Ducati and Suzuki: ready for Moto2!

Kalex

The news is one of those easy to report:
The trend that sees the commitment in Moto2 of the manufacturers involved in MotoGP increase year after year is destined to grow.
After MV, KTM and from next year, also Yamaha, engaged in the junior class with Moto2 which obviously have a Triumph engine and their own chassis or in any case derived from something already on the grid (Kalex, mainly), here are other big names.

Ducati, but especially Suzuki, these are the rumors, could be be ready to enter Moto2 starting from 2023 but given the type of commitment someone could do it even earlier ..
Suzuki, in particular, would already be far ahead in the negotiations, having an open channel with the Aspar team to complete the operation even if Aspar seems to have chosen Gas Gas already.

The big change, which could take place as early as 2023, is actually a small one.
It is not a question of designing new motorbikes or of really bringing manufacturers into a championship that have never raced, but only of widening the grid or, even, if it is believed that the number of motorcycles currently cleared is sufficient, injecting a couple of brands in existing teams.

Once the rumor is cleared, it’s time to understand why all this. That is what exactly can be used, to call Ducati or Suzuki of the Triumph-powered Kalex.

The first reason is related to the market. For a manufacturer it is much easier and cheaper to set up a team (or even to call an existing team by its name), than to pay millions to have riders already under contract with other teams such as KTM or Yamaha, which instead have the their top riders on a track since the junior classes. KTM and Team Asia are teaching that riders need to be signed up when the’re still junior and this is demonstrated by the fact that KTM has the best rookies available automatically for next year, so much so that they don’t know where to place them.

The second reason is related to the Brand.
Of the current audience, only a small percentage are aware that a class that struggles to get mainstream attention, is using bikes with a Triumph engine and either a Kalex or Boscoscuro chassis.

The bikes are called by the name of the team, or of the sponsor. The stoned press does the rest. Asleep on financial and political macro-themes and busy as it is just raking in clicks with distorted statements, factoids, desires and hopes of the darling of the moment, press would certainly not spend its days repeating that the Ducati Moto2s are not really Ducati’s, as indeed they are not currently doing it, not even for MV or KTM.
The press, and it is now well known, even in the case of so-called specialized sites, is only interested in mass clicking and the latter is certainly not achieved with those that are considered as technicalities by housewives and kids.
Already there is to survive the retirement of Valentino. There’s no place for anti-click details.
And Dorna is happy to do the bad copy of F1, so this would be enough to get everything back.




Ducati e Suzuki: pronte per la Moto2!

Kalex

La notizia è di quelle facili da riportare:
Il trend che vede aumentare, anno dopo anno, l’impegno in Moto2 delle case coinvolte anche in MotoGP è destinato a crescere.
Dopo MV, KTM e dal prossimo anno, anche Yamaha, impegnate nella classe cadetta con Moto2 che hanno un motore ovviamente Triumph e un telaio proprio o comunque derivato da qualcosa già in griglia (Kalex, principalmente), ecco arrivare altri big.
Ducati, ma soprattutto Suzuki, questi i rumors, sarebbero pronti ad entrare in Moto2 a partire dal 2023 ma visto il tipo di impegno qualcuno potrebbe fare anche prima..
Suzuki, nello specifico, sarebbe già molto avanti nelle trattative, avendo un canale aperto con il team Aspar per completare l’operazione anche se Aspar sembrerebbe aver già chiuso con Gas Gas.

Il grande cambiamento, che potrebbe aver luogo addirittura a partire dal 2023, è in realtà un cambiamento piccolo.
Non si tratta di progettare nuove moto o di far entrare realmente delle case in un campionato che non hanno mai corso, ma solo di allargare la griglia o, addirittura, nel caso si ritenga che il numero di moto attualmente schiarate sia sufficiente, iniettare un paio di brand in team già esistenti.

Una volta chiarito il rumor, è il momento di capire il perché di tutto questo. Ovvero a cosa può servire esattamente, chiamare Ducati o Suzuki delle Kalex motorizzate Triumph.

La prima ragione è legata al mercato. Per una casa è molto più semplice e meno costoso mettere su un team (o addirittura chiamare col suo nome uno già esistente), che pagare a suon di milioni per avere piloti già sotto contratto con altre squadre come KTM o Yamaha, che invece hanno i loro top rider su un binario sin dalle classi junior. KTM, Team Asia, insegnano che ormai i rider si mettono sotto contratto subito e la cosa è dimostrata dal fatto che KTM ha i migliori rookies disponibili in automatico per l’anno prossimo, tanto da non sapere dove metterli.

La seconda ragione è legata al Brand.
Del pubblico attuale, solo una ridotta percentuale è consapevole del fatto che una classe che fa fatica ad ottenere un’attenzione mainstream, schieri moto con motore Triumph e telaio Kalex o Boscoscuro che sia.

Le moto vengono chiamate con il nome del team che comunicano, o dello sponsor. La stampa di rincoglioniti, fa il resto. Addormentata sui macrotemi finanziari e politici e occupata com’è solo a rastrellare click con dichiarazioni distorte, fattoidi, desideri e speranze del beniamino di turno, non passerebbe certo le giornate a ripetere che le Ducati Moto2 non sono veramente delle Ducati, come del resto non accade attualmente nemmeno per le MV o per le KTM.
La stampa, ed è ormai conclamato, anche in caso di siti cosiddetti specializzati, è interessata solo al mass clicking e quest’ultimo non si consegue di certo con quelli che per casalinghe e ragazzini sono tecnicismi.
Già c’è da sopravvivere al ritiro di Valentino, figuriamoci se si va tanto per il sottile con dettagli scaccia click.
E Dorna è contenta di fare la brutta copia della F1, quindi basterebbe già questo per far tornare tutto.



MotoGP, Austin: Marquez torna re davanti a Quartararo. Bagnaia terzo grazie ai giochi di squadra!

Marquez Austin

In Texas va tutto in scena come se fossimo nel 2019 o anche prima.
C’è Marquez e gli altri guardano perché lui in giù, Quartararo incluso, non ce n’è.
Lo spagnolo scava un canyon dietro di lui mentre le forze in campo sono quelle del campionato con la forzatura di un Bagnaia che riceve un podio in regalo in virtù di maldestri giochi di squadra che fanno letteralmente scansare Miller prima e Martin, poi. Fa bene a non festeggiare.
Il resto, tutto noiosamente nella norma a parte Bastitnini che è magnificamente sesto. Dopo di lui il nulla di anziani, raccomandati e gente che non riesce a venire fuori dai problemi: insomma, comprimari.

MIni cronaca.
Al comando ci va subito Marquez seguito da Quartararo e Rins mentre Bagnaia soffre e Nakagami cade.
Alle spalle di Marquez, che in pochi giri ha un gap di un secondo, ci sono Qurtararo, Martin, Miller e Rins che cede qualche posizione in pochi giri.
In difficoltà netta, invece, Bagnaia che fatica a stare con i migliori.
Nel frattempo va out Zarco mentre Bastianini cresce ed entra in top ten.
!! giri da fare: con il vantaggio di Marquez che sale a 2.3 secondi cade anche Espargaro.
A meno 7 Miller fa pateticamente passare Bagnaia per ordini di scuderia mentre Marquez ha un vantaggio di quesi quattro secondi. Fra Bagnaia e Quartararo, però, c’è Martin che non sembra voler rallentare.
Alla fine i giochi di squadra colpiscono duro anche Martin che oltre a far passare Bagnaia deve anche scontare un long lap penalty. La tristezza.

Marquez vince comodo davanti a Quartararo, Bagnaia, Rins, Martin, Bastianini, Mir, MIller, Binder e Pol Espargaro a chiudere i 10.

 

Pagelline
Marquez
E’ il vero Texas Ranger. Stile Chuck Norris da lui arrivano solo calci girati. Non c’è niente da fare. Per oggi è guarito.
Voto10

Quartararo
Fa la gara migliore possibile. Non potendo prendere Marquez sceglie di provare a vincere il campionato. Diversamente da altri non ha compagni di squadra in grado di aiutarlo. E’ tutta roba sua.
Voto 9,5

Bagnaia
Fa fatica al via, poi si riprende. Per fargli ottenere il podio però, va detto, si scansano Miller e Martin. Anche volendo far finta di non vederlo, è innegabile e plateale. La stampa estera è perplessa, la nostra fa finta di niente. Fa bene a non festeggiare, anche se dichiara altre motivazioni.
Voto 7,5

Rins
E’ uno che in Texas sa vincere ma non oggi. Fa il possibile e ne viene fuori una bella gara in cui cerca di spingere fino all’ultimo.
Voto 8

Martin
Appuntito fino a che non deve scontare un long lap e, allo stesso tempo, far passare Bagnaia. Poi cede una posizione di troppo. Un’altra.
Voto 8

Bastianini
A lui la Ducati peggiore del lotto. Eppure è lì a pettinare Mir e compagnia.
L’antiraccomandato che ci piace. Il fatto che la Ducati 2021 andrà a Marini provoca tutti i sintomi dell’intossicazione alimentare.
Voto 8

Mir
Oggi è uno di quei giorni in cui dovrebbe pensare a quando ha dato a Marquez del succhiascie. Una gara buia.
Voto 5,5

Miller
Anche lui è un castrato politico. Poi alla fine crolla, anche. E male.
Voto 5,5

Binder
Non si vede granché durante la gara. Una delle cose degne di nota è il crollo negli ultimi 5 giri. Ma sulla KTM nessuno meglio di lui.
Voto 6

Pol Espargaro
Ecco quanto vale la Honda senza Marquez. Meno di una ducati del 2019.
Meno di una KTM guidata bene e sicuramente meno delle Suzuki.

Misano: Bagnaia fa il bis su Quartararo. Bastianini stupefacente!

Bagnaia Misano

La gara di Misano sono due gare.
Quella di Bagnaia che se ne va e quasi viene ripreso… e quella di chi può solo guardare, Quartararo incluso.
Nella gara di chi non può è protagonista anche Bastianini, vera rivelazione che lo richiede, per acclamazione, su una Ducati ufficiale tanto quanto Martin e Zarco, anche se la “politica” dice altre cose.
Il resto è gap… gente che fatica e che fa il suo dovere, ma che, di fatto, fa un altro sport.

Mini cronaca
Bagnaia parte per primo e primo rimane. Poche curve sono già un secondo.
Alle sue spalle Miller, Quartararo, Martin e le due Honda di Marc Marquez e Pol Espargaro in lotta con Aleix su Aprilia.
La super gara è quella di Bastianini che è quarto alle spalle di Quartararo dopo aver infilato Marquez.
Piovono i long lap penalties in Pramac mentre il vantaggio di Bagnaia aumenta e il ritardo di Bastianini nei confronti di Miller e Quartararo, diminuisce.
A meno 14 Quartararo passa Miller e gli dà subito dei metri.
Rins, dalla sua, buca Marquez ma poi va nella ghiaia mentre Bastianini fa tre fast lap consecutivi.
A meno 7 Quartararo ha dimezzato il suo ritardo nei confronti di Bagnaia mentre Bastianini gira come e meglio dei primi. La gara è questa mentre alle spalle arrancano un po’ tutti e non ci sono novità.
A meno 3 il distacco è di soli 4 decimi. I due di testa aumentano il gap su Bastianini che però ha il podio a portata di mano.

Bagnaia batte di pochissimo Quartararo poi Super Bastianini, Marquez, Mir, Miller, Pol Espargaro, Aleix Espargaro, Binder, Nakagami!
Seconda vittoria di fila per Bagnaia, Quartararo affilatissimo, Bastianini magico e Marquez abbastanza competitivo. Gli altri sono lontani.

Pagelline

Bagnaia
Ne vince un’altra e la vince con merito. Alla fine è un po’ un thriller ma non c’è mai un duello che metta a rischio il risultato.
Voto 10

Quartararo
Fa una super rimonta e colma un gap apparentemente impossibile. Si capisce perché sia lui il leader in classifica.
Voto 9,5

Bastianini
E’ lui il protagonizta, l’underdog. Un vero portento su una moto anni luce da quelle factory. E qualcuno dà la moto a qualcun altro? Follia pura.
Voto 9,5

Marquez
Con un braccio solo a momenti fa podio. E’ un quarto posto d’oro.
Voto 9

Mir
Appannato alla fine, è competitivo solo a tratti. Mai della partita.
Voto 6

Miller
Sembra reggere ma dura poco. Finisce lontano dal suo compagno e le busca anche da Bastianini.
Voto 5

Pole Espargaro
Anche lui perde il confronto diretto e fa capire perchè Honda ha bisogno di Marquez.
Voto 5

Aleix Espargaro
Lotta tanto ma anche di motore è inferiore alle Ducati. Però c’è sempre.
Voto 7

Binder
La moto la porta sempre al traguardo e in top ten. KTM è lui.
Voto 7

Nakagami
La Honda che non ti aspetti e che invece è sempre lì. Uno che fa il suo lavoro sempre.
Voto 6,5

MotoGP, Stiria: gara delle meraviglie! Binder batte Bagnaia e Martin! Quartararo sconfitto!

Binder

L’Austria regala una gara bellissima e piena di sorprese dal punto di vista tecnico e umano. Vince, anzi, stravince Binder che rifila 9 secondi al secondo e ne restituisce 3 per essere passato sul verde all’ultimo giro.
La vittoria è comunque sua e, con la moto di casa, su pista di casa, batte un Bagnaia che non riesce a vincere nemmeno questa volta. Per il resto le cose si rimettono quasi a posto, nel senso che il podio lo chiude Martin davanti a Mir, altro che aveva cambiato moto e Marini, quinto all’arrivo e secondo di quelli che non avendo nulla da perdere non si sono fatti spaventare dall’acqua. Il rischio ripaga, oltre a Binder, anche lui e Lecuona, che finiscono davanti a Quartararo e Rossi (che sceglie anche lui di giocarsi il tutto per tutto). Alex Marquez e Aleix Espargaro, anche loro scelgono di non rientrare, chiudono i 10.
Alla fine, in Stiria vincono sempre gli outsider e succedono sempre cose che sembrano scritte per un film. Ma per oggi va così. Non interessa quasi a nessuno il perché e il “per come” di un esito che fa contenti quasi tutti.
Di buono, quindi, KTM e i coraggiosi. Di cattivo, invece, se di cattivo si può parlare, un Bagnaia che non riesce a vincere nemmeno quando dovrebbe, e un Marquez che finisce in zona grigia. Lo spagnolo è tornato forte ma sbaglia cose che in passato, forse, non avrebbe sbagliato.
Il resto, compreso Quartararo, è solo sconfitta anche quando sembra che sia stata messa una pezza dal punto di vista della gara e della classifica generale.
Credeteci: la classifica generale, almeno oggi, è un discorso da fare a parte.

Mini cronaca
Al via comanda Bagnaia davanti a Martin mentre Quartararo commette errori che lo puniscono subito e lo spingono dietro.
Terzo è Zarco davanti a Marquez, Miller e Quartararo, appunto.
Con 25 giri da fare Marquez passa Zarco ed è terzo mentre alle spalle del francese arriva l’altro transalpino Quartararo che ci mette tre giri a passare in terza posizione per poi subire il contrattacco di Marquez e Martin e restituire volta per volta i colpi ricevuti. Il duello centrale della gara, è fra loro. Sarà qui che perderanno il tempo che renderà vano il cambio moto.

A meno 10 dal termine va out Zarco mentre e quinto ma sono le immagini della carena saltata via a Bastianini a monopolizzare l’attenzione per la pericolosità e l’assurdità dell’evento.
A meno 9 Marquez passa Quartararo che per resistere va largo. Meno 7 e Marquez passa Bagnaia che però replica di motore. Altro leit motiv.

Con la pioggia forte Rins e Miller cambiano moto mentre davanti è guerra aperta fra Marquez, Quartararo, Martin e Bagnaia.

A meno tre i leader cambiano moto aanche loro, seguiti poi da tanti altri… ma rientrano con Binder e Aleix Espargaro in testa seguiti da Rossi. Gli unici ad aver ignorato il bagnato.
Mentre Marquez butta via la gara scivolando nonostante la gomma nuova, a rimanere davanti è Binder sulla moto di casa.
Clamorosamente con un giro da fare, il sudafricano in testa è seguito seppur da lontano da Aleix Espargaro e Lecuona. Il vantaggio del sudafricano è spaventoso.
Nell’ultimo mezzo giro succede di tutto: Vince Binder con le gomme “sbagliate” davanti a Bagnaia, Martin, Mir, Marini, Lecuona, Quartararo, Rossi, Alex marquez, e Aleix Espargaro.
Il sudafricano restituisce 3 secondi per essere passato sul verde ma nulla cambia. Vince con 6 di vantaggio. Ed è festa.

 

Pagelline

Binder
E’ quello che ha più attributi… o meno cervello, fate voi.
Quello che conta è che vince una gara che si ricorderà a lungo.
Voto 10

Bagnaia
Non si può dare un voto più basso del 9 a uno che arriva secondo.
Eppure Bagnaia oggi ha un rimpianto ed è quello di non riuscire a calciare un rigore a porta quasi vuota. Ok, recupera in classifica ma non ci crede nessuno che non sia arrabbiato per aver perso l’occasione di vincere la prima gara in MotoGP .
Voto 9

Martin
Porta a casa un altro risultato eccezionale. Anche lui cambia la moto un po’ tardi ma nel suo caso va bene così. Pole e podio, e vittoria l’altra volta…
Voto 9

Mir
Tanto cervello e sempre risultati eccellenti. Manca però l’acuto.
Voto 8,5

Marini
Fra quelli che non hanno nulla da perdere, dopo Binder, che però è un pilota di livello superiore, Marini è quello che fa meglio.
In pratica non ha scelta ma tenere la moto in piedi è un’altra cosa. La sua gara dell’anno.
Voto 8

Lecuona
Sicuramente avrebbe sperato in qualcosa in più, anche per rinfacciarlo a KTM ma alla fine va bene anche così. Almeno lui c’è.
Voto 7

Quartararo
Lo sconfitto di oggi è lui. Sbaglia per tutta la gara, in avvio e nella parte centrale. Il finale è in linea con il resto della corsa.
Voto 5

Rossi
Viene trattato come un vincitore. Un po’ troppo? Forse, però è un risultato di quelli che fanno morale. Certo, riferirsi a Rossi come ci si riferisce a Lecuona e a Marini, fa un po’ strano, vista la sua esperienza e il suo palmares, ma questa è la sua condizione. Se la gioca bene comunque. Di sicuro meglio di Quartararo.
Voto 6,5

Alex Marquez
Chi lo ha visto? Fa una gara da retrovie e si trova in top ten.
Deve esserne contento. Il fratello maturo sembra lui.
Voto 6,5

Aleix Espargaro
C’è un momento in cui lotta con i primi, un momento in cui è sul podio e un finale che lo vede con i “soliti” risultati.
Da un lato va applaudito un pilota che non molla mai, dall’altro c’è curiosità di capire cosa potrebbe fare un top rider sulla moto veneta.
Voto 6,5

Petrucci e Fernandez: il pasticcio KTM, la proposta assurda e gli incroci con la Superbike!

Petrucci

Il film che incrocia MotoGP e Superbike inizia con Lecuona che piange per aver scoperto in modo “rustico” che è fuori da KTM, la quale silura anche Petrucci. Nessuna novità eh, ci mancherebbe. Tutti sapevano che sarebbe andata così.
Ma non è un film drammatico, dato che è quasi un film comico.

Raoul Fernandez ha firmato con KTM senza firmare, e non è contento.
A detta di un tecnico motogp “sembrava un cane tirato per il guinzaglio perché non vuole andare dal veterinario” e da giorni cerca di resistere.
Le offerte di Petronas, che non vedeva l’ora di pagare la penale di 500mila euro dato che con la partenza di Vinales risparmia molto di più, non han fatto altro che allarmare KTM e spingerla al gesto atipico.

Se la volete sapere tutta, gli austriaci hanno fatto il comunicato senza la firma di Fernandez. Mossa molto spregiudicata.

Ma la cosa più ridicola riguarda Petrucci.
Mentre Lecuona lo hanno lasciato piangere (vabbé), per Petrucci sono arrivate le scuse televisive con la promessa di proporgli ancora qualcosa da fare insieme.
Non è un modo di dire, KTM è veramente in una condizione di imbarazzo politico e non capiamo perché, dato che una casa può decidere quello che vuole.
Resta il fatto che, non è uno scherzo, e vi preghiamo di crederci: a Petrucci è stata proposta la Parigi-Dakar. 
Lo so che passeremo ancora da visionari ma tanto, ormai…
Per quanto riguarda le altre possibilità residue di Petrucci, sfumata l’opzione Aprilia (ci va Vinales), è ridotta al lumicino anche  l’opzione Petronas. Stigfeld vorrebbe il pilota ternano ma Razali punterebbe su altro. Per quanto riguarda jarvis… sembrerebbe essersi chiamato fuori, il che vuol dire che non  interessato.

In merito all’incrocio con la Superbike, Petrucci è in trattativa con Aruba ma se la gioca con un duo.
Ducati per la Superbike sta parlando anche con Redding e Bautista.
Lo spagnolo è veramente vicino a Ducati anche perché sarebbe andato ad offrirsi a basso ingaggio, mentre Redding, nel caso, potrebbe andare in Honda al suo posto.
Spettatore c’è proprio Petrucci che però, come costo, sembrerebbe fuori gioco.

Vinales, via da Yamaha. Motivazioni, scenari futuri e ingaggi dei top rider!

vinales2021

Maverick Vinales è un ignorante senza Dio ma ha fegato, e il fegato è tutto.
E’ una citazione di Full Metal Jacket a me cara. Così cara che la uso sin troppo spesso.

Però calza a pennello con la storia di Vinales, che è pazzo.
Pazzo come sono stati pazzi Melandri, Lorenzo, Zarco, e tutti quelli che in passato hanno buttato alle ortiche contratti milionari già firmati perchè non ne potevano più e perché credevano nelle loro possibilità.

Vinales non ha semplicemente buttato via un contratto con Yamaha.
Vinales ha buttato via un contratto con Yamaha Japan.
E lo ha fatto perché alla fine chi comanda realmente è in Giappone, ma non è la persona che deve affrontare giornalmente sul luogo di lavoro.
Lin Jarvis, che su quella moto avrebbe voluto Rossi ancora per un anno, gli ha reso la vita un inferno. E quindi Maverick, che non pensa di essere un miracolato, ha deciso di andar via.

E qui ok la follia ma se Vinales ha deciso di andare è molto probabile che abbia già per lo meno un accordo di massima.
Non sono tempi, questi, in cui mandare tutto a quel paese senza avere un piano b.
Da qui gli scenari plausibili.

1) Vinales va in Aprilia come molti auspicano
E’ la soluzione più facile perché è quella di Noale la sella più clamorosamente libera. C’è il problema dei soldi.
A quanti degli 8 milioni annui che percepisce attualmente potrà rinunciare? O meglio: quanti degli 8 milioni attuali Aprilia potrà garantirgli? E’ questo l’unico il punto debole del ragionamento.
Non è impossibile che a Noale tirino fuori anche metà dei soldi, magari con premi gara stellari, ma è difficile. Troppi schei. Anche se è tutto contrattualmente semplice perché non dovrebbe saltare nessuno, a parte Savadori che in teoria conosce già il suo destino.

2) Vinales torna in Suzuki al posto di Rins che non sta performando
E’ plausibile ma le minestre riscaldate sono rare. E poi Rins, momento nero a parte, è ancora un top rider. Il suo problema è che è quello con l’ingaggio più vicino a Vinales. Rins guadagna 5,5 milioni all’anno e francamente non se li sta meritando. Se però volessero uno sviluppatore… ruolo che Mir non pare amare molto…

3) Vinales in KTM
Non ne parla quasi nessuno perché è l’opzione meno fattibile.
KTM ha due rider in uscita. Lecuona e Petrucci hanno un piede fuori. Gardner però potrebbe essere affiancato da Fernandez e quindi lo spazio per Vinales andrebbe proprio cercato con grande volontà. Questo perché è vero che Fernandez avrebbe preferito aspettare, ma è anche vero che la richiesta è venuta proprio dall’Austria.

4) L’opzione Honda in pratica non esiste
A meno che Marquez che costa 25 milioni all’anno, non faccia una qualche scelta definitiva di cui nessuno di noi vorrebbe mai essere testimone. Per quanto riguarda Espargaro, voluto da Puig, lo spagnolo è legato al destino di quest’ultimo. Pol guadagna 2 milioni e considerando i suoi risultati sembrerebbero essere anche troppi specialmente perché, di sviluppo, nemmeno a parlarne.
Ipoteticamente, se dovesse essere ricoperto un ruolo da sviluppatore che Marquez non è più in grado di sostenere, in Honda servirebbe proprio Vinales.

Ma quindi, dipingendo tutti gli scnari, qual è il senso dell’analisi?
Il senso dell’analisi è che chi ha bisogno di uno come Vinales, i soldi li trova, soprattutto perché Vinales è disposto a rinunciare a gran parte del suo ingaggio. E’ la voglia di rivincita che prevale in lui.
Quello che interessa all’ex Yamaha, è essere apprezzato e titolato dello sviluppo. O comunque preso finalmente in considerazione.

Vinales è un altro danno della scellerata gestione Yamaha, che ha vinto un mondiale con Lorenzo NONOSTANTE gli svarioni dei suoi uomini al box, ma è un uomo che ha coraggio delle proprie azioni e si prende carico delle sue responsabilità. In un mondo di sportivi che, anche in MotoGP, tirano solo ad allungare la carriera e ad azare l’ingaggio accampando mille scuse, è una specie da preservare. Una rarià.

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Assen: doppietta Yamaha Quartararo-Vinales, poi Mir. Male le Ducati, Marquez in rimonta!

Fabio Quartararo Assen

La gara di Assen è di quelle che lasciano l’amaro in bocca a tutti tranne che a uno, nel caso specifico, a Quartararo, che va in pausa vacanza con il mondiale in tasca. Ci rimane male Vinales, convinto di tornare finalmente a Vincere. Lo spagnolo dovrebbe però guardare il bicchiere mezzo pieno perché dopo le ultime prestazioni, questa è d’oro. Chi va male è Casa Ducati, perché il sempre sottovalutato Zarco è ancora il migliore mentre Bagnaia, con tanto di pista tatuata, non becca nemmeno il podio nonostante una gara aggressiva.
La verità è che le forze in campo sono sempre quelle. Aprilia che cresce, Suzuki che va bene ma non stupisce (con Rins a terra questa volta senza colpe), e una KTM che va sempre mediamente bene.
E le Honda? Bene Nakagami e bene anche Marquez, che rimonta da ventesimo a settimo e si toglie anche qualche soddisfazione. Male invece Pol Espargaro, che è destinato a soffrire e a prenderle sempre.

L’asterisco positivo di oggi va su Gerloff, che senza aver mai visto moto, pista, gomme, batte Marini, a cui va l’asterisco negativo. E’ davvero pensabile dare a lui la moto ufficiale e negarla a Bastianini che gli finisce davanti regolarmente?
Ok i soldi ma un limite ci deve essere. Peggio di lui, solo il suo fratellastro, ormai ombra di se stesso. Quello su Rossi è accanimento terapeutico. Veramente si vuole assistere alla sua croccante panatura settimanale nella ghiaia?

Tornando alla gara di oggi, è evidente che la partita è chiusa. Ci sono tanti piloti impegnati a trovare una sella e a combattere battaglie personali ma solo uno pensa a vincere la guerra.

 

Mini cronaca della gara

Vinales parte male dopo essersi toccato con Qauartararo dopo che il francese gli tagla la strada. Maverick si trova quinto mentre Bagnaia passa in testa e Nakagami è terzo.
Al secondi giro fanno out Zarco e Rins e i due devono ricostruire la gara da zero o quasi anche se il francese ha modo di portare a casa subito un giro veloce.

Nel frattempo è emblematico quanto appassionante il duello fra Rossi e Gerlof per il penultimo posto. L’esperienza di Rossi con 10 vittorie e moto ufficiale contro Gerloff che non ha mai corso ad Assen e quida una moto di 2 anni fa che non conosce con gomme che non conosce!

A meno 20 Quartararo passa e inizia a impostare il suo ritmo. Vinales, invece, in ritardo, ha bisogno di passare Nakagami e Bagnaia per non perdere l’occasione di vincere.
Nel frattempo Rossi va out e perde le chiavi della città.

A meno 13 mentre Bagnaia subisce una penalità per track limit, Vinales passa Nakagami e poi lo stesso Bagnaia a cui va comunque meglio che a Jack Miller, che va out al rampino.
A meno 12 le cinque posizioni perse certificano le difficoltà di Nakagami mentre Marc Marquez è addosso a Bagnaia. Sarà duello fino alla fine.

Con una gara movimentata nonostante un Quartararo in fuga favorito anche dalla rissa alle sue spalle, Zarco è la miglior Ducati in pista mentre anche Marquez fa la sua parte, cercando di passare Bagnaia. Non ci riuscirà.

A meno 12 Vinales guadagna qualcosa ma la verità è che è Quartararo a controllre e a decidere il ritmo gara.
La lotta per il terzo gradino del podio è invece fra Mir, Zarco e Oliveira. La spunterà lo spagnolo mentre alle loro spalle non più cambia niente.

Così al traguardo: Quartararo, Vinales, Mir, Zarco, Oliveira, Bagnaia, Marquez, Aleix Espargaro, Nakagami, Pol Espargaro.
Quartararo allunga sul mondiale, Vinales risorge, Mir patteggia.
Zarco ancora miglior Ducati e Oliveira consistente.
Delude Bagnaia mentre Marquez da ventesimo finisce settimo. Benino l’Aprilia. Rossi pensa allo sceicco e va a testare le sabbie, peccato.

 

Pagelline

Quartararo
Il vincitore di oggi è anche quello che si porta a casa il mondiale. E’ quasi certo a meno di sconvolgimenti e hara kiri.
Voto 10

Vinales
E’ triste a arrabbiato eppure dopo le prestazioni precedenti, questo secondo posto è di quelli da accarezzare. Però almeno significa che ci tiene.
Voto 9,5

Mir
Se è convinto di portare a casa il mondiale così, buon per lui.
Ma deve fare qualcosa di meglio che arrivare dietro a Quartararo tutte le volte.
Voto 8,5

Zarco
In una pista non favorevole a Ducati, il francese gira forte, perde tempo, lo recupera e finisce col giocarsi il podio. Davvero non lo si vuole in rosso? Perché?
Voto 8,5

Oliveira
Ormai è una presenza fissa, lì davanti.
Non sempre si può giocare quello che gli piacerebbe, però lui almeno c’è.
Voto 8

Bagnaia
Non è una pista Ducati ma qualcuno fa meglio di lui. Le dichiarazioni pre gara sono di quelle aggressive e quindi è ovvio attendersi qualcosa in più. Nonostante abbia il tracciato inciso nella pelle, il piemontese non incide, sbaglia, perde tempo, e non si gioca niente di importante.
Voto 5,5

Marquez
Fa una gara di rimonta dopo essere partito ventesimo. Paradossalmente, quando dovrebbe essere esausto, fa vedere il miglior se stesso.
Voto 7

Aleix Espargaro
Sempre bravo lo spagnolo. Ha capito che la chiave è non sprecare.
Vista in positivo, insomma, lui capitalizza sempre.
Voto 7,5

Nakagami
Bravissimo per tutta la gara, alla fine cala di brutto.
La prestazione, però, è positiva.
Voto 6,5

Pol Espargaro
Dovrebbe essere la prima guida, quella che sta bene, quella chiamata per tirar su Honda. Non sta andando secondo le aspettative. Nemmano questa volta fa una gara da ricordare.
Voto 5

MotoGP: Marquez torna re al Sachsenring, poi Oliveira e Quartararo. Bene Aprilia, Ducati bocciate!

MM93 win

La gara del Sachsenring che consegna a Fabio Quartararo ancora una volta la leadership del mondiale, è fatta di un solo tema: Marc Marquez sì, Marc Marquez no.
E invece i temi sono tanti, nonostante la gara si basi solo sulla fuga per la vittoria del numero 93.
Ci sono le Yamaha in crisi, perché a parte Quartararo è un dramma vero, ci sono le KTM che ormai funzionano bene (Petrucci e Lecuona sono invece nel dramma), c’è l’Aprilia in crescita che prima o poi si impossesserà del podio che le spetta.
Le Honda, invece, sono destinate ad essere legate a doppio filo ad un solo uomo mentre invece, le Ducati pagano dazio.
La pur incredibile rimonta di Bagnaia non può essere sufficiente per essere felici a Bologna. Manca sempre qualcosa e se il cavallo che parte davanti non è quello che arriva per primo, qualcosa non va. Niente da dire sulle Suzuki, anonime all’inverosimile .

Minicronaca della gara
Ma proprio mini, diciamo micro. Al via Marquez al comando davanti ad Aleix Espargaro fino alle prime gocce di pioggia che poi si interrompono per riprendere qualche giro dopo.
Sono i due momenti decisivi perché con la pioggia lo spagnolo si prende due volte la libertà di rischiare tutto. E sono quelle due scelte che gli regalano una gara che sembra disegnata per lui.
Quello che succede dietro è indefinibile: disastro totale Yamaha, conferma KTM e tanti errori da parte di tutti.
Bagnaia fa lo slalom e questo significa che ci sono tante cose che non vanno. Zarco sbaglia e si spaventa, Miller come lui, ed Espargaro ci crede ma non basta. Non ci sono eventi specifici, solo dejavu.

Così comunque all’arrivo:
Marquez, Oliveira, Quartararo, Binder, Bagnaia, Miller, Aleix Espargaro, Zarco, Mir, Pol Espargaro a chiudere i dieci.

Due righe sulle qualifiche. Impensabile vedere piloti che pascolano in attesa di un gancio. Se Zarco, Miller e Quartararo hanno lavorato da soli, lo possono fare anche gli altri. Inutile pretendere correttezza dai junior della Moto3 se poi gli adulti si comportano anche peggio.

 

Pagelline
Marquez
Ok è la sua pista ma la vittoria non è scontata.
Lo spagnolo fa due scelte folli e viene ripagato.
Da lì si capisce che la storia è scritta
Voto 10

Oliveira
L’anti Marquez non concretizza ma fa comunque paura.
Ktm con lui funziona e son tre podi di fila.
Voto 9,5

Quartararo
Vedendo i compagni di marca deve bere prosecco a garganella.
Oggi quello che gli interessa è tenere in piedi il campionato e così va, e quindi è un podio che vale vittoria.
Voto 9

Binder
Appena sotto al podio vuol dire che la moto funziona. Lui è un po’ più altalenante e non ancora un top rider ma la crescita è evidente.
Voto 8

Bagnaia
E’ vero che arriva quinto dopo una gara in cui si trova anche sedicesimo ma non si può essere sempre assolti per tutto.
I top rider devono saper fare anche le rimonte, oltre a saper partire bene in griglia. Bagnaia ha tutti i numeri per non dover cercare scuse e la gara di oggi lo dimostra.
Voto 7,5

Miller
Forte, determinato, e anche pulito, ma alla fine cede.
Non ci crede ed è solo colpa sua. Al netto dei problemi, perde uno scontro diretto che non dovrebbe perdere.
Voto 7

Aleix Espargaro
Qualcuno si lamenta che è lento e che ostacola gli avversari.
La verità è che Espargaro lotta con quello che ha e dà sempre tutto. Anche quanco le cose non vanno bene, Espargaro non si tira mai indietro.
Voto 8

Zarco
Da candidato per la vittoria a vittima di una candid camera.
Crolla subito e non si riprende più.
Voto 5

Mir
Ok puntare sulla rimonta, ok anche quella di oggi, ma non ci si può basare solo su questo. Mir porta a casa una gara tanto spettacolare quanto inutili per il tipo di classifica a cui dovrebbe ambire lui.
Voto 5

Pol Espargaro
Con Marquez che vince e Pol Espargaro che chiude i dieci, si spiegano tante cose. Ossia che una moto vale quanto vale il suo secondo pilota.
Voto 5

Pedro Acosta in VR46? Il fantamercato inventato è il paradiso del click!

Pedro Acosta

Ormai quello che tira, più dello sport dove si può inventare poco perché i risultati alla fine sono quelli che sono, è il mercato.
E il nuovo rais della situazione, per via del fatto che i risultati in pista non ci sono più ed è vicino un suo cambio di ruolo, è Valentino Rossi, da qualche mese raffigurato  come un dittatore di uno stato ex sovietico, ossia come un uomo che combatte con gli orsi ed è impegnato in ogni tipo di imprese titaniche contro immaginari giganti di ogni tipo.

Dopo una partnership con Aramco, che possiamo ormai tranquillamente dichiarata come inventata dato che il nome del colosso petrolchimico è scomparso dopo un solo giorno dalla sua menzione. arriverebbe questa ipotetica “prenotazione” del talento più cristallino degli ultimi anni: Pedro Acosta, il quale verrebbe avvicinato  al team VR46a dispetto di una penale stratosferica, appositamente menzionata per ingigantire l’imminente impresa.

Tutto affascinante ma forse è il caso di tornare alla realtà.
Veramente qualcuno che non sia in malafede o in una situazione di assoluto bisogno di attenzione editoriale può pensare che Rossi, che non ha mai pagato per un pilota in vita sua, incluso suo fratello, a causa del quale ha chiuso il team Moto3, possa spendere dei soldi, così tanti soldi, per un rider comunque destinato già agli scenari più fulgidi?
Davvero è pensabile che un’organizzazione fatta per capitalizzare da suoi investimenti (Bagnaia, Morbidelli, etc) possa investire una cifra che insieme non ha mai visto per un qualcosa che non sia un prodotto diretto del suo vivaio?
Davvero si può credere che VR46  che i soldi dai suoi LI PRENDE, possa spendere mezzo milione che NON HA (le tasche di VR sono una cosa e le casse delle sue aziende sono un’altra e al momento non ci sono nemmeno i soldi per il team in GP) per prendere Acosta?
E poi? Acosta, cresciuto in Spagna andrebbe ad allenarsi alla Academy, facendo il percorso inverso rispetto a quello che fanno la maggior parte degli italiani? O magari non ci va e quindi che senso avrebbe il suo arruolamento?
Veramente Acosta, che ha un contratto con il team AJO che è una delle migliori forze della Moto2, diretta emanazione di KTM, andrebbe in un team esterno?

Ma la cosa che fa più ridere è quella che riguarda il pagamento della penale.
Secondo i clickinformati a dare una mano dovrebbe essere Ducati.
L’azienda Italiana dovrebbe pagare 500mila euro (la somma che paga come ingaggio a Bagnaia e che pagava a Petrucci l’anno scorso) per svincolare un pilota e farlo andare in una classe in cui non corre, nell’attesa che vada in MotoGP?

La verità è che più che una Academy di piloti, serve una Academy per chi, per sbarcare il lunario, scrive delle cose.
A questo punto raccontateci che Valentino, messo in mezzo come al solito, smessi i suoi panni da pilota, combatte con le tigri come Putin, ed è più credibile.