Montmelo: Oliveira, Zarco e Miller. Quartararo sesto con la patta aperta. Orrore Honda!

Oliveira Win

A Montmelo una gara divertente e dal risultato inatteso, almeno se non si segue con attenzione la MotoGP.
E’ evidente dal venerdì che Quartararo è l’uomo da battere ma non guida la moto da battere. Le moto da battere sono i super mostri Ducati e KTM, che in rettilineo non si limitano a sorpassare, ma pretendono, riuscendoci, anche di sottomettere gli avversari.
E le due europee sono guidate da personaggi capaci… forse imprevedibili ma sicuramente adeguati ai risultati che contano.
Tutto il resto è inconsistente. Le Yamaha, a parte Vinales (ma solo nelle qualifiche) non esistono. Morbidelli annaspa e Rossi è indecente prima di cadere. L’unica Suzuki, invece, troppo… moderata. E troppo poco affilato Mir per tagliare davvero.
Ma chi fa veramente orrore è Honda che i suoi, o li manda in terra, o li narcotizza, dato che non sembra possibile guidare la RCV con l’ambizione di stare davanti. Marquez almeno cade quando ci prova… ma gli altri, una pena.
Non c’è niente da dire su Honda. Niente che non siano volgarità.
Niente da aggiungere nemmeno sullo scenario generale, se non che KTM lavora per il lungo periodo ed è quindi i discorsi di inizio stagione, non hanno senso. Aprilia, invece, troppo nelle mani di Espargaro, che fa?

 

Minicronaca della gara
Miller parte a razzo e Oliveira beffa subito Quartararo davanti a Mir e Zarco, poi infilato da Espargaro su Aprilia.
Due giri e Oliveira è addirittura in testa davanti a Miller e Mir, poi sostituito da Espargaro.
A meno 17 con Oliveira e Quartararo a giocarsi la vittoria seppur distanti, va out anche Marquez, che segue il volo di Pol Espargaro.
A meno 13, gli eventi sono la caduta di Aleix Espargaro e la fine della fuga di Oliveira, che è preso e passato da Quartararo.
I due sportellano nel misto ma nel dritto è la moto Austriaca quella da battere. Mir, invece, perde il disturbo di Miller e trova quello di Zarco, che lo sottomette in rettilineo.
Gli ultimi giri sono il calvario di Quartararo. Già violentato da Oliveira, si ritrova tuta aperta e protezione del petto che gli vola via… ammesso che non sia lui ad aprirla per motivi ignoti.
Lo passa Zarco e lo aggredisce anche Miller.
Per il francese persino il podio sembra oro e infatti con la penalità di tre secondi per manovra fuori traiettoria, nemmeno quello porta a casa. Ma è sempre meglio della squalifica che meriterebbe. Non si possono consentire quattro giri in condizioni così pericolose.
Oliveira, Zarco, Miller, Quartararo, Mir, Vinales, Bagnaia, Binder, Morbidelli e Bastianini a chiudere i dieci.

Oliveira
Essere il vincitore plausibile ed essere il vincitore reale, non è la stessa cosa. Oliveira questa se la vince meritandola, anche di testa. Non è vero che Quartararo gioca con lui. E’ esattamente il contrario. Il solo motore non basta. E infatti non si sono viste altre KTM sul podio.
Voto 10
Zarco
La Ducati più costante. Il francese con altri due giri avrebbe potuto sognare. I giri non c’erano e va bene anche così.
Una gara quasi perfetta. Le qualifiche facevano presagire qualcosa, ma qui siamo oltre. Perché, diversamente dagli altri ducatisti, lui ha il controllo della situazione e non è in balia degli eventi.
Voto 9,5

Miller
La verità è che gli regalano un podio, ma cambia poco.
Comunque lui è lì. Di certo gli manca essere artefice, nel bene, del proprio destino.
Voto 7,5

Quartararo
Non è chiaro il motivo dell’apertura della sua tuta (un insetto, un problema alla zip, non si sa)… ma la faccenda gli costa solo il podio, perché la gara non l’avrebbe mai vinta. Rimane l’uomo da battere che però non guida la moto migliore. Per quanto riguarda oggi, una bandiera nera non avrebbe guastato.
Update: altri tre secondi di penalizzazione per guida irresponsabile. Sesto posto per lui.
Voto 8

Mir
Lo spagnolo sembra non forzare mai e sembra essere troppo morbido.
Diversamente dal suo compagno di squadra, rimane in piedi, ma non è così che si vincono i mondiali. Il 2020 è stata un’eccezione.
Voto 6,5

Vinales
Aspettarsi di più era lecito, ma un sesto posto non è male.
Certo non è un pacchetto da mondiale… ma c’è chi fa peggio.
Voto 6

Bagnaia
Un week end negativo. E una gara nel completo anonimato.
Non brutta. Anonima, che forse è peggio.
Voto 5

Binder
Fa belle cose nel w.e. e in gara, ma il risultato è lontano da quello del suo compagno di squadra.
Voto 5

Morbidelli
In confusione, in difficoltà…ma non da oggi.
Troppo altalenante.
Voto 5

Bastianini
Best rookie. Altro che Marini e Martin. Due che hanno il futuro garantito ma fanno ben peggio di lui… che in verità fa una gran gara.
Voto 7

KTM, sliding doors: Binder blindato, Fernandez e Gardner in GP, Acosta in Moto2 e Petrucci a piedi? Oppure…

Brad Binder

Tutto come nel titolo.
Dopo aver blindato Brad Binder fino al 2024, KTM si è tolta il dubbio se far passare in GP dalla Moto2 Fernandez o Gardner, prendendoli entrambi.
E dopo aver “prenotato” Acosta per la Moto2 (ma lo spagnolo potrebbe anche  andare in un team ricco come Petronas invece che in una squadra arancione), in KTM avrebbero deciso di segare Petrux, che andrebbe in SBK, mentre Lecuona sarebbe spedito al CEV o comunque fuori dalla classe regina.
Questa è la sliding door n1… e già il fatto che sulla porta ci sia un numero, dovrebbe far intuire che  non è la sola opzione.
C’è infatti un’altra versione che vede salvo l’Italiano… ancora a lottarsela con Lecuona (e qui sarebbe facile scegliere), dato che Fernandez farebbe un altro anno in Moto2.
Sono dettagli eh… di una lineup KTM comunque molto golosa che non cambierebbe di molto, ma riguardano comunque il futuro di uno dei nostri.
Secondo le fonti che vedrebbero Danilo Petrucci ancora in gioco, il fatto che KTM non abbia rinnovato l’opzione, non stabilisce automaticamente che il pilota ternano sia fuori da KTM. Mancano ancora un tot di gare  possono succedere varie cose.

MotoGP, Mugello. Quartararo indiscutibile davanti a Oliveira e Mir. Ducati bullizzata in casa. Che umiliazione!

Quartararo win

Nella gara più noiosa dell’anno, Quartararo e Yamaha impartiscono una lezione indimenticabile a tanti chiaccheroni.
Il francese vince alla Lorenzo e uccide una gara, oltre agli avversari, come non si vedeva fare da un tot.

Ma i veri sberloni li incassa tutti Ducati che sulla pista di casa prende una sveglia cosmica di quelle da ricordare a lungo.
Bastianini si autoelimina come il novellino che fino ad oggi non era sembrato mai, Marini pascola anni luce dalla realtà, e Miller gioca allo schiaffo del soldato non facendo a tempo a girarsi per capire da dove arriva ogni ceffone preso. Per non parlare di Bagnaia, unico antagonista ipotetico che si va a panare nella ghiaia all’inizio di tutto.
Ma questo non è nemmeno l’apice dell’orrore, perché la parte brutta è quella di una casa che porta in pista anche il rinforzo Pirro, il quale è lontano anche dai proclami di velocità di punta… smargiassate da chi ce l’ha più lungo che, in una MotoGP moderne, né bastano e né servono.

Prendere paga da Suzuki, che ha 20kmh in meno è molto brutto, ma nemmeno tanto come rischiare di prenderle da Aprilia, che tanto lontano dall’impresa, non ci va.
Per non parlare di KTM che bullizza la rossa a casa sua e con le stesse armi, usate però con un filo, anzi, un gomitolo, di intelligenza in più.
E’ incredibile come la moto potenzialmente migliore, si affidi così tanto alla muscolarità, e riesca anche a perdere.
Peggio di Ducati c’è solo Honda, che in griglia è fuori luogo come una lap dancer in chiesa. Si stendono tutti, da Marquez in giù, e fanno il peggio possibile.

Della gara c’è poco da dire, se persino Rossi arriva decimo con sei piloti out davanti a lui. Ne cadono a mazzi e ormai sempre gli stessi.
Per capire come è andata, tenendo conto che, sorpassi pochi pochi, è sufficiente guardare i primi dieci. Altro non serve.

Quartararo, Oliveira, Mir, Zarco, Binder, MIller, Aleix Espargaro, Vinales, Petrucci, Rossi.

Pagelline

Quartararo
E’ il vero re leone. Niente da aggiungere.
Pilota e moto, imbattibili.
Voto 10

Oliveira
Tocca sempre a lui sorprendere. E lo fa in casa d’altri, in silenzio, con una gara perfetta.
Compreso il thriller delle penalità.
Voto 9,5

Mir
Lui c’è sempre, e capitalizza. E’ la sua specialità.
Ma questo non è il 2020. Se vuole vincere il mondiale, quest’anno non basta.
Voto 8,5

Zarco
Estrae la baguette della velocità ma poi non regge.
Non è possibile puntare solo su questo.
Voto 8

Binder
Sarebbe bello poter festeggiare il risultato ma in casa c’è chi ha fatto meglio. Non che ci sia da lamentarsi, vedendo dove siamo.
Voto 8

Miller
Dopo la doppia vittoria, nella pista di casa, era normale aspettarsi di più. Anche la gara è una gara no.
Voto 5,5

Aleix Espargaro
Gioca la carta potenza. Non ne ha ancora abbastanza.
Il resto c’è.
Voto 7

Vinales
Il bell’addormentato. Non si può fare un week end così.
Una fragilità psicofisica allarmante.
Voto 4,5

Petrucci
Non così, non qui, non con i presupposti della sua carriera.
E’ una gara no. Non ci prendiamo in giro. Il tutto a ridosso del
rinnovo del contratto.
Voto 5

Rossi
Inutile cercare il bicchiere mezzo pieno. Non c’è.
Oggi sarebbe stato un altra gara senza punti.
Poi possiamo raccontarci quello che vogliamo, ma non è un risultato da sindaco. E’ più qualcosa da impiegato comunale assenteista.
4,5

Dall’Igna corteggiato anche da KTM. E non è il solo super tecnico nel mirino austriaco!

Dall'Igna

In un pezzo recente di questo sito si era parlato della possibilità del concretizzarsi di alcuni rumors che vedono Gigi Dall’Igna in direzione Honda HRC  o comunque verso altre strade.
Archiviata la news HRC centrica, sembra che, in realtà, nei confronti dell’ingegnere in rosso, sia ormai caccia aperta.
Il che significa che deve essere emersa una tensione in casa Ducati che rende possibile la cosa e che mette il “genio barbuto” sul mercato.

Ad essere interessata a dall’Igna sarebbe anche KTM che ultimamente, stile F1, sta facendo la spesa nei ranghi della MotoGP. E’ arrivato Pedrosa, gente che lavorava con lui ma anche altri tecnici di rilievo.
L’ing Marco Bertolatti, ex Aprilia, ad esempio, è già passato fra le fila austriache con il ruolo di Project Manager Chassis… e fra le risorse sarebbero numerose quelle reclutate fra le squadre migliori.
KTM fa le cose sul serio, ha uno sponsor solido ed un piano a lungo termine che fa capire come l’antipasto del 2020 (vittorie e piazzamenti), l’abbia ingolosita tanto quanto l’abbiano indispettita le inattese difficoltà di quest’anno.

Il sigillo quinquennale siglato con Tech3, la dice lunga.
E la dice lunga anche il contratto diretto firmato con i piloti.
KTM ha gli occhi al futuro attraverso la Rookies Cup. Sotto contratto automatico i vincitori della medesima e anche un paio di nomi “pesanti” della Moto2, quali Gardner e Fernandez, i quali sarebbero già virtualmente seduti su una moto arancione della classe regina (così dicono i rispettivi entourage).
Insomma KTM non è Honda HRC ma ha, nei confronti di Dall’Igna, delle carte da giocare che i jap non hanno.

1) L’Austria è più vicina al Veneto (residenza di Gigi e famiglia) di quando non sia la Spagna.
2) KTM non ha i vincoli storico politici di Honda, che non ha mai avuto un tecnico non jap come project leader.
3) KTM ha interessi in tutte le classi e Dall’Igna potrebbe finalmente essere il project leader anche della Moto3.

Inoltre KTM ha già in mano contrattualmente i pezzi più pregiati del mercato.
Insomma, gli austriaci faranno presto ancora spese fra i tecnici più validi del motomondiale. Dall’Igna è in cima alla lista ma potrebbe non essere il solo.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

Tech3 e KTM: altri 5 anni alla faccia del gossip e contro attacchi esterni!

Chi ha provato a mettere zizzania e a questionare sui risultati di Tech3 con KTM è subito zittito.
In silenzio, come è abituata a fare Tech3, che piloti e partnership se li sceglie in silent safe mode, ovvero in modalità silenziosa e sicura.
Nessun clamore, e nessun rischio di essere bruciato sul tempo. Eppure qualcuno aveva provato a gettare ombre su una partnership che l’anno scorso aveva portato vittorie (con Yamaha non ne erano arrivate nonostante anni e milioni spesi) ma che quest’anno non è davvero iniziata sotto i migliori auspici.
Invece Tech3 e soprattutto il suo patron, Hervee Poncharal, con KTM si sentono partner garantiti.
Da qui il rinnovo per altri cinque anni. E cinque sono davvero tanti di questi tempi.
L’accordo per proseguire oltre ai 3 anni stipulati nel 2019 c’era già, ma è stato messo su carta ugualmente, forse perché Tech 3 ha visto un po’ di movimento negli ultimi giorni.

“Siamo molto orgogliosi di annunciare un nuovo contratto quinquennale con Tech3”, ha dichiarato Pit Beirer, direttore del motorsport di KTM.
È una mossa strategica molto importante per noi come parte della nostra strategia a lungo termine nello sport.
Abbiamo già concordato la nostra partecipazione con Dorna per altri cinque anni ed era fondamentale avere quelle basi e stabilità in MotoGP rinnovando il nostro accordo con Tech3.
Negli ultimi anni abbiamo costruito la nostra struttura e ora fornisce un percorso incredibile dalla Red Bull MotoGP Rookies Cup, Moto3, Moto2 e poi quattro posti preziosi nella classe regina in cui vogliamo avere successo.
Con Herve [Poncharal, team principal] e il team Tech3, abbiamo il partner ideale e vediamo l’intera operazione come parte di” una squadra “.
È più che un piacere dire che saremo in grado di attaccare insieme nei prossimi cinque anni.”

 

Poncharal cita gli ultimi sviluppi come prova della forza del rapporto.
Mi sento molto orgoglioso, molto privilegiato e molto onorato di annunciare la nostra rinnovata partnership con KTM”, ha osservato.

“Penso che saremo la prima squadra indipendente ad annunciare un accordo quinquennale con un produttore nella storia della MotoGP.
Questo è un bel risultato e sottolinea anche quanto sia forte il nostro rapporto e quanto bene abbiano funzionato i primi tre anni della nostra partnership.
Credo che il meglio debba ancora venire. Condividiamo gli stessi valori, lo stesso obiettivo, che è quello di non mollare mai ed essere pronti a correre.
Quindi, ora che questo accordo è concluso, firmato, confermato, lavoriamo ancora più duramente per la stagione 2021 e, naturalmente, pensiamo a come essere preparati al meglio per il 2022.
Credo davvero che questo setup abbia tutti gli ingredienti per vincere e spetta solo a noi mettere insieme tutti i pezzi per farlo funzionare e inseguire la vittoria in ogni singolo round.”

Da capire cosa succederà adesso dal punto di vista dei piloti. Per capire le strategie di KTM factory bisognerà guardare proprio Tech3. Al momento Petrucci, pilota ufficiale, è “parcheggiato” nel team francese ma il suo futuro è tutto da scrivere.
E’ importante infatti notare che Remy Gardner ha già un contratto con KTM per debuttare in MotoGP l’anno prossimo.
Chi è a rischio nel team francese, come promozione o addirittura esclusione?

Misterhelmet Gianluigi Ragno