VR46 MotoGP: that nuisance named Bastianini!

Bastianini

WARNING: EXPLICIT LYRICS. EXPLICIT CONTENT, DIRECT LANGUAGE AND HAIRY OPINIONS

Bastianini è bello che spacciato. Adesso lo sa. Cioè lo sa dal primo momento in cui hanno presentato il team Avintia SKY VR46 dove lui è il cenerentolo che si è dovuto accontentare delle frattaglie di luce, comunicazione e considerazione che rimanevano, di rimbalzo, dalle presentazioni alle interviste, fino alle menzioni in telecronaca e tutto il repertorio da Istituto Luce che da anni caratterizza il motorsport tricolore.
Il campione del mondo della Moto2 diventava gregario del fratello di. Non ci si crede. Ebbene era evidente. E lo è tutt’ora nonostante il confronto sia impietoso.

Il team Avintia doveva solo cambiare nome in VR46… e forse marchio di moto. Adesso nemmeno più quello, dato che sono sempre più prepotenti le voci di accordo con Ducati. Insomma è fatta. E se non è fatta è un’ennesima figuraccia da parte della squadra di Tavullia dopo l’autogoal con ARAMCO, che prima era sulla bocca di tutti e adesso da una decina di giorni non si nomina più.

In realtà ci ha provato, VR46. L’operazione ARAMCO leggi anche fumo in faccia a Petronas, non è andata a buon fine.
La verità è che non è VR46 che ha scelto le Ducati (che costano anche di più), ma è Yamaha che ha scelto Petronas.

In doubt already for a while VR46, the company and all the publishing that for years has been crawling in the presence of the most profitable package and with the most glaring team/media conflict of interest in the history of motorsport, is trying to take Morbidelli home after turning him around so that, like a magnet, he has opposed the pole of attraction with Petronas, with Yamaha and with Forcada. It serves to repel them. It serves to make the dream team, that is, a team that has the owner's brother in it and one that is really going strong. It needs Morbidelli, and it needs to get rid of Bastianini.

Those who write that the VR46 riders will be Marini and Bastianini are lying hoping to lie. That would not be such a good story to tell.

A self-respecting VR46 team cannot have in its lineup the living, winning demonstration that you don't have to be part of the Academy to play in the Motorcycle A Series. Bastianini is proof that you can make a career for yourself, early and well. What kind of VR46 team would it be if "typical products" were not fielded?

Forse Enea è destinato a fare un solo anno terribile (oltre al resto di questo 2020 che già è bello pesante) nel caso non si trovi nessun altro, ma la realtà è che i pesaresi piuttosto su quella moto sarebbero capaci di metterci persino Bezzecchi. Perché altrimenti non sarebbe un team VR46 fatto a modo. Insomma se vedremo Bastianini su una moto VR46 sarà solo perché non saranno riusciti a segarlo.

E chi dice che tanto Bastianini è salvo perché è già in direzione Pramac, sappia che, ammesso che sia vero, magari i primi anni no, ma entro brevissimo, ci sarà guerra anche per avere le migliori Ducati possibili, soprattutto presentando Morbidelli in squadra.

That is, assuming there aren't already problems for next year, because it's unclear what level of officialdom the VR46 team will be able to aspire to, especially when they manage to bring home the Morbido. And believe us, that is the intent and it is being worked on hard.
To figure out who pays and how much. And to be figured out when the money comes in.
For Ducati, you've seen it, there's a purely racing part and a commercial racing part, and in this case, it really doesn't matter where the money comes from, but the first one that comes in has always been the one that lodges the best.

Sarà tutto vero come quando a ottobre 2020 abbiamo anticipato e messo in connessione la chiusura del team VR46 Moto3, l’interesse di una moto per Marini e la relativa cessione degli slot proprio ad Avintia a cui si lavorava per subentrare? Ottobre eh.
Basta stare un po’ attenti.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

MotoGP, Le Mans: Miller e Zarco. Doppietta Ducati e Quartararo in testa al mondiale!

Jack Miller

In Le Mans, a most annoying place from the weather point of view, there goes the second day of Miller , who wins another one, but also the day of the Ducati, who all walk regardless of their starting positions.
However, it is also the day of Marc Marquez, who returns to a few laps in the lead but, above all, communicates that his mental attitude is the pre-crash one. He cares about going fast, he knows how to do it, and he accepts mistakes. As one who is no longer afraid to be glass. Whether this is a good thing is unclear, but it is certainly again his being MM93 that showed today.
From the standpoint of numbers, which are the ones that count in the end, Fabio Quartararo is a leader in the standings. He is not a quiet leader but he is a fair leader for what has been seen in these five races.
On the day of tumbles, we finally see Petrucci again, while those who go wrong are the Aprilia, unlucky, and the Petronas, disastrous. Morbidelli's fall fits, but Rossi's umpteenth via crucis does not. He starts in the 10, ends up outside despite the carnage of colleagues ahead of him. And that means only one thing. That it is an indefensible bad race.
Worse, if you consider the expectations, only the Suzuki did.
So much froth and smoke together had not been seen so often.

Side note: the frontrunners all seem to be friends again.
And that means only one thing: there is no clear and acknowledged claimant to the title. In that case all this goliardia, we would not see it.

Minisintesi della corsa
Al via è Miller che fugge anche se è subito la sagra degli errori.
L’energia e la foga lo tengono in testa ma la cosa dura quattro giri.
Vinales è più preciso e guadagna la leadership.
Appuntiti anche Quartararo, Nakagami, Rins e Marc Marquez mentre Morbidelli va out in bagarre con Pol Espargaro.
Chi va male, invece, sono le Ducati di Zarco e Bagnaia…
Tutto questo mentre inizia a piovere.
A meno 24 succede una cosa strana: in bagarre Quartararo passa Vinales e Miller. Ci rimette Vinales ma è solo l’inizio, perché la pista si bagna troppo per poter avere un motociclismo intelligente.
I primi a rientrare sono Quartararo, Marquez, Rins e Miller.
Marquez esce per primo, e si gode la testa della corsa fino a che non si fa lanciare e chiude la gara.
Prima di lui già fuori Rins, subito nella ghiaia al rientro in pista. Riuscirà a cadere ancora, definitivamente.

Con 18 giri da fare è Quartararo a dettare il passo, dietro di lui Miller con due long lap da scontare e Nakagami staccatissimo a oltre tre secondi.
Fra i più veloci ci sono Oliveira e Savadori, ma il primo va ad insabbiarsi e il secondo deve saltar giù dalla moto causa motore arrosto.
A meno 10 Marquez dimostra di avere la stessa mentalità di sempre.
Vola ancora cercando di stupire il mondo.

Con 9 giri da fare Miller ha un vantaggio di 5 secondi su Quartararo mentre Zarco guadagna metri e secondi a palate.
A meno 6 è preso e passato Quartararo mentre Miller pare inarrivabile.
Ai piedi del podio c’è Alex Marquez, poi Bagnaia e Petrucci…che aggrediscono lo spagnolo in difficoltà.

Finisce che Jack Miller vince la seconda gara consecutiva per un’altra doppietta Ducati grazie a Zarco. Segue Quartararo, Bagnaia, Petrucci, Alex Marquez, Nakagami, Pol Espargaro, Lecuona e Vinales a chiudere i 10.
Inspiegabile Rossi 11° nonostante sia caduto chiunque.

Top ten report cards

Jack Miller
He disproves Lorenzo and does so by winning with a gap.
In a race where he doesn't look the strongest and suffers in some sections, he is the one who on average, on the other hand, goes better than everyone else.
They pass him back, he makes two long lap penalties, and in the end he comes out on top.
Rated 10

Joan Zarco
Con un paio di giri in più avrebbe anche potuto vincere ma i giri non c’erano. Paga una partenza incerta e qualche errore di strategia. Ma è fortissimo e va bene così.
Voto 9

Fabio Quartararo
A third place that earns him the championship lead.
He's smart. He pushes, he fights, he rocks, but he understands that this is how it goes and that above all it's the first Yamaha.
Rated 8.5

Pecco Bagnaia
That's good. The comeback is accomplished and the final push is as a mature and aware rider. You can't always win but you have to perform well. Mission accomplished.
Rated 8

Danilo Petrucci
A breath of fresh air. It's a result brought home not only because of the wet weather but mostly because of greater awareness and few mistakes.
Rated 8

Alex Marquez
There is a moment when he looks like Marc and a moment when he looks like someone else. In the end it's a mature and intelligent race. Which finally brings him valuable points
Rated 7.5

Taka Nakagami
The way it was going, it looked even podium... instead the jap dropped in the final. Evidently due to tires. Too bad because hisend promised so much more.
Rating 6.5

Pol Espargaro
Non ci si può lamentare sempre e poi concludere così poco.
Pol Espargaro sembra sempre di più spuma…
Voto 5,5

Iker Lecuona
In silenzio porta a casa dei punti e non si arrende fino alla fine, dato che nelle ultime due curve beffa Vinales. Dove le altre KTM si stendono, lui concretizza.
Voto 6,5

Maverick Vinales
Sbaglia la gomma ed un sacco di altre cose. Dopo il cambio moto, in pratica, sparisce.
Voto 5

VR46: pilot and team, announcements coming soon!

VR46

Non è un segreto che Rossi dovrebbe annunciare cose importanti entro brevissimo.
Riguardano il suo futuro e quello del team VR46 di cui è previsto il debutto in MotoGP nel 2022.
Per quanto riguarda il pilota, le dichiarazioni di inizio campionato parlavano di quattro-cinque gare di tempo per capire se VR sarebbe stato ancora competitivo e, da lì, le decisioni.
Possiamo dire senza paura di essere smentiti che le prime quattro uscite sono state un vero disastro e che quindi,  dovendo mantenere le promesse per Valentino Rossi  non ci dovrebbe essere nessuna stagione 2022 da pilota.
Resta da capire se il dottore finirà la stagione o la concluderà addirittura anzitempo, magari compiendo il “beau geste” di girarla al “suo” Morbidelli.
Difficile che accada. Troppi sponsor, accordi, situazioni sospese. Però potrebbe essere.
Altra opzione è che, considerato un Mugello senza pubblico,  il dottore decida di annunciare qualcosa  a Misano, che è casa sua, e che potrebbe consentirgli i giusti omaggi da parte della tifoseria. A Misano potrebbe arrivare una notizia fondamentale.

In realtà a Misano potrebbe arrivare anche qualcos’altro, ovvero qualcosa che riguarda le moto con cui il team VR46 correrà la prossima stagione.
In pole position, a distanziare le altre concorrenti, c’è Ducati. Sarebbe comodo per tutto il sistema, i piloti rimarrebbero quelli attuali del team Avintia (che scomparirà), al netto eventuale di Bastianini (nel caso non andasse in Pramac).
Insomma una situazione comoda e discretamente competitiva. Sicuramente meno destabilizzante di una lotta con Petronas per ottenere le Yamaha, e sicuramente più prestigiosa di una partnership con Aprilia, dato che a Noale si sono dimostrati disponibili ma si sono dichiarati ancora non pronti per un accordo così.
I veneti dovrebbero prediligere una liason con il team Gresini, fatta di storicità e di cuore, e quindi niente VR.
Alla fine, quindi, Misano, con i dati di Le Mans e del Mugello, sarà una data chiave per Valentino Rossi e per la sua struttura.
Dovrebbero arrivare finalmente gli annunci che tutti attendono… inclusa un po’ di chiarezza in merito alla partnership con Tanal e Aramco, annunciata e poi sapientemente silenziata da protagonisti e media.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

MotoGP: why ARAMCO knows nothing about the partnership with VR46?

Aramco

Why did the news about the VR46 team fade as it jumped to the headlines?
How come VR declared the existence of an agreement to bring VR46 to MotoGP in partnership with Aramco but no one really asked the Saudi oil giant about it?
Indeed, how come the Saudi oil giant later and on its own initiative declared that it was unaware of the news?

Iniziamo il pezzo con tre domande. Già il fatto che ce le poniamo, significa che siamo davanti a qualcosa di atipico.
Però partiamo con il presupposto che ci possiamo sbagliare e abbiamo capito male… e quindi chiediamoci come mai a Jerez sia venuta fuori una notizia così: VR46 in MotoGP già dal 2022 con Aramco. Nessuno ha pensato, vista la dimensione della notizia e il fatto che non sia stata smentita dall’interessato presente, che potesse essere una bufala. Con la stampa sportiva che abbiamo, non mi meraviglio. Ma quella finanziaria?

The press release referred to stated that the project would be financed with money from Saudi Arabia, specifically from the interest of the oil giant Aramco, although the release itself came from Tanal Entertainment, a holding company owned by Prince Abdulaziz bin Abdullah Al Suad, a member of the Saudi royal family. So too big a name to be questioned ... but it is also true that we still start from the fact that someone is talking about Aramco but Aramco itself is not doing it. This is not normal.

A press release was issued ahead of the Jerez GP stating that VR46 team owned and operated by Valentino Rossi himself-would make the move to the full-time MotoGP World Championship in 2022. OK, that's fine. VR46 can announce whatever it wants.

Un comunicato così non può non essere preso sul serio e non può essere messo in dubbio però, la stessa Aramco, avrebbe affermato di non essere a conoscenza di alcun contratto. E qui va un po’ meno bene.

In the end, what is missing in the statement are quotes from both sides in addition to financial details. This is unheard of for such a situation.
It's as if a yet-to-be-completed document has leaked out. Too bad, however, that it is not a leak because it was one of the parties involved that released and confirmed it.

Nessuno poi, per riverenza o sudditanza mediatica ha pensato di incalzare lo stesso Valentino Rossi che ha dichiarato: “Sappiamo che abbiamo un accordo con Aramco per fare la squadra … ” “…Non so sinceramente perché Aramco dice che non lo sanno! “. E qualcuno avrebbe dovuto chiedere: ma l’accordo c’è o no? O ce l’hai o non ce l’hai. Altrimenti sembra come quando alle elementari tu sei fidanzato con una bambina ma lei non lo sa.
Chiunque altro sarebbe stato messo spalle al muro per un’eventuale fesseria ma non è stato questo il caso.

Sia chiaro, non sarebbe il primo caso di team fuffa.
E’ successo in un sacco di casi che team partiti sulla base di collaborazioni addirittura governative si siano rivelati una fregatura internazionale.
Basti pensare al team JR Racing, quello legato in Superbike alla Repubblica Dominicana e a Troy Corser, tirato in mezzo e sfruttato per mettere in piedi una mezza sòla, come si dice a Roma. Una fregatura.
Oppure al team Onde 2000 della Guinea Equatoriale in cui c’era di mezzo addirittura un governo. Però erano altri tempi e c’erano di mezzo altre entità.
In realtà le truffe fatte bene sono quelle in cui vengono spesi nomi talmente grossi da non poter essere messi in dubbio.
Noi però continuiamo sul nostro ragionamento “neutro”.

Nessuno dubita che VR46 stia pensando di sbarcare in MotoGP.
Nessuno dubita che vi riuscirà.
Chiunque sia un minimo informato però sa che questo deve accadere nel 2022, anno di scadenza degli slot in griglia.

Parliamo adesso di Aramco, che è spuntata fuori all’improvviso… supportando F1, Formula E e Dakar. Ma prima?
E’ proprio lo splendore recente che ha attirato l’attenzione nei confronti di situazioni “un po’ saudite” come queste.
Alcune organizzazioni umanitarie come Grant Liberty hanno evidenziato che l’Arabia Saudita come nazione, sotto i riflettori per accuse di mancato rispetto dei diritti umani, sarebbe sin troppo spesso protagonista di un’attività che si chiama “sport washing”… che vede l’investimento sportivo ed edilizio come ricerca di quella reputazione persa per altre ragioni.
Il calcio è pieno di evidenze come queste mentre il motorsport, almeno nelle due ruote,  ci sta avendo a che fare da poco (vedi news relative al nuovo circuito di Mandalika, Indonesia, progetto accusato di essere sporcato dal mancato rispetto dei diritti umani dei locali).
Insomma quella che sembra essere solo una bella cosa (e sicuramente lo è), a molti fa storcere un po’ il naso.
All’estero, però. Da noi va sempre tutto bene.

Pensandoci, il mega progetto sembra tanto convenire a VR46, che trova uno sponsor per fare quello che vuole fare da sempre… eppure alla fine rischia di convenire soprattutto ai sauditi, dato che a livello internazionale (in Italia non ci si azzarda), VR46 è stata molto criticata per la partnership.

"Especially Aramco in recent years has supported many sports other than soccer and is also very much in motorsport. It also supports Formula 1. It is an important partner for us and can help us team up in MotoGP." Rossi said.
But does Rossi know who he is about to deal with?
More importantly: does Aramco know that it has an ongoing partnership with Rossi?
The answer would seem to be a double no.
What if instead someone is trying to cheat the parties involved?
Come on, that's not possible...but here, stop it!
You know all those activities listed on the sidelines, but not too much either, of the partnership between VR46 and Tanal, the ones that talk about building projects, theme parks, etc.?
Maybe it all starts from there.

Sulla tuta di Marco Bezzecchi – pilota Moto2 di VR46 sono comparse patch con dicitura “KSA New Cities”.
E questo vuol dire che VR46 sta già degustando un mini antipasto di quello che dovrebbe essere il buffet saudita completo.
Oppure che qualcuno stia cercando di raggirare VR46 convincendola, grazie al mini antipasto di cui sopra, di una effettiva partnership in atto… di cui però gli interessati (Aramco) non sono a conoscenza anche se è  stato speso il loro nome.
E se si fossero  salvati tutti proprio per il fatto di essersi lasciati scappare la cosa?

Ci rendiamo conto che qualcuno forse si è portato un po’ avanti con l’immaginazione e con il business e che quindi è tutto appoggiato un po’ alla buona?
Cioè tipo che la stessa Petronas, colosso vero con soldi veri, si stia giocando le due Yamaha con VR46 la quale ha una partnership  con un petroliere che ha dichiarato di non saperne nulla?

Chiaramente se ci sbagliamo qualcuno ci invii il comunicato di ARAMCO datato week end di Jerez.
Dopo ok, vuol dire che è cambiato qualcosa… ma la settimana scorsa perché nessuno ha chiesto conto della mancanza di comunicati o addirittura non si è insospettito davanti alle smentite di uno dei due partner?

Misterhelmet Gianluigi Ragno



Rossi and Petronas: you don't say but ... we are beyond the end. And it's already war!

In an earlier piece entitled. The king is naked. And he is minidressed! I had written like this:

“E quindi cosa succede, alla fine? Non lo sappiamo perché non siamo alla fine. Quello che però sembra è che siamo all’anticamera dei vaffanculi e che Petronas, invece di allontanarsi, dalla Yamaha, si sta avvicinando ancora di più, con tanto di dichiarazioni di intenti di partnership pluriennali e baci bacini che hanno tanto il sapore speziato di presa di distanze dalle scelte fatte, indovinate quali.
Il che vuol dire una sola cosa: che la partnership messa insieme per fare belle gare, bei soldi, belle cose, è un tavolino a tre gambe che non si regge nemmeno su una… e che quindi, ciaone a fine anno, se non prima.”

Ecco. Se non prima. Perché ci sono numerosi elementi che fanno pensare che le due entità Petronas e VR46, siano ormai ai ferri cortissimi e che siamo tutti prossimi telespettatori di una telenovela che mette di fronte delle vittime (Rossi&Co) e dei carnefici ingrati, quali Petronas, Razali etc… il tutto adeguatamente insalivato dalla stampa che ormai si è già lanciata in indecenti genuflessi servizietti giustificazionisti.

"We in VR46 have already asked for an official bike for Morbidelli but we were told no" That's the first hint.
And it makes you laugh. If there is a contract, what do you ask for? It's not like going to the butcher and asking for free bones for the dogs.
At the beginning of the season Valentino Rossi and VR46 thought it was a priority to ask for an official bike for VR and not for the much-assisted Morbidelli. That is, assuming that it was not explicitly requested in the contract that the official bike was even only for one of the two. It is therefore no surprise that Franco has a 2019. Franco was already a world vice-champion, but evidently no one went out of their way to get him anything more than a 2-year-old bike. Maybe you couldn't anyway, anyway, then, the controversy is borderline childish, specious and hypocritical. It is a front thing to pass as a victim. And strangely, it's something that wasn't talked about until the whole audience, clamoring for a motorcycle for Morbido. Until yesterday, silence.

Fa anche abbastanza paura che VR46 abbia deciso di rendere ufficiale e pubblica una partnership con ARAMCO in un determinato momento.
La mossa è giustissima e sacrosanta… però non è di quelle che indicano una volontà di pace.
Petronas, su questa cosa è due volte concorrente diretta.
E’ concorrente diretta di ARAMCO in quanto azienda impegnata nell’energia in un territorio che si sovrappone a quello del neo partner VR46 (anche se da ARAMCO, va detto, non è uscito alcun comunicato ufficiale).
E diventa, Petronas, concorrente di VR46 anche dal punto di vista sportivo, dato che entrambe le entità sono plausibilmente in lizza per ottenere due Yamaha.

Rossi , who has a long-standing relationship with Yamaha and also owns Morbidelli's ( Petronas' best rider) tag, is paddling right back at Petronas. By now it's official.
It's legitimate eh, because it's business, but it kind of clashes with the existing relationship between Rossi and Petronas.

VR46 has secured a competing sponsor, is virtually in the running for the bikes currently entrusted to Petronas, and also owns the rider. What's more, through the most representative figure, Valentino Rossi, VR46 itself is dependent on Petronas from a sporting and marketing perspective with initiatives planned through at least 2021.

Cosa starà raccontando, Mr Razali ai vertici della sua azienda che nel frattempo gli avranno chiesto conto di un paio di cosette?
Come si sentirà?
Come uno entrato in affari con una entità, la VR46, che oltre a non performare, lo sta combattendo dall’interno, sia con il suo esponente di marketing e comunicazione (VR46), sia con il suo miglior pilota, che è sì legato a Petroas, ma che obbedisce, de facto, al suo manager e alla VR46 stessa.E infatti manifesta già sintomi di inquietudine sportiva.

Da una parte la partnership è nata malissimo sotto tutti gli auspici, dall’altra Petronas si vede sotto scacco anche dal punto di vista sportivo e quindi doppiamente anche nella gestione delle moto. Sempre che le avrà, Petronas, due moto, nel 2022.

Intervistato su Rossi, ormai Razali parla con lo stesso piacere che hanno quelli che su Airport Security, vengono ripresi quando li hanno beccati che stanno trasportando la droga. Tratterebbe ogni tema tranne quello.
“Eh, non è Rossi che è lento, sono gli altri che sono veloci”.
Se consideriamo che Razali è manager, asiatico e musulmano, quindi non un europeo spaccamontagne, capiamo che è una risposta che sa di coglionella.
Cioè, sa di uno che preferirebbe far vedere il saldo del suo conto online, piuttosto che discutere di una scelta sciagurata da cui non può venire fuori come e quando vorrebbe.
Può dire che si è rotto le scatole e che se potesse caccerebbe VR ieri? Non può dirlo. Può farlo? Non può farlo. Gli costerebbe caro.
Cosa può Razlan Razali? Farlo capire all’interessato (che ovviamente lo sa già) e ai mantenuti editoriali della stampa e del business, avendo però con questi ultimi, molta cura per non passare da cattivo.
Ci manca solo il ricco petroliere ingrato privo di riconoscenza verso il salvatore del motociclismo moderno, portatore di passione, mecenate di giovani piloti, rivitalizzatore degli ultimi 25 anni di due ruote.

Razali knows one thing, however. He has the money and has shown that he can work. And so he can let Valentino Rossi bring home an impressive series of embarrassments like the ones he has already wrapped up so far, along with a sampling of sporting and behavioral own goals. Of course, without boycotting him. He doesn't seem to need it much longer.

If you must know, it is not a risk-free path for Petronas. Because the tug-of-war might have worked when there were no other powerful oil sponsors at stake. Now the position of strength is mitigated.
Dorna cannot lose Petronas but neither can it displease VR46.
We have seen that from the cookie on, VR has always wanted to play all the media cards without ever holding back. But it is not necessarily, see always biscotto, that the matter always turns in his favor.
The media is a dangerous card.

Capirai. Quello del suo licenziamento è un film che VR stesso non consentirebbe mai di mandare in onda. Piuttosto un megavaffa e una porta sbattuta in cui Petronas passa per il male, poi un’altra stagione corsa sui gomiti l’anno prossimo, per non farsi dire quando e come andar via.
Siamo pronti a tutto questo? Qualcuno sembra di sì.
Oppure prevarrà la ragione. Il che sembra ancora tutto più fantascientifico.
La verità è che Rossi un’uscita l’aveva già pianificata, ma averla rimandata troppe volte forse lo ha fatto arrivare un po’ corto, questa volta. L’intermezzo Petronas non lo aveva previsto. Così come non aveva previsto di lanciare suo fratello in MotoGP prematuramente, sia dal punto di vista sportivo (non sembra prontissimo, se mai lo sarà), sia dal punto di vista politico (avere un team già fatto sarebbe stato meglio ma lo sponsor è arrivato con qualche mese di ritardo).

Would you like to see that this article, already the second part of a previous one, will have a continuation?

Next time we will talk about goodbyes or not even that cold war.

Misterhelmet Gianluigi Ragno

MotoGP, Jerez: Miller and Bagnaia for a Ducati one-two! Third Morbidelli

Nella gara delle aspettative su Marquez, Rossi, e Quartararo va in scena la beffa delle beffe.
Per tutto il week end succedono un sacco di cose ma non sono quelle che ci si aspetterebbe succedessero.
Deludono tutti quelli che avrebbero dovuto promettere e sorprendono quelli che non ti aspetteresti.
Alla fine niente podio per Marquez, niente resurrezione per Rossi, e niente conferma per le due Yamaha ufficiali. E non è nemmeno possibile recriminare per Morbidelli, dato che forse il suo pacchetto, se non il migliore, sembra essere il più adatto a lui, ovviamente nell’attesa di “raddrizzare” le cose.

Mini cronaca
Bagnaia scatta ma è Miller in testa davanti a Morbidelli e Bagnaia, poi Quartararo, Aleix Espargaro, Mir, Nakagami, Rins, Vinales e Zarco. Chi fa paura è Marquez che inizia da subito a risalire la china, proprio mentre un altro Marquez, Alex, vola nella ghiaia. E un paio di giri dopo si spalma anche Rins, con la caduta più lenta del week end.

A meno 22 dal termine Quartararo viola la difesa di Miller e mette subito metri e decimi fra se e la Ducati. A guardare, Morbidelli ed Aleix Espargaro, silenzioso ma preciso sull’Aprilia.
A meno 16 va in ghiaia anche Bastianini mentre per il resto è noia pura in una gara che non offre nemmeno sorpassi.

A meno 10 la gara si ravviva e Miller buca un Quartararo in difficoltà, proprio mentre arriva anche Bagnaia.
La gara vera comincia a meno 8 con Bagnaia che passa Quartararo il quale viene poi giustiziato anche da Morbidelli, Nakagami e poi Mir. E’ un crollo. E in un altro paio di giri passano anche Zarco e Marquez. Scopriremo a fine gara un problema al braccio per il francese.
L’ultimo giro Miller se lo fa in carrozza per una doppietta Ducati che in una pista Yamaha non si era mai vista.
Per Ducati arriva una vittoria che non arrivava dal 2006.
Miller, Bagnaia, Morbidelli, Nakagami, Mir, Aleix Espargaro, Vinales, Zarco, Marquez e Pol Espargaro a chiudere i dieci.
Male Quartararo, e malissimo anche Rossi che chiude alle spalle del fratello.

Pagella

Jack Miller
Dopo tre gare brutte, un intervento chirurgico e tante critiche, torna nel modo migliore. A lui le scuse di tutti quelli che lo hanno giudicato inadatto al ruolo. Ovvio che una vittoria non tappa tutti i buchi… però è un inizio.
Voto 10

Pecco Bagnaia
Se dicessimo che ha capito che un secondo posto in gara sarebbe stato sufficiente, diremmo una bugia. Avrebbe voluto prendere Miller ma proprio non ce n’era. Eppure va bene anche così, perché è leader del mondiale. Anche se i punti su Quartararo sono solo due, è tutto perfetto.
Voto 9,5

Franco Morbidelli
Siamo sicuri che gli si debba dare una Yamaha ufficiale se questa combo funziona così bene? La sensazione è che la sua si basi su un equilibrio delicato che però può essere sopperito dal suo talento e dal supporto di Forcada. Del resto, visto che da privato non gli si chiede di vincere il mondiale, potrebbe andare bene anche così.
Voto 9

Takahashi Nakagami
La miglior Honda in pista è quella che non ti aspetti.
Mentre si scommette sul ritorno di Marquez e sul risveglio di Pol Espargaro, arriva lui e fa un lavorone.
Voto 8,5

Joan Mir
Alla fine c’è sempre, in qualche modo. E il duello interno con Rins, lo vince regolarmente. Peccato che oggi non basti… e possiamo parlare tranquillamente di occasione persa.
Voto 6

Aleix Espargaro
Se fosse salito sul podio non si sarebbe meravigliato nessuno, ma in realtà è che anche un sesto posto è un bel bottino per lui e l’Aprilia. Pilota concreto su moto concreta.
Voto 7

Maverick Vinales
E’ uno di quelli che risorge da metà gara in su.
Oggi però non risorge abbastanza. Va detto che la sua è una gara in salita che non soddisfa. Rimane il terzo posto in classifica.
Voto 5,5

Joan Zarco
Per tutto il week end non è veramente della partita.
Inutile dire che la gara ha lo stesso leit motiv. Non che non sia efficace, semplicemente non ne ha per stare davanti. Eppure sbaglia poco.
Voto 6

Marc Marquez
Sta tornando ad elastico. Il week end inizia bene ma poi un paio di eventi gli suggeriscono di darsi una regolata. La gara è bella, fatta di rimonta e sorpassi. Non c’è molto altro da dire.
Voto 6

Pol Espargaro
In una giornata in cui una Honda satellite a momenti sale sul podio e un pilota infortunato fanno meglio di lui, c’è poco di cui essere contenti. Pol si deve svegliare e subito.
Voto 5

The king is naked. And he is minidressed!

The king is naked

Before anyone gets jealous, it is good to clarify that there is not really a naked person here--nor is there anyone who is mini-naked, on the contrary.
The title refers to a situation, to a figure, geometric, not at all regular. A figure, laid bare.
We speak of the virtually infallible sports marketing quadrilateral whose sides are Yamaha, Petronas, Razali and Rossi. A top factory, an impressive sponsor, a manager who doesn't miss a beat, and the biggest sports money machine in years. And here, it is well understood, there are no gifted minis. Not one bit. There is, however, some nudity.
Going in order, there were three sides initially, and they worked great.
Yamaha had met Petronas with Razlan Razali, sports team boss, deus ex machina of the operation.
How well had it worked, from one to ten? At least fourteen.
In the "annus schiaffonis" of the factory team, which at the time of taking advantage of Marquez 's absence had been killed by Mir on Suzuki, the slaying had also continued at home, in the most mocking way possible. With the men in blue no longer knowing who to take it from.
No Quartararo, a paying official (one who had the best bike on the team and not content had put a little extra on it by paying for it), but that other one, he had reversed the previous year by doing better than all the tuning forks, almost bringing home a coup that one does not know how desirable it would really have been, being the "wrong" winner.

The Petronas SRT team had done as it did in F1. Method, right choices, peace of mind, and victories. In the face of the "predestined."
Razali, who is one who knows how to take chances and create them, must have thought that if that was the student, let alone the master.
And he must have thought that, back home, the chance to celebrate the forty-sixth year of the company he works for, with the best reference to forty-six there is in the world, should not be an opportunity to pass up.
And he was right. Because Valentino Rossi may have been in decline for a few seasons, however, he is still the biggest draw motorcycling can have. Especially looking at a long wave that in far-flung popular Asia takes a while to kick in.
Razali made his movie, and he made it well.
A tot (guess how many) of YZFR1 replicas, at 46,000 euros, even a tot OHVale (planned) with the same numbers, and a whole series of initiatives to capitalize on the affair.
In a market that we can't even imagine how big it is, but that really in the East does numbers that make it seem nonexistent to us.
After all, even not winning, what could have gone wrong?
VR is no longer a leader in the standings, but he is still someone who entertains and, more importantly, he entertains himself. Which essential to communicate the right mood. In short, a great initiative that might not have paid off sportingly but from an image standpoint would have been great. Top. The best combo on the market.
Instead, it became clear pretty early on that nothing worked at all. In reality we are only at the beginning of the season and everything can be straightened out, however ... such inprinting is hard to put right.
It started so bad, that even what had worked the year before broke down. Quartararo to win and Morbidelli to flounder as he had never been seen to do. Rossi then, no opaque, but pitch black. A front row trailed by one of his own, which you really have to not want to see to not realize is sad stuff, and a triple set of horrendous qualifying and racing. Stuff you can't even joke about if things pick up afterwards.

These are the worst situations that can occur when you do marketing. That is, that your own testimonials, the ones who are supposed to convince you of the goodness of the product, are officially disgusted by it. Because we take into account that Rossi, not being there to win, should have been the one to put on a good face. Instead, the good face did not show.
And so the mountain (of money) gave birth to a mouse, but not even. And the imperial matchup actually laid bare the fact that theory is one thing, but reality, is another.

Ora spiegalo tu ai Malesi o Malesiani, fate voi, che una roba così figa che quasi non si sarebbe potuta rovinare, è andata così a gambe all’aria da non essere contento nessuno di quelli che ha partecipato a metterla in piedi. Con tanto di dissapori interni e insoddisfazione dell’unico che stava al posto suo, e a cui adesso tira un po’ il culo notare che quello che lo dovrebbe aiutare in realtà, amici amici, ma poi ti rubano la bici. (vedi questo video qui).

La stampa ha fatto il resto. Ha cercato di mettere contro “le due Yamahe”, i piloti delle stesse, rivendicando ora per l’uno, ora per l’altro dei due Petronas, più attenzione, più assistenza, più ufficialità, tirandola via, come in una legge dei vasi comunicanti, proprio a “quegli altri”.
Ma questa è una cosa che funziona quando gli altri non funzionano, non quando vincono tre gare su tre. Autogoal.

E quindi cosa succede, alla fine? Non lo sappiamo perché non siamo alla fine. Quello che però sembra è che siamo all’anticamera dei vaffanculi e che Petronas, invece di allontanarsi, dalla Yamaha, si sta avvicinando ancora di più, con tanto di dichiarazioni di intenti di partnership pluriennali e baci bacini che hanno tanto il sapore speziato di presa di distanze dalle scelte fatte, indovinate quali.
Il che vuol dire una sola cosa: che la partnership messa insieme per fare belle gare, bei soldi, belle cose, è un tavolino a tre gambe che non si regge nemmeno su una… e che quindi, ciaone a fine anno, se non prima.

But even should it last, it seems so much like one of those relationships in which, when certain things happen or are said, nothing ever goes back to the way it was.
Then the effects on the professional careers of the various protagonists, matter the right amount. Here we are not talking about those, but about the initiative, the combo that was supposed to be perfect and instead is not working at all.
We are at a point that looks so much like the joke where there is a boxer who comes back to the corner staggering and asks his trainer how he is doing. And the one in response, "If you kill him, you make it even."

MIsterhelmet Gianluigi Ragno