MotoGP, Misano: Bagnaia su Bastianini e Vinales. La gara è noiosa ma riapre il campionato!

La gara di Misano è noiosa ma ravviva il campionato. La vittoria di Bagnaia avvicina l’italiano a Quartararo che invece fatica. 30 punti sono recuperabili? Bene Bastianini, Vinales e Marini. Male, invece, Aleix Espargaro!

La gara di Misano sarebbe da sonno se guardata senza pensare alla classifica e a quello che potrebbe succedere se le cose andassero in un certo modo. E alla fine vanno proprio in quel modo lì, perché Bagnaia vince su Bastianini (che sembra, per la verità, “controllarsi”), mentre Aleix Espargaro fa fatica e Quartararo proprio soffre.
Il risultato? I punti di ritardo in campionato per Bagnaia diventano 30 e Aleix è scavalcato come contendente alla leadership.
Ci sono però altre chiavi di lettura, per il GP di San Marino: Vinales è pronto ad essere permanentemente davanti al compagno di squadra, e le Ducati funzionano tutte, a patto di rimanere tranquilli, cosa che fa Marini ottenendo la miglior gara della stagione.
Il resto non esiste. Chi esagera va out e chi lo capisce sta calmo. Sorpassi? Pochi e casuali. Insomma, due palle assolute e l’unico interesse è capire cosa succede in classifica generale. Il resto davvero non c’è.
A meno che non si ritenga interessante ragionare della debacle di Aleix Espargaro e Quartararo e di eventuali giochi di scuderia che frenano un Bastianini evidentemente più forte.


Se vi va, guardate il commento della gara con Misterhelmet e Luca Bologna!

MotoGP, Redbullring: Bagnaia dominatore ma Quartararo dà spettacolo! Miller ancora podio!

La gara del Redbullring ha due padroni Bagnaia e Ducati ma lo spettacolo lo fa Quartararo che tiene in classifica e salva l’onore di Yamaha. Aprilia, KTM e Suzuki, sufficienti, Honda indecenti.

Bagnaia, Quartararo, Miller, Marini, Zarco, Espargaro, Binder, Rins, Bezzecchi, Martin.

Nella giornata Ducati che, a  casa di una KTM annullata, consente a chi rimane in piedi di guardare tutti dall’alto in basso,  Bagnaia domina e non è mai in pensiero per l’esito giornaliero ma continua a temere Quartararo per il campionato, con il francese, mostruoso e spettacolare nonché unica luce di una Yamaha altrimenti nel baratro (ammesso che non ci sia comunque). Il francese tiene il campionato dalla sua e dimostra di essere quello che con meno ottiene di più.
Nella giornata della sufficienza di KTM, Suzuki e Aprilia per le quali, tutte a mezzo servizio, a reggere sono solo Binder, Espargaro e Rins, Honda incornicia un altro poster dell’orrore in attesa di un Marquez che a questo punto DEVE tornare a salvarla.


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La gara è un duello basato sugli errori. Di Bastianini  e Mir che vanno out (e lo spagnolo è anche fratturato), di Martin che spesso esagera, e di Miller che ottiene un podio ma non riesce, ed è la seconda volta, a fare in modo che fra lui e Bagnaia non ci sia nessuno.  Il quarto posto di Marini, miglior risultato della stagione,  è meritato ed è la cartina tornasole di quello che serve fare con Ducati per ottenere grandi risultati: rimanere in piedi.
Il resto della gara quasi non c’è perché la scelta delle gomme decide la giornata.
Ma l’interrogativo è pesante: onore a Ducati e non che non sia giusto, ma è abbastanza incredibile come una casa con un potenziale tecnico così superiore rispetto ai concorrenti, debba inseguire, per il titolo, qualcuno con mezzi decisamente insufficienti.
Oggi Ducati ha vinto ma a che serve se poi sono i suoi piloti a perdere il campionato?

Guarda la Live di Misterhelmet, Luca Scassa e Luca Bologna con il commento della gara!

Silverstone, com’è andata? Guarda la Live interattiva!

Com’è andata la gara di Silverstone?
Ecco i temi di discussione: Bagnaia è da Mondiale? Vinales farà meglio di Espargaro? Chi merita la sella rossa fra Martin e Bastianini? Per Honda HRC non era meglio Rins?
E tanto altro!


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Scopri anche il commento Live della gara con le interazioni dei lettori di Misterhelmet!

MotoGP, Silverstone: Bagnaia vince su Vinales e Miller. Quartararo ed Espargaro soffrono!

Pecco Bagnaia fa sua Silverstone ma non senza un filo di thrilling, con un Vinales ad un passo dal prenderlo ed un Miller che spara le sue ultime cartucce in rosso!

Bagnaia, Vinales, Miller, Bastianini, Martin, Oliveira, Rins, Quartararo, Espagaro e Bezzecchi a chiudere i 10.
La gara è una sorpresa continua con Quartararo fortissimo all’inizio ma inefficace dopo il long lap penalty che, di fatto, gli rovina una gara già a rischio a causa della scelta di gomme (soft all’anteriore, media al posteriore). A soffrire anche Aleix Espargaro, causa infortunio, e Zarco, velocissimo ed in testa per metà gara fino al lancio della sua rossa-viola.


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Il resto scivola via fra attese confermate, Bagnaia, speranze realizzate, Vinales che fa paura con il suo secondo podio consecutivo e in gara spaventa Bagnaia, e delusioni ripetute come Rins e Mir, con il primo a sgonfiarsi ed il secondo ad annullarsi.
A sorprendere è invece Bastianini, che dopo una gara opaca rinviene nel finale con uno slalom da film che lo porta davanti a tanti ma soprattutto davanti a Martin, che deve accontentarsi di qualcosa in meno dopo aver aspirato a qualcosa in più. Bastianini, desiderato ma forse non troppo atteso, riapre i giochi per la moto rossa ed un posto nel team interno che però sembra assegnato a Martin. Questa gara e quella Austriaca chiariranno molte cose.
Il malcontento, però, deve attanagliare Yamaha, deludente oggi nonostante sia ancora in testa con Quartararo, e anche Suzuki, che potrebbe chiudere meglio, ma soprattutto KTM, ormai rincalzo fisso con l’eccezione dell’epurato Oliveira, e Honda, disastrata assoluta con un baratro che sembra sprofondare sempre di più.
Il mondiale è riaperto? Ancora no. Ma potrebbe esserlo presto se le cose andassero così anche in Austria!

Guarda la Live di Misterhelmet con il commento alla gara di Silverstone!
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MotoGP, Assen: Bagnaia vince, Quartararo sbaglia, le Aprilia fanno paura!

Bagnaia, Bezzecchi, Vinales, A.Espargaro, Binder, Miller, Martin, Mir, Oliveira e Rins a chiudere i 10.
Bagnaia torna a vincere nella giornata nera di Quartararo che perde punti anche da Aleix che per me è l’eroe della giornata. Super gara di Bezzecchi e Super gara di Vinales.

In una gara nemmeno troppo noiosa, mi dispiace dirlo ma la vittoria meritatissima di Bagnaia è messa in ombra da un sacco di eventi che rischiano di segnare la storia, per lo meno quella del breve periodo, della MotoGP, eccoli.



Per primo, il fatto che forse ci si sarebbe potuti aspettare un distacco fra lui e gli avversari, soprattutto dopo l’eliminazione dai giochi vittoria di Espargaro e Quartararo, ma su questo non si può pretendere molto.

Il secondo elemento chiave, è l’errore di Quartararo, primo vero pasticcio della stagione che non gli costa troppo in classifica ma gli costa dal punto di vista della verginità del cartellino.
Quartararo sbaglia e basta, non cerca scuse e prova anche a risalire in moto, sbagliando di nuovo. Chiaramente, trattandosi di lui, le scuse non gliele cercano nemmeno gli altri, a posto così. Ma anche lui, quindi, è in grado di sbagliare.

Il terzo fattore che fa paura, è il fattore Aprilia. La moto nera fa paura anche alla Ducati ed è lecito pensare che Aleix Espargaro, senza l’incidente con Quartararo, avrebbe vinto di forza, avendo preso meno di tre secondi dal vincitore nonostante l’invidente. Sei secondi recuperati in venti giri fanno pensare che avrebbe vinto.

E’ lui un altro degli elementi chiave, il quarto, della storia della MotoGP. E’ un pilota che ha fatto una rimonta spaventosa è che ha dimostrato quanta differenza ci sia fra gli altri e il suo pacchetto. Aleix dopo anni di critiche, è in stato di grazia ma parliamo di pacchetto perché è finalmente arrivato anche Vinales.

il quinto elemento chiave è proprio Maverick, sul podio meritatamente dopo tante sofferenze. Anche lui è un tassello in qualche modo storico della MotoGP, soprattutto per quelli che dicevano che era finito.

Infine, importantissimo, l’elemento chiave numero 6, il podio di Marco Bezzecchi, che lo fa entrare, dopo una gara perfetta, in un club non ristrettissimo ma comunque non accessibile a tutti. Soprattutto nemmeno lontanamente accessibile, per ora, al suo compagno di squadra con la moto 2022.

E’ per questo che, i tifosi non me ne vogliano, ma una vittoria dovuta, sembra un po’ meno eccezionale. Sembra eh, perché chi vince ha sempre ragione, ma restano dei dubbi sul fatto che con Quartararo ed Espargaro avrebbe vinto lo stesso, e su una competitività che deve trovare continuità.

Il resto della griglia delude abbondantemente.
Deludono le Pramac (a parte Martin infortunato), deludono i Gresinis, per non parlare di Honda e Yamaha, inesistenti, mentre KTM e Suzuki, con i rispettivi piloti, sono da compitino o poco più, anche se Rins per Suzuki e Binder per KTM fanno qualcosa in più.

Un altro elemento chiave, che forse non è mai venuto meno, è che il campionato non è deciso. Non ci si aspettino miracoli, ma è comunque tutto ancora da giocare!

MotoGP, Sachsenring: Quartararo batte Zarco e Miller. Bagnaia ancora ghiaia!

Quartararo vince senza avversari davanti a Zarco, Miller, A.Espargaro, Marini, Martin, B.Binder, Di Giannantonio, Oliveira e Bastianini a chiudere i 10.
Disastro Bagnaia, addio mondiale, disastro Mir, super sfiga Vinales e Bastianini spento. Ottimi Zarco, Espargaro e Marini!
Telecronaca imbarazzante a livello di giustificazioni al sapore di russia con un tocco di Nord Corea.

La MotoGP post Sachsenring rimarca una certezza.
C’è un pilota decisamente più forte degli altri, in tutte le condizioni, nonostante una moto inferiore testimoniata dai risultati disastrosi dei suoi compagni di squadra e di marca.
Quell’uomo è Fabio Quartararo e non è solo l’unico fenomeno della MotoGP attuale, ma forse anche l’unico top rider in un mondo di “normali”.
Gli altri sono infatti buoni piloti, qualcuno ottimo, che però sono destinati a brillare occasaionalmente. Senza Quartararo si potrebbero fare altri ragionamenti. Ma Quartararo, purtroppo c’è, e manca anche Marquez, quindi la realtà è amarissima.




Fatta questa analisi, la gara è fatta di episodi. Bagnaia butta via un mondiale che personalmente faccio fatica a credere che sia mai stato alla sua portata. Cercare di giustificarlo restituisce a chi lo fa il certificato di dilettante o quello di prezzolato, ammesso che non si possa essere entrambe le cose e vista l’insistenza, non lo escluderei. Le Ducati sono dei missili e ci vanno forte in tanti, a turno. Oggi tocca a Zarco e Marini, più che a Martin e a Bastianini, spento come con un interruttore che lascia meravigliati. Questa è l’altra chiave di lettura per una casa che il mondiale piloti non lo vince “anche” per questo suo doversi barcamenare fra tanti concorrenti interni che a volte diventano più un problema da gestire che una situazione di cui godere.

Oltre a questo, sembra stia per finire anche il dominio tecnico. Aprilia, con soli due piloti, uno ok (Aleix Espargaro) e l’altro sfortunato causa guasto (Vinales), dimostra che anche “motoristicamente” l’Italia delle due ruote non ha più un solo colore. Il conto potrebbe arrivare presto, forse già a partire dalla prossima stagione in cui Noale avrà un team clienti.
I resto è una sconfitta di uomini e moto. Sconfitte le Suzuki, ormai allo sbando e mono pilota, sconfitto Mir a terra, distrutte le Honda, che senza Marquez non solo non esistono ma esistono in negativo, e solo discrete, in una pista in cui dovrebbero eccellere, le KTM, che portano a casa a stento la top ten.
Godono Miller, Zarco, Marini, che sono dei turnisti del risultato, visto che gli uniti costanti sono Quartararo ed Aleix Espargaro.

Il mondiale, però, non va dimenticato, ha un candidato solo. Inutile perdere tempo a cercare antagonisti di Quartararo. Tanto vale dedicarsi al “giustificodromo” e allo “scusodromo” per salvare l’ennesimo investimento mediatico andato a male che quest’anno si chiama Bagnaia.

MotoGP, Austin: Bastianini batte Miller e Rins, Bagnaia deludente, Marquez alieno!

Bastianini, Rins, Miller, Mir, Bagnaia, Marquez, Quartararo, Martin, Zarco, Vinales.
Questi i dieci all’arrivo in Texas.
La prima cosa che salta all’occhio a chi non ha visto la gara ma solo l’ordine di arrivo, è che Ducati, pur partendo davanti con cinque moto, non è riuscita a chiudere un podio tutto Italiano negli States. La spiegazione ha due nomi: Alex Rins, irresistibile sin dall’inizio e perfetto nella sua imperfezione che gli ha impedito di vincere, e Bagnaia, che vede trionfare chiunque tranne lui, su Ducati che sono uguali se non meno aggiornate della sua.




Non sono sempre brutti i risultati di Bagnaia, e nemmeno le sue gare, ma sono incompatibili con il ruolo di caposquadra e trascinatore che qualcuno gli ha disegnato intorno.
Questa volta è Miller, che fa una gara a polso inclinato e senza strategie particolari, a rubargli l’attenzione. Miller che si è lamentato, Miller che non se lo fila nessuno, Miller che se ne deve andare. E che probabilmente lascerà il posto al dominatore della giornata.
Se non firmerà prima per qualcun altro, infatti, Bastianini è destinato al full red. E sarebbe giusto se fosse l’unica opzione possibile. Invece, non lo è.
Per Bastianini, la moto ufficiale, che potrebbe arrivare anche prima della fine della stagione per far salvare la faccia a Bologna, non è detto che sia un premio. Eppure nessuno ha il coraggio di dirlo.

Il resto della gara e dei suoi protagonisti è fatto di rimpianti. Perché le Suzuki, che vanno bene praticamente ovunque, sembra che non ci credano abbastanza da provare a vincere?
Perché Quartararo è in discussione quando invece in discussione dovrebbe essere Yamaha? Senza di lui sarebbe a fare i risultati di Morbidelli, Dovizioso e Binder. Quartararo dovrebbe ricevere un contratto in bianco su cui scrivere quello che vuole lui. Altro che decidersi.
Lo stesso contratto dovrebbe riceverlo Marquez, che dovrebbe essere incazzato come una biscia. Partito ultimo per un problema ignoto che gli ha ammosciato la moto al via, ha chiuso sesto dopo aver umiliato un certo numero di persone, commentatori italiani inclusi.

Ci sono due tipi di spettatori: quelli che pensano che MM93 senza problemi tecnici avrebbe vinto e quelli che mentono perché, per tifoseria o per gettone ricevuto, sono disonesti con loro stessi e con gli altri. Chi se ne frega che eravamo in Texas ed è da sempre la sua pista. Marquez è patrimonio dell’umanità motogpistica e Honda dovrebbe ritenersi fortunata ad averlo. Senza di lui sarebbe inconsistente come Alex Marquez, opaca come Nakagami e autodistruttiva come Pol Espargaro.
E invece è anche fortunata che il suo uomo migliore non si sia lamentato mai una volta, con tutta probabilità nemmeno questa in cui è stato evidentemente danneggiato in una pista per gareggiare nella quale ha rischiato un ritorno prematuro. Basterebbe questo.
Così come si dovrebbe vergognare chi dice che ha chiuso il gas al via per ritirarsi, o ha omesso le due volte che lo spagnolo ha battuto il suo stesso record della pista, prima dell’ulteriore best del vincitore della gara.

Nella giornata in cui le Ducati Pramac si dimostrano veramente delle moto clienti e in cui  Aleix Espargaro ritorna alla realtà venendo battuto anche da Vinales (Oliveira ci è già tornato da un paio di gare), nella giornata in cui le KTM ritornano quelle dei vecchi tempi, le cose che brillano lo fanno in modo netto e inequivocabile. Rins che non cade più, Quartararo che si prende la Yamaha sulle spalle e Marquez che è due gradini sopra tutti, anche se nessuno sa aritmeticamente, se senza problemi avrebbe battuto Enea Bastianini.
Il vincitore, già, lui. Non c’è nemmeno più da stupirsi. Nessuno avrebbe pronosticato la sua vittoria, perché ormai i più lo mettono fra i papabili per cortesia ma pensano a qualcun altro che invece ancora non vince. E’ questa la forza di Enea e del Team Gresini. Il fatto di essere considerati dei “ma anche”.
Per adesso, sta funzionando.