MotoGP, Redbullring: Marquez domina, Aldeguer e Bezzecchi soprprendono, Bagnaia crolla!

Al Redbullring Marquez si prende tutto quello che non si è mai preso nella vita. Sprint e gara lunga, sono sue. Bagnaia, nella sprint, ha un problema ignoto mentre nella gara lunga va in tilt mentale e arriva ottavo. Le sorprese belle sono Aldeguer e Bezzecchi, che volano. Maluccio Alex che, dopo il podio della Sprint, nella lunga paga il long lap. Alla fine il 93 tiene sotto i piedi il campionato: 142 punti su Alex e 197 su Bagnaia che vede avvicinarsi Bezzecchi che con 43 punti da recuperare è più vicino che mai alla seconda guida Ducati. Pecco, nei confronti di Alex Marquez, ha ben 55 punti di ritardo.

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I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Alex Marquez, Acosta, Bezzecchi, Binder, Aldeguer, Bastianini, Di Giannantonio, Zarco.

I dieci al traguardo della gara lunga al Redbullring: Marc Marquez, Aldeguer, Bezzecchi, Acosta, Bastianini, Mir, Binder, Bagnaia, Raul Fernandez, Alex Marquez

Nel week end in cui Marc Marquez schiaccia il campionato, Pecco Bagnaia alza Bandiera bianca e fa allusioni pesanti. Sabato se la prende con Michelin e domenica chiede spiegazioni a Ducati, andandoci pesante soprattutto con la TV Spagnola.

A Dazn Spagna
Bagnaia: “Spero mi diano delle spiegazioni”.
Izaskun Ruiz: “Ducati?”.
Bagnaia: “Sì”.
Izaskun Ruiz: “Stai perdendo la pazienza?”.
Bagnaia: “Sì”.

La sprint ha il suo dominatore in Marc mentre Bagnaia dopo essere partito malissimo, si ritira quando è ventesimo perché la moto balla molto, ma né da Ducati né da Michelin arrivano “spiegazioni”. Resta il fatto che il torinese va malissimo anche in gara lunga e un ottavo posto non gli basta per tenere la distanza da Alex Marquez. Il “fratello di”, arriva decimo per non essersi mai ripreso dal long lap assegnatogli a Brno ma gli ruba comunque 7 punti perché nella sprint è secondo. Per Pecco ci sono le lacrime di sabato (vere, non è per dire) e il muso lungo della domenica, con tanto di accuse pesanti. Per il resto, la sprint, è l’antipasto della domenica.
Sì, perché il Redbullring offre anche cose belle, tipo la gara magnifica di Bezzecchi che tiene testa a Marc Marquez per buona parte della corsa ma soprattutto Aldeguer che viene su come una furia e chiude addirittura secondo. Dall’Igna, per lui, ha già deciso. Aldeguer è il futuro di Ducati. E i detrattori, muti. Inclusa l’intera VR46. La presenza di Valentino in persona, che dispensa consigli a tutti i suoi, non basta a scongiurare la ripassata di botte che Gresini rifila ogni week end alla sua squadra. I celesti hanno un rookie e uno con la GP24. I giallofluo, hanno un veterano come Morbidelli e una GP25 che Di Giannantonio non sfrutta sempre.
A parte il problema tecnico della domenica (la moto prende fuoco), non è comunque convincente.
Il tutto mentre Aprilia cresce (con il solo Bezzecchi, per il momento) e KTM migliora con Acosta, Bastianini e Binder. Le Jap? Ancora fatica. Yamaha ha un w.e. nerissimo mentre Honda fa cose buone con Zarco e Mir il quale, stranamente, non cade.

Piacerà agli americani questa MotoGP piena di drama e polemiche in cui uno, però, è un eroe assoluto mentre alle sue spalle ogni volta succede di tutto.
Da ricordare, la gara n1000 della classe regina, come quella del giorno in cui Marc Marquez mette sotto i piedi l’intero sistema continuando uno dei più sontuosi comeback della storia del motorsport. Da quasi morto con un braccio a penzoloni a dominatore assoluto che nemmeno con il Guanto di Thanos. Ma il futuro non è avaro. Aldeguer e Bezzecchi sono i prossimi anni della MotoGP mentre in Moto2 esplode definitivamente Moreira, il brasiliano che le jap si litigano per la classe regina!

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MotoGP: le concessioni spiegate bene e perché Ducati ha preso Marc Marquez!

Concessioni MotoGP: come funzionano nel dettaglio? Motori, test, pneumatici, aerodinamica per le famose fasce di performance. Ma soprattutto: cosa c’entra Marc Marquez con le concessioni e come ha influito nella scelta di Ducati?

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MotoGP, Brno: Marquez prende ancora tutto, poi Bezzecchi e Acosta. Alex out, Bagnaia off!

Nella Sprint race Marc Marquez frega anche Michelin e supera il problema pressione. Nella gara lunga, invece, passeggia serenamente e parla con altri interlocutori. Out il fratello, con Pecco lontano e problematico, i nuovi “avversari” si chiamano Bezzecchi e KTM con Acosta e Bastianini. Si va in pausa estiva con un campionato che potrebbe essere già chiuso a Misano.

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I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Acosta, Bastianini, Bezzecchi, Quartararo, Raul Fernandez, Bagnaia, Zarco, Pol Espargaro.

I dieci al traguardo della gara lunga ad Assen: Marc Marquez, Bezzecchi, Acosta, Bagnaia, Raul Fernandez, Quartararo, Martin, Binder, Pol Espargaro, Miller

La sprint ha un solo “drama”: quello della pressine delle gomme. Si presenta a Marc Marquez che chiude il gas, si fa passare da Acosta e poi, dopo aver risolto, ripassa il pilota KTM per vincere comodo. Si presenta a Bagnaia che perde 4 posizioni e non le recupera più con il più il giallo post gara del “messaggio sbagliato” della dashboard. Cambia poco eh, perché Pecco, dopo la pole ottenuta passando per la Q1 per caduta del compagno di squadra (nel momento in cui quest’ultimo gli stava rifilando quasi 3 decimi), si è spento e non si è più riacceso. E per lui il week end è finito male in gara1 e giù dal podio in gara 2. Il resto sono scuse e spiegazioni tentate e mal riuscite, con un box Lenovo diviso in due fra l’euforia del dominio assoluto del 93 e l’imbarazzo totale di un Bagnaia sempre più ingiustificabile. Il resto è KTM con la bella storia di Bastianini ritrovato (gli avranno dato il pacchetto del Vinales assente? Vedremo), un Acosta che finalmente non spreca e Bezzecchi che fa le prove per la gara lunga. Bene anche le Yamaha e Raul Fernandez che sta facendo un finale di stagione in crescita. Qualcosa raccolgono anche Quartararo, Zarco e Pol Espargaro che, ricordiamolo, è un sostituto e non corre da un po’.

La gara lunga, invece, vede un Marc Marquez senza pietà. Bagnaia si spegne subito e poi gamberizza. mentre Bezzecchi sogna per un po’ sapendo, in cuor suo, che deve cedere all’ineluttabile. Però a Bezzecchi vanno fatti i complimenti. L’italiano non fa una piega nel ritorno di Martin e continua ad essere, sempre lui, il vero frontman Aprilia. Una moto cresciuta tanto grazie al lavoro di Savadori e suo. Il merito è tutto italiano e Bezzecchi non mostra solo caparbietà e manico ma anche strategia, furbizia, concretezza e piedi per terra. Si può dire? Un altro week end così e sarà un problema concreto per il terzo posto in classifica di Bagnaia e di Ducati. E adesso un po’ di case:

Aprilia vuol dire ritorno di Martin (positivo, dai, e ottimo in tutte le uscite) ma anche il risveglio di Raul Fernandez. Con Ogura ritornato nei ranghi, Fernandez è super appuntito e fa due garoni. Bene così.

Ducati: tolto Marc Marquez a Brno avrebbe fatto fatica a vedere il podio. La crescita degli altri era prevista, fra concessioni, gomme eccetera, ma così è pericoloso e la scelta di Marquez diventa sempre più salvavita. Senza di lui le uniche gioie sarebbero arrivate dai clienti e a Brno non ci sarebbero state nemmeno quelle

Yamaha: fra podi, qualche chicca piazzata qui e là, Yamaha cresce. Non come Aprilia, ma cresce.

KTM: la serenità di Bajaj che copre i costi, vuol dire tanto. L’efficacia a Brno e l’Austria in arrivo fanno il resto.
Alla fine è un week end positivo e speriamo sia il primo di tanti.

Honda. ci sono solo Zarco ed LCR. Il resto è poca cosa. Crescita lenta.

Le gare sono spettacolari, sono belle? Così così. Ormai l’attenzione è solo capire che tipo di torture e distacchi infliggerà Marquez agli avversari e quante volte e in che modo lo spagnolo riuscirà a battere loro e sé stesso.
La speranza è che la pausa di agosto rimescoli le carte ma, plausibilmente, non succederà.

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MotoGP, Sachsenring: Marquez Barone Rosso, Alex è sempre lì! Bagnaia al buio e miracolato!

Nella Sprint race (bagnata) Marc Marquez fa il vuoto dopo una rimonta furibonda. Bene Bez, finalmente Quartararo a podio e disastroso Bagnaia.
Nella gara lunga (asciutta) Marquez fa anche più male nonostante gestisca, mentre Bezzecchi e Di Giannantonio, vanno out favorendo Alex Marquez e Bagnaia, altrimenti lontano.
Il week end allontana ancora i fratelli dall’ex campione del mondo, ormai sempre più seconda guida in rosso e terza forza in campionato.

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I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Bezzecchi, Quartararo, Di Giannantonio, Miller, Binder, Zarco, Alex Marquez, Acosta.

I dieci al traguardo della gara lunga ad Assen: Marc Marquez, Alex Marquez, Bagnaia, Quartararo, Aldeguer, Marini, Binder, Miller, Raul Fernandez, Rins.

La sprint sembra mostrare un vecchio Marquez, che si complica la vita e poi se la riaggiusta. Lo spagnolo fa un lungo in curva1 e deve recuperare 5 posizioni in pochi giri. Lo fa e nell’ultimo infila Bezzecchi lasciandolo lì.  Si tratta di strapotere ma l’uomo Aprilia non demerita. La sua è una gara solida e mostra che Aprilia c’è. Bezzecchi è ok anche nella gara lunga ma poi va out. Altrimenti sarebbe stato podio. Terzo arriva Quartararo che ormai inizia ad essere sempre nei top. E anche Di Giannantonio mostra belle cose con regolarità.

Per quanto riguarda i  30 giri della domenica, al via il 93 non sbaglia, saluta e se ne va. A volte cerca di non forzare ma per lui è ancora più rischioso e allora alterna strattoni a giri morbidi.
Chiude infliggendo agli altri un gap pesante ma che non rende veramente l’idea di quanto sia più forte di tutti. Sul podio salgono sia Alex Marquez che Bagnaia. Alex è infortunato ma non abbastanza da perdere il confronto con Bagnaia. Il torinese, invece, raccoglie un po’ di fortuna perché come capacità è da quinto posto, non di più.
I due salgono sul podio per gli out di Bezzecchi e Di Giannantonio che, come tanti altri vanno fuori in una pista che il tutto il w.e. ha già eliminato Morbidelli e Vinales tanto da renderli unfit.
Alla fine è una domenica a eliminazione. Al traguardo ci arrivano solo i top ten che vedete. Tutti gli altri vanno out, alcuni malissimo.
Cosa lascia il week end tedesco? Una situazione definita. Marc Marquez, se non si autoelimina, ha già vinto il mondiale e suo fratello è plausibilmente  l’unico che, ogni tanto, può dargli del filo da torcere.
Per Bagnaia la situazione è reversibile solo aritmeticamente. Perchè se prima era almeno podio, adesso per salirci, a fine gara, deve capitare anche qualcosa a qualcun altro. E ormai il numero di questi piloti aumenta gara dopo gara.
Bezzecchi e Di Giannantonio sono in super crescita e il podio è alla loro portata tutte le volte e anche Quartararo, seppur facendo un po’ più fatica, inizia ad essere una presenza fissa.

La stagione, piuttosto che prendere la piega di un Bagnaia che si riprende, sembra allargare il numero dei contendenti al podio e quindi, si tratta di statistica, anche dei candidati alla vittoria. E questo per Bagnaia è un problema in più da affontare.
Honda? Yamaha? KTM? Una volta consacrata Aprilia come seconda forza (chissà cosa combinerà Martin e e quando tornerà), le giapponesi crescono. Le Yamaha fanno pole e podi, e Honda migliorano progressivamente.
Zarco anche se per farlo deve forzare, è spesso davanti, mentre oggi si è visto anche Marini che, per essere convalescente, ha fatto una gara lunga di tutto rispetto. Discrete anche le KTM che però devono inghiottire il doppio infortunio di Vinales e Bastianini.
E anche questa crescita, è una minaccia a Bagnaia che prima, almeno, il terzo gradino ce l’aveva quasi assicurato.
Arriva subito Brno. Se il trend è questo, ci potrà essere spettacolo, al limite, ma incertezze, poche.

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Alpinestars, Superstar! I numeri pazzeschi della Stella Alpina del racing!

Siamo così abituati ad un settore in crisi e ad aziende che vanno male che a volte pensiamo che le situazioni siano tutte uguali. E invece Alpinestars fa una sorpresa anche agli ottimisti, con numeri ok e una solidità che promette un futuro roseo! Numeri, strategie, visione. Dopo Dainese i detrattori mi avevano detto che avrei trovato una situazione analoga, e invece… Nessuno è invincibile ma in questo video viene spiegato perché c’è chi fa fatica e chi invece funziona bene! Il tutto in 4K!

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Martin e Aprilia, Acosta e KTM ed Ezpeleta che si arrabbia: chi ha ragione? Come finirà?

Come è nato questo scazzo Martin-Aprilia e perché? Ma soprattutto, come è stato possibile un effetto a catena con altri piloti e case? Chi ha ragione e chi ha torto? Ma soprattutto, come finirà questa storia e quali sono i pericoli, addirittura per l’intera MotoGP, che attraversa un momento delicato? Se vi va, ragioniamo insieme!

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MotoGP, Assen: Un Marquez rattoppato domina ancora. Bezzecchi top, Bagnaia sul podio!

Ad Assen, terreno di caccia di Bagnaia, Marquez domina tutto mentre il torinese va male nella Sprint e non fa meglio del podio nella gara lunga anche se è comunque parzialmente ritrovato.
Chi va forte è Bezzecchi mentre Alex Marquez, dopo il secondo posto della Sprint, va in terra per un contatto con Acosta e verrà operato alla mano destra.

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I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Alex Marquez, Bezzecchi, Di Giannantonio, Bagnaia, Vinales, Aldeguer, Morbidelli, Acosta

I dieci al traguardo della gara lunga ad Assen: Marc Marquez, Bezzecchi, Bagnaia, Acosta, Vinales, Di Giannantonio, Morbidelli, Raul Fernandez, Bastianini, Quartararo

 

La sprint è un cliche, con la novità di Bezzecchi che evidentemente è in forma sin dalle FP mentre Bagnaia è in super sofferenza.  I Marquez vincono e Marc non dà spazio a niente e a nessuno. Il fatto che sia visibile e non voli via, non vuol dire che sia attaccabile e questo i servi non lo capiscono. I menomati da divano, li seguono a ruota.

Nella gara lunga Marc Marquez non ha “scudieri” perché Alex becca una botta da Acosta che lo manda in terra e in sala operatoria. Dito fratturato per lui e operazione prevista per domani. La causa diretta? Forse il corpo di Pedro che tocca la leva del freno di Alex. Succede.

Di bello, in gara, c’è Bezzecchi che si libera di Bagnaia e lo saluta, salendo sul podio meritatamente, senza poter attaccare Marc Marquez che sembra sempre alla portata ma poi, quando serve, allunga il necessario e si rende imprendibile.

Il n2 Ducati finisce sul podio e dovrebbe essere contento mentre invece, nelle interviste post gara comunica ancora frustrazione. Di fatto c’è che anche un miglioramento non gli basta, e questo è buono per un pilota che vuole stare davanti ma forse sarebbe meglio provare a ricostruire le prestazioni, un week end alla volta.

Le KTM? Buonissime perché Acosta si batte da leone e Vinales è sempre lì e le moto austriache fanno meglio di tante Ducati, a partire di quelle del team VR46 Pertamina (entrambe) e di Aldeguer che va out causa Mir.
Le jap soffrono molto, troppo, ma almeno Quartararo la mette nei 10 dopo la tombola di sabato.
La pole non basta, ma almeno è un segnale. In sintesi: jap attese.
E che altro è atteso, dopo Assen? Un qualche passo falso di Marc Marquez darebbe un po’ di ossigeno alla classifica, ma visto il trend è chiedere la luna. Altra cosa bella sarebbe avere una TV che oltre ad essere schierata, faziosa e infantile, non vada addirittura oltre, con bestemmie in diretta e piloti paragonati a cani.
Anche un trattamento equo nei confronti degli stessi, non sarebbe male. Perché poi se si lancia il sasso dell’insinuazione e poi ci si nasconde facendo i servi nel face to face, i bimbiminchia comunque a casa prendono e fanno loro quello che vogliono e gli fa più comodo.
Forse, oltre a Liberty Media, che rivoluzionerà (si spera in bene) la MotoGP dal punto di vista organizzativo, sarebbe utile una bella pulizia a livello televisivo. Prima che sia troppo tardi.
Non so all’estero ma qui in Italia siamo al non ritorno.
Sembrano temi extra motociclistici ma invece lo sono eccome, perché poi in pista, a guardare i piloti che rischiano la vita, ci vanno proprio i menomati di cui sopra. E i fischi uno dei prodotti made in Italy che stiamo esportando di più.

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Acosta in Aprilia in cambio della “libertà” di Martin? Ma oggi Pedro è stato avvistato in Ducati!

Albert Valera, manager dei due, ha bisogno di liberare Martin dall’ira di Noale e di Piaggio  ma anche Acosta da un futuro grigio e da una pesante penale. Lui avrebbe un’idea ma Pedro, secondo un contatto di Misterhelmet, sarebbe stato avvistato a Bologna, voci dicono, in visita al Museo Ducati.
Il tutto mentre Liberty Media, adesso è ufficiale, si becca la MotoGP e Tech3 sembra stia per vendere.
Ma ci sono tanti altri temi in un mercato che come sempre al Mugello ha una sua brusca accelerazione! Li trovate qui!

 

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MotoGP, Mugello: Marquez prende tutto. Bagnaia cancellato!

Nel week end più caldo dell’anno, quello con i proclami più pericolosi in cui Bagnaia deve prendersi una rivincita e iniziare a sferrare qualche colpo, Marquez prende tutto sin dal primo giorno e cancella l’italiano che nella gara lunga non sale nemmeno sul podio. Eppure quello del 2025 è uno dei “Mugelli” più spettacolari di sempre con Bagnaia sconfitto ma che, per l’impegno, va comunque elogiato!

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I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Alex Marquez, Bagnaia, Vinales, Di Giannantonio, Bezzecchi, Morbidelli, Raul Fernandez, Aldeguer

I dieci al traguardo della gara lunga a Aragon: Marc Marquez, Alex Marquez, Di Giannantonio, Bagnaia,  Bezzecchi, Raul Fernandez, Acosta, Binder, Ogura

La sprint è la continuazione delle FP e delle qualifiche con Bagnaia che si sgonfia e finisce alle spalle di Alex. Vinales stupisce e chiude molto vicino mentre le altre Ducati sono tutte in palla, con l’aggiunta di un Raul Fernandez che al Mugello sembra poter dire la sua. Marquez parte così male (si dimentica del launch control e lo innesta praticamente al semaforo), che nonostante sia in pole, deve fare una rimonta dall’ottavo posto. Il resto è un’esecuzione ma almeno restituisce un po’ di lotta che altrimenti non ci sarebbe mai stata.

La gara lunga, invece, è una specie di rissa da bar in cui in pochi istanti succede ogni tipo di cosa ma che poi si stabilizza. Bagnaia è inferocito e a Marquez non basta partire bene. I due fratelli e Bagnaia si prendono letteralmente a sorpassate in faccia e Pecco tocca anche Marc restituendo ogni colpo ricevuto. Poi il n2 della Ducati (ormai gli equilibri sono conclamati) cede e rimane a guardare i fratelli che se la giocano.
Alla fine Bagnaia, pur impegnandosi alla morte (gli si deve dare atto di questo), deve cedere anche a Di Giannantonio che è così in crescita da minacciare virtualmente anche Alex Marquez, dopo una gara decisamente più bella della livrea commemorativa scelta dal suo team. Una carena orribile come la gara di Morbidelli che tira giù un Vinales che altrimenti sarebbe stato da podio e non ci sono dubbi. L’italiano ormai recidivo in situazioni di pascolo in qualifica o contatti di gara, non è più difendibile ma, nonostante questo, se la cava sempre, come se la cava la Ducati, che è sempre la moto migliore in pista.

Il resto della corsa vede poche emozioni dal punto di vista del combattimento. Sportellano le KTM, si riprende Ogura, e ancora Raul Fernandez fa una bella gara, ma le jap, allo stesso tempo, tornano nel buio.

Il modo in cui la gara finisce offre comunque un risultato chiaro e netto, a prova di qualunque narrazione malata, faziosa e ipocrita sentita in TV secondo cui Alex Marquez non lotta veramente con suo fratello, in cui è Marc Marquez ad essere colpevole del quasi tamponamento da parte di Bagnaia, in cui non c’è il minimo cenno alla cazzata fatta da Morbidelli (a parte una sceneggiata tardiva dopo essersi resi conto di aver toccato il fondo) e in cui non c’è la minima menzione ai fischi vergognosi che dei rifiuti tossici ospedalieri travestiti da spettatori fanno nei confronti di Marc Marquez e suo fratello, sia sabato che domenica.  Qui non siamo nemmeno al letame perché quest’ultimo almeno ha un utilizzo. Qui siamo alle scorie da seppellire sotto diversi strati a zero permeabilità. Un po’ come le scuse microfoniche che, anche ripetendole all’infinito e a pagamento, non diventeranno mai la verità.

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10 fatti pesanti su MotoGP, Marquez, Bagnaia, Ducati e i veri valori in campo!

L’andamento del mondiale MotoGP e tutte le cose che stanno succedendo ultimamente mi portano a riflettere… 
Alcuni temi riguardano l’attualità, altri sono riferiti al passato, perché – diciamolo – quello che succede oggi cambia un po’ la prospettiva anche su quello che è successo negli ultimi anni. E quindi? Vi butto lì 10 heavy facts, dieci fatti pesanti.
Su Bagnaia, Marquez e la MotoGP in generale, i campionati vinti e i valori in campos. Alcuni temi vi troveranno d’accordo.
Altri no. Alcuni vi faranno felici. Altri vi faranno incazzare.

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Fatto n1: Dovizioso: 00:01:07
Fatto n2: I titoli Mondiali: 00:02:08
Fatto n3: L’infortunio di Marquez: 00:06:25
Fatto n4: Se Marquez fosse rimasto in Gresini: 00:08:46
Fatto n5: Marquez e Ducati Factory: 00:09:36
Fatto n6: Marquez parla poco: 00:10:45
Fatto n7: Tutti parlano troppo: 00:12:24
Fatto n8: La GP25 funziona! 00:14:20
Fatto n9: Il secondo pilota Ducati: 00:15:14
Fatto n10: I numeri mostruosi: 00:19:00

Testo dettato tramite speech. Il linguaggio discorsivo è dovuto alla trascrizione automatica.

🔥 FACT 1 – DOVIZIOSO VA RIVALUTATO

Sebbene non sia mai andato davvero vicino a battere Marquez in campionato, Dovizioso è uno dei pochi che è riuscito a metterlo in difficoltà.
E anche a batterlo, quando stava bene.
Ok, parliamo di singole occasioni, non di una stagione intera.
Ma quanti altri l’hanno fatto?

Lorenzo e Valentino, sì. Ma a loro il merito è stato riconosciuto.
A Dovizioso, no.
Sì, lo si citava come avversario di Marquez. Ma, alla luce di quello che vediamo oggi, va pesato tutto di nuovo.

Non lo ha impensierito davvero nel finale, è vero.
E ha perso un mondiale che non doveva perdere, anche questo è vero.
Ma Dovizioso è stato più avversario di Marquez di tanti altri.

 

🔥 FACT 2 – I CAMPIONI DEL MONDO… E IL CONTESTO

Un titolo mondiale è un titolo mondiale.
Non si discute.  Chiunque lo vinca è un campione del mondo. E non è colpa sua se manca qualcuno.
Anche se lo vince una volta sola, il suo nome resta per sempre sull’albo d’oro. E ci sta. Ma…bisogna vedere anche contro chi hai vinto.

Prendiamo i mondiali di Mir, Quartararo, Bagnaia e Martin:
validissimi, ci mancherebbe. Ma sono mondiali vinti in assenza di Marquez o quando era tecnicamente impossibilitato a competere.

Prima non si poteva dire. Si poteva pensare. Oggi però i riscontri ci sono.

Mir

Mondiale da Covid.
14 gare, corse più volte sulle stesse piste.
Nel 2024 fanno 20 gare più le sprint: sono 40 occasioni per assegnare punti, rispetto a 14.

Quartararo

Il suo titolo vale un filo di più, anche perché la Yamaha era in declino.
Ha fatto 5 vittorie e 5 podi, che non sono pochi.

Bagnaia

I suoi titoli valgono simbolicamente, perché hanno riportato il titolo in Ducati dopo anni.
Ma…

Titolo contro Quartararo:

Vinto in team. Con altre 7 Ducati a supporto. E Quartararo su una moto disgraziata.

Titolo contro Martin: Vinto per errori e sfortune tecniche di Martin che era su moto clienti

E in entrambi i casi, l’assenza di Marquez pesa come un’incudine.
Quello lì, prima dell’infortunio, aveva vinto un mondiale facendo  420 punti senza gare sprint.

E vogliamo dirla tutta? La casualità di questi mondiali è anche data dal fatto che non si sono ripetuti.
Se uno dice che Bagnaia più che averne vinti due, ne ha persi due, contro Quartararo e Martin, sta dicendo una cosa spiacevole, ma non del tutto sbagliata.

Perché? Perché a condizioni identiche ha fatto due vittorie e due sconfitte.

Bagnaia è un pilota validissimo, non sto dicendo di no.
Ma se avesse vinto quattro mondiali, oggi lo accosteremmo a leggende come Lorenzo o Doohan.

E il motivo per cui nessuno sano di mente lo accosta a Stoner, è proprio il come e contro chi ha vinto.
E anche il margine con cui ha vinto. Vinti due e persi 2 contro clienti e altri che  avevano una moto inferiore.

 

🔥 FACT 3 – L’INFORTUNIO DI MARQUEZ HA INTERROTTO TUTTO

Altro fatto pesante.  Se Marc Marquez non si fosse fatto male, forse avrebbe vinto ancora, anche con la Honda.

I risultati prima dell’incidente parlano chiaro: il trend lo dava vincente.

Marquez ha il suo peggior risultato nel 2015, quando è arrivato terzo.
Ma ha vinto nel 2013, 2014, 2016, 2017, 2018, 2019.

Poi si è fatto male.

E attenzione: ha vinto contro Valentino, Lorenzo, Dovizioso, tutti con moto ufficiali, non con moto clienti. E Marquez non ha mai perso il confronto diretto contro il suo compagno di squadra. 

Dopo l’infortunio, la Honda ha perso il filo.
Lo sviluppo è passato di mano in mano, e quando lui è tornato, il pacchetto non c’era più.
Honda aveva anche smesso di impegnarsi, diciamolo.

Ma se non si fosse infortunato, le cose sarebbero potute andare molto diversamente.

E anche adesso che Honda ci mette un po’ più di impegno, SE CI FOSSE SOPRA MARQUEZ qualcosa di buono forse si rivedrebbe.

 

🔥 FACT 4 – SE MARC MARQUEZ FOSSE RIMASTO IN GRESINI…

Se Marquez fosse rimasto in Gresini con una GP24, oggi ci sarebbe una doppietta Gresini in testa al mondiale.

Perché? Perché lo dicono i risultati di Alex.

Con una GP24, Marc avrebbe guidato senza pensieri, e avrebbe fatto meglio di 233 punti, sicuro.

Certo, la GP25 recupererà terreno, e la GP24 non sarà sviluppata.
Ma il vantaggio accumulato da Marquez sarebbe potuto bastare, spingendo fino al mugello e oltre.

 

🔥 FACT 5 – DALL’IGNA HA MESSO MARQUEZ IN ROSSO PER SALVARE TARD0ZZI

Sì, paradossale. Ma seguitemi. Bagnaia è fortunato ad avere Marquez nel box.
Perché almeno può dire di perdere contro uno con la sua stessa moto.

Se Marquez fosse rimasto in Gresini, Tardozzi avrebbe fatto 40 ore di cardio, come ai tempi di Bastianini. Sempre avanti e indietro tra i box.

Così, almeno, l’onore del team ufficiale è salvo. 

E questo è uno dei motivi per cui Dall’Igna ha voluto Marquez in rosso.



 

🔥 FACT 6 – MARQUEZ NON PARLA (MA FA)

C’è un altro fatto pesante:
Tutti dicono che chi vince festeggia, chi perde spiega.

Tutti tranne Marc Marquez.
Lui festeggia o si scusa, ma non spiega. Non si lamenta mai.

E questo ha fatto dire che forse non è uno sviluppatore, perché non sente le modifiche.
Non lo sappiamo se è vero.

Ma la verità è che Marquez non parla quasi mai. Non a chi non vale la pena.
Parla coi suoi tecnici, che infatti dicono che è bravissimo ma con la stampa non cerca scuse quando perde, né racconta “cosa ha migliorato” quando vince per far vedere che ne sa

E attenzione: Molti scambiano i pipponi tecnici e le supercazzole per competenza.
Secondo me, sono insicurezza.
Come sui social, dove c’è Desmociccio e GiulioRacingYellow che – da casa, con la settima media – hanno capito cose che Dall’Igna, Rigamonti e Bartolini, con i dati in mano, non hanno visto.

Marquez lo sa: 90% guidare, 10% parlare. E non con noi.

 

🔥 FACT 7 – LE PAROLE NON CAMBIANO LA REALTÀ (MA LA PEGGIORANO)

Altro fatto pesante legato alle parole:

Le parole non cambiano la realtà. Anzi, presentano il conto.
Marquez lo sa. Altri, no.

Le parole di Bagnaia, Bezzecchi, Di Giannantonio prima dei GP:
sulla moto, su Marquez, sul lavoro… A chi sono dirette?

A me sembrano insicurezze. E non servono a un cazzo.

“Lo vedo quinto.” – Bezzecchi.
“Non sta facendo chissà che, siamo vicini.” – Di Giannantonio
“Ho trovato la soluzione.” – Bagnaia.

A cosa servono? A far felici le TV? A fare i click? A gasare i fan? Sì, ma oltre a questo non fanno nulla. Anzi, si ritorcono contro. E fateci caso: Chi è forte, non dice nulla. Chi ti mena, ti mena.
Chi dice che sta per menarti… di solito non ti mena mai.

 

🔥 FACT 8 – LA GP25 È DA PODIO

La GP25 non è una moto che non funziona.
È una moto che vale almeno il podio. Minimo.
E migliorerà. Ma quando migliorerà, gli unici ad avere un problema saranno:

Alex Marquez, Fermin Aldeguer, Franco Morbidelli.
Non avranno più scuse.

 

🔥 FACT 9 – IL VENTO CAMBIA PER IL SECONDO PILOTA DUCATI

Nessuno caccerà Bagnaia. Ha un contratto, ha dato molto.

Ma ci sono parole pericolose da parte del management Ducati.
Parole dolci per Alex Marquez e Aldeguer, e parole di sveglia per Pecco.

Per Di Giannantonio, ripetuto il messaggio:  ha la moto identica alle ufficiali, perché è un pilota ufficiale. A buon intenditore… 

Risultato, invece? Spesso è l’ultima Ducati in pista.

E invece di parlare e occuparsi di marquez, ad esempio, dovrebbe preoccuparsi di questo.

 

🔥 FACT 10 – I NUMERI MOSTRUOSI DI MARQUEZ (E PURE DI ALEX)

Altro fatto pesante. Ma proprio mostruosamente pesante.

Ad oggi, Marc Marquez, in 8 weekend, con uno zero, ha fatto 233 punti.

Se le cose continuano con questo trend – e parliamo di un’ipotesi realistica, non di fantamotori – a fine stagione Marc Marquez rischia di chiudere con circa 640 punti. Ripeto: 640 punti. 

E adesso viene il bello – o il brutto, dipende dai punti di vista:

Con lo stesso trend, Bagnaia rischia di farne solo 385.
Che sono meno di quanti ne ha fatti Bastianini nel 2024 arrivando quarto. Ma c’è di più. 

Sempre seguendo lo stesso andamento, Alex Marquez rischia di chiudere il mondiale con 552 punti.
Che sono 44 in più di quelli con cui Martin ha VINTO il mondiale nel 2024 e 88 in più di quelli con cui Bagnaia ha VINTO nel 2023.

Capito? Con una GP24. Con Gresini. Con tutto il rispetto, è una roba pesantissima.

E fa riflettere. Tanto.

 

🔥 FACT 10 – I NUMERI MOSTRUOSI DI MARQUEZ (E PURE DI ALEX)

Altro fatto pesante. Ma proprio mostruosamente pesante.

Ad oggi, Marc Marquez, in 8 weekend, con uno zero, ha fatto 233 punti.

Se le cose continuano con questo trend – e parliamo di un’ipotesi realistica, non di fantamotori – a fine stagione Marc Marquez rischia di chiudere con circa 640 punti. Ripeto: 640 punti. 

E adesso viene il bello – o il brutto, dipende dai punti di vista:

Con lo stesso trend, Bagnaia rischia di farne solo 385.
Che sono meno di quanti ne ha fatti Bastianini nel 2024 arrivando quarto. Ma c’è di più. 

Sempre seguendo lo stesso andamento, Alex Marquez rischia di chiudere il mondiale con 552 punti.
Che sono 44 in più di quelli con cui Martin ha VINTO il mondiale nel 2024 e 88 in più di quelli con cui Bagnaia ha VINTO nel 2023.

Capito? Con una GP24. Con Gresini. Con tutto il rispetto, è una roba pesantissima.

E fa riflettere. Tanto.

 

🎁 EXTRA FACT – I TEAM SATELLITI DUCATI (TEASER)

L’ultima opinione pesante riguarda i team satelliti Ducati.

Ma questa è un’altra storia.

E ci farò un video a parte.

Perché lì dentro c’è un sistema, una dinamica, un equilibrio. E merita una bella analisi separata.


Opinioni su questi 10 HEAVY FACTS?


Misterhelmet!