Piaggio in vetrina: partnership o vendita, spiegate bene! Cina o India?

Piaggio è un’azienda solida con dei brand potentissimi, alcuni dei quali, riposti in un cassetto.
La vogliono Mahindra e Zongsheng, per fare cose diverse!
Due strade, due visioni: una possibile vendita, o una partnership strategica.
Ecco cosa sta succedendo davvero — con numeri, logiche industriali e un po’ di dettagli!

 

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Supersport: team Althea raddoppia. Un pilota è una sorpresa, Niccolò Antonelli e l’altro… anche!

Team Althea ci ha preso gusto. Dopo il mondiale disputato con Federico Caricasulo, quarto posto finale in classifica, l’idea è quella di raddoppiare.

 

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L’ipotesi di Misterhelmet e quindi la news è quasi certa da poterla copiare. Sulla Ducati di Genesio Bevilacqua, salirà Niccolò Antonelli.
Classe 1996, Campione Italiano 125 nel 2011 ha esperienza nel mondiale Moto3 e Moto2. Già VR46 ha militato anche per Red Bull KTM Ajo e SIC 58 Squadra Corse.
Dopo un passaggio in Fantic ha partecipato al Campionato Europeo FIM.
È il primo dei due piloti Althea ipotizzati da Misterhelmet.
Il secondo lo ipotizzo domani.

 

 

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Live after Buriram GP e Jerez SBK. Tanti ospiti e 1 ora di fuoco con Canevarolo di Cremona Circuit!

È una delle live di Misterhelmet dedicate al post gara del lunedì. Si parla di MotoGP, Buriram e Superbike Jerez.
Gli ospiti sono Enrico Borghi, direttore di Slick, Luca Scassa, Luca Verdini e Alex Polita.
Ma prima è il momento di Alessandro Canevarolo, CEO di Cremona Circuit appena incluso per 5 anni nel calendario del Mondiale Superbike.
Un’ora di spiegazioni, domande, chiarimenti con lui è l’intervista più completa che avete mai visto e che forse vedrete mai, dedicata al nuovo circuito del mondiale delle derivate di serie.
Alla scoperta di Cremona Circuit e di Alessandro Canevarolo, che abbiamo scoperto essere un esperto di moto!

 

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Superbike: intervista esclusiva a Lorenzo Mauri. Rinaldi Minestra riscaldata? Sarà bollente!

Lorenzo Mauri Team Motocorsa, è condannato ad un destino beffardo. Quello del bambino che costruisce il castello di sabbia e ha solo pochi minuti per ammirarlo prima di tornare a casa dalla spiaggia. Non sa cosa troverà l’indomani. O forse lo sa  ma non ci può fare niente. Perché l’indomani è già il giorno di un altro castello da costruire. Più grande, più bello.
Dopo il capolavoro Bassani, solido, migliorato e migliorato ancora con la vittoria come team/pilota indipendente, è il momento di un altro castello.

 

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Con le luci della ribalta puntate su  Razgatlioglu in BMW, Rea in Yamaha, Iannone che torna a correre con Go-Eleven, Sam Lowes dalla Moto2 e persino Bulega che debutta nella massima categoria, nessuno si sbatte più di tanto per occuparsi dell’accordo più annunciato di tutti, quello fra Motocorsa e Rinaldi. E mentre Bassani, altro centro di attenzione, festeggia a testa alta il suo passaggio in un team ufficiale, Lorenzo Mauri tiene un basso profilo e anticipa la domanda come uno che non si sottrae al confronto e anzi, lo cerca, per togliersi il pensiero.
Nelle foto che ha appena fatto per Dorna, Michael Ruben Rinaldi, classe 1995, sfoggia un bicipite after market, tipo winter soldier. È il braccio di uno che adesso deve picchiare ancora di più per guadagnarsi l’ingaggio. E Mauri sceglie di andare oltre le morbide parole di circostanza del comunicato. Adesso è libero.

Mauri parte da solo prima della domanda. Praticamente jump start.
“I detrattori diranno che si incontrano un pilota buttato fuori dal suo team con un team mollato dal suo pilota. Insomma una minestra riscaldata. Per certi versi è vero. Me lo dico da solo e più me lo dico, più mi carico. Queste cose mi generano adrenalina.
Ci saremmo tenuti Axel e non faccio la parte di quello che rinnega il suo passato e i suoi risultati. Lo abbiamo portato ad essere il miglior pilota indipendente e lui, dalla sua ci ha dato tutto. Adesso va a godersi una meritata avventura in un team ufficiale e noi ci godiamo la nostra, che si chiama Michael Ruben Rinaldi, ricominciando tutto da capo. Non ho problemi a parlare di Axel. Lui è la dimostrazione che noi costruiamo e saremo sempre fieri del nostro lavoro.
Rinaldi non è una minestra riscaldata né una scelta obbligata, e nemmeno un debole. Lo dico perché a volte ne ho sentito parlare quando era nostro avversario diretto e non capivo come un pilota così coriaceo e veloce, un avversario così fastidioso potesse essere sottovalutato in questi termini. Noi non lo abbiamo mai fatto. Ci ha fatto penare. Ogni volta. Delle volte ho pensato che se avessi avuto il budget mi sarebbe  piaciuto vedere cosa sarebbe potuto succedere a tenere nel box due “animali” così diversi.

Rinaldi è stato inizialmente lodato e poi molto criticato.
“E non ha senso. Gli rimproverano di essere stato troppo all’ombra di Bautista, quando lo sono stati tutti negli ultimi due anni. Nel suo caso la situazione era ancora più rognosa, essendo nel suo box.
Forse era più limitato di noi, in certe cose. Noi siamo un team privato ma siamo liberi. Lui probabilmente doveva obbedire a certe logiche e forse dividere il box con Alvaro è stato più una difficoltà che un vantaggio. Alla fine la carriera di Rinaldi è fatta di annate positive e annate meno brillanti ma è facile notare che ha subìto pressioni differenti. Quando Michael subisce pressione positiva, rende alla grande.

Che cos’è la pressione positiva?
“La pressione positiva è quando ti pressano ma credono in te. Quando magari non hai tutti i mezzi ma hai tutta la fiducia e sei l’uomo di punta, al centro del progetto.
La pressione negativa è quando il progetto è ricco, ma tu non sei al centro del progetto e la pressione che ricevi è fatta di ansia, fretta, aspettative. O magari ti trascurano. Ogni tanto qualcuno si ricorda e ti dice: “allora? E tu? Guarda lui che spacca tutto. Tu che fai?” Non è una critica verso altre squadre ma è dimostrato che non ci possono essere due numeri uno e che bisogna sempre dare precedenza alle esigenze di chi sta lì per vincere. Coccolare un pilota dandogli tutti i mezzi non risolve sempre tutti i problemi.
Noi tutti quei mezzi non li abbiamo ma abbiamo un progetto che funziona, un modo di lavorare che ci ha sempre ripagato e la necessità di un uomo di punta. Viene a subire pressione positiva.
Da noi viene a fare il numero uno. Lavoreremo per lui a tempo pieno.”

Si dice che la vostra unione sia la più scontata del mondiale. Nessuno di voi aveva scelta. 
“Non è vero. Noi ci siamo cercati e scelti e non è stato semplice. Michael è stato tentato da altre situazioni, specialmente all’inizio. Poi quando ha capito che voleva solo una Ducati, effettivamente è stato più automatico parlare con noi. Noi invece  siamo stati tentati da un discreto numero di piloti paganti o con valigia ma abbiamo scelto di non snaturarci. E questo ci ha costretto a sbatterci parecchio per far tornare i conti.
La sua scelta di salire su una Ducati veloce forse è abbastanza logica, ma la nostra non tanto perché avremmo potuto guadagnare di più. Però dai, Motocorsa è una squadra che fa a cazzotti con tutti.
Porteresti uno sfigato in una rissa? Io metto in conto di prenderle, ma voglio soprattutto darle.”

Questo è un bel pensiero.
“Bello ma finisce qui. Rinaldi adesso è nostro. Da domani inizia il trattamento Motocorsa. Come è andata a finire negli ultimi anni, lo sapete tutti. Noi inizieremo a lavorare per lui. Sarà bene che lui inizi a lavorare per noi!”

 

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La regola del verde in MotoGP e Superbike è solo una scusa!

Uso arbitrario, sanzioni intermittenti, una sicurezza sbandierata ma che manca in altre cose più importanti. L’uso del verde in SBK ma soprattutto in MotoGP nasconde altri interessi. Gestire. Gestire un sacco di cose! Ecco quali. E non è complottismo.

 

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Superbike, Jerez2: Bautista ingordo perde ma vince. Poi Razgatlioglu e Aegerter.

Jerez2 è la gara degli addii. Razgatlioglu saluta Yamaha, Rea Saluta Kawasaki,e Bautista giallo banana, saluta il vantaggio da pilota leggero, perché l’anno prossimo sarà, sperano tutti, un altro film.
Salutano anche Rinaldi (giallo banana anche lui) e Bassani e per questo il veleno si taglia col coltello sin da curva uno.
Bautista vince, però…

 

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Bautista, Razgatlioglu, Aegerter, Gardner, Petrucci, Rinaldi, Oettl, Redding, Gerloff, Locatelli. Questi i migliori 10 al traguardo.

Alla fine Bassani va in tilt, e Rinaldi è protagonista da podio virtuale, prima di crollare anche lui.
Però il film lo fanno i soliti o quasi. L’amaro e costoso addio di Rea da Kawasaki (si pagherà metà della penale, il nord irlandese), non è quello che pilota e team si sarebbero aspettati perché Rea fa un erroraccio, riparte ultimo e non va nemmeno a punti. Il suo saluto in pitlane sarà comunque commovente ma senza gloria.
Razgatlioglu, ai ferri corti anche lui con Yamaha che non gli farà provare la BMW dopo averlo umiliato in occasione dei test in MotoGP, alla fine vince ma non vince, per aver passato il traguardo per primo ma solo dopo essere salito sul verde (la regola c’è e la rispettiamo ma l’ultimo giro sarebbe bello fosse zona franca da queste minchiate).
Bautista  tiene invece fede al suo ruolo di uomo dell’anno, perché anche quella singola (e veramente poco frequente) occasione in cui viene battuto, risulta comunque vincitore.
Sulla gare una sola parola: fenomenale per carica agonistica, cattiveria, sorpassi e traiettorie. Ancora una volta non importa se si riduce alla testa della corsa che però, va detto in questa occasione ès tata molto frequentata.
Per quanto riguarda i protagonisti, Yamaha perde Toprak ma riguadagna Rea. Se Johnny sarà lucido come quando vinceva, la Yamaha è una moto che gli potrà dare molto. Aegerter; Gardner e Locatelli lo dimostrano. La moto blu è tuttaltro che esaurita e adesso ha anche dei giovani “gregari” per Rea che si spera non verranno bruciati come da tradizione di Iwata.
Il resto non c’è perché le Honda sono ancora indecenti e le BMW faticano a stare in top ten. Vedremo se la cura Razgatlioglu farà uscire la casa dell’elica dall’eterna palude.
Finisce qui, la Superbike. L’articolo e il campionato. Ma torneremo a parlare dell’ennesimo stupro subìto a partire dal calendario. 12 gare e una sola extra europea.
Una vergogna.

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Superbike, Jerez: Bautista campione del mondo già in Gara1. Guai ai vinti!

Bautista non aspetta e non tergiversa. Vince, anzi stravince gara1 e mette le mani su un titolo mondiale, il secondo nelle derivate di serie, che sarebbe stato suo anche con un quattordicesimo posto. Strabordante nel vincere e nei modi, si presenta al parco chiuso vestito da Ferrero Rocher, e la chiude qui. Troppo di tutto ma chi vince ha sempre ragione.
E guai ai vinti, naturalmente. Per loro non c’è niente. Team Aruba Racing porta a casa anche questa.

 

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Bautista, Razgatlioglu, Locatelli, Rea, Petrucci, Oettl, Lowes, Rinaldi, Lecuona e Vierge che chiude i 10. Non è però questa una top ten che serve a descrivere la gara né il campionato, mai stato in discussione nel vincitore e nei piazzati. Alvaro Bautista diventa 3 volte campione del mondo (il suo titolo nella 125 vale eccome) e dimostra come né il talento né la moto bastino da soli a dominare un campionato comunque difficile e pieno di insidie. Bautista porta la Ducati dove non riesce a portarla nessuno e lo fa senza rischiare. Forse proprio in questa gara 1 sente che è importante forzare un po’ perché vincere in casa e festeggiare il mondiale è ancora più bello se lo fai dal gradino più alto del podio.
Vestito da Ferrero Rocher, in stile Case Pacchiane, si presenta al parco chiuso con un livello di tamarraggine che solo gli spagnoli e noi italiani possiamo raggiungere.
Se volete sapere come è andata la gara, vi basti guardare i 10 all’arrivo dai quali manca Bassani, centrato da Rinaldi (è ancora Superbike) e nessun altro di quelli che contano veramente.
Cecconi di Aruba ha adesso solo un cruccio: che a Bautista vada di traverso la regola del peso moto/pilota. “Se non mi piace e sento che è pericolosa, smetto”.
Solo in quel caso bisogna cercare un altro elemento del binomio magico. Eh sì perché la Ducati sarà anche un aereo ma fino ad ora nessuno l’ha saputa far decollare così.

 

 

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Bomba Superbike: Cremona Circuit pronta a entrare nel calendario. Dal 2025 o anche prima?

Cremona Circuit è in procinto di entrare nel calendario del Mondiale Superbike. È sicuro il suo ingresso nel 2025 ma ci sono rumor che parlano della possibilità del suo ingresso nel Calendario del Mondiale Superbike già nel 2024, per la precisione da settembre. Ecco tutti i dettagli della pista, degli interventi fatti e del progetto.
È un’altra anticipzione Misterhelmet. RUBATE ANCHE QUESTA!

 

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Superbike: Iannone ufficiale con Ducati Go Eleven e può provare subito! C’è anche il minigiallo del comunicato!

Iannone torna in Superbike con Ducati Go-Eleven e può provare da subito nonostante la squalifica in corso! Ecco tutti i dettagli! C’è anche il mini giallo del comunicato, sfuggito ad una grande testata che poi lo ha cancellato e messo offline!

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Ecco il comunicati di SKY, sfuggito all’embargo del team e poi ritirato come da ultima foto!

 

 

Er Fijo de Troy e Davide Giugliano!

In coda alla ormai famosa LIVE Pirro vs Zanetti, successiva all’incidente fra i due che ha deciso il CIV Superbike, abbiamo avuto ospite Davide Giugliano che ha detto la sua sull’evento. Davide Giugliano, però, ha raccontato anche dettagli interessanti sulla sua stagione, sui suoi progetti e sulla famiglia Bayliss. Abbiamo salvato un pezzo di live che forse, essendo in coda, è un po’ sfuggita, ma vale la pena guardare. In studio anche Alex Polita e Luca Scassa!

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