Valentino Rossi e Petronas: niente happy days, ma è a rischio anche l’happy ending!

Happy ending

Abbiamo visto tutti che gli happy days fra VR46 e Petronas, non ci sono stati. E’ iniziata che erano tutti amici e alla fine sono a rischio anche i rapporti con Morbidelli, legato giustamente più al suo “capo” che ad una squadra che, dopo un secondo posto nel mondiale, non lo ha di certo gratificato (per colpa del suo capo, comunque).
Ma la storia è così tesa che oltre ad essere venuti meno gli happy days, è a rischio anche l’happy ending, soprattutto anche in virtù delle recenti frasi del boss di Petronas, Razlan  Razali .

1) “E’ stato interessante e costruttivo avere a che fare con Valentino ma è stata stata un’eccezione perché di solito ingaggiamo giovani talenti.”
2) “Il contratto con Rossi scade a novembre quando finisce la stagione.”
3) “Non abbiamo detto né che rinnoviamo, né che lo rilasciamo.”

Queste tre frasi significano, detta all’orientale, che

1) Rossi è stato imposto o per lo meno scelto in base a criteri non puramente sportivi.
Questa spiegazione è supportata anche da altre recenti dichiarazioni che parlavano, da parte di Petronas, di “soddisfazioni comunque commerciali”.
Un messaggio che va letto, se si conoscono gli orientali con “non ha funzionato niente ma non ci abbiamo rimesso” (diciamo che è un messaggio più in direzione azionisti).

2) Ci sono obblighi contrattuali che vincolano il pilota a chiudere la stagione.
Che non gli venga in mente di chiudere prima.

3) Petronas non ha ancora detto che lo rilascia perché solitamente è Petronas che non rinnova, non il contrario.
Quando Petronas deciderà di comunicare che non rinnova con Rossi, si sapra da Petronas.
Un po’ come quando è stato stipulato il contratto. Ha deciso Petronas come e quando sancirlo ufficialmente.

Queste cose qui, chi conosce gli orientali (ancora più complesso interagire con orientali musulmani), sa che sono fondamentali.
Innanzitutto non è finita bene, ma questo lo avete già letto su questo sito ad aprile e a maggio.

Secondariamente, diversamente da quello che vuol far credere la stampa amica (di Rossi, si intende), non è quest’ultimo che decide.
In realtà nessuno potrebbe costringere a correre un pilota che non vuole farlo, ma se questo pilota ha fretta o vuole imporre certe clausole, potrebbe non finire come dice lui.

Insomma, bisogna chiudere in amicizia, oppure, dopo gli happy days rischia di sfumare anche l’happy ending.
E sappiamo più o meno tutti quanto in certe cose il finale felice, sia importante.

 

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Pedro Acosta in VR46? Il fantamercato inventato è il paradiso del click!

Pedro Acosta

Ormai quello che tira, più dello sport dove si può inventare poco perché i risultati alla fine sono quelli che sono, è il mercato.
E il nuovo rais della situazione, per via del fatto che i risultati in pista non ci sono più ed è vicino un suo cambio di ruolo, è Valentino Rossi, da qualche mese raffigurato  come un dittatore di uno stato ex sovietico, ossia come un uomo che combatte con gli orsi ed è impegnato in ogni tipo di imprese titaniche contro immaginari giganti di ogni tipo.

Dopo una partnership con Aramco, che possiamo ormai tranquillamente dichiarata come inventata dato che il nome del colosso petrolchimico è scomparso dopo un solo giorno dalla sua menzione. arriverebbe questa ipotetica “prenotazione” del talento più cristallino degli ultimi anni: Pedro Acosta, il quale verrebbe avvicinato  al team VR46a dispetto di una penale stratosferica, appositamente menzionata per ingigantire l’imminente impresa.

Tutto affascinante ma forse è il caso di tornare alla realtà.
Veramente qualcuno che non sia in malafede o in una situazione di assoluto bisogno di attenzione editoriale può pensare che Rossi, che non ha mai pagato per un pilota in vita sua, incluso suo fratello, a causa del quale ha chiuso il team Moto3, possa spendere dei soldi, così tanti soldi, per un rider comunque destinato già agli scenari più fulgidi?
Davvero è pensabile che un’organizzazione fatta per capitalizzare da suoi investimenti (Bagnaia, Morbidelli, etc) possa investire una cifra che insieme non ha mai visto per un qualcosa che non sia un prodotto diretto del suo vivaio?
Davvero si può credere che VR46  che i soldi dai suoi LI PRENDE, possa spendere mezzo milione che NON HA (le tasche di VR sono una cosa e le casse delle sue aziende sono un’altra e al momento non ci sono nemmeno i soldi per il team in GP) per prendere Acosta?
E poi? Acosta, cresciuto in Spagna andrebbe ad allenarsi alla Academy, facendo il percorso inverso rispetto a quello che fanno la maggior parte degli italiani? O magari non ci va e quindi che senso avrebbe il suo arruolamento?
Veramente Acosta, che ha un contratto con il team AJO che è una delle migliori forze della Moto2, diretta emanazione di KTM, andrebbe in un team esterno?

Ma la cosa che fa più ridere è quella che riguarda il pagamento della penale.
Secondo i clickinformati a dare una mano dovrebbe essere Ducati.
L’azienda Italiana dovrebbe pagare 500mila euro (la somma che paga come ingaggio a Bagnaia e che pagava a Petrucci l’anno scorso) per svincolare un pilota e farlo andare in una classe in cui non corre, nell’attesa che vada in MotoGP?

La verità è che più che una Academy di piloti, serve una Academy per chi, per sbarcare il lunario, scrive delle cose.
A questo punto raccontateci che Valentino, messo in mezzo come al solito, smessi i suoi panni da pilota, combatte con le tigri come Putin, ed è più credibile.

Montmelo: Oliveira, Zarco e Miller. Quartararo sesto con la patta aperta. Orrore Honda!

Oliveira Win

A Montmelo una gara divertente e dal risultato inatteso, almeno se non si segue con attenzione la MotoGP.
E’ evidente dal venerdì che Quartararo è l’uomo da battere ma non guida la moto da battere. Le moto da battere sono i super mostri Ducati e KTM, che in rettilineo non si limitano a sorpassare, ma pretendono, riuscendoci, anche di sottomettere gli avversari.
E le due europee sono guidate da personaggi capaci… forse imprevedibili ma sicuramente adeguati ai risultati che contano.
Tutto il resto è inconsistente. Le Yamaha, a parte Vinales (ma solo nelle qualifiche) non esistono. Morbidelli annaspa e Rossi è indecente prima di cadere. L’unica Suzuki, invece, troppo… moderata. E troppo poco affilato Mir per tagliare davvero.
Ma chi fa veramente orrore è Honda che i suoi, o li manda in terra, o li narcotizza, dato che non sembra possibile guidare la RCV con l’ambizione di stare davanti. Marquez almeno cade quando ci prova… ma gli altri, una pena.
Non c’è niente da dire su Honda. Niente che non siano volgarità.
Niente da aggiungere nemmeno sullo scenario generale, se non che KTM lavora per il lungo periodo ed è quindi i discorsi di inizio stagione, non hanno senso. Aprilia, invece, troppo nelle mani di Espargaro, che fa?

 

Minicronaca della gara
Miller parte a razzo e Oliveira beffa subito Quartararo davanti a Mir e Zarco, poi infilato da Espargaro su Aprilia.
Due giri e Oliveira è addirittura in testa davanti a Miller e Mir, poi sostituito da Espargaro.
A meno 17 con Oliveira e Quartararo a giocarsi la vittoria seppur distanti, va out anche Marquez, che segue il volo di Pol Espargaro.
A meno 13, gli eventi sono la caduta di Aleix Espargaro e la fine della fuga di Oliveira, che è preso e passato da Quartararo.
I due sportellano nel misto ma nel dritto è la moto Austriaca quella da battere. Mir, invece, perde il disturbo di Miller e trova quello di Zarco, che lo sottomette in rettilineo.
Gli ultimi giri sono il calvario di Quartararo. Già violentato da Oliveira, si ritrova tuta aperta e protezione del petto che gli vola via… ammesso che non sia lui ad aprirla per motivi ignoti.
Lo passa Zarco e lo aggredisce anche Miller.
Per il francese persino il podio sembra oro e infatti con la penalità di tre secondi per manovra fuori traiettoria, nemmeno quello porta a casa. Ma è sempre meglio della squalifica che meriterebbe. Non si possono consentire quattro giri in condizioni così pericolose.
Oliveira, Zarco, Miller, Quartararo, Mir, Vinales, Bagnaia, Binder, Morbidelli e Bastianini a chiudere i dieci.

Oliveira
Essere il vincitore plausibile ed essere il vincitore reale, non è la stessa cosa. Oliveira questa se la vince meritandola, anche di testa. Non è vero che Quartararo gioca con lui. E’ esattamente il contrario. Il solo motore non basta. E infatti non si sono viste altre KTM sul podio.
Voto 10
Zarco
La Ducati più costante. Il francese con altri due giri avrebbe potuto sognare. I giri non c’erano e va bene anche così.
Una gara quasi perfetta. Le qualifiche facevano presagire qualcosa, ma qui siamo oltre. Perché, diversamente dagli altri ducatisti, lui ha il controllo della situazione e non è in balia degli eventi.
Voto 9,5

Miller
La verità è che gli regalano un podio, ma cambia poco.
Comunque lui è lì. Di certo gli manca essere artefice, nel bene, del proprio destino.
Voto 7,5

Quartararo
Non è chiaro il motivo dell’apertura della sua tuta (un insetto, un problema alla zip, non si sa)… ma la faccenda gli costa solo il podio, perché la gara non l’avrebbe mai vinta. Rimane l’uomo da battere che però non guida la moto migliore. Per quanto riguarda oggi, una bandiera nera non avrebbe guastato.
Update: altri tre secondi di penalizzazione per guida irresponsabile. Sesto posto per lui.
Voto 8

Mir
Lo spagnolo sembra non forzare mai e sembra essere troppo morbido.
Diversamente dal suo compagno di squadra, rimane in piedi, ma non è così che si vincono i mondiali. Il 2020 è stata un’eccezione.
Voto 6,5

Vinales
Aspettarsi di più era lecito, ma un sesto posto non è male.
Certo non è un pacchetto da mondiale… ma c’è chi fa peggio.
Voto 6

Bagnaia
Un week end negativo. E una gara nel completo anonimato.
Non brutta. Anonima, che forse è peggio.
Voto 5

Binder
Fa belle cose nel w.e. e in gara, ma il risultato è lontano da quello del suo compagno di squadra.
Voto 5

Morbidelli
In confusione, in difficoltà…ma non da oggi.
Troppo altalenante.
Voto 5

Bastianini
Best rookie. Altro che Marini e Martin. Due che hanno il futuro garantito ma fanno ben peggio di lui… che in verità fa una gran gara.
Voto 7

MotoGP: Galbusera torna, con Vinales. A galla disperazione e vecchie bugie!

Silvano Galbusera
Silvano Galbusera, in occasione delle sue “dimissioni” dal gruppo di lavoro di VR46, aveva detto cheera stufo di girare per il mondo etc etc. per questo lasciava Rossi.

Invece era stato segato, questa la verità, come spesso (e giustamente lato suo) ha fatto Valentino in carriera quando sentiva la necessità di cambiare radicalmente le cose. Le teste osannate e glorificate, non si contano su vari fronti… ma la verità è che la frequenza è vertiginosamente aumentata… in maniera direttamente proporzionale alla mancanza di risultati. Qui comunque parliamo di altro.

 

L’allontanamento di Galbusera era tutt’altro che desiderio del tecnico.
Lo dimostra il fatto che, segato a sua volta il suo collega Esteban Garcia da Vinales, il buon Silvano è stato subito disponibile.
Quindi si  è riposato e non è più stanco di girare il mondo? Non è più anziano? Non vuole più stare con la famiglia in Brianza?
Era una fesseria anche il fatto che era stato promosso ad incarico più prestigioso (test team). Se fosse stato più prestigioso che fare il capotecnico ad un pilota, non lo avrebbe lasciato al primo mezzo squillo telefonico.
 
Per quanto riguarda Vinales, il film lo abbiamo già visto. E’ quello di un pilota che è o crede di essere allo sbando.
La stampa fa passare questa mossa come un’abitudine di Yamaha, ma è una balla. E’ una abitudine iniziata da pochi anni con Rossi.
La verità è che in Yamaha hanno assecondato la disperata richiesta di cambio tecnico, dicendo allo spagnolo: ok, ma se vuoi al massimo ti diamo questo signore qui. E vedi di farla andare. Abbiamo visto tutti che queste sono mosse disperate. Quello che manca a Vinales, da un momento all’altro, non lo può di certo dare un tecnico che non è riuscito a risolvere, con un pilota ben più blasonato, un problema che poi è degenerato nel modo che vediamo tutti.
Se Vinales si deve svegliare, è bene lo faccia da solo, anche perché, a dirla tutta, in realtà, la sua crisi sembra più suggerita, che reale. Lo spagnolo ha vinto ed è anche veloce, seppur inconstante. e a dichiararlo in crisi sembrerebbe più uno stato mentale (spinto dai media) che uno status reale di classifica.
Un sesto posto ad un punto dal quinto dove c’è il campione del mondo in carica, non è il migliore dei mondi possibili, ma non è nemmeno una tragedia da cambio tecnico a partita appena iniziata.
Ah, una cosa, date un nuovo cappellino a Silvano.
  Per il tatuaggio, poi  ci pensiamo…
May be an image of 2 people and beard

MotoGP, Mugello. Quartararo indiscutibile davanti a Oliveira e Mir. Ducati bullizzata in casa. Che umiliazione!

Quartararo win

Nella gara più noiosa dell’anno, Quartararo e Yamaha impartiscono una lezione indimenticabile a tanti chiaccheroni.
Il francese vince alla Lorenzo e uccide una gara, oltre agli avversari, come non si vedeva fare da un tot.

Ma i veri sberloni li incassa tutti Ducati che sulla pista di casa prende una sveglia cosmica di quelle da ricordare a lungo.
Bastianini si autoelimina come il novellino che fino ad oggi non era sembrato mai, Marini pascola anni luce dalla realtà, e Miller gioca allo schiaffo del soldato non facendo a tempo a girarsi per capire da dove arriva ogni ceffone preso. Per non parlare di Bagnaia, unico antagonista ipotetico che si va a panare nella ghiaia all’inizio di tutto.
Ma questo non è nemmeno l’apice dell’orrore, perché la parte brutta è quella di una casa che porta in pista anche il rinforzo Pirro, il quale è lontano anche dai proclami di velocità di punta… smargiassate da chi ce l’ha più lungo che, in una MotoGP moderne, né bastano e né servono.

Prendere paga da Suzuki, che ha 20kmh in meno è molto brutto, ma nemmeno tanto come rischiare di prenderle da Aprilia, che tanto lontano dall’impresa, non ci va.
Per non parlare di KTM che bullizza la rossa a casa sua e con le stesse armi, usate però con un filo, anzi, un gomitolo, di intelligenza in più.
E’ incredibile come la moto potenzialmente migliore, si affidi così tanto alla muscolarità, e riesca anche a perdere.
Peggio di Ducati c’è solo Honda, che in griglia è fuori luogo come una lap dancer in chiesa. Si stendono tutti, da Marquez in giù, e fanno il peggio possibile.

Della gara c’è poco da dire, se persino Rossi arriva decimo con sei piloti out davanti a lui. Ne cadono a mazzi e ormai sempre gli stessi.
Per capire come è andata, tenendo conto che, sorpassi pochi pochi, è sufficiente guardare i primi dieci. Altro non serve.

Quartararo, Oliveira, Mir, Zarco, Binder, MIller, Aleix Espargaro, Vinales, Petrucci, Rossi.

Pagelline

Quartararo
E’ il vero re leone. Niente da aggiungere.
Pilota e moto, imbattibili.
Voto 10

Oliveira
Tocca sempre a lui sorprendere. E lo fa in casa d’altri, in silenzio, con una gara perfetta.
Compreso il thriller delle penalità.
Voto 9,5

Mir
Lui c’è sempre, e capitalizza. E’ la sua specialità.
Ma questo non è il 2020. Se vuole vincere il mondiale, quest’anno non basta.
Voto 8,5

Zarco
Estrae la baguette della velocità ma poi non regge.
Non è possibile puntare solo su questo.
Voto 8

Binder
Sarebbe bello poter festeggiare il risultato ma in casa c’è chi ha fatto meglio. Non che ci sia da lamentarsi, vedendo dove siamo.
Voto 8

Miller
Dopo la doppia vittoria, nella pista di casa, era normale aspettarsi di più. Anche la gara è una gara no.
Voto 5,5

Aleix Espargaro
Gioca la carta potenza. Non ne ha ancora abbastanza.
Il resto c’è.
Voto 7

Vinales
Il bell’addormentato. Non si può fare un week end così.
Una fragilità psicofisica allarmante.
Voto 4,5

Petrucci
Non così, non qui, non con i presupposti della sua carriera.
E’ una gara no. Non ci prendiamo in giro. Il tutto a ridosso del
rinnovo del contratto.
Voto 5

Rossi
Inutile cercare il bicchiere mezzo pieno. Non c’è.
Oggi sarebbe stato un altra gara senza punti.
Poi possiamo raccontarci quello che vogliamo, ma non è un risultato da sindaco. E’ più qualcosa da impiegato comunale assenteista.
4,5

VR46 MotoGP: quel fastidio che si chiama Bastianini!

Bastianini

ATTENZIONE: EXPLICIT LYRICS. CONTENUTI ESPLICITI, LINGUAGGIO DIRETTO E OPINIONI PELOSE

Bastianini è bello che spacciato. Adesso lo sa. Cioè lo sa dal primo momento in cui hanno presentato il team Avintia SKY VR46 dove lui è il cenerentolo che si è dovuto accontentare delle frattaglie di luce, comunicazione e considerazione che rimanevano, di rimbalzo, dalle presentazioni alle interviste, fino alle menzioni in telecronaca e tutto il repertorio da Istituto Luce che da anni caratterizza il motorsport tricolore.
Il campione del mondo della Moto2 diventava gregario del fratello di. Non ci si crede. Ebbene era evidente. E lo è tutt’ora nonostante il confronto sia impietoso.

Il team Avintia doveva solo cambiare nome in VR46… e forse marchio di moto. Adesso nemmeno più quello, dato che sono sempre più prepotenti le voci di accordo con Ducati. Insomma è fatta. E se non è fatta è un’ennesima figuraccia da parte della squadra di Tavullia dopo l’autogoal con ARAMCO, che prima era sulla bocca di tutti e adesso da una decina di giorni non si nomina più.

In realtà ci ha provato, VR46. L’operazione ARAMCO leggi anche fumo in faccia a Petronas, non è andata a buon fine.
La verità è che non è VR46 che ha scelto le Ducati (che costano anche di più), ma è Yamaha che ha scelto Petronas.

Nel dubbio già da un po’ VR46, la compagnia e tutta l’editoria che da anni gattona al cospetto del pacchetto più redditizio e con il conflitto di interesse team/media più clamoroso della storia del motorsport, cerca di portarsi a casa Morbidelli dopo averlo girato in modo che, come un magnete, abbia contrapposto il polo dell’attrazione con Petronas, con Yamaha e con Forcada. Serve che si respingano. Serve per fare il team dei sogni, ovvero un team che abbia dentro il fratello del titolare e uno che vada veramente forte. Serve Morbidelli, e serve liberarsi di Bastianini.

Chi scrive che i piloti del VR46 saranno Marini e Bastianini mente sperando di mentire. Non sarebbe così bello come storia da raccontare.

Un team VR46 che si rispetti non può avere nella sua line up la dimostrazione vivente e vincente che non è necessario far parte dell’Accademy per giocare nella Serie A delle moto. Bastianini è la prova che si può fare carriera da soli, presto e bene. Che team VR46 sarebbe se non venissero schierati “prodotti tipici”?

Forse Enea è destinato a fare un solo anno terribile (oltre al resto di questo 2020 che già è bello pesante) nel caso non si trovi nessun altro, ma la realtà è che i pesaresi piuttosto su quella moto sarebbero capaci di metterci persino Bezzecchi. Perché altrimenti non sarebbe un team VR46 fatto a modo. Insomma se vedremo Bastianini su una moto VR46 sarà solo perché non saranno riusciti a segarlo.

E chi dice che tanto Bastianini è salvo perché è già in direzione Pramac, sappia che, ammesso che sia vero, magari i primi anni no, ma entro brevissimo, ci sarà guerra anche per avere le migliori Ducati possibili, soprattutto presentando Morbidelli in squadra.

Sempre ammesso che non vi siano già problemi per l’anno prossimo, perché non è chiaro capire a che livello di ufficialità il team VR46 potrà aspirare, specialmente quando riuscirà a portare a casa il Morbido. E credeteci, l’intento è quello e ci si sta lavorando duro.
Da capire chi paga e quanto. E da capire quando arrivano i soldi.
Per Ducati, lo avete visto, c’è una parte puramente racing e una parte di racing commerciale e, in questo caso, proprio non è importante da dove arrivino i soldi, ma il primo che arriva da sempre è quello che alloggia meglio.

Sarà tutto vero come quando a ottobre 2020 abbiamo anticipato e messo in connessione la chiusura del team VR46 Moto3, l’interesse di una moto per Marini e la relativa cessione degli slot proprio ad Avintia a cui si lavorava per subentrare? Ottobre eh.
Basta stare un po’ attenti.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

MotoGP, Le Mans: Miller e Zarco. Doppietta Ducati e Quartararo in testa al mondiale!

Jack Miller

A Le Mans, posto fastidiosissimo dal punto di vista meteo, va in scena la seconda giornata di Miller che ne vince un’altra, ma anche la giornata delle Ducati, che camminano tutte indipendentemente dalle posizioni di partenza.
E’ però anche la giornata di Marc Marquez, che torna a fare qualche giro in testa ma che, soprattutto, comunica che il suo atteggiamento mentale è quello pre incidente. A lui interessa andare forte, lo sa fare, e accetta gli errori. Come uno che non ha più paura di essere di vetro. Se sia un bene, non è chiaro, ma di certo è nuovamente il suo essere MM93 ad essersi visto oggi.
Dal punto di vista dei numeri, che sono quelli che alla fine contano, Fabio Quartararo è leader di classifica. Non è un leader tranquillo ma è un leader giusto per quello che si è visto in queste cinque gare.
Nella giornata dei capitomboli, si rivede finalmente Petrucci, mentre chi va male sono le Aprilia, sfortunate, e le Petronas, disastrose. Ci sta la caduta di Morbidelli, ma non ci sta l’ennesima via crucis di Rossi. Parte nei 10, finisce fuori nonostante la strage di colleghi davanti a lui. E questo vuol dire solo una cosa. Che è una garaccia indifendibile.
Peggio, se si considerano le attese, han fatto solo le Suzuki.
Tanta spuma e tanto fumo insieme non si erano visti così spesso.

Nota a margine: i primi sembrano nuovamente tutti amici.
E’ questo vuol dire solo una cosa: non c’è un pretendente chiaro e riconosciuto al titolo. In quel caso tutta questa goliardia, non la vedremmo.

Minisintesi della corsa
Al via è Miller che fugge anche se è subito la sagra degli errori.
L’energia e la foga lo tengono in testa ma la cosa dura quattro giri.
Vinales è più preciso e guadagna la leadership.
Appuntiti anche Quartararo, Nakagami, Rins e Marc Marquez mentre Morbidelli va out in bagarre con Pol Espargaro.
Chi va male, invece, sono le Ducati di Zarco e Bagnaia…
Tutto questo mentre inizia a piovere.
A meno 24 succede una cosa strana: in bagarre Quartararo passa Vinales e Miller. Ci rimette Vinales ma è solo l’inizio, perché la pista si bagna troppo per poter avere un motociclismo intelligente.
I primi a rientrare sono Quartararo, Marquez, Rins e Miller.
Marquez esce per primo, e si gode la testa della corsa fino a che non si fa lanciare e chiude la gara.
Prima di lui già fuori Rins, subito nella ghiaia al rientro in pista. Riuscirà a cadere ancora, definitivamente.

Con 18 giri da fare è Quartararo a dettare il passo, dietro di lui Miller con due long lap da scontare e Nakagami staccatissimo a oltre tre secondi.
Fra i più veloci ci sono Oliveira e Savadori, ma il primo va ad insabbiarsi e il secondo deve saltar giù dalla moto causa motore arrosto.
A meno 10 Marquez dimostra di avere la stessa mentalità di sempre.
Vola ancora cercando di stupire il mondo.

Con 9 giri da fare Miller ha un vantaggio di 5 secondi su Quartararo mentre Zarco guadagna metri e secondi a palate.
A meno 6 è preso e passato Quartararo mentre Miller pare inarrivabile.
Ai piedi del podio c’è Alex Marquez, poi Bagnaia e Petrucci…che aggrediscono lo spagnolo in difficoltà.

Finisce che Jack Miller vince la seconda gara consecutiva per un’altra doppietta Ducati grazie a Zarco. Segue Quartararo, Bagnaia, Petrucci, Alex Marquez, Nakagami, Pol Espargaro, Lecuona e Vinales a chiudere i 10.
Inspiegabile Rossi 11° nonostante sia caduto chiunque.

Pagelline della top ten

Jack Miller
Smentisce Lorenzo e lo fa vincendo con distacco.
In una gara dove non sembra il più forte e in alcuni tratti subisce, è quello che mediamente, invece, va meglio di tutti.
Lo rimontano lo passano, fa due long lap penalties, e alla fine la spunta.
Voto 10

Joan Zarco
Con un paio di giri in più avrebbe anche potuto vincere ma i giri non c’erano. Paga una partenza incerta e qualche errore di strategia. Ma è fortissimo e va bene così.
Voto 9

Fabio Quartararo
Un terzo posto che gli vale la leadership in campionato.
E’ intelligente. Spinge, lotta, spacca, ma capisce che così va bene e che soprattutto è la prima Yamaha.
Voto 8,5

Pecco Bagnaia
Va bene così. La rimonta è compiuta e il push finale è da pilota maturo e consapevole. Non si può sempre vincere ma si deve ben figurare. Missione compiuta.
Voto 8

Danilo Petrucci
Una boccata di ossigeno. E’ un risultato portato a casa non solo grazie al bagnato ma soprattutto grazie ad una maggior consapevolezze e a pochi errori.
Voto 8

Alex Marquez
C’è un momento in cui sembra Marc e un momento in sui sembra qualcun altro. Alla fine è una gara matura e intelligente. Che gli porta finalmente punti preziosi
Voto 7,5

Taka Nakagami
Per come si stava mettendo, sembrava addirittura podio… invece il jap è calato nel finale. Evidentemente causa gomme. Peccato perché il suo week end prometteva tanto di più.
Voto 6,5

Pol Espargaro
Non ci si può lamentare sempre e poi concludere così poco.
Pol Espargaro sembra sempre di più spuma…
Voto 5,5

Iker Lecuona
In silenzio porta a casa dei punti e non si arrende fino alla fine, dato che nelle ultime due curve beffa Vinales. Dove le altre KTM si stendono, lui concretizza.
Voto 6,5

Maverick Vinales
Sbaglia la gomma ed un sacco di altre cose. Dopo il cambio moto, in pratica, sparisce.
Voto 5

MotoGP: perché ARAMCO non sa niente della partnership con VR46?

Aramco

Perché la notizia del team VR46 è sfumata così come è balzata alle cronache?
Come mai VR ha dichiarato l’esistenza di un accordo per portare VR46 in MotoGP in partnership con Aramco ma nessuno ha chiesto realmente conto al gigante petrolifero saudita della cosa?
Anzi, come mai il gigante petrolifero saudita ha, in seguito e di sua iniziativa, dichiarato di non essere a conoscenza della notizia?

Iniziamo il pezzo con tre domande. Già il fatto che ce le poniamo, significa che siamo davanti a qualcosa di atipico.
Però partiamo con il presupposto che ci possiamo sbagliare e abbiamo capito male… e quindi chiediamoci come mai a Jerez sia venuta fuori una notizia così: VR46 in MotoGP già dal 2022 con Aramco. Nessuno ha pensato, vista la dimensione della notizia e il fatto che non sia stata smentita dall’interessato presente, che potesse essere una bufala. Con la stampa sportiva che abbiamo, non mi meraviglio. Ma quella finanziaria?

Il comunicato stampa di cui parliamo, affermava che il progetto sarebbe stato finanziato con denaro proveniente dall’Arabia Saudita, in particolare dall’interessamento del colosso petrolifero Aramco, sebbene la comunicazione stessa provenisse da Tanal Entertainment, una holding appartenente al principe Abdulaziz bin Abdullah Al Suad, un membro della famiglia reale saudita. Quindi un nome troppo grosso da poter essere messo in dubbio… ma è anche vero che partiamo comunque dal fatto che qualcuno parli di Aramco ma non sia la stessa Aramco a farlo. Non è normale.

In vista del GP di Jerez è stato diffuso un comunicato stampa che afferma che VR46 – la squadra di proprietà e gestita dallo stesso Valentino Rossi – avrebbe fatto il passo verso il Campionato del Mondo MotoGP a tempo pieno nel 2022. OK, questo va bene. VR46 può annunciare quello che vuole.

Un comunicato così non può non essere preso sul serio e non può essere messo in dubbio però, la stessa Aramco, avrebbe affermato di non essere a conoscenza di alcun contratto. E qui va un po’ meno bene.

Alla fine, quello che manca nel comunicato sono i virgolettati di entrambe le parti oltre ai dettagli finanziari. Una cosa mai vista per una situazione di questo tipo.
E’ come se fosse scappato fuori un documento ancora da completare. Peccato che però non si tratti di una fuga di notizie perché a rilasciarlo e a confermarlo è stata una delle parti in causa.

Nessuno poi, per riverenza o sudditanza mediatica ha pensato di incalzare lo stesso Valentino Rossi che ha dichiarato: “Sappiamo che abbiamo un accordo con Aramco per fare la squadra … ” “…Non so sinceramente perché Aramco dice che non lo sanno! “. E qualcuno avrebbe dovuto chiedere: ma l’accordo c’è o no? O ce l’hai o non ce l’hai. Altrimenti sembra come quando alle elementari tu sei fidanzato con una bambina ma lei non lo sa.
Chiunque altro sarebbe stato messo spalle al muro per un’eventuale fesseria ma non è stato questo il caso.

Sia chiaro, non sarebbe il primo caso di team fuffa.
E’ successo in un sacco di casi che team partiti sulla base di collaborazioni addirittura governative si siano rivelati una fregatura internazionale.
Basti pensare al team JR Racing, quello legato in Superbike alla Repubblica Dominicana e a Troy Corser, tirato in mezzo e sfruttato per mettere in piedi una mezza sòla, come si dice a Roma. Una fregatura.
Oppure al team Onde 2000 della Guinea Equatoriale in cui c’era di mezzo addirittura un governo. Però erano altri tempi e c’erano di mezzo altre entità.
In realtà le truffe fatte bene sono quelle in cui vengono spesi nomi talmente grossi da non poter essere messi in dubbio.
Noi però continuiamo sul nostro ragionamento “neutro”.

Nessuno dubita che VR46 stia pensando di sbarcare in MotoGP.
Nessuno dubita che vi riuscirà.
Chiunque sia un minimo informato però sa che questo deve accadere nel 2022, anno di scadenza degli slot in griglia.

Parliamo adesso di Aramco, che è spuntata fuori all’improvviso… supportando F1, Formula E e Dakar. Ma prima?
E’ proprio lo splendore recente che ha attirato l’attenzione nei confronti di situazioni “un po’ saudite” come queste.
Alcune organizzazioni umanitarie come Grant Liberty hanno evidenziato che l’Arabia Saudita come nazione, sotto i riflettori per accuse di mancato rispetto dei diritti umani, sarebbe sin troppo spesso protagonista di un’attività che si chiama “sport washing”… che vede l’investimento sportivo ed edilizio come ricerca di quella reputazione persa per altre ragioni.
Il calcio è pieno di evidenze come queste mentre il motorsport, almeno nelle due ruote,  ci sta avendo a che fare da poco (vedi news relative al nuovo circuito di Mandalika, Indonesia, progetto accusato di essere sporcato dal mancato rispetto dei diritti umani dei locali).
Insomma quella che sembra essere solo una bella cosa (e sicuramente lo è), a molti fa storcere un po’ il naso.
All’estero, però. Da noi va sempre tutto bene.

Pensandoci, il mega progetto sembra tanto convenire a VR46, che trova uno sponsor per fare quello che vuole fare da sempre… eppure alla fine rischia di convenire soprattutto ai sauditi, dato che a livello internazionale (in Italia non ci si azzarda), VR46 è stata molto criticata per la partnership.

“Soprattutto Aramco negli ultimi anni ha supportato molti sport diversi dal calcio ed è anche molto nel motorsport. Supporta anche la Formula 1. Per noi è un partner importante e può aiutarci a fare squadra in MotoGP.” Ha detto Rossi.
Ma Rossi lo sa con chi si accinge ad avere a che fare?
E soprattutto: Aramco lo sa che ha una partnership in corso con Rossi?
La risposta sembrerebbe un doppio no.
E se invece qualcuno stesse cercando di truffare le parti in causa?
Ma dai non è possibile… ma ecco, fermi tutti!
Avete presente tutte quelle attività elencate a margine, ma nemmeno troppo, della partnership fra VR46 e Tanal, quelle che parlano di progetti edilizi, parchi a tema, etc?
Forse parte tutto da lì.

Sulla tuta di Marco Bezzecchi – pilota Moto2 di VR46 sono comparse patch con dicitura “KSA New Cities”.
E questo vuol dire che VR46 sta già degustando un mini antipasto di quello che dovrebbe essere il buffet saudita completo.
Oppure che qualcuno stia cercando di raggirare VR46 convincendola, grazie al mini antipasto di cui sopra, di una effettiva partnership in atto… di cui però gli interessati (Aramco) non sono a conoscenza anche se è  stato speso il loro nome.
E se si fossero  salvati tutti proprio per il fatto di essersi lasciati scappare la cosa?

Ci rendiamo conto che qualcuno forse si è portato un po’ avanti con l’immaginazione e con il business e che quindi è tutto appoggiato un po’ alla buona?
Cioè tipo che la stessa Petronas, colosso vero con soldi veri, si stia giocando le due Yamaha con VR46 la quale ha una partnership  con un petroliere che ha dichiarato di non saperne nulla?

Chiaramente se ci sbagliamo qualcuno ci invii il comunicato di ARAMCO datato week end di Jerez.
Dopo ok, vuol dire che è cambiato qualcosa… ma la settimana scorsa perché nessuno ha chiesto conto della mancanza di comunicati o addirittura non si è insospettito davanti alle smentite di uno dei due partner?

Misterhelmet Gianluigi Ragno



Rossi e Petronas: non si dice ma… siamo oltre la fine. Ed è già guerra!

In un pezzo precedente intitolato Il re è nudo. Ed è minidotato! Avevo scritto così:

“E quindi cosa succede, alla fine? Non lo sappiamo perché non siamo alla fine. Quello che però sembra è che siamo all’anticamera dei vaffanculi e che Petronas, invece di allontanarsi, dalla Yamaha, si sta avvicinando ancora di più, con tanto di dichiarazioni di intenti di partnership pluriennali e baci bacini che hanno tanto il sapore speziato di presa di distanze dalle scelte fatte, indovinate quali.
Il che vuol dire una sola cosa: che la partnership messa insieme per fare belle gare, bei soldi, belle cose, è un tavolino a tre gambe che non si regge nemmeno su una… e che quindi, ciaone a fine anno, se non prima.”

Ecco. Se non prima. Perché ci sono numerosi elementi che fanno pensare che le due entità Petronas e VR46, siano ormai ai ferri cortissimi e che siamo tutti prossimi telespettatori di una telenovela che mette di fronte delle vittime (Rossi&Co) e dei carnefici ingrati, quali Petronas, Razali etc… il tutto adeguatamente insalivato dalla stampa che ormai si è già lanciata in indecenti genuflessi servizietti giustificazionisti.

“Noi della VR46 abbiamo già chiesto una moto ufficiale per Morbidelli ma ci è stato detto di no” E’ il primo indizio.
E fa ridere. Se c’è un contratto, cosa chiedi? Non è come andare dal macellaio e chiedere in omaggio le ossa per i cani.
A inizio stagione Valentino Rossi e la VR46 hanno pensato che fosse prioritario chiedere una moto ufficiale per VR e non per il tanto assistito Morbidelli. Sempre ammesso che nel contratto non sia stato esplicitamente chiesto che la moto ufficiale fosse addirittura solo per uno dei due. Non è quindi una sorpresa che Franco abbia una 2019. Franco era già vicecampione del mondo, ma evidentemente nessuno si è sbattuto per fargli avere qualcosa in più di una moto di 2 anni fa. Forse non si poteva comunque, in ogni caso, allora, la polemica è al limite dell’infantile, del pretestuoso e dell’ipocrita. E’ una cosa di facciata che serve a passare da vittime. E stranamente è una cosa di cui non si è parlato fino a quando tutto il pubblico, a gran voce ha iniziato a chiedere una moto per Morbido. Fino a ieri, il silenzio.

Fa anche abbastanza paura che VR46 abbia deciso di rendere ufficiale e pubblica una partnership con ARAMCO in un determinato momento.
La mossa è giustissima e sacrosanta… però non è di quelle che indicano una volontà di pace.
Petronas, su questa cosa è due volte concorrente diretta.
E’ concorrente diretta di ARAMCO in quanto azienda impegnata nell’energia in un territorio che si sovrappone a quello del neo partner VR46 (anche se da ARAMCO, va detto, non è uscito alcun comunicato ufficiale).
E diventa, Petronas, concorrente di VR46 anche dal punto di vista sportivo, dato che entrambe le entità sono plausibilmente in lizza per ottenere due Yamaha.

Rossi che con Yamaha ha un rapporto pluriennale e possiede anche il cartellino di Morbidelli (miglior pilota Petronas), sta remando contro proprio in casa Petronas. Ormai è ufficiale.
E’ legittimo eh, perché si tratta di business, ma stride un po’ con il rapporto in essere fra Rossi e Petronas.

VR46 si è procurata uno sponsor concorrente, è virtualmente in ballo per le moto attualmente affidate a Petronas, e possiede anche il pilota. E in più, tramite la figura più rappresentativa, Valentino Rossi, la stessa VR46 è dipendente Petronas dal punto di vista sportivo e marketing con iniziative pianificate almeno per tutto il 2021.

Cosa starà raccontando, Mr Razali ai vertici della sua azienda che nel frattempo gli avranno chiesto conto di un paio di cosette?
Come si sentirà?
Come uno entrato in affari con una entità, la VR46, che oltre a non performare, lo sta combattendo dall’interno, sia con il suo esponente di marketing e comunicazione (VR46), sia con il suo miglior pilota, che è sì legato a Petroas, ma che obbedisce, de facto, al suo manager e alla VR46 stessa.E infatti manifesta già sintomi di inquietudine sportiva.

Da una parte la partnership è nata malissimo sotto tutti gli auspici, dall’altra Petronas si vede sotto scacco anche dal punto di vista sportivo e quindi doppiamente anche nella gestione delle moto. Sempre che le avrà, Petronas, due moto, nel 2022.

Intervistato su Rossi, ormai Razali parla con lo stesso piacere che hanno quelli che su Airport Security, vengono ripresi quando li hanno beccati che stanno trasportando la droga. Tratterebbe ogni tema tranne quello.
“Eh, non è Rossi che è lento, sono gli altri che sono veloci”.
Se consideriamo che Razali è manager, asiatico e musulmano, quindi non un europeo spaccamontagne, capiamo che è una risposta che sa di coglionella.
Cioè, sa di uno che preferirebbe far vedere il saldo del suo conto online, piuttosto che discutere di una scelta sciagurata da cui non può venire fuori come e quando vorrebbe.
Può dire che si è rotto le scatole e che se potesse caccerebbe VR ieri? Non può dirlo. Può farlo? Non può farlo. Gli costerebbe caro.
Cosa può Razlan Razali? Farlo capire all’interessato (che ovviamente lo sa già) e ai mantenuti editoriali della stampa e del business, avendo però con questi ultimi, molta cura per non passare da cattivo.
Ci manca solo il ricco petroliere ingrato privo di riconoscenza verso il salvatore del motociclismo moderno, portatore di passione, mecenate di giovani piloti, rivitalizzatore degli ultimi 25 anni di due ruote.

Razali sa però una cosa. Ha i soldi e ha fatto vedere che sa lavorare. E quindi può lasciare che Valentino Rossi porti a casa una serie impressionante di figuracce come quelle già incartate fino ad ora, unitamente ad un campionario di autogol sportivi e comportamentali. Ovviamente senza boicottarlo. Sembra che non gli serva più di tanto.

Se proprio lo volete sapere, non è una strada priva di rischi, quella di Petronas. Perché il braccio di ferro avrebbe potuto funzionare quando non c’erano altri sponsor petroliferi potenti in ballo. Adesso la posizione di forza è attenuata.
Dorna non può perdere Petronas ma non può nemeno scontentare VR46.
Abbiamo visto che, dal biscotto in poi, VR le carte mediatiche le ha sempre volute giocare tutte senza trattenersi mai. Ma non è detto, vedi sempre biscotto, che la faccenda volga sempre a favore.
I media sono una carta pericolosa.

Capirai. Quello del suo licenziamento è un film che VR stesso non consentirebbe mai di mandare in onda. Piuttosto un megavaffa e una porta sbattuta in cui Petronas passa per il male, poi un’altra stagione corsa sui gomiti l’anno prossimo, per non farsi dire quando e come andar via.
Siamo pronti a tutto questo? Qualcuno sembra di sì.
Oppure prevarrà la ragione. Il che sembra ancora tutto più fantascientifico.
La verità è che Rossi un’uscita l’aveva già pianificata, ma averla rimandata troppe volte forse lo ha fatto arrivare un po’ corto, questa volta. L’intermezzo Petronas non lo aveva previsto. Così come non aveva previsto di lanciare suo fratello in MotoGP prematuramente, sia dal punto di vista sportivo (non sembra prontissimo, se mai lo sarà), sia dal punto di vista politico (avere un team già fatto sarebbe stato meglio ma lo sponsor è arrivato con qualche mese di ritardo).

Volete vedere che questo articolo, già seconda parte di un precedente, avrà una continuazione?

La prossima volta parleremo di addii o di guerra nemmeno tanto fredda.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

MotoGP, Jerez: Miller e Bagnaia per una doppietta Ducati! Terzo Morbidelli

Nella gara delle aspettative su Marquez, Rossi, e Quartararo va in scena la beffa delle beffe.
Per tutto il week end succedono un sacco di cose ma non sono quelle che ci si aspetterebbe succedessero.
Deludono tutti quelli che avrebbero dovuto promettere e sorprendono quelli che non ti aspetteresti.
Alla fine niente podio per Marquez, niente resurrezione per Rossi, e niente conferma per le due Yamaha ufficiali. E non è nemmeno possibile recriminare per Morbidelli, dato che forse il suo pacchetto, se non il migliore, sembra essere il più adatto a lui, ovviamente nell’attesa di “raddrizzare” le cose.

Mini cronaca
Bagnaia scatta ma è Miller in testa davanti a Morbidelli e Bagnaia, poi Quartararo, Aleix Espargaro, Mir, Nakagami, Rins, Vinales e Zarco. Chi fa paura è Marquez che inizia da subito a risalire la china, proprio mentre un altro Marquez, Alex, vola nella ghiaia. E un paio di giri dopo si spalma anche Rins, con la caduta più lenta del week end.

A meno 22 dal termine Quartararo viola la difesa di Miller e mette subito metri e decimi fra se e la Ducati. A guardare, Morbidelli ed Aleix Espargaro, silenzioso ma preciso sull’Aprilia.
A meno 16 va in ghiaia anche Bastianini mentre per il resto è noia pura in una gara che non offre nemmeno sorpassi.

A meno 10 la gara si ravviva e Miller buca un Quartararo in difficoltà, proprio mentre arriva anche Bagnaia.
La gara vera comincia a meno 8 con Bagnaia che passa Quartararo il quale viene poi giustiziato anche da Morbidelli, Nakagami e poi Mir. E’ un crollo. E in un altro paio di giri passano anche Zarco e Marquez. Scopriremo a fine gara un problema al braccio per il francese.
L’ultimo giro Miller se lo fa in carrozza per una doppietta Ducati che in una pista Yamaha non si era mai vista.
Per Ducati arriva una vittoria che non arrivava dal 2006.
Miller, Bagnaia, Morbidelli, Nakagami, Mir, Aleix Espargaro, Vinales, Zarco, Marquez e Pol Espargaro a chiudere i dieci.
Male Quartararo, e malissimo anche Rossi che chiude alle spalle del fratello.

Pagella

Jack Miller
Dopo tre gare brutte, un intervento chirurgico e tante critiche, torna nel modo migliore. A lui le scuse di tutti quelli che lo hanno giudicato inadatto al ruolo. Ovvio che una vittoria non tappa tutti i buchi… però è un inizio.
Voto 10

Pecco Bagnaia
Se dicessimo che ha capito che un secondo posto in gara sarebbe stato sufficiente, diremmo una bugia. Avrebbe voluto prendere Miller ma proprio non ce n’era. Eppure va bene anche così, perché è leader del mondiale. Anche se i punti su Quartararo sono solo due, è tutto perfetto.
Voto 9,5

Franco Morbidelli
Siamo sicuri che gli si debba dare una Yamaha ufficiale se questa combo funziona così bene? La sensazione è che la sua si basi su un equilibrio delicato che però può essere sopperito dal suo talento e dal supporto di Forcada. Del resto, visto che da privato non gli si chiede di vincere il mondiale, potrebbe andare bene anche così.
Voto 9

Takahashi Nakagami
La miglior Honda in pista è quella che non ti aspetti.
Mentre si scommette sul ritorno di Marquez e sul risveglio di Pol Espargaro, arriva lui e fa un lavorone.
Voto 8,5

Joan Mir
Alla fine c’è sempre, in qualche modo. E il duello interno con Rins, lo vince regolarmente. Peccato che oggi non basti… e possiamo parlare tranquillamente di occasione persa.
Voto 6

Aleix Espargaro
Se fosse salito sul podio non si sarebbe meravigliato nessuno, ma in realtà è che anche un sesto posto è un bel bottino per lui e l’Aprilia. Pilota concreto su moto concreta.
Voto 7

Maverick Vinales
E’ uno di quelli che risorge da metà gara in su.
Oggi però non risorge abbastanza. Va detto che la sua è una gara in salita che non soddisfa. Rimane il terzo posto in classifica.
Voto 5,5

Joan Zarco
Per tutto il week end non è veramente della partita.
Inutile dire che la gara ha lo stesso leit motiv. Non che non sia efficace, semplicemente non ne ha per stare davanti. Eppure sbaglia poco.
Voto 6

Marc Marquez
Sta tornando ad elastico. Il week end inizia bene ma poi un paio di eventi gli suggeriscono di darsi una regolata. La gara è bella, fatta di rimonta e sorpassi. Non c’è molto altro da dire.
Voto 6

Pol Espargaro
In una giornata in cui una Honda satellite a momenti sale sul podio e un pilota infortunato fanno meglio di lui, c’è poco di cui essere contenti. Pol si deve svegliare e subito.
Voto 5