Dobbiamo solo inseguire le dichiarazioni dei piloti che ci prendono in giro mentre gli addetti ai lavori rosicano. E da quello capire i loro piani andati a monte. In ballo Marquez, Martin, Bastianini, Bezzecchi, Ducati, Pramac, Aprilia… ma l’unica vera bomba riguarda la situazione di KTM su cui c’è forse una big news!
I rumors sono perfezionati ma anche confusi. Marquez tiene in scacco il mercato e nessuno è sicuro di dove andrà. Martin, Bastianini, Bezzecchi, Aldeguer, Aprilia, Yamaha, Gresini con Yamaha, Ducati. Ci sono di mezzo tutti. Anche VR46.
E tutti sono, in qualche modo, direttamente o indirettamente, legati a quello che farà Marc Marquez. Perché ovunque deciderà o gli sarà consentito di andare, sposterà tanti di quei tasselli che il mercato non sarà più lo stesso.
La decisione di quest’anno, di andare con Gresini, sembrerà una pulce rispetto all’elefante che si muoverà nella cristalleria della MotoGP quando il 93 avrà firmato. E lui lo sa.
All’indomani di una sprint buttata al vento, Pecco Bagnaia ritrova coraggio, carattere e tranquillità (gesto dell’ombrello a parte) e regola tutti vincendo e convincendo con una gara perfetta. Martin, mai veramente in grado di impensierirlo, fa un week end intelligente e rimane in testa al mondiale con un buon vantaggio.
Il più costante di tutti, però, è Marc Marquez, due podi in due gare, terzo a due punti da Bagnaia in classifica generale e vera variante imprevedibile del campionato. E il tutto senza aver ancora vinto una gara.
Bagnaia, Martin, Marquez, Espargaro, Di Giannantonio, Raul Fernandez, Alex Marquez, Brad Binder, Fabio Quartararo, Miguel Oliveira.
Questi i primi dieci al traguardo ma, sia chiaro, la gara è a due e lo stesso Marquez rimedia dieci secondi e mezzo dopo essere riuscito in una delle sue super rimonte, a colmare un gap impressionante da chi lo precedeva. In questo, al di là del suo terzo posto in classifica generale e al di là del fatto che non ha ancora vinto una gara con Ducati, lo spagnolo è il più preoccupante del lotto in quanto a margini di crescita. Se lui con una GP23 che conosce da poco, lotta per il mondiale senza aver ancora vinto una gara, qualcun altro non sta facendo a pieno il suo dovere.
Bagnaia imbattibile, senza se e senza ma, perfettamente recuperato dal tracollo di ieri, Martin furbo e giustamente calcolatore per rimanere al top, chiudono il trio degli esseri superiori perché Aleix Espargaro (alla sua ultima stagione), non riesce a ripetersi rispetto alla sprint e tiene duro solo fino all’arrivo di Marquez, limitandosi poi a marcarlo da vicino senza provare mai a restituire il sorpasso.
Out Acosta, brillantissimo ma sempre frettoloso e comunque in grado di rientrare abbondantemente a punti, tredicesimo anche grazie alla follia etilica di Bastianini che sbaglia un long lap dovuto ad un taglio, gliene assegnano due che non rispetta pienamente, incassa un ride through che non esegue e alla fine si becca oltre 30 secondi di punizione da recidivo. Una cosa di una follia senza senso e d’altri tempi che, diciamolo, toglie ogni dubbio sulla sua idoneità a rimanere in rosso per la stagione prossima.
Il resto dei partecipanti, se c’è, non si vede. I buoni sono Di Giannantonio, Alex Marquez, e Raul Fernandez, gli opachi sono Oliveira, Quartararo, Binder, Bezzecchi e Vinales e gli indecenti sono tutte le Honda e Morbidelli che trova il modo di rovinare la sua gara una volta tanto che non sta prendendo ventate.
Marini prende 36 secondi abbondanti e peggio di lui fanno solo Bradl, Bastianini penalizzato e Rins in crisi mistica.
Per la Honda è un’altra gita inutile per andare a incastonare un’altra figuraccia.
Il Mugello rischia di essere caldo. La sintesi dice che nessuno dovrebbe distrarsi perché quello che non ha ancora vinto e che conosce meno la moto, sembra più felice e pericoloso degli altri due in testa al mondiale.
Mentre mi geolocalizzavo in India, mi è apparso un santone che mi ha svelato cosa faranno Espargaro, Marquez, Martin, Bastianini, Pramac e Gresini! Non me ne assumo la responsabilità!
Ci sono voci sul fatto che Cremona Circuit, a pochi giorni dai test Superbike, non sarà mai pronto. In un’intervista ESCLUSIVA, Alessandro Canevarolo, amministratore delegato del circuito e Lorenzo Mauri, team manager Motocorsa che lì è di casa, ci raccontano i lavori fatti, quelli da fare, e tanti dettagli sulle prossime attività, invitandoci ai test Superbike del 23-24 maggio. Guardate a che punto è Cremona Circuit! Ospite anche il nostro Francesco Cavalli
Bisogna avere veramente coraggio per dire che Marini è arrivato in MotoGP grazie a suo fratello e ci è rimasto per gli stessi motivi. E che è andato in Honda perché non c’era niente di meglio, in quel momento. Bisogna avere molto coraggio per dire che è poco più di un pilota medio, che come sviluppatore non ha alcuna esperienza e che come rider ufficiale sta facendo risultati inferiori anche a quelli di Bradl Di coraggio ce ne vuole molto perché, in Italia, se si prova a criticare Marini si diventa hater distruttori di un sogno etc etc. All’esterno non se lo filano nemmeno. Da noi si può solo lodare o ignorare per non dover dire quanto sta andando male. Una stampa perennemente prona, combattuta fra il dover ancora leccare i piedi a suo fratello e la paura di perdere una parte di fanbase (la più romantica) che Marini ha ereditato proprio da lui. Sono i fedelissimi che piangono e frignano ogni volta che esce un meme sul numero 10. Gli stessi che augurano la ghiaia a Marquez ma insorgono alla prima critica fatta al loro Maro. E io mi sono rotto.
In un’intervista la cui scusa è quella di mostrare i nuovi progetti, che poi sono due moto pazzesche, Danilo si svuota le tasche e tira fuori tutto quello che ha vissuto nell’ultimo periodo, dalla “quasi morte”, di cui possiamo parlare quasi scherzando, ai suoi progetti extra motociclistici, passando per “l’invidia buona” nei confronti di Spinelli, che ha vinto in sua assenza. Un Petrucci come solo Misterhelmet vi può far vedere!
Per le info relative alla moto, consultare il video/intervista!
Martin fa la gara perfetta a Le Mans e Marquez una rimonta esagerata che si conclude con un secondo posto e un brutto schiaffo a Bagnaia, comunque forte ma non abbastanza per difendere la seconda posizione al via. Lo spagnolo di Gresini con la GP23 è terzo in classifica generale a due punti da Bagnaia e con gli stessi punti di Bastianini che finisce quarto nonostante un long lap.
Chissà se si parlerà ancora di pilota finito e umiliazioni ricevute. Di sicuro le altre GP23 e anche una GP24 sono parecchio dietro.
Martin, Marquez, Bagnaia, Bastianini, Vinales, Di Giannantonio, Morbidelli, Binder, Espargaro, Alex Marquez.
Questi i dieci al traguardo per una gara emozionante sia davanti che nelle retrovie.
Partendo da chi fa fatica, ottimo Quartararo fino alla caduta, Rins evanescente, disgraziate le Honda con Mir a stendersi dopo aver lottato e Marini ad incartare 40 secondi, ultimo al traguardo fra quelli rimasti in piedi.
Buone le Aprilia con Espargaro e Vinales anche se i due hanno tenuta differente e Maverick finisce per essere meno spumeggiante al via ma più efficace al traguardo mentre ancora non decollano le Trackhouse,
Per quanto riguarda KTM, a terra Acosta (troppo frizzante) e Miller (solito), entusiasmante Binder, 8° al traguardo dopo essere partito VENTUNESIMO. È sua la rimonta della settimana e sembra gridare “il posto in KTM è ancora mio”.
E adesso il duello a tre che ha reso speciale in pomeriggio. Innanzitutto fa paura il numero 6 delle prime 6 Ducati al traguardo su 7 moto. La moto bolognese funziona bene e piazza in top ten “persino” Morbidelli e all’appello manca solo Bezzecchi anche se a far veramente paura è Marc Marquez che fa una rimonta spettacolare e castiga con violenza anche un Bagnaia impaurito, almeno questa volta, nel confronto diretto. Di Giannantonio is the new Bezzecchi e guida sereno alla chi se ne frega, speriamo continui, mentre Morbidelli fa vedere un po’ di luce, e era ora.
La classifica però fa paura e non è per niente tranquilla per il due volte campione del mondo che si deve guardare non solo dalle Ducati ma anche da Aprilia e KTM. E fa paura anche a Ducati che nel scegliere la seconda guida in rosso regaleraà comunque un top rider agli avversari. Molto male in ottica futura. Ma per ora, godiamoci lo spettacolo. Ci dispiace per il funerale editoriale a cui ci tocca assistere. Ormai abbiamo una stampa di fanboys rosiconi a libro paga che rende necessario emigrare all’estero per informarsi e seguire dei media con un minimo di dignità professionale.
There are signs of divorces between Honda and Repsol. Honda HRC could sponsor itself as it is already doing in some championships.
Misterhelmet video from a base text by Laila Carvallo
Honda gave us a surprise during the team presentations earlier in the year by showing off a new set of colours on the RC213V – no more is it predominated by the sun orange and dayglo red of the past 30 years, but rather by the colours of the Saitama house.
Honda took the decision to run with their classic red-blue-white colour palette in order to uniformise its branding identity in its motorsport projects. You can see similar liveries across the championships HRC compete in – Rally Raid, Motocross, Superbike.
The reality is that this was the result of a strained relationship between the Japanese and the Spanish oil giant over the winter period, in part caused by Márquez’s blockbuster divorce at the end of last year. Repsol, not wanting to spend the same amount for its title sponsorship with the team in the last year in the contract, made Honda push them to the background and reduce their visual fingerprint from the bike to the garage walls. This came as a blessing in disguise for Repsol however, as its current positioning on the livery reads better than before, thanks to the “ground effect” fairing seen on the bottom-half of the bike. The amount of aero pieces on the top-half of the bike doesn’t allow for a good readability in comparison.
Nevertheless, the results presented by Marini and Mir have been anything but promising. Dead last in the 3 races so far, and with no prospects as we enter into the European tour of the calendar. As iconic and historical the HRC team is, at this moment, it’s not looking like a good place for companies to gamble “title sponsor” money. We’ve seen at Misterhelmet the possibility of Petronas being the one to fill in Repsol’s shoes once the contract ends in 2024. The Malaysians have been in touch with Honda since the pandemic, but the situation is much different now. Bad results, and a stubbornness to align the livery with the other HRC teams might be factors to dissuade Petronas from getting on the RC213V.
A solution has been trialled last year – Bradl, Honda’s MotoGP test rider, did a wildcard in Misano with a bike sporting “Pro Honda” stickers. At the time, the stickers were very small, almost the same size as Japan Post in the last 8H Suzuka (JP were HRC title sponsors there).
Pro Honda is the Japanese house’s range of oil products sold for the Southeast Asia market – we’re talking India, Taiwan, Vietnam, Philippines, Bangladesh – key markets for Honda and a main part of MotoGP’s current audience.
Moreso, Pro Honda’s competitors in the sport would be Pertamina Lubricants (seen at VR46), Yamalube (seen at Yamaha), Federal Oil (seen at Gresini) and Motul (seen at GASGAS and Pramac).
HRC already self-sponsors in the AMA Pro Motocross series with Pro Honda, and it could do the same for its MotoGP project for 2025, in the possibility that they’re orphaned by its title sponsor.
Bradl returned as a wildcard in Jerez and his livery is the same as Marini and Mir’s with one change – Repsol logos replaced with Pro Honda, in the same spots and sizes.
If Repsol are title sponsors, then Pro Honda feels like so as well. And it could very well be a look into what can happen next year.
Fra Honda e Repsol ci sono indizi di separazione. Honda HRC potrebbe auto sponsorizzarsi come sta già facendo in alcuni campionati.
Video di Misterhelmet elaborato da un testo di Laila Carvallo
Honda ci ha fatto una sorpresa durante le presentazioni del team all’inizio dell’anno, sfoggiando un nuovo set di colori sulla RC213V: non più l’arancione sole e il rosso fosforescente degli ultimi 30 anni, ma piuttosto i colori della Casa di Saitama.
Honda ha deciso di correre con la classica tavolozza di colori rosso-blu-bianco per uniformare la propria identità di marchio nei suoi progetti di sport motoristici. Possiamo vedere livree simili nei campionati in cui HRC gareggia: Rally Raid, Motocross, Superbike.
La realtà è che questo è il risultato di un rapporto teso tra il gigante giapponese e quello petrolifero spagnolo durante il periodo invernale, in parte causato dal divorzio di Márquez alla fine dello scorso anno.
Repsol, non volendo spendere la stessa cifra per la title sponsorship del team nell’ultimo anno di contratto, ha costretto la Honda a metterla in secondo piano e a ridurre la sua impronta visiva dalla moto alle pareti del box.
Tuttavia, questa è stata una benedizione sotto mentite spoglie per Repsol, poiché il suo attuale posizionamento sulla livrea si legge meglio di prima, grazie alla carenatura “effetto suolo” vista nella metà inferiore della moto. La quantità di pezzi aerodinamici nella metà superiore della moto non consente una buona leggibilità in confronto. [Ne abbiamo già parlato su Misterhelmet qui]
Tuttavia i risultati presentati da Marini e Mir sono tutt’altro che promettenti. Ultimo secco nelle gare finora disputate e senza prospettive di miglioramento. Per quanto iconico e storico sia il team HRC, in questo momento non sembra un buon posto in cui le aziende possano scommettere soldi sul “title sponsor”. Abbiamo visto su Misterhelmet la possibilità che Petronas possa prendere il posto di Repsol una volta scaduto il contratto nel 2024. I malesi sono in contatto con Honda sin dalla pandemia, ma ora la situazione è molto diversa. Pessimi risultati e l’ostinazione ad allineare la livrea con gli altri team HRC potrebbero essere fattori che dissuadono Petronas dal salire sulla RC213V.
Una soluzione è stata sperimentata l’anno scorso: Bradl, il collaudatore Honda della MotoGP, ha fatto una wildcard a Misano con una moto con gli adesivi “Pro Honda”. All’epoca, gli adesivi erano molto piccoli, quasi delle stesse dimensioni di quelli del Japan Post nell’ultima 8H di Suzuka (dove JP era title sponsor HRC). Pro Honda è la gamma di prodotti petroliferi della casa giapponese venduta per il mercato del Sud-Est asiatico – parliamo di India, Taiwan, Vietnam, Filippine, Bangladesh – mercati chiave per Honda e gran parte dell’attuale pubblico della MotoGP.
Inoltre, i concorrenti di Pro Honda in questo sport sarebbero Pertamina Lubricants (visto su VR46), Yamalube (Yamaha), Federal Oil (Gresini) e Motul (GASGAS e Pramac). HRC è già auto-sponsor nella serie AMA Pro Motocross con Pro Honda, e potrebbe fare lo stesso per il suo progetto MotoGP per il 2025, nella possibilità che rimangano orfani di un main sponsor principale. Bradl è tornato come wildcard questo fine settimana a Jerez e la sua livrea è la stessa di Marini e Mir con un cambiamento: i loghi Repsol sono stati sostituiti con quelli Pro Honda, negli stessi punti e nelle stesse dimensioni. Se Repsol è lo sponsor principale, Pro Honda fa le prove per esserlo. E potrebbe benissimo ccadere l’anno prossimo.
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