Le Mans: Martin batte Marquez e Marquez batte Bagnaia!

Martin fa la gara perfetta a Le Mans e Marquez una rimonta esagerata che si conclude con un secondo posto e un brutto schiaffo a Bagnaia, comunque forte ma non abbastanza per difendere la seconda posizione al via. Lo spagnolo di Gresini con la GP23 è terzo in classifica generale a due punti da Bagnaia e con gli stessi punti di Bastianini che finisce quarto nonostante un long lap.
Chissà se si parlerà ancora di pilota finito e umiliazioni ricevute. Di sicuro le altre GP23 e anche una GP24 sono parecchio dietro.

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Martin, Marquez, Bagnaia, Bastianini, Vinales, Di Giannantonio, Morbidelli, Binder, Espargaro, Alex Marquez.

Questi i dieci al traguardo per una gara emozionante sia davanti che nelle retrovie.
Partendo da chi fa fatica, ottimo Quartararo fino alla caduta, Rins evanescente, disgraziate le Honda con Mir a stendersi dopo aver lottato e Marini ad incartare 40 secondi, ultimo al traguardo fra quelli rimasti in piedi.
Buone le Aprilia con Espargaro e Vinales anche se i due hanno tenuta differente e Maverick finisce per essere meno spumeggiante al via ma più efficace al traguardo mentre ancora non decollano le Trackhouse,
Per quanto riguarda KTM, a terra Acosta (troppo frizzante) e Miller (solito), entusiasmante Binder, 8° al traguardo dopo essere partito VENTUNESIMO. È sua la rimonta della settimana e sembra gridare “il posto in KTM è ancora mio”.
E adesso il duello a tre che ha reso speciale in pomeriggio. Innanzitutto fa paura il numero 6 delle prime 6 Ducati al traguardo su 7 moto. La moto bolognese funziona bene e piazza in top ten “persino” Morbidelli e all’appello manca solo Bezzecchi anche se a far veramente paura è Marc Marquez che fa una rimonta spettacolare e castiga con violenza anche un Bagnaia impaurito, almeno questa volta, nel confronto diretto. Di Giannantonio is the new Bezzecchi e guida sereno alla chi se ne frega, speriamo continui, mentre Morbidelli fa vedere un po’ di luce, e era ora.
La classifica però fa paura e non è per niente tranquilla per il due volte campione del mondo che si deve guardare non solo dalle Ducati ma anche da Aprilia e KTM. E fa paura anche a Ducati che nel scegliere la seconda guida in rosso regaleraà comunque un top rider agli avversari. Molto male in ottica futura. Ma per ora, godiamoci lo spettacolo. Ci dispiace per il funerale editoriale a cui ci tocca assistere. Ormai abbiamo una stampa di fanboys rosiconi a libro paga che rende necessario emigrare all’estero per informarsi e seguire dei media con un minimo di dignità professionale.

 

 

 

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