VR46 incontra Ducati mentre parla con Yamaha. Tutto ok tranne lo sponsor. Aramco sponsor di Dorna?

Vale e Carmelo

Si scrive VR46 TEAM, si legge Carmelo Ezpeleta (Dorna)?
Questo è quello che è successo al team MotoGP di Valentino Rossi ancora prima di debuttare, anzi, ancora prima di trovare una configurazione concreta, o magari forse proprio per non averla trovata fino ad ora… e si parla di soldi.
Ormai i più avranno fatto caso ad alcune dichiarazioni chiave fatte da alcune persone chiave, riguardanti proprio le attività interne all’entourage di Valentino.
L’ultimo a parlare è stato Pablo Nieto, mai sentito sul tema fino a poco fa, che è evidentemente promosso al ruolo di portavoce mentre per Uccio Salucci ufficialmente Team Principal, dopo il maldestro tentativo di seguire la parte organizzativa con tanto di figuraccia con Tanal, è annunciato il ritorno al ruolo di accompagnatore di VR nelle sue avventure automobilistiche future. E quindi molto meno presente nel paddock.
Questa configurazione avrebbe iniziato a prendere forma già dopo la conferenza stampa surreale del Principe, dopo le due scadenze di pagamento mancate nella folle attesa dei 90 milioni e l’altra farsa delle porte della residenza saudita, di fatto mai aperte in quanto probabilmente frutto della fantasia e di qualcuno.

E’ da quel momento che VR, sorprendendo più di qualche interlocutore, ha iniziato a dichiarare ripetutamente che il team non lo riguarda, fino ad arrivare addirittura a rispondere stizzito, chiedendo alla stampa, sempre tutta amica, di non trattare più con lui la faccenda della squadra MotoGP che pure porta il suo nome

Ormai di VR c’è solo il brand
Un brand VR46 al mondiale serve, per tutti i meriti che ha Valentino.
In verità servirebbe anche un Valentino sempre presente in carne e ossa ma, di fatto, non lo si può costringere a fare l’uomo vetrina non partecipante. Rossi ha una famiglia, una bimba in arrivo, e progetti a quattro ruote ai quali dedicarsi. Può andare a qualche gara a firmare qualche autografo ma di certo non si può mettere al muretto a sbrogliare le rogne quotidiane di un team manager che lavora. Non ne ha voglia. Non lui.
Il team sarebbe stato un regalo ai suoi, per far sì che delle persone a lui vicine avessero un mestiere vero ma i beneficiati non sono stati in grado di far fruttare l’occasione. Ok i team Moto3 e Moto2 quando le cose andavano in automatico e VR era ancora presente ma la MotoGP è un gioco per adulti e i risultati si sono visti ancora prima di cominciare.
La figuraccia con Aramco scomodata a sproposito o bruciata troppo prematuramente, seguita poi dalla bufala di Tanal e tutto il circo ridicolo di personaggi, progetti e aziende inesistenti hanno dato un bel colpo ad un management VR46 che management non è mai stato. Non basta essere amici del capo per avere le competenze di gestione aziendale e di questo si sono accorti tutti. Un po’ come ci sarà differenza fra vendere, come VR46 apparel, le magliette di Valentino e quelle di Vinales.
Per questo è comparso Pablo Nieto.

Perché Nieto e con che ruolo
Pablo Nieto non è per caso in VR46. Discreto (niente di più) pilota della 125 e ben presto passato dall’altra parte del muretto (si parla del 2008-2009). Figlio della leggenda Angel Nieto, cugino di Fonsi, ha un lungo passato di uomo di fiducia di Carmelo Ezpeleta, storico amico di famiglia, e la sua carriera è iniziata proprio con un progetto “amico”.
Chi ricorda il team Onde 2000 (guidava Sete Gibernau), sa che il suo inizio non è stato dei più fortunati. Di proprietà di Francisco Hernando, amico di Carmelo Ezpeleta detto “El Pocero”, personaggio spagnolo molto discusso” e per questo velocemente espatriato dal paese iberico per andare a costruire altrove, il team, dopo un 2008 in 125 con Pablo Nieto e Raffaele De Rosa, è sbarcato in MotoGP con il piede sbagliato ed ha poi rivelato basi tutt’altro che solide.
Avrebbe dovuto essere sponsorizzato dal governo della Guinea Equatoriale per via di un progetto edilizio in loco ma poi il progetto si è rivelato fumoso (le famose “Empresas Zombi” del Pocero) e si sarebbe reso necessario togliere il logo del Paese di riferimento.
Le moto, senza logo, avrebbero poi preso i colori della bandiera (bianco rosso e verde per le carene e blu per il cupolino) per poi tornare alla versione classica originaria (bianca e nera) con il nome del costruttore come sponsor al posto di quello del progetto.
Un qualcosa di critico, insomma. Dopo poche gare su una Desmosedici, la chiusura, e Gibernau a piedi per sempre fino al suo ritorno in MotoE nel 2019. Questi gli inizi di Pablo Nieto come team manager, riportati non per definire le sue responsabilità o capacità (ha ottenuto anche importanti risultati con Vinales e con VR46) quanto per circoscrivere la sua vicinanza con Dorna ed Ezpeleta anche in virtù della sua discendenza illustre.
Nieto è uno di quelli che sa cosa fare nelle situazioni rognose e che, soprattutto, sa cosa dire. Uno che non prende iniziative pericolose, anzi non ne prende affatto e di cui, per questo, ci si può fidare.

Waves 2000 1
Waves 2000 1

 

Waves 2000 2
Waves 2000 2

Le brutte voci che girano
Sono degli ultimi giorni le voci che vedono VR46 MotoGP non con Ducati ma con Yamaha o per lo meno in trattativa serrata con i Giapponesi e Jarvis, il cui figlio, dopo aver lavorato per anni in VR46 adesso gestisce quello che sarà il futuro team Yamaha Mastercamp Moto2.

La faccenda, per quanto sorprendente, non ha necessariamente a che fare con l’accordo firmato qualche tempo fa, quello in cui nella foto sono comparsi Dall’Igna, Ezpeleta e Salucci. Ducati ha un contratto di 3 anni con VR46 per le moto e l’agreement prevede che Bologna venga pagata per quelle.
Se non ci dovessero essere i soldi che servono, a Bologna sarebbero costretti, loro malgrado, a dare le moto (una delle quali factory, per di più) ad altri interlocutori ma in Ducati sul tema finanziario sono comunque garantiti e per questo motivo, che lo siano o meno, si dicono tranquilli. Nella giornata di giovedì c’è stato un incontro tecnico che ha chiarito alcuni dettagli organizzativi e riferiti allo staff dei meccanici, ma non quale sarà lo sponsor. E’ curioso ma le cose stanno così. A Ducati non interessa chi gli pagherà le moto e dove troverà i soldi.
Anche per questo, però, sarebbero emerse le voci di un supporto a Bastianini che si troverebbe ad avere meritandola di più, la moto di Marini, se le cose non dovessero filare. Anche se Ducati ribadisce che Basstianini non avrà una 2022, le voci rimangono. Sono solo voci, è chiaro, ma se è vero che prende tutto in mano Don Carmelo, trovano un senso.

Pago io e decido io
E’ quello che direbbe chiunque, incluso Carmelo Ezpeleta, chiamato a rivivere, ancora una volta, il dejavu di avere ogni anno qualcuno da aiutare.
Se prima il fatto di avere 8 Ducati in pista sarebbe stata una faccenda da subire (ogni cliente si sceglie le moto che preferisce, se se le paga), con una diversa situazione, forse è meglio cercare di riequilibrare la griglia.
Due Yamaha al posto di due Ducati, sarebbero un perfetto ribilanciamento delle forze in campo e costerebbero anche meno.
A Dovizioso una moto ufficiale, a Binder quello che capita, e al duo Marini-Bezzecchi, le moto attuali del team di Razali che fra l’altro secondo altri rumors ha un futuro, oltre il 2022, tutt’altro che garantito. Il tutto spendendo decisamente meno rispetto a due rosse di cui una factory ’22.
Darla a Bastianini farebbe tutti contenti. E avere due Yamaha clienti di fiducia nel caso Razali saltasse, renderebbe tutti più tranquilli.
Quando potrebbe succedere tutto questo? Molto probabilmente dal 2023 ma qualcuno dice anche prima.

A queste condizioni, forse è vero che Aramco “torna” in gioco e a questo punto non mente nessuno.
Non mentono in VR46 e non mentono quelli di Aramco.
I primi, a partire dal portavoce Pablo Nieto, sarebbero stati rassicurati da Don Carmelo. E i petrolieri sarebbero recentemente stati innescati proprio da quest’ultimo.
Ma più che tornare in gioco, si tratta di entrare in gioco, per la prima vol,ta.
Perché Un conto è se ti mettono in mezzo a tua insaputa un finto architetto o un team manager fallito di Terni e poi devi parlare con uno in pantaloni corti, altra cosa è se il contatto arriva da Dorna in persona, magari tramite Stefano Domenicali,amico di Ezpeleta e grande capo della Formula 1, campionato in cui Aramco ha già un ruolo.
Che poi il grande petroliere entri come sponsor del campionato finendo anche per salvare la pelle di un team, è un discorso a parte.
Quello che bisogna guardare non è quello che Aramco decide di fare ma la porta attraverso la quale sceglie di entrare.
Un conto è entrare con l’endorsement di Dorna, altra cosa è andare a fare di proposito lo sponsor su due moto che rischiano di fare poco più che i fanalini di coda.
Aramco la MotoGP se la può comprare con i soldi dei buoni pasto dei dipendenti. Non ci crede nessuno che come sogno irrealizzato abbia quello di finire sulla carena del pilota più raccomandato della storia delle moto.

Per fortuna questi sono solo ragionamenti da blogger. Che sono già qualcosa, visto che la stampa di settore è impegnata a far finta di niente.
La verità, male che vada, verrà fuori a Valencia, ma siamo già in overtime.

 

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MotoGP, Misano: festa al contrario. Marquez, Pol Espargaro e Bastianini. Francesi, spagnoli, jap e la Ducati “sbagliata”!

Quartararo Marquez

A Misano va in scena una festa al contrario.
Purtroppo per i tifosi l’atteso week end giallo di VR e rosso per una Ducati con tante aspettative è invece la festa dei giapponesi di Yamaha e di Honda con il mondiale anticipato di Quartararo e la doppietta Honda con tanto di vittoria del 93 nel circuito destrorso… di casa nostra.
Per i rider dell’accademy una caduta (Bagnaia) e un piazzamento deludente (Marini) mentre per Ducati un week end buio terminato con il podio per un rider sbagliato, un Bastianini sempre sminuito e quasi ignorato che è invece il più concreto di tutti.
Alla fine a soddisfare, sono l’alfa e l’omega. L’alfa Quartararo, 22enne che in una stagiona non ha sbagliato niente e quindi merita il titolo, e un omega, Valentino Rossi, che nell’ultimo week end di casa fa una delle gare migliori della stagione, con una top ten che, pur nelle difficoltà, sancisce, se ce ne fosse bisogno, la sua professionalità di una vita.
Vedendola dal punto di vista del tifo e del campanilismo, e la tv è stata funerea in questo senso, Misano è una tragedia. Vedendola, invece, dal punto di vista del motociclismo, la gara di oggi è un nuovo punto di partenza.
A noi saperlo apprezzare e sfruttare.

Mini cronaca
Al via Bagnaia rimane in testa mentre Marini è già settimo dopo una curva.
Bagnaia, Miller, Marquez, Oliveira, Pol Espargaro, Marini Lecuona e Rins a chiudere i 10.
Nel frattempo Mir perde l’anteriore e coinvolge Petrucci: out i due.
Con 24 giri da fare vola anche Miller e avvolge la Ducati in una croccante panatura.
La gara continua con il duello soft fra Marquez e Bagnaia mentre Quartararo in top ten sembra fare più fatica del previsto a recuperare.
E mentre Dovi e Rossi pascolano agli ultimi posti fa ancora peggio Martin che cade e va out, anche lui, per eccesso di fiducia.
A 12 dal termine Bagnaia accelera ma lo fa anche Marquez. Il gap con Pol Espergaro è di quasi 4 secondi, poi Oliveira, Aleix Espargaro, Rins, e Quartararo distante al settimo posto.
Con 5 giri da fare Bagnaia prende distanza su Marquez ma poi va out nella ghiaia e lascia Marquez in testa, mentre va out anche Oliveire a lascia Quartararo sul podio e virtualmente Campione del Mondo, nonostante Bastianini aspiri a rovinargli, seppur parzialmente, la festa.

Marquez, Pol Espargaro, Bastianini, Quartararo, Zarco,Rins Aleix Espargaro, Vinales, Marini, e Rossi a chiudere i 10!
Quartararo Campione del Mondo, doppietta Honda con Marquez ritrovato e Bastianini vero top rider! Una piccola soddisfazione anche per VR!

Pagelline
Marquez
E’ tornato, su un circuito a destra e con una vittoria meritata per quanto facilitata dall’out di Bagnaia.
Ma è una gara da incorniciare perché segna il suo ritorno, anche se riconosce i meriti di Quartararo.
Voto 10

Pol Espargaro
Una volta che fa una gran gara, passa in secondo piano. Peccato, oggi è un top rider!
Voto 9,5

Bastianini
Parte dietro ma castiga il campione del mondo e va sul podio.
Bastianini vale 2 Marini e merita, lui sì, una Ducati ufficiale.
Il resto è fuffa da tv a pagamento di dubbia imparzialità.
Voto 9,5

Quartararo
Con l’out di Bagnaia il podio gli interessa il giusto.
Va sicuramente bene anche così, a 22 anni, essere campione del mondo, più che meritatamente, con tanti acuti e zero errori.
Voto 10

Zarco
Una gara in ombra ma comunque combattuta. E’ un vero ducatista, di quelli di cui Ducati avrebbe bisogno. Meno fuffa e aspettative, più concretezza.
Voto 9

Rins
Mette a posto un po’ di cose in casa. Niente di che, meglio di niente.
Voto 7,5

Aleix Espargaro
Una gara all’attacco, nei limiti delle sue possibilità. Promosso anche lui.
Voto 7

Vinales
Anche lui fa il suo dovere e si avvicina al più esperto compagno di squadra.
Promosso anche lui.
Voto 6,5

Marini
Elemento negativo della giornata solo per chi ha aspettative irrelistiche.
Fa quello che può, forse anche troppo.
Voto 6

Rossi
Il suo saluto è un po’ opaco con una scena rubata da Quartararo, da Marquez e dal buio Ducati. Non è certo con la giornata di oggi che si giudica un Valentino.
Voto 7,5

VR46, possible announcement at Misano but there are worrying rumors!

Yellow Misano

Valentino Rossi does not care about MotoGP.
At least not about the one where he doesn't race, and that's .
After so many years, with a career end certainly not to be remembered, a child on the way and new car racing interests, it is understandable.
Valentino Rossi is a star, certainly not a second level personality capable of adapting to a supporting role.
Valentino Rossi is an athlete, a sportsman, and the fact that he quits MotoGP certainly doesn't mean that he has to stop being a protagonist.
He is on his way to being in cars and whatever else he will do, without necessarily getting tired as in the last 20 years.

Rossi has the press on his side, then he has the fans and has all the deserved attention from a system that has revolved around him for years.
The role of team manager requires work, hours as an entrepreneur, responsibility and a lot of presence behind the scenes. It is not for him and he explicitly stated so.

Everyone who is close to him knows this too. The academy, the ranch and all the young riders he put on the track are something incredible and commendable, initially served to give him stimuli and motivation. Now, however, the whole mechanism must go on alone.
Rossi's is that there are a lot of collaborators who can pick up the toy. The bad luck is that not everyone is able to handle it properly.
The story of Tanal, the Prince, the fake architect, the fantastic cities, and all those sponsors that then vanished, between never completed projects and non-existent companies (it does not matter that the press does not talk about it) are proof of this.
A colossal fool that would have made anyone the funny target of the media. Not Valentino who, after being spared by the press, called himself out and declared that it was not his problem, reproaching those who persisted in insisting on certain issues. Amazing enough for something that still bears his name.
In short, Valentino Rossi is not interested in the future of VR46 after his retirement, Luca Marini included. He did what he could but he can't work miracles.
Rossi has left behind him a structure, a brand, some money, and a signed contract, but someone will have to walk alone and will have to make do.

And if at the end October no official announcement was made, as far as the team is concerned, it means that there are problems.
Seven months have flown by waiting for the Saudis, complete with fairings covered with stickers of non-existent and most likely non-paying companies.
And now its . There is a contract with Ducati but to race the Italian bikes, even two and in the 2021 version, money is required.
The 5 million from Dorna are not enough and without the 90 million of Tanal the matter becomes serious.

The latest news seeing WithU on Yamaha with Razali, is the latest blow.
The energy company puts about 2 million euros and there are no other resources to distribute. No sponsor fragmentation like last year.
For this reason VR46 has to look for other aids. There may be SKY but it is not clear if it is enough.
There are 4 teams to cover. The Moto3 team, the Moto2 team, a second Moto2 team made with Yamaha, and the team of Marini and Bezzecchi.
All interesting projects but Valentino may not even be on the track and has declared his lack of interest and this does not help money collection.
For this reason either Misano will be the site of a definitive announcement of the VR46 or the problem is big.
So big that rumors come from some insiders.
Considering impossible the most daring ones that see Rossi giving up even the MotoGP (two slots have been booked on the grid and the prestige of the VR46 is at stake), there are some that see VR46, given the lack of funds, settle for two second class Ducatis, and others that even see VR46 giving up Ducati in favor of Yamaha.
This would allow Razali to make the leap in quality and VR46 to remain "in the family" with reduced costs.
For Marini and Bezzecchi, certainly not first-class riders, it wouldn't change much, but for those who have to take the money, instead, it would.
With Ezpeletas and a pool of minor sponsors, two Ducatis or two Yamahas can be bought.
We'll see if this weekend brings one of these emergency solutions or VR will be able, as usual, to get the rabbit out of the hat.

In the meantime, the press, like time, forgives everything, without even the time having elapsed. And the Rossi Week End, VR's weekend at home, lends itself extraordinarily to distracting attention, even if sooner or later it will be necessary to face reality.



VR46, possible announcement in Misano but there are worrying rumors!

Yellow Misano

A Valentino Rossi della MotoGP non interessa.
Almeno non di quella in cui lui non corre, ed è normale.
Dopo tanti anni, con un fine carriera non di certo da ricordare, una bambina in arrivo e nuovi interessi automobilistici, è comprensibile.
Valentino Rossi è una star, di certo non una personalità in grado di adattarsi ad un ruolo di comprimario.
Valentino Rossi è un atleta, uno sportivo, e il fatto che smetta con la MotoGP di certo non significa che debba smettere di essere protagonista.
Si avvia ad esserlo nelle auto e in qualsiasi altra cosa farà, senza necessariamente affaticarsi come negli ultimi 20 anni.

Rossi ha la stampa, ha i fans, ha tutta l’attenzione, meritata, di un sistema che da anni ruota intorno a lui.
Il ruolo di team manager prevede lavoro, orari da imprenditore, responsabilità e tanta presenza dietro alle quinte. Non fa per lui e lo ha dichiarato esplicitamente.

Lo sanno anche tutti quelli che gli sono vicino. L’accademy, il ranch e tutti giovani piloti che ha messo in pista sono qualcosa di incredibile ed encomiabile, inizialmente servita per dargli stimoli e motivazioni. Adesso però tutto il meccanismo deve andare avanti da solo.
La fortuna di Rossi è che ci sono un sacco di collaboratori che possono prendere in mano il giocattolo. La sfortuna è che non tutti sono in grado di gestirlo adeguatamente.
La vicenda di Tanal, del Principe, dell’architetto, delle città fantastiche, e di tutti quegli sponsor che poi sono svaniti, fra progetti mai completati ed aziende inesistenti (non importa che la stampa non ne parli) ne sono la dimostrazione.
Una figuraccia colossale che avrebbe reso chiunque lo zimbello dei media. Non Valentino che dopo essere stato risparmiato dalla stampa, si è chiamato fuori e ha dichiarato che non si trattava di un suo problema, rimproverando chi si ostinava ad insistere su certi temi. Abbastanza incredibile per qualcosa che porta comunque il suo nome.
Insomma a Valentino Rossi il futuro della VR46 dopo il suo ritiro, Luca Marini incluso, interessa il giusto. Ha fatto quello che ha potuto ma non può fare miracoli.
Rossi ha lasciato alle sue spalle una struttura, un brand, dei soldi, e un contratto firmato, ma qualcuno dovrà camminare da solo e dovrà arrangiarsi.

E se alla fine del mese di ottobre non è stato fatto nessun annuncio ufficiale, per quanto riguarda il team, vuol dire che ci sono problemi.
Sette mesi sono volati aspettando i Sauditi, con tanto di carene tappezzate di adesivi di aziende inesistenti e molto probabilmente non paganti.
E adesso è tardi. C’è un contratto con Ducati ma per far correre le moto italiane, addirittura due e in versione 2021, servono i soldi.
I 5 milioni di Dorna non bastano e senza i 90 milioni di Tanal la faccenda si fa seria.

Le ultime notizie che vedono WithU su Yamaha con Razali, sono l’ultimo colpo.
L’azienda energetica mette circa 2 milioni di euro e non ci sono altre risorse da distribuire. Niente frammentazione di sponsor come l’anno scorso.
Per questo motivo VR46 deve cercare altri aiuti. Ci può essere SKY ma non è chiaro se è sufficiente per due MotoGP.
Ci sono 4 team da coprire. Il team Moto3, il team Moto2, un secondo team Moto2 fatto con Yamaha, e la squadra di Marini e Bezzecchi.
Tutti progetti interessanti ma Valentino di fatto forse non sarà nemmeno in pista e ha dichiarato il suo disinteresse. Così è più difficile raccogliere soldi.
Per questo o Misano sarà sede di un annuncio definitivo della VR46 oppure il problema è grosso.
Così grosso che da alcuni addetti ai lavori giungono delle voci.
Considerando impossibili le più azzardate che vedono Rossi rinunciare addirittura alla MotoGP (sono stati prenotati due posti in griglia e ne va del prestigio della VR46), ve ne sono alcune che vedono VR46, data la mancanza di fondi, accontentarsi di due Ducati di second’ordine, e altre che addirittura vedono VR46 rinunciare alle Ducati in favore di Yamaha.
Questo consentirebbe a Razali di fare il salto di qualità e a VR46 di rimanere “in famiglia” con costi ridotti.
Per Marini e Bezzecchi, non di certo rider di prima fascia, non cambierebbe molto, ma per chi invece deve prendere i soldi, invece, sì.
Con i soldi di Ezpeleta e un pool di sponsor minori si possono prendere due Ducati o due Yamaha.
Vedremo se questo week end porterà una di queste soluzioni di emergenza oppure VR riuscirà, come al solito, a tirar fuori il coniglio dal cilindro.

Nel frattempo la stampa come il tempo, perdona tutto, senza che nemmeno il tempo sia trascorso. E il Rossi Week End, week end di addio di VR in casa, si presta straordinariamente a distogliere l’attenzione, anche se prima o poi bisognerà affrontare la realtà.




MotoGP, Austin: Marquez torna re davanti a Quartararo. Bagnaia terzo grazie ai giochi di squadra!

Marquez Austin

In Texas va tutto in scena come se fossimo nel 2019 o anche prima.
C’è Marquez e gli altri guardano perché lui in giù, Quartararo incluso, non ce n’è.
Lo spagnolo scava un canyon dietro di lui mentre le forze in campo sono quelle del campionato con la forzatura di un Bagnaia che riceve un podio in regalo in virtù di maldestri giochi di squadra che fanno letteralmente scansare Miller prima e Martin, poi. Fa bene a non festeggiare.
Il resto, tutto noiosamente nella norma a parte Bastitnini che è magnificamente sesto. Dopo di lui il nulla di anziani, raccomandati e gente che non riesce a venire fuori dai problemi: insomma, comprimari.

MIni cronaca.
Al comando ci va subito Marquez seguito da Quartararo e Rins mentre Bagnaia soffre e Nakagami cade.
Alle spalle di Marquez, che in pochi giri ha un gap di un secondo, ci sono Qurtararo, Martin, Miller e Rins che cede qualche posizione in pochi giri.
In difficoltà netta, invece, Bagnaia che fatica a stare con i migliori.
Nel frattempo va out Zarco mentre Bastianini cresce ed entra in top ten.
!! giri da fare: con il vantaggio di Marquez che sale a 2.3 secondi cade anche Espargaro.
A meno 7 Miller fa pateticamente passare Bagnaia per ordini di scuderia mentre Marquez ha un vantaggio di quesi quattro secondi. Fra Bagnaia e Quartararo, però, c’è Martin che non sembra voler rallentare.
Alla fine i giochi di squadra colpiscono duro anche Martin che oltre a far passare Bagnaia deve anche scontare un long lap penalty. La tristezza.

Marquez vince comodo davanti a Quartararo, Bagnaia, Rins, Martin, Bastianini, Mir, MIller, Binder e Pol Espargaro a chiudere i 10.

 

Pagelline
Marquez
E’ il vero Texas Ranger. Stile Chuck Norris da lui arrivano solo calci girati. Non c’è niente da fare. Per oggi è guarito.
Voto10

Quartararo
Fa la gara migliore possibile. Non potendo prendere Marquez sceglie di provare a vincere il campionato. Diversamente da altri non ha compagni di squadra in grado di aiutarlo. E’ tutta roba sua.
Voto 9,5

Bagnaia
Fa fatica al via, poi si riprende. Per fargli ottenere il podio però, va detto, si scansano Miller e Martin. Anche volendo far finta di non vederlo, è innegabile e plateale. La stampa estera è perplessa, la nostra fa finta di niente. Fa bene a non festeggiare, anche se dichiara altre motivazioni.
Voto 7,5

Rins
E’ uno che in Texas sa vincere ma non oggi. Fa il possibile e ne viene fuori una bella gara in cui cerca di spingere fino all’ultimo.
Voto 8

Martin
Appuntito fino a che non deve scontare un long lap e, allo stesso tempo, far passare Bagnaia. Poi cede una posizione di troppo. Un’altra.
Voto 8

Bastianini
A lui la Ducati peggiore del lotto. Eppure è lì a pettinare Mir e compagnia.
L’antiraccomandato che ci piace. Il fatto che la Ducati 2021 andrà a Marini provoca tutti i sintomi dell’intossicazione alimentare.
Voto 8

Mir
Oggi è uno di quei giorni in cui dovrebbe pensare a quando ha dato a Marquez del succhiascie. Una gara buia.
Voto 5,5

Miller
Anche lui è un castrato politico. Poi alla fine crolla, anche. E male.
Voto 5,5

Binder
Non si vede granché durante la gara. Una delle cose degne di nota è il crollo negli ultimi 5 giri. Ma sulla KTM nessuno meglio di lui.
Voto 6

Pol Espargaro
Ecco quanto vale la Honda senza Marquez. Meno di una ducati del 2019.
Meno di una KTM guidata bene e sicuramente meno delle Suzuki.

Misano: Bagnaia fa il bis su Quartararo. Bastianini stupefacente!

Bagnaia Misano

La gara di Misano sono due gare.
Quella di Bagnaia che se ne va e quasi viene ripreso… e quella di chi può solo guardare, Quartararo incluso.
Nella gara di chi non può è protagonista anche Bastianini, vera rivelazione che lo richiede, per acclamazione, su una Ducati ufficiale tanto quanto Martin e Zarco, anche se la “politica” dice altre cose.
Il resto è gap… gente che fatica e che fa il suo dovere, ma che, di fatto, fa un altro sport.

Mini cronaca
Bagnaia parte per primo e primo rimane. Poche curve sono già un secondo.
Alle sue spalle Miller, Quartararo, Martin e le due Honda di Marc Marquez e Pol Espargaro in lotta con Aleix su Aprilia.
La super gara è quella di Bastianini che è quarto alle spalle di Quartararo dopo aver infilato Marquez.
Piovono i long lap penalties in Pramac mentre il vantaggio di Bagnaia aumenta e il ritardo di Bastianini nei confronti di Miller e Quartararo, diminuisce.
A meno 14 Quartararo passa Miller e gli dà subito dei metri.
Rins, dalla sua, buca Marquez ma poi va nella ghiaia mentre Bastianini fa tre fast lap consecutivi.
A meno 7 Quartararo ha dimezzato il suo ritardo nei confronti di Bagnaia mentre Bastianini gira come e meglio dei primi. La gara è questa mentre alle spalle arrancano un po’ tutti e non ci sono novità.
A meno 3 il distacco è di soli 4 decimi. I due di testa aumentano il gap su Bastianini che però ha il podio a portata di mano.

Bagnaia batte di pochissimo Quartararo poi Super Bastianini, Marquez, Mir, Miller, Pol Espargaro, Aleix Espargaro, Binder, Nakagami!
Seconda vittoria di fila per Bagnaia, Quartararo affilatissimo, Bastianini magico e Marquez abbastanza competitivo. Gli altri sono lontani.

Pages

Bagnaia
Ne vince un’altra e la vince con merito. Alla fine è un po’ un thriller ma non c’è mai un duello che metta a rischio il risultato.
Voto 10

Quartararo
Fa una super rimonta e colma un gap apparentemente impossibile. Si capisce perché sia lui il leader in classifica.
Voto 9,5

Bastianini
E’ lui il protagonizta, l’underdog. Un vero portento su una moto anni luce da quelle factory. E qualcuno dà la moto a qualcun altro? Follia pura.
Voto 9,5

Marquez
Con un braccio solo a momenti fa podio. E’ un quarto posto d’oro.
Voto 9

Mir
Appannato alla fine, è competitivo solo a tratti. Mai della partita.
Voto 6

Miller
Sembra reggere ma dura poco. Finisce lontano dal suo compagno e le busca anche da Bastianini.
Voto 5

Pole Espargaro
Anche lui perde il confronto diretto e fa capire perchè Honda ha bisogno di Marquez.
Voto 5

Aleix Espargaro
Lotta tanto ma anche di motore è inferiore alle Ducati. Però c’è sempre.
Voto 7

Binder
La moto la porta sempre al traguardo e in top ten. KTM è lui.
Voto 7

Nakagami
La Honda che non ti aspetti e che invece è sempre lì. Uno che fa il suo lavoro sempre.
Voto 6,5

Aragon; Bagnaia vince, Marquez torna, Quartararo subisce, Bastianini stupisce!

Bagnaia Aragon

Aragon, gara bellissima, si regge quasi esclusivamente sul duello Bagnaia – Marquez. Lo spagnolo è tornato, anche se non è in forma al 100% ma l’Italiano finalmente vince una gara che lo ripaga delle attese davvero lunghe. Vincere in Spagna, contro Marquez e in questo modo, gli apre le porte di un club ristretto e finalmente gli restituisce qualcosa di quello che merita.
Ma Aragon non è solo questo. E’ una Ducati che comunque funziona, una Suzuki che in qualche modo c’è, e un’Aprilia che ormai è stabilmente nelle top 5 con un pilota che merita delle scuse da parte di chi lo ha sempre malamente sottovalutato. Aleix Espargaro è un leone che guida un leone e che grazie  a Vinales (comprensibilmente in difficoltà al debutto) fa capire quanto vale. Una menzione d’onore, l’ultima, per Enea Bastianini. Umilia il compagno di squadra e tante moto migliori della sua, con una gara da veterano.
E’ inspiegabile il fatto che gli verrà data una Ducati di secondo piano mentre il suo compagno di squadra è in lizza per una Ducati factory.
Nella lavagna dei negativi Quartararo, sconfitto di giornata, Rins e gli altri big. Per Rossi, invece, è il buio oltre la decenza mentre, per Luca Marini, vale quanto detto sopra parlando di Bastianini. Una Ducati ufficiale non se la merita proprio.

La gara
Bagnaia al via mantiene la pole ma Marquez gli è subito addosso seguito da Miller e Aleix Espargaro mentre Martin aggredisce Pol Espargaro e Quartararo. Il francese registra ad Aragon una gara molto difficile pur essendo la migliore delle Yamaha con Dixon out,Crutchlow indietro e Rossi addirittura ultimo alle spalle di Vinales e in lotta con Marini.
Tutta la gara è una lotta fredda fra Bagnaia e Marquez con lo Spagnolo che sembra non volerci provare mai fino a tre giri dal termine quando l’Italiano subisce ma replica per 7 volte ai sorpassi impossibili dello spagnolo che va anche largo.
Bagnaia, Marquez, Mir, Aleix Espargaro, Miller, Bastianini
Binder, Quartararo, Martin e Nakagami. Finalmente Bagnaia ce la fa.

Pages

Bagnaia
Finalmente ce la fa. E alla fine, aspettare per una vittoria così, vale la pena. Contro Marquez. La giornata perfetta.
Voto 10

Marquez
Non sarà a posto fisicamente ma di testa è ancora meglio del solito. Ci prova un numero infinito di volte ma non c’è niente da fare. A casa sua deve cedere il passo ma è comunque un ritorno.
Voto 9,5

Mir
Seppur lontano sale sul podio. E’ importante per lui tornare a giocarsi qualcosa.
Voto 9

Aleix Espargaro
Non è podio ma poco ci manca. Aleix non ha bisogno di scuse, se non di quelli che lo hanno a lungo sottovalutato.
Voto 8,5

Miller
Non si butta via un quinto posto ma… per quello che doveva essere il pilota di punta è un po’ poco.
Voto 7,5

Bastianini
Con una moto che non è nemmeno lontana parente delle Ducati che contano, lui dimostra di meritare la moto ufficiale che invece andrà al fanalino di coda Marini.
Punto.
Voto 8

Binder
Lotta da leoncino ma non incide in una pista che gli piace.
La gara non è comunque da buttar via… no di certo.
Voto 7

Quartararo
Ha un problema di sicuro. Per lo meno di performance.
E’ lo sconfitto della giornata. E basta.
Voto 5

Martin
Di certo non deludente ma siamo sicuri sarà deluso.
Pur sempre un finale nei dieci, che per un rookie…
Voto 6,5

Nakagami
La Honda operaia entra nei dieci. Un piccolo martello che dà sempre il 100%.
Voto 6,5

Lorenzo Savadori: da ragazzo di bottega a pilota MotoGP

Savadori

“Facciamo così… se riesce a dirmi così all’istante qual era l’aspettativa di vita di un sottotenente lanciato in una zona calda del Vietnam del 68, io le dirò tutto quello che mi ricordo […]
“Una settimana.” “Negativo… 16 minuti. Sì. 16 merdosi minuti.”

– Regole d’Onore – film – 2000 – 

Eppure Lorenzo Savadori ce l’ha fatta. Paracadutato in MotoGp dopo l’affare Iannone come uno di quei telespettatori che vincono un concorso che gli consentirà di vivere l’ambiente per un giorno per poi tornare a casa stanco ma felice e pieno di gadget, è riuscito a sopravvivere alla presenza di Bradley Smith e all’illusione di Dovizioso fino ad andare oltre il singolo episodio e le aspettative di tutto un mondo intorno a lui.
Qualcosa di più che sopravvivere dietro le linee nemiche.

Sia chiaro, Lorenzo Savadori pilota lo era già, ma con il suo passato così lontano dal mondo dei prototipi e fatto di 3 moto diverse cambiate nel solo anno precedente, per lui è stato lo stesso che iscriversi a ingegneria direttamente dalle scuole medie fatte in un paese straniero. Si può fare solo con talento, cuore e cervello, oltre ovviamente con tutto l’aiuto e la pazienza che si possono riuscire a mettere insieme da parte di tutte le parti coinvolte.

La trasformazione necessaria ad una persona per sopravvivere e la sopravvivenza destinata a trasformarla, è un esperimento che abbiamo visto fallire così tante volte, che nessuno avrebbe mai puntato su Savadori e su Aprilia. Nessuno tranne Savadori e Aprilia… e forse in qualche momento nemmeno loro.

Piloti più prestigiosi e titolati, su moto più performanti e vincenti, si sono fatti molto più male in molto meno tempo. Non è evidentemente questo il caso.

La considerazione e l’articolo che ne segue sarebbero finiti qui se non ci fosse anche il piacere di analizzare l’intero percorso compiuto, fatto di sottovalutazione, critiche, e considerazioni amare nei confronti di quello che era ritenuto un corpo estraneo in un progetto fallimentare.
A Savadori, di fatto, non è mancato niente, neppure la ferita in battaglia. Un infortunio che è paradossalmente più un segno del fatto che stesse finalmente iniziando a far parte in pianta stabile del contesto, che di una sua inadeguatezza.
Un contesto che è passato dal biasimarlo al rivalutarlo, fino a considerarlo titolare meritato di un ruolo inizialmente ricevuto in regalo. Insomma a rispettarlo.
Lo dimostrano le ultime immagini: Lorenzo Savadori, appena sostituito da Maverick Vinales, che invece di risentirsi per quanto perduto, si impegna a trasferire, ascoltato con attenzione da chi gli ha preso il posto, quel tanto o poco che sa di quella che per gli ultimi mesi è stata la sua scuola.

L’ultima mossa di Aprilia è giusta come tutte le altre.
Per il 2022, contratto da tester e wild card per un ragazzo che è salito sull’Aprilia da ragazzo di bottega  e ne è sceso da piota MotoGP.

Savadori group
Savadori group


Silverstone: Quartararo gets his hands on the world championship, Rins returns but it's Espargaro who makes Noale roar!

Aleix Espargaro

It is not fair to steal the cover from a winner but the Noale lion roaring back is an Italian masterpiece that in England, for those who love motorcycling, is worth a European, an Olympic gold, a landing of Julius Caesar.
Okay, back in the ranks but it is a duty to highlight a podium that did not come fortuitously but was, instead, built and earned.
On the day of Quartararo putting two hands on the world championship, there is finally the return of Rins and the podium we have already talked about.
Finally in Silverstone, aend of surprises, there is also the return of Honda, brilliant, if only at times, with Marquez, but concrete only with Pol Espargaro.
It is the race in which six different manufacturers place the first six bikes. Oh yes, because at Silverstone KTM also does well, putting three in the ten. Minicrollo for Ducati but at least there is Miller. The MotoGP we like is this one.

Minicronaca
Pol Espargaro è in fuga e tutto regolare fino a che Marquez va giù con Martin. Incidente di gara. Voler vedere altre cose è da frustrati.
Con 18 giri da fare la storia mette due fratelli in prima e seconda posizione. Pol e Aleix a guidare la gara, seguiti da Quartararo e Bagnaia. Il duo Espargaro dura poco perché Quartararo buca l’Aprilia e poi anche la Honda mentre Mir cresce ed è quinto.
Il parapiglia vede Quartararo in testa e Aleix al secondo posto…
A meno 11 Quartararo, Aleix Espargaro, Rins, Pol Espargaro, Mir, Miller, Bagnaia, Alex Marquez, Rossi e Nakagami a chiudere i dieci.
Aleix non resiste a Rins che passa e lo lascia a qualche metro mentre Quartararo è irraggiungibile con oltre 3 secondi di vantaggio.
L’ultimo giro è una lotta terribile fra Aleix e Miller. La spunta l’Aprilia mentre nelle retrovie cambiano un sacco di cose, inclusa la scomparsa di Rossi, che annega in coda.
Quartararo, Rins, Aleix Espargaro, Miller, Pol Espargaro, Binder, Lecuona, Alex marquez, Mir, Petrucci a chiudere i 10.

Page

Quartararo
He doesn't make any mistakes. He waits for what is right and takes what is his.
He is the strongest man at the moment. And his hands are on the world championship.
Rated 10

Rins
Rediscovered champion. It was a pain to read his explanations of the endless races gone wrong. He also shreds his partner. That's what he needed.
Rated 9.5

Aleix Espargaro
He has always talked a lot, some say too much. But it is only fitting that he is the one who has takenAprilia into history with a podium that he earned 110 percent. Aleix has always said great things about Aprilia and has always believed in himself and his team. Aleix, in a world of ultra-mercenaries, is someone to love. How he sweeps away preconceptions, no one today.
Rated 9.5

Miller
He fights like a lion but the lion, at least today, is theAprilia.
Still positive race for him. Too bad about the late awakening.
Rated 9

Pol Espargaro
The start bodes well, then mistakes and the collapse. But there is much to rejoice about, nonetheless.
Rated 8

Binder
In silenzio, emerge quando gli altri soffrono. La migliore di ben 3 ktm piazzate in top ten.
Voto 8

Lecuona
Indemoniato. Fa anche belle cose. E le fa fino all’ultimo giro.
Voto 7,5

Alex Marquez
He is the sage of the family. He shows that with calmness, good things can be achieved.
Rated 7

Mir
Debacle. He makes sparks at the beginning of the race to the point of dreaming of the podium but then ... today he is not in charge at home.
Rating 6

Petrucci
Gets a bittersweet top ten. He does well and even has a final flicker.
Rated 6

Tanal and VR46: the farce at its peak. Already two payments postponed. Tanal's castle of lies collapses

ATM Screen Out Of Order

For days now one man has been trying to put a patch on all the fake news, fake projects, and fake credentials put out by himself and never checked by anyone.
Fakes from day one, and every week bigger and bigger, more and more unbelievable, and now uncontrollable and impossible for even the man who invented them to handle.
For days that man has been phoning those few he thinks still believe him to "fix" things, and for days he has been traveling around Italy to recover some small dose of credibility.
He seeks appointments, meets with potential sponsors. With his clothes never changed after days of traveling in his gray Fiat Doblo, he is no longer credible. Form is substance, and someone like him should know that, but there are bigger problems right now.

The man tries to kick forward a payment date that he knows does not exist. There is no transfer, there is no prince. The money never existed. The only money is perhaps money remitted by some small sponsor who wants to become part of the adventure. Peanuts. Finite.
The man made it all up but went too far. And now he is exposed by the facts.

Eppure da maggio, dalla prima smentita di Aramco, qualcuno dubita…ma nonostante questo, viene ignorato. La stampa è tranquilla.

Il 28 luglio in un’intervista a SKY, Uccio Salucci, responsabile racing VR46 dichiara sprezzante che la parte più difficile dell’organizzazione di un team, è l’hospitality.
Chissà se non dovrà occuparsi davvero solo di questo, quando valentino Rossi verrà a sapere che il giorno stesso, questo sito aveva cercato di avvertirlo sull’inconsistenza di Tanal e dei suoi portavoce, Principe compreso. Un progetto da 100 milioni che non è mai esistito.
Parla dell’hospitality come prima difficoltà di un team come Maria Antonietta parlava di brioches agli affamati. Un insulto, soprattutto dopo essere stato avvertito.

Un sarcastico, Uccio, al telefono con chi scrive.
Garantisce di aver ricevuto i soldi da Tanal (da quanto ci risulta non è vero) e assicura di aver fatto le dovute ricerche (complimenti).
Passati ad Alberto Tebaldi, nemmeno una risposta. Rimbalzati. Abbiamo chiesto di parlare con Valentino Rossi. Respinti.

Due giorni dopo Misterhelmet pubblica tutta la documentazione in italiano. 4 giorni dopo, in inglese.

Sono settimane difficili. A livello nazionale ed internazionale, ignorati, sminuiti, insultati, ridicolizzati.
Poi una conferenza stampa surreale mette in pericolo anche le certezze più dure. Troppo ridicolo il Principe, troppo incredibili il Consigliere in t shirt e l’ufficio stampa internazionale che non parla inglese. La stampa internazionale non viene invitata. Mancano Dorna, VR46 e Ducati. Il Principe ha alle sue spalle una tenda Ikea.

Ma sappiate che se nel primo articolo di Misterhelmet, qui, le cose erano surreali e preoccupanti (abbiamo dimostrato che è tutto falso) e nelle conferenza stampa il livello è comico, adesso la faccenda è al limite del patologico.

Know that the prince we are talking about does not exist and the one you saw on video and on the photos, is someone else and has a strong Maghrebi accent.
Valentino Rossi spoke eight times on the phone with someone he believed to be a Saudi prince. What must they have said to each other?

The Prince's advisor, Architect Bernardini, does not appear to be a real architect. No one has ever checked but us.
So many experiences as a contractor, all failed or ended prematurely. Elevators, electrical panels, energy installations, renovations, work never delivered, they say, in his city. Disputes with city hall, region, companies, financing, business partners. He's burned out in Terni, they say. Some even speak of judicial problems.

The traces of Bernardini's creative projects and his passion for Saudi Arabia are lost over the years since 2017.
No one has ever stopped him.
The projects are so striking, futuristic, optimistic, that they always find fertile ground in the newspapers. Everyone wants to write about beautiful, modern things. Green projects, film projects, technology projects, where a small town in central Italy, Terni, Bernardini's city, teaches things to rich but backward Saudi Arabia.
Bernardini uses press articles as credentials. With those he pushes his ideas into the future. But they are just inventions.
"But did you look in Il Corriere della Sera?" He often asks.

In the press, the Architect's projects appear hundreds of times and give him dangerous web credibility because of the bad habit the press has of not verifying sources. Not a single project has been realized but each one is a credibility trampoline. That's what he probably goes with to come up with other projects and be believed to create even more. If he likes something, Bernardini repurposes it as his own, as happened with the Sagrantino Cup hot air balloon event (real event), which becomes Ambassador Cup but does not exist.
Internet credibility, web presence networking. Bernardini fills the web with articles, initiatives, websites, all fake, and presents himself as the man of many projects, forgetting to say that none are real. "Look at the web of information and releases," he often repeats.

In the last desperate phone calls to those who do not believe him, the delirium is psychedelic.

Tanal (una scatola vuota) passa mese dopo mese dalla sponsorizzazione a VR46 a voler sponsorizzare Dorna. Poi dalla Dorna all’acquisto di un team di Formula1. Il team diventa, ci riferiscono alcuni, Alfa Tauri, in altri casi, Ferrari, fino ad arrivare all’intero acquisto di Liberty Media.
Nemmeno il calcio si salva da Bernardini. Ogni tanto all’architetto scappa il nome di qualche squadra prestigiosa. Sempre a nome di un Principe Saudita.

Saudi Ferrari
Saudi Ferrari 🙂

Bernardini's (alleged) friendships range from Ecclestone, to the president of Hyundai or Samsung. His companies all exist, but they look like empty boxes without a headquarters. The headquarters are real buildings with Photoshop logos. They are near Rome. We went to check them out. All fake.

Bernardini negli anni si presenta in Ducati per vendere un parco a tema. Viene buttato fuori. Prova a produrre film, comprare aziende,  impianti sportivi, propone hotel, resort, parchi, poli universitari, non ci riesce mai ma nessuno parla e nessuno lo espone.

In questo momento preciso, mentre tratta ancora l’affare VR46, sta provando a comprare un circuito automobilistico i cui proprietari sono freschi di un altro tentativo di truffa.
Bernardini viaggia con centinaia di slide che sembrano fatte da bambini, come i suoi comunicati falsi, senza indirizzi, senza recapiti, che nessuno controlla mai. Loghi contraffatti, progetti di piste che sono circuiti esistenti capovolti, loghi copiati e contraffatti. Tutto fatto alla buona con Paint e Word. Un mare di materiale che disorienta qualunque interlocutore distratto.

I tentativi di Bernardini negli anni sono buchi neri fino a che riesce, con l’aiuto di Giampiero Sacchi, team manager della fallita Ioda Racing e suo concittadino, ad arrivare a Carmelo Ezpeleta. Ci va con VR46 (Salucci e Tebaldi) e con tanti articoli di giornali che parlano bene di lui. VR46 firma un contratto, vero, con Ducati, e un contratto, impossibile con Tanal che, senza pagare (secondo le nostre informazioni) un centesimo, finisce sulle carene e sulle tute VR46. Sarà una faccenda da spiegare. Però funziona. Se Tanal è sulle moto VR46 allora deve essere per forza tutto vero anche perché Uccio Salucci dice che hanno pagato. CIV, CEV, Moto2, MotoGP. E’ lo stesso uccio a mandare foto, video e messaggi audio in cui si vanta della partnership.
Tanal e altri loghi di progetti che non esistono sono sulle carene e sulle tute.

Per mesi, parlando di Tanal/VR46, decine di dichiarazioni, telefonate, comunicati stampa. Non è necessario sforzarsi per credere a Marco Bernardini semplicemente perché nessuno controlla mai niente. Se VR46 e il suo staff dicono che è tutto vero, allora la stampa non può dubitare.
Nemmeno le smentite di Aramco riescono a bloccare il circo. Ci deve essere un misunderstanding. Il Principe ha garantito. Chi non crede è un hater.
Chi ha dubbi viene contattato da Bernardini che provvede a mandare decine di documenti. E’ successo così anche con noi che però, i documenti, li abbiamo controllati.

The press published for months without fail. Sometimes, in a competition for visibility, it even magnified the projects to the point of inventing things that even Bernardini never said.
Electric hybridMoto , bulletproof and fire-resistant hypercars, world balloon championships, cities of the future, theme parks, movies, books. Millions, billions, it all goes by unchecked as if under hypnosis.
Until the day of payment. Someone is surprised that some money that never existed, never left and never arrived.

Valentino scende in campo.
Da qualche giorno ha capito e ha detto ai suoi che al team ci pensa lui. Non parla più del Principe. Nemmeno SKY, lo fa, passando da 10 news al giorno a zero.
Il piano B sono gli sponsor che VR46 ha già. Quelli veri.
WithU, Bardahl, Monster, forse SKY.
Valentino risolverà i suoi problemi in casa come ha sempre risolto quelli in pista. Da solo. Come ha sempre fatto.
Del resto, se questo è l’aiuto che ha dal suo staff, è meglio pensare alle cose personalmente
Il pericolo, però, è reale. Il tempo è scaduto e mancano i 18 milioni di quest’anno oltre ai 72 fino al 2026, e manca anche il secondo pilota per il suo team.
Valentino è costretto ad occuparsi personalmente di cose che non avrebbe mai voluto seguire. Cambiano tutte le priorità, per colpa di un progetto inventato, un dorato Piano A, diventa un affannato Piano B.
Ancora una volta in MotoGP entra chiunque. Nessuno controlla. Nessuno si vergogna.

 

Last Minute
It is from the last minute, August 26, 6:15 p.m., a last desperate communiqué.
It is written in English but is directed only to seven Italian journalists. Mystery.
Written in Word, full of errors, it is not even paginated and leaves a blank page in the stmpa preview.
It looks like it was written in the car, perhaps on the way to the airport. Another paginated one will come later, but still ridiculous
Maybe someone has really realized that they need a change of scenery.

 

Last Press
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