Nel momento più difficile per lui, quando hanno iniziato ad arrivare proposte interessanti da valutare, Danilo Petrucci ha centrato due belle gare in Superbike. Alla fine sul podio lui spruzza ma continua a valutare le due grosse opportunità lontane mentre Ducati, invece, che potrebbe valorizzarlo, valuta Iannone e Bulega!
Concessioni, team clienti, regolamenti, aerodinamica, motore, sorpassi, qualifiche, gare, mercato piloti, colleghi, Honda, Yamaha, Ducati, KTM e anche Marc Marquez. Non manca niente nella lunga intervista a Paolo Bonora, Team Manager Aprilia Racing, Ci sono tutte le domande e tutte le risposte. Mettetevi comodi!
Gara2 è uguale a gara1 con l’aggravante del fatto che è ormai chiaro che Bautista si trattiene.
Di nuovo c’è un Rea più frettoloso con le gomme e l’innesto di un Petrucci in crescita.
L’italiano è l’elemento risvegliante di una Superbike ha sì qualche duello, ma che comunque non offre più sorprese se non dal podio in giù. Paura per Rinaldi che non è in pericolo e farà nuovi esami e a cui auguriamo pronta guarigione. Out anche Sykes e Baz. In bocca al lupo anche a loro.
Bautista, Razgatlioglu, Petrucci, Redding, Rea, Lowes, Bassani, Locatelli, Gerloff e Oettl! Ecco i migliori dieci al traguardo.
Qualche cambiamento rispetto a gara uno ma alla fine c’è sempre sonnolenza. L’unica attesa è quella del risveglio del dragone Bautista, che passa il tempo a sonnecchiare mettendo, solo a tratti, pressione al duo Razgatlioglu – Rea.
Va detto che il turco spreme ancora la Yamaha al 110% mentre per la Kawasaki sembra ci sia veramente poco da spremere. Johnny Rea la manda a capolinea sempre più presto, frettoloso com’è di rispondere agli attacchi. Le gomme stavolta gradiscono ancora meno e il 6 volte campione è fuori dai giochi prematuramente.
Alla fine Reddding fa una buona gara ma Petrucci è l’evoluzione sorprendente di Gara1. Podio e tanta classe come non se ne vedeva dal MotoAmerica.
Il ternano prende un po’ il posto di Bassani mentre le BMW hanno una parvenza di risveglio. Non è chiaro se i tedeschi stanno già lavorando in attesa di Razgatlioglu o se il miglioramento sia dovuto al fatto che si tratta della pista di casa per alcuni di loro. Oppure è un risveglio da fine contratto o paura di perdere la sella. Eppure BMW in qualche modo, c’è.
E’ il resto a mancare. Honda è sparita, le Kawa private fanno arrabbiare Puccetti che minaccia scelte drastiche, e in più, a creare pathos negativo, un brutto incidente in partenza che tiene tutti preoccupati per un Rinaldi che prima chiama subito i soccorsi e poi non sembra volersi alzare. Lui, Sykes e Baz sono out e a loro tre, che sappiamo adesso essere fuori pericolo, auguriamo pronta guarigione.
In un dominio spropositato come quello di Alvaro Bautista fa quasi senso pensare che a Donington ha colto la sua prima vittoria in Superbike.
Gara dejavu ma un po’ più vivace. Spiccano la buona prestazione di Petrucci e la cattiva di Rinaldi.
Bautista, Razgatlioglu, Rea, Petrucci, Locatelli, Lowes, Bassani, Redding, Sykes e Gardner. Ecco i migliori dieci al traguardo.
Si tratta solo di un’illusione. I minifuochi di artificio in Superpole di Rea si spengono dopo pochi giri di gara1 perché Bautista se la fa quasi tutta in 1.26 e quando vuole li lascia lì a lottare fra loro con un incombente Petrucci, miglior gara della stagione per lui.
La verità è che la Superbike vive di rincalzi che lottano fra loro per sedersi alla destra del padre. E alla fine i rincalzi sono sempre i soliti Razgatlioglu e Rea. Nemmeno la gara di casa riesce a potenziare i britannici che danno vita ad un mini bsb interno e appassionano il pubblico così. Ma non riesce nemmeno quello perché Petrucci e Locatelli sono meglio di Lowes e Bassani è meglio di Redding e Sykes che qui ci hanno fatto i solchi. Discorso a parte per Rinaldi che qui fa una grande rimonta ma partendo da una gara rovinata.
La Honda sono terrificanti come in MotoGP, le Kawasaki clienti non esistono e la Yamaha è tenuta in piedi solo dalla qualità di chi la guida. Resta da capire la BMW ma l’anno prossimo. La cosa più eccitante del World Superbike è l’accoppiata Turco – Tedesca del 2024.
E ho detto tutto. Pensate un po’.
Il 28 dicembre 2022 ho dato un’anticipazione che riguarda il Mondiale Superbike. Potrebbe, anzi, dovrebbe sparire la mai amata Supersport 300 in favore di una nuova classe più adatta a preparare i pioti per la Supersport e la Superbike. Avevo dato dei dettagli. Arriva oggi il momento della conferma dell’anticipazione, con l’aggiunta di qualche dettaglio e qualche correzione.
Eccolo qui il “vecchio” articolo. Non lo rinnego ma è il momento di dare qualche altra news e di “aggiustare il tiro”.
Scorrete sotto e guardate il video!
Honda sembrerebbe spacciata, oppure no, se metterà in campo certi valori. Ma chi sono le parti in causa?
Dopo il video focus su Honda, è il caso di analizzare chi sono quelli di KTM e Redbull , Gas Gas e del perché Marquez potrebbe scegliere di cambiare e a che costo per tutti. Poi, ok ci sono anche altri temi quali Gas Gas, Miller e Acosta, ma sono personaggi/elementi minori della storia.
La situazione sembra avere un’evoluzione molto rapida e per Honda sembra mettersi molto male, visti gli ultimi eventi!
In una gara che noiosa è dire poco, va in scena il solito copione che vede la vittoria di una Ducati ufficiale dopo il contentino ai clienti nella gara sprint.
Ancora una volta il “regolamento” strappa il foglio dei tempi, togliendo a Binder un podio che avrebbe fatto bene a KTM. Per la seconda volta in 2 giorni il Sudafricano viene penalizzato. Giustamente, ok, ma non divertente.
Bagnaia, Bezzecchi, A.Espargaro, Binder (penalizzato last minute), Martin, A.Marquez, Marini, Nakagami, Morbidelli, A.Fernandez.
Questi i 10 e non ci si meraviglia perché il copione che va in scena è quello di un Bagnaia vincitore (superiore indiscusso e serve dirlo perché ci sono dei deficienti che confondono i dati con la critica), davanti a un Bezzecchi che è il nuovo Bastianini.
Deve fare pippa perché se vuole una moto ufficiale la trafila è quella. Ma è forte anche Binder, penalizzato da una scelta di gomma e da un verde toccato ancora una volta per un soffio. Non è questo che toglie il merito ad un gruppo di lavoro in crescita.
Applausi vanno anche ad Aprilia, tornata appuntita con tutti i riders. Espargaro fa un ottimo lavoro così come lo fa Vinales che però non conclude. E anche Lorenzo Savadori fa una delle migliori gare degli ultimi anni. Non centra la top ten ma non importa. Sono punti e tanti dati per un pilota che lavora sempre duro.
Fra quelli che dovranno rivedere il loro sogno c’è Martin che, ormai è evidente, non può vincere il mondiale.
L’obiettivo di Bagnaia è essere regolare, e ci sta riuscendo. Quello degli altri Ducatisti, che il mondiale se lo possono solo sognare, è il posto di Bastianini.
Se volete una telecronaca della gara, vi accontento. NOIA TOTALE. Se ne sono andati in tre e si sono alternati per poi veder vincere il più forte.
Il mondiale è chiuso. Ma questo lo abbiamo già detto.
Prima di capire cosa farà Marquez, e come, è importante capire il perché! Il disastro Honda HRC non è solo MotoGP. Ci sono tutti i presupposti per voler fuggire da Honda perché Honda non è un punto di arrivo ma un qualcosa da cui fuggire. E non vale solo per Marquez.
La riunione del Mugello ha parlato chiaro e ha lanciato segnali forti!
In Germania va in scena una gara noiosa mascherata da gara interessante. Solo un illuso pensa che ci sia ancora un mondiale in palio. Martin, Bagnaia, Zarco, Bezzecchi, Marini, Miller, Alex Marquez, Bastianini, Di Giannantonio, Oliveira. Dovrebbe bastare questa top ten per capire che il mondiale non solo è finito ma si sa già anche chi ha vinto. Scoprite perché nei dettagli!
In Germania va in scena una gara noiosa mascherata da gara interessante.
A Martin e Pramac (bravissimi e inappuntabili) il doppio contentino della doppietta, ma solo un illuso pensa che ci sia ancora un mondiale in palio.
Martin, Bagnaia, Zarco, Bezzecchi, Marini, Miller, Alex Marquez, Bastianini, Di Giannantonio, Oliveira.
Dovrebbe bastare questa top ten per capire che il mondiale non solo è finito ma si sa già anche chi ha vinto.
Salvo catastrofi o situazioni traumatologiche particolari è già tutto deciso ed è inutile prendersi in giro.
Vincerà una Ducati, con merito, chiaramente, visto che gli altri dormono, sarà ovviamente una factory ed essendo Bastianini fuori dai giochi vincerà nuovamente Bagnaia.
L’unica alternativa, chiamata Brad Binder (o in alternativa Jack Miller), si chiama KTM ed è impastata in un numero di Ducati che renderà impossibile qualunque alternativa. Se l’anno scorso Bagnaia aveva bisogno della flotta a protezione da Quartararo, quest’anno non serve nemmeno quello. Ai clienti comprimari toccherà qualche contentino e andrà bene così.
Il tutto mentre Marquez alza bandiera bianca che in realtà è una bandiera nera per Honda e Quartararo fa scelte da folle (la gomma morbida) per sperare in qualche variante anomala a chiappe divaricate (cit) che possa salvare in qualche modo la situazione.
Honda andrebbe accusata di lesioni gravi e tentato omicidio, Yamaha di mancata vigilanza e Aprilia si è svegliata tutta sudata dopo la fine delle concessioni.
Sì, la gara di oggi è stata gradevole ma il mondiale è finito e la MotoGP è a fine impero.
Dimostratemi il contrario.
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