con pochi sorpassi fino a metà gara, dove le gomme mettono un po’ di pepe. Non quanto basterebbe per esultare eh, ma almeno cambia qualcosa. Non il vincitore che al momento è intoccabile.

 

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Bulega Re-Load. In SBK ancora più carico. Intervista esclusiva!

Dopo quasi un anno intervisto ancora Nicolò Bulega,vincente al debutto in SBK: Parliamo di sensazioni, aspettative, preoccupazioni, esperienze e allenamento. Ritrovo un pilota con più fiducia in se stesso, zero ipocrisia, e molta onestà. Misurato, tranquillo, ma parla molto chiaro!

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Dorna: arriva l’annuncio ufficiale dell’accordo con Warner Bros Discovery: MotoGP in diretta negli Stati Uniti su TNT Sport!

È già fatta da qualche settimana ma arriverà oggi l’annuncio che parla di 7 marzo 2024. Dorna ufficializza un accordo con Warner Bros Discovery per la trasmissione in diretta delle gare della MotoGP. È quello che serve per iniziare alla grande il campionato in cui debutta, dopo anni, un team americano, ed è quello che serve per fare un altro passo verso l’americanizzazione che consentirà maggiori quote di mercato

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Un accordo c’era già, in realtà, e prevedeva la MotoGP per gli iscritti alla piattaforma Max, ma adesso l’accordo è esteso, ufficializzato e ben confezionato per un pubblico che deve sapere, nel momento di maggior attenzione verso la MotoGP.
Nonostante la firma ci sia già da un paio i settimane, Dan Rossomondo ha deciso di fare un annuncio in pompa magna con tanto di press release per il giorno 7, decidendo evidentemente di approfittare dell’avvicinarsi della gara in Qatar con cui la MotoGP apre la stagione.
La MotoGP passa quindi, con tanto di riflettori puntati, grazie al lavoro di Dan Rossomondo (assunto apposta, ma vale tutti i soldi che costa) e alla presenza di un team Americano, da una collocazione “trascurata” come quella dell’accordo con NBC (ora scaduto) in cui le gare non erano mai quasi mai live, ad una collocazione sicuramente più valorizzata, con GP in diretta e contenuti premium che tanto piacciono agli americani.
La MotoGP andrà in onda sul canale TNT Sport, unitamente a NBA e Nascar e questo è davvero un palcoscenico d’eccezione per uno sport che deve penetrare in un mercato.
Si tratta di un altro passo in direzione USA, grazie al quale il prodotto MotoGP  inizia ad avere quella conformazione necessaria affinché sia sempre più mainstream e quindi sempre più vendibile come spiegato in altri articoli di Misterhelmet.

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MotoGP: le sponsorizzazioni spiegate bene e gli sponsor proibiti!

Gresini fatica a trovare sponsor nonostante i Marquez?
Perché non c’è Redbull? Repsol sta lasciando Honda?
Perché i main sponsor sono piccoli? Molti dei team hanno visto i loro sponsor “ridurre” la loro presenza?
Mancano i main sponsor? Sta andando tutto male? C’è davvero uno sponsor proibito sulla carena di Gresini?
I nuovi meccanismi di sponsorizzazione e positioning e i nuovi parametri, spiegati bene!

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Ecco alcuni esempi/fotogrammi spiegati nel video

 

Fonti/Sources
Clearsight analysis

Dorna (https://publications.motogp.com/.season-review-2023/#page=1),

Bold riders (https://www.lazone.id/boldriders/)

LA Lights (https://www.la-lights.com/)