APRILIA RNF E CRYPTODATA: RIVELAZIONI SCONVOLGENTI!

Per farvi capire di che parlerò, inizierò con una domanda: Lo sanno Dorna, Razali, Aprilia, Rivola, Piaggio e Colaninno (che da quanto so non ama le Cryptovalute), tutti insomma, che il nuovo sponsor Dorna nonché proprietario del team clienti Aprilia ha un reputazione terribile in merito ai suoi prodotti e servizi ed un  passato in quella che sembra essere proprio una megatruffa mondiale basata su oro e cryptovalute?  

 

Misterhelmet Shop 

 

CRYPTODATA HA FATTO RIMUOVERE IL VIDEO ADDUCENDO “MOTIVI DI COPYRIGHT”

Lo trovate comunque ancora qui:

 

Complimenti, hai scelto di leggere l’articolo! Grazie!

 

Andiamo subito al punto. Le vicende di Razali e del suo team che adesso è con Aprilia e non è più suo, le conoscete tutti.
Prima  Petronas che è durato 2 anni e poi è fuggito.

Poi WithU Energy che aveva chiesto un prestito di 5 milioni per sponsorizzare la motogp e altri sport: Fallita anche WithU.
Trovate tutti gli articoli di Misterhelmet che lo anticipano, vi metto i link ai video, tranquilli, cliccate qui!
E adesso uno sponsor molto interessante che è entrato in MotoGP. Si tratta di Cryptodata azienda rumena che ha sponsorizzato il gp d’austria e ha altri 2 anni di contratto e poi è addirittura entrata nel team RNF.
Ecco alcuni articoli. Sono tantissimi quasi quanti ne hanno scritti nel caso Tanal.

https://www.gpone.com/en/2022/11/05/motogp/cryptodata-tech-becomes-rnf-motogp-team-majority-shareholder.html?refresh_ce

CryptoDATA acquista la maggioranza del team RNF: Razali resta al timone – Moto – Motorsport

CryptoDATA Tech becomes RNF MotoGP Team majority and strategic shareholder

CryptoDATA takes over majority stake in RNF MotoGP outfit – Motorsport Week

MotoGP: la doppia scommessa della cripto-Aprilia 

Cryptodata non è semplicemente entrato come sponsor di Dorna né come semplice sponsor di Razali ma addirittura come “azionista di maggioranza” CHE DECIDE TUTTO, leggo nelle interviste dirette sui siti rumeni e non solo.
I capi di Cryptodata sono Ovidiu Toma, che  dice di essere campione di automobilismo e rally e il suo socio  Bogdan  Maruntis che dice di essere pilota di jet da combattimento! Non ho trovato questi risultati sportivi però io non sono molto bravo a trovare le cose su internet.


Toma viene anche definito uno degli uomini più preparati di Romania sulle criptovalute, di cui però dice di non occuparsi, anche se a me risulta il contrario, ricco da essere invitato alle feste dei miliardari e sposato con la figlia di uno degli ex uomini più ricchi della Romania, Ioan Nicolae il quale è appena uscito per la seconda volta di galera per riciclaggio, evasione fiscale e altre cose (lui eh, non Toma, sia chiaro).

Per Cryptodata si parla addirittura di 50 milioni in 4 anni per molto più del 50% del team di Razali.  In proporzione anche di più degli  80 messi ma poi non messi da Tanal Aramco per sponsorizzare il team di Valentino Rossi. Poi abbiamo visto come è andata a finire. Qui però i soldi ci sono  

Dice Toma a Mediaflux che è una rivista molto molto sponsorizzata da Cryptodata come quasi tutte quelle Rumene che parlano di lui.

 

EXCLUSIV. Premieră de 50 de milioane de euro în business-ul românesc. CryptoDATA a cumpărat echipa RNF MotoGP | VIDEO

“In effetti, l’investimento effettuato equivale a un’esposizione, quindi non a un prezzo. Non possiamo divulgare il prezzo, ma l’esposizione è di circa 50.000.000 di euro per 4 anni, questo è circa l’esposizione che abbiamo. Non possiamo rivelare l’importo del contratto, ma è piuttosto elevato ed è uno sforzo molto grande che abbiamo fatto proprio per esporre i nostri prodotti, servizi e know-how al mondo intero. Ovviamente la transazione non è stata effettuata in criptovaluta. Non produciamo criptovalute, produciamo crittografia, quindi apparecchiature per comunicazioni sicure che utilizzano la tecnologia blockchain e altro ancora. CryptoDATA non è un business finanziario, è un business tecnico. E poi, ovviamente, non si trattava di una transazione in criptovalute”, ha spiegato a Mediaflux.ro il direttore dell’azienda.

Non può rivelare la cifra ma dice che sono 50milioni x 4 anni ma non capisco se è la sponsorizzazione oppure i 50 milioni sono l’acquisto della maggioranza del team. Dice che non è un business finanziario ma tecnico, però si compra un team per fare marketing. Quindi è un business di comunicazione.
Dice che è molto lontano dalle criptovalute ma fornisce servizi a chi fa criptovalute e inoltre  un bel passato nelle criptovalute, Ovidiu Toma, ce l’ha. Eccome se ce l’ha e continua ad avere un coinvolgimento in una cosa che si chiama Xiden, che altro non è che un ecosistema blockchain me se guardate bene è fatta di token e coin, monete.

Per me, che  faccio l’analista di dati e metriche in ambito marketing, Cryptodata è una cosa molto interessante per il mio lavoro.
Quindi mi sono andato a vedere cosa fa e mi sono chiesto se per un’azienda simile abbia senso non solo sponsorizzare la motogp ma comprare addirittura un team. Quanto vale il team di Razali se non ti bastano 50 milioni a comprartelo tutto?
Dice Cryptodata di se stessa:

 

Acquisizione di startup, ok, ricerca e sviluppo,ok  blockchain, dati criptati. Tutto abbastanza generico. E ovviamente nessuno di noi vuole fare la parte di quello che non capisce l’innovazione, quindi se lo fa andar bene. Faccio finta di aver capito anche io quali servizi vende questa azienda.

Addirittura 150 dipendenti, operazioni in 24 nazioni e 14  sedi in tutto il mondo. Una multinazionale.
Come indirizzi ho trovato solo quello in Romania ma non fa niente perché io non sono molto bravo con internet.

200 milioni di dollari è il valore che l’azienda dichiara di avere.
Però stranamente non c’è fatturato  né EBITDA non c’è nessun altro dato finanziario. Eppure è una multinazionale.
Mi chiedo:
1) chi ha certificato questo valore di 200 milioni?
2) Come fa un’azienda che vale 200 milioni nel suo complesso a sponsorizzare per 50 anche spalmando questa cifra in vari anni?
Quali di questi due dati 50 e 200 non è verosimile? 

A parte le leggi che te lo consentono, se spendi 50 milioni per una sponsorizzazione, quanto fatturi? Un miliardo?
Cryptodata dice di aver preso un finanziamento europeo di 5 milioni. OK.
Mi ricorda un altro sponsor di Razali. Cryptodata non fa carburanti, lubrificanti, che sono legati alle corse o prodotti di massa come bibite, assicurazioni o energia. 

Quindi non capisco. C’è un cda che ha approvato l’acquisto di un team di MotoGP? Dicono di sì. OK.
Per me i soldi ci sono eh. E’ tutto ok, solo che non capisco le motivazioni a livello di marketing. 

Per lavoro ho trovato subito interessanti i progetti di Cryptodata però guardando il sito dove compaiono mille volte le parole cripto blockchain security come buzz words,  trovo molte somiglianze con cose che poi non sono andate bene. Ci sono tantissimi contenuti sponsorizzati sul web, mille partnership non spiegate (sicuramente mi sbaglio io), un’auto elettrica che però non è stata ancora prodotta (l’auto non manca mai) e sicuramente mi sbaglio io. Ah ecco l’auto. So che la volete vedere.

Ci sono un sacco di articoli di giornali di qualche anno fa su progetti fantastici  che non sono ancora partiti come quello del cellulare low cost Tinker, presentato 3 anni fa e mai prodotto.

O companie românească a dezvoltat Tinker, un telefon destinat pasionaților de jocuri și fotografie. Va fi lansat în octombrie și va costa ”mai puțin decât salariul minim din România”

Però adesso tinker non è piu un cellulare ma è diventato un altra cosa. Vabbè.
E poi il core business non spiegato veramente. Cose tecnologiche keyword tecnologiche ma quali? Tanti termini tecnologici come quelli che vanno di moda adesso che se non ne fai parte, sei un dinosauro.
Vi ricordate Tanal Aramco? C’era il mistero dei giganteschi progetti edilizi in oriente e se non li capivi eri un coglione. In questo caso sono sostituiti dalla blockchain e dalle criptovalute.
E’ sempre molto difficile fare la parte di uno che non capisce.
In questo caso si fa brutta figura se si dichiara di non capire esattamente da dove arrivano i soldi della blockchain e delle criptovalute.

Per non passare da boomer tutti noi accettiamo questi modelli di business del futuro di queste aziende, anche quando non li capiamo completamente.
Eh ma Cryptodata non si occupa di cryptovalute, si occupa di criptaggio dati. Eppure non c’è nessun servizio in vendita a riguardo. E’ il primo caso al mondo di un software e di una tecnologia di cui non parla nessuno. Nessuno parla di Cryptodata tranne Cryptodata. Cisco, Kaspersky, Bitlocker, Vircom. Trovate le recensioni e i loro prodotti in vendita oltre alle aziende che li usano.  Di cryptodata non ho trovato quasi niente. Ma io non sono molto bravo su internet. Chiedo scusa.

Ah vero, l’applicazione gratuita per messaggistica criptata Wispr. Che però ha 50mila download e sono un po’ pochini per fatturare dei milioni dato che quelle che stanno in top ten hanno diversi milioni di download.
La mia applicazione Biketweet ne aveva 12.000 e non mi conveniva tenerla aperta.

La rivista Mediaflux, che ormai abbiamo capito essere sponsorizzata da Cryptodata dice che Wispr è l’alternativa rumena a whatsapp e a telegram e che ha 1 milione di utenti contro i 2 milioni di whatsapp. Però dice delle stronzate perché a me risulta che ne abbia 50mila su android e che whatsapp ne abbia 5 miliardi. 

Wispr, aplicația de mesagerie românească folosită de staruri internaționale. Numai bună atunci când pică WhatsApp 

Fermi tutti: il sito cryptodata, una cosa, la vende.
Vende dei cellulari e dei computer, tutti color oro e nero (ricordatevi questi colori).

 

che avrei voluto comprare ma ho rinunciato perché sono quelli che usavo 5 anni fa, con un sistema operativo che però non trova riscontro da nessuna parte e  dei super software di cui però, a parte l’azienda stessa, non parla nessuno.
E allora ho fatto la cosa che fanno tutti: ho cercato le recensioni dei prodotti. Di tutti i prodotti hi tech al mondo esistono recensioni su Youtube ma non dei cellulari e dei computer venduti da cryptodata.
Ci sono solo i video di presentazione dell’azienda che parla di se stessa e che ha riempito youtube di video in cui spesso i commenti sono disabilitati.
In verità del telefono IMPULSE, ci sono due recensioni solo di quello vecchio, di cui una sponsorizzata mentre del notebook c’è qualche unboxing ma nessuno spiega niente.

Praticamente il telefono è un vecchio android made in China in cui si possono infilare delle chiavette per criptare forse i dati. Un android in cui si possono caricare solo le app che decide Cryptodata. Grazie al fischio che è sicuro. Sei isolato.
Però apprendiamo che invece facebook è ritenuta sicura (altrimenti chi se lo compra il telefono)?
Il telefono è un disastro e non fa quello che promette. Vi metto il link alla recensione così giudicate da soli.

Se volete potete andare a vedere cosa dicono le recensioni su Purism
https://forums.puri.sm/t/basm-laptops-opinion/13242/22 

Ne parla malissimo anche reddit, definendolo molto molto negativamente.
Remember the “blockchain phones” everyone was mocking a while back? Here’s another one that’s good for a laugh, the IMPulse K1. : r/Android

 C’è anche un modello nuovo ma nessuna recensione vera. Android authority  dice che ci sono due aziende che producono blockchain phone ma che non serve un blockchain phone per gestire le criptovalute. Cryptodata non viene nemmeno menzionata come azienda. Colpa di Android Authority?

Lo stesso discorso che facciamo sui cellulari lo potremmo fare sugli altri prodotti, notebook e mini pc, in vendita a caro prezzo sul sito Cryptodata ma scontatissimi altrove, se qualcuno ne avesse comprato e recensito uno per davvero e non su commissione senza spiegare niente. 

Se volete vedere cosa ne pensa la gente di Cryptodata potete andare su Trust Pilot dove trovate Cryptodata.com e Cryptodata.ro


MA DORNA NON CI E’ ANDATA SU TRUST PILOT? Boh!

E adesso la cosa più interessante dei prodotti Cryptodata. La scatola.
Il telefono e anche tutti i prodotti venduti da Cryptodata, sulla scatola svelavano, adesso le cose stanno cambiando, un segreto che mi ha incuriosito molto e che si chiama Karatbars.
Lo vedete al se 00.56 del video.


Questi telefonini e computer che adesso sono in vendita,  altro non erano che parte di un KIT  che un investitore riceveva dopo aver aderito a Karatbars!
Che cos’è l’azienda tedesca Karatbars? Se lo chiede anche Invest report e dice, in  una sintesi.
Forse la più grossa truffa schema Ponzi basata sull’oro di tutti i tempi?  Lo dice perché quest’azienda non è più operativa ed ha già ricevuto diversi warning da diversi governi.

The Case of ‘Karatbars’ –   the Biggest Gold Pyramid Scheme of All Times? (Part 1) – Invest Report 

Fondata nel 2011 dal tedesco, Harald Seiz, e dai co-fondatori Josip Heit, Alex Bodi (poi in carcere per criminalità organizzata)  e Ovidiu Toma, attuale boss di Cryptodata,  Karatbars affermava di offrire ai clienti lingotti d’oro.  Solo di recente Karatbars si è spostata verso l’industria della cryptovalute e ha chiuso un paio di anni fa.

Karatbars International ha creato una sua criptovaluta chiamata KaratGold Coin (KBC). La valuta digitale ha iniziato a essere scambiata a luglio 2018, il periodo in cui dice di essere entrato Toma, ed è stata quotata in alcune borse locali.

La promessa era quella di consentire pagamenti virtuali basati sull’oro che avrebbero cambiato il mondo.  Sfortunatamente per chi ci ha creduto, non è successo e l’azienda ha fatto puff nonostante dicesse di   avere 400 tonnellate d’oro (piu del Regno Unito) in un caveau proveniente da una sua miniera in Madagascar.
Non esisteva il caveau e non esisteva la miniera. Tutto inventato.

Per darvi un’idea del buco di Karatbars nei confronti degli investitori:  
Se la moneta emessa da Karatbars fosse garantita, quindi vera, per ripagare tutti gli investitori,  la società avrebbe bisogno di possedere $ 5,76 miliardi in oro.

Ok ma cosa c’entra Cryptodata?
Cryptodata,  e Karatbars hanno in comune uno dei fondatori: Ovidiu Toma (anche se  lui dichiara di essere stato solo un collaboratore entrato nel 2018).
In Cryptodata è il capo e in Karatbars era il CTO, il capo della tecnologia. Quello che gestiva tutta la parte tecnologica di quando questi che vendevano oro hanno deciso di passare alla criptovaluta. Ricordate? Ovidiu Toma è il più grande esperto di Cryptovalute di tutta la Romania, come fa scrivere dal giornale da lui sponsorizzato, Mediaflux. 

Tutta la tecnologia inclusi i telefonini e i pc che venivano venduti con il kit tipo monopoli del piccolo investitore lingottoso. eccolo qui.
Tu compravi un kit con un lingottino, e tutti gli strumenti per investire in una criptovaluta da loro prodotta convertibile in oro etc etc. Mai successo. Ecco il telefono di Karatbars, prodotto da Cryptodata.

ed ecco il pc che viene preso per il culo

Ed ecco il kit con tanto di occhiali per andare a fare gli sboroni, poi vedete chi li indossa

Poi quando avevi abbastanza crypto oro andavi ad un bankomat atm karatbars, digitavi i codici e ti scendevano i lingotti o te li facevi accreditare su un conto tramite una moneta virtuale o addirittura una carta di credito Mastercard. 

E qualcuno ci ha anche creduto! Hanno tirato dentro qualcuno anche in Italia grazie ad un certo Walter Boz. Ecco il bancomat distributore di lingottini e la pubblicità italiana.

Ovviamente dopo che Karatbars è saltata e che uno dei soci, Alex Bodi è andato in galera per criminalità organizzata e traffico di esseri umani, 

Ovidiu Toma dice che non c’entra e che lui vendeva solo i telefonini e ha collaborato solo per un anno. Eppure è presentato come CTO, responsabile tecnologico di Karatbars International, quindi tutte le aziende del gruppo.


E non sono io quello con il lingotto d’oro in mano

E non sono io quello in barca con Bodi e Heip, presidente del Board di Karatbars.

ci sono poi un sacco di video se volete vi metto i link nel pezzo. E sono tutte dichiarazioni di karatbars, quelle in merito ai soci.
Investors Stuck Hoping Karatbars Pay-up Owed Billions 

Giusto per essere precisi.
Harald Seiz and Josip Heit of KaratBars Scam 1.4 tons of gold missing (mirror)

E non sono io che faccio operazioni di mining per Karatbars in Romania e mi riprendo, postato poi da Karatbars.

Cryptodata center Karatbars, Romania

Non sono io con la Bugatti di Gold Standard Bank, la finanziaria di karatbars al sec 15.00.
https://player.odycdn.com/api/v4/streams/free/cryptodata-gsb-karatbars-sponsors-miss/3d857c74c38a21dfacd2da88ce7a91dd5c781d04/5e0ce5

e non sono nemmeno io con il lingottone in mano insieme ad Alex Bodi quello arrestato per estorsione, traffico di esseri umani etc, socio di Ovidiu Toma, come dice la stampa rumena.

Partenerul de afaceri al lui Alex Bodi e în deșert cu fiica unui miliardar român celebru

Anche se ho 10 volte le informazioni che vi ho raccontato, non entrerò in ulteriori dettagli di banche, società parallele, fondi, controllate, cause etc per non annoiarvi. Però vi devo dire che visti i risultati Karatbars  ha avuto l’ordine di cessare le operazioni in Germania, Olanda, Sud Africa, Canada,  e altre nazioni. In altre del sud america sono molto arrabbiati.  Lo dice The Guardian.

German firm told to wind up cryptocoin business after pyramid scheme claims | Cryptocurrencies | The Guardian
Karatbars fraud warnings issued in Germany & South Africa
Karatbars International cease & desist in Germany finalized

 

Non voglio trarre conclusioni ma se digitate Karatbars scam su google, trovate 33mila risultati. 


Tenete conto che queste vicende sulle cryptovalute sono molto recenti (2020, 2021, 2022).
Non ci sono sentenze definitive ma ci sono molti provvedimenti governativi e molte denunce. Insomma molti procedimenti aperti. 

i fondatori di Karatbars nonostante non siano riusciti a garantire quanto promesso, hanno fatto fortuna. Alcuni di questi hanno aperto nuove società, altri hanno detto di non essere mai stati fondatori,  ma di fatto mancano all’appello, da quello che leggo,  1.4 tonnellate d’oro.  Non vi sforzate. Sono quasi 80 milioni di euro. Come verranno usati? 

Prima mi sono chiesto: ha senso per un’azienda che vende telefonini per la blockchain che secondo molti non funzionano e di cui non c’è nemmeno una recensione da nessuna parte, comprare un intero team per farsi pubblicità? 

Adesso mi chiedo: sono scemo se mi domando se ci sia un nesso finanziario fra Karatbars e Cryptodata, visto che per la parte tecnologica c’è la stessa persona di mezzo? 

Un’altra cosa che mi chiedo: lo sa Dorna che uno dei suoi sponsor e proprietari di team  ha questo tipo di passato?
Carmelo è molto contento:

“L’accordo che Razlan Razali ha raggiunto con CryptoDATA gli consente di mantenere la fattibilità e la presenza del suo progetto in MotoGP. Siamo lieti di vedere un nuovo sponsor supportare una squadra, in particolare quella che Dorna ha portato al campionato. Siamo stati contenti del rapporto con CryptoDATA al Gran Premio d’Austria, hanno l’idea di sviluppare e l’idea di mettere insieme le cose con Aprilia il prossimo anno che è la stabilità necessaria per la MotoGP, è un caloroso benvenuto per CryptoDATA in MotoGP. Il fatto che non stiano limitando la loro partecipazione solo all’area delle sponsorizzazioni ma a un intero team dimostra l’importanza del Motorsport e della MotoGP in particolare. Sappiamo che Razlan aveva molte richieste e crediamo abbia scelto l’opzione migliore per il futuro e per consolidare la sua struttura”.


Lo sa Razali? Lo sanno Aprilia, Rivola e Piaggio, Colaninno, che il loro interlocutore, ovvero il nuovo proprietario decisore del team clienti ha questo tipo di curriculum e che apparentemente non è vero che non tratta cryptovaluta?
Sicuramente mi sbaglio io e sono a disposizione per repliche e spiegazioni. Se qualcuno mi spiega che devo stare tranquillo, per me va bene.
Loro nel frattempo fanno tutti ok col pollicione.


 

 

 

 

APRILIA RNF AND CRYPTODATA: SHOKING REVELATIONS!

To give you an idea of what I’m going to talk about, I’ll start with a question: Do Dorna, Razali, Aprilia, Rivola, Piaggio and Colaninno (who, as far as I know, doesn’t like cryptocurrencies) know, in short, that the new Dorna sponsor and owner of the Aprilia customer team has a past in what appears to be a worldwide mega-scam based on gold and cryptocurrencies?

 

 

Misterhelmet Shop 

 

CRYPTODATA HAS MADE THE VIDEO REMOVED ON THE COURT OF “COPYRIGHT REASONS”

However, you can still find it here:

Congratulations, you have chosen to read the article! Thank you!

Let’s get straight to the point. The events of Razali and his team, which is now with Aprilia and is no longer his, you all know.

First Petronas who lasted 2 years and then ran away.

Then WithU Energy which had asked for a 5 million loan to sponsor MotoGP and other sports: WithU also failed.

You can find all the Misterhelmet articles anticipating this, I’ll put the links to the videos, don’t worry. Click here!

And now a very interesting sponsor has entered MotoGP. It’s CryptoDATA, a Romanian company that sponsored the Austrian GP on which it has a 2 year contract, and then even joined the RNF team.

Here are some articles. There are almost as many as were written in the TANAL case.

 

https://www.gpone.com/en/2022/11/05/motogp/cryptodata-tech-becomes-rnf-motogp-team-majority-shareholder.html?refresh_ce

CryptoDATA acquista la maggioranza del team RNF: Razali resta al timone – Moto – Motorsport

CryptoDATA Tech becomes RNF MotoGP Team majority and strategic shareholder

CryptoDATA takes over majority stake in RNF MotoGP outfit – Motorsport Week

MotoGP: la doppia scommessa della cripto-Aprilia 

CryptoDATA has not simply entered as a sponsor of Dorna nor as a mere sponsor of Razali but as a ‘majority shareholder’ WHO DECIDES EVERYTHING, I read in direct interviews on Romanian websites and elsewhere.

CryptoDATA’s bosses are Ovidiu Toma, who says he is a motor racing and rally champion, and his partner Bogdan Maruntis, who says he is a jet fighter pilot! I didn’t find these sports results, but I’m not very good at finding things on the internet.

Ovidiu Toma, CEO Cryptodata, unul dintre cei mai bogați români, și-a cunoscut soția pe motor.. în vârf de munte

 

Toma is also described as one of the most knowledgeable men in Romania on cryptocurrencies, which he says he doesn’t care about, although I hear the opposite, rich enough to be invited to billionaire’s parties and married to the daughter of one of Romania’s former richest men, Ioan Nicolae, who just got out of jail for the second time for money laundering, tax evasion and other things.

For CryptoDATA, there is even talk of 50 million in four years for much more than 50% of Razali’s team. Proportionally even more than the 80 million put in but then not put in by TANAL Aramco to sponsor Valentino Rossi’s team. Then we saw how that turned out. Here, however, the money is there.

Toma tells Mediaflux, which is a very CryptoDATA-sponsored magazine like almost all the Romanian ones that talk about him.

EXCLUSIV. Premieră de 50 de milioane de euro în business-ul românesc. CryptoDATA a cumpărat echipa RNF MotoGP | VIDEO

“In fact, the investment made is equivalent to an exposure, so not a price. We cannot disclose the price, but the exposure is about 50,000,000 euro for four years, that is about the exposure we have. We cannot disclose the amount of the contract, but it is quite high and it is a very big effort that we made just to expose our products, services and know-how to the whole world. Of course, the transaction was not done in cryptocurrency. We do not produce cryptocurrency, we produce cryptography, so secure communication equipment using blockchain technology and more. CryptoDATA is not a financial business, it is a technical business. And then, of course, it was not a cryptocurrency transaction,” the company director explained to Mediaflux.ro.

 

He can’t reveal the figure but says it’s 50 million for 4 years but I don’t understand if it’s the sponsorship or the 50 million is the purchase of the majority of the team. He says it is not a financial business but a technical one, but he is buying a team to do marketing. So it’s a communication business.

He says it’s very far away from cryptocurrencies but it provides services to people who do cryptocurrencies and also, Ovidiu Toma has a good background in cryptocurrencies. Of course he does and he continues to have an involvement in something called Xiden, which is nothing but a blockchain ecosystem.

For me, being a data and metrics analyst in marketing, CryptoDATA is something very interesting for my work.

So I went to see what it does and wondered if it makes sense for such a company to not only sponsor MotoGP but even buy a team. How much is Razali’s team worth if you don’t get 50 million to buy it all?

Says CryptoDATA of itself:

Acquisition of start-ups, OK, research and development, OK, blockchain, encrypted data. All pretty generic. And of course none of us want to play the part of the one who doesn’t understand innovation, so we make it work. I pretend I also understand what services this company sells.

As many as 150 employees, operations in 24 countries and 14 locations worldwide. A multinational company.

As addresses I only found the one in Romania but it doesn’t matter because I’m not very good with the internet.

200 million dollars is the value the company claims to have.

But strangely there is no turnover, no EBITDA, no other financial data. Yet it is a multinational company.

I wonder:

1) Who certified this 200 million value?

2) How does a company worth 200 million as a whole sponsor for 50 even spreading this figure over several years?

Which of these two figures 50 and 200 is not plausible?

Apart from the laws that allow you to do so, if you spend 50 million on a sponsorship, how much do you make? A billion?

CryptoDATA says it has taken a European funding of 5 million. OK.

Reminds me of another Razali sponsor. CryptoDATA does not make fuels, lubricants, which are related to racing or mass products like soft drinks, insurance or energy.

So I don’t understand. Is there a board of directors that has approved the purchase of a MotoGP team? They say yes. OK.

For me, the money is there. It’s OK, I just don’t understand the motivation on the marketing level.

For work, I immediately found CryptoDATA’s projects interesting, but looking at the site where the words crypto blockchain security appear a thousand times as buzz words, I find many similarities with things that did not go well. There is a lot of sponsored content on the web, a thousand unexplained partnerships (surely I am wrong), an electric car that has not yet been produced (the car never fails) and surely I am wrong. Ah, here’s the car. I know you want to see it.

There are a lot of newspaper articles from a few years ago about fantastic projects that still haven’t got off the ground, such as the low-cost Tinker mobile phone, which was presented three years ago and never produced.

O companie românească a dezvoltat Tinker, un telefon destinat pasionaților de jocuri și fotografie. Va fi lansat în octombrie și va costa ”mai puțin decât salariul minim din România”

But now Tinker is no longer a mobile phone but has become something else. Whatever.

And then the core business not really explained. Technological keywords but which ones? So many technological terms like those that are fashionable now that if you are not part of them, you are a dinosaur.

Do you remember TANAL Aramco? There was the mystery of giant construction projects in the East and if you didn’t understand them, you were an asshole. Here they are replaced by blockchain and cryptocurrencies.
It is always very difficult to play the part of someone who doesn’t understand.

In this case you look bad if you claim not to understand exactly where the blockchain and cryptocurrency money is coming from.
Not to be boomers, we all accept these companies’ business models of the future, even when we don’t fully understand them.

Eh, but CryptoDATA doesn’t deal with cryptocurrencies, it deals with data encryption, they say. Yet, there is no service for sale in this regard. It is the first case in the world of a software and technology that nobody talks about. Nobody is talking about CryptoDATA except themselves. Cisco, Kaspersky, Bitlocker, Vircom. Find reviews and their products for sale as well as the companies that use them. About cryptoDATA I found almost nothing. But I’m not very good at the internet. I apologise.

Oh right, the free encrypted messaging app Wispr. Which has 50,000 downloads, though, and that’s a bit low to make millions as those in the top ten have several million downloads.

My Biketweet application had 12,000 and it was not convenient for me to keep it open.

The Mediaflux magazine, which by now we know is sponsored by CryptoDATA, says that Wispr is the Romanian alternative to WhatsApp and Telegram and that it has 1 million users against WhatsApp’s 2 million. But this is bullshit because I understand that it has 50 thousand on Android and that WhatsApp has 5 billion.

Wispr, aplicația de mesagerie românească folosită de staruri internaționale. Numai bună atunci când pică WhatsApp 

Stop everyone: the CryptoDATA site sells one thing.It sells cellphones and computers, all in gold and black (remember these colors).

I wanted to buy these but gave up because they are the ones I used five years ago, with an operating system that is nowhere to be found and super software that, apart from the company itself, nobody talks about.

So I did what everyone does: I looked for product reviews. Of all the hi-tech products in the world there are reviews on YouTube, but not of the mobile phones and computers sold by CryptoDATA.

There are only the presentation videos of the company that talks about itself and has filled youtube with videos where comments are often disabled.

In truth, of the IMPULSE phone, there are only two reviews of the old one, one of which is sponsored, while of the notebook there is some unboxing but no one explains anything.

 Basically, the phone is an old Android made in China in which you can insert keys to perhaps encrypt the data. An Android in which you can only load apps that CryptoDATA decides. Thanks to the whistle that’s for sure. You are isolated.

But we learn that Facebook is deemed safe instead (otherwise who would buy the phone)?

The phone is a disaster and does not do what it promises. I’ll put the link to the review so you can judge for yourself.

If you want you can go and see what the reviews say on Purism.
https://forums.puri.sm/t/basm-laptops-opinion/13242/22 

Reddit also speaks very badly of it, defining it very negatively.

Remember the “blockchain phones” everyone was mocking a while back? Here’s another one that’s good for a laugh, the IMPulse K1. : r/Android

There is also a new model but no real review. Android authority says there are two companies that produce blockchain phones but that you don’t need a blockchain phone to handle cryptocurrencies. CryptoDATA is not even mentioned as a company. Blame Android Authority?

The same argument we make about mobile phones could be made about other products, notebooks and mini PCs, on sale at a high price on the CryptoDATA site but discounted elsewhere, if someone had bought and reviewed one for real and not on commission without explaining anything.

If you want to see what people think of CryptoDATA you can go to TrustPilot where you can find cryptodata.com and cryptodata.ro


BUT DORNA DIDN’T VISIT TRUSTPILOT? 

And now the most interesting thing about CryptoDATA products. The box.

The phone, and also all the products sold by CryptoDATA, on the box revealed, now things are changing, a secret that intrigued me a lot and it’s called Karatbars.

You can see it at se 00.56 of the video.


These mobile phones and computers that are now for sale were nothing more than part of a kit that an investor received after joining Karatbars!

What is the German company Karatbars? Invest Report also asks this question and says, in a summary.
Perhaps the biggest gold-based Ponzi scheme scam of all time?  It says so because this company is no longer operational and has already received several warnings from various governments.

The Case of ‘Karatbars’ –   the Biggest Gold Pyramid Scheme of All Times? (Part 1) – Invest Report 

Founded in 2011 by the German, Harald Seiz, and co-founders Josip Heit, Alex Bodi (later jailed for organised crime) and Ovidiu Toma, the current boss of CryptoDATA, Karatbars claimed to offer gold bullion to customers.  Only recently Karatbars moved into the cryptocurrency industry and closed down a couple of years ago.

Karatbars International created its own cryptocurrency called KaratGold Coin (KBC). The digital currency began trading in July 2018, the period Toma says it entered, and was listed on some local exchanges.

The promise was to enable virtual gold-based payments that would change the world.  Unfortunately for those who believed it, it didn’t happen and the company poofed despite saying it had 400 tonnes of gold (more than the UK) in a vault from one of its mines in Madagascar.

There was no vault and there was no mine. All made up.
To give you an idea of Karatbars’ hole to investors:

If the currency issued by Karatbars was guaranteed, hence real, to repay all investors, the company would need to own $5.76 billion in gold.

OK but how does CryptoDATA fit in?
CryptoDATA, and Karatbars have in common one of the founders: Ovidiu Toma (although he claims he was only a contributor who joined in 2018).
In CryptoDATA he is the boss and in Karatbars he was the CTO, the head of technology. The one who managed all the technology part of when these people who were selling gold decided to switch to cryptocurrency. Remember. Ovidiu Toma is the biggest cryptocurrency expert in all of Romania, as the newspaper he sponsors, Mediaflux, write.

All the technology including mobile phones and PCs that were sold with the monopoly type kit of the small bullion investor. Here it is.

You bought a kit with a small bullion, and all the tools to invest in a cryptocurrency they produced convertible to gold etc etc. Never happened. Here is the karat bars phone, produced by CryptoDATA.

And here’s the PC being taken for a ride

And here’s the kit complete with goggles to go and show off, then see who wears them.

Then when you had enough crypto gold you’d go to an ATM karatbars, type in the codes and the bars would come down or you’d get them credited to an account via a virtual currency or even a Mastercard.

And someone even believed it! They even pulled someone in in Italy thanks to a certain Walter Boz. Here is the ATM dispenser of ingots.

And here is the Italian advertisement.

Obviously after Karatbars was blown up and one of the partners, Alex Bodi, went to jail for organised crime and human trafficking,
Ovidiu Toma says he had nothing to do with it and that he only sold mobile phones and only collaborated for a year. Yet he is presented as CTO, chief technology officer.

And I’m not the one with the gold bar in my hand .

And I’m not the one on the boat with Bodi and Heip, president of Karatbars International Board

Then there are a lot of videos if you want I’ll put the links in the piece. And they are all statements from Karatbars, the ones about partners.

Investors Stuck Hoping Karatbars Pay-up Owed Billions 

Just to be precise.
Harald Seiz and Josip Heit of KaratBars Scam 1.4 tons of gold missing (mirror)

And it’s not me mining for Karatbars in Romania and recovering, posted later by Karatbars.


Cryptodata center Karatbars, Romania

It’s not me with the gold standard bank Bugatti, Karatbars financial at 15secs.
https://player.odycdn.com/api/v4/streams/free/cryptodata-gsb-karatbars-sponsors-miss/3d857c74c38a21dfacd2da88ce7a91dd5c781d04/5e0ce5

And it’s not even me with the ingot in my hand together with Alex Bodi the one arrested for extortion, trafficking in human beings, etc., a partner of Ovidiu Toma, as the Romanian press says.

Partenerul de afaceri al lui Alex Bodi e în deșert cu fiica unui miliardar român celebru

Although I have 10 times the information I have told you, I will not go into further details of banks, parallel companies, funds, subsidiaries, lawsuits, etc. so as not to bore you. But I must tell you that given the results Karatbars has been ordered to cease operations in Germany, Holland, South Africa, Canada, and other countries.

In others in South America they are very angry. So says The Guardian.

German firm told to wind up cryptocoin business after pyramid scheme claims | Cryptocurrencies | The Guardian
Karatbars fraud warnings issued in Germany & South Africa
Karatbars International cease & desist in Germany finalized

I don’t want to draw any conclusions, but if you type Karatbars scam into google, you will find 33,000 results.

Keep in mind that these cryptocurrency affairs are very recent (2020, 2021, 2022).
There are no final judgments, but there are many government measures and many complaints. In short, many open proceedings.

The founders of Karatbars, despite failing to deliver what they promised, have made fortunes. Some of them opened new companies, others said they were never founders, but in fact 1.4 tonnes of gold are missing from what I read.  Don’t strain yourselves. That’s almost 80 million euros. How will it be used?

First I asked myself: does it make sense for a company that sells blockchain phones that many people say don’t work and of which there is not even a review anywhere, to buy an entire team for publicity?

Now I ask myself: am I a fool if I wonder if there is a financial connection between Karatbars and CryptoDATA, given that the same person is involved in the technology part?

Another thing I wonder: does Dorna know that one of its sponsors and team owners has this kind of past?

Carmelo is very happy:

Does Razali know this? Do Aprilia, Rivola, and Piaggio know that their contact person, i.e. the new owner-decision maker of the customer team, has this kind of track record and that it is apparently not true that he does not deal in cryptocurrency?

Surely I am wrong and I am available for rebuttals and explanations. If someone explains to me that I should take it easy, that’s fine with me.
Meanwhile, they’re all OK with a big thumbs up.

La stampa è inutile? Dorna ha ragione!

E’ giunta oggi la notizia che Dorna, apparentemente su richiesta delle Case partecipanti, ha vietato l’accesso ai test pre campionato alla stampa di settore. Vi spiego perché ha fatto “bene”.

Misterhelmet Shop 

 

 

Cos’hanno in comune il ritorno di Iannone e il morto alla Dakar?

Nell’ultimo video mi sono trovato a spiegare il senso del clickbait, di come funziona, con qualche esempio, e del perché è fatto in un certo modo. Oggi vi racconterò un tipo di clickbait ancora più squallido spiegando il motivo per il quale alcuni eventi importanti del nostro settore vengono ignorati mentre altri che non sono motociclisticamente rilevanti, diventano stranamente ed incomprensibilmente importanti.

Misterhelmet Shop 

 

Ne affronterò due: La tragica morte di uno spettatore alla Dakar e il ritorno alle corse di Andrea Iannone, con un pizzico di Valentino Rossi. Quello c’è sempre ma non è colpa mia.

Parliamo dell’incidente alla Dakar
Potete chiaramente commentare nel merito, massima libertà, ma non è l’incidente l’argomento del video, bensì il mezzo per parlare di una cosa.
Innanzitutto dobbiamo dispiacerci perché è venuta a mancare una persona e quindi bisogna essere vicini a tutti quelli che le volevano bene. E poi dobbiamo essere preoccupati perché si è aperta una grossa falla nella sicurezza di un evento che di pericoli ne nasconde già tanti. Detto questo, il tema è: La notizia, andava data?  

Tutte le notizie vanno date, altrimenti parliamo di autocensura, ma vanno date con educazione, rispetto e secondo l’etica giornalistica.  Parliamo ovviamente non dei media disperati acchiappaclick e mainstream ma di quelli del nostro settore, che dovrebbero fare prima di tutto una selezione fra quello che è motociclistico, quello che lo è in parte e quello che non lo è per niente. 

Se io leggo che durante una tappa della Dakar c’è stato un incidente mortale per uno spettatore è una notizia. Perfetto.

 

Se io poi oltre al pezzo già scritto leggo un’altro articolo dedicato alla morte dello spettatore, magari con dettagli pruriginosi etc, inizia a non andare bene perché il tale sito, giornale etc inizia ad andar fuori dal suo settore e ad occuparsi di cose che non lo riguardano. Male. 

Brutto è questo  esempio è col video.
Inutile utilizzare la scusante di far vedere che il pilota non ha colpe. Nessun pilota ha colpa se uno gli attraversa il percorso. A che serve il video?

 

Se poi addirittura vedo un articolo che dice: guardate dov’era la persona, con in copertina una foto del malcapitato, estratta da un video a sua volta rubato, con un articolo/post fatto appositamente per la curiosità morbosa degli sfigati, dopo che la notizia è già trita e ritrita, allora vuol dire che siamo al clickbait da senso di inferiorità e bisogno di attenzione senza nemmeno avere un elemento multimediale a supporto. Fermare l’immagine per far vedere come uno muore è proprio l’ultima frontiera.



Ma del resto da chi aveva rubato la foto di Salom appena morto non mi aspetto molto.

Non vi ricordate? Ve lo ricordo io. In occasione della Morte di Luis Salom c’erano delle foto scattate da un fotografo spagnolo. Per rispetto alla famiglia Dorna e il fotografo decisero di non diffonderle e fu fatto divieto a tutti. Qualcuno le fotografo dallo schermo del pc del fotografo e se le vendette. Serviva fotografare il morto e pubblicarlo? La stessa persona che ha estratto il video della persona morta alla Dakar. NON E’ LIBERTA’ DI STAMPA, NON E’ SFIDA ALLA CENSURA come ci arrampica sugli specchi a dire. Non viene offerta al pubblico un’informazione in più, non viene sfidato un regime, non viene dato un elemento di valutazione in più. Semplicemente viene sacrificato allo scopo di lucro personale il rispetto per una persona, offrendola al popolo indecente.
Trovate il link CLICCANDO QUI!

 

Perché un sito di moto specializzato lo fa? Perché lo vede come l’occasione del rilancio mainstream della vita.  Un sito che pur noto nel suo ambito non è conosciuto dal pubblico generalista, vede una chance di redenzione, diffusione, click, salto di qualità. Un modo per essere ripreso da Dagospia e compagnia o semplicemente sgomitare nel suo settore.

Un po’ come se al cronista di paese della redazione regionale di un quotidiano, capitasse l’omicidio dell’anno. Però almeno quella è una notizia vera. Qui la notizia non c’è. 

Il fotogramma dello spettatore che sta per essere schiacciato da un camion, a cosa serve se non a condividerselo fra sfigati su whatsapp seduti al cesso? Cos’ha di motociclistico in senso stretto? Sei una testata specialistica di moto se pubblichi la foto di un poveretto che sta per morire? Sei una testata specialistica di sciacalli. 

Parte2

Cos’ha di motociclistico il ritorno di Iannone? 

Se vi aspettate una retrospettiva ritardata di 4 anni sulla sua squalifica , non è questo il caso anche perché il tema è stato trattato molto bene in un sacco di posti con diversi punti di vista. Riassuntino: 

Per me Iannone, molto concentrato sul suo aspetto fisico e in virtù anche delle sue frequentazioni, ha ceduto ad un prodotto che ne aumentasse la muscolarità. Per me. 

Ha subito una sospensione lieve, nel ricorso non è stato capace di fornire ulteriori elementi a sua discolpa e pertanto ha subito una grossa squalifica. Per me è stato così. Non mi interessa se non ci guadagnava, se le tracce erano lievi, se è stato a sua insaputa e non mi interessa  se qualcuno crede che con una bistecca sola si possa risultare positivi. Potete anche discuterne qui sotto nei commenti dimostrando di non aver capito di cosa parla il video eh, non ve lo posso impedire. Ma il video non parla di questo. Sto cercando di comunicarvi che, d’accordo o non d’accordo su quello che è successo, senza ulteriori elementi, la notizia su Iannone, per quanto riguarda il nostro settore finiva alla squalifica.  E ricomincerà il giorno un cui sapremo che tornerà a correre per ulteriori dettagli sportivi tipo dove e con chi.
In mezzo ci sono 4 anni di Belen, Elodie, altre tizie, foto nudo, vacanze, messaggi automotivanti su instagram, scatti da poeta maledetto, Pechino Express, Ballando sotto le stelle, e tutta una serie di roba che sarà anche rispettabilissima ma con cui noi che ci occupiamo di motociclismo non c’entriamo niente. 

Quindi cosa succede. Che chi si occupa professionalmente e onestamente di motociclismo, lascia perdere Iannone e continua a scrivere di moto, gare, motori, piloti in attività che fanno cose di motociclismo, etc. Chi invece è disperato perché deve fare click, visualizzazioni e spiccioli a tutti i costi, deve mettere la bandierina su robe che erano di moto ma che possono essere spremute perchè sono mainstream, generaliste.

Il morto alla Dakar oh è morto in una gara di moto, quindi oh è nostro!

Iannone è un pilota, che prima la signora di Vigevano no sapeva nemmeno chi fosse ma adesso sa che è un pilota che si è fatto Belen e va in TV. Quindi scatta il desiderio di portare ‘sta gente nelle moto. Iannone è nostrooo!!!
E quindi vediamo roba come questa

 

Uno dei pochi siti che parla di Iannone un modo tutto sommato corretto è Moto.it che  lo accosta a situazioni motociclistiche. Per me sono superflue, non sono articoli che farei io,  ma di certo non sono situazioni scorrette.
Trovate il link CLICCANDO QUI!

Così come, per lo stesso motivo, Valentino Rossi anche se va a giocare con le Auto, a golf o a risiko, oppure va in vacanza, non passa al settore gossip o al nuovo sport di riferimento, no, rimane sempre legato alle riviste di moto. Perché è la maniglia verso il mainstream, visto dai disperati di moto, come l’ancora di salvezza del click. Una specie di VITALIZIO. 

Le moto non se le caga mai nessuno. Scendi per strada e chiedi al primo che passa se conosce Razgatlioglu. Non lo sa. Sarebbe quasi perfetto se Razgatlioglu compiesse una strage in un supermercato. Cazzo ci sarebbe da parlarne per decenni rivendicando tutto i sacrifici di anni a rompercisi il cazzo per imparare a scrivere ‘sto cognome difficile. Al grido di il turco è nostro. Ce ne siamo occupati per anni e adesso che diventa cliccabile, lo volete voi? Noi non lo molliamo.  

I siti di moto tornerebbe a filarseli qualcuno che non sia parte del segmento dei motociclisti, che è un segmento in estinzione. 

Io francamente spero che prima che si estingua il segmento di motociclisti, si estinguano questi poveretti qui, questi  accattoni qui, che sono quelli che avrebbero potuto investire sul movimento e sullo sport e invece hanno scelto di investire sui singoli personaggi, uno alla volta, che adesso si estinguono, uno alla volta, come è giusto si estingua la stampa demmerda personaggiocentrica.
Cari giornali e siti: la colpa è vostra. Avreste potuto investire sul motociclismo, sul movimento e invece avete scelto di investire sui singoli personaggi. Vi siete trasformati da esperti in accattoni e adesso vi trovate a frugare nell’immondizia come gli altri, con la differenza che gli altri hanno materiale sempre fresco mentre invece l’immondizia in cui dovete frugare voi è sempre la stessa e tutto ciò vi vende ancora più ridicoli. Invece che allontanarsi dalle moto, la gente si dovrebbe allontanare da voi

 

CLICKBAITER MI ATTACCANO: NON ACCETTO LEZIONI!

Per l’ennesima volta ho messo in evidenza l’ennesimo contenuto che SECONDO ME è clickbait, ovvero acchiappaclick. A qualcuno non è stato bene e sono stato attaccato sulla mia pagina. E’ il momento di dare qualche spiegazione e qualche dimostrazione

Misterhelmet Shop 

E’ il caso di parlare dell’attacco da me ricevuto da parte dei clickbaiter, che è come la vendetta dei Sith, però fa ridere.
Non so se sapete ma oltre a news, opinioni e anticipazioni combatto una guerra persa contro il clickbait e le fake news. A qualcuno fra quelli che menziono ha dato un po’ fastidio ed è venuto a battere i piedini sulla mia pagina. Prima però parliamo di cos’è il clickbait.

Dice wikipedia, non io, a questo link: https://it.wikipedia.org/wiki/Clickbait

“Acchiappaclic (o clickbait in inglese) è un termine che indica un contenuto web la cui principale funzione è di attirare il maggior numero possibile di internauti, per generare rendite pubblicitarie online.
Generalmente il clickbait si avvale di titoli accattivanti e sensazionalisti che incitano l’utente a cliccare, facendo leva sull’aspetto emozionale di chi vi accede. Il suo obiettivo è quello di attirare chi apre questi link per incoraggiarli a condividerne il contenuto per aumentarne la diffusione, tramite condivisione sui vari social network, aumentandone quindi in maniera esponenziale i proventi pubblicitari.
È frequente da parte di molti siti fare pseudo-informazione narrando taluni fatti in maniera strumentale, distorcendone la realtà; a contrastare questo fenomeno vi sono siti di debunking dove ciò che è riportato in questi link viene smentito, evidenziandone la mancanza di fonti informative affidabili.”

Sia chiaro: io non contesto l’obiettivo di ottenere click. Chiunque produca un contenuto lo fa per farsi visualizzare, anche io. Contesto però quello a cui è disposto ognuno di noi, per farsi leggere.
Posso cercare di fare un titolo più interessante ma, se la notizia non c’è, non posso inventarla, arricchirla, sensazionalizzarla per un tornaconto, altrimenti non sono onesto. Non sono onesto se al titolo non corrisponde un contenuto reale o se il contenuto è fuorviante o addirittura, come vedremo, mancante.

Se vi piace tutto questo, iscrivetevi al canale, attivate le notifiche e scoprite come potete supportare Misterhelmet con lo shop, le donazioni, i super stickers e i super grazie e tramite l’abbonamento. Una volta spendevamo 10 euro al mese per le riviste di moto, adesso bastano 6 centesimi al giorno per sostenere un’informazione libera con contenuti quotidiani. Se vivolete salvare dal clickbait, sostenere Misterhelmet e altri siti simili, è l’unico modo.

Torniamo a noi: sulla mia pagina evidenzio spesso i titoli clickbait come mi vengono proposti su google o come li vedo sui canali social. Nella maggior parte dei casi siete voi stessi a segnalarmeli. Ve ne metto qualcuno.

Solitamente non c’è reazione da parte di chi li produce ma in questo caso è andata diversamente.

Il signor Antonio Russo, direttore del sito TUTTOMOTORIWEB, i cui post spesso evidenzio, è venuto a protestare piccato per avere io criticato il suo sito. Nello specifico questo post su Bagnaia che secondo Tuttomotoriweb, VUOLE un record la cui esistenza hanno però scoperto a tuttomotoriweb, ovvero quello di essere il terzo pilota a bissare il titolo per due anni consecutivi. Come fa Bagnaia a volere un record di cui non sa l’esistenza fra l’altro eguagliandolo e non battendolo? E come fa a entrare nella storia ancora prima che inizi il campionato? Mistero.

Faccio presente che io non ho mai scritto niente sui canali di TUTTOMOTORIWEB che il sig Antonio Russo dirige perché sono bannato preventivamente. Sono stato bannato ancora prima di andarci a scrivere per il solo fatto di menzionare la sua testata nei miei. A me non importa. Ma al sig. Antonio Russo, direttore di Tuttomotoriweb, evidentemente non basta ed è venuto a protestare nella mia pagina.
In merito a questo titolo su Bagnaia, a cui veniva attribuita la volontà di superare un record di cui nessuno si è accorto, ed in seguito alla mia segnalazione, il sig Antonio Russo è venuto a scrivere un minisfogo in cui c’è un tentativo di spiegazione. Ve lo metto qui.

Ovviamente criticatissimo il sig Russo ha continuando a rispondere utilizzando i 12 anni di storia di Tuttomotoriweb, i 50 milioni di pagine viste l’anno e i 750mila utenti facebook, come garanzia di qualità informativa.
Alla fine sono chiaramente io quello invidioso, quello che ha tempo da perdere criticando una persona che invece carica di responsabilità manda avanti una redazione illustrissima che fa giornalismo di altissima qualità, come quando le notizie vengono rilanciate ad un anno di distanza facendole apparire come nuove. A quale scopo se non il clickbait, nessuno lo sa. Per il sig Russo è normale. A posto così.

Vorrei però farvi vedere qualcuno di questi brillantissimi contenuti che secondo me sono clickbait mentre secondo il signor Antonio Russo, direttore di tuttomotoriweb, sono invece giornalismo seguitissimo e normalissimo. Giudicate voi.

Marquez alla dakar fa un annuncio importante. Che non ci va. Non ha mai pensato di andarci, non è mai stato previsto che ci andasse e non è il suo sport.

Miller cambia sport? Non è vero, si allena semplicemente nel motocross. Come milioni di piloti.

Il sogno di Ciabatti e l’incubo degli avversari? Clicchi il pezzo e non c’è nessun sogno. Io non lo vedo a meno che non sia vincere.

Dove vive Marc Marquez? Rimarrete stupiti: vive a Madrid. Da un anno e mezzo.

Non è che vive su una palafitta a rapa nui. RIMARRETE STUPITI!!!!

Bautista pronto ad una rivoluzione? Chiede l’aiuto dei fan.
La rivoluzione è se adottare il n1 oppure no. Rivoluzione!

STUPITI, SOGNO, RIVOLUZIONE, SHOCK. Ricordate il sensazionalismo dei termini a scopi emozionali. Questi sono i pezzi che trovo nella homepage ma potrei continuare per ore. Né voi né io abbiamo tempo libero, contrariamente a quello che dice Antonio Russo.

Non voglio rinunciare però all’articolo principe, la vera chicca: Quanto costa un treno di gomme in MotoGP: rimarrete a bocca aperta! Non è un costo normale. E’ un costo da Bocca aperta. Tipo come quando vai dal dentista e ti dice “Apri grande”.
Ma quanto costerà mai UN TRENO DI GOMME.

Eccolo qui. Me l’ha segnalato un team manager che mi ha detto che era curioso anche lui, perché non lo sapeva. EBBENE QUESTA INFORMAZIONE NEL PEZZO NON C’E’. IL COSTO DI UN TRENO DI GOMME NON C’E’. Non è clickbait, questo, caro Antonio Russo direttore di Tuttomotoriweb? Come lo chiamiamo?

E ora parliamo di come sono scritti questi articoli.
Per una notizia che potrebbe essere condensata in 5 RIGHE, i pezzi hanno tutti una media di 5-6000 caratteri e partono ogni volta dalla notte dei tempi.
Sono i parametri per andare nel range della monetizzazione di google e apparire su google discover, l’ideale per far comparire banner, popup, interstitial, aggiornamenti di pagina, ovvero tutti gli strumenti PER FAR SOLDI TIPICI del clickbait, incluso il tempo minimo di navigazione necessario per rientrare nei parametri.
Poi, in separata sede, possiamo parlare di come vengono non scritti ma “generati” questi articoli, che hanno SEMPRE GLI STESSI MODULI.

Per me non ci sono problemi. Se il sig Antonio Russo vuole gestire un sito acchiappaclick, affari suoi. Però io ho il diritto di rilevarlo tutte le volte che lo riscontro. SI CHIAMA DIRITTO DI CRONACA. E ho anche diritto ai analizzare la veridicità dei contenuti, la presenza o meno degli stessi, la discordanza col titolo, e la corrispondenza delle date a cui si riferiscono i fatti rispetto alla pubblicazione e la modalità in cui questi contenuti vengono proposti. E di fare tutte le altre valutazioni che ritengo opportune. Si chiama giornalismo questo. Anche se non piace al sig Antonio Russo direttore di Tuttomotoriweb con 50 miliohi di utenti annui e 750mila utenti social, perché non genera abbastanza soldi.
A proposito. Se questi utenti di cui parla il sig Antonio Russo sono come gli articoli che scrive sul suo sito, sono le persone più diverse da quelle con cui voglio avere a che fare io, incluso lui. Sono in una galassia lontana lontana. Mi tengo i miei 100 volte.

 

VALENTINO ROSSI OUT, VR46 DOWN! Va davvero tutto bene?

Con il ritiro di Valentino Rossi anche la VR46 sta crollando? Guardiamo un po’ di dati oggettivi? Moto2 e Moto3 chiuse, Accademy in dissoluzione. E il resto come va?

Misterhelmet Shop 

 

Ecco il video più difficile dell’anno, a 2023 appena iniziato; perché ogni volta che si parla di VR46 senza fare degli elogi a livello di fanatismo religioso, si passa per hater.
Anche se adesso VR46 non ha praticamente più niente a che fare con Valentino Rossi.
Ecco la prima cosa: E’ come se il binomio Valentino Rossi e VR46 azienda fosse morto, spezzato.
Valentino fa le sue cose con la moglie e con le auto, e la VR46 fa il suo percorso. sempre più… si può dire disastrato? Si può dire. Non ci credete?

Attenzione: chi capisce che questo video è una valutazione personale su alcune situazioni, può essere d’accordo o no. E’ sempre una questione di opinioni.
Chi invece vede questo video come qualcosa CONTRO la vr46, ha un problema.
Chi invece riesce a vedere questo video come qualcosa contro Valentino Rossi, ha bisogno di un dottore molto bravo. E io non lo posso aiutare.

Dicevamo? Il binomio Valentino – VR46 non esiste più.
Vale fa le sue cose con le auto di cui, bisogna avere il coraggio di dirlo, non frega niente a nessuno. Le testate di moto, pateticamente riportano notizie che non interessano su un campionato a 4 ruote di cui nessuno conosceva l’esistenza e di cui a momenti non parla nemmeno chi si occupa di auto e ormai ci sono due tipi di commenti: quelli degli appassionati di moto che si lamentano perché i contenuti non hanno attinenza, e quella degli appassionati di Valentino che ripetono a macchinetta cose tipo “brutta l’invidia”, “è la storia del motociclismo”, “quando la volpe non arriva all’uva”, “intanto il bimbominkia marquez (minuscolo) non sarà mai come lui”, etc per chiudere con “buona vita” e “continua a tifare per Biagi”, con una g sola..
Vale nel frattempo fa altre cose con sua moglie e sua figlia e le riviste sbattono la testa come pipistrelli prigionieri, cercando di leccare anche lì riportando notizie ridicole per il semplice fatto che Rossi semplicemente non va più in moto e quindi una presenza ossessiva non ha più senso.

Ci sono poi i post nostalgia. Le riesumazioni sul biscotto 2015, quelle con le dichiarazioni di e verso Marquez, Lorenzo, Stoner, etc, i cosiddetti memorabilia giornalistici per irriducibili mainstream,

e poi gli accostamenti patetici con gli eventi o i morti eccellenti di turno quali Ken Bloch etc SLIDE 5, tutti rigorosamente ricordati senza vergogna né utilità accanto a Valentino, ormai feticcio del click, àncora di salvataggio di quando non si ha un bel cazzo di niente da dire ma bisogna rimanere su Google Discover o cercare su facebook i click di quelli che postano il “buongiornissimo” col cappuccino.

E’ questa gentaccia che ha un mutuo aperto con Valentino. Ci ha mangiato per anni e ha avuto credibilità e adesso la deve restituire tenendo in caldo il nome di Valentino mentre continua a mangiarne gli avanzi e le briciole.

Il tema però non è Valentino ma il suo distacco da se stesso. O meglio, il suo distacco da una cosa che una volta era pienamente identificabile con lui: la VR46. Provo a dimostrarvi che non gliene frega più niente o che vuole che la percezione sia tale, almeno per un po’.
A malapena si è visto nelle gare MotoGP, a malapena è andato a visitare i suoi team, pochissime le dichiarazioni, quasi tutte di circostanza quando, educatamente risponde, solo e rigorosamente a testate di provata e storica lealtà. A parte le interviste mainstream a fine carriera, le ospitate generiche, etc. Ma di motociclismo reale, insomma, niente. Una sorta di giusta disintossicazione che è comprensibile.
Si può dire che oltre al binomio Valentino Rossi – VR46, sia in declino anche la VR46 stessa? Chiaramente no, in Italia non si può dire perché si passa per hater, invidiosi, etc. Va tutto benissimo!
Allora forse è il caso di prendere in considerazione alcuni elementi per valutare al meglio.

Negli ultimi anni cosa è successo alla VR46, dipinta da sempre come geniale, infallible, spettacolare, benefattrice, etc? Che ha smesso di essere quello che era, di pari passo con il finire della carriera di Valentino.

VR46 è stata protagonista di idee geniali e innovative, attività pazzesche, successi inarrivabili.
Ha svolto il ruolo che la Federazione Motociclistica Italiana non ha mai saputo ricoprire, e ha fatto cose che nessuno aveva mai fatto e che forse mai farà, SOLO fino a quando era complementare a Valentino che si esercitava al Ranch con piloti che gli servivano per mantenere la sua carica agonistica.
Chi vede in questa constatazione qualcosa di negativo, è scemo. E non capisce che Rossi ha fatto bene a fare business faceva del bene a se stesso e di rimbalzo anche ad altri in un settore che gli deve tantissimo.

Però, man mano che Valentino chiudeva la sua carriera la VR46 ha chiuso il team  Moto3, ceduto ad Avintia in cambio dei posti in MotoGP, e poi ha chiuso anche il team Moto2, venduto per palesi difficoltà finanziarie a Fantic che si è fatta carico di personale, struttura etc, ha chiuso il team del CEV e del CIV.
Nessuno ha avuto il coraggio di dire che improvvisamente, senza Valentino in pista, sono mancati i soldi, l’interesse e tutti quegli sponsor che prima bussavano alla porta. E’ mancato il coraggio di dire che prima l’interesse c’era perché le cose erano belle e che le cose diventavano belle perché le faceva Valentino e c’era lui.
Via Valentino, via gli sponsor. Dimostratemi il contrario senza tirarmi fuori il Covid, Putin e le criptovalute.

A meno che non si voglia considerare sponsor quella Tanal farlocca che si era inventata la partecipazione del petroliere Aramco (che non ne sapeva niente), i 90 milioni in 5 anni, lo sceicco che faceva le conference con dietro la tenda dell’IKEA senza saper parlare, la corsa Gubbio – Riyadh, la moto elettrica ibrida, le mongolfiere e le porte della residenza araba che non si sono mai aperte.

Tutto inventato come l’offerta, sempre di Tanal e dello Sceicco, di 150milioni per comprare la VR46 spiattellata da il Sole 24ore, lo stesso giornale che adesso dice che va tutto bene.

Una follia di cui non ha parlato nessuno tranne il sottoscritto mentre andava avanti un’altra follia. Quella dei leccapiedi ciechi sordi e muti che da desiderio onanistico si trasformava in una realtà mai esistita e nessuno parlava perché aveva ricevuto ordine di stare zitto.

Se possiamo dire che le “disgrazie” di VR46 sono iniziate da lì, almeno finanziariamente, perché 90 milioni fra averli e non averli diventano 180, come dicono in toscana, dal punto dell’immagine dobbiamo dire che il sistema azienda VR46 funzionava grazie a Valentino e si è affievolito quando è andato via.
Non era la VR46 che era infallibile. Era la presenza di Valentino che la rendeva tale, anche magari solo in apparenza.

Poi, sempre per la compiacenza editoriale e per la riconoscenza canina scodinzolante possiamo anche dipingere Uccio Salucci e Alberto Tebaldi come maghi della finanza e della gestione aziendale aziendale (con quali curriculum e studi, a parte la Paddock University, ancora non si è capito).

Però la realtà è che in meno di due anni sta scomparendo tutto. Academy inclusa che, se non mi sbaglio, è passata da vera e propria scuola di piloti campioni a “rimaniamo amici e ci alleniamo ogni tanto” passando da articoli che ci spiegano quanto costa andare ad allenarsi al ranch che è passato da luogo di eccellenza a una cosa a gettone. Quando servono soldi è così.

E a parte i grandissimi risultati di Bagnaia e Morbidelli che erano già bravi da prima per conto loro e che pare siano in rotta, anche il castello dei piloti sembra essere crollato e sono rimasti ormai in pochi a pagare il famoso 15% alla VR46. Vietti si è salvato come clausola nel team Fantic ma a parte Bezzecchi e Marini che però corrono nel loro stesso team, tutti gli altri sono stati espulsi dal meccanismo MotoGP e molti sono usciti. Così bravi che non hanno trovato un posto. Anche tanti altri sono dovuti scendere di categoria perché forse erano bravi ma non quei campioni stellari che ci avevano venduto.

E non sono cose che dico io, ma cose che succedono e fare i nomi non serve perché si offenderebbero dei piloti che non hanno colpe se non quella di essere stati troppo esaltati da una stampa drogata di compiacenza e servilismo. Eh però rimangono amici.

E’ anche così che un team MotoGP che si doveva chiamare Tanal Aramco con 90 milioni da spendere, quest’anno deve rinunciare ad una moto ufficiale perché non ha i soldi e noi ci dobbiamo bere la cazzata concordata che si è preferito avere due moto clienti per gestirle meglio. Dai su. Per non parlare del fatto che si stia cercando di passare a Yamaha perché c’è maggior convenienza finanziaria e papà Vale non sgancia un euro dei suoi, di quelli meritatamente guadagnati.

Faccio un riepilogo. Chiuso il team Moto3, chiuso il team Moto2, chiuso CEV, chiuso CIV chiusa praticamente l’academy.
E la VR46 abbigliamento, quanto è stata, negli anni, Valentinocentrica? Quanto merchandising vendono gli altri suoi piloti rispetto a Rossi? Quante magliette e cappellini di Migno, Morbidelli, Vietti si vendono? Quante magliette, cappellini, calendari di Valentino con le auto a 59 euro si venderanno adesso che non corre più e che soprattutto nel paddock non si fa vedere? Per quanto tempo ancora? Gli altri progetti, come andranno, dato che Vale praticamente nemmeno compare? Non sembrerebbe che basti un logo, per far funzionare tutto. Quanto dura un’immagine che non viene alimentata o che esce dal suo settore senza vincere?
Stessa cosa per il fan club, un’azienda che fatturava e che organizzava voli charter verso le gare mentre adesso non pubblica un post da 3 mesi e parla solo di cose successe fino al 2009. 40 euro l’anno come iscrizione. Tutto a posto? Esiste? Vanno a vedere il GT? Speriamo bene.

Ed ecco le domande che faccio:
Sta andando tutto bene come ci raccontano i media a servizio?
Ma soprattutto: non è che a Valentino non frega niente e che sta tenendo in piedi un giocattolo facendo il minimo indispensabile senza metterci né soldi né immagine personale per la sola gratitudine verso i vecchi amici e un fratellastro?

Anche giusto che voi mi chiediate: ma a te Misterhelmet, che ti frega?
Mi frega. Perché se le cose stanno andando poco poco come dico io, siamo davanti ad una stampa di merda che ci racconta tutto il contrario, mischiando un filo di gratitudine verso Valentino Rossi con dosi abbondanti di sfruttamento da fine impero, nei suoi confronti.
E sapete quanto queste cose mi diano fastidio.
Sono più fan io di Rossi, che loro. Perché non lo sfrutto, non ci mangio e lo rispetto molto di più.

DUCAUDI e Made in Italy? STOKAZZEN! Un solo nemico per DUCATI!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella di Ducati nelle mire dei jap per i suoi risultati sportivi. Sono altre le cose che i giapponesi temono e l’avversario diretto di Ducati è un altro!

 

Misterhelmet Shop 

 

Lo dico per la terza volta: capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate.

Questo è il TERZO VIDEO DI TRE sulle chiavi di lettura senza senso buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.


Parliamo di Ducati, del made in Italy, delle invidie e dei tentativi di bloccarla per aver vinto un mondiale dopo 15 anni schierando 8 moto.  E secondo qualcuno lo dovrebbero fare Case che insieme di mondiali negli ultimi 20 anni ne hanno vinti 18.
Alla fine del video vi dirò  cosa fa vincere veramente Ducati e di cosa devono aver veramente paura le altre case.

Vediamo cosa abbiamo:  Ducati fa paura! Ducati che va fermata! Ducati che va oltre i regolamenti!
La verità è che da un lato bisogna levarsi il cappello davanti a Ducati, dall’altro, se non avesse vinto sarebbero stati veramente problemi per un management che stava spendendo tanti soldi non suoi senza vincere il titolo piloti.
Poi vi spiego i “soldi non suoi”.

Intanto parliamo del titolo costruttori, una cosa importante fino a che non l’hai vinta. Quando l’hai vinta 2-3 volte come Ducati, inizia ad essere importante vincere il titolo piloti. MotoGP e Superbike è uguale. La casa “Bolognese” ci è riuscita dopo ben 15 anni.
Quindi, al di là del solito Quartararo, che può essere infastidito dalla sconfitta, o Marquez che però è infortunato, non si vede come Honda e Yamaha possano viversela così male dopo che per anni hanno dominato. Non è chiaro come possa esserne invidiosa Suzuki che se ne è andata.
Non è chiaro come possa essere invidiosa Aprilia che è tornata nel 2015 dopo una pausa di 11 anni.
E’ evidente che l’unica Casa ad essere un minimo “infastidita” da Ducati è  KTM che infatti sta percorrendo due strade, una diretta, una indiretta.
Quella indiretta è il dominio negli altri campionati. Dal 2025 i motori della Moto3 saranno KTM dove gli austriaci già dominano..
La Casa Austriaca, inoltre, sta pensando di mettere bene le mani anche in moto2 dove ha tanti team ma non è una casa partecipante. L’alleanza con Boscoscuro, l’ho spiegata in un video.

La strada diretta è invece quella dell’ingaggio di tanti tecnici Ducati, dimostrazione di grande stima. Ma qui non parliamo di KTM. Parliamo di Ducati e di chi sono i veri avversari della casa bolognese che bolognese non è più.

Però prima vi faccio una domanda: come mai i tecnici e la metodologia di lavoro di Ducati vengono “rubati” solo adesso? Perché adesso funzionano. E funzionano perché non ci sono solo le capacità sportive e tecniche da rubare ma il “MODELLO” che si incastra perfettamente con quello KTM. Sembra strano da credere ma Ducati e KTM, dal punto di vista tecnico no, ma da quello organizzativo, lavorano allo stesso modo.
Entrambe si espandono, entrambe vogliono dominare le griglie e il mercato.

La vera cosa che fa paura di Ducati non è il numero di moto, le ali o le innovazioni, ma il made in Italy che c’è sempre stato, sommato ad una cosa che ha iniziato finalmente a funzionare: il modello tedesco.

Chi dice che con Ducati ha vinto il made in Italy, dice mezza cazzata.
Chi dice che Ducati è solo Audi, dice l’altra metà.

Se gli aspetti sportivi e tecnici fossero fondamentali, Ducati negli ultimi 20 anni avrebbe vinto gli stessi mondiali di Honda e Yamaha.

Se il modello organizzativo fosse fondamentale KTM avrebbe vinto dei mondiali in MotoGP e BMW li avrebbe vinti in Superbike. Invece i tedeschi nelle moto non hanno vinto mai niente.

Non si vince con il made in italy. Non si vince con il made in Germany
Si vince con la COMBO!

Ecco un esempio di caratteristiche Made in Italy 
Cuore e attitudine al racing
Genio creativo, improvvisazione, adattamento, inventiva
Capacità progettuale applicata alle corse
SBORONAGGINE RACING: una cosa che nelle moto abbiamo solo noi.

E adesso un esempio di caratteristiche Made in Germany
Soldi derivanti da efficienza industriale
Capacità organizzativa estrema
Solidità aziendale
Metodo di lavoro più analitico che istintivo
Banche che aiutano
Mille modelli in Gamma che generano market credibility e quindi soldi.
Soldi che comprano uomini che fanno soldi.
CAPACITA’ DI FARE SOLDI E SAPERLI SPENDERE

Ducati ha avuto la sua KTM a 4 ruote che si chiama Audi.
Solo un drogato non capisce che il Gruppo Wolkswagen che ha ripescato dall’inferno marchi come Lamborghini, Bugatti, Bentley, Skoda, Seat, che ha inventato cose come Cupra e rilanciato Italdesign Giugiaro, MAN, Scania etc, non può non aver influito sul nuovo corso di Ducati che infatti è stata affidata al marchio che più le assomiglia: Non Porsche, ma Audi, il braccio armato del gruppo. Una via di mezzo fra VW e Porsche che strizza l’occhio a Lamborghini.

Ecco di cosa devono aver paura tutti:
Il Made in Italy che fa soldi, che ha idee e ci può investire. Il Made in Italy organizzato. IL MADE IN ITALY ALLA TEDESCA O MADE IN GERMANY ALL’ITALIANA che monopolizza la griglia e vende migliaia di MOTO con il meglio delle due visioni. Non per niente Ducati assomiglia sempre di più a BMW Motorrad e si è messa a far anche le turistiche e le fa bene.

C’è invidia verso Ducati? Non per i risultati sportivi.
Vogliono cambiare il regolamento? Non per colpa di Ducati.
Vogliono fermare gli Italiani? No, vogliono fermare l’alleanza Italo Tedesca che unisce il meglio dei due mondi.

DUCAUDI? STOCAZZO!
MADE IN ITALY? STOCAZZO!

Bisogna capire cosa spaventa i giapponesi. Non un titolo mondiale dopo 15 anni, ma i soldi e il modello per vincere i prossimi!

Impariamo a ragionare sulle situazioni vere e non sulle notizie false acchiappaclick!

L’unico vero problema di Yamaha? ELIMINATO!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella della disperazione di Yamaha e delle tensioni fra la casa di Iwata a Quartararo. In realtà Yamaha aveva un solo vero problema e se ne è liberata alla grande!

 

Misterhelmet Shop 

 

L’ho già detto: capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate.

Questo è il SECONDO VIDEO/ARTICOLO di tre che parleranno delle chiavi di lettura senza senso buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.


Parliamo di Yamaha e della presunta sofferenza per non aver “sorprendentemente” vinto il secondo mondiale di seguito, avendo un pilota solo e come altre moto un pilota in crisi, uno tornato dal ritiro e un debuttante della moto 3 in un team gestito alla buona. Davvero i risultati di Yamaha sono una sorpresa?
Alla fine del video vi dirò perché Yamaha ha “perso” un team clienti.

Vediamo cosa abbiamo. Honda, da quando esiste la MotoGP, 2002, ha vinto 10 mondiali con 4 piloti diversi (Rossi, Stoner, Hayden e Marquez).
Yamaha è la seconda casa più vincente. Ne ha vinti 8 con tre piloti diversi (Rossi, Lorenzo, Quartararo) con risultati mai ottenuti da nessuno. Interrompere il dominio di Honda, con Rossi, impedire la nascita di un’era Ducati, sempre con Rossi, interrompere un dominio interno con Lorenzo per poi interrompere il dominio di Honda e Marquez sempre con Lorenzo e infine impedire il dominio di Suzuki e Honda con Quartararo. Yamaha è il vero guastafeste della MotoGP. Il vero game changer.

Come per Honda, veramente pensate che Yamaha non sia cosceinte del fatto che esistano dei cicli e che non si possa vincere sempre, soprattutto sapendo di essere non la prima ma la seconda forza industriale delle due ruote?

Moto terribile, eppure Quartararo è arrivato secondo. Un titolo Superbike dopo anni,
molti piloti anziani come Rossi, Dovizioso, Crutchlow. E Morbidelli secondo con una moto clienti e poi agonisticamente morto. Siamo veramente sicuri che Yamaha si possa lamentare di come siano andate le cose dopo che solo nel 2021 aveva vinto TUTTO fra Motogp e SBK?
Anche per Yamaha ci sono dei problemi. Ma non è crisi. Fa tutto parte del gioco.

Quartararo si lamenta ma le dichiarazioni del pilota sono una piccola parte di un singolo aspetto, non il tema principale.
Poi pensate ad una cosa: Quartararo, nonostante l’insoddisfazione, ha rinnovato subito e senza difficoltà. Yamaha aveva e ha bisogno di Quartararo, che è il miglior talento presente in MotoGP (Marquez è rotto) e Quartararo aveva e ha bisogno di Yamaha e non poteva andare da nessun’altra parte.
In Honda c’è MM93 e la moto non va.
In Ducati non c’è posto.
Suzuki ha lasciato.
KTM e Aprilia non sono ancora pronte per lui.
Discorso chiuso e ingaggio più alto di tutti per il francese.
Tutti quelli che parlano di insoddisfazioni e rapporti tesi fra Yamaha e Quartararo, PARLANO DEL NULLA PERCHE’ NON HANNO NULLA DI CUI PARLARE.
Yamaha e Quartararo non devono dimostrare nulla e non possono lamentarsi di nulla perché non hanno alternative e negli ultimi 2 anni ha fatto un primo e un secondo posto.

Adesso ci divertiamo e vediamo quali sono stati i problemi di Yamaha e come li ha risolti. Il vero problema di Yamaha: Razali.

Mettersi con Razali è come quando ti metti con una donna bellissima e poi un giorno la vedi senza trucco.
2020: primo anno di Petronas: super sponsor, super pretese e super risultati. Morbidelli e quartararo: bomba
2021, secondo anno di Petronas: super sponsor, super aspettative, Rossi, Morbidelli, zero risultati, lo sponsor se ne è andato
2022, terzo anno, stesse pretese, sponsor fallito e situazione tragica.
E’ evidente che Razali dopo il primo anno è stato qualcosa di diverso da quello che Jarvis si aspettava.
Un cliente che non voleva fare il cliente.
Uno jr team che non voleva Valentino Rossi e lo criticava apertamente.
Un team manager che voleva scegliere i piloti senza poterselo permettere perché ha avuto soldi per un anno e mezzo e basta.
Un team manager che, scusate se ve lo dico, ha fatto scappare dalla MotoGP lo sponsor più grande degli ultimi 10 anni, Petronas, e da quel momento ha fatto solo partnership decisamente discutibili. E secondo me non ha ancora finito.

Sponsor scappati, piloti contestati, problemi interni, critiche, altri sponsor e piloti sbagliati. Forse qualche colpa ce l’hai.

Yamaha e Jarvis non hanno perso un team clienti. Hanno rinunciato ad avere un team che dava più problemi che vantaggi

Yamaha ha tenuto Razali solo perché VR46 ha scelto Ducati pensando di avere i soldi dello sceicco. Adesso che VR46 i soldi non li ha, sta già cercando di uscire dal contratto con Ducati che dura fino al 2024-25.

Meglio un anno da soli in attesa di VR46 che un altro anno con Razali che gli creava casini e discuteva su tutto.

Ovviamente Yamaha sa anche che se VR46 arriverà lo farà perché le moto costano meno e non perché vanno meglio. Lasceranno Bezzecchi in Ducati e metteranno sulle giapponesi, che ne so, Vietti e Marini, che tanto per loro una moto vale l’altra.
Ma questo è un altro discorso.
E vedrete che saranno tutti contenti. Che ne pensate?

L’unico vero bersaglio mancato da Honda nel 2022!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella della disperazione di Honda che, in realtà, nel 2022 ha mancato solo un bersaglio fra quelli che avrebbe voluto centrare!

 

Misterhelmet Shop 

 

Capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate. Da dove vogliamo cominciare?

Questo è il primo di tre video/articoli che parleranno delle chiavi di lettura senza senso su Honda, Yamaha e Ducati, buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.

Parliamo di Honda e delle sue difficoltà, della tragedia che vive, per non vincere, dei malumori, etc. Marquez smette, se ne vuole andare, c’è un malcontento totale, etc. E poi alla fine vi do l’unico vero bersaglio mancato del 2022-2023.

Parliamo di Honda
Chiunque corre, corre per vincere. Sono sicuro che Pol Espargaro sia scontento, ovviamente perchè ha fatto un brutto campionato. Sono convinto che Bradl sia insoddisfatto perché guadagna poco ma per tutto il resto credo che contento di quello che fa e del fatto che ha una moto su cui sedersi.
E guardate un po’ sono anche convinto che Marc Marquez da un lato sia deluso della sua prestazione e dall’altro sia carico per il 2023 seppur con qualche dubbio.
Sono ovvietà che scrive chi non ha altro da dire.

Ma Honda, che problemi può avere oltre al fatto che da qualche anno non vince? E soprattutto, è davvero un problema?
Mi sembra evidente che le corse di fanno per vincerle ma può anche capitare che non succeda.
Honda ha vinto tantissimo e per anni si è alternata a Yamaha nella spartizione dei mondiali. Honda-Yamaha, Honda-Yamaha, con qualche altra breve parentesi.
Ma tenete conto che è anche giusto, è anche statistica, che a volte questo duopolio sia interrotto e vincano altri, come Suzuki o Ducati.

Una persona normale veramente pensa che Honda si aspetti di vincere ogni anno? L’anomalia non è se Honda e Yamaha non vincono ma se non vincono mai gli altri. E’ arrivato il turno di Suzuki, è tornata alla vittoria anche Ducati. Vedrete che il meccanismo consentirà anche a KTM e Aprilia di prendersi delle soddisfazioni. E’ questa la normalità, non che vinca sempre uno.

Qualcuno dirà che il problema di Honda, senza vittoria del mondiale, è quello di non aver vinto nemmeno una gara.
Sicuramente è brutto ma pensate che Honda non se ne sia accorta? Sappiamo tutti da cosa dipende. Dalla salute di Marquez. Ecco l’unica cosa di cui Honda si deve preoccupare. Ed è anche l’unica cosa che non dipende, non più, da Honda.
Honda per anni ha vinto PRATICAMENTE grazie a Marquez e ne è consapevole. Negli ultimi anni non ha vinto perché Marquez non era in salute, e ne è consapevole. Ci sarà sicuramente un allarme tecnico ma non è sicuramente dell’entità di cui ci vogliono far credere.

Honda si ritira, Honda lascia, Honda vuole cambiare le cose, sono solo affermazioni di chi non ha capito quale sia la visione globale di Honda e quanto conti Honda nello scenario mondiale.

Per Honda le corse non sono importanti come possono esserlo per Ducati. A Honda non interessa solo vincere. A Honda interessa ANCHE VINCERE.

Vi dico qual è la più grossa preoccupazione INDUSTRIALE di Honda.
L’elettrico. Deve svilupparlo ma anche controllarlo per poter continuare a dominare nei mercati in cui è presente. E’ questa cosa la può fare solo in un modo: con i biocarburanti. E questo percorso continua con Repsol fino a che Repsol non passerà definitivamente come annunciato alle energie rinnovabili. I carburanti alternativi si sviluppano in gara. Per questo Honda HRC, a partire dal campionato giapponese, lavorerà su questo. Se potrà farà in modo che si utilizzino anche in MotoGP e Superbike.

E adesso vi dico qual è la più grossa preoccupazione sportiva di Honda HRC in MotoGP.
Sviluppare una moto mediamente competitiva per fare in modo che Marquez o il suo successore ci metta del suo per vincere. Se può.

Marquez o il suo successore e qui arriva la news.
Mir è un ripiego. Volete sapere come mai l’ingaggio di Mir, che pure era a piedi, è stato così complicato nonostante Mir non avesse grosse chance? Non per colpa di Mir. Perché l’obiettivo non era Mir.
L’obiettivo 2023 era Pedro Acosta. Ma visto che ancora non sbarca in MotoGP, sono tutti tranquilli. Vedrete cosa succederà quando la sua situazione si sbloccherà.

Questa la mia fotografia sulla situazione di Honda. Che ne pensate?
La cosa più importante non è cercare le news dove non ci sono ma ragionare e guardare un po’ più in là. Lo fanno le aziende, dovremmo farlo anche noi.

Un po’ di figa, qua? Una questione seria

Fa ridere questo video in allegato, per come inizia. Un’uscita di altri tempi, fatta da un personaggio, Gianni Giudici che chi lo conosce sa quanto sia fuori dalle righe. Con modi spicci chiedeva un po’ di colore per il podio. Erano altri tempi. Si facevano un sacco di cose senza pensare. Nel bene e nel male. Ma anche meno seghe mentali. Sentite che poesia!
Però la questione è seria, davvero. e non si può ridurla a semplice desiderio di figa.


Misterhelmet Shop

Tutti noi abbiamo fra i nostri amici quello fissato, che parla sempre di figa, non ha nient’altro in testa.Quello che manda solo donne e i filmatini su Whatsapp, che parla solo di quello. Tutto il tempo. Monotematico.
Simpatico, però, dopo un po’, uno pensa sia malato. E non va bene. E’ un problema. Perché tratta le donne come oggetti e l’aspetto sessuale passivo come parte principale della vita che non è solo quello e soprattutto della donna, che è molto di più del suo involucro. Poi c’è invece quello che ti fa paura per il motivo opposto. Non ne parla mai, che sembra quasi spaventato, inibito, quasi fobico, al contrario. Quello che è infastidito da tutto quello che è inerente a quella sfera.
Due che si baciano, una ragazza che va in giro scollata, troppo disinibita. E non va bene nemmeno quello. Altro problema.Su questa base dobbiamo parlare della novità del racing, ovvero del fatto che dal 2023 nelle corse di motociclismo vogliono togliere le ombrelline. E vista così, superando il commento maschilista da motociclista intutato con la birra in mano o da ragazzetto bimbominkia che va a EICMA nella speranza di strofinarsi sulle modelle, SEMBREREBBE ache una cosa giusta ed evoluta. E invece è un problema.Se la necessità è evolversi. Allora è giusto smettere di strumentalizzare la donna. Se non vuole. E di questo ne possiamo parlare. E’ giusto e dovremmo anche crescere.

Però dovrebbero iniziare i giornali che sono ancora degli insuperabili morti di fica con i loro video sulle ragazze di EICMA o della Motogp fatti apposta per fomentare quattro allupati come loro e raccogliere qualche click.

Ultimamente per fare meno la figura da poveretti ci hanno aggiunto una notizia tipo: guardate quanto si guadagna a fare la hostess e roba simile.  Rimanete dei disperati acchiappa click che vi rivolgete alla peggiore ricotta del web.
Il problema che mentre il pubblico non ha colpe, perché certe se le trova davanti, la stampa una colpa ce l’ha, perché certe schifezze, le produce.

Ma allora a Misterhelmet non piacciono le ragazze?
Certo che sì, ma le preferisco come parte del contesto, non come ragione del contesto stesso. Un contesto è fatto di diversi elementi armonizzati fra loro, non di esasperazioni che non stanno insieme.

La chiave è il contesto.
Parliamo del contesto racing e apro google cercando MOTOGP PADDOCK su google. E’ fatto di rumore, di colore, di sponsor, di puzza di benzina, di pneumatici bruciati, di ragazze con l’ombrellino. Ed è l’applicazione di quello che ama e del modo in cui vive il suo pubblico dei motori.
E’ un insieme, incomprensibile per chi non è interessato, ma perfetto per chi ama un determinato mondo. Guardate. C’è di tutto e una foto ogni tanto parla di girls. Fra l’altro molte è Dorna a inserirle. Spesso proprio le più audaci.

Andate ad una fiera di body Building, BODYBUILDING EXPO trovate un certo tipo di persone e cose per voi incomprensibili. Ad una fiera delle armi da fuoco, WEAPONS FAIR altri tipi di persone e altre esagerazioni che magari non riuscite a condividere.
Ad una fiera del sesso SEX FAIR trovate donne nude, falli di gomma, signorine aperte a compasso etc.

Ad un evento racing trovate quello che abbiamo detto sopra. Ad ognuno il suo contesto.

In nome dell’educazione e della crescita morale ed etica dal racing ci hanno tolto gli alcoolici, NASTRO AZZURRO ci hanno tolto il tabacco, MOTOGP TOBACCO  ci vogliono togliere il rumore, la puzza di benzina… e magari un giorno le gomme bruciate. Tutte cose che “in teoria” fanno male e sono diseducative. Ma chi lo ha deciso? Però gli energy drink fanno bene MOTOGP ENERGY DRINK SPONSOR. Fino a quando non decideranno che non è così. E sono etiche anche le cryptovalute, lasciamo perdere.

Io questa cosa non la capisco. A casa mia ci sono sempre state 200 bottiglie di liquore perché avevamo ospiti, ma io non ho mai bevuto. Idem per il tabacco. Ho iniziato a fumare il sigaro a 30 anni. Ma non importa.

VUOL DIRE CHE E’ UNA QUESTIONE PERSONALE
E BISOGNA EDUCARE LE PERSONE, NON PROIBIRE LE COSE.

Il problema è questo. Se volete togliere le ragazze e tutto il resto in nome di una evoluzione che non si capisce. Siete dei bacchettoni bigotti. Insegnate a rispettare le donne. non a farle sparire.

Ma la verità è che Dorna toglie le ragazze perché è una organizzazione di sottoni sottomessi che vuole ridurre il racing ad una cosa fatta di social, puttanate, influencer, nella speranza sfigatissima di sostituire il suo pubblico. E nella speranza di compiacere gli stati canaglia in cui va a correre.

La verità è che Dorna un’azienda disperata, alla canna del gas, fatta di conflitti di interesse e gestita come un minimarket con il padre al bancone del pane, la madre alla cassa e il figlio ai salumi, ed è messa completamente doggy style nei confronti di tutte le dittature dove va a correre. E nelle dittature, conta l’apparenza. Non si può bere alcool e dobbiamo bere quella schifezza alla rosa però si fanno sparire quelli che non sono d’accordo. Le umbrella girls non vanno bene perché la donna deve essere rispettata però la rispetti tutta infagottata come un burrito che non può guidare, DONNA ISLAM  non può votare e non può avere un conto in banca, e ci si mette a posto così.

Dorna è disposta a tutto, anche a smentire il suo stesso contesto storico.

Le girls devono sparire in nome della modernità ma a capo della Safety commission Ezpeleta ci mette il nipote e poi si va a correre in certe nazioni di merda dove se bevi una birra ti arrestano.

Io voglio gli alcoolici per decidere di berli o non berli.
Voglio fumare o non fumare
Voglio due ragazze con le mammelle gonfie per guardarle o non guardarle.
E anche due coi baffi che si baciano. MUSTACHE Sono fatti loro. Voglio decidere io cosa fare. Voglio scegliere. Voglio anche gli ombrellini maschi bonazzi perché le donne li guardino. OMBRELLINI MASCHI
Fa bene la Carrasco.
Voglio poter comprare le patatine al gusto fica! PATATINE GUSTO FICA

E non voglio correre nei posti di merda dove si violano i diritti umani. Questo non voglio. No due ragazze in costume, consenzienti, che spesso parlano più lingue dei giornalisti in sala stampa. Poi insegnerò io a mio nipote che una donna va rispettata e non è che solo perché è lì con un ombrello la puoi palpeggiare o darle della troia.

Chi non vuole l’alcool, il tabacco, le ragazze, perché è un bigotto deve andare alla fiera degli abiti religiosi e sono tutti fatti suoi. Chi invece le vuole perché è un depravato, è un idiota spero che si vergogni.

Ma le persone normali hanno diritto di vivere il proprio contesto in maniera normale, moderata, senza paranoie in una direzione o nell’altra. I bambini devono essere preservati dagli orrori, non dalla figa.

Vi spiego in sintesi perché vanno difese le ombrelline:
Le ombrelline che non sono costrette da nessuno, sono l’ultimo baluardo del racing come contesto tradizionale. Il racing tutto intero.
Sono come il rumore dei motori, la puzza della benzina e delle gomme, le salsicce nel paddock.

Meno sponsor fasulli, piu figa
Meno moto che non fanno rumore, più figa
Meno vecchi di 90 anni vestiti da tirolesi, più figa.
Meno parenti incompetenti, più figa
Meno seghe mentali, più figa.
E anche meno seghe fisiche.

Difendo la figa.
Voglio la figa
Nessuno tocchi la figa.