Supersport: il debutto misterioso del costruttore Cinese. La moto è… “particolare”! Tutte le foto esclusive e i dettagli tecnici!

I cinesi di QJ Motors hanno contattato i migliori interlocutori italiani per far debuttare la loro moto. Bussando a tutte le porte hanno ricevuto una serie di no con tutta una serie di motivazioni abbastanza pesanti.
Fra tutti quelli che hanno passato la mano, ce n’è uno che ha accettato e che probabilmente, ammesso che non lo abbia già fatto, firmerà per mettere in pista una supersport che però rappresenta ben più di un enigma.
La moto è così strana che difficilmente potrà far bene da subito ma è a rischio anche il suo debutto.

Scoprite chi sono gli interlocutori che si sono rifiutati, chi ha accettato e quali sono le caratteristiche della moto.

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Genesio Bevilacqua per Althea, Marco Barnabò per Barni, i fratelli Evangelista per Evan Bros hanno detto no a QJ dopo ver “studiato” la moto.
Manuel Puccetti, invece sembrerebbe aver accettato la sfida e probabilmente ha già firmato con l’azienda asiatica per schierare una Supersport.
Ma com’è la moto, realmente?
Potete scoprirlo nel video ma, se avete fretta, potete dare un’occhiata alle foto in fondo alla pagina. Foto esclusive, naturalmente.

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“Passaggio a BMW? Con Ducati sarebbe tutto più facile!” Intervista flash a Manuel Puccetti!

Non ho ancora deciso niente ma le cose devono cambiare perché dobbiamo rendere conto ai nostri sponsor. Potrebbe essere BMW ma anche Ducati. Con Ducati è tutto più facile!

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Manuel Puccetti è sempre gentile, disponibile e positivo, ma è evidentemente un po’ scocciato.
Dopo anni di idee, sforzi, moto schierate, dopo aver lanciato talenti e fatto confermare campioni, è il momento di essere onesti.
La stagione sta andando male. Puccetti ha incassato troppi zeri, troppi ritiri ed evidentemente anche qualche no di troppo quando ha cercato di sostituire i suoi piloti.
Alla fine è vero che semini quello che raccogli ma a volte è proprio il raccolto che va male e tu non hai tutte le colpe.

Le voci di un Puccetti spazientito, girano. Kawasaki, questa Kawasaki, non è abbastanza e un sodalizio lungo, molto lungo, uno dei più lunghi nel paddock Superbike, si potrebbe rompere.

Per le factory è facile, più o meno, continuare per anni senza risultati. I dirigenti dei team interni sono in giro per il mondo a spendere soldi non loro e a giustificare le corse come necessarie per il brand, ma un team privato si tiene in piedi con i risultati e le aspettative. E il capo è solitamente quello che rischia i soldi, nel senso che ce li mette. E ci mette anche la faccia, dato che il team porta spesso il suo nome.
Puccetti è dato in BMW, forse anche per il passaggio di Razgatlioglu, da sempre legato al gruppo di Puccetti, eppure il manager non sembra convinto.

Intervistato sull’eventuale possibilità di cambiare brand, Puccetti risponde.

“Spero di tornare nelle posizioni che contano o almeno vedere ripagato il nostro impegno.
Ho visto che hanno scritto tante cose già, in merito a possibili cambiamenti da parte nostra e la situazione è delicata.
Chi scrive senza sapere non si rende conto che può anche fare dei danni quando ci sono trattative in corso. Mi danno già in BMW ma non ho ancora deciso nulla.
Il passaggio a BMW nel 2024 è solo una delle opzioni possibili.”

Cosa state valutando?
“Stiamo valutando varie situazioni. Possiamo rimanere in Kawasaki se le cose si sistemano ma anche passare in BMW.
Però anche Ducati potrebbe essere una possibilità.
Con Ducati sarebbe più semplice tirare fuori un bel pacchetto factory e andare forte. Con Ducati il team diventa figo e il rider ti cerca.
Costa di più ma i risultati arrivano. Noi abbiamo bisogno di quelli per ottenere le risorse che ci servono per correre.

La situazione risorse è sempre così complicata per un team privato?
La situazione non è facile ma per noi non è complicata. Da anni abbiamo sponsor di qualità che ci seguono ma gli sponsor vanno onorati, ringraziati, accontentati. Personalmente prometto di fare tutto quello che posso per cambiare le cose e tornare in condizioni di visibilità. 
Ci può essere un periodo di difficoltà ma non può diventare la regola. Con gli sponsor non bisogna tirare troppo la corda.”

Sembra evidente che il cambiamento arriverà. Resta solo da capire in quale direzione.

 

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Circo Farlocconi: imbroglioni, energumeni e clown in Supersport!

Venghino siore e siori!
Al circo Farlocconi Supersport!!!
Un campionato Falsato per far vincere le R6 perché sono tante in griglia e altrimenti Yamaha si incassa!
Venghino siore e siori, ci sono le Ducati, le Triupmh e le MV Agusta tutte strossate che ogni volta gli cambiano l’erogassione!
Venite ad ammirare il pilota unico al mondo che fa finta per avere la bandiera rossa poi vualà… chiede scusa. Ammirate il pilota che pianze e poi fa strike e non gli fanno niente! Venite ad ammirare il manager che dà i schiafòni.
Ammirate la diressione gara che non ne fa una ziusta
Vengiono siore e siori al circo Farloconi Supersport!
Uno spetàcolo sabato e uno spetàcolo domenica.
Il circo Farloconi famoso in Europa
Venghino siore e siori… Più gente entra, più bestie si vedono!
Venghino siore e siori, prendino posto!

E potrei anche chiuderlo qu il pezzo, che quello che dovevo dire l’ho detto.
Nel campionato Supersport, che rantola mutilato, nato da un’idea geniale però applicata male, abbiamo tutto questo. Abbiamo moto che non possono vincere per un regolamento che le dovrebbe posizionare come moto del futuro ed evoluzione giusta del mercato, che non vincono perché Yamaha che invece è obsoleta, viene ancora favorita mentre le altre vengono strozzate. Ho già trattato questo tema in altri articoli e ve li linko.


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Poi c’è il tema di una direzione gara che non sa prendere le decisioni. Secondo qualcuno la bandiera rossa andava data, secondo altri no, ma è comunque troppo frequente vedere decisioni sbilanciate. Un pilota che simula e lo ammette, è vergognoso, è colpevole ma lo fa perché il sistema glielo consente. Lo fa perché sbagliando sente che c’è una direzione gara debole che forse può essere influenzata. Altrimenti non lo farebbe, tutto sto cinema. E lo fa perché è complice il suo team e sa che trova appoggio in quello che fa. Se il pilota avesse la certezza di prendere due schiaffi quando torna al box, certe cose non le farebbe. Non ci penserebbe nemmeno. Invece il video mi ricorda quella mia compagna di classe alle medie che ogni volta che veniva interrogata, andando verso la cattedra, sveniva. Perché glielo facevano fare.
E la cosa fa ridere, perché per quanto riguarda il caso specifico, Aegerter è un pilota fortissimo che non ha bisogno di fare entrate sporche, eppure le ha sempre fatte, e non ha bisogno di questi comportamenti tristi, eppure abbiamo visto cosa ha combinato nonostante fosse in super vantaggio nel mondiale.
Se perdesse il mondiale per questa cosa magari gli servirebbe di lezione. E gli servirebbe di lezione anche essere ignorato da Yamaha per la Superbike. Io fossi Yamaha, non lo vorrei un pilota simulatore. In un motociclismo in cui i piloti fingono di stare bene anche quando stanno male, pur di correre, abbiamo questo signore qui. Vabè. Con tanta gente che sta male e stringe i denti, abbiamo il furbacchione.
Ma la roba che fa ridere, è la punizione che gli hanno dato. Quella di barare e simulare è una cosa molto grave, più di un pilota che è scorretto con un altro, perché uno che simula non danneggia solo gli avversari, che è una cosa che sarebbe quasi più naturale, ma anche gente come i medici che è lì per aiutarlo. Sei un mascalzone.

Oltre alla brutta figura della direzione gara e chi comanda, ci fa una brutta figura anche dorna che sul sito WSBK tratta la cosa come una questione normale e Aegerter di mostra di non fregarsene un cazzo. Chiedo scusa a tutti e adesso mi concentro sul campionato. Così, come niente fosse. Ripeto: queste cose le fai perché senti di poterle fare e la comunicazione di Dorna tramite il sito WSBKte lo dimostra.

Eppure non è finita. In SS sabato è successo anche che un pilota, Oncu, fosse in crisi isterica. Non voleva correre e piangeva. Avrebbe preso 2-3 pattoni dal suo manager zio, Kenan Sofuoglu che lo avrebbe convinto col metodo Erdoghan, che sarebbe stato meglio per lui correre. Risultato? un bello strike da cui poi è nata la faccenda di Aegerter.
E al centro medico, testimoni due piloti presenti, avrebbe anche detto, Oncu, se mi squalificate lo rifaccio. Ora tutta questa cosa è tutta da verificare ma non penso che che mi sia venuto a raccontare questa cosa, più di uno, sia bugiardo… poi per cosa?
Dimostra che c’è un clima che consente di poter fare certe cose o per lo meno di poter pensare di farle e passarla liscia. Ed è il discorso di prima.
Non entro nel merito dei metodi educativi turchi perché non sono padre né sono manager di piloti ma sono stato insegnante e sono coach di vari sport e posso garantire che ci sono sport in cui tu carichi gli atleti in un modo (gli sport di forza, sport da combattimento, etc) e sport in cui tu invece l’atleta lo devi sì caricare ma anche tranquillizzare. E soprattutto non è possibile consentire un atteggiamento del genere con chi poi sale su una moto che fa 300 all’ora e può mutilare della gente.

Il caso di Oncu, suscita tenerezza. Manuel Puccetti mi ha spiegato che sente la pressione, si sente a tratti inadeguato e soffre i compagni di squadra. Bisognerebbe rassicurarlo invece che minacciarlo o sbatacchiarlo Poi ognuno faccia come vuole. E voglio continuare a pensare che Sofuoglu sia una delle cose migliori capitate alla superbike, fra i suoi titoli e la figura di Toprak come atleta, ok?
Quindi spero che ste cose non ci siano più.
Però tutte queste vicende che vi ho elencato, ditemi, vi sembrano normali? Fanno apparire la SS come un mondiale serio e sereno o come un circo in cui poi ci rimettono tante persone professionali che ci lavorano?
Ma ripeto, se il mondiale fosse gestito con fermezza e professionalità, sin dal regolamento, sarebbe diverso. E invece, a a partire da quello, è il circo Farlocconi.