MotoGP: Le Aprilia e la Honda di Marquez hanno un particolare Made in Italy in comune!

SC

A prima vista sono normalissime foto di test in cui si vede la moto in configurazione non definitiva.
In realtà c’è un elemento tecnico assolutamente innovativo da iniziare a prendere in considerazione.
Nella stagione 2022 lo scarico SC-Project per le Aprilia RS-GP22 di Espargaró e Vinales avrà una tecnologia italiana di altissimo livello. Si tratta di una nuova valvola che parzializza i gas di scarico ed è gestita dall’elettronica della moto. Già le valvole sono utilizzate in MotoGP ma quella di SC-Project è fatta diversamente.
Questa valvola, realizzata in titanio totalmente dal pieno, aiuta – con il freno motore – a dare feeling al pilota in entrata e centro curva.
All’apertura, invece, la valvola si apre totalmente per dare il massimo passaggio dei gas di scarico.

La collaborazione fra SC-Project e Aprilia, infatti, deriverebbe da oltre un anno di studi attraverso lo sviluppo dello scarico per la RS 250 SP, per le RS 660 Trofeo e per le RSV4 del Team Nuova M2 racing che gareggiano al CIV, per arrivare, nel 2021, allo sviluppo dello scarico per le RS-GP 2022.

A prima vista notiamo che questa configurazione è leggermente diversa (per ovvi motivi tecnici), dalla valvola apparsa sulla moto di Stefan Bradl, componente marchiato SC-Project molto simile a quello delle RS-GP. Questa valvola comparirà anche sullo scarico della Honda di Marc Marquez e Pol Espargarò? Probabilmente si, lo vedremo tra pochi giorni
Ecco il made in Italy che accomuna due team e quattro piloti completamente diversi fra loro.
Lo vedete nel dettaglio ingrandito sulla moto utilizzata oggi da Lorenzo Savadori, nei test!


Guarda il video o ascolta il podcast!



Che fine fanno le vecchie MotoGP VERAMENTE? Ma veramente eh!

Fattoide

Ogni tanto parlando con qualche lettore o qualche collega, salta fuori un qualche luogo comune, che è vero in parte ma non al 100% oppure, come in questo caso, più che un dato di fatto, è un fattoide.

fattoide

Che fine fanno davvero le MotoGP degli anni passati?

Ci sono delle differenze, dirà qualcuno, che sa, nel senso che mentre le moto giapponesi a fine vita vengono pressate ed hanno un ciclo vita più breve, nel caso di Ducati c’è proprio un sistema di noleggio a vari livelli di andata e ritorno che rimette il materiale in circolo e ci sono vari step evolutivi circolanti. Insomma le moto durano un po’ e poi… e poi…
In realtà, se avete sentito anche voi la storia delle moto giapponesi che vengono pressate, sappiate che è una leggenda metropolitana.
E’ stato fatto pubblicamente in un paio di occasioni proprio per stoppare certi commerci e dire: se la trovate in giro sappiate che è farlocca perché noi le pressiamo. Vedete che la pressiamo? Ne schiacciamo un paio in un paio di occasioni.
Ovviamente voi sapete come fa le indagini la nostra stampa e avendo visto che ne pressavano una, hanno pensato che avvenga sempre così, e ai giapponesi fa piacere crederlo. E alla stampa fa piacere compiacere.
Ma sappiate, che non è così. Le moto jap vengono fatte sparire. Nel senso che hanno un ciclo di vita più breve e poi finiscono in luoghi certificati come alcuni musei ufficiali delle case, alcuni stabilimenti importanti come quello Honda di Atessa e cose simili. Quindi capite da voi che se ce ne sono alcune in alcuni luoghi, è ovvio che non vengono pressate. Al massimo vengono ritirate. Ma quindi se trovate una moto gp giapponese in vendita, allora forse è vera? No al 99.9%.

Se lo notate, le moto giapponesi anche ufficiali ci sono, ma quelle che ci sono, risalgono al massimo a metà degli anni 80. Poi c’è stato uno stop. Perché ovviamente c’era un commercio esagerato come con le reliquie dei santi e i collezionisti sono spesso vittime dei cazzari. Gli impicci che abbiamo fatto noi in Italia e in nord Europa con le motogp e non solo, taroccate, specialmente alcune parti speciali, rimangono negli “anali” del collezionismo.
Insomma, nessuno pressa milioni di euro, tranquilli però nemmeno le potete trovare in giro, queste moto. E’ solo che non fanno vedere a voi dove le mettono. Giustamente.

Ascoltate il podcast o guardate il video!

 



Quartararo vuole “farla ingelosirla” e forse ci può “riuscirla”

Ingelosirla

Sono affascinato dal meme “Ingelosirla” e ho pensato che forse è quello che vuole fare Quartararo con Yamaha, dato che è in corso una trattativa di rinnovo che si preannuncia quanto meno articolata.
Può funzionare? Ecco la spiegazione!

In podcast e video. Durano meno di due minuti!



Articolo feticista sul casco no logo di Dovizioso e il suo stipendio!

Dovi Helmet

Articoletto per feticisti del materiale tecnico
Chi ha notato che Dovizioso ha esibito un casco Shoei senza brand (il marchio giapponese non c’è nemmeno sulla tuta), invece del solito Suomy, si chiederà perché.

I motivi per i quali ha abbandonato il suo tradizionale KYT/Suomy e indossi uno Shoei senza logo, sono spiegati nel podcast o nel video, dove viene svelato anche l’ingaggio reale di Dovizioso.
Il tutto serve per arrotondare.
Guadagna troppo, troppo poco, oppure la cifra è corretta?




Razali’s ambitions and the sensational rumors about WithU at the end. The company denies!

Razali_withU

The energy sponsor loses 30% of its customers in a single day. Will it be able to pay?

Razlan Razali, founder of the RNF team (this is the title he prefers to be attributed to him), said he was aiming for a sponsorship budget of around 11-13 million euros to manage the two Yamahas entrusted to Binder and Dovizioso.
Every aspiration is legitimate even if, looking at the sponsor panel, one wonders how the money is counted and how the missing gap can be filled.
Let’s analyze the sponsors on the panel.

RNF Sponsors
RNF Sponsors

Yamaha: does not offer money but takes care of the bikes and the remuneration of the riders.
Green Power: produces generators and is a small sticker on the frames.
GPNFTS: produces digital tokens and also occupies a small space.
Telcowin: although the name suggests a telecommunications company, it is a small consulting agency with local action.
Considering that the RNF sticker is that of the same team, the remaining stickers are those of technical partners and suppliers such as Barracuda, WRS, Ixon, KYT,  Akrapovic, and Beta brands already known to motorcyclists.
Added to these there are companies that are certainly not big spenders: a coffee company from Modena (Giacomelli) which can be found in all hospitality areas, an insurance company, Lange Gruppe, which probably provides policies to drivers and teams.
Then there are RCB, which makes accessories for scooters and Lotus, which makes kitchen furnitures. Certainly reputable contributors but equally certainly not millionaires.

In fact, one wonders how much money these “partners” really bring if WithU, which is the main sponsor and the biggest name in the hull, offers “only” 3 million to be in the foreground.
Is 13 million euros really a plausible target?
Does this budget include the 5 million passed by IRTA for motorcycle coverage?
If this were not the case, the matter would tend towards the dream.
And again: are the rumors  that Razali has applied for a bank loan to carry out the first tests because none of these sponsorships has yet been transformed into a bank transfer to support the activities on the track, somehow true?

Last question: why a private team, which does not pay either the bikes or the riders and which has already found a main sponsor, feels the need for ambitious proclamations, even a week before the presentation and a few days before the first tests?
Isn’t it a statement dictated by the need to show undecided or renounced investors that his project is a nice train to jump on in any case and that the noisy difficulties are not real?

In short, doubts remain and would already be sufficient if the “commercial news” did not report a rumor that can be summarized in three heavy words

¹WithU ²in ³trouble

Concerns continue to reach this site through direct reports from customers and professionals but can also be found on official channels, on consumer pages and in the mailbox of a large number of customers who have received a communication informing them of the termination of their energy supply contract by Europe Energy SpA (WithU) due to the interruption of energy supply by Terna (National Operator) to Zenergia which in turn supplies Europe Energy and WithU, which no longer supplying energy cannot collect money from around 23,000 customers from one day to the ‘other, to be precise starting  December 21, 2021.

All the customers involved are notified of their passage, ex officio to the national manager and are advised not to make payments to WithU.
The letter arrived in the homes of many Italians, you can see it here.

 

Lettera 1
Lettera 1
Lettera2
Lettera2

In summary, barring misinterpretations, this means that the Yamaha sponsor RNF has lost at least 25% of its customers even if some say that the percentage is much higher.

There is no company in the world, not even CocaCola or Google, that can afford a 25% cut of its customers without an internal earthquake.

And this happens at the worst historicaal moment of the tariff system which is based on costs per cubic meter under which operators like WithU are not competitive.

Those who signed a contract with this operator, in fact, paid 1.24euros per cubic meter for gas while the costs offered by the national operator are less than 60 cents. Less than half.
It is obvious that for operators like WithU (dozens of similar companies have already gone bankrupt) there are no longer the commercial levers to recover lost customers and perhaps not even  keeping those who are left who are, mathematically, on the run.
Nobody would be remain with a supplier who sells  on the free market, energy at double the price of the protected market.
Up to here it would be a one-way article in which doubts are exposed which, despite the documentation, would still be based on rumors without hearing the other party involved.

For this Misterhelmet turned to WithU and was later contacted by telephone by the founder and president Matteo Ballarin, in person.
“You are partially right on this issue as it is true that one of our suppliers, not us, had the dispatching contract closed and therefore about a quarter of our customers, 20 thousand out of about 85 thousand we have, have returned to a more protected market. All these customers should have received a letter from us in which we inform them that we are taking them back and we have deliberately favored this protection market because in December the prices of that market were lower than the free market, so when the problem arose we I thought that customers could have passed on to the market for greater protection and then returned to the free market when prices would have dropped. Users should have all received this communication (we could not find this – ed -).
I would like to underline a very important point, namely that our contract has not been closed but that of one of our suppliers as written in the letter sent by the Single Buyer. Authority (Acquirente Unico).
Many are writing that we changed their supplier without saying anything but it is not true, indeed we got very angry. “

Ballarin continues reassuring the solidity of WithU … and telling us that they have almost gladly lost 25% of customers.
“Misinterpreted, it could seem a sign of crisis of a company that has closed a dispatching contract and has lost customers. This is not what happened. Our company is one of those that are doing better in a very difficult time for the company. free market … “

Not problems but opportunities.
According to Ballarin, there are neither business problems nor sponsorship problems.

“The day of the presentation of the team (next Monday – ed -) will be an opportunity to explain a series of corporate aspects with an increase in the strength of the WithU brand. We are setting up insurance services, telemedicine, etc. Sponsorship is important but it is a minority part of all the investment we are making on the whole WithU project. Guaranteeing sponsorship is the least of the problems, so much so that we have also extended it to other sports such as volleyball and basketball in Verona. ” (WithU also sponsors Monza Calcio in Serie B – ed).

Ballarin is confident and is not afraid to tackle the issue.
“I’m not afraid to talk about it. I work in a market with powerful competitors and so I take every opportunity I have to explain who we are, it’s not a problem. We are always here.”

The responsiveness and friendliness of WithU’s top management are beyond expectations and certainly reassuring, but nothing provides more certainty than time, so we just have to wait.
The hardest part is finding a closure for this piece, hoping that it matches with the happy ending of a story that seems to be made up of problems while it is instead made up, they explain, of opportunities.
We all want to see Dovizioso and Binder’s Yamaha WithUs on TV, paying for electricity at the lowest possible price.

Ballarin Jarvis Razali
Ballarin Jarvis Razali


Le ambizioni di Razali e i rumors clamorosi su WithU in chiusura. L’azienda smentisce!

Razali_withU

Lo sponsor energetico perde il 30% dei suoi clienti in un giorno solo. Ce la farà a pagare?

Razlan Razali, fondatore del team RNF (questo è il titolo che preferisce gli sia attribuito), ha dichiarato di mirare ad un budget di sponsor di circa 11-13 milioni di euro per gestire le due Yamaha affidate a Binder e Dovizioso.
Ogni aspirazione è legittima anche se, guardando lo sponsor panel, viene da chiedersi come vengano conteggiati i denari e come possa essere colmato il gap mancante.
Analizziamo gli sponsor sul pannello.

RNF Sponsors
RNF Sponsors

Yamaha: non offre denaro ma si occupa delle moto e della retribuzione dei piloti.
Green Power: produce generatori ed è un piccolo sticker in carena.
GPNFTS: produce token digitali e occupa, anche questo un piccolo spazio.
Telcowin: nonostante il nome faccia pensare ad una compagnia di telecomunicazioni, è una piccola agenzia di consulenza ad azione locale.
Considerando che l’adesivo RNF è quello dello stesso team, gli stickers restanti sono quelli di partner e fornitori tecnici quali Barracuda, WRS, Ixon, KYT e Akrapovic, marchi già noti ai motociclisti.
A questi si aggiungono aziende che di certo non sono big spender: una ditta di caffé di Modena (Giacomelli) che si trova in tutte le hospitality, un’azienda di assicurazioni, Lange Gruppe che probabilmente fornisce delle polizze a piloti e team.
Ci sono poi RCB, che fa accessori per scooter e Lotus che fa cucine. Sicuramente contributor rispettabili ma altrettanto certamente non milionari.

C’è da chiedersi infatti quanto denaro davvero portino questi “partner” se WithU, che è il main sponsor ed il nome più grande in carena, per essere in primo piano offre “solo” 3 milioni.
Davvero 13 milioni di euro è un obiettivo plausibile?
In questo budget sono inclusi i 5 milioni passati da IRTA per la copertura delle moto?
Se così non fosse la faccenda tenderebbe all’onirico.
E ancora: sono veri i rumors che riferiscono che Razali abbia chiesto un prestito bancario per effettuare i primi test perché nessuna di queste sponsorizzazioni si è ancora trasformata in bonifico bancario a supporto delle attività in pista?

Ultima domanda: perché un team privato, che non paga né le moto né i piloti e che ha già trovato un main sponsor sente la necessità di proclami ambiziosi, addirittura una settimana prima della presentazione ed a pochi giorni dai primi test?
Non è forse una dichiarazione dettata dalla necessità di far vedere ad investitori indecisi o rinunciatari che il suo progetto è un bel treno su cui saltare in ogni caso e che le difficoltà rumoreggiate non sono davvero reali?

I dubbi, insomma, restano e sarebbero già sufficienti se le “cronache commerciali” non riportassero una voce che può essere sintetizzata in tre parole pesanti

¹WithU ²in ³difficoltà

Le preoccupazioni continuano a giungere a questo sito tramite segnalazioni dirette di clienti e addetti ai lavori ma sono riscontrabili anche sui canali ufficiali, nelle pagine dei consumatori e nella posta di un numero elevato di clienti i quali si sono visti recapitare una comunicazione che li informa della risoluzione del loro contratto di fornitura energetica da parte di Europe Energy S.p.A. (WithU) a causa dell’interruzione della fornitura di energia da parte di Terna (Gestore Nazionale) a Zenergia che a sua volta fornisce Europe Energy e WithU, la quale non fornendo più energia non può riscuotere denaro da circa 23.000 clienti da un giorno all’altro, per la precisione dal 21 dicembre 2021.

Tutti gli utenti coinvolti vengono avvertiti del loro passaggio, d’ufficio al gestore nazionale e viene raccomandato loro di non effettuare pagamenti a WithU.
La lettera arrivata nelle case di molti italiani, la vedete qui.

 

Lettera 1
Lettera 1
Lettera2
Lettera2

In sintesi, salvo interpretazioni errate, questo significa che lo sponsor di Yamaha RNF ha perso come minimo il 25% dei suoi clienti anche se c’è chi dice che la percentuale sia ben più alta.

Non esiste azienda al mondo, nemmeno la Cocacola o Google, che si possa permettere un taglio del 25% della sua clientela senza che vi sia un terremoto interno.

E la cosa capita nel momento storico peggiore del sistema tariffario che si basa su costi al metro quadro in base al quale gli operatori come WithU non sono competitivi.
Chi ha firmato un contratto con tale gestore, infatti, pagava il gas 1,24 euro al metro cubo mentre i costi offerti dal gestore nazionale sono inferiori ai 60 centesimi. Meno della metà.
E’ ovvio che per gli operatori come WithU (sono già fallite decine di aziende simili) non ci sono più le leve commerciali per riprendersi gli utenti perduti e forse nemmeno per mantenere quelli rimasti che sono, matematicamente, in fuga.
Nessuno rimarrebbe con un gestore che gli vende, sul mercato libero energia al doppio del prezzo del mercato tutelato.
Fino qui sarebbe un articolo a senso unico in cui vengono esposti dei dubbi che, nonostante la documentazione, sarebbero comunque basati su rumor senza sentire l’altra parte in causa.

Per questo Misterhelmet si è rivolto a WithU ed è stato in seguito contattato telefonicamente di persona dal fondatore e presidente Matteo Ballarin.
“Ha parzialmente ragione sul tema in quanto è vero che un nostro fornitore, non noi, ha avuto il contratto di dispacciamento chiuso e quindi circa un quarto dei nostri clienti, 20mila su 85mila circa che abbiamo, sono tornati su un mercato di maggior tutela. Tutti questi clienti dovrebbero aver ricevuto una nostra lettera in cui gli comunichiamo che li riprendiamo e un po’ volutamente abbiamo favorito questo mercato della tutela perché a dicembre i prezzi di quel mercato erano più bassi del mercato libero, quindi quando si è creato il problema abbiamo pensato che i clienti sarebbero potuti passare sul mercato a maggior tutela per poi tornare sul mercato libero quando i prezzi si sarebbero abbassati. Gli utenti dovrebbero aver ricevuto tutti questa comunicazione (questa non siamo riusciti a trovarla – ndr – ).
Ci tengo a sottolineare un punto molto importante, ossia che non è stato chiuso il nostro contratto ma quello di un nostro fornitore come scritto nella lettera inviata dall’Acquirente Unico.

In molti stanno scrivendo che gli abbiamo cambiato fornitore senza dirgli nulla ma non è vero, anzi ci siamo arrabbiati molto.”

Continua Ballarin rassicurando sulla solidità di WithU… e dicendoci  che hanno perso quasi volentieri il 25% dei clienti.
“Letta male potrebbe sembrare un segnale di crisi di una società a cui hanno chiuso un contratto di dispacciamento ed ha perso i clienti. Non è quello che è successo. La nostra società è una di quelle che stanno meglio in un momento molto difficile per il mercato libero… “

Non problemi ma opportunità.
Secondo Ballarin non ci sono né problemi aziendali né tantomeno problemi per la sponsorizzazione.

“Il giorno della presentazione del team (lunedì prossimo – ndr -) sarà occasione per spiegare una serie di aspetti societari con un aumento di forza del marchio WithU. Stiamo mettendo in piedi servizi assicurativi, telemedicina, etc. La sponsorizzazione è importante ma è una parte minoritaria di tutto l’investimento che stiamo facendo su tutto il progetto WithU. Garantire la sponsorizzazione è l’ultimo dei problemi tanto che l’abbiamo estesa anche ad altri sport quali pallavolo e pallacanestro a Verona.” (WithU sponsorizza anche il Monza Calcio in Serie B – ndr).

Ballarin è sicuro e non ha paura di affrontare il tema.
“Non mi fa paura parlarne. Lavoro in un mercato con concorrenti potenti e quindi colgo tutte le possibilità che ho di spiegare chi siamo, non è un problema. Siamo sempre qui.”

La responsività e la cordialità del top management di WithU sono oltre le aspettative e certamente rassicuranti, ma niente fornisce più certezze del tempo, quindi non resta che aspettare.
La parte più difficile è trovare una chiusura per questo pezzo, sperando che coincida con quella a lieto fine di una storia che sembra fatta di problemi mentre è invece costituita, ci spiegano, da opportunità.
Tutti vogliamo vedere in TV le Yamaha WithU di Dovizioso e Binder, pagando l’elettricità al prezzo più basso possibile.

Ballarin Jarvis Razali
Ballarin Jarvis Razali


BMW Superbike: il miracolo al contrario!

BMW SBK

Ci sono dei segnali inequivocabili che ti fanno capire di essere durante le vacanze natalizie. Le luminarie, il film Una Poltrona per due trasmesso in TV e… BMW che a a dicembre, ha già vinto il successivo Mondiale Superbike.
Sotto questo aspetto, all’americana, diciamo, abbiamo assistito negli anni ad un perfezionamento della tradizione, che ha acquisito sfaccettature caratteristiche che hanno reso la cosa una barzelletta per BMW e per chi si fa portatore di queste invenzioni. E’ andata così:

Inizialmente qualche rivista, forse molto grata della nota generosità tedesca ha iniziato per sudditanza e per raccattare qualche click, ad attribuire ai bavaresi qualche buon risultato nei test, così, per agitare un po’ le acque e per dare qualche merito ad una casa che da anni spende milioni per niente.
Qualcun altro, a rilancio, si è spinto a parlare di record, il tutto senza tempi e senza transponder o in pista da soli. Nonostante le sghignazzate dei fans, dovute al fatto che durante la stagione successiva i risultati non erano proporzionati, si è deciso di andare avanti e perfezionarsi. E partito uno, come in una gara a rilancio, si sono associati anche altri.

Lo step successivo e più recente è ormai l’abitudine da parte di piloti BMW, e addirittura dei team che cercano di convincere sponsor e pubblico di essere i predestinati. Tutto senza mai mostrare fatti concreti. Qualcosa di simile ad un buon tempo verificato e non solo fatto trapelare, o al fatto di girare sulle stesse piste di chi il campionato lo vince, magari usando un transpondere aiutarebbe, ma niente.
Ma questa è la parte comica. C’è un altro lato della medaglia su cui è ormai scolpito un miracolo al contrario.

Il miracolo inverso di BMW che nonostante la moto di serie migliore del lotto, non riesce a vincere niente di importante.
E’ un dato di fatto. la BMW S1000 ha vinto mondiali Stock schiaffeggiando gli avversari, gare e campionati nazionali senza difficoltà, ma al momento di passare dalla serie alla derivata di serie, il buio.

Di fatto BMW fa prodotti eccellenti e se la può giocare con tutti. Badovini, De Rosa, Reiterberger con l’europeo. Tutto perfetto. Ma appena ci mettono le mani i tecnici il sogno sfuma. E questo il miracolo al contrario.
Non spagnoli o Italiani, che sanno migliorare gli aspetti racing di un prodotto di serie, ma i tedeschi, che con BMW negli anni sono riusciti a fare sempre scelte rigorosamente sbagliate bruciando milioni.
Esempi? Scelta di forcellone, piastre, settaggio delle forcelle con la convinzione di saperne evidentemente più di Ohlins e Showa, l’elettronica ostinatamente anomala e troppo vicina a quella automobilistica, hanno trasformato piloti con capacità reali come Torres, Baz e addirittura Sykes, in piloti che hanno in pratica chiuso la carriera o sono finiti nelle retrovie o a piedi.

Ma la capacità dei tedeschi non è solo quella di incasinare le cose da soli quanto quella di scegliersi anche i partner meno capaci possibile, questo per non avere problemi di concorrenza interna. Feel Racing con cui era arrivata qualche vittoria e un titolo stock? Poco gestibili. Althea con cui è arrivato un titolo stock e qualche buon piazzamento? Non ne parliamo… e i due team italiani proprio non ne volevano sapere di suicidarsi a livello di immagine.
Shawn Muir Racing è l’ideale. Una squadra che è riuscita, nonostante sponsor milionari far andar male BMW, poi Aprilia, poi ancora BMW ma che è perfetta per i tedeschi perché sbriga la logistica, non ha pretese che magari hanno quelli che le corse le sanno fare e quindi non mette a nudo le lacune dei tedeschi in ambito racing minandone l’autostima.

Una combo micidiale inversa nonostante investimenti incredibili. I risultati parlano chiaro.Da anni BMW è il miracolo di inverno ma poi fa fatica a vincere una gara. E non si tratta solo di non vincere il titolo ma di non riuscire nemmeno a giocarsela. I tedeschi maestri del prodotto di serie, da anni sembra facciano di tutto per non vincere. A parte l’anno prossimo ovviamente, perché dai giornali e dalle dichiarazioni, il mondiale è cosa fatta.

 



BMW Superbike: the reverse miracle!

BMW SBK

There are some unmistakable signs that make you realize that you are during the Christmas holidays. The lights, the film Trading Places on TV and … BMW which in December already wins the next Superbike World Championship.
In this respect, in the American style, let’s say, over the years we have witnessed a refinement of tradition, which has acquired characteristic facets that have made it a joke for BMW and for those who become the bearers of these inventions. It went like this:

Initially some magazines, perhaps very grateful for the well-known German generosity, began to give the Bavarians some good results in the tests by subjection and to collect a few clicks, thus, to shake things up a bit and to give some credit to a house that gives years he spends millions for nothing.
Someone else, in relaunch, went so far as to talk about records, all without times and without transponders or on the track alone. Despite the guffaws of the fans, due to the fact that during the following season the results were not proportionate, it was decided to go ahead and improve. One started, as in a relaunching competition, others also joined.

The next and most recent step is by now the habit of BMW drivers, and even teams trying to convince sponsors and the public that they are the predestined ones. All without ever showing concrete facts. Something similar to a good time verified and not only leaked, or to the fact of running on the same tracks as those who win the championship, perhaps using a transponder would help, but nothing.
But that’s the comic part. There is another side of the coin on which a reverse miracle is now carved.

The reverse miracle of BMW that despite having the best production bike of the lot, it doesn’t manage to win anything important.
It’s a fact. the BMW S1000 won the Stock World Championships by slapping opponents, races and national championships without difficulty, but at the moment of passing from the series to the series derivative, the darkness.

In fact, BMW makes excellent products and can play with everyone. Badovini, De Rosa, Reiterberger with the European. All perfect. But as soon as the technicians get their hands on it, the dream fades. And this is the reverse miracle.
Not Spaniards or Italians, who know how to improve the racing aspects of a production product, but the Germans, who with BMW over the years have always managed to make rigorously wrong choices, burning millions.
Examples? Choice of swingarm, plates, setting of the forks with the conviction of evidently knowing more than Ohlins and Showa, the stubbornly anomalous electronics too close to the automotive one, have transformed riders with real skills such as Torres, Baz and even Sykes, into riders who they have practically closed their career or ended up in the rear or on foot.

But the ability of the Germans is not only to mess things up by themselves but also to choose the least capable partners possible, this in order not to have internal competition problems. Feel Racing with which some victories and a stock title had come? Unmanageable. Althea with which a stock title and some good placements arrived? Let’s not talk about it … and the two Italian teams just didn’t want to know about committing suicide in terms of image.
Shawn Muir Racing is ideal. A team that has managed, despite millionaire sponsors, to make BMW go wrong, then Aprilia, then BMW again, but which is perfect for the Germans because it takes care of the logistics, has no demands that maybe those who know how to do in racing have bare the shortcomings of the Germans in the racing field, undermining their self-esteem.

A deadly reverse combo despite incredible investments. The results speak for themselves: BMW has been a winter miracle for years but then struggles to win a race. And it’s not just about not winning the title but not even being able to fight for it. For years, the German masters of series production seem to have been doing everything they can not to win. Apart from next year of course, because from the newspapers and from the statements, the world championship is a done deal.

 



Indonesia, Mandalika: a Rea gara1, a Razgatlioglu il mondiale! Il turco interrompe un dominio ed entra nella storia!

Toprak Yamaha

A Rea gara1, a Toprak il mondiale.
Questa la sintesi di gara1 di sabato, rimandata a domenica causa diluvio universale indonesiano, in una pista inadatta per conformazione, idea, messa in opera e personale. Un tema già trattato su cui è inutile tornare, per non infierire su una organizzazione, Dorna, che lavora con livelli di professionalità spesso al di sotto degli standard minimi accettabili, impegnata a cercare di far andare le cose più con la fortuna, che con la pianificazione che una grande organizzazione dovrebbe avere.

I 10 al traguardo sono Rea, Razgatlioglu, Redding, Locatelli, Bassani, VDMark, Bautista, Davies, Mercado e Sykes a chiudere i 10.
Questo vuol dire che il nordirlandese batte il turco ma non è sufficiente a portare a casa un mondiale che lo ha visto trionfare 6 volte di seguito.
Toprak, invece, è il primo turco a vincere nella classe regina dopo il suo mentore Kenan Sofuoglu che ha vinto 5 volte in Supersport.

La gara fila liscia per Rea, che la spunta ed è invece rischiosa per Razgatlioglu che pesca un paio di bonus, sia durante il warmup lap che in gara… ma alla fine riesce in quello che gli interessa di più: chiudere la partita anzitempo. Sul podio finisce anche Redding, di fatto la terza forza del campionato. Una terza forza, però, lontana dalla lotta vera.

C’è qualcos’altro di interessante? Certo, Locatelli e Bassani, che lottano e finiscono appena dopo i super top, cosa che da rookies e quasi rookies, non è male davvero, e Mercado, che con una Honda “minore” fa vedere quello di cui è capace. Annullato il resto, come un francobollo, perché BMW non incide nemmeno questa volta e Honda è comunque lontana da quello che conta.
Chissà se anche l’anno prossimo ci dovremmo sorbire la stampa inserzionata che nel pre campionato glorifica i due brand solo perché comprano i banner.

 

Pagelline

Rea
vince la gara ma non è il suo anno. Non si può pretendere che vada sempre nello stesso modo e nemmeno lui può chiudere sempre da leader.
Però non è una sconfitta da batosta, la sua, perché tiene il punto fino all’utimo giorno.
Voto 10

Razgatlioglu
Entra nella storia sfondando la porta. Quest’anno è davvero il predestinato, di merito, fortuna, capacità, cervello, polso… tutto.
Come un pugile, un fighter, passa alla cassa a riscuotere dopo tutte le volte che ha masticato amaro e mangiato la polvere.
Batte Rea e una Kawasaki che lo avevano illuso e deluso, facendolo andare via.
Voto 10 e lode

Redding
La terza forza del campionato è terza forza anche oggi. E’ un protagonista ma non un top contender. Anche se dà il meglio è lontano dai due che si giocano tutto. E l’anno prossimo, che guiderà una BMW, vedrà le cose da ancora più lontano.
Voto 9

Locatelli
Quanto è forte Locatelli? Una bomba su una moto esplosiva. Non è scontato ma il ragazzo è davvero promettente e la casa dei diapason ha pescato bene.
Voto 8,5

Bassani
E’ il Bassanini della SBK, con una moto diversa e risultati uguali se non decisamente migliori dei suoi avversari. Lui è davvero la rivelazione del mondiale 2021.
Voto 9

VDMark
Il mai confermato VDMark chiude una gara che è come la sua stagione. Piena di promesse non mantenute e di podi visti di rado. Tutto dopo i soliti proclami fatti rimbombare, per la verità, non da BMW ma dalla stampa.
Voto 7

Bautista
Rischia la pellaccia ogni volta e ogni volta raccoglie sempre meno di quello che merita. E? l’anno prossimo, che torna in Ducati, che va valutato.
Voto 7,5

Davies
Chiude una stagione nera che è anche la sua ultima. Nemmeno una soddisfazione al livello di quelle che si aspetta. E gli tocca anche salutare la compagnia perché, diciamolo, mentre il suo fisico negli anni ha pagato un conto salato, il suo cervello funziona ancora bene da fargli prendere la decisione giusta: smettere.
Voto 6,5

Mercado
Tati ha una Honda che è ancora meno Honda delle altre due, fra tutte le difficoltà che ha e con tutte le gare che ha saltato a causa di vicissitudii economiche. Alla fine, Mercado è uno che non solo si merita quello che ha, ma anche qualcosa in più.
Voto 7

Sykes
Il tanto vituperato e sottovalutato Sykes, alla fine, è quello che dà di più a BMW, in termini di esperienza, impegno e maturità. Ma non basta, perché l’obiettivo non è solo quello.
Vediamo come va a finire.
Voto 6,5

 

MotoGP, Valencia: vince Bagnaia davanti a Martin e Miller! Bene Bastianini e… ciao Vale!

Bagnaia Valencia

L’ultimo week end del mondiale MotoGP 2021 altro non è che un gigantesco e meritato saluto a Valentino Rossi ed è la gara a fare da contorno.
Forse tutto è a tratti esagerato negli sconfinamenti mistico-religiosi e strappalacrime ma sicuramente dovuto per quello che è stato un simbolo delle corse in moto dell’ultima era.
A Rossi il merito di aver fatto diventare mainstream uno sport che, senza di lui, non lo sarebbe mai stato, merito che fa passare, almeno per oggi, in secondo piano tutte le alterazioni da ultrà che questa visione ha portato in un mondo che certe cose non se le aspettava, soprattutto da parte di chi questo fenomeno lo ha sfruttato.

A Valencia va in scena una gara che vede Ducati dominare senza se e senza ma, con un Bagnaia ed un Martin impeccabili ed un Miller che dimostra di meritare comunque la moto rossa. A questi vanno aggiunti uno Zarco competitivo ed un Bastianini tanto forte e meritevole quanto ignorato dai media, forse per il suo non essere della crew. Da menzionare, poco altro, se non le Suzuki tornate in forma e un Quartararo che pensa alle vacanze.
Ah, a proposito, lascia la MotoGP anche Petrucci, uno che non dovrebbe andare via e di cui questa settimana si è parlato poco e niente. Peccato.

Ma è l’addio del 46, la cosa da festeggiare oggi. Nella speranza che, al netto di tutti i talenti che questo sport ci regalerà, si cercherà di puntare un po’ di più sul movimento e non esclusivamente sui singoli, proprio per non dover soffrire così in giornate come queste, a causa di un all in forse un po’ esagerato.

 

Minicronaca
Al via Martin prende subito metri ma con lui c’è Miller poi Mir, Bagnaia, Rins, Quartararo, Binder Aleix Espargaro, e Rossi davanti a Zarco.

Bastano pochi giri per capire che Miller non ha il passo.
Ce l’ha invece Mir che però deve cedere a Bagnaia in rettilineo.
La potenza Ducati non basta però perché Rins fa il giro veloce e passa anche davanti al suo compagno di squadra per andare a cercare le due Ducati in fuga.
A meno 13 Bagnaia passa e rimane in testa dopo diversi tentativi. Alle loro spalle tutto uguale ad eccezione della performance di Zarco, in risalita, e di Bastianini da 19° a 9° davanti a Rossi.
Pochi giri in più sono quelli che servono a Miller per ritrovare grip e crono e passare Mir. Sono tre le Ducati davanti a tutti.
Finisce così: Bagnaia, Martin, Miller, Mir, Quartararo, Zarco, Binder, Bastianini, Aleix Espargaro, Rossi che chiude i 10 e la carriera da 10 e lode!

Pagelline

Bagnaia
Vince, stravince e convince.
Nient’altro da aggiungere. Moto migliore e pilota più in forma oggi le hanno suonate a tutti.
Voto 10

Martin
Qualcosa in più che il miglior rookie. Martin è già un veterano, uno di cui aver letteralmente paura. E’ un top rider spaventoso, forse uno dei più grandi talenti degli ultimi anni.
Voto 10

Miller
Da vero eroe romantico soffre per quasi tutta la gara e poi fa podio.
Il lato old school del motociclismo e del protagonista sofferente a cui manca sempre qualcosa per trionfare. Ci piace anche per questo.
Voto 9

Mir
Da campione del mondo uscente, molto uscente, fa una gara onesta ma cede un podio che avrabbe avuto molto significato. Invece niente.
Voto 7,5

Quartararo
In vacanza dal giorno in cui ha vinto il mondiale, è evidente che gli mancano le motivazioni. La stanchezza è comprensibile ma è atteso per la sua difesa del titolo.
Voto 6,5

Zarco
Fa il suo dovere ma è evidente che il suo campionato è iniziato con altre aspettative. Da capire come andrà a finire…
Voto 6,5

Binder
Un po’ opaco, un po’ anonimo, è comunque la miglior KTM al traguardo, segno che ci mette più di tutti i suoi compagni di marca e che forse è la moto austriaca ad aver avuto uno stop.
Voto 7

Bastianini
Una rimonta da film sportivo strappalacrime. Un personaggio non personaggio inspiegabilmente (si fa per dire) ignorato dai media. Una evento sportivo può avere un vincitore solo ma di certo Enea ha vinto il suo mondiale.
Voto 8,5

Aleix Espargaro
Aprilia è migliorata e lui è il rappresentante della crescita di Noale.
Forse il risultato non rappresenta al 100%, almeno oggi, la situazione della casa italiana, eppure c’è molto di buono.
Voto 7

Rossi
Forse questa è la gara del 2021 in cui si diverte di più.
Leggero e scarico di ogni pressione e responsabilità, girando per godersi la festa, è arrivato un 10° posto che sa, almeno nel cuore, di decimo titolo.
Voto 10 e lode alla carriera