Team VR46: Ducati rumors worried about possible cheating. Wednesday a rescue press conference?

Ciabatti and Domenicali

The rumors emerging are that of a Ducati worried about the VR46 affair.
A Ducati now convinced of the deception by dl Tanal who is not there, Aramco who called off from day one, and the princes who do not appear. Not to mention the architects who are not architects and have gone, also, into hiding with the whole package. At least that's the way it appears.

Ducati è garantita da Dorna, si intende, che pagherà quei 5 milioni pattuiti e necessari, quindi la faccenda non è tragica, ma resta il fatto che 5 milioni non bastano. Ne servono altrettanti per fare tutte le cose che VR46 e Ducati avevano concordato, nel modo in cui avevano deciso di farlo. Va anche detto che sempre i soliti rumors parlano di una Ducati già allarmata da tempo, anche da prima degli articoli di chi scrive.

5 million for an official team, is not enough and therefore it remains to be understood, even assuming that we are willing and able to give up something, whether sponsors will be "recovered" by Dorna or a reshuffle will be made from what currently feeds the coffers of the VR46 teams. We are of course talking about SKY, WithU etc.

Queste sono le cose che dovrebbero essere chiarite in occasione della tanto attesa conferenza stampa che “sarebbe” stata annunciata per mercoledì prossimo e vi sarebbero stati invitati solo “giornalisti selezionati” fra cui ovviamente non c’è Misterhelmet che ha rotto tanto le scatole e quindi non è “selezionabile” né tanto meno gestibile.
Chi sarà seduto al tavolo della conferenza stampa, non è dato saperlo, basterà vedere i partecipanti per capire quale sarà la direzione finanziaria del team VR46.
L’idea è quella che non vedremo principi, emiri e petrolieri ma qualche sponsor di recupero, anche se Valentino Rossi, intervistato ieri, ha nuovamente dichiarato di essere uno che tende a fidarsi e che quindi, è tranquillo.
Come già sostenuto, è ovvio che il Team VR46 si farà,  solo che magari ci sarà da stringere un po’ la cinghia.



MotoGP, Stiria Thriller: Vince il rookie Martin su Ducati Pramac davanti a Mir e Quartararo. Marquez soffre e il resto è noia

Martin Stria

La Moto Gp in Stiria regala emozioni nuove.
Un rookie che vince lqa sua prima gara su una Ducati Pramac a sua volta alla prima vittoria, Casa Ducati  che è sempre più vicina alla convinzione di aver mal distribuito i piloti, e un Marc Marquez che si conferma in crisi. Il resto è davvero molto diluito con l’eccezione della crescita di Suzuki e del crollo definitivo di VInales. Non c’è molto altro… davvero, se non la gioia di godersi quella che sembra di essere la promessa del futuro.
Ah prima dei titoli di coda: Pedrosa è ancora un pilota che raccoglie meno di quanto meriterebbe. Da quel punto di vista non è cambiato niente.

Minicronaca.
Al via comanda Bagnaia seguito da Martin con Marque inquieto che però sbaglia molto e deve cedere al Quartararo, Mir, e Vinales dopo aver puntato alla terza piazza.
Ma la gara è interrotta subito per red flag: coinvolti in un crash con incendio, Savadori e Pedrosa.

La gara riprende con Miller, Martin e Mir a giocarsi la leadership e lo spagnolo ad avere la meglio sull’australiano.
Il rookie va via seguito da Mir mentre Miller deve cedere a Quartararo mentre è anche in difficoltà con Zarco fino a che fa out nella ghiaia. Non succede più nulla. Martin il rookie la vince comoda.
Martin, Mir, Quartararo, Binder, Nakagami, Zarco, Rins, Marquez, Bagnaia, Alex Marquez, Pedrosa, fino a che Bagnaia viene penalizzato e finisce fuori dai dieci.
Non è che Ducati ha sbagliato a mischiare i piloti?

Pages

Martin
Inarrivabile già dal sabato. E’ veramente un rookie atipico.
Quello che agli altri non riesce dopo anni, a lui riesce dopo poche gare, infortunio incluso.
Voto 10

Mir
Il campione del mondo è sincero: dice che la Suzuki è migliorata e lo dimostra. Più coerente di così.
Voto 9,5

Quartararo
Contento come una Pasqua, il francese sa che qui deve arginare lo strapotere altrui. Ci prova fin che può, poi capisce.
Voto 9

Binder
Gara di casa per il suo team, si vede che qui è a suo agio. Potrebbe aspirare anche al podio, ma va bene anche così.
Voto 8

Nakagami
In silenzio martella già dal venerdì. Uno dei rider più sottovalutati dell’intero campionato.
Voto 8,5

Zarco
Sembra poter fare di più e fa pensare addirittura al podio ma alla fine molla. Seconda miglior Ducati, comunque.
Voto 8

Rins
Anche oggi perde il confronto interno con Mir. OK, rimane in piedi ma è davvero lontano da quello che vorrebbe raggiungere.
Voto 6,5

Marquez
Prima della red flag è davvero appuntito, poi si ridimensiona.
Lontano dai fasti che furono.
Voto 6,5

Alex Marquez
Quasi meglio del fratello. Sa quel che vuole e soprattutto quello che può fare. Non sbaglia.
Voto 7

Pedrosa
Per essere un ritorno dopo così tanto tempo, per essere che prima della red flag fa un botto da film, lo spagnolino va anche troppo bene. Top ten è tanta roba.
Voto 7,5

 

Valentino Rossi and Aramco: doubts grow. Press and finance wake up, but not by us!

VR46 aramco

Those who want to sit through a giant "I told you so" can go read this piece from May 6 in which, with the VR46 partnership statements still fresh, some doubt was already coming to light concerning the fact that, first of all, there were no signatures or quotation marks in the press release, and then the first denials from the oil company had already arrived.
More than two months have passed since late April, and there have been two more denials. The first came in late June and the second, in Assen. The latter is really the heaviest, as it came from the mouth of the oil company's CEO.
Let's briefly do the summary history.

1) Smentita dell’account stampa di Aramco, Adam Jibali, referente dell’agenzia Brunswick Group, che cura le relazioni di Aramco:
“Non c’è nessun accordo strategico tra Aramco e VR46. Non c’è mai stata alcuna relazione commerciale tra Tanal Entertainment e Aramco”. Sarebbe bastato già questo per preoccuparsi.

2) In seguito alcuni siti avrebbero ricevuto richiesta da Aramco Uk in merito alla rimozione della notizia dell’accordo VR46-Aramco dai siti di news con tanto di richiesta di rettifica e con la dichiarazione ufficiale sull’assoluta estraneità di Aramco con la VR46 e con la MotoGP. Poche anche qui le preoccupazioni, se non da parte di una manciata di professionisti, solo stranieri.

3) Per chiudere, il CEO di Aramco, ospite del team Pramac, avrebbe nuovamente e personalmente smentito di essere coinvolto nell’accordo. Quando gli sarebbero state fatte notare le parole del Principe, avrebbe risposto: “Sapete quanti principi abbiamo in Arabia Saudita?” Un’affermazione-spiegazione difficile da ignorare.

These three boulders clarify Aramco 's point of view and downplay the repeated assurances that would have come from the Saudi Prince. Arguably, despite the undoubted good faith, there is some distance between willingness to sponsor directly (through Aramco ) or indirectly, by having Aramco go through Tanal Entertainment, and actually being able to do so lightly, ending up in the hull with certain brands.

Multinational corporations, even those controlled by the royal families of countries in which we do not go too far, as internationally listed, must meet management criteria that do not have too much room for interpretation.
There are boards of directors, budgets, code of ethics, and all the corporate utility criteria that must be met by a company under international scrutiny.

Nessuno ha dubbi che VR46 troverà uno sponsor munifico per la sua avventura. Semplicemente rischia di non essere questo, a meno che non vengano fatti importanti cambiamenti nei vertici delle società nominate.

Ma la cosa più grave non è quella di uno sponsor che sarà, molto probabilmente, sostituito da un altro, vista l’elevata appetibilità del team VR46, quanto il dilettantismo di tutti coloro che dovrebbero giudicare professionalmente la situazione per poi raccontarla, almeno così dovrebbe essere, con distacco.

No quotes or signatures were seen in the opening statements. Nor was there any detailed understanding of the connection between the entities involved, Tanal Entertainment and Aramco, where the former appears to be more of a mediator of interests and activities and the latter a multinational corporation playing a high-level game and subject to precise rules. We then saw statements that were yes nominal, but never joint, on the same sheet as specific sponsorship commitments, to wit. Not to mention the heavy denials of the oilman, who seems to be anything but controlled by the Princes.

Tanal and Aramco are yes "owned" by the Saudi royal family but, the concept of financial control and the Saudi royal family are very broad in meaning.
A multinational oil company is not a button store, and there are boards of directors, boards, shareholders to consider. The CEO is not a footman but a person appointed to protect, at the cost of his own survival, the privileges of the company whose administration he has been entrusted with. A royal family, in Saudi Arabia, is something complicated, from the point of view of the number of members and the balance between them. A rivalry, even a small one, can carry unimaginable weight.

All these unseen things, as well as the visible ones, should be taken into account by an information professional.

With the exception of a few foreign sites and only a couple of ours, however, it was like walking barefoot in the Sahara desert of amateurism, among the majestic dunes of condescension.
All the sites and newspapers behaved worse than a press office, as even a communications manager works on a minimum of quotation marks from his bosses to keep his job.

La gara invece è stata solo quella di entrare nei dettagli economici mai scritti (20 milioni da dove spuntano?), nel fascino dell’operazione, e nelle pieghe bagnate del sogno populista di un Valentino pilota per un altro anno (e anche qui non si capisce il masochismo).
Ci si è soffermati sulle specifiche tecniche di moto che non si sa da chi verranno pagate e sui dettagli di piloti di un team che, per ora, c’è solo nelle intenzioni.
Diventa clamoroso, a questo punto, anche l’accordo con Ducati, se lo sponsor non ci sarà, e la certezza di tutti i protagonisti che, in barba alla mancanza di una qualsiasi sicurezza firmata, sono così tranquilli su tutto.
Questo perché significherebbe che un organizzatore come Dorna e un’azienda come Ducati, basano le loro scelte aziendali e commerciali su presupposti e desiderata che possono anche tranquillamente non esistere. Se anche lo sponsor ci sarà ma sarà diverso, sarà comunque gravissimo. Perché non è su quello che è stato un accordo pluriennale multimilionario. Quindi, in pratica, vorrebbe dire che “si è andati un po’ a culo”.

E alla fine, bisogna anche ringraziarla, Aramco, la quale, in seguito a tutti i render variopinti di moto, tute, caschi, etc, si è limitata a smentire e a chiedere rimozione di articoli, ma ancora non si è irritata per l’uso, a questo punto arbitrario di nome, marchio e coinvolgimento di un’azienda pur sempre quotata in borsa.
A qualcun altro sarebbe costato caro, dal punto di vista legale e mediatico. La zimbellitudine da paddock avrebbe raggiunto livelli stellari.

In short, when even it is all true, someone will eventually have to explain why there is so much resistance from a company that is supposed to do what the master wants but, in fact, is trying (and succeeding) not to, and so much acquiescence from those who are supposed to reason about these things.

In the end, in summary:
1) The deal was badly announced and taken for granted despite lacking basic assumptions.
2) Tanal and Aramco companies will also answer to the same ownership but seem to be in conflict instead.
3) The press can be told whatever it wants that it will always choose the solution that allows it to stage more stories and garner more clicks, regardless of the clues it gets or the common sense that would be needed in the analysis. Even at the cost of prostrating itself so that it becomes a new Youporn category.

Ma questo, perché?
Per gli stessi ingredienti che servono perché una truffa abbia successo (anche se qui non è di truffa che si parla):
Sparare in alto, pensare in grande e tirare dentro nomi troppo grossi perché ne venga messa in dubbio la veridicità.
E in questo caso siamo tutti davanti ad un sogno. Un principe vero, un principe dello sport, tanti soldi provenienti da chi nell’immaginario collettivo può disporne come vuole, e un brand, quello di Ducati, che è sicuramente il più appetibile per un romanticismo di successo.

Then there is another detail: all investment policies of Saudi companies linked to the target government (almost all of them are), are under scrutiny because of the historical and repeated violation of human rights on which the Arab country has been quite casual. Sports washing, i.e., the activity involving massive high-impact sponsorships to ingratiate themselves into the target social fabrics and public opinion (housing, amusement parks, sports facilities) has long been under scrutiny by all European countries and beyond, as well as by much of the international press (apart from our own).

Sia chiaro: il team si farà, nessuno dubita, anche a costo di trovare un altro contributor o di far pagare tutto a Dorna. Ma la figuraccia rischia comunque di essere di quelle alcooliche.
Il reato è quello di informazione in stato di ebbrezza e ubriachezza molesta da click.

 



Yamaha Petronas, rumors: Razali infuriated by Morbidelli's "management"!

Morbidelli

La notizia è recente anche se non è certo una novità. Franco Morbidelli, salvo decisioni dell’ultim’ora, non tornerà prima di Misano, il che vuol dire altre quattro gare out.
La notizia è frutto di un comunicato di Yamaha Petronas, che ha dichiarato di voler Morbidelli solo ed esclusivamente in condizioni di perfect fit, per non rischiare pilota e moto.
La verità è che in Petronas non stanno vivendo bene il 2021.
Rossi è decisamente sotto le aspettative e, almeno apparentemente, sta tenendo la squadra in scacco in merito al suo ritiro. Morbidelli è il vice campione del mondo ma sta arrancando tanto quanto il suo mentore, con l’aggravante di essersi anche lamentato per la moto (mai successo da parte di Morbidelli) e l’ulteriore tegola dell’infortunio.
Quello che è recente sono le voci. Rumors non troppo benevoli dicono che in VR46 ci stiano un po’ marciando. L’infortunio è assolutamente reale e si è visto nel cambio moto in cui Franco è letteralmente incespicato tirando giù tutto ma il successivo infortunio in allenamento è sembrato una vera leggerezza al limite del sospetto. Quale preparatore si è dimenticato di tutelare un atleta a cui aveva già ceduto il ginocchio? Tanto più che già in Qatar, nella bolla, Franco era stato visto correre sul tapis roulant, l’ultima cosa che chi è infortunato al ginocchio dovrebbe fare, soprattutto perché ci sono tante modalità di allenamento cardio che non mettono a rischio la gamba, da poter praticare.
Insomma in VR46 avrebbero deciso per l’operazione, sia perché tanto la stagione non è di quelle che si possono salvare,sia par lanciare un messaggio.

Incastrando i tasselli, la tensione fra Rossi, Petronas e VR46 avrebbe portato all’operazione e l’operazione avrebbe causato un irrigidimento di Razali. Il tutto con l’aggiunta del neonato team VR46 per il quale lo sponsor (se esiste) vorrebbe un Valentino che invece non vuole correre e per il quale si deve cercare qualcosa di meglio di Marini e Bezzecchi. In Petronas temono che Valentino Rossi voglia portarsi via Morbidelli e che comunque la stessa cosa potrebbe farla Yamaha factory trasferendolo in blu ufficiale. Da qui il problema opportunità degli asiatici: mettere sulla moto qualcuno che possa veramente dire chi è il problema nel pacchetto. Con Gerloff impegnato in Superbike, il destinatario naturale sarebbe Crutchlow, che però fa il tester di moto da sviluppare e non il pilota di Yamaha vecchie di due anni (sue parole testuali). Ma Razali si toglierà ben presto il suo di sassolino dalla scarpa, annunciando ben prima del ritorno di Morbidelli, la sua lineup per il 2022.
Chi salirà sulla Yamaha Petronas, non è importante. L’importante è capire come si è arrivati a tutto questo, ossia a indisporre in questo modo un manager come Razali, che vive, dopo il sogno 2020, un incubo sportivo e gestionale da cui non riesce a venir fuori.

Sofuoglu e Razgatlioglu: altrimenti ci arrabbiamo! Ad un passo da Ducati, rinnova con Yamaha!

Razgatluoglu

Kenan Sofuoglu è una persona chiara e limpida.
Lo era da pilota, e ha dimostrato di esserlo da manager.
Bastone e carota, con poche carote. Così lo ha definito il suo amico ed ex team manager Manuel Puccetti.
Sofuoglu sa cosa vuole per lui e per i suoi. In questo modo ha piazzato una mezza dozzina di demoni nei campionati più importanti.

This introduction to point out a couple of details.
1) Sofuoglu 's riders talk little and he talks little himself.
2) Sofuoglu has clear ideas and does not waste time in tiresome negotiations.

E’ vero che i turchi sono un popolo di commercianti e negoziatori instancabili, ma Sofuoglu non è un commerciante. Al suo paese è un eroe nazionale e un’autorità politica. Negozia molto poco e ha il vantaggio di aver vissuto sportivamente gli alti e bassi delle decisioni premature.

For Razgatlioglu, following Kawasaki's snub of the 8h of Suzuka, there was packing in the direction of Yamaha.
It was already clear to the Turk and his manager that the Provec team would never allow the youngster to express himself so as not to damage the balance with Rea. Decision made in 2 days, zero journalistic wittering and deal done.
Off to the fly to the house of tuning forks where things don't work out, however.

The bike doesn't work, the team doesn't work, and the plans don't coincide with what the good Kenan has in mind: to win the Superbike world championship and go to MotoGP through the front door.

Paul Denning's Superbike team is not up to the task, the bike is not good enough to win, and even in MotoGP Petronas is not the right place for Toprak Razgatlioglu.It is really Yamaha that is undecided. It is not good.

Sofuoglu ha detto che Razgatlioglu farà altri due anni in Superbike ma si è guardato bene dal dire con chi perché l’idea era quella di parlare con Ducati.
A Bologna sono delusi da Redding e hanno deciso piuttosto di investire su Rinaldi. Forse avrebbero preferito Gerloff, altrettanto talentuoso e giovane, ma Razgatlioglu non ha grilli per la testa, non si lamenta mai pubblicamente ed uno che si comporta sempre bene… altrimenti guai a lui.
Se i patti sono chiari il turco è uno di quelli che apre il gas senza fiatare e senza fare cinema quando non serve.
Basta non far arrabbiare il suo manager. E invece niente. Sofuoglu si è mosso chiaro, pulito e veloce.
Mentre Ducati tentennava, è arrivata la contro offerta di Yamaha. Il contratto è con Yamaha Europe e prevede anche un piano di sviluppo sensato in MotoGP.
Per una volta Yamaha impara dagli errori di Kawasaki e tiene a sé uno dei suoi talenti migliori. Ducati, invece, perde l’ennesimo treno.

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Assen: doppietta Yamaha Quartararo-Vinales, poi Mir. Male le Ducati, Marquez in rimonta!

Fabio Quartararo Assen

La gara di Assen è di quelle che lasciano l’amaro in bocca a tutti tranne che a uno, nel caso specifico, a Quartararo, che va in pausa vacanza con il mondiale in tasca. Ci rimane male Vinales, convinto di tornare finalmente a Vincere. Lo spagnolo dovrebbe però guardare il bicchiere mezzo pieno perché dopo le ultime prestazioni, questa è d’oro. Chi va male è Casa Ducati, perché il sempre sottovalutato Zarco è ancora il migliore mentre Bagnaia, con tanto di pista tatuata, non becca nemmeno il podio nonostante una gara aggressiva.
La verità è che le forze in campo sono sempre quelle. Aprilia che cresce, Suzuki che va bene ma non stupisce (con Rins a terra questa volta senza colpe), e una KTM che va sempre mediamente bene.
E le Honda? Bene Nakagami e bene anche Marquez, che rimonta da ventesimo a settimo e si toglie anche qualche soddisfazione. Male invece Pol Espargaro, che è destinato a soffrire e a prenderle sempre.

Today's positive asterisk goes to Gerloff, who without ever having seen bike, track, tires, beats Marini, to whom the negative asterisk goes. Is it really thinkable to give him the official bike and deny it to Bastianini who finishes ahead of him regularly?
Ok the money but a limit there must be. Worse than him, only his half-brother, now a shadow of himself. That on Rossi is therapeutic overkill. Do you really want to witness his weekly crispy-breading in the gravel?

Returning to today's race, it is clear that the game is closed. There are many riders busy finding a saddle and fighting personal battles, but only one is thinking about winning the war.

 

Mini chronicle of the race

Vinales parte male dopo essersi toccato con Qauartararo dopo che il francese gli tagla la strada. Maverick si trova quinto mentre Bagnaia passa in testa e Nakagami è terzo.
Al secondi giro fanno out Zarco e Rins e i due devono ricostruire la gara da zero o quasi anche se il francese ha modo di portare a casa subito un giro veloce.

Meanwhile, as emblematic as it is exciting is the duel between Rossi and Gerlof for second to last place. Rossi 's experience with 10 wins and official bike against Gerloff who has never raced at Assen and quads a 2-year-old bike he doesn't know with tires he doesn't know!

A meno 20 Quartararo passa e inizia a impostare il suo ritmo. Vinales, invece, in ritardo, ha bisogno di passare Nakagami e Bagnaia per non perdere l’occasione di vincere.
Nel frattempo Rossi va out e perde le chiavi della città.

A meno 13 mentre Bagnaia subisce una penalità per track limit, Vinales passa Nakagami e poi lo stesso Bagnaia a cui va comunque meglio che a Jack Miller, che va out al rampino.
A meno 12 le cinque posizioni perse certificano le difficoltà di Nakagami mentre Marc Marquez è addosso a Bagnaia. Sarà duello fino alla fine.

With an eventful race despite a runaway Quartararo also favored by the brawl behind him, Zarco is the best Ducati on the track while Marquez also does his part, trying to pass Bagnaia. He will not succeed.

A meno 12 Vinales guadagna qualcosa ma la verità è che è Quartararo a controllre e a decidere il ritmo gara.
La lotta per il terzo gradino del podio è invece fra Mir, Zarco e Oliveira. La spunterà lo spagnolo mentre alle loro spalle non più cambia niente.

Così al traguardo: Quartararo, Vinales, Mir, Zarco, Oliveira, Bagnaia, Marquez, Aleix Espargaro, Nakagami, Pol Espargaro.
Quartararo allunga sul mondiale, Vinales risorge, Mir patteggia.
Zarco ancora miglior Ducati e Oliveira consistente.
Delude Bagnaia mentre Marquez da ventesimo finisce settimo. Benino l’Aprilia. Rossi pensa allo sceicco e va a testare le sabbie, peccato.

 

Pages

Quartararo
Today's winner is also the one who takes home the world championship. It's almost certain barring upsets and hara kiri.
Rated 10

Vinales
E’ triste a arrabbiato eppure dopo le prestazioni precedenti, questo secondo posto è di quelli da accarezzare. Però almeno significa che ci tiene.
Voto 9,5

Mir
If he is convinced that he will bring home the world championship like this, good for him.
But he needs to do something better than getting behind Quartararo every time.
Rated 8.5

Zarco
On a track not favorable to Ducati, the Frenchman spins hard, loses time, makes it up and ends up playing for the podium. Do people really not want him in red? Why?
Rated 8.5

Oliveira
Ormai è una presenza fissa, lì davanti.
Non sempre si può giocare quello che gli piacerebbe, però lui almeno c’è.
Voto 8

Bagnaia
It is not a Ducati track but someone does better than him. The pre-race statements are aggressive ones, so it is obvious to expect something more. Despite having the track etched into his skin, the Piedmontese rider does not affect, makes mistakes, loses time, and does not play anything important.
Rating 5.5

Marquez
He makes a comeback race after starting 20th. Paradoxically, when he should be exhausted, he shows his best self.
Rated 7

Aleix Espargaro
Always good, the Spaniard. He understood that the key is not to waste.
Viewed positively, in short, he always capitalizes.
Rated 7.5

Nakagami
Great throughout the race, he drops hard at the end.
The performance, however, is positive.
Rated 6.5

Pol Espargaro
He should be the first guide, the one who is doing well, the one called to pull Honda up. It's not going according to expectations. Nemmano is having a race to remember this time.
Rating 5

Vinales, retroscena! Ad un passo da Ducati, Yamaha Japan lo ha voluto nonostante Jarvis. E adesso…

Vinales Piece

Non che ci sia un particolare interesse a difendere un pilota piuttosto che un altro (è roba da lasciare ad altri) però è innegabile che la situazione di Maverick Vinales sia quantomeno singolare e richieda approfondimento.

Questo suo desiderio di affrancarsi da Valentino Rossi, rivendicato in passato è un tema a cui mettere un asterisco perché potrebbe essere, nel bene e nel male, la base di una storia interessante e forse anche di qualche spiegazione, ammesso che ne serva una.
Non giustificazione, ma spiegazione forse sì perché va detto che in merito a Vinales e tutto quello che gli gira intorno, qualche elemento di valutazione in più servirebbe proprio.

First of all, the Spaniard was highly anticipated.
More than Morbidelli, who had made an exploit, more than Quartararo, who had done so the year before. And more than Valentino Rossi, whom only a severe form of pathological hypocrisy can make consider still of the game.

And so the Spaniard is paying a steep toll, especially on those who think that making him discount Valentino Rossi 's or Morbidelli's lack of competitiveness may have some cathartic value.
The problem is that this immaturity arises not from the fans (to whom from this point of view everything can be granted), but from those media that in the last months (and until November of this year) will be engaged in therapeutically piling on the one who feeds them, trying to alleviate as much as possible their sporting suffering by difference, that is, by showing how the common ill can be a kind of half a joy.

In sintesi: Ma Vinales non era quello “tappato” da Rossi e che senza Rossi avrebbe dovuto risorgere? Non era quello che “vi faccio vedere io cosa combino se mi lasciate dire, fare, sviluppare”?

Actually, the good Maverick was sharing the toll with Marquez , but the multi-time champion saw fit to return to winning ways with a victory that is certainly worth more than the number 12's first outing in Qatar . And so now the n12 is on his own.

Poi, sia chiaro: chi nega che Maverick alterni gare da campione ad episodi di vagabondaggio in stato confusionale, vuol dire che è matto. Ma forse bisognerebbe anche cercare di analizzare quello che succede e perché. Analizzare non è giustificare, che è più una cosa da fans, da uffici stampa o da personaggi che tengono famiglia.
E per questo è più difficile e pericoloso.

Ripetiamolo chiaramente. Vinales in carriera di cose strane ne ha fatte e continua a farne. Ha segato Ramon Forcada (non ha senso), e recentemente Garcia per Galbusera (altro cambiamento dettato dalla disperazione e non ce ne voglia il buon Silvano). Si narra poi di una serie di scleri mestruali e numeri da soubrette anziana, alternati ad episodi di santità sportiva. Esattamente come in pista, dove è oro e fango senza alcuna prevedibilità. Se qualcuno ci raccontasse che un Maverick Vinales si alterna ad un gemello caratterialmente opposto, non sarebbe difficile crederlo.

However, this is not the case, and so it must first be understood what is going on in and around his head.

La casa dei diapason come mala gestione tecnica è messa male come Honda se non addirittura peggio, se si considerano la varietà e la profondità temporale degli errori commessi.
L’aver lasciato andare via Lorenzo, il rapporto con e fra i piloti nello sviluppo dopo la vittoria dell’ultimo titolo, la mai chiarita assgnazione dei ruoli tecnici fra i suoi piloti (lo stesso Lorenzo vs Rossi e poi Quartararo vs Vinales), gli sviluppi multidirezionali, i muri concessi, la storia delle valvole e della squalifica, la giostra dei capitecnici, una mancanza di polso generale nella gestione delle piccole cose come gli equilibri sportivi e quelli disciplinari.

The truth is that everything has always happened in Yamaha and too many paths have always been pursued at once.

Il duo Jarvis-Meregalli non ha mai avuto né l’autorevolezza tecnica di Dall’Igna, né la morbidezza diplomatica e rassicurante di Brivio, né tantomeno quella carismatico dittatoriale di Puig, senza scomodare Suppo o gli altri big.
E il nostro retroscena, chiamatela pure storia, inizia da qui.

There are rumors that have only recently been allowed to flow that speak of a Yamaha story, the one from 2020 onward, that did not go as planned. In the box, in fact Jarvis and Meregalli, had made a different picture.

Il team ufficiale 2021 sarebbe dovuto essere composto da Quartararo e Rossi, questo in virtù dell’addio di Vinales, ormai ad un passo da Ducati. Avete letto bene.

For the signing with Bologna, only the details were missing, but the Spaniard taken by a thousand doubts and second thoughts, would have flown from Qatar (where he resides), directly to Japan and would have signed, right in the company, a contract that would have reassured and satisfied him on everything, starting with the torpedoing of Rossi in the direction of Petronas. A contract, however, that he would have had to sign, just in case, in another place and with other interlocutors.
Clearly, they count more in Iwata than in Holland, but the override (which in a company you never do), must not have pleased Jarvis very much, who, as sporting director, would find himself with a rider he did not want, who renewed by overriding him and thus delegitimizing him, and who, lo and behold, is doing very badly.

From here on choose the scenario you want, the present does not change anyway.

1) Con un Quartararo che funziona, Vinales è abbandonato al suo essere altalenante, ed è punito da Jervis, così impara a mettersi contro chi comanda sul campo. Si va dietro a chi vince.

2) Vinales sarebbe stato un disastro comunque e quindi le cose non hanno alcuna correlazione. Jarvis non c’entra e Vinales si è sportivamente tappato da solo, come ha sempre fatto negli ultimi anni.

Di sicuro c’è uno scenario n3, che si interseca comunque con i due precedenti.
Ovvero quello che vede una Yamaha che se fosse un pilota dovrebbe essere lasciata lei a piedi per prima, per aver permesso la proiezione dello stesso film per l’ennesima volta.
Il film è quello della direzione incerta e di quello sviluppo sbilanciato che lascia sempre, sistematicamente un pilota orfano.
Come successo con Vinales quando era con Rossi, fra Rossi e Lorenzo prima, e fra Vinales e Quartararo adesso.
Con l’aggravante, di essere comunque colpevolizzato quando non va.
Non una seconda guida, quindi, ma due prime guide di cui una funziona e l’altra viene vista come un peso. E viene biasimata.
Una cosa che non succede in nessun altra squadra e che quando succede è sempre e solo l’inizio di una mega implosione.

Quindi adesso Vinales, che evidentemente è un incostante, un mai contento, un indeciso, ma anche un super talento, si trova ad avere solo lati negativi. E chiede a Yamaha di poter avere quello che ha firmato nel contratto, con il dettaglio che sul campo come interlocutore c’è proprio la persona che ha scavalcato.

Alla fine, al di là dei retroscena e dello scenario scelto, la situazione non cambia. Vinales rimane quello che è, Yamaha è davanti all’ennesimo paradosso gestionale, perché anche se Quartararo rischia di vincere il mondiale, se tre piloti su quattro sono disastrosi, qualche domanda bisogna farsela, e c’è uno spreco di talento e di risorse. E in più nessuno, ma proprio nessuno, è contento.
Avrà ragione, Vinales? Parlano i punti, ma almeno c’è qualche elemento in più per valutare le cose.

Who celebrates, it is Ducati, which risked finding a ghost in the box. Or maybe, who knows, with the sliding door of chance, maybe in a different context it would have drawn a champion.

Valentino Rossi and Petronas: no happy days, but thehappy ending is also at risk!

Happy ending

We all saw that the happy days between VR46 and Petronas, were not there. It started out that they were all friends, and in the end, even the relationship with Morbidelli, who is rightly tied more to his "boss" than to a team that, after a second place in the world championship, certainly did not gratify him (the fault of his boss, anyway), is at risk.
But the story is so tense that in addition to the happy days having come and gone, thehappy ending is also at risk, especially also because of the recent sentences of Petronas boss Razlan Razali .

1) "It was interesting and constructive to deal with Valentino but it was an exception because we usually hire young talent."
2) " Rossi 's contract expires in November when the season ends."
3) "We have not said either that we are renewing or releasing him."

These three phrases mean, said in the oriental way.

1) Rossi was imposed or at least chosen on the basis of criteria that were not purely sporting.
This explanation is also supported by other recent statements that spoke, on the part of Petronas, of "commercial satisfaction anyway."
A message that should be read, if one knows the Orientals with "nothing worked but we didn't lose out" (let's say it is a message more in the direction of shareholders).

2) There are contractual obligations that bind the pilot to close the season.
Let it not occur to him to close early.

3) Petronas has not yet said it will release him because it is usually Petronas that does not renew, not the other way around.
When Petronas decides to communicate that it is not renewing with Rossi, it will be known by Petronas.
Kind of like when the contract was made. Petronas decided how and when to sanction it officially.

These things here, those who know Orientals (even more complex to interact with Muslim Orientals), know that they are fundamental.
First of all, it did not end well, but you have already read this on this site in April and in May.

Second, contrary to what the friendly press ( Rossi's, you mean) would have you believe, it is not the latter who decides.
In fact, no one could force a rider to race who does not want to do so, but if this rider is in a hurry or wants to impose certain clauses, it may not end up as he says.

In short, you have to close in friendship, or else, after the happy days thehappy ending is also likely to fade.
And we more or less all know how important in some things the happy ending, is.

 

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MotoGP: Marquez torna re al Sachsenring, poi Oliveira e Quartararo. Bene Aprilia, Ducati bocciate!

MM93 win

La gara del Sachsenring che consegna a Fabio Quartararo ancora una volta la leadership del mondiale, è fatta di un solo tema: Marc Marquez sì, Marc Marquez no.
E invece i temi sono tanti, nonostante la gara si basi solo sulla fuga per la vittoria del numero 93.
Ci sono le Yamaha in crisi, perché a parte Quartararo è un dramma vero, ci sono le KTM che ormai funzionano bene (Petrucci e Lecuona sono invece nel dramma), c’è l’Aprilia in crescita che prima o poi si impossesserà del podio che le spetta.
Le Honda, invece, sono destinate ad essere legate a doppio filo ad un solo uomo mentre invece, le Ducati pagano dazio.
La pur incredibile rimonta di Bagnaia non può essere sufficiente per essere felici a Bologna. Manca sempre qualcosa e se il cavallo che parte davanti non è quello che arriva per primo, qualcosa non va. Niente da dire sulle Suzuki, anonime all’inverosimile .

Mini-record of the race
But really mini, let's say micro. At the start Marquez in the lead ahead of Aleix Espargaro until the first drops of rain that then stop to resume a few laps later.
Those are the two decisive moments because with the rain the Spaniard twice takes the freedom to risk everything. And it is those two choices that give him a race that seems designed for him.
What happens behind is indefinable: total Yamaha disaster, KTM confirmation and lots of mistakes from everyone.
Bagnaia makes the slalom and that means there are so many things wrong. Zarco makes mistakes and gets scared, Miller like him, and Espargaro believes but it's not enough. There are no specific events, just dejavu.

Così comunque all’arrivo:
Marquez, Oliveira, Quartararo, Binder, Bagnaia, Miller, Aleix Espargaro, Zarco, Mir, Pol Espargaro a chiudere i dieci.

Two lines on qualifying. Unthinkable to see riders grazing waiting for a hook. If Zarco, Miller and Quartararo worked alone, so can the others. Useless to expect fairness from Moto3 juniors if the adults behave even worse.

 

Report cards
Marquez
OK it's his track but victory is not a given.
The Spaniard makes two crazy choices and is rewarded.
From there you can tell that history is written
Rated 10

Oliveira
L’anti Marquez non concretizza ma fa comunque paura.
Ktm con lui funziona e son tre podi di fila.
Voto 9,5

Quartararo
Seeing his brandmates must be drinking prosecco by the garganella.
Today what he's interested in is keeping the championship standing, and so it goes, and so it's a podium that's worth victory.
Rated 9

Binder
Appena sotto al podio vuol dire che la moto funziona. Lui è un po’ più altalenante e non ancora un top rider ma la crescita è evidente.
Voto 8

Bagnaia
It is true that he finishes fifth after a race in which he is also sixteenth, but one cannot always be absolved for everything.
Top riders must also know how to make comebacks, as well as being able to start well on the grid. Bagnaia has all the numbers to not have to look for excuses and today's race proves it.
Rated 7.5

Miller
Strong, determined, and even clean, but in the end he gives in.
He doesn't believe and it's all his fault. Net of problems, he loses a direct confrontation that he should not lose.
Rated 7

Aleix Espargaro
Some complain that he is slow and that he hinders his opponents.
The truth is that Espargaro fights with what he has and always gives everything. Even when things are not going well, Espargaro never backs down.
Rated 8

Zarco
From candidate for victory to candid camera victim.
He collapses immediately and never recovers.
Rated 5

Mir
Okay to bet on the comeback, okay even today's, but you can't rely on that alone. Mir brings home a race as spectacular as it is useless for the kind of ranking he should aspire to.
Rating 5

Pol Espargaro
With Marquez winning and Pol Espargaro closing out the ten, it explains a lot. Namely, that a bike is only as good as its second rider.
Rating 5

Race direction bets on luck! Who educates kids if adults go unpunished?

Mugello security

C’è un murales ancora fresco dedicato ad un ragazzo morto, tale Jason Dupasquier.
Scrivo “tale”, perché, ignoto al grande pubblco, è diventato subito uno di famiglia come accade quando ci sono quelle distrazie che uniscono. Adesivi, magliette, scritte sulle tute. Una gara.

Il Mugello ha pianto il suo primo morto dell’era moderna in una competizione internazionale, (in quelle amatoriali troppi ne sono scomparsi), e Dorna ha capitalizzato una “dolorosa fortuna”, quella che sia stata una morte inevitabile, assolutamente accidentale e non legata ad alcune carenza tecnico organizzativa. Questa volta.

Credetemi, brutto da dire, ma è una fortuna, perché, ammesso che ve ne sia uno, questo non è di certo un momento in cui ci si può permettere una tegola pubblicitaria e giudiziaria di qualche tipo.
E’andata male, sia chiaro, ma poteva anche esserci una tragedia comn degli strascichi legati ad una responsabilità.
E adesso via alla metabolizzazione del tutto.

Che uno sport motoristico sia capace di assorbire colpi di questo tipo, lo sappiamo già, ed è logico, ma che debba addirittura sfidare se stesso e la sorte aggiungendo ad una disgrazia anche ulteriore imperizia e incoscienza, è davvero troppo.

Un passo di lato: sappiate che è in discussione la cancellazione del warmup della domenica nelle classi junior, Moto2 e Moto3 (sono rumors concreti). Motivo: ci si fa male per la troppa foga. Il che è come astenersi dal sesso per non rimanere incinti. Ci sono altri sistemi. Però è per dire che un’anima attenta, seppur confusa, comunque a volte c’è.
Ma Torniamo al tema più attuale.

Nelle qualifiche della moto3 del Montmelo (e questo significa che non ha senso togliere il warmup come menzionato sopra), abbiamo assistito al solito balletto strategico, una via di mezzo tra un duello rusticano multiplo, una danza di corteggiamento fra insetti, e una specie di partita di calcio storico fiorentino negli ultimi secondi.
Un’evoluzione di strategia da qualifica che ha fatto addirittura il percorso inverso, passando dalla Moto3 alle classi senior, come se fossero gli adulti ad imparare dai ragazzi.
I piccoli vengono educati o si auto adattano per aggirare delle regole, e il loro modus contagia anche i grandi. Sempre più scie e sempre più attese anche in motogp. Tutto, ovviamente, molto pericoloso e disdicevole. Eppure non ancora vietato.
La race direction, che invece di essere l’arma più tagliente, nel caso di Dorna, è quella più spuntata, ha da anni come caratteristica evidente, quella di assomigliare ad una medusa in balia delle onde, che si basa tanto, troppo, sulla fortuna.
Un po’come un gruppo di dopolavoristi, aspetta che sia finito l’orario lavorativo, per prendere decisioni in merito agli eventi accaduti. Prevenzione, pianificazione? Pochi casi.
Quindi gli adulti in tema di comportamento in pista dovrebbero dare l’esempio, però non vengono puniti mai adeguatamente.
Si puniscono i Junior con minacce di bandiere nere, etc, dimenticando però due cose:

1) I ragazzini si adattano, nel bene e nel male, all’ambiente circostante e quindi fanno cose in base a quello che gli viene offerto e consentito.
2) Il sistema è gestito dagli adulti, e quindi la colpa è solo di questi ultimi. Capitecnici, team manager, sono bambini? I meccanici, sono bambini? Gli organizzatori? Non ci risulta.

Per quanto riguarda il punto uno, inutile lamentarsi dell’atteggiamento iperstrategico ed iperaggressivo, se invece di mettere a disposizione sessioni tranquille in cui “costruire” il tempo, si lanciano tutti i piloti dell’incubo della Q1.
Una volta si girava per minuti senza patemi, e ci si qualificava quando era il momento. Adesso già il primo giro è una guerra. Eppure si pretende che i ragazzi non facciano nulla per non farsi impallinare. Ma i piloti sono adulti mai cresciuti che guidano come bambini che non si sono mai fatti male.

Però non sono bambini. E non lo sono soprattutto quelli che corrono in MotoGP con la tuta aperta.
Tralasciando l’episodio specifico e il motivo per il quale si giunga a considerare rotta una zip che poi, in un momento successivo, si tira su come niente fosse, è opportuno “trattare il tema di come è stato trattato il tema”.
Un pilota viola tranquillamente il regolamento e viene punito ma… per un’altra cosa. Solo successivamente, con calma, si becca
una sanzione irrisoria perché persino l’ultimo degli amatori si chiede come mai sia consentito girare a 300kmh come se si fosse al mare.
A dormire, o forse con le bandiere nere/disco arancio dimenticate in Hotel, praticamente tutti. E quindi, tre secondi di sanzione un’ora dopo. Una cosa a caso invece di una bandiera precisa perché il punto 2.4.5.2 del regolamento, stabilisce il tipo di equipaggiamento del pilota e come deve essere utilizzato ma anche qual è la sanzione in caso di non conformità.

In sintesi, una settimana dopo un pilota morto, dopo essersi lamentati del comportamento di ragazzini e adulti che giocano con le scie perché, all’interno di un format di qualifiche sbagliato, non è stato ancora vietato, si consente che un rider di punta faccia gli ultimi giri di gara e duelli per il podio mezzo nudo.
Quartararo, che ha il diritto di sbagliare, non sta a cuore al suo team, che non lo ferma, non interessa ai commissari, che non segnalano nulla e non innesca la race direction, che ci mette una vita e gli dà la penalizzazione sbagliata nei modi e nei tempi peggiori possibili.
E poche ore dopo, invece di fare ammenda, cosa fa? Sgrida i ragazzini della moto 3 per le qualifiche del giorno prima. Così almeno fa vedere che ha a cuore qualcosa.

Le voci sagge ci sono ma i media, cosa scelgono?
Nell’indecisione, un po’ cavalcano la polemica, un po’ esaltano (per i click fa comodo), la figura del pilota “eroe”, del rider “old school” (si chiamano così quelli che morivano a mazzi perché non avevano scelta dal punto di vista tecnico e della sicurezza), del cavaliere “ggggiovane” che è un figo perché se ne sbatte e rischia la vita, come se fosse incluso nel contratto il fatto di morire da incoscente invece che per fatalità imprevedibile.

Del resto, se le poche voci sagge, anche da parte di ex piloti vengono soffocate nel “tanto si è ritirato” o “tanto dal divano non ci si gioca niente” e vengono loro preferite dichiarazioni ribelli, come si può crescere?

E se per anni scorrettezze quali spallate, calci e tagli di chicane, sono degenerati nel romantico-mitologico e hanno partorito trasmissioni, magliette, DVD celebrativi e se le rare squalifiche sono diventate complotti al grido di “non è uno sport per signorine” o “tanto non ci ha guadagnato”, cosa ci aspettiamo dai media? Niente. Tanto i giocnalisti non muoiono in pista.
Un adesivo in carena, un minuto di silenzio, un murales, sono ottime occasioni di pubblicizzare un romanticismo ed una unità che di fatto non esistono… e fare un bel servizio “giornalistico”.
Che però non è un bel servizio al motociclismo in generale.