Gara2 a Redding poi Rea e Razgatlioglu. Bene anche Bassani…

Redding Argentina
  • Gara2 è un mondo parallelo rispetto a quanto visto durante il week end.
    C’è un surrogato di spettacolo che vede duellare Rea con Razgatlioglu e Redding ma dopo pochi giri è già chiaro come va a finire.
    La spunta Redding in una pista Ducati piena di Rosse mentre Rea e Razgatlioglu si giocano il loro duello personale disinteressandosi della vittoria.
    Il resto non c’è, né come Ducati, né come Yamaha e Kawasaki. Valgono solo i risultati dei caposquadra. La noia.
  • Minicronaca
    Rea parte aggressivo e la spunta me il duello fra lui e il turco, con inserti di Redding, è aperto e infinito fino a che, addirittura l’uomo Ducati inizia a vincere qualche duello.
    Ed è così tutta la gara. Se non è Razgatlioglu a fuggire, è Redding, con Rea sempre ansimante dietro al leader di turno e spesso anche al terzo posto.
    La gara è questa con Regging addirittura in fuga da metà gara e i due contendenti al mondiale a contendersi anche il secondo gradino del podio.
  • A meno 5 dal termine Redding è inarrivabile mentre Rea ha già passato Razgatlioglu per dargli subito qualche metro.
    Lo spettacolo è over da un pezzo perché la regia non offre niente che non sia i primi 3 che girano… e la gara finisce:
  • Redding, Rea, Razgatlioglu, Bassani, Rinaldi, VDMark, Locatelli, Gerloff, Davies, Bautista che chiude i 10.

    Pagelline

    Redding
    Ci crede e fa bene. E’ la sua gara e in più gli altri due pensano al loro campionato.
    Via libera.
    Voto 10

    Rea
    Tiene duro e rimanda la festa del turco. 30 punti si possono ancora recuperare.
    Voto 9,5

  • Razgatlioglu
    Avrebbe voluto allungare ma, di fatto, si accontenta di tenere il passo.
    Due vittorie su tre sono abbastanza.
    Voto 9

    Bassani

  • La vera rivelazione della gara e del week end. Bassani è un rookie che sembra un veterano.
    Voto 8,5
  • Rinaldi
    Non è una buona gara se davanti c’è anche una Ducati privata.
    Rinaldi prende paga e Bassani  bussa alla sua porta per l’ennesima volta.
    Voto 6,5

    VDMark
    BMW rantola a mezza classifica. Milioni spesi e non c’è nemmeno l’ombra del podio.
    Proprio i tedeschi non ci arrivano.
    Voto 6,5

  • Locatelli
    La sua moto va e lui fa il suo ma potrebbe andare meglio.
    Voto 7,5
  • Gerloff
    Un po’ di giri veloci, un po’ di numeri. Lenta ripresa di Garrett lo sgridato.
    Voto 7,5
  • Davies
    Ormai in disarmo, c’è ancora il ricordo di Baz l’indiavolato.
    Voto 5,5

    Bautista
    Rimane in piedi e lotta con la sua elettronica.
    Conto alla rovescia per risalire sulla Ducati.
    Voto 6

 

Portimao: gara2 a Rea davanti a Redding e Baz! Razgatlioglu perde i pezzi e va knock out!

Rea Portimao

Gara2 restituisce a Rea un po’ di quello che fino ad ora è stato suo: una vittoria a Portimao. Nonostante sia arrivata per un errore di Razgatlioglu dovuto ad un problema tecnico (qualcosa si è staccato in percorrenza di curva dalla moto del turco), la vittoria di Rea è perentoria e sarebbe arrivata comunque. Vanno bene le Ducati, inclusa quella di Loris, mano pesante, Baz (stende Bautista durante un duello), vanno bene le Yamaha, con Locatelli e Gerloff vivaci ed efficaci. Non c’è molto altro, perché Bautista è ok ma lo mettono ko, e le BMW tornano all’anonimato di sempre, dopo la vittoria bagnata in Superpole Race da parte di Van Der Mark. Il campionato? E’ riaperto. 24 punti di vantaggio per Razgatlioglu non sono niente con 6 gare ancora da correre.

Mini cronaca
Il via di gara2 è tormentato per un malfunzionamento al semaforo.
Partenza annullata, un altro giro di warmup e un giro in meno per la gara.
Al via Redding va al comando ma Rea recupera 8 posizioni in mezzo giro bruciando anche Razgatlioglu e attaccando Redding subito dopo il primo rettilineo.
Alle spalle dei soliti tre, Locatelli, Van Der Mark, Bassani, Rinaldi, Baz,
Bautista, e Haslam a chiudere i 10.

Al giro 3 Redding e Razgatlioglu umiliano Rea in rettilineo ma gli errori ci sono per tutti. Altro passaggio e Rea è nuovamente in testa per poi cedere, regolarmente, alla staccata del rettilineo.
A meno 10 il turco vola nella ghiaia nello stesso punto in cui era volato Rea. Caduta meno rovinosa e resa sospetta da un pezzo che sembra volare via prima del crash…
Meno 6 e Rea è saldamente in vantaggio. Alle sue spalle Redding, poi Baz e Bautista che lottano per il podio e precedono Locatelli Van Der Mark e Gerloff.
Rea vince su Redding, Baz, Locatelli, Gerloff, Van der Mark, Rinaldi, Haslam, Bassani e Laverty a chiudere i 10 davanti a Mercado, ancora miracoloso!

 

Pagelline

Rea
Si riprende Portimao. Non scaccia via il fantasma degli schiaffi presi ma almeno il week end non è tutto nero.
Voto 10

Redding
Capisce che non può e non deve forzare. La tabella premi rinrazia.
Voto 9

Baz
Torna a casa con il terzo podio del week end e ricorda a tutti che lui esiste. Per il Moto America è sprecato. La scorrettezza su Bautista, però, è reale e va oltre il semplice incidente di gara. Nessuna tragedia, ma il francese è colpevole.
Voto 8

Locatelli
Bella gara, ancora una volta. Gli errori sono dovuti al fatto che, giustamente, sceglie di provardi.
Voto 8

Gerloff
E’ rinato. Piazza una serie di giri veloci e ha il ritmo di quelli davanti.
Peccato il risveglio tardivo!
Voto 8

Van Der Mark
Parte in pole e viene inghiottito. Poi scompare.
Voto 5

Rinaldi
Ancora dolorante dalla caduta in Superpole Race, fa quello che può.
Non un week end da incorniciare.
Voto 6

Haslam
Parte sempre forte poi cala. Problemi di tenuta fisica?
Voto 6

Bassani
Lui c’è ma non può sempre fare miracoli. Ci saranno altre occasioni.
Voto 6,5

Laverty
Torna da supplente e non va affatto male. In BMW ufficiale i posti sono già assegnati. E’ un peccato.
Voto 7

Catalunya: Gara2 a Rinaldi davanti a Razgatlioglu e Redding! Rea battuto, paura per Sykes!

Rinaldi

La gara due a Barcellona è un successo pieno di Rinaldi che duella, sì, ma poi se ne va e fa capire che può alternare gare totalmente no a giornate da trionfatore.
Razgatlioglu non vorrebbe accontentarsi ma è costretto. Porta a casa un secondo posto che vale la leadership mondiale davanti ad un Rea in completo imbarazzo tecnico. Per lui le gare sono ormai possibili solo se brevi. Altrimenti la sua Kawa crolla e nemmeno lui può farci nulla.
Le altre note positive? Locatelli, Bautista che inizia a far volare la Honda e poco altro. Gerloff prova ad essere quello di inizio stagione ma sembra non essere ancora il momento. Redding è un Rinaldi al contrario. Quando c’è l’italiano, non c’è lui.  Le BMW non esistono e in più c’è paura per Sykes, centrato al via da Mahias e ancora in attesa di far sapere esattamente come sta.

 

Micro cronaca

Via. Ed è subito red flag per vari incidenti, più importante fra tutti quello occorso a Sykes, travolto da Mahias.
Alla ripartenza è subito duello a tre fra Razgatlioglu, Rinaldi e Rea mentre Bautista, quarto, osserva da vicino, poi passato da Locatelli.
Pochi giri e in testa ci va Rinaldi mentre dopo il trio piace Bautista che lotta con Redding e cerca di riprendere Locatelli.
A metà gara Rea inizia a cedere. E’ ormai preda di Locatelli e vede il duo di testa fuggire senza problemi.
A meno 7 Razgatlioglu passa mentre Rea cede a Redding e a Bautista ma Rinaldi replica e torna in testa alla gara.
Finisce così
Rinaldi torna alla vittoria davanti a Razgatlioglu, Redding, Bautista, Locatelli, Rea, Gerloff, Bassani, van der Mark, Nozane.
Doppietta Ducati sul podio e turco in testa al mondiale. Come nota il risveglio di Bautista… poi i soliti!

Pagelline

Rinaldi
Si prende la gara e lo fa di prepotenza. Il duello c’è ma finisce ben prima dell’arrivo. Per lui ci sono gare buie o gare splendenti. Oggi va alla grande.
Voto 10

Razgatlioglu
Torna in testa al campionato e lo fa rischiando perché prova anche a vincere la gara nonostante sappia delle difficoltà di Rea. Sempre affamato.
Voto 9,5

Redding
Sbaglia a contare i giri, così dice… ma porta a casa un podio prezioso.
Oggi non lotta per la vittoria, però fa una bella gara.
Voto 8,5

Bautista
Gara agguerrita, da vero lottatore. La moto funziona un po’ meglio e lui tira fuori un po’ di classe.
Voto 8

Locatelli
Lotta per il podio ma cede all’ultimo giro. Locatelli, però, è sempre presente.
Voto 7,5

Rea
Giornata no, come sembrano essercene sempre di più. La Kawasaki ha evidentemente qualche mancanza cui nemmeno lui riesce a rimediare. Quanta fatica se la gara è lunga. E in più perde anche la leadership di campionato.
Voto 7

Gerloff
Quasi riattivato, non è ancora quello di inizio campionato. Però almeno si inizia a rivedere qualcosa.
Voto 6,5

Bassani
Una top ten, dopo l’acuto di ieri, sembra poca roba. Eppure è molto per un rookie su una moto clienti.
Voto 7

Van der Mark
Un po’ pochino per essere quello che deve risollevare le sorti di BMW. Se sta bene ai tedeschi…
Voto 6

Nozane
Il rookie Yamaha inizia a far vedere qualcosa di interessante.
Era ora.
Voto 6,5

Superbike, Navarra, gara1: fra la noia e le buche vince Redding su Rea e Ratzgaglioglu!

Redding Navarra

Nella pista definita come la più brutta del mondiale (Magny Cours è una combo a parte ma non ha queste buche), va in scena un round Superbike senza la Supersport 300.
La gara è soporifera, a dir poco. Vince Redding e Rea tampona l’emorragia di punti, chiudendo davanti a Ratzgatlioglu.
Il resto non esiste perché o è tutto uguale, o conta poco.
Da salvare la prestazione di Locatelli. Da segnalare la sedazione di Gerloff e Rinaldi, che invece sembravano essere i prospect più promettendi del campionato. L’americano è l’ombra di se stesso dopo il cazziatone seguito all’incidente con Ratzgatlioglu (gli hanno assegnato anche uno psicologo), mentre Redding sembra avere quasi paura del rosso che indossa.
Davvero a Navarra, almeno per quanto riguarda Gara1, non c’è nulla da rilevare.

Minicronaca
Al via Redding passa in testa e resiste 5 curve. Poi sbaglia, lascia passare Rea e rischia anche di stendersi sul cordolo per rimediare.
Bene Locatelli e Razgatlioglu, che precede Lowes, Sykes, Mahias e Davies.
Con Redding ripassato in testa, a meno 14 dal termine, vola out Bautista mentre Rinaldi, a malapena in top ten, è l’ombra di inizio stagione.
Lui e Gerloff sono in calo e l’americano sembra irriconoscibile, quasi castrato elettronicamente.
In gara, succede poco o niente.
L’ultimo giro vede Redding davanti a Rea, Razgatlioglu, Locatelli, Lowes, Sykes, Van der Mark, Bassani, Gerloff e Rinaldi a chiudere i 10.

Pagelline

Redding
Risveglio tardivo. Dà l’addio alla Ducati e va in una BMW con cui questi risultati non li otterrà mai.
Oggi però, vince lui.
Voto 10

Rea
Il secondo posto sa di sconfitta ma solo a metà, dato che il britannico allunga su Razgatlioglu, suo unico avversario per il campionato. Rea ha capito che sulle piste rischiose, devono rischiare gli altri.
Voto 9,5

Razgatlioglu
Non è della partita. Semplice. Però è lì a limitare i danni.
I campionati si vincono (o ci si prova) anche così.
Voto 9

Locatelli
E’ il rookie più in forma. Non si discute.
La moto e la squadra, lo aiutano.
Voto 8,5

Lowes
La seconda Kawasaki è sempre abbastanza lontana dalla prima
E’ un classico. Non vedremo mai Lowes davanti a Rea.
Voto 7,5

Sykes
In partenza anche lui dal team ufficiale… eppure se BMW ottiene qualcosa, è grazie all’ex campione del mondo, che almeno in qualifica fa vedere belle cose. Contenti loro…
Voto 7,5

Van der Mark
Un’altra gara anonima da parte del pilota che è ritenuto il futuro di BMW. Rimaniamo ad aspettare.
Voto 7,5

Bassani
Lotta e sta davanti anche alla Ducati ufficiale di Rinaldi e a quella semiufficiale di Davies. Sorvegliato speciale.
Voto 8

Gerloff
Non per essere complottisti, ma appare castrato dai cazziatoni post incidente con Raztgatlioglu. Dotato di psicologo, appare sedato.
Qualche sospettoso potrebbe pensare anche ad una centralina “smussata”.
Voto 7

Rinaldi
In fase down, con prestazioni in crollo, ecco Rinaldi, che sembra vivere l’ufficialità più come una pressione che come un premio.
Voto 6

 

Alvaro Bautista non ne può più. La disponibilità a fare il tester diventa una richiesta!

Alvaro Bautista

Il primo week end di Aragon non è stato di quelli da ricordare, per Alvaro Bautista e la sua Honda CBR con tante R.
Uno zero in gara uno con problemi al cambio e una caduta, un settimo posto nella superpole race ancora disturbato da gomme sbagliate e problemi elettronici, e un altro undicesimo posto con i soliti problemi in gara2 alle spalle di tre debuttanti, è tutto quello che è riuscito a rimediare lo spagnolo in quella che può considerare una gara di casa.

Otto punti come Folger e come il suo compagno Haslam, che però hanno aspettative decisamente diverse dall’ex motogp, arrivato in HRC per sistemare le cose dopo essersi giocato il mondiale con Rea ed essere stato, per la prima volta dopo anni, l’unico avversario del nord irlandese.
A Bautista era stato raccontato che Honda faceva sul serio, che c’erano soldi, progetti e aspettative, ma le cose sembrano essere molto diverse. Essere veloce nei test e in prova, non è stato sufficiente, perché i problemi sono sempre gli stessi da tempo e gli hanno rovinato l’ennesimo week end.
In più è già passato più di un anno senza vedere la luce.

Ed ecco le voci. Bautista, che diversamente da Haslam è decisamente meno disposto ad accontentarsi, ne avrebbe già abbastanza della faccenda.
La disponibilità già dichiarata di aiutare Marquez in MotoGP sarebbe diventata una richiesta. Lo spagnolo avrebbe chiesto a Honda di mandarlo in moto gp come tester o a fare qualche sostituzione, oppure di liberarlo. Qualsiasi cosa pur di essere comunque alleggerito dal fardello della Superbike che gli sta causando solo figuracce. A Bautista serve tornare alla vittoria, e di fronte alla vittoria, anche quell’ingaggio che Ducati gli aveva negato e che finalmente era riuscito ad ottenere da Honda, passa in secondo piano.
Non male per un pilota frettolosamente definito mercenario dopo aver fatto tremare Rea ed essere stato ad un passo dal titolo.
Per quanto riguarda Honda, è alle porte un’altra stagione nera, e la casa dell’ala dorata, che nel frattempo incassa anche la figuraccia del ritiro del team Moriwaki (temporaneo?), dovrebbe ascoltare i segnali di Bautista più che farsi rassicurare dal pacioso Haslam.
Con gli yes men non si va da nessuna parte.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

Aragon, Gara2: Redding di coraggio e di fortuna, davanti a Rea. Pirelli? Oro nero!

Redding

Ad Aragon per gara2, Redding vince di palle e di fondoschiena, grazie ad una scelta di gomme contraria alle direttive del team (i gesti al traguardo sono eloquenti) e ad una spallata di Gerloff che cambia la giornata di Jonathan Rea.
L’irlandese è tanto predestinato che non cade nemmeno così, e poi va a prendersi un secondo posto che vale una vittoria.
Lo stesso discorso si può fare per Gerloff, unico a mostrare talento e uno dei pochi da promuovere nonostante l’erroraccio che ha cambiato la faccia di gara2. Tolti lui, Rea e il fortunato e palluto Redding, si può salvare ben poco di questa gioranata.

Migliorate le BMW, che insistono ma non “consistono” e svanite le Yamaha (tranne Gerloff), non c’è molto altro.

Ma lo scempio vero è in casa Ducati.
Redding fa gestacci ai tecnici per la seconda volta su due gare e questo vuol dire che non c’è fiducia fra pilota e squadra.
Il brutto è che ha ragione. Perché Rinaldi viene fatto uscire con le rain e fatto rientrare dopo un giro, e Davies prima di fare lo stesso riesce anche ad andare per terra.
Se si dice che a Bologna possono vincere solo di fortuna, si è cattivi ma non si va tanto lontano dalla realtà. Impossibile negare gli sprazzi di dilettantismo.

Forse a pensarci bene un vincitore totale c’è: si chiama Pirelli.
Le gomme son buone tutte, persino le ignorate intermedie. E nessuno in pista si può dire sminuito se non in casi di scelta scellerata.
Un gommista così è oro nero e va portato in trionfo.

Minicronaca della gara
Partono in gara2 e ci sono ancora una vota rider che montano gomme che segnalano già di voler cambiare. Follia.
Davies subito out con una rain… inspiegabile la scelta.
Con poco meno 16 giri da fare Gerloff fa un errore che lo manda in terra e punisce anche Rea che rimane in piedi ma perde la leadership.
A meno 13 VDMark è in testa seguito da Redding e Razgatlioglu, poi Lowes, Rea, Sykes e Bautista…
E a meno 10 le cose si mettono ancora meglio per Redding perché dopo aver preso la testa della corsa, inizia a mettere anche metri.
Nel marasma Rea con gomma intermedia  è meglio di tutti, per lo meno di quelli alla sua portata, e la sua gara ha spazio anche per del cinema di traiettorie e ragazzate.
Le BMW rimangono nella media con il solo Sykes a sognare un podio che però non vedranno. Honda conclude il week end lasciando Bautista, a mezzo giro dalla fine, senza benzina e senza top ten. Anche questo simboleggia la debacle della casa dell’ala.
Redding, Rea, Lowes, Sykes, VdMark, Razgatlioglu, Gerloff, Folger, Locatelli, Mahias.

Pagelline

Redding
Coraggio, sfacciataggine e fortuna. Ci mette tutto lui e giustamente ne è orgoglioso. Giusto lo sfogo, ma col team due chiacchiere ce le deve fare.
Voto 10

Rea
Il fatto che è il predestinato si vede quando non va per terra nemmeno dopo l’entrata di Gerloff. Lui fa tutto il rimanente.
Del resto, lui c’è sempre, mentre la fortuna degli altri, quasi mai.
Voto 9,5

Lowes
La verità è che non arriverebbe davanti a Rea nemmeno se Rea non corresse. Eppure è forte. Sembra quasi sia al mondo per far comprendere a tutti il valore di Rea.
Voto 8,5

Sykes
BMW gli deve accendere un cero gigante. Oppure un wurstel, a scelta. E’ un vero peccato vederlo soffrire su una moto non alla sua altezza.
Voto 8

VdMark
E’ un altro talento che però non ha la sensibilità che servirebbe per capire che certe cose, alla moto che ha, ancora non le può chiedere.
Voto 7,5

Razgatlioglu
Per molti è l’anti Rea. Eppure sembra l’ombra della furia che è stato nelle uscite della scorsa stagione. Deve scuotersi.
Voto 6

Gerloff
Per la gara meriterebbe un 8,5, ma va stornata la vaccata costosissima combinata al via. Rea, che è intelligente e ne riconosce il talento, lo perdona. Lui capisce, e chiede scusa.
Voto 6,5

Folger
Risultato rimediato dalla confusione finale. Ma non c’è molto di più, per ora.
Voto 5

Locatelli
Un’altra top ten. Applausi per lui. Applausi morbidi, perché è ancora in prova…
Voto 7,5

Mahias
E’ un mestierante e tira fuori il meglio da una situazione che gli è nuova. Ci sono buone possibilità che possa far vedere qualcosa di buono.
Voto 7

Brembo sale anche sulla Kawasaki Superbike

A molti potrà non dire granché ma JJuan, per i più attenti, compare sulle tute e sulle moto delle Kawasaki di Rea e Lowes, nel mondiale Superbike.

(Teleborsa) – Brembo ha siglato un accordo per l’acquisizione del Gruppo J.Juan, azienda spagnola fondata nel 1965 ed attiva nello sviluppo e nella produzione di sistemi frenanti per motociclette. L’azienda ha sede a Gavà (Barcellona) e opera con tre stabilimenti in Spagna e uno in Cina che producono in particolare tubi freno, componente strategico per la sicurezza dell’impianto frenante e che integrerà l’attuale gamma di prodotti Brembo per le due ruote.

Il corrispettivo della transazione è attualmente stimato a 70 milioni di euro, che sarà pagato utilizzando la liquidità disponibile ed è soggetto agli usuali meccanismi di aggiustamento previsti per operazioni simili. Il valore della transazione (enterprise value) è pari a 73 milioni di Euro.

Con l’operazione, Brembo prosegue il proprio percorso per diventare un autorevole Solution provider. L’acquisizione di J.Juan permetterà infatti al Gruppo di completare l’offerta di soluzioni per l’impianto frenante della moto e di ampliare la propria famiglia di brand per un settore in espansione.

“Questa operazione è in linea con la nostra strategia globale e segue la recente acquisizione di SBS Friction in Danimarca. Continuiamo a
investire con l’obiettivo di consolidare il core business della moto. L’ingresso di J.Juan è per noi una grande opportunità, perché rafforza il nostro posizionamento di azienda sempre più orientata a proporre ai clienti soluzioni complete, integrate e di qualità”, spiega il Presidente Alberto Bombassei.

L’acquisizione è soggetta all’approvazione delle autorità antitrust, al seguito della quale avverrà il perfezionamento dell’operazione, atteso nella seconda metà del 2021.

La fonte qui