Pedro Acosta in VR46? Il fantamercato inventato è il paradiso del click!

Pedro Acosta

By now what pulls, more than the sport where little can be invented because the results in the end are what they are, is the market.
And the new rais of the situation, due to the fact that the results on the track are no longer there and a change in his role is near, is Valentino Rossi, for the past few months depicted as a dictator of a former Soviet state, that is, as a man who fights bears and is engaged in all kinds of titanic feats against imaginary giants of all kinds.

Dopo una partnership con Aramco, che possiamo ormai tranquillamente dichiarata come inventata dato che il nome del colosso petrolchimico è scomparso dopo un solo giorno dalla sua menzione. arriverebbe questa ipotetica “prenotazione” del talento più cristallino degli ultimi anni: Pedro Acosta, il quale verrebbe avvicinato  al team VR46a dispetto di una penale stratosferica, appositamente menzionata per ingigantire l’imminente impresa.

All fascinating but perhaps it is time to get back to reality.
Really anyone who is not in bad faith or in absolute need of editorial attention can think that Rossi, who has never paid for a rider in his life, including his brother, because of which he closed the Moto3 team, can spend money, so much money, on a rider anyway already destined for the most shining scenarios?
Is it really conceivable that an organization made to capitalize from its investmentsBagnaia, Morbidelli, etc.) could invest an amount of money that together has never seen for something that is not a direct product of its nursery?
Can anyone really believe that VR46 which money from its own TAKES THEM, can spend half a million that it does NOT HAVE (VR's pockets are one thing and the coffers of its companies are another and at the moment there is not even money for the team in GP) to take Acosta?
Then what? Would Acosta, who grew up in Spain go and train at the Academy, taking the reverse route of what most Italians do? Or maybe he doesn't go there and so what would be the point of his enlistment?
Would really Acosta, who has a contract with the AJO team that is one of the best forces in Moto2, a direct emanation of KTM, go to an outside team?

Ma la cosa che fa più ridere è quella che riguarda il pagamento della penale.
Secondo i clickinformati a dare una mano dovrebbe essere Ducati.
L’azienda Italiana dovrebbe pagare 500mila euro (la somma che paga come ingaggio a Bagnaia e che pagava a Petrucci l’anno scorso) per svincolare un pilota e farlo andare in una classe in cui non corre, nell’attesa che vada in MotoGP?

La verità è che più che una Academy di piloti, serve una Academy per chi, per sbarcare il lunario, scrive delle cose.
A questo punto raccontateci che Valentino, messo in mezzo come al solito, smessi i suoi panni da pilota, combatte con le tigri come Putin, ed è più credibile.

Montmelo: Oliveira, Zarco e Miller. Quartararo sesto con la patta aperta. Orrore Honda!

Oliveira Win

A Montmelo una gara divertente e dal risultato inatteso, almeno se non si segue con attenzione la MotoGP.
E’ evidente dal venerdì che Quartararo è l’uomo da battere ma non guida la moto da battere. Le moto da battere sono i super mostri Ducati e KTM, che in rettilineo non si limitano a sorpassare, ma pretendono, riuscendoci, anche di sottomettere gli avversari.
E le due europee sono guidate da personaggi capaci… forse imprevedibili ma sicuramente adeguati ai risultati che contano.
Tutto il resto è inconsistente. Le Yamaha, a parte Vinales (ma solo nelle qualifiche) non esistono. Morbidelli annaspa e Rossi è indecente prima di cadere. L’unica Suzuki, invece, troppo… moderata. E troppo poco affilato Mir per tagliare davvero.
Ma chi fa veramente orrore è Honda che i suoi, o li manda in terra, o li narcotizza, dato che non sembra possibile guidare la RCV con l’ambizione di stare davanti. Marquez almeno cade quando ci prova… ma gli altri, una pena.
Non c’è niente da dire su Honda. Niente che non siano volgarità.
Niente da aggiungere nemmeno sullo scenario generale, se non che KTM lavora per il lungo periodo ed è quindi i discorsi di inizio stagione, non hanno senso. Aprilia, invece, troppo nelle mani di Espargaro, che fa?

 

Minicronaca della gara
Miller parte a razzo e Oliveira beffa subito Quartararo davanti a Mir e Zarco, poi infilato da Espargaro su Aprilia.
Due giri e Oliveira è addirittura in testa davanti a Miller e Mir, poi sostituito da Espargaro.
A meno 17 con Oliveira e Quartararo a giocarsi la vittoria seppur distanti, va out anche Marquez, che segue il volo di Pol Espargaro.
A meno 13, gli eventi sono la caduta di Aleix Espargaro e la fine della fuga di Oliveira, che è preso e passato da Quartararo.
I due sportellano nel misto ma nel dritto è la moto Austriaca quella da battere. Mir, invece, perde il disturbo di Miller e trova quello di Zarco, che lo sottomette in rettilineo.
Gli ultimi giri sono il calvario di Quartararo. Già violentato da Oliveira, si ritrova tuta aperta e protezione del petto che gli vola via… ammesso che non sia lui ad aprirla per motivi ignoti.
Lo passa Zarco e lo aggredisce anche Miller.
Per il francese persino il podio sembra oro e infatti con la penalità di tre secondi per manovra fuori traiettoria, nemmeno quello porta a casa. Ma è sempre meglio della squalifica che meriterebbe. Non si possono consentire quattro giri in condizioni così pericolose.
Oliveira, Zarco, Miller, Quartararo, Mir, Vinales, Bagnaia, Binder, Morbidelli e Bastianini a chiudere i dieci.

Oliveira
Essere il vincitore plausibile ed essere il vincitore reale, non è la stessa cosa. Oliveira questa se la vince meritandola, anche di testa. Non è vero che Quartararo gioca con lui. E’ esattamente il contrario. Il solo motore non basta. E infatti non si sono viste altre KTM sul podio.
Voto 10
Zarco
La Ducati più costante. Il francese con altri due giri avrebbe potuto sognare. I giri non c’erano e va bene anche così.
Una gara quasi perfetta. Le qualifiche facevano presagire qualcosa, ma qui siamo oltre. Perché, diversamente dagli altri ducatisti, lui ha il controllo della situazione e non è in balia degli eventi.
Voto 9,5

Miller
The truth is that they give him a podium, but it changes little.
Still, he is there. He certainly misses being the architect, for good, of his own destiny.
Rated 7.5

Quartararo
The reason for the opening of his suit is unclear (a bug, a zipper problem, it is not known)... but the matter only costs him the podium, because he was never going to win the race. He remains the man to beat who, however, does not ride the best bike. As for today, a black flag would not have hurt.
Update: Another three-second penalty for irresponsible riding. Sixth place for him.
Rated 8

Mir
The Spaniard never seems to force and seems to be too soft.
Unlike his teammate, he stays on his feet, but that's not how you win world championships. 2020 was an exception.
Rated 6.5

Vinales
Aspettarsi di più era lecito, ma un sesto posto non è male.
Certo non è un pacchetto da mondiale… ma c’è chi fa peggio.
Voto 6

Bagnaia
A badend . And a race in complete anonymity.
Not ugly. Anonymous, which is perhaps worse.
Rating 5

Binder
Fa belle cose nel w.e. e in gara, ma il risultato è lontano da quello del suo compagno di squadra.
Voto 5

Morbidelli
In confusion, in trouble...but not as of today.
Too erratic.
Rated 5

Bastianini
Best rookie. Other than Marini and Martin. Two who have a guaranteed future but do far worse than him...who actually does a great race.
Rated 7

MotoGP: Galbusera torna, con Vinales. A galla disperazione e vecchie bugie!

Silvano Galbusera
Silvano Galbusera, in occasione delle sue “dimissioni” dal gruppo di lavoro di VR46, aveva detto cheera stufo di girare per il mondo etc etc. per questo lasciava Rossi.

Invece era stato segato, questa la verità, come spesso (e giustamente lato suo) ha fatto Valentino in carriera quando sentiva la necessità di cambiare radicalmente le cose. Le teste osannate e glorificate, non si contano su vari fronti… ma la verità è che la frequenza è vertiginosamente aumentata… in maniera direttamente proporzionale alla mancanza di risultati. Qui comunque parliamo di altro.

 

L’allontanamento di Galbusera era tutt’altro che desiderio del tecnico.
Lo dimostra il fatto che, segato a sua volta il suo collega Esteban Garcia da Vinales, il buon Silvano è stato subito disponibile.
Quindi si  è riposato e non è più stanco di girare il mondo? Non è più anziano? Non vuole più stare con la famiglia in Brianza?
Era una fesseria anche il fatto che era stato promosso ad incarico più prestigioso (test team). Se fosse stato più prestigioso che fare il capotecnico ad un pilota, non lo avrebbe lasciato al primo mezzo squillo telefonico.
 
Per quanto riguarda Vinales, il film lo abbiamo già visto. E’ quello di un pilota che è o crede di essere allo sbando.
La stampa fa passare questa mossa come un’abitudine di Yamaha, ma è una balla. E’ una abitudine iniziata da pochi anni con Rossi.
La verità è che in Yamaha hanno assecondato la disperata richiesta di cambio tecnico, dicendo allo spagnolo: ok, ma se vuoi al massimo ti diamo questo signore qui. E vedi di farla andare. Abbiamo visto tutti che queste sono mosse disperate. Quello che manca a Vinales, da un momento all’altro, non lo può di certo dare un tecnico che non è riuscito a risolvere, con un pilota ben più blasonato, un problema che poi è degenerato nel modo che vediamo tutti.
Se Vinales si deve svegliare, è bene lo faccia da solo, anche perché, a dirla tutta, in realtà, la sua crisi sembra più suggerita, che reale. Lo spagnolo ha vinto ed è anche veloce, seppur inconstante. e a dichiararlo in crisi sembrerebbe più uno stato mentale (spinto dai media) che uno status reale di classifica.
Un sesto posto ad un punto dal quinto dove c’è il campione del mondo in carica, non è il migliore dei mondi possibili, ma non è nemmeno una tragedia da cambio tecnico a partita appena iniziata.
Ah, una cosa, date un nuovo cappellino a Silvano.
  Per il tatuaggio, poi  ci pensiamo…
May be an image of 2 people and beard

KTM, sliding doors: Binder blindato, Fernandez e Gardner in GP, Acosta in Moto2 e Petrucci a piedi? Oppure…

Brad Binder

Tutto come nel titolo.
Dopo aver blindato Brad Binder fino al 2024, KTM si è tolta il dubbio se far passare in GP dalla Moto2 Fernandez o Gardner, prendendoli entrambi.
E dopo aver “prenotato” Acosta per la Moto2 (ma lo spagnolo potrebbe anche  andare in un team ricco come Petronas invece che in una squadra arancione), in KTM avrebbero deciso di segare Petrux, che andrebbe in SBK, mentre Lecuona sarebbe spedito al CEV o comunque fuori dalla classe regina.
Questa è la sliding door n1… e già il fatto che sulla porta ci sia un numero, dovrebbe far intuire che  non è la sola opzione.
C’è infatti un’altra versione che vede salvo l’Italiano… ancora a lottarsela con Lecuona (e qui sarebbe facile scegliere), dato che Fernandez farebbe un altro anno in Moto2.
Sono dettagli eh… di una lineup KTM comunque molto golosa che non cambierebbe di molto, ma riguardano comunque il futuro di uno dei nostri.
Secondo le fonti che vedrebbero Danilo Petrucci ancora in gioco, il fatto che KTM non abbia rinnovato l’opzione, non stabilisce automaticamente che il pilota ternano sia fuori da KTM. Mancano ancora un tot di gare  possono succedere varie cose.

MotoGP, Mugello. Quartararo indiscutibile davanti a Oliveira e Mir. Ducati bullizzata in casa. Che umiliazione!

Quartararo win

In the most boring race of the year, Quartararo and Yamaha teach an unforgettable lesson to so many loudmouths.
The Frenchman wins a la Lorenzo and kills a race, as well as his opponents, as we haven't seen them do in a tot.

But the real slaps are all cashed by Ducati , which on its home track takes a cosmic wake-up call of those to be long remembered.
Bastianini self-eliminates as the rookie he never seemed to be until now, Marini grazes light years from reality, and Miller plays soldier's slap not making time to turn around to see where every slap he takes comes from. Not to mention Bagnaia, the only hypothetical antagonist who goes belly up in the gravel at the start of it all.
But that's not even the pinnacle of horror, because the ugly part is that of a house that also brings Pirro reinforcement to the track, which is far from even the top speed proclamations ... smarmy who's got it the longest that, in a modern MotoGP , neither suffices nor is needed.

Taking pay from Suzuki, which has 20kmh less is very bad, but not even as bad as risking taking it from Aprilia, which so far from the feat, does not go there.
Not to mention KTM bullying the redhead at home and with the same weapons, used however with an extra thread, nay, ball of intelligence.
It's amazing how the potentially better bike, relies so heavily on muscularity, and also manages to lose.
Worse than Ducati is only Honda, which is as out of place on the grid as a lap dancer in church. They all lay down, from Marquez on down, and do the worst they can.

Of the race there is little to say, if even Rossi finishes tenth with six riders out in front of him. Bunch of them fall and now always the same ones.
To understand how it went, taking into account that, overtaking few few, it is enough to look at the top ten. More is not needed.

Quartararo, Oliveira, Mir, Zarco, Binder, MIller, Aleix Espargaro, Vinales, Petrucci, Rossi.

Pages

Quartararo
He is the real lion king. Nothing to add.
Rider and bike, unbeatable.
Rated 10

Oliveira
Tocca sempre a lui sorprendere. E lo fa in casa d’altri, in silenzio, con una gara perfetta.
Compreso il thriller delle penalità.
Voto 9,5

Mir
He is always there, and he capitalizes. That's his specialty.
But this is not 2020. If he wants to win the world championship, this year is not enough.
Rated 8.5

Zarco
Estrae la baguette della velocità ma poi non regge.
Non è possibile puntare solo su questo.
Voto 8

Binder
Sarebbe bello poter festeggiare il risultato ma in casa c’è chi ha fatto meglio. Non che ci sia da lamentarsi, vedendo dove siamo.
Voto 8

Miller
After the double victory, at the home track, it was normal to expect more. The race is also a no race.
Rating 5.5

Aleix Espargaro
Gioca la carta potenza. Non ne ha ancora abbastanza.
Il resto c’è.
Voto 7

Vinales
Il bell’addormentato. Non si può fare un week end così.
Una fragilità psicofisica allarmante.
Voto 4,5

Petrucci
Not like this, not here, not with the assumptions of his career.
It's a no contest. We're not kidding ourselves. All this on the back of the
contract renewal.
Rated 5

Rossi
No use looking for the glass half full. There isn't.
Today would have been another scoreless race.
Then we can tell ourselves whatever we want, but it's not a mayoral achievement. It's more something for an absentee city employee.
4,5

Dall'Igna also courted by KTM. And he's not the only super technician in the Austrian crosshairs!

Dall'Igna

In un pezzo recente di questo sito si era parlato della possibilità del concretizzarsi di alcuni rumors che vedono Gigi Dall’Igna in direzione Honda HRC  o comunque verso altre strade.
Archiviata la news HRC centrica, sembra che, in realtà, nei confronti dell’ingegnere in rosso, sia ormai caccia aperta.
Il che significa che deve essere emersa una tensione in casa Ducati che rende possibile la cosa e che mette il “genio barbuto” sul mercato.

Ad essere interessata a dall’Igna sarebbe anche KTM che ultimamente, stile F1, sta facendo la spesa nei ranghi della MotoGP. E’ arrivato Pedrosa, gente che lavorava con lui ma anche altri tecnici di rilievo.
L’ing Marco Bertolatti, ex Aprilia, ad esempio, è già passato fra le fila austriache con il ruolo di Project Manager Chassis… e fra le risorse sarebbero numerose quelle reclutate fra le squadre migliori.
KTM fa le cose sul serio, ha uno sponsor solido ed un piano a lungo termine che fa capire come l’antipasto del 2020 (vittorie e piazzamenti), l’abbia ingolosita tanto quanto l’abbiano indispettita le inattese difficoltà di quest’anno.

Il sigillo quinquennale siglato con Tech3, la dice lunga.
E la dice lunga anche il contratto diretto firmato con i piloti.
KTM ha gli occhi al futuro attraverso la Rookies Cup. Sotto contratto automatico i vincitori della medesima e anche un paio di nomi “pesanti” della Moto2, quali Gardner e Fernandez, i quali sarebbero già virtualmente seduti su una moto arancione della classe regina (così dicono i rispettivi entourage).
Insomma KTM non è Honda HRC ma ha, nei confronti di Dall’Igna, delle carte da giocare che i jap non hanno.

1) L’Austria è più vicina al Veneto (residenza di Gigi e famiglia) di quando non sia la Spagna.
2) KTM non ha i vincoli storico politici di Honda, che non ha mai avuto un tecnico non jap come project leader.
3) KTM ha interessi in tutte le classi e Dall’Igna potrebbe finalmente essere il project leader anche della Moto3.

Inoltre KTM ha già in mano contrattualmente i pezzi più pregiati del mercato.
Insomma, gli austriaci faranno presto ancora spese fra i tecnici più validi del motomondiale. Dall’Igna è in cima alla lista ma potrebbe non essere il solo.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

Alvaro Bautista non ne può più. La disponibilità a fare il tester diventa una richiesta!

Alvaro Bautista

Il primo week end di Aragon non è stato di quelli da ricordare, per Alvaro Bautista e la sua Honda CBR con tante R.
Uno zero in gara uno con problemi al cambio e una caduta, un settimo posto nella superpole race ancora disturbato da gomme sbagliate e problemi elettronici, e un altro undicesimo posto con i soliti problemi in gara2 alle spalle di tre debuttanti, è tutto quello che è riuscito a rimediare lo spagnolo in quella che può considerare una gara di casa.

Otto punti come Folger e come il suo compagno Haslam, che però hanno aspettative decisamente diverse dall’ex motogp, arrivato in HRC per sistemare le cose dopo essersi giocato il mondiale con Rea ed essere stato, per la prima volta dopo anni, l’unico avversario del nord irlandese.
A Bautista era stato raccontato che Honda faceva sul serio, che c’erano soldi, progetti e aspettative, ma le cose sembrano essere molto diverse. Essere veloce nei test e in prova, non è stato sufficiente, perché i problemi sono sempre gli stessi da tempo e gli hanno rovinato l’ennesimo week end.
In più è già passato più di un anno senza vedere la luce.

Ed ecco le voci. Bautista, che diversamente da Haslam è decisamente meno disposto ad accontentarsi, ne avrebbe già abbastanza della faccenda.
La disponibilità già dichiarata di aiutare Marquez in MotoGP sarebbe diventata una richiesta. Lo spagnolo avrebbe chiesto a Honda di mandarlo in moto gp come tester o a fare qualche sostituzione, oppure di liberarlo. Qualsiasi cosa pur di essere comunque alleggerito dal fardello della Superbike che gli sta causando solo figuracce. A Bautista serve tornare alla vittoria, e di fronte alla vittoria, anche quell’ingaggio che Ducati gli aveva negato e che finalmente era riuscito ad ottenere da Honda, passa in secondo piano.
Non male per un pilota frettolosamente definito mercenario dopo aver fatto tremare Rea ed essere stato ad un passo dal titolo.
Per quanto riguarda Honda, è alle porte un’altra stagione nera, e la casa dell’ala dorata, che nel frattempo incassa anche la figuraccia del ritiro del team Moriwaki (temporaneo?), dovrebbe ascoltare i segnali di Bautista più che farsi rassicurare dal pacioso Haslam.
Con gli yes men non si va da nessuna parte.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

VR46 MotoGP: that nuisance named Bastianini!

Bastianini

WARNING: EXPLICIT LYRICS. EXPLICIT CONTENT, DIRECT LANGUAGE AND HAIRY OPINIONS

Bastianini è bello che spacciato. Adesso lo sa. Cioè lo sa dal primo momento in cui hanno presentato il team Avintia SKY VR46 dove lui è il cenerentolo che si è dovuto accontentare delle frattaglie di luce, comunicazione e considerazione che rimanevano, di rimbalzo, dalle presentazioni alle interviste, fino alle menzioni in telecronaca e tutto il repertorio da Istituto Luce che da anni caratterizza il motorsport tricolore.
Il campione del mondo della Moto2 diventava gregario del fratello di. Non ci si crede. Ebbene era evidente. E lo è tutt’ora nonostante il confronto sia impietoso.

Il team Avintia doveva solo cambiare nome in VR46… e forse marchio di moto. Adesso nemmeno più quello, dato che sono sempre più prepotenti le voci di accordo con Ducati. Insomma è fatta. E se non è fatta è un’ennesima figuraccia da parte della squadra di Tavullia dopo l’autogoal con ARAMCO, che prima era sulla bocca di tutti e adesso da una decina di giorni non si nomina più.

In realtà ci ha provato, VR46. L’operazione ARAMCO leggi anche fumo in faccia a Petronas, non è andata a buon fine.
La verità è che non è VR46 che ha scelto le Ducati (che costano anche di più), ma è Yamaha che ha scelto Petronas.

In doubt already for a while VR46, the company and all the publishing that for years has been crawling in the presence of the most profitable package and with the most glaring team/media conflict of interest in the history of motorsport, is trying to take Morbidelli home after turning him around so that, like a magnet, he has opposed the pole of attraction with Petronas, with Yamaha and with Forcada. It serves to repel them. It serves to make the dream team, that is, a team that has the owner's brother in it and one that is really going strong. It needs Morbidelli, and it needs to get rid of Bastianini.

Those who write that the VR46 riders will be Marini and Bastianini are lying hoping to lie. That would not be such a good story to tell.

A self-respecting VR46 team cannot have in its lineup the living, winning demonstration that you don't have to be part of the Academy to play in the Motorcycle A Series. Bastianini is proof that you can make a career for yourself, early and well. What kind of VR46 team would it be if "typical products" were not fielded?

Forse Enea è destinato a fare un solo anno terribile (oltre al resto di questo 2020 che già è bello pesante) nel caso non si trovi nessun altro, ma la realtà è che i pesaresi piuttosto su quella moto sarebbero capaci di metterci persino Bezzecchi. Perché altrimenti non sarebbe un team VR46 fatto a modo. Insomma se vedremo Bastianini su una moto VR46 sarà solo perché non saranno riusciti a segarlo.

E chi dice che tanto Bastianini è salvo perché è già in direzione Pramac, sappia che, ammesso che sia vero, magari i primi anni no, ma entro brevissimo, ci sarà guerra anche per avere le migliori Ducati possibili, soprattutto presentando Morbidelli in squadra.

That is, assuming there aren't already problems for next year, because it's unclear what level of officialdom the VR46 team will be able to aspire to, especially when they manage to bring home the Morbido. And believe us, that is the intent and it is being worked on hard.
To figure out who pays and how much. And to be figured out when the money comes in.
For Ducati, you've seen it, there's a purely racing part and a commercial racing part, and in this case, it really doesn't matter where the money comes from, but the first one that comes in has always been the one that lodges the best.

Sarà tutto vero come quando a ottobre 2020 abbiamo anticipato e messo in connessione la chiusura del team VR46 Moto3, l’interesse di una moto per Marini e la relativa cessione degli slot proprio ad Avintia a cui si lavorava per subentrare? Ottobre eh.
Basta stare un po’ attenti.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

Rumors: Dall’Igna via da Ducati, verso Honda HRC?

Dall'Igna

A short piece because the topic is interesting but there is, at the moment, not much to say. In fact, it would be preferable to have gone off the rails.

Ma a meno che non si mettano a posto certi meccanismi, con una qualche vittoria di serie A  (vedi l’atteso mondiale), o un qualche intervento politico aziendale, potrebbero concretizzarsi alcuni rumors che vedono Gigi Dall’Igna in direzione Honda HRC o comunque verso altre strade.

Non solo in virtù del corteggiamento da parte di Honda, e non solo, ma anche a causa di alcune tensioni interne a Bologna, ed un ambiente sempre più diviso nei confronti di Dall’Igna.

Per il progettista non sarebbe una sconfitta, anzi, perché tutto nascerebbe da un invito di HRC, ma sarebbe comunque uno stravolgimento che cambierebbe, in Ducati, parecchie cose dopo tanto tempo.
I rumors parlano anche di un interessamento di Bologna per Francesco Guidotti, da lungo tempo corteggiatissimo dal team intero per il suo ottimo lavoro in Pramac.
Guidotti avrebbe recentemente respinto le avances di KTM ma quelle di Ducati sarebbero ben più appetibili.
Sostituirebbe, ma qui siamo nel campo delle ipotesi più spinte, un Paolo Ciabatti che al momento è il vero collante della squadra corse. Quello che politicamente e diplomaticamente tiene davvero tutto insieme. E sarebbe una perdita.
Il posto di Dall’Igna, dal punto di vista tecnico, potrebbe essere offerto a Marco Zambenedetti, un personaggio “interno” e comunque di continuità aziendale.
Le colpe di questi cambiamenti, se di colpe ovviamente si può parlare, sarebbero legate alla figura molto forte nella squadra corse del CEO Claudio Domenicali, sempre molto presente nelle scelte quotidiane del reparto racing.

Is everything decided? Not at all. A world victory could settle many things, although, from what we hear, the road taken would be one of no return.
What will those involved do in the meantime?
They will, of course, deny it. No one has any intention of uncovering the cards until the negotiations already under way are settled.
After all, this is a time when, even if there are real tensions internally, calm communication is needed externally.

Possiamo aiutarla? No grazie, davo solo un’occhiata!

Dovi Test

Posso aiutarla?
No grazie, davo solo un’occhiata.
Quante volte vi è capitato, da clienti?
O magari, se siete commercianti, da venditori?
Quanto fastidio dà uno che vaga per il negozio e curiosa dappertutto, magari per ore?
Il giusto. Sempre meno di uno che vi fa tirar giù mezzo magazzino ma poi, dopo mille domande, mille richieste, mille eccezioni, va via e non compra niente.
Nelle moto non esiste un paragone analogo ma la verità è che più di uno si sta chiedendo cos’altro possa volere Dovizioso da Aprilia.
Ricostruiamo.
Che Dovi sia utile ad Aprilia, lo diciamo da mesi. Abbiamo spiegato tutte le motivazioni che renderebbero la collaborazione sensata e sostenibile.
Però è un’utilità a scadenza, dato che più la moto migliora, e meno Dovizioso diventa vitale, perché procedendo con lo sviluppo e arrivando i primi risultati e non si capisce come possa essere ancora essenziale affidarsi ad un pilota così esperto.
Per non parlare del fatto che Aprilia sta chiudendo con un team clienti, che quindi avrà una configurazione ed una serie di esigenze che potranno servire la causa.

Insomma su Dovizioso pendono alcune considerazioni.
1) E’ a piedi da un anno.
2) Ha 35 anni
3) Il giro dei team lo ha completato e sono arrivate solo risposte negative, soprattutto in merito ad un ingaggio che l’entourage del rider definisce non importante, ma che alla fine è sempre stratosferico (KTM ne è rimasta inorridita).
4) L’unica risposta positiva, più che positiva, è arrivata da Aprilia che addirittura lo corteggia facendogli fare un po’ come gli pare, dimenticando anche di aver preso un due di picche poco tempo addietro.
5) Aprilia spende parole, tempo e risorse per cercare di invogliare un duo, pilota e manager, che continua a rimanere fastidiosamente freddo e distaccato.
6) Viene proposta (forse sì o forse no, ma poco cambia) una wild card che vuol dire che esiste la concreta possibilità di provare il pacchetto nella più realistica delle condizioni possibili… ma le dichiarazioni sono di disinteresse.

C’è un limite a tutto. Sia che Dovi sia realmente freddo e distaccato, sia che adotti un comportamento atto ad impreziosire la sua posizione, direi che siamo oltre.

Aprilia, abbondantemente imbarazzata, si dimostra molto paziente e parla di discussioni relative al 2022. E’ evidente che amerebbe chiudere qualcosa subito ma, come un’amante che aspetta che la persona con cui sta parli finalmente con il suo coniuge, è lì appesa, mite e remissiva. Anche troppo.
Niente wild card nel 2021, niente contratto, solo qualche test.
Per quanto si può andare avanti?

Ma a noi cosa importa? Tutto e niente.
Non che si debba costruire un giornalismo sul nulla fuffico, ci mancherebbe.
Ma se una cosa diventa surreale e fa ridere, come operatori e appassionati, è giusto esercitare il diritto di espressione.
Poi magari hanno anche firmato, ma a questo punto, davanti alla montagna che partorisce l’ennesimo topo, chi se ne frega.

Misterhelmet Gianluigi Ragno