MotoGP: Marquez torna re al Sachsenring, poi Oliveira e Quartararo. Bene Aprilia, Ducati bocciate!

MM93 win

La gara del Sachsenring che consegna a Fabio Quartararo ancora una volta la leadership del mondiale, è fatta di un solo tema: Marc Marquez sì, Marc Marquez no.
E invece i temi sono tanti, nonostante la gara si basi solo sulla fuga per la vittoria del numero 93.
Ci sono le Yamaha in crisi, perché a parte Quartararo è un dramma vero, ci sono le KTM che ormai funzionano bene (Petrucci e Lecuona sono invece nel dramma), c’è l’Aprilia in crescita che prima o poi si impossesserà del podio che le spetta.
Le Honda, invece, sono destinate ad essere legate a doppio filo ad un solo uomo mentre invece, le Ducati pagano dazio.
La pur incredibile rimonta di Bagnaia non può essere sufficiente per essere felici a Bologna. Manca sempre qualcosa e se il cavallo che parte davanti non è quello che arriva per primo, qualcosa non va. Niente da dire sulle Suzuki, anonime all’inverosimile .

Mini-record of the race
But really mini, let's say micro. At the start Marquez in the lead ahead of Aleix Espargaro until the first drops of rain that then stop to resume a few laps later.
Those are the two decisive moments because with the rain the Spaniard twice takes the freedom to risk everything. And it is those two choices that give him a race that seems designed for him.
What happens behind is indefinable: total Yamaha disaster, KTM confirmation and lots of mistakes from everyone.
Bagnaia makes the slalom and that means there are so many things wrong. Zarco makes mistakes and gets scared, Miller like him, and Espargaro believes but it's not enough. There are no specific events, just dejavu.

Così comunque all’arrivo:
Marquez, Oliveira, Quartararo, Binder, Bagnaia, Miller, Aleix Espargaro, Zarco, Mir, Pol Espargaro a chiudere i dieci.

Two lines on qualifying. Unthinkable to see riders grazing waiting for a hook. If Zarco, Miller and Quartararo worked alone, so can the others. Useless to expect fairness from Moto3 juniors if the adults behave even worse.

 

Report cards
Marquez
OK it's his track but victory is not a given.
The Spaniard makes two crazy choices and is rewarded.
From there you can tell that history is written
Rated 10

Oliveira
L’anti Marquez non concretizza ma fa comunque paura.
Ktm con lui funziona e son tre podi di fila.
Voto 9,5

Quartararo
Seeing his brandmates must be drinking prosecco by the garganella.
Today what he's interested in is keeping the championship standing, and so it goes, and so it's a podium that's worth victory.
Rated 9

Binder
Appena sotto al podio vuol dire che la moto funziona. Lui è un po’ più altalenante e non ancora un top rider ma la crescita è evidente.
Voto 8

Bagnaia
It is true that he finishes fifth after a race in which he is also sixteenth, but one cannot always be absolved for everything.
Top riders must also know how to make comebacks, as well as being able to start well on the grid. Bagnaia has all the numbers to not have to look for excuses and today's race proves it.
Rated 7.5

Miller
Strong, determined, and even clean, but in the end he gives in.
He doesn't believe and it's all his fault. Net of problems, he loses a direct confrontation that he should not lose.
Rated 7

Aleix Espargaro
Some complain that he is slow and that he hinders his opponents.
The truth is that Espargaro fights with what he has and always gives everything. Even when things are not going well, Espargaro never backs down.
Rated 8

Zarco
From candidate for victory to candid camera victim.
He collapses immediately and never recovers.
Rated 5

Mir
Okay to bet on the comeback, okay even today's, but you can't rely on that alone. Mir brings home a race as spectacular as it is useless for the kind of ranking he should aspire to.
Rating 5

Pol Espargaro
With Marquez winning and Pol Espargaro closing out the ten, it explains a lot. Namely, that a bike is only as good as its second rider.
Rating 5

Pedro Acosta in VR46? Il fantamercato inventato è il paradiso del click!

Pedro Acosta

By now what pulls, more than the sport where little can be invented because the results in the end are what they are, is the market.
And the new rais of the situation, due to the fact that the results on the track are no longer there and a change in his role is near, is Valentino Rossi, for the past few months depicted as a dictator of a former Soviet state, that is, as a man who fights bears and is engaged in all kinds of titanic feats against imaginary giants of all kinds.

Dopo una partnership con Aramco, che possiamo ormai tranquillamente dichiarata come inventata dato che il nome del colosso petrolchimico è scomparso dopo un solo giorno dalla sua menzione. arriverebbe questa ipotetica “prenotazione” del talento più cristallino degli ultimi anni: Pedro Acosta, il quale verrebbe avvicinato  al team VR46a dispetto di una penale stratosferica, appositamente menzionata per ingigantire l’imminente impresa.

All fascinating but perhaps it is time to get back to reality.
Really anyone who is not in bad faith or in absolute need of editorial attention can think that Rossi, who has never paid for a rider in his life, including his brother, because of which he closed the Moto3 team, can spend money, so much money, on a rider anyway already destined for the most shining scenarios?
Is it really conceivable that an organization made to capitalize from its investmentsBagnaia, Morbidelli, etc.) could invest an amount of money that together has never seen for something that is not a direct product of its nursery?
Can anyone really believe that VR46 which money from its own TAKES THEM, can spend half a million that it does NOT HAVE (VR's pockets are one thing and the coffers of its companies are another and at the moment there is not even money for the team in GP) to take Acosta?
Then what? Would Acosta, who grew up in Spain go and train at the Academy, taking the reverse route of what most Italians do? Or maybe he doesn't go there and so what would be the point of his enlistment?
Would really Acosta, who has a contract with the AJO team that is one of the best forces in Moto2, a direct emanation of KTM, go to an outside team?

Ma la cosa che fa più ridere è quella che riguarda il pagamento della penale.
Secondo i clickinformati a dare una mano dovrebbe essere Ducati.
L’azienda Italiana dovrebbe pagare 500mila euro (la somma che paga come ingaggio a Bagnaia e che pagava a Petrucci l’anno scorso) per svincolare un pilota e farlo andare in una classe in cui non corre, nell’attesa che vada in MotoGP?

La verità è che più che una Academy di piloti, serve una Academy per chi, per sbarcare il lunario, scrive delle cose.
A questo punto raccontateci che Valentino, messo in mezzo come al solito, smessi i suoi panni da pilota, combatte con le tigri come Putin, ed è più credibile.

Montmelo: Oliveira, Zarco e Miller. Quartararo sesto con la patta aperta. Orrore Honda!

Oliveira Win

A Montmelo una gara divertente e dal risultato inatteso, almeno se non si segue con attenzione la MotoGP.
E’ evidente dal venerdì che Quartararo è l’uomo da battere ma non guida la moto da battere. Le moto da battere sono i super mostri Ducati e KTM, che in rettilineo non si limitano a sorpassare, ma pretendono, riuscendoci, anche di sottomettere gli avversari.
E le due europee sono guidate da personaggi capaci… forse imprevedibili ma sicuramente adeguati ai risultati che contano.
Tutto il resto è inconsistente. Le Yamaha, a parte Vinales (ma solo nelle qualifiche) non esistono. Morbidelli annaspa e Rossi è indecente prima di cadere. L’unica Suzuki, invece, troppo… moderata. E troppo poco affilato Mir per tagliare davvero.
Ma chi fa veramente orrore è Honda che i suoi, o li manda in terra, o li narcotizza, dato che non sembra possibile guidare la RCV con l’ambizione di stare davanti. Marquez almeno cade quando ci prova… ma gli altri, una pena.
Non c’è niente da dire su Honda. Niente che non siano volgarità.
Niente da aggiungere nemmeno sullo scenario generale, se non che KTM lavora per il lungo periodo ed è quindi i discorsi di inizio stagione, non hanno senso. Aprilia, invece, troppo nelle mani di Espargaro, che fa?

 

Minicronaca della gara
Miller parte a razzo e Oliveira beffa subito Quartararo davanti a Mir e Zarco, poi infilato da Espargaro su Aprilia.
Due giri e Oliveira è addirittura in testa davanti a Miller e Mir, poi sostituito da Espargaro.
A meno 17 con Oliveira e Quartararo a giocarsi la vittoria seppur distanti, va out anche Marquez, che segue il volo di Pol Espargaro.
A meno 13, gli eventi sono la caduta di Aleix Espargaro e la fine della fuga di Oliveira, che è preso e passato da Quartararo.
I due sportellano nel misto ma nel dritto è la moto Austriaca quella da battere. Mir, invece, perde il disturbo di Miller e trova quello di Zarco, che lo sottomette in rettilineo.
Gli ultimi giri sono il calvario di Quartararo. Già violentato da Oliveira, si ritrova tuta aperta e protezione del petto che gli vola via… ammesso che non sia lui ad aprirla per motivi ignoti.
Lo passa Zarco e lo aggredisce anche Miller.
Per il francese persino il podio sembra oro e infatti con la penalità di tre secondi per manovra fuori traiettoria, nemmeno quello porta a casa. Ma è sempre meglio della squalifica che meriterebbe. Non si possono consentire quattro giri in condizioni così pericolose.
Oliveira, Zarco, Miller, Quartararo, Mir, Vinales, Bagnaia, Binder, Morbidelli e Bastianini a chiudere i dieci.

Oliveira
Essere il vincitore plausibile ed essere il vincitore reale, non è la stessa cosa. Oliveira questa se la vince meritandola, anche di testa. Non è vero che Quartararo gioca con lui. E’ esattamente il contrario. Il solo motore non basta. E infatti non si sono viste altre KTM sul podio.
Voto 10
Zarco
La Ducati più costante. Il francese con altri due giri avrebbe potuto sognare. I giri non c’erano e va bene anche così.
Una gara quasi perfetta. Le qualifiche facevano presagire qualcosa, ma qui siamo oltre. Perché, diversamente dagli altri ducatisti, lui ha il controllo della situazione e non è in balia degli eventi.
Voto 9,5

Miller
The truth is that they give him a podium, but it changes little.
Still, he is there. He certainly misses being the architect, for good, of his own destiny.
Rated 7.5

Quartararo
The reason for the opening of his suit is unclear (a bug, a zipper problem, it is not known)... but the matter only costs him the podium, because he was never going to win the race. He remains the man to beat who, however, does not ride the best bike. As for today, a black flag would not have hurt.
Update: Another three-second penalty for irresponsible riding. Sixth place for him.
Rated 8

Mir
The Spaniard never seems to force and seems to be too soft.
Unlike his teammate, he stays on his feet, but that's not how you win world championships. 2020 was an exception.
Rated 6.5

Vinales
Aspettarsi di più era lecito, ma un sesto posto non è male.
Certo non è un pacchetto da mondiale… ma c’è chi fa peggio.
Voto 6

Bagnaia
A badend . And a race in complete anonymity.
Not ugly. Anonymous, which is perhaps worse.
Rating 5

Binder
Fa belle cose nel w.e. e in gara, ma il risultato è lontano da quello del suo compagno di squadra.
Voto 5

Morbidelli
In confusion, in trouble...but not as of today.
Too erratic.
Rated 5

Bastianini
Best rookie. Other than Marini and Martin. Two who have a guaranteed future but do far worse than him...who actually does a great race.
Rated 7

MotoGP: Galbusera torna, con Vinales. A galla disperazione e vecchie bugie!

Silvano Galbusera
Silvano Galbusera, in occasione delle sue “dimissioni” dal gruppo di lavoro di VR46, aveva detto cheera stufo di girare per il mondo etc etc. per questo lasciava Rossi.

Invece era stato segato, questa la verità, come spesso (e giustamente lato suo) ha fatto Valentino in carriera quando sentiva la necessità di cambiare radicalmente le cose. Le teste osannate e glorificate, non si contano su vari fronti… ma la verità è che la frequenza è vertiginosamente aumentata… in maniera direttamente proporzionale alla mancanza di risultati. Qui comunque parliamo di altro.

 

L’allontanamento di Galbusera era tutt’altro che desiderio del tecnico.
Lo dimostra il fatto che, segato a sua volta il suo collega Esteban Garcia da Vinales, il buon Silvano è stato subito disponibile.
Quindi si  è riposato e non è più stanco di girare il mondo? Non è più anziano? Non vuole più stare con la famiglia in Brianza?
Era una fesseria anche il fatto che era stato promosso ad incarico più prestigioso (test team). Se fosse stato più prestigioso che fare il capotecnico ad un pilota, non lo avrebbe lasciato al primo mezzo squillo telefonico.
 
Per quanto riguarda Vinales, il film lo abbiamo già visto. E’ quello di un pilota che è o crede di essere allo sbando.
La stampa fa passare questa mossa come un’abitudine di Yamaha, ma è una balla. E’ una abitudine iniziata da pochi anni con Rossi.
La verità è che in Yamaha hanno assecondato la disperata richiesta di cambio tecnico, dicendo allo spagnolo: ok, ma se vuoi al massimo ti diamo questo signore qui. E vedi di farla andare. Abbiamo visto tutti che queste sono mosse disperate. Quello che manca a Vinales, da un momento all’altro, non lo può di certo dare un tecnico che non è riuscito a risolvere, con un pilota ben più blasonato, un problema che poi è degenerato nel modo che vediamo tutti.
Se Vinales si deve svegliare, è bene lo faccia da solo, anche perché, a dirla tutta, in realtà, la sua crisi sembra più suggerita, che reale. Lo spagnolo ha vinto ed è anche veloce, seppur inconstante. e a dichiararlo in crisi sembrerebbe più uno stato mentale (spinto dai media) che uno status reale di classifica.
Un sesto posto ad un punto dal quinto dove c’è il campione del mondo in carica, non è il migliore dei mondi possibili, ma non è nemmeno una tragedia da cambio tecnico a partita appena iniziata.
Ah, una cosa, date un nuovo cappellino a Silvano.
  Per il tatuaggio, poi  ci pensiamo…
May be an image of 2 people and beard

VR46 MotoGP: that nuisance named Bastianini!

Bastianini

WARNING: EXPLICIT LYRICS. EXPLICIT CONTENT, DIRECT LANGUAGE AND HAIRY OPINIONS

Bastianini è bello che spacciato. Adesso lo sa. Cioè lo sa dal primo momento in cui hanno presentato il team Avintia SKY VR46 dove lui è il cenerentolo che si è dovuto accontentare delle frattaglie di luce, comunicazione e considerazione che rimanevano, di rimbalzo, dalle presentazioni alle interviste, fino alle menzioni in telecronaca e tutto il repertorio da Istituto Luce che da anni caratterizza il motorsport tricolore.
Il campione del mondo della Moto2 diventava gregario del fratello di. Non ci si crede. Ebbene era evidente. E lo è tutt’ora nonostante il confronto sia impietoso.

Il team Avintia doveva solo cambiare nome in VR46… e forse marchio di moto. Adesso nemmeno più quello, dato che sono sempre più prepotenti le voci di accordo con Ducati. Insomma è fatta. E se non è fatta è un’ennesima figuraccia da parte della squadra di Tavullia dopo l’autogoal con ARAMCO, che prima era sulla bocca di tutti e adesso da una decina di giorni non si nomina più.

In realtà ci ha provato, VR46. L’operazione ARAMCO leggi anche fumo in faccia a Petronas, non è andata a buon fine.
La verità è che non è VR46 che ha scelto le Ducati (che costano anche di più), ma è Yamaha che ha scelto Petronas.

In doubt already for a while VR46, the company and all the publishing that for years has been crawling in the presence of the most profitable package and with the most glaring team/media conflict of interest in the history of motorsport, is trying to take Morbidelli home after turning him around so that, like a magnet, he has opposed the pole of attraction with Petronas, with Yamaha and with Forcada. It serves to repel them. It serves to make the dream team, that is, a team that has the owner's brother in it and one that is really going strong. It needs Morbidelli, and it needs to get rid of Bastianini.

Those who write that the VR46 riders will be Marini and Bastianini are lying hoping to lie. That would not be such a good story to tell.

A self-respecting VR46 team cannot have in its lineup the living, winning demonstration that you don't have to be part of the Academy to play in the Motorcycle A Series. Bastianini is proof that you can make a career for yourself, early and well. What kind of VR46 team would it be if "typical products" were not fielded?

Forse Enea è destinato a fare un solo anno terribile (oltre al resto di questo 2020 che già è bello pesante) nel caso non si trovi nessun altro, ma la realtà è che i pesaresi piuttosto su quella moto sarebbero capaci di metterci persino Bezzecchi. Perché altrimenti non sarebbe un team VR46 fatto a modo. Insomma se vedremo Bastianini su una moto VR46 sarà solo perché non saranno riusciti a segarlo.

E chi dice che tanto Bastianini è salvo perché è già in direzione Pramac, sappia che, ammesso che sia vero, magari i primi anni no, ma entro brevissimo, ci sarà guerra anche per avere le migliori Ducati possibili, soprattutto presentando Morbidelli in squadra.

That is, assuming there aren't already problems for next year, because it's unclear what level of officialdom the VR46 team will be able to aspire to, especially when they manage to bring home the Morbido. And believe us, that is the intent and it is being worked on hard.
To figure out who pays and how much. And to be figured out when the money comes in.
For Ducati, you've seen it, there's a purely racing part and a commercial racing part, and in this case, it really doesn't matter where the money comes from, but the first one that comes in has always been the one that lodges the best.

Sarà tutto vero come quando a ottobre 2020 abbiamo anticipato e messo in connessione la chiusura del team VR46 Moto3, l’interesse di una moto per Marini e la relativa cessione degli slot proprio ad Avintia a cui si lavorava per subentrare? Ottobre eh.
Basta stare un po’ attenti.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

VR46: pilot and team, announcements coming soon!

VR46

Non è un segreto che Rossi dovrebbe annunciare cose importanti entro brevissimo.
Riguardano il suo futuro e quello del team VR46 di cui è previsto il debutto in MotoGP nel 2022.
Per quanto riguarda il pilota, le dichiarazioni di inizio campionato parlavano di quattro-cinque gare di tempo per capire se VR sarebbe stato ancora competitivo e, da lì, le decisioni.
Possiamo dire senza paura di essere smentiti che le prime quattro uscite sono state un vero disastro e che quindi,  dovendo mantenere le promesse per Valentino Rossi  non ci dovrebbe essere nessuna stagione 2022 da pilota.
Resta da capire se il dottore finirà la stagione o la concluderà addirittura anzitempo, magari compiendo il “beau geste” di girarla al “suo” Morbidelli.
Difficile che accada. Troppi sponsor, accordi, situazioni sospese. Però potrebbe essere.
Altra opzione è che, considerato un Mugello senza pubblico,  il dottore decida di annunciare qualcosa  a Misano, che è casa sua, e che potrebbe consentirgli i giusti omaggi da parte della tifoseria. A Misano potrebbe arrivare una notizia fondamentale.

In realtà a Misano potrebbe arrivare anche qualcos’altro, ovvero qualcosa che riguarda le moto con cui il team VR46 correrà la prossima stagione.
In pole position, a distanziare le altre concorrenti, c’è Ducati. Sarebbe comodo per tutto il sistema, i piloti rimarrebbero quelli attuali del team Avintia (che scomparirà), al netto eventuale di Bastianini (nel caso non andasse in Pramac).
Insomma una situazione comoda e discretamente competitiva. Sicuramente meno destabilizzante di una lotta con Petronas per ottenere le Yamaha, e sicuramente più prestigiosa di una partnership con Aprilia, dato che a Noale si sono dimostrati disponibili ma si sono dichiarati ancora non pronti per un accordo così.
I veneti dovrebbero prediligere una liason con il team Gresini, fatta di storicità e di cuore, e quindi niente VR.
Alla fine, quindi, Misano, con i dati di Le Mans e del Mugello, sarà una data chiave per Valentino Rossi e per la sua struttura.
Dovrebbero arrivare finalmente gli annunci che tutti attendono… inclusa un po’ di chiarezza in merito alla partnership con Tanal e Aramco, annunciata e poi sapientemente silenziata da protagonisti e media.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

Cheer handouts and the final frontier of editorial desperation!

In realtà ci ho pensato un po’ dopo aver visto l’ultimo servizio perché sono stato a lungo indeciso fra l’incazzatura, la compassione e la paura di diventare anche io un giorno così. Poi ho capito che se uno inghiotte sta roba qui, non vale piu la pena di seguire il motociclismo… di lavorare per il motociclismo. Non gratis, perché nessuno deve lavorare gratis, ma con un minimo di equidistanza e dignità. Il servizio che è andato in onda prima di Jerez è veramente il riassunto dichiarato e sfacciato di 20 anni di giornalismo orgogliosamente schierato e di parte. Elevato all’ennesima potenza. Ovviamente tutto ciò arreca più danno che vantaggio, sia a Valentino che al motociclismo in generale.

MotoGP: why ARAMCO knows nothing about the partnership with VR46?

Aramco

Why did the news about the VR46 team fade as it jumped to the headlines?
How come VR declared the existence of an agreement to bring VR46 to MotoGP in partnership with Aramco but no one really asked the Saudi oil giant about it?
Indeed, how come the Saudi oil giant later and on its own initiative declared that it was unaware of the news?

Iniziamo il pezzo con tre domande. Già il fatto che ce le poniamo, significa che siamo davanti a qualcosa di atipico.
Però partiamo con il presupposto che ci possiamo sbagliare e abbiamo capito male… e quindi chiediamoci come mai a Jerez sia venuta fuori una notizia così: VR46 in MotoGP già dal 2022 con Aramco. Nessuno ha pensato, vista la dimensione della notizia e il fatto che non sia stata smentita dall’interessato presente, che potesse essere una bufala. Con la stampa sportiva che abbiamo, non mi meraviglio. Ma quella finanziaria?

The press release referred to stated that the project would be financed with money from Saudi Arabia, specifically from the interest of the oil giant Aramco, although the release itself came from Tanal Entertainment, a holding company owned by Prince Abdulaziz bin Abdullah Al Suad, a member of the Saudi royal family. So too big a name to be questioned ... but it is also true that we still start from the fact that someone is talking about Aramco but Aramco itself is not doing it. This is not normal.

A press release was issued ahead of the Jerez GP stating that VR46 team owned and operated by Valentino Rossi himself-would make the move to the full-time MotoGP World Championship in 2022. OK, that's fine. VR46 can announce whatever it wants.

Un comunicato così non può non essere preso sul serio e non può essere messo in dubbio però, la stessa Aramco, avrebbe affermato di non essere a conoscenza di alcun contratto. E qui va un po’ meno bene.

In the end, what is missing in the statement are quotes from both sides in addition to financial details. This is unheard of for such a situation.
It's as if a yet-to-be-completed document has leaked out. Too bad, however, that it is not a leak because it was one of the parties involved that released and confirmed it.

Nessuno poi, per riverenza o sudditanza mediatica ha pensato di incalzare lo stesso Valentino Rossi che ha dichiarato: “Sappiamo che abbiamo un accordo con Aramco per fare la squadra … ” “…Non so sinceramente perché Aramco dice che non lo sanno! “. E qualcuno avrebbe dovuto chiedere: ma l’accordo c’è o no? O ce l’hai o non ce l’hai. Altrimenti sembra come quando alle elementari tu sei fidanzato con una bambina ma lei non lo sa.
Chiunque altro sarebbe stato messo spalle al muro per un’eventuale fesseria ma non è stato questo il caso.

Sia chiaro, non sarebbe il primo caso di team fuffa.
E’ successo in un sacco di casi che team partiti sulla base di collaborazioni addirittura governative si siano rivelati una fregatura internazionale.
Basti pensare al team JR Racing, quello legato in Superbike alla Repubblica Dominicana e a Troy Corser, tirato in mezzo e sfruttato per mettere in piedi una mezza sòla, come si dice a Roma. Una fregatura.
Oppure al team Onde 2000 della Guinea Equatoriale in cui c’era di mezzo addirittura un governo. Però erano altri tempi e c’erano di mezzo altre entità.
In realtà le truffe fatte bene sono quelle in cui vengono spesi nomi talmente grossi da non poter essere messi in dubbio.
Noi però continuiamo sul nostro ragionamento “neutro”.

Nessuno dubita che VR46 stia pensando di sbarcare in MotoGP.
Nessuno dubita che vi riuscirà.
Chiunque sia un minimo informato però sa che questo deve accadere nel 2022, anno di scadenza degli slot in griglia.

Parliamo adesso di Aramco, che è spuntata fuori all’improvviso… supportando F1, Formula E e Dakar. Ma prima?
E’ proprio lo splendore recente che ha attirato l’attenzione nei confronti di situazioni “un po’ saudite” come queste.
Alcune organizzazioni umanitarie come Grant Liberty hanno evidenziato che l’Arabia Saudita come nazione, sotto i riflettori per accuse di mancato rispetto dei diritti umani, sarebbe sin troppo spesso protagonista di un’attività che si chiama “sport washing”… che vede l’investimento sportivo ed edilizio come ricerca di quella reputazione persa per altre ragioni.
Il calcio è pieno di evidenze come queste mentre il motorsport, almeno nelle due ruote,  ci sta avendo a che fare da poco (vedi news relative al nuovo circuito di Mandalika, Indonesia, progetto accusato di essere sporcato dal mancato rispetto dei diritti umani dei locali).
Insomma quella che sembra essere solo una bella cosa (e sicuramente lo è), a molti fa storcere un po’ il naso.
All’estero, però. Da noi va sempre tutto bene.

Pensandoci, il mega progetto sembra tanto convenire a VR46, che trova uno sponsor per fare quello che vuole fare da sempre… eppure alla fine rischia di convenire soprattutto ai sauditi, dato che a livello internazionale (in Italia non ci si azzarda), VR46 è stata molto criticata per la partnership.

"Especially Aramco in recent years has supported many sports other than soccer and is also very much in motorsport. It also supports Formula 1. It is an important partner for us and can help us team up in MotoGP." Rossi said.
But does Rossi know who he is about to deal with?
More importantly: does Aramco know that it has an ongoing partnership with Rossi?
The answer would seem to be a double no.
What if instead someone is trying to cheat the parties involved?
Come on, that's not possible...but here, stop it!
You know all those activities listed on the sidelines, but not too much either, of the partnership between VR46 and Tanal, the ones that talk about building projects, theme parks, etc.?
Maybe it all starts from there.

Sulla tuta di Marco Bezzecchi – pilota Moto2 di VR46 sono comparse patch con dicitura “KSA New Cities”.
E questo vuol dire che VR46 sta già degustando un mini antipasto di quello che dovrebbe essere il buffet saudita completo.
Oppure che qualcuno stia cercando di raggirare VR46 convincendola, grazie al mini antipasto di cui sopra, di una effettiva partnership in atto… di cui però gli interessati (Aramco) non sono a conoscenza anche se è  stato speso il loro nome.
E se si fossero  salvati tutti proprio per il fatto di essersi lasciati scappare la cosa?

Ci rendiamo conto che qualcuno forse si è portato un po’ avanti con l’immaginazione e con il business e che quindi è tutto appoggiato un po’ alla buona?
Cioè tipo che la stessa Petronas, colosso vero con soldi veri, si stia giocando le due Yamaha con VR46 la quale ha una partnership  con un petroliere che ha dichiarato di non saperne nulla?

Chiaramente se ci sbagliamo qualcuno ci invii il comunicato di ARAMCO datato week end di Jerez.
Dopo ok, vuol dire che è cambiato qualcosa… ma la settimana scorsa perché nessuno ha chiesto conto della mancanza di comunicati o addirittura non si è insospettito davanti alle smentite di uno dei due partner?

Misterhelmet Gianluigi Ragno



Rossi and Petronas: you don't say but ... we are beyond the end. And it's already war!

In an earlier piece entitled. The king is naked. And he is minidressed! I had written like this:

“E quindi cosa succede, alla fine? Non lo sappiamo perché non siamo alla fine. Quello che però sembra è che siamo all’anticamera dei vaffanculi e che Petronas, invece di allontanarsi, dalla Yamaha, si sta avvicinando ancora di più, con tanto di dichiarazioni di intenti di partnership pluriennali e baci bacini che hanno tanto il sapore speziato di presa di distanze dalle scelte fatte, indovinate quali.
Il che vuol dire una sola cosa: che la partnership messa insieme per fare belle gare, bei soldi, belle cose, è un tavolino a tre gambe che non si regge nemmeno su una… e che quindi, ciaone a fine anno, se non prima.”

Ecco. Se non prima. Perché ci sono numerosi elementi che fanno pensare che le due entità Petronas e VR46, siano ormai ai ferri cortissimi e che siamo tutti prossimi telespettatori di una telenovela che mette di fronte delle vittime (Rossi&Co) e dei carnefici ingrati, quali Petronas, Razali etc… il tutto adeguatamente insalivato dalla stampa che ormai si è già lanciata in indecenti genuflessi servizietti giustificazionisti.

"We in VR46 have already asked for an official bike for Morbidelli but we were told no" That's the first hint.
And it makes you laugh. If there is a contract, what do you ask for? It's not like going to the butcher and asking for free bones for the dogs.
At the beginning of the season Valentino Rossi and VR46 thought it was a priority to ask for an official bike for VR and not for the much-assisted Morbidelli. That is, assuming that it was not explicitly requested in the contract that the official bike was even only for one of the two. It is therefore no surprise that Franco has a 2019. Franco was already a world vice-champion, but evidently no one went out of their way to get him anything more than a 2-year-old bike. Maybe you couldn't anyway, anyway, then, the controversy is borderline childish, specious and hypocritical. It is a front thing to pass as a victim. And strangely, it's something that wasn't talked about until the whole audience, clamoring for a motorcycle for Morbido. Until yesterday, silence.

Fa anche abbastanza paura che VR46 abbia deciso di rendere ufficiale e pubblica una partnership con ARAMCO in un determinato momento.
La mossa è giustissima e sacrosanta… però non è di quelle che indicano una volontà di pace.
Petronas, su questa cosa è due volte concorrente diretta.
E’ concorrente diretta di ARAMCO in quanto azienda impegnata nell’energia in un territorio che si sovrappone a quello del neo partner VR46 (anche se da ARAMCO, va detto, non è uscito alcun comunicato ufficiale).
E diventa, Petronas, concorrente di VR46 anche dal punto di vista sportivo, dato che entrambe le entità sono plausibilmente in lizza per ottenere due Yamaha.

Rossi , who has a long-standing relationship with Yamaha and also owns Morbidelli's ( Petronas' best rider) tag, is paddling right back at Petronas. By now it's official.
It's legitimate eh, because it's business, but it kind of clashes with the existing relationship between Rossi and Petronas.

VR46 has secured a competing sponsor, is virtually in the running for the bikes currently entrusted to Petronas, and also owns the rider. What's more, through the most representative figure, Valentino Rossi, VR46 itself is dependent on Petronas from a sporting and marketing perspective with initiatives planned through at least 2021.

Cosa starà raccontando, Mr Razali ai vertici della sua azienda che nel frattempo gli avranno chiesto conto di un paio di cosette?
Come si sentirà?
Come uno entrato in affari con una entità, la VR46, che oltre a non performare, lo sta combattendo dall’interno, sia con il suo esponente di marketing e comunicazione (VR46), sia con il suo miglior pilota, che è sì legato a Petroas, ma che obbedisce, de facto, al suo manager e alla VR46 stessa.E infatti manifesta già sintomi di inquietudine sportiva.

Da una parte la partnership è nata malissimo sotto tutti gli auspici, dall’altra Petronas si vede sotto scacco anche dal punto di vista sportivo e quindi doppiamente anche nella gestione delle moto. Sempre che le avrà, Petronas, due moto, nel 2022.

Intervistato su Rossi, ormai Razali parla con lo stesso piacere che hanno quelli che su Airport Security, vengono ripresi quando li hanno beccati che stanno trasportando la droga. Tratterebbe ogni tema tranne quello.
“Eh, non è Rossi che è lento, sono gli altri che sono veloci”.
Se consideriamo che Razali è manager, asiatico e musulmano, quindi non un europeo spaccamontagne, capiamo che è una risposta che sa di coglionella.
Cioè, sa di uno che preferirebbe far vedere il saldo del suo conto online, piuttosto che discutere di una scelta sciagurata da cui non può venire fuori come e quando vorrebbe.
Può dire che si è rotto le scatole e che se potesse caccerebbe VR ieri? Non può dirlo. Può farlo? Non può farlo. Gli costerebbe caro.
Cosa può Razlan Razali? Farlo capire all’interessato (che ovviamente lo sa già) e ai mantenuti editoriali della stampa e del business, avendo però con questi ultimi, molta cura per non passare da cattivo.
Ci manca solo il ricco petroliere ingrato privo di riconoscenza verso il salvatore del motociclismo moderno, portatore di passione, mecenate di giovani piloti, rivitalizzatore degli ultimi 25 anni di due ruote.

Razali knows one thing, however. He has the money and has shown that he can work. And so he can let Valentino Rossi bring home an impressive series of embarrassments like the ones he has already wrapped up so far, along with a sampling of sporting and behavioral own goals. Of course, without boycotting him. He doesn't seem to need it much longer.

If you must know, it is not a risk-free path for Petronas. Because the tug-of-war might have worked when there were no other powerful oil sponsors at stake. Now the position of strength is mitigated.
Dorna cannot lose Petronas but neither can it displease VR46.
We have seen that from the cookie on, VR has always wanted to play all the media cards without ever holding back. But it is not necessarily, see always biscotto, that the matter always turns in his favor.
The media is a dangerous card.

Capirai. Quello del suo licenziamento è un film che VR stesso non consentirebbe mai di mandare in onda. Piuttosto un megavaffa e una porta sbattuta in cui Petronas passa per il male, poi un’altra stagione corsa sui gomiti l’anno prossimo, per non farsi dire quando e come andar via.
Siamo pronti a tutto questo? Qualcuno sembra di sì.
Oppure prevarrà la ragione. Il che sembra ancora tutto più fantascientifico.
La verità è che Rossi un’uscita l’aveva già pianificata, ma averla rimandata troppe volte forse lo ha fatto arrivare un po’ corto, questa volta. L’intermezzo Petronas non lo aveva previsto. Così come non aveva previsto di lanciare suo fratello in MotoGP prematuramente, sia dal punto di vista sportivo (non sembra prontissimo, se mai lo sarà), sia dal punto di vista politico (avere un team già fatto sarebbe stato meglio ma lo sponsor è arrivato con qualche mese di ritardo).

Would you like to see that this article, already the second part of a previous one, will have a continuation?

Next time we will talk about goodbyes or not even that cold war.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

Gresini + Ducati = VR46 Aprilia?

Miller MotoGP

Team Gresini alla fine dovrebbe farcela ad andare in MotoGP, adeguatamente supportato da Dorna, anche in base alle dichiarazioni esplicite di Carmelo Ezpeleta. Indonesian Racing, sponsor della squadra di Fausto, vorrebbe Ducati per far correre Fabio di Giannantonio.
Il romano infatti ha già un contratto in mano e rimarrebbe giustamente legato alla squadra anche nella classe regina.

But the issue of most interest is the one related to VR46.
Valentino Rossi 's team has a mega partnership with the Tanal group, but also with Hyundai and Withu, the energy giant that already appears on Tavullia's bikes.
Also watering the whole thing, of course, is Monster, theenergy drink linked to the doctor.
Rossi 's team could be called VR46 Aramco and will have interests ranging therefore in beverage, energy, automotive but also in ambitious construction projects underway in Saudi and Asian countries. The capital is foreign but there is a lot of Italian in the design.
Those who would leave would be SKY, which without TV rights would have little interest in investing so heavily in a racing team. But that remains to be seen.
On the track, then, the Moto2 and MotoGP teams would remain.

Per quanto riguarda le moto, la situazione sembrerebbe sbrogliarsi.
Suzuki non è pronta, quindi fumata nera. Con Yamaha non c’è una grande armonia… e quindi anche qui non ci sarebbe spazio.

Anche Ducati non sarebbe una scelta amica, dato che ha già fatto capire di voler investire su Bastianini, che potrebbe serenamente prendere il posto di Zarco, il quale andrebbe a rimpiazzare l’insoddisfacente (a meno di stravolgimenti nel corso della stagione) Jack Miller.

Sarebbe per questo motivo che Rossi starebbe navigando in direzione Noale, anche perché la moto adesso inizia ad andare forte e non è più una scelta così esotica. Certo gli investitori preferirebbero una Ducati, ma è pur sempre made in Italy…e a Rossi interessa poter piazzare Luca Marini, e potersi riservare di decidere se fare un’altra stagione (romantica) a fianco del fratello.
Sarebbe una chiusura di carriera sulla stessa moto con cui ha iniziato. Una vera e proprio ciclo che termina.

L’altra opportunità potrebbe essere, nel caso il dottore decidesse per il ritiro, quella di collocare sulla moto veneta Franco Morbidelli, qualora Yamaha decidesse di non fornirgli un trattamento da “ufficiale”.
Del resto Morbidelli può anche aspettare dato che non è uno di quelli che fa fatica a trovare una sella.

All of this conditional because we are obviously in the valley of wild guesses.
Just some reasoning... and yet...

Misterhelmet Gianluigi Ragno