Argentina GP 2022: Espargaro bussa col pisello: analisi e pagelline!

Come è andata la gara in Argentina? La gara, bene, ma prima c’è stata un’ennesima figuraccia di Dorna. Potete leggere due articoli interessanti e guardare una live in cui viene spiegato come hanno fatto passare come una grande operazione di recupero, una grossa mancanza di pianificazione.
La storia delle peripezie logistiche che hanno fatto partire il week end in ritardo, la trovate qui sotto, unitamente all’analisi e alle pagelle della gara.

 



A golden parking for Davide Brivio!

You saw him win and you saw him leave.
A world championship that no one would have expected Suzuki to win in a year in which many were distracted by more important things like the pandemic. It is the MotoGP World Championship which, among all, was considered the work of the technician rather than the rider.
Brivio, and we do not know if he did it on purpose, made the most effective move to be remembered and regretted: to go quickly to the higher category which, as far as MotoGP is concerned, is called F1.
Suzuki hasn’t won anymore (and he wouldn’t have won anyway) and Brivio is in everyone’s hearts. Perhaps even rightly, because his abilities are undeniable.
In F1, however, he was not allowed to do anything and his role crumbled in a Renault where Otmar Szaufner now commands, taking no prisoners since the first minute.
De Meo had fallen in love with Brivio perhaps when they were in Yamaha for the collaboration with Abarth and had seen something in him, but he was unable to find a place for him and, above all, he did not give him the time.
In Alpine, a lot of figures that were considered immovable were moved when it went well and sacked when it went badly.

Defenestrated Prost and Budkowski, moved Brivio, which perhaps if he had been fired would have been better.

Now it will go on to take care of Junior Programs and other sports activities such as Endurance and the A110 Cup.
Tell me if this is not a parking-punishment or a ounishing parking which, among other things, still keeps him contractually bound with “alternative” costs that would not make a return to MotoGP profitable for those who hire him.
But the question is: apart from the riders’ regrets, rumors, rumors, does Suzuki management really want him back?
It does not appear that he ever said so and therefore, unless Brivio is waiting for Jarvis to retire in Yamaha, what are we talking about?



 

Il parcheggio dorato di Davide Brivio

Lo avete visto vincere e lo avete visto partire.
Un mondiale che nessuno si sarebbe aspettato che Suzuki vincesse in un anno in cui molti erano distratti da cose forse più importanti come la pandemia. E’ il mondiale di MotoGP che fra tutti è stato ritenuto opera del tecnico piuttosto che del pilota.
Brivio, e non sappiamo se lo abbia fatto apposta, ha fatto la mossa più efficace per essere ricordato e rimpianto: andarsene al volo alla categoria superiore che, per quanto riguarda la MotoGP, si chiama F1.
Suzuki non ha più vinto (e non avrebbe rivinto comunque) e Brivio è nei cuori di tutti. Forse anche giustamente, perché le sua capacità sono innegabili.
In F1, però, non gli è stato fatto fare niente e il suo ruolo si è sgretolato in una Renault ove adesso comanda Otmar Szaufner, che non ha fatto prigionieri dal primo minuto.
De Meo si era innamorato di Brivio forse quando erano in Yamaha per la collaborazione con Abarth e ci aveva visto qualcosa, ma non è riuscito a trovargli una collocazione e, soprattutto, non gli ha dato il tempo.
In Alpine sono stati spostati, quando è andata bene e segati, quando è andata male, un sacco di personaggi ritenuti inamovibili.

Defenestrati Prost e Budkowski, spostato Brivio, che forse se fosse stato silurato sarebbe stato meglio.

Adesso andrà ad occuparsi di Programmi Junior e altre attività sportive come l’Endurance e la A110 Cup.
Ditemi voi se questa non è una punizione-parcheggio o un parcheggio-punizione che fra l’altro lo tiene contrattualmente ancora vincolato con costi “alternativi” che non renderebbero profittevole un ritorno in MotoGP a carico di chi lo assume.
Ma la domanda è: a parte i rimpianti dei piloti, le voci, i rumors, veramente la dirigenza Suzuki lo rivuole?
Non risulta lo abbia mai detto e quindi, a meno che Brivio non aspetti la pensione di Jarvis in Yamaha, di che parliamo?


L’abbassatore: lo strumento usato per combattere Ducati!

Premesso che holeshot e abbassatore dinamico non sono la stessa cosa, nessuno vuole sminuire uno strumento che ormai hanno in molti ma che Ducati ha evoluto in maniera molto vicina ai limiti del regolamento. Il tema è un altro. Holeshot e abbassatore dinamico sono solo strumenti di un contenzioso molto più ampio. E’ un modo per discutere Ducati perché sta creando altri “problemi” politici.

Questa storia dell’holeshot/abbassatore dinamico, ci sta sfuggendo di mano.
E non spiegherò tecnicismi già trattati perché non è questo il vero pomo della discordia.
Ok la stampa ci marcia perché non sembra vero che ci sia una novità tecnica di cui parlare, ma credetemi, non è rilevante.
E soprattutto non è la causa della guerra fra Ducati e le altre case, perché invece è solo lo strumento.

Diciamoci la verità, il motomondiale è un circus, nel senso che è proprio uno spettacolo itinerante che per sopravvivere deve cambiare equilibri e soddisfare requisiti politici e di mercato. Altrimenti non si correrebbe in posti assurdi come Rio Hondo e Mandalika. Non ci prendiamo in giro.
Il motomondiale fa questo per sopravvivere. Ok i protagonisti, anche prolungati come Rossi e Marquez, che però sono anomalie personali, ok gli antagonisti di successo come Lorenzo, ok gli underdog, ossia gli inaspettati come Mir in un’annata al 100% atipica, ma questo non è l’andamento normale. Non vi devo svegliare io in merito al fatto che molto spesso, guarda caso, le gare locali hanno come protagonisti i beniamini locali, oppure gli stessi title sponsor vedano vincere i loro piloti nei GP intitolati. Davvero è perché il tal pilota ha girato di più in quella pista oppure lo sponsor è venuto personalmente a incoraggiare il suo team nel GP ad esso intitolato?
Ma allora è tutto falso? Assolutamente no, ma ci sono delle esigenze da rispettare.
Ma allora le gare sono truccate? Assolutamente no. Ma spesso, e non è la prima volta, vengono create determinate condizioni. E questo succede tramite lo sviluppo degli pneumatici o alcune concessioni regolamentari.
E quando la creazione di determinate condizioni è troppo marcata, qualcuno si ribella. Ma anche questo fa parte del gioco. Perché tutti sanno che sono ribellioni rumorose ma che non vanno oltre il rendere pubblica una insoddisfazione che fa sembrare tutto più vero.
Ogni casa è lì per ottenere quello per cui ha pagato e lo sa.
E lo sa anche Dorna. I regali inaspettati e immeritati si contano sulla punta delle dita.

L’holeshot e l’abbassatore dinamico sono “fregni” che fanno andare più forte in un campionato in cui si va già troppo forte. Quindi non sono strettamente necessari.
Se andare veramente più forte come velocità di punta servisse a vincere, Ducati avrebbe vinto gli ultimi cinque campionati del mondo. E invece è andata diversamente perché è mancato qualcosa dal punto di vista umano. Non si vince senza moto ma non si vince senza pilota.

Però per Ducati è il momento di incassare e quindi la si lascia lavorare sui suoi punti forti. Due dei quali sono potenza e velocità di punta.
Ma non sono i soli. Ducati ha sempre avuto come punto di forza quello di allargarsi in griglia.
E quest’anno ha ripetuto il record delle otto moto.
Davvero pensate che siano l’holeshot e l’abbassatore a fare fastidio e non le otto moto in griglia?
Davvero qualcuno pensa che a dar fastidio di Ducati sia l’abbassatore e non il fatto che l’anno prossimo avrà otto moto in griglia e un’intera griglia di moto elettriche?
La verità è che privilegi simili li ha avuti anche KTM, che si è allargata con trofei, classi minori, vivai spaventosi, tre marchi diversi per finta, un dominio nelle classi junior e concessioni tecniche, il tutto ben innaffiato da Red Bull, che tramite sponsorizzazione controlla KTM e ha le mani su metà griglia piloti oltre che su metà della stampa europea. Tali privilegi però KTM non è riuscita a sfruttarli. Ha ottenuto meno di Ducati, spendendo però più del doppio. Ed è questo che brucia.
E Aprilia non ha avuto concessioni quando per anni è stata considerata un povero team privato nonostante fosse, di fatto, presente in forma ufficiale?
La verità è che dell’abbassatore in se non interessa a nessuno. E forse non lo ha nemmeno inventato Ducati, dato che Aprilia lo aveva già testato con Baiocco nel 2017 (chiedere a Piaggio) per poi mollare.
Avete letto bene. Matteo Baiocco.
E davvero pensate, senza nulla togliere a Ducati, che Honda e Yamaha non potrebbero sviluppare un loro abbassatore nel tempo libero, se veramente fosse la killer application per vincere le gare? E che Suzuki, che ha vinto un mondiale di fresco, si metta a protestare seriamente quando è già a posto per qualche anno?
Salvo assurdità esotiche di tipo personalistico (vedi ritorno di Marquez o passi falsi di Bagnaia &Co), Ducati è destinata a vincere il mondiale piloti. E’ da troppo tempo che aspetta, ci è andata vicino troppe volte e il fatto che non vi sia riuscita è solo un anomalia. Per cui l’abbassatore non c’entra.
Sono altre le cose che fanno incazzare e su cui si discute,
Però se volete parliamo di un “aggeggio” che abbassava la moto di dietro in partenza, e adesso anche davanti in qualunque momento, come se fosse quello da cui tutto dipende anche se, vedrete, in caso di vittoria Ducati, sarà la scusa per chi non accetta di perdere.



 

Dynamic lowering: the tool used to fight Ducati

Given that holeshot and dynamic lowering are not the same thing, nobody wants to belittle a tool that many now have but that Ducati has evolved very close to the limits of the regulation. The theme is another. Holeshot or dynamic lowering are just tools of a much larger litigation. It is a way to discuss Ducati because it is creating other political “problems”.

This holeshot/dynamic lowering thing is getting out of hand.
And I will not explain the technicalities already covered because this is not the real bone of contention.
Ok the press marches on us because it doesn’t seem true that there is a technical innovation to talk about, but believe me, it is not relevant.
And above all it is not the cause of the war between Ducati and the other manufacturers, because instead it is only the weapon.

Let’s face it, the world championship is a circus, in the sense that it is a traveling show that must change balance and satisfy political and market requirements in order to survive. Otherwise we wouldn’t be racing in absurd places like Rio Hondo and Mandalika. Let’s not fool ourselves.
The world championship does this to survive. Ok the protagonists, even prolonged ones like Rossi and Marquez, which however are personal anomalies, ok the successful antagonists like Lorenzo, ok the underdogs, unexpected ones like Mir in a 100% atypical season, but this is not the normal trend.
I don’t have to wake you up to the fact that very often, coincidentally, local riders win their homeraces, or the title sponsors themselves see their riders win in the titled GPs. Is it really because that rider has lapped more on that track or did the sponsor come personally to encourage his team in the GP named after him?
But is it all fixed then? Absolutely not, but there are needs to be respected.
So are the races rigged? Absolutely not. But often, and it is not the first time, certain conditions are created. And this happens through tire development or some regulatory concessions.
And when the creation of certain conditions is too strong, someone rebels. But that’s also part of the game. Because everyone knows that they are noisy rebellions but that they do not go beyond making public a dissatisfaction that makes everything seem more real.
Every factory is there for what it paid for and knows it.
And Dorna knows it too. Unexpected and undeserved gifts can be counted on the fingertips.

The holeshot/dynamic lowering is a “thing” that makes you go faster in a championship where you are already too fast. So it’s not strictly necessary.
If really going faster in top speed was “the factor”, Ducati would have won the last five world championships. But it went differently because something was missing from the human side.
You can’t win without a bike but you can’t win without a rider.

But it’s time for Ducati to cash in and so they let it work on its strong points. Two of which are power and top speed.
But they are not the only ones. Ducati has always had the strong point of expanding itself on the grid.
And this year he repeated the record of eight bikes.
Do you really think that it is the holeshot/dynamic lowering that is annoying and not the eight bikes on the grid?
Does anyone really think that it is the holeshot/dynamic lowering that bothers  and not the fact that next year Ducati will have eight bikes on the grid and an entire grid of electric bikes?
The truth is that KTM has also had similar privileges, which has expanded with trophies, minor classes, scary bunches of young talents, three different brands, a domination in the junior classes and technical concessions, all well watered by Red Bull, which through sponsorship controls KTM and has its hands on half the riders grid as well as half of the European press. However, KTM has not been able to exploit these privileges. He got less than Ducati, but spent more than double. And that’s what burns.
And can’t we say that Aprilia had no concessions when for years it was considered a poor private team despite being, in fact, present in an factory form?
The truth is that nobody really cares about the holeshot/dynamic lowering issue itself. And maybe Ducati didn’t even invent it, given that Aprilia had already tested it with Baiocco in 2017 (ask Piaggio) and then gave up. You read that right. Matteo Baiocco.
And do you really think, without taking anything away from Ducati, that Honda and Yamaha could not develop their own lowering device in their free time, if it was really the killer application to win races? And that Suzuki, who has recently won a world championship, will seriously protest when it is already ok for a few years?
Except for exotic personalistic absurdities (see Marquez’s return or Bagnaia & Co’s missteps), Ducati is destined to win the riders’ championship. It has been waiting for too long, it has come close too many times and the fact that it has not succeeded is just an anomaly. So the holeshot/dynamic lowering teme has nothing to do with it.
There are other things that piss off and cause controversies.
But if you want, let’s talk about a  “tool” that lowered the bike from behind at the start, and now also in front, anytime, as if it was the one on which everything depends even if, you will see, in case of victory, it will be the excuse for those who do not agree to lose.

 

 



MotoGP: Aprilia and Marquez have some Made in Italy in common!

SC

At first glance, they are very normal test photos showing the bike in a non-definitive configuration.
In reality there is an absolutely innovative technical element to start taking into consideration.
In the 2022 season, the SC-Project exhaust for the Aprilia RS-GP22 of Espargaró and Vinales will have Italian technology of the highest level. This is a new valve that chokes the exhaust gases and is managed by the motorcycle’s electronics. These valves are already used in MotoGP but that of SC-Project is done differently.
This valve, made entirely from solid titanium, helps – with the engine brake – to give the rider a particular feeling when entering and mid-corner.
On opening, however, the valve opens completely to give the maximum passage of the exhaust gases.

The collaboration between SC-Project and Aprilia, in fact, should come from over a year of studies through the development of the exhaust for the RS 250 SP, for the RS 660 Trofeo and for the RSV4 of the Nuova M2 racing Team that competes at the CIV, to arrive , in 2021, to the development of the exhaust for the RS-GP 2022.

At first glance we notice that this configuration is slightly different (for obvious technical reasons), from the valve that appeared on Stefan Bradl’s bike, a component marked SC-Project very similar to that of the RS-GP. Will this valve also appear on the exhaust of the Honda of Marc Marquez and Pol Espargarò? Probably yes, we will see it in a few days.
Here is the made in Italy that unites two teams and four completely different riders.
You can see it in the enlarged detail on the bike used today by Lorenzo Savadori, in the tests!



MotoGP: Le Aprilia e la Honda di Marquez hanno un particolare Made in Italy in comune!

SC

A prima vista sono normalissime foto di test in cui si vede la moto in configurazione non definitiva.
In realtà c’è un elemento tecnico assolutamente innovativo da iniziare a prendere in considerazione.
Nella stagione 2022 lo scarico SC-Project per le Aprilia RS-GP22 di Espargaró e Vinales avrà una tecnologia italiana di altissimo livello. Si tratta di una nuova valvola che parzializza i gas di scarico ed è gestita dall’elettronica della moto. Già le valvole sono utilizzate in MotoGP ma quella di SC-Project è fatta diversamente.
Questa valvola, realizzata in titanio totalmente dal pieno, aiuta – con il freno motore – a dare feeling al pilota in entrata e centro curva.
All’apertura, invece, la valvola si apre totalmente per dare il massimo passaggio dei gas di scarico.

La collaborazione fra SC-Project e Aprilia, infatti, deriverebbe da oltre un anno di studi attraverso lo sviluppo dello scarico per la RS 250 SP, per le RS 660 Trofeo e per le RSV4 del Team Nuova M2 racing che gareggiano al CIV, per arrivare, nel 2021, allo sviluppo dello scarico per le RS-GP 2022.

A prima vista notiamo che questa configurazione è leggermente diversa (per ovvi motivi tecnici), dalla valvola apparsa sulla moto di Stefan Bradl, componente marchiato SC-Project molto simile a quello delle RS-GP. Questa valvola comparirà anche sullo scarico della Honda di Marc Marquez e Pol Espargarò? Probabilmente si, lo vedremo tra pochi giorni
Ecco il made in Italy che accomuna due team e quattro piloti completamente diversi fra loro.
Lo vedete nel dettaglio ingrandito sulla moto utilizzata oggi da Lorenzo Savadori, nei test!


Guarda il video o ascolta il podcast!



Che fine fanno le vecchie MotoGP VERAMENTE? Ma veramente eh!

Fattoide

Ogni tanto parlando con qualche lettore o qualche collega, salta fuori un qualche luogo comune, che è vero in parte ma non al 100% oppure, come in questo caso, più che un dato di fatto, è un fattoide.

fattoide

Che fine fanno davvero le MotoGP degli anni passati?

Ci sono delle differenze, dirà qualcuno, che sa, nel senso che mentre le moto giapponesi a fine vita vengono pressate ed hanno un ciclo vita più breve, nel caso di Ducati c’è proprio un sistema di noleggio a vari livelli di andata e ritorno che rimette il materiale in circolo e ci sono vari step evolutivi circolanti. Insomma le moto durano un po’ e poi… e poi…
In realtà, se avete sentito anche voi la storia delle moto giapponesi che vengono pressate, sappiate che è una leggenda metropolitana.
E’ stato fatto pubblicamente in un paio di occasioni proprio per stoppare certi commerci e dire: se la trovate in giro sappiate che è farlocca perché noi le pressiamo. Vedete che la pressiamo? Ne schiacciamo un paio in un paio di occasioni.
Ovviamente voi sapete come fa le indagini la nostra stampa e avendo visto che ne pressavano una, hanno pensato che avvenga sempre così, e ai giapponesi fa piacere crederlo. E alla stampa fa piacere compiacere.
Ma sappiate, che non è così. Le moto jap vengono fatte sparire. Nel senso che hanno un ciclo di vita più breve e poi finiscono in luoghi certificati come alcuni musei ufficiali delle case, alcuni stabilimenti importanti come quello Honda di Atessa e cose simili. Quindi capite da voi che se ce ne sono alcune in alcuni luoghi, è ovvio che non vengono pressate. Al massimo vengono ritirate. Ma quindi se trovate una moto gp giapponese in vendita, allora forse è vera? No al 99.9%.

Se lo notate, le moto giapponesi anche ufficiali ci sono, ma quelle che ci sono, risalgono al massimo a metà degli anni 80. Poi c’è stato uno stop. Perché ovviamente c’era un commercio esagerato come con le reliquie dei santi e i collezionisti sono spesso vittime dei cazzari. Gli impicci che abbiamo fatto noi in Italia e in nord Europa con le motogp e non solo, taroccate, specialmente alcune parti speciali, rimangono negli “anali” del collezionismo.
Insomma, nessuno pressa milioni di euro, tranquilli però nemmeno le potete trovare in giro, queste moto. E’ solo che non fanno vedere a voi dove le mettono. Giustamente.

Ascoltate il podcast o guardate il video!

 



Quanto costano le MotoGP? Chi le paga? Cos’è compreso nel prezzo?

MotoGP Bikes

Tutti parlano di budget, soldi per fare la MotoGP e delle differenze di “costo” fra le varie moto.
Ma come funziona il meccanismo, in MotoGP? Quanto costano le moto?
Come si comprano, si noleggiano e soprattutto chi le paga a chi?
Funziona così.
Le moto ovviamente le costruiscono le case e le schierano in pista nel team factory per poi concederle ai team clienti.

Ho usato il termine concedere e non è un termine a caso. Le moto non si vendono.
Ma i team come le pagano?
In realtà i team non le pagano, anzi vengono “forniti” da un paparino, uno sugar daddy che versa un contributo dedicato per loro conto.
Tutti i team che schierano le moto in pista, ricevono un contributo da Dorna, e nel caso dei team clienti accade senza vedere i soldi. Questo perché il contratto, anche se ci sono le garanzie dei team con vari livelli di accesso al materiale più o meno aggiornato, è fra Dorna e le case. E’ Dorna che garantisce in modo che le case ricevano il denaro e per far sì che questo succeda, i team i soldi li vedono solo passare in base al contratto di fornitura.

Il contributo, sia per i team clienti che per i team privati, è di cinque milioni di euro, per due moto per cui le moto sono quasi sempre tutte pagate e a volte, addirittura, avanza qualcosina.

Una casa, facciamo un esempio, Yamaha, che schieri un team clienti, riceve poi altri tre milioni di euro.
Quindi la somma che Yamaha, ma anche KTM riceve è di cinque milioni al team factory, cinque milioni al team clienti e altri tre milioni alla casa che schiera un team clienti.
Ma quindi Ducati, che schiera quattro team percepisce trentadue milioni?
No. Ogni team Ducati percepisce cinque milioni di euro più tre milioni per un team privato. Questo contributo viene pagato solo una volta al di là del numero di team privati schierati.

Ma le moto quanto valgono, in realtà, o meglio che prezzo hanno?
Dipende. Le case nel pacchetto moto comprendono anche anche dei servizi quali il tecnico di pista e l’elettronico ed altri tecnici il cui valore è comunque elevato, dato che parliamo di tante gare più tanti test e i giorni uomo di questi ingegneri non sono a basso costo. Questi pacchetti ci sono in versione standard, ridotta o estesa. Il contro buto di Dorna prevede quindi, oltre alla moto, un certo numero di ricambi e personale tecnico.

Quindi, da un lato chi corre con Ducati ha costi leggermente più alti mentre dall’altro, nel caso delle moto giapponesi, potrebbe avanzargli qualcosa. Potrebbe, perché le case cercano di arrivare a tariffare servizi fino a chiudere il budget, questo per sfruttare al meglio il contributo erogato. Spesso di va ben oltre.

Si può fare la cresta?
Questo è un altro discorso. Qui c’è una leggenda che dice che Razali l’anno scorso pensava che le moto costassero 8 milioni e che quindi ha dovuto stanziare più denaro, cosa che poi ha generato un certo scazzo son l’altra figura manageriale del suo team quando ha scoperto che invece il prezzo era di poco più della metà. Ma questa è un’altra storia…

 

 



Sondaggio: dove vorreste Quartararo?

Quartararo

Fabio Quartararo, così dicono le voci, è tentato di lasciare Yamaha.
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