Chi ha creato il “Mostro Marini” e rischia di rovinarlo?

Chi ha trasformato Marini da un pilota con dei limiti ma consapevole delle proprie capacità in un pilota che fa dichiarazioni un po’ hard e sembra aver perso un po’ la bussola? Chi ha trasformato un pilota che faceva della costanza e della pazienza le sue armi migliori e invece adesso inizia ad aver fretta? Indovinate. Hanno creato il Mostro Marini in rotta di collisione con il team VR46?  Se non capite che questo non è un video contro, nessuno vi potrà aiutare.

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Martin: uno schiaffo piccolo. Binder sul verde cede il secondo posto a Bagnaia che resta leader!

Martin ne ha di più. Molto di più e vince. È come in quei sogni in cui va tutto bene e per questo non ti devi svegliare.
Binder è un mostro imprevedibile e alla fine butta via il secondo posto finendo sul verde all’ultimo giro. Giusto e ingiusto allo stesso tempo. Bagnaia non è il più veloce della “cucciolata” ma è quello più furbo che fa il lavoro più adatto a lui con il rischio minore. E gli altri devono ancora inseguire.

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Martin, Bagnaia, Binder, Bezzecchi, A.Espargaro, Quartararo, M.Marquez, Marini, Di Giannantonio, Zarco.
La MotoGP in Thailandia è una gara spettacolare per quello che succede in testa e poi, solo lì, fra Marquez e Quartararo e forse fra i due VR che lottano come non fossero della stessa squadra.
Il resto non c’è ma nessuno ne sente la mancanza.
Martin ne ha di più,  molto di più, e potrebbe fare il giro intorno a Pecco fino all’ultimo giro quando non ha più gomma e Bagnaia raggiunge l’apice della sua pericolosità.
L’uomo in rosso non è veloce come lui ma di sicuro è più fortunato. Binder potentissimo gli fa un regalo passando sul verde all’ultimo giro e gli consente di rimanere ancora in testa alla classifica.
Va detto che il piemontese non sbaglia niente di quello che potrebbe sbagliare. Nella sprint sta fuori dalle risse e in gara viene su quando deve, forse con un giro di ritardo ma niente di più.
Martin è più forzuto, più entusiasmante, più travolgente, ma Bagnaia è quello che massimizza il guadagno e minimizza la perdita come deve. Perché quando non può vincere, non deve cadere o sbagliare e lui non lo fa. Da leader del mondiale deve solo fare i compiti. Sono gli altri a dover rischiare e questo significa un coefficiente di errore più alto da cui lui si tiene alla larga.
Una cosa non mi è piaciuta. La penalizzazione a Binder passato sul verde. Sacrosanta, ci mancherebbe, ma è arrivata a tempo di record come fosse una liberazione per gli organizzatori.
Non è complottismo ma è impossibile non notarne la iper tempestività e l’immediata esclusione di eventuali sensori capricciosi. Binder è un top rider. Al netto della moto forse anche superiore a quelli che si giocano il campionato. Per me oggi, è stato “legittimamente derubato”, e non è la prima volta.
Pensate che Bagnaia è in testa al campionato anche per tre passaggi di Binder sul verde. Con lui nessuno ha mai pietà. Chissà cosa succederebbe se guidasse una Ducati. Una qualsiasi.
Nel frattempo nessuno svegli Martin.

 

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Il caso Di Giannantonio: come mai va così forte solo adesso?

Appena lasciato a piedi, Fabio Di Giannantonio ha iniziato ad andare non forte ma fortissimo. Ma le sue stagioni precedenti, invece? Abbiamo analizzato le sue prestazioni. Perché non si può dire che fino a poche gare fa era assolutamente carente e non era da MotoGP? E come mai ha iniziato ad andare così forte nelle ultime settimane? Cosa può essere successo? Merito suo? Dei tecnici? Di Ducati? Oppure c’è lo zampino di Michelin e Dorna?

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Bagnaia contro Martin, Factory contro Pramac! Le differenze!

Questo video mette in evidenza la differenza fra Team Ducati Lenovo Factory e Team Pramac e fra i due piloti Pecco Bagnaia e Jorge Martin. Non è una questione di meglio o peggio, buono o cattivo, ma di caratteristiche umane, tecniche, personali e soprattutto, di pacchetti a disposizione e metodi di lavoro! Ecco perché Martin e Bagnaia, nella loro diversità, sono degli splendidi piloti che, però, hanno atteggiamenti diversi e strumenti diversi a loro disposizione.

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MotoGP, Phillip Island: Zarco davanti a Bagnaia e Di Giannantonio! Neanche fosse fatto apposta!

Nel suo GP n120 Zarco vince la sua prima gara diventanto il vincitore di GP n120. Bagnaia finisce secondo e rimane in testa alla classifica e Di Giannantonio, adesso sì, raddrizza un campionato e si rende nuovamente idoneo alla MotoGP. Tutto mentre Martin crolla suicidandosi sportivamente.
La gara è veramente intrisa di quel DRAMA di cui la nuova gestione Rossomondo parla sempre.

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Zarco, Bagnaia, Di Giannantonio, Binder, Martin, Bezzecchi, Miller, Aleix Espargaro, Alex Marquez, Bastianini.
Uno sceneggiatore o lo stesso Rossomondo, non avrebbe saputo metterla giù meglio, una gara così. Uno spettacolo assoluto e totale in cui succedono un sacco di cose nessuna delle quali prevista o prevedibile. La giornata finisce in modo assolutamente perfetto per tutti, tranne che per Martin, che però ci deve stare perché ha scelto “capoccionamente” lui la gomma della gara, andando contro i consigli del team che però ha sbagliato a farglielo fare. Dopo tante gare sì, una gara no che è colpa sua ed è quasi peggio dell’ultimo zero. Perché questa volta la gara era vinta.
Pramac cade comunque in piedi perché, nonostante il fastidio di Campinoti che avrebbe voluto Martin sul podio piuttosto che un’inutile vittoria francese, è un team che è in grado di fare una cosa che nemmeno il team interno è in grado di fare: mettere due piloti sul gradino più alto del podio. Questa cosa se la deve ricordare.
Alla fine è tutto perfetto, per Ducati.
1) Zarco porta a casa la prima vittoria in carriera e saluta con dignità ma soprattutto senza rompere le scatole a Bagnaia.
2) Bagnaia rimane in testa al mondiale con una certa serenità ridimensionando Martin
3) Di Giannantonio si riscatta e torna ad essere nuovamente una presenza sensata in MotoGP.
4) Martin si dà una regolata e torna nei ranghi. Per vincere deve ragionare.
5) In rappresentanza di una KTM, unica alternativa decente, Binder chiude quarto, che non è bene ma nemmeno troppo male.
La ferraglia giapponese, non esiste, e Aprilia non è competitiva.
Per quanto riguarda le Ducati gialle, invece, non ci può essere gloria per tutti. Oggi si prendono un turno di pausa con la “scusa della malattia”.
E Marquez? E Marquez è già con la testa in Gresini, però la tentazione di riprendere un articolo comico di qualche anno fa, è forte.
Non è che ci sono i suoi consigli dietro ai miglioramenti fulminanti di Diggia? Si scherza.

 

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Gresiniland. In Ducati cambiano gli equilibri e ognuno rosica in modo diverso! Nuove livree svelate!

Il team Gresini passa da essere il meno finanziariamente dotato dei team Ducati, ad essere il team più titolato del Motomondiale, con un riflettore che mai un team non factory ha avuto puntato su di sé.
Guardate come nei fatti Gresini Racing è diventato la terra promessa: Gresiniland!

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Operazione di marketing geniale? Fortuna? Il frutto di una decisione folle (da parte di Marquez) colta al volo? Tutte queste cose? Non importa. Gresini passa dall’essere il quarto team Ducati ad essere più “figo” del team factory. Non lo dice il tifo ma i numeri. Guardate qual è il peso effettivo di Gresini contro ciascun team Ducati e anche contro tutti gli altri insieme. Senza parlare di tecnica, politica, soldi, parliamo di brand, immagine e influenza. A partire dal 28 novembre.
Per questo nell’ambiente rosicano tutti. Piloti, meccanici, tecnici, team manager. Solo in Dorna si sfregano le mani. E in Gresini, naturalmente.
A tutti gli altri sono dedicate le livree che scherzosamente, ma nemmeno tanto, ipotizziamo.
Guardate il video o scorrete sotto!

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MotoGP, Mandalika: Bagnaia ok, poi Vinales e Quartararo. Super Diggia, finalmente top!

Una gara che definire noiosa è poco, restituisce ad un Bagnaia sensazionale la vittoria e la leadership del mondiale.
Martin sbaglia quando è solo mentre dietro, succede di tutto ma non basta a salvare lo spettacolo.

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Bagnaia, Vinales, Quartararo, Di Giannantonio, Bezzecchi, Binder, Miller, Bastianini, Rins, Aleix Espargaro. Questa top ten potrebbe far pensare che la gara sia stata spettacolare e invece lo è stata solo per i risultati.

Bagnaia ricaccia a meno 18 un Martin che, in realtà, fa tutto da solo, Vinales sente l’odore del successo ed è bellissimo da vedere, Quartararo torna sul podio dopo non ci ricordiamo quanto.
Ed è tutta farina del suo sacco perché le Ducati ci sono eccome, per quanto acciaccate, ma lui le mette dietro.
Discorso a parte merita Di Giannantonio, il cui DRAMA sembra funzionale ad una MotoGP di rimpianti, rimorsi, belle storie e romanticismi da engagement, ma è tardivo per recuperare una sella. La domanda è: ma perché adesso, tutto insieme, e non prima, che magari sarebbe bastato anche meno?
A meno che non si voglia forzare la cosa a tutti costi, e allora è un altro discorso. Marquez? Si annulla. Aleix Espargaro? Lontano e in crollo finale.
Le KTM? Binder fa autoscontro e Miller gli finisce sempre dietro.
E adesso il focus su Bagnaia, che sembra nutrirsi di fastidi, avversità e biasimi, traendo da quelli la linfa che gli serve per risorgere. Fa una partenza a fionda e costruisce per tutta la corsa. Bagnaia è aiutato dall’errore di Martin, ma anche dalla scelta della hard all’anteriore concordata con il suo team. Ma soprattutto Bagnaia è aiutato dal fatto che si fa passare il timore e capisce che può battere i pugni sul tavolo. Martin ha più talento di lui? Forse. È mediamente più forte? Sembrerebbe di no. Sicuramente ha dei picchi che illudono i suoi ma non aiutano lui.

Come ieri non c’erano drammi o spiegazioni ed era una questione di schiaffi presi, oggi è una questione di vittoria e non c’è da cercare chissà che cosa, a parte l’errore del suo avversario che comunque fa parte del gioco. L’altro ha sbagliato e Bagnaia ha fatto il suo dovere più un pizzico di pepe in più.
Inutile cercare il DRAMA negativo o positivo.
L’unica cosa, forse, è che il suo ruolo è quello di uno che dovrebbe fare naturalmente queste cose, sia per il titolo che detiene, sia per il colore della sua moto. Ma per il resto le pugnette stanno a zero.
Non si può dargli un giorno del pippone e il giorno dopo del campione. È sufficiente valutare la singola gara ogni volta. E non è finita.

Ad essere finita è invece la decenza. Mai sentita una telecronaca così faziosa, schierata, infantile, e mesta fino all’esplosione finale alla caduta di Martin, con eclatante cambio di passo dal punto di vista dei toni, dei modi e della voce, con un atteggiamento infantile passato da capriccio ad eccesso di carboidrati..
Difficile accettare una cosa così, anche fosse gratuita, figuriamoci a pagamento.
Manca proprio la forma più primitiva di giornalismo.

 

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Wrapping up the final details – which big sponsors will join the Márquez brothers at Gresini?

by Laila Carvallo

Few minutes after the unveiling of the worst-kept-secret and after the announcement of Marc Márquez’s incorporation in Gresini, there have been multiple names thrown in the hat who could accompany him in the team. Repsol? Red Bull? Estrella Galicia? Who will actually join this project?

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There are some details that need to be ironed out regarding the brands that partner the Márquez brothers and their incorporation at Gresini. Prior to the Misano weekend, voices in the paddock have mentioned a couple of them who were “safe bets” to be seen on Gresini’s bike wrap next year.

RED BULL

Beginning with Red Bull, the mega marketing company masquerading as an energy drink brand have been supporters of the Cervera-born riders since the early years of their world championship career, essentially becoming the faces of its Spanish subsidiary as they became champions in the mid 2010s.

Red Bull value the brothers a lot to the point that when Marc and Alex exited from the management of Emilio Alzamora last year, the company entrusted the services of its head of motorsport marketing, Jaime Martinez Recasens, to become their new manager and advisor.

Jaime left Red Bull at the end of 2022 to create a new company, Vertical Management, alongside the Márquez brothers as shareholders. Marc and Alex are still linked to Red Bull, perhaps for the long run, but this does not guarantee a sponsorship placement in the team from Faenza.

To understand this, we have to analyse the moves that the Austrian company have done in the past years in their MotoGP marketing strategy. This is not a company that shows its iconic ramping bull under the sun imagery anywhere, at least not anymore.

Red Bull has been close to manufacturers, joining HRC in 2015 and revitalising their partnership with KTM in 2016. It’s not a coincidence – these are serious, big-time projects that Red Bull need to generate the brand awareness they seek for.

However, it is also true that they have also helped LCR during the Alex Márquez years, but never on a sponsorship capacity. It was only a hospitality deal, meaning you would be able to drink Red Bull cans on Lucio’s motorhome. Nothing more.

The Austrians already benefit from having two of their riders on the Gresini saddle, with their iconic branding already being shown on the helmets of the Márquezes.

With the same budget and same strategy being approved and tested, this situation can be discarded.

REPSOL

Alongside the bulls, the Spanish oil giant Repsol has been a close partner of both Marc and Alex, from the junior days. Across their journey in the world championships, Repsol has always been a prominent figure on their bikes and leather suits.

Alex comes with an exception, as he was separated from Repsol after his dismissal at HRC during 2020’s pre-season, having represented Castrol in LCR and now Federal Oil in Gresini.

The fact of the matter is that Repsol has an active contract with Honda, of which they decided to follow through and not follow the example made by Marc, that is, of breaking contracts.

Their partnership with the Japanese house is beneficial for them as we reach closer to 2027, when MotoGP will run 100% non-fossil fuel, which Repsol is developing with Honda. Of course, this wouldn’t be possible to do with a customer team like Gresini.

Repsol are solely focused on working with manufacturers, just as mentioned before with Red Bull, which can be evidenced in the past years their withdrawal of sponsoring junior teams like Avintia and Monlù/MarcVDS.

If you aren’t paying attention, there’s another impasse, which is one of Gresini’s long-standing sponsors in the name of Federal Oil, an Indonesian subsidiary of ExxonMobil. Federal Oil have a long deal that seems unbreakable, passing through from Fausto’s leadership to Nadia’s.

It’s important to note that ExxonMobil is on the top 15 ranking of oil and gas companies in the world, while Repsol is down on 22nd position – this is to explain the grandiosity of the American group and how it’s possible for them to extend an extra help to its subsidiary Federal Oil.

The hypothesis of Repsol joining Gresini would stop here, but then the signs already show that it’s not happening.

ESTRELLA GALICIA

One of Spain’s most popular beer brands, Estrella Galicia joined the MotoGP paddock in 2012 supporting Alzamora’s effort in Moto2 which culminated in Marc’s second world championship win. Since then, Hijos de Rivera, its parent company, would start investing heavily in motorsport.

Passing through the ladder with MarcVDS and many other Spanish riders in the 2010s, Estrella Galícia became a close supporter of the Márquez brothers, even joining HRC at the same time as Marc in 2013 and remaining a highlighted figure to this day.

Their dedication to supporting Spanish riders is uncontested, as after Alex’s exit from Repsol Honda to LCR in 2021, Estrella Galicia supported him and Cecchinello’s team. The brand would stay at LCR with the short-term arrival of Alex Rins, but this deal is expected to end as Zarco enters the Monegasque garage for next year.

This year has shown a key moment for Hijos de Rivera’s marketing strategy, as they have also signed sponsorship deals with Gresini, RNF and the MotoGP sport itself. The budget, however, is tightening.
On the four-wheel side, Estrella Galicia is leaving Scuderia Ferrari to be replaced by Asahi Europe, leaving behind one of the most important figures of their advertising plan, Carlos Sainz.

A contract extension with Gresini is to be expected from Estrella Galicia, now that they have both Márquez brothers at the helm, and Gresini’s sky-blue palette matching with the identity of the non-alcoholic brand.

Whether they expand their presence in the team or not is to depend on their F1 plans, which sounds almost impossible at this stage.

ALLIANZ? VERTICAL? WHO ELSE?

Over the past few weeks, Spanish media has introduced other names to the basket, some of which are also close to the brothers and one is the company they own.Allianz was one of those names, for example, which left MotoGP as a MotoE partner before the pandemic and wouldn’t be in a position to invest on a short-term project like this one in such a rush.

Another name that was referenced was Vertical, Marc and Alex’s management company, in the case that they buy Gresini out from Nadia Padovani and her family. It wouldn’t make sense for a company like this to be sponsoring a team if it is to be taken seriously, unless it wants to end up like the old Esponsorama.

In reality, what would make the most sense as this is looking to be a 1-year project for Marc, he will align himself with the Indonesian and Malaysian sponsors that Gresini host and then return to his close friends, perhaps on another team or, if it’s a serious effort, after the Gresini buy-out. Don’t expect much to happen, however.

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Ritagli e dettagli: quali big sponsor seguiranno i fratelli Marquez da Gresini?

Di Laila Carvallo

 

Nel giorno in cui è stato svelato il segreto peggio custodito di tutti i tempi, ovvero l’ingaggio di Marc Marquez da Gresini,  sono stati molti i nomi gettati nel calderone che potrebbero accompagnarlo nella squadra. Repsol? Red Bull? Estrella Galicia? Chi aderirà effettivamente a questo progetto?

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Ci sono alcuni dettagli da chiarire riguardo ai marchi partner dei fratelli Márquez e al loro effettivo passaggio in Gresini. Prima del fine settimana di Misano, voci nel paddock avevano menzionato un paio di loro che erano “scommesse sicure” da vedere sul bike wrap di Gresini l’anno prossimo.

RED BULL

A partire dalla Red Bull, la mega società di marketing mascherata da marchio di bevande energetiche ha sostenuto i piloti nati a Cervera fin dai primi anni della loro carriera nel campionato del mondo, diventando essenzialmente i volti della sua filiale spagnola quando sono diventati campioni a metà degli anni 2010. .

La Red Bull apprezza molto i fratelli al punto che quando Marc e Alex lasciarono la gestione di Emilio Alzamora l’anno scorso, la società affidò i servizi del suo capo del marketing motorsport, Jaime Martinez Recasens, per diventare il loro nuovo manager e consigliere.

Jaime ha lasciato la Red Bull alla fine del 2022 per creare una nuova società, Vertical Management, insieme ai fratelli Márquez come azionisti. Marc e Alex sono ancora legati alla Red Bull, forse a lungo termine, ma questo non garantisce un inserimento da sponsor nella squadra faentina.

Per capirlo dobbiamo analizzare le mosse che la casa austriaca ha fatto negli ultimi anni nella propria strategia di marketing in MotoGP. Questa non è un’azienda che mostra le sue iconiche immagini del toro rampante sotto il sole ovunque, almeno non più.

La Red Bull è stata vicina alle factory, unendosi a HRC nel 2015 e rivitalizzando la loro partnership con KTM nel 2016. Non è una coincidenza: si tratta di progetti seri e di grande respiro di cui la Red Bull ha bisogno per generare la consapevolezza del marchio che cerca.

È anche vero che hanno aiutato anche la LCR durante gli anni di Alex Márquez, ma mai a titolo di sponsor. Era solo un accordo di ospitalità, il che significava che avresti potuto bere lattine di Red Bull sul camper di Lucio. Niente di più.

Gli austriaci beneficiano già di avere due dei loro corridori in sella alla Gresini, con il loro iconico marchio già presente sui caschi dei Márquez.

Con lo stesso budget e la stessa strategia approvata e testata, questa situazione può essere scartata.

REPSOL

Oltre ai tori, il colosso petrolifero spagnolo Repsol è stato uno stretto partner sia di Marc che di Alex, fin dai tempi della gioventù. Durante il loro viaggio nei campionati del mondo, Repsol è sempre stata una figura di spicco sulle loro moto e tute in pelle.

Alex fa un’eccezione, poiché è stato separato dalla Repsol dopo il suo licenziamento dall’HRC durante la pre-stagione 2020, avendo rappresentato Castrol in LCR e ora Federal Oil in Gresini.

Il fatto è che la Repsol ha un contratto attivo con la Honda, che ha deciso di seguire fino in fondo e di non seguire l’esempio di Marc, cioè di rompere i contratti.

La loro partnership con la casa giapponese è vantaggiosa per loro in quanto ci avviciniamo al 2027, quando la MotoGP utilizzerà al 100% combustibili non fossili, che Repsol sta sviluppando con Honda. Naturalmente questo non sarebbe possibile con un team cliente come Gresini.

La Repsol si concentra esclusivamente sulla collaborazione con i produttori, proprio come menzionato prima con la Red Bull, il che può essere dimostrato negli ultimi anni dal loro ritiro dalla sponsorizzazione di squadre junior come Avintia e Monlù/MarcVDS.

Se non si presta attenzione, c’è un altro vicolo cieco, che è uno degli sponsor di lunga data di Gresini nel nome di Federal Oil, una filiale indonesiana di ExxonMobil. La Federal Oil ha un accordo lungo e che sembra indistruttibile, che passa dalla leadership di Fausto a quella di Nadia.

È importante notare che ExxonMobil è nella top 15 delle compagnie petrolifere e di gas del mondo, mentre Repsol è al 22° posto: questo spiega la grandiosità del gruppo americano e come sia possibile che offra un aiuto extra alla sua controllata Federal Oil.

L’ipotesi di un ingresso di Repsol alla Gresini si fermerebbe qui, ma poi i segnali già dicono che ciò non accadrà.

ESTRELLA GALIZIA

Uno dei marchi di birra più famosi della Spagna, Estrella Galicia, è entrato nel paddock della MotoGP nel 2012 sostenendo l’impegno di Alzamora in Moto2, culminato nella seconda vittoria di Marc nel campionato del mondo. Da allora, Hijos de Rivera, la sua società madre, inizierà a investire molto negli sport motoristici.

Facendo carriera con MarcVDS e molti altri piloti spagnoli negli anni 2010, Estrella Galícia è diventata una stretta sostenitrice dei fratelli Márquez, arrivando addirittura ad unirsi alla HRC contemporaneamente a Marc nel 2013 e rimanendo una figura di spicco fino ad oggi.

La loro dedizione nel supportare i piloti spagnoli è incontestata, poiché dopo l’uscita di Alex dalla Repsol Honda alla LCR nel 2021, Estrella Galicia ha supportato lui e il team di Cecchinello. Il marchio rimarrebbe in LCR con l’arrivo a breve termine di Alex Rins, ma l’accordo dovrebbe concludersi con l’ingresso di Zarco nel box monegasco per il prossimo anno.

Quest’anno ha rappresentato un momento chiave per la strategia di marketing di Hijos de Rivera, poiché hanno anche firmato accordi di sponsorizzazione con Gresini, RNF e lo stesso sport MotoGP. Il bilancio, però, si sta restringendo.
Sul fronte delle quattro ruote, Estrella Galicia lascia la Scuderia Ferrari per essere sostituita da Asahi Europe, lasciando dietro di sé una delle figure più importanti del loro piano pubblicitario, Carlos Sainz.

Da Estrella Galicia ci si aspetta un prolungamento del contratto con Gresini, ora che hanno entrambi i fratelli Márquez al timone, e la tavolozza azzurra di Gresini si abbina all’identità del marchio analcolico.

Il fatto che espandano o meno la loro presenza nella squadra dipenderà dai loro piani per la F1, il che sembra quasi impossibile in questa fase.

ALLIANZ? VERTICALE? CHI ALTRO?

Nelle ultime settimane i media spagnoli hanno aggiunto al paniere altri nomi, alcuni dei quali sono anche vicini ai fratelli e uno è l’azienda di cui sono proprietari. Allianz è stato uno di quei nomi, ad esempio, che ha lasciato la MotoGP come partner della MotoE. prima della pandemia e non sarebbe nella posizione di investire così in fretta in un progetto a breve termine come questo.

Un altro nome a cui si è fatto riferimento è quello della Vertical, la società di gestione di Marc e Alex, nel caso in cui rilevassero la Gresini da Nadia Padovani e dalla sua famiglia. Non avrebbe senso che un’azienda come questa sponsorizzi una squadra se vuole prenderla sul serio, a meno che non voglia fare la fine del vecchio Esponsorama.

In realtà, ciò che avrebbe più senso visto che questo sembra essere un progetto di un anno per Marc, si allineerà con gli sponsor indonesiani e malesi che Gresini ospita e poi tornerà dai suoi amici più cari, magari in un’altra squadra o, se si tratta di un’impresa seria, dopo l’acquisizione della Gresini. Non c’è da aspettarsi che succeda molto, comunque.

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DUCAUDI e Made in Italy? STOKAZZEN! Un solo nemico per DUCATI!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella di Ducati nelle mire dei jap per i suoi risultati sportivi. Sono altre le cose che i giapponesi temono e l’avversario diretto di Ducati è un altro!

 

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Lo dico per la terza volta: capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate.

Questo è il TERZO VIDEO DI TRE sulle chiavi di lettura senza senso buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.


Parliamo di Ducati, del made in Italy, delle invidie e dei tentativi di bloccarla per aver vinto un mondiale dopo 15 anni schierando 8 moto.  E secondo qualcuno lo dovrebbero fare Case che insieme di mondiali negli ultimi 20 anni ne hanno vinti 18.
Alla fine del video vi dirò  cosa fa vincere veramente Ducati e di cosa devono aver veramente paura le altre case.

Vediamo cosa abbiamo:  Ducati fa paura! Ducati che va fermata! Ducati che va oltre i regolamenti!
La verità è che da un lato bisogna levarsi il cappello davanti a Ducati, dall’altro, se non avesse vinto sarebbero stati veramente problemi per un management che stava spendendo tanti soldi non suoi senza vincere il titolo piloti.
Poi vi spiego i “soldi non suoi”.

Intanto parliamo del titolo costruttori, una cosa importante fino a che non l’hai vinta. Quando l’hai vinta 2-3 volte come Ducati, inizia ad essere importante vincere il titolo piloti. MotoGP e Superbike è uguale. La casa “Bolognese” ci è riuscita dopo ben 15 anni.
Quindi, al di là del solito Quartararo, che può essere infastidito dalla sconfitta, o Marquez che però è infortunato, non si vede come Honda e Yamaha possano viversela così male dopo che per anni hanno dominato. Non è chiaro come possa esserne invidiosa Suzuki che se ne è andata.
Non è chiaro come possa essere invidiosa Aprilia che è tornata nel 2015 dopo una pausa di 11 anni.
E’ evidente che l’unica Casa ad essere un minimo “infastidita” da Ducati è  KTM che infatti sta percorrendo due strade, una diretta, una indiretta.
Quella indiretta è il dominio negli altri campionati. Dal 2025 i motori della Moto3 saranno KTM dove gli austriaci già dominano..
La Casa Austriaca, inoltre, sta pensando di mettere bene le mani anche in moto2 dove ha tanti team ma non è una casa partecipante. L’alleanza con Boscoscuro, l’ho spiegata in un video.

La strada diretta è invece quella dell’ingaggio di tanti tecnici Ducati, dimostrazione di grande stima. Ma qui non parliamo di KTM. Parliamo di Ducati e di chi sono i veri avversari della casa bolognese che bolognese non è più.

Però prima vi faccio una domanda: come mai i tecnici e la metodologia di lavoro di Ducati vengono “rubati” solo adesso? Perché adesso funzionano. E funzionano perché non ci sono solo le capacità sportive e tecniche da rubare ma il “MODELLO” che si incastra perfettamente con quello KTM. Sembra strano da credere ma Ducati e KTM, dal punto di vista tecnico no, ma da quello organizzativo, lavorano allo stesso modo.
Entrambe si espandono, entrambe vogliono dominare le griglie e il mercato.

La vera cosa che fa paura di Ducati non è il numero di moto, le ali o le innovazioni, ma il made in Italy che c’è sempre stato, sommato ad una cosa che ha iniziato finalmente a funzionare: il modello tedesco.

Chi dice che con Ducati ha vinto il made in Italy, dice mezza cazzata.
Chi dice che Ducati è solo Audi, dice l’altra metà.

Se gli aspetti sportivi e tecnici fossero fondamentali, Ducati negli ultimi 20 anni avrebbe vinto gli stessi mondiali di Honda e Yamaha.

Se il modello organizzativo fosse fondamentale KTM avrebbe vinto dei mondiali in MotoGP e BMW li avrebbe vinti in Superbike. Invece i tedeschi nelle moto non hanno vinto mai niente.

Non si vince con il made in italy. Non si vince con il made in Germany
Si vince con la COMBO!

Ecco un esempio di caratteristiche Made in Italy 
Cuore e attitudine al racing
Genio creativo, improvvisazione, adattamento, inventiva
Capacità progettuale applicata alle corse
SBORONAGGINE RACING: una cosa che nelle moto abbiamo solo noi.

E adesso un esempio di caratteristiche Made in Germany
Soldi derivanti da efficienza industriale
Capacità organizzativa estrema
Solidità aziendale
Metodo di lavoro più analitico che istintivo
Banche che aiutano
Mille modelli in Gamma che generano market credibility e quindi soldi.
Soldi che comprano uomini che fanno soldi.
CAPACITA’ DI FARE SOLDI E SAPERLI SPENDERE

Ducati ha avuto la sua KTM a 4 ruote che si chiama Audi.
Solo un drogato non capisce che il Gruppo Wolkswagen che ha ripescato dall’inferno marchi come Lamborghini, Bugatti, Bentley, Skoda, Seat, che ha inventato cose come Cupra e rilanciato Italdesign Giugiaro, MAN, Scania etc, non può non aver influito sul nuovo corso di Ducati che infatti è stata affidata al marchio che più le assomiglia: Non Porsche, ma Audi, il braccio armato del gruppo. Una via di mezzo fra VW e Porsche che strizza l’occhio a Lamborghini.

Ecco di cosa devono aver paura tutti:
Il Made in Italy che fa soldi, che ha idee e ci può investire. Il Made in Italy organizzato. IL MADE IN ITALY ALLA TEDESCA O MADE IN GERMANY ALL’ITALIANA che monopolizza la griglia e vende migliaia di MOTO con il meglio delle due visioni. Non per niente Ducati assomiglia sempre di più a BMW Motorrad e si è messa a far anche le turistiche e le fa bene.

C’è invidia verso Ducati? Non per i risultati sportivi.
Vogliono cambiare il regolamento? Non per colpa di Ducati.
Vogliono fermare gli Italiani? No, vogliono fermare l’alleanza Italo Tedesca che unisce il meglio dei due mondi.

DUCAUDI? STOCAZZO!
MADE IN ITALY? STOCAZZO!

Bisogna capire cosa spaventa i giapponesi. Non un titolo mondiale dopo 15 anni, ma i soldi e il modello per vincere i prossimi!

Impariamo a ragionare sulle situazioni vere e non sulle notizie false acchiappaclick!