DUCAUDI e Made in Italy? STOKAZZEN! Un solo nemico per DUCATI!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella di Ducati nelle mire dei jap per i suoi risultati sportivi. Sono altre le cose che i giapponesi temono e l’avversario diretto di Ducati è un altro!

 

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Lo dico per la terza volta: capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate.

Questo è il TERZO VIDEO DI TRE sulle chiavi di lettura senza senso buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.


Parliamo di Ducati, del made in Italy, delle invidie e dei tentativi di bloccarla per aver vinto un mondiale dopo 15 anni schierando 8 moto.  E secondo qualcuno lo dovrebbero fare Case che insieme di mondiali negli ultimi 20 anni ne hanno vinti 18.
Alla fine del video vi dirò  cosa fa vincere veramente Ducati e di cosa devono aver veramente paura le altre case.

Vediamo cosa abbiamo:  Ducati fa paura! Ducati che va fermata! Ducati che va oltre i regolamenti!
La verità è che da un lato bisogna levarsi il cappello davanti a Ducati, dall’altro, se non avesse vinto sarebbero stati veramente problemi per un management che stava spendendo tanti soldi non suoi senza vincere il titolo piloti.
Poi vi spiego i “soldi non suoi”.

Intanto parliamo del titolo costruttori, una cosa importante fino a che non l’hai vinta. Quando l’hai vinta 2-3 volte come Ducati, inizia ad essere importante vincere il titolo piloti. MotoGP e Superbike è uguale. La casa “Bolognese” ci è riuscita dopo ben 15 anni.
Quindi, al di là del solito Quartararo, che può essere infastidito dalla sconfitta, o Marquez che però è infortunato, non si vede come Honda e Yamaha possano viversela così male dopo che per anni hanno dominato. Non è chiaro come possa esserne invidiosa Suzuki che se ne è andata.
Non è chiaro come possa essere invidiosa Aprilia che è tornata nel 2015 dopo una pausa di 11 anni.
E’ evidente che l’unica Casa ad essere un minimo “infastidita” da Ducati è  KTM che infatti sta percorrendo due strade, una diretta, una indiretta.
Quella indiretta è il dominio negli altri campionati. Dal 2025 i motori della Moto3 saranno KTM dove gli austriaci già dominano..
La Casa Austriaca, inoltre, sta pensando di mettere bene le mani anche in moto2 dove ha tanti team ma non è una casa partecipante. L’alleanza con Boscoscuro, l’ho spiegata in un video.

La strada diretta è invece quella dell’ingaggio di tanti tecnici Ducati, dimostrazione di grande stima. Ma qui non parliamo di KTM. Parliamo di Ducati e di chi sono i veri avversari della casa bolognese che bolognese non è più.

Però prima vi faccio una domanda: come mai i tecnici e la metodologia di lavoro di Ducati vengono “rubati” solo adesso? Perché adesso funzionano. E funzionano perché non ci sono solo le capacità sportive e tecniche da rubare ma il “MODELLO” che si incastra perfettamente con quello KTM. Sembra strano da credere ma Ducati e KTM, dal punto di vista tecnico no, ma da quello organizzativo, lavorano allo stesso modo.
Entrambe si espandono, entrambe vogliono dominare le griglie e il mercato.

La vera cosa che fa paura di Ducati non è il numero di moto, le ali o le innovazioni, ma il made in Italy che c’è sempre stato, sommato ad una cosa che ha iniziato finalmente a funzionare: il modello tedesco.

Chi dice che con Ducati ha vinto il made in Italy, dice mezza cazzata.
Chi dice che Ducati è solo Audi, dice l’altra metà.

Se gli aspetti sportivi e tecnici fossero fondamentali, Ducati negli ultimi 20 anni avrebbe vinto gli stessi mondiali di Honda e Yamaha.

Se il modello organizzativo fosse fondamentale KTM avrebbe vinto dei mondiali in MotoGP e BMW li avrebbe vinti in Superbike. Invece i tedeschi nelle moto non hanno vinto mai niente.

Non si vince con il made in italy. Non si vince con il made in Germany
Si vince con la COMBO!

Ecco un esempio di caratteristiche Made in Italy 
Cuore e attitudine al racing
Genio creativo, improvvisazione, adattamento, inventiva
Capacità progettuale applicata alle corse
SBORONAGGINE RACING: una cosa che nelle moto abbiamo solo noi.

E adesso un esempio di caratteristiche Made in Germany
Soldi derivanti da efficienza industriale
Capacità organizzativa estrema
Solidità aziendale
Metodo di lavoro più analitico che istintivo
Banche che aiutano
Mille modelli in Gamma che generano market credibility e quindi soldi.
Soldi che comprano uomini che fanno soldi.
CAPACITA’ DI FARE SOLDI E SAPERLI SPENDERE

Ducati ha avuto la sua KTM a 4 ruote che si chiama Audi.
Solo un drogato non capisce che il Gruppo Wolkswagen che ha ripescato dall’inferno marchi come Lamborghini, Bugatti, Bentley, Skoda, Seat, che ha inventato cose come Cupra e rilanciato Italdesign Giugiaro, MAN, Scania etc, non può non aver influito sul nuovo corso di Ducati che infatti è stata affidata al marchio che più le assomiglia: Non Porsche, ma Audi, il braccio armato del gruppo. Una via di mezzo fra VW e Porsche che strizza l’occhio a Lamborghini.

Ecco di cosa devono aver paura tutti:
Il Made in Italy che fa soldi, che ha idee e ci può investire. Il Made in Italy organizzato. IL MADE IN ITALY ALLA TEDESCA O MADE IN GERMANY ALL’ITALIANA che monopolizza la griglia e vende migliaia di MOTO con il meglio delle due visioni. Non per niente Ducati assomiglia sempre di più a BMW Motorrad e si è messa a far anche le turistiche e le fa bene.

C’è invidia verso Ducati? Non per i risultati sportivi.
Vogliono cambiare il regolamento? Non per colpa di Ducati.
Vogliono fermare gli Italiani? No, vogliono fermare l’alleanza Italo Tedesca che unisce il meglio dei due mondi.

DUCAUDI? STOCAZZO!
MADE IN ITALY? STOCAZZO!

Bisogna capire cosa spaventa i giapponesi. Non un titolo mondiale dopo 15 anni, ma i soldi e il modello per vincere i prossimi!

Impariamo a ragionare sulle situazioni vere e non sulle notizie false acchiappaclick!

L’unico vero problema di Yamaha? ELIMINATO!

La mancanza di vere news genera clickbait disperato, paccottiglia e false news come quella della disperazione di Yamaha e delle tensioni fra la casa di Iwata a Quartararo. In realtà Yamaha aveva un solo vero problema e se ne è liberata alla grande!

 

Misterhelmet Shop 

 

L’ho già detto: capisco che siamo in pausa campionato e c’è desiderio di argomenti da trattare per fare click. I più disperati si lanciano su Marquez o Valentino, con cose che non si capiscono, quelli più evoluti su ipotetiche difficoltà delle big Honda e Yamaha. Ma anche su Ducati si fanno valutazioni insensate.

Questo è il SECONDO VIDEO/ARTICOLO di tre che parleranno delle chiavi di lettura senza senso buttate lì solo per fare guazza, ovvero materiale da dare in lettura a poveracci in mancanza di contenuti. Più i siti sono grandi e più devono pubblicare grandi quantità di materiale per non scendere nei motori di ricerca. Non fa niente se le notizie non ci sono. Vi do la mia visione e mi dite se la condividete.


Parliamo di Yamaha e della presunta sofferenza per non aver “sorprendentemente” vinto il secondo mondiale di seguito, avendo un pilota solo e come altre moto un pilota in crisi, uno tornato dal ritiro e un debuttante della moto 3 in un team gestito alla buona. Davvero i risultati di Yamaha sono una sorpresa?
Alla fine del video vi dirò perché Yamaha ha “perso” un team clienti.

Vediamo cosa abbiamo. Honda, da quando esiste la MotoGP, 2002, ha vinto 10 mondiali con 4 piloti diversi (Rossi, Stoner, Hayden e Marquez).
Yamaha è la seconda casa più vincente. Ne ha vinti 8 con tre piloti diversi (Rossi, Lorenzo, Quartararo) con risultati mai ottenuti da nessuno. Interrompere il dominio di Honda, con Rossi, impedire la nascita di un’era Ducati, sempre con Rossi, interrompere un dominio interno con Lorenzo per poi interrompere il dominio di Honda e Marquez sempre con Lorenzo e infine impedire il dominio di Suzuki e Honda con Quartararo. Yamaha è il vero guastafeste della MotoGP. Il vero game changer.

Come per Honda, veramente pensate che Yamaha non sia cosceinte del fatto che esistano dei cicli e che non si possa vincere sempre, soprattutto sapendo di essere non la prima ma la seconda forza industriale delle due ruote?

Moto terribile, eppure Quartararo è arrivato secondo. Un titolo Superbike dopo anni,
molti piloti anziani come Rossi, Dovizioso, Crutchlow. E Morbidelli secondo con una moto clienti e poi agonisticamente morto. Siamo veramente sicuri che Yamaha si possa lamentare di come siano andate le cose dopo che solo nel 2021 aveva vinto TUTTO fra Motogp e SBK?
Anche per Yamaha ci sono dei problemi. Ma non è crisi. Fa tutto parte del gioco.

Quartararo si lamenta ma le dichiarazioni del pilota sono una piccola parte di un singolo aspetto, non il tema principale.
Poi pensate ad una cosa: Quartararo, nonostante l’insoddisfazione, ha rinnovato subito e senza difficoltà. Yamaha aveva e ha bisogno di Quartararo, che è il miglior talento presente in MotoGP (Marquez è rotto) e Quartararo aveva e ha bisogno di Yamaha e non poteva andare da nessun’altra parte.
In Honda c’è MM93 e la moto non va.
In Ducati non c’è posto.
Suzuki ha lasciato.
KTM e Aprilia non sono ancora pronte per lui.
Discorso chiuso e ingaggio più alto di tutti per il francese.
Tutti quelli che parlano di insoddisfazioni e rapporti tesi fra Yamaha e Quartararo, PARLANO DEL NULLA PERCHE’ NON HANNO NULLA DI CUI PARLARE.
Yamaha e Quartararo non devono dimostrare nulla e non possono lamentarsi di nulla perché non hanno alternative e negli ultimi 2 anni ha fatto un primo e un secondo posto.

Adesso ci divertiamo e vediamo quali sono stati i problemi di Yamaha e come li ha risolti. Il vero problema di Yamaha: Razali.

Mettersi con Razali è come quando ti metti con una donna bellissima e poi un giorno la vedi senza trucco.
2020: primo anno di Petronas: super sponsor, super pretese e super risultati. Morbidelli e quartararo: bomba
2021, secondo anno di Petronas: super sponsor, super aspettative, Rossi, Morbidelli, zero risultati, lo sponsor se ne è andato
2022, terzo anno, stesse pretese, sponsor fallito e situazione tragica.
E’ evidente che Razali dopo il primo anno è stato qualcosa di diverso da quello che Jarvis si aspettava.
Un cliente che non voleva fare il cliente.
Uno jr team che non voleva Valentino Rossi e lo criticava apertamente.
Un team manager che voleva scegliere i piloti senza poterselo permettere perché ha avuto soldi per un anno e mezzo e basta.
Un team manager che, scusate se ve lo dico, ha fatto scappare dalla MotoGP lo sponsor più grande degli ultimi 10 anni, Petronas, e da quel momento ha fatto solo partnership decisamente discutibili. E secondo me non ha ancora finito.

Sponsor scappati, piloti contestati, problemi interni, critiche, altri sponsor e piloti sbagliati. Forse qualche colpa ce l’hai.

Yamaha e Jarvis non hanno perso un team clienti. Hanno rinunciato ad avere un team che dava più problemi che vantaggi

Yamaha ha tenuto Razali solo perché VR46 ha scelto Ducati pensando di avere i soldi dello sceicco. Adesso che VR46 i soldi non li ha, sta già cercando di uscire dal contratto con Ducati che dura fino al 2024-25.

Meglio un anno da soli in attesa di VR46 che un altro anno con Razali che gli creava casini e discuteva su tutto.

Ovviamente Yamaha sa anche che se VR46 arriverà lo farà perché le moto costano meno e non perché vanno meglio. Lasceranno Bezzecchi in Ducati e metteranno sulle giapponesi, che ne so, Vietti e Marini, che tanto per loro una moto vale l’altra.
Ma questo è un altro discorso.
E vedrete che saranno tutti contenti. Che ne pensate?

MotoGP, Honda: è il momento di cacciare qualcuno!

 

Che tipo di casino bisogna fare in un’azienda per essere buttati fuori? Honda sembra avere i requisiti più elevati!

Immaginate di essere un allenatore e di fare un casino, tipo di mandar via uno dei vostri migliori atleti, l’equilibrio dello spogliatoio e il suo preparatore, così, perché vi sta sulle palle da tempo e appena arrivati segate tutti e due. E questi vanno a portare i loro schemi altrove.
E poi di fare in modo che la stella della squadra, che vi ha fatto vincere praticamente da solo tanti campionati, l’unico in grado di combinare qualcosa, una volta infortunato, torni prematuramente rischiando di porre fine alla sua carriera. E questa gestione è colpa vostra.
In sostituzione decidete di affidere le sorti del team a due che proprio non ce la fanno e nel frattempo riuscite a litigare con tutto l’ambiente mentre la vostra squadra trascorre annate terribili, ma comunque mai tanto terribili come quelle che stanno per arrivare.
Troppo difficile? Vediamo se riusciamo a a trovare un’analogia più alla nostra portata.


Immaginate di essere a capo di un gruppo di lavoro e di cacciare l’unico che sviluppa i prodotti dell’azienda e il suo collaboratore perché vi sta sulle palle mentre portate allo stress estremo il miglior progettista e venditore costringendolo a lavorare mentre non sta bene e nel frattempo litigate con tutti i i concorrenti ma anche con partner e fornitori, mandando l’azienda a puttane per un tot di anni assicurati dopo aver assunto due vostri amici che non ne risolvono una?

Più chiaro così? Cosa vi farebbero? Vi butterebbero fuori a calci e invece siete ancora lì belli aggressivi e spocchiosi rifiutandovi di capire quello che invece hanno capito tutti quelli intorno a voi, amici e… “nemici”.
In quanti contesti sareste ancora al vostro posto? Nemmeno se lavoraste ad un chiosco sulla spiaggia. Ve lo garantisco.

Figuriamoci in MotoGP. Non sareste al vostro posto in Ducati, in KTM, in Yamaha e nemmeno in Suzuki. Vi avrebbero preso a calci con uno stivale da cow boy… così in profondità che dovreste farvi aiutare per estrarre gli speroni dal culo. E’ un po’ forzato ma spero di aver reso l’idea.

E allora perché Puig è ancora in Honda, dopo aver fatto andare Pedrosa a ben lavorare in KTM solo perché gli stava sulle palle il suo manager?
Perché è ancora in Honda dopo aver gestito male Lorenzo, aver consentito (ma in pratica costretto) il più grande campione di Honda degli ultimi 20 anni a rientrare anzitempo e a rimanere forse mutilato per sempre? Per non parlare dell’acquistone Espargaro e di Bradl che sa collaudare e sviluppare come io so fare le missioni di pace?
Perché i giapponesi, Honda specialmente, ci mettono un po’. Però, e qui la notizia, il tempo e la pazienza sarebbero finiti perchè dopo aver toccato il fondo, Honda HRC ha iniziato anche a scavare.

Pulizia piloti: fatta. Dopo il Sachsenring rimane Marc Marquez (e vorrei vedere) in attesa di recupero ma vanno a casa Espargaro, Alex Marquez e Nakagami perché arrivano Mir, Rins e Ogura.

Poi serve uno che sia capace, che non litighi con chicchessia, che abbia un buon rapporto con i piloti e che soprattutto riesca a gestire le cose con il suo datore di lavoro. Insomma il contrario di Puig. Vi viene in mente qualcuno di libero?
Due che vengono da Suzuki. Il primo è Suppo,che è stato chiamato per riprendere in mano le cose dopo ma l’azienda ha chiuso il negozio e anche le strade in Yamaha sembrerebbero, per ora, sbarrate come spiegato il 20 febbraio
Il secondo, più lontano ancora da Puig e quindi preferibile, è Brivio, di cui abbiamo già parlato come candidato per Suzuki qualche mese fa, però Suzuki sappiamo…

Brivio è, vale ancora il mio video precedente, sì blindato in Alpine ma non è più in F1 perché è stato parcheggiato a fare altro.

Ecco qui il pezzo di gennaio

Per lui la serie A delle moto sarebbe meglio che allenare le giovanili delle auto, per fare un’analogia.
Le trattative sarebbero ancora in corso ma come è blindato Brivio in Alpine è blindato anche Puig in Honda Repsol. Quindi va trovata la spinta per

Se non fosse per il fatto che entro breve potrebbe non esserci più una Honda Repsol dato che abbiamo parlato il 14 magggio del fatto che ci potrebbe essere un “avvicendamento petrolifero”.

In super sintesi Repsol punta sulle rinnovabili mentre Petronas vende ancora carburante in Asia.
Quindi alla fine a capo della Honda ci potrebbe tranquillamente essere Davide Brivio, e la livrea della honda potrebbe essere tranquillamente questa qui!
E non è detto che sia necessariamente il 2024. Potrebbe succedere tutto anche prima, anche sei i giapponesi non amano rivoluzioni plateal.
Ma quando partono, poi arrivano…
Ma per adesso, e non sono il solo a pensarlo, l’importante è che parta Puig ma soprattutto, che arrivi Marc Marquez.

La MotoGP fa schifo? Le motivazioni di Repsol sono altre. Petronas sulle carene Honda?

Repsol dice che la MotoGP fa schifo. E lo dice così può giustificare il fatto che se ne va. Adesso c’è luce verde per Petronas sulle carene di Honda.

A novembre su questo sito è uscito questo pezzo: LO POTETE LEGGERE QUI

Era importante parlare di eventuali avvicendamenti dopo l’addio di Petronas, erroneamente ritenuto dovuto ad una lite con Yamaha o di Razali con una figura interna all’azienda. La verità è che Petronas, dopo un anno in cui ha creduto di poter ben figurare, aveva capito che con un team di serie B non ci sarebbe stata più questa possibilità e che il ritorno mediatico non sarebbe mai stato in linea con gli investimenti. Si sarebbe così messa in stand by, rimanendo come fornitore in MotoGP per le categorie junior.

Non era nemmeno vero che Petornas stesse da tempo mettendo pressione a Honda per darle i suoi soldi. Non si è mai visto uno sponsor che mette pressione per sponsorizzare qualcuno perché significherebbe giocare al rialzo contro se stesso. E poi c’era ancora Repsol. Ok la concorrenza di mercato, ma fra Petrolieri esiste un gentlemen agreement. Adesso Repsol ha fatto le sue mosse.



Negli ultimi tempi sono arrivate dichiarazioni pesanti del petroliere spagnolo, prima legate al fatto che l’aerodinamica starebbe rovinando il motociclismo, poi qualcosa legata ai sorpassi e alla mancanza di personaggi, e infine un comunicato surreale che parla di Michelin e dei suoi favoritismi di vent’anni fa.
Ho sintetizzato il tutto perché queste sono le dichiarazioni, ma non il vero motivo di quello che sembrerebbe essere un vero abbandono.
L’abbandono non avviene per via delle ragioni esposte, ma è il contrario. Le ragioni esposte anticipano l’abbandono, servono a giustificarlo e sono finalmente possibili proprio per il fatto di andare via. E’ un tema di sassi dalle scarpe, a meno che qualcuno davvero non creda che un petroliere si preoccupi di aerodinamica, ali e sorpassi, oltre che di cose successe a causa di un gommista 20 anni fa. Repsol ha capito che la MotoGP, che gli è andata bene fino a ieri, adesso non le interessa più. Semplice.

Il motivo è legato al fatto che la stessa Repsol, azienda con interessi quasi locali (penisola iberica e un po’ di Sudamerica) è tre volte più piccola di Petronas, per fare un esempio, ed noto che stia lavorando ad una exit strategy per MotoGP e Trial, dove sponsorizza, ancora una volta, realtà spagnole.
Secondo qualche rumor avrebbe cercato anche di rinegoziare il contratto con HRC, ma non è esattamente quello il tema perché Honda non rinegozia mai i contratti. Non lo farà con Repsol e non lo farà con Red Bull, altro sponsor in scadenza.

I piani aziendali di Repsol rispecchiano la situazione europea. Molte case automobilistiche presto non produrranno più motori termici e adesso c’è anche una data probabile (2035). In alcuni paesi non saranno nemmeno più in vendita entro breve, e quindi Repsol, che vende carburanti in Europa con 6000 stazioni di servizio e 5 raffinerie tutte in Spagna, ha convenienze diverse. Elettrico, biocarburanti, etc. Repsol si accinge a fare esattamente come Total Elf. Questo a partire già dal 2050. Sembra lontano ma alla deadline tecnica, mancano meno stagioni di quanto si pensi. Le riconversioni industriali e i budget si fanno molto tempo prima, e anche le strategie aziendali.
Scadenza di contratto, piani aziendali diversi, approccio green, sono la motivazione per le quali Repsol vorrebbe andare via. Le motivazioni lette nei comunicati, sono solo giustificazioni. Siamo noi che ce ne andiamo, non è Honda che non accetta le nostre condizioni, perché non ci sono condizioni. E’ proprio la MotoGP che non ci piace più.
E’ quindi normale che un piccolo produttore di petrolio europeo che sta lasciando i combustibili fossili, e che non voglia più spendere i soldi attuali, figuriamoci un aumento di sponsorizzazione, dica che non è interessato. Soprattutto perché per un altro anno non c’è Marquez. E fidatevi che il numero 93 pesa parecchio, dato che tutta la comunicazione in Spagna è fatta su di lui.

Alla fine, non è vero che i petrolieri asiatici e gli arabi sbarcano in massa nel motorsport per qualche motivo misterioso. Gli asiatici e gli arabi sbarcano in massa perché è da loro che si vende il petrolio e infatti, qualcuno lo avrà notato, i campionati si spostano verso est anche fisicamente.

In un mondo di sponsor poco credibili basati su progetti poco credibili e legati sempre più a manovre sospette, si finisce per meravigliarsi proprio di quelli che fanno le cose secondo logica di mercato.

“Perché un’azienda locale come Repsol dovrebbe continuare a promuovere la sua immagine di petroliere in un’Europa che ha dichiarato guerra al Petrolio? Nei tempi giusti ci saranno i saluti”. Scrivevo a novembre: eccoli, i tempi giusti.

“Perché arabi e asiatici non dovrebbero arrivare in MotoGP e F1 dato che ormai si corre sempre più a est, Arabia saudita inclusa, e a est si vendono ancora combustibili fossili? Ci si dovrebbe meravigliare del contrario.” Scrivevo anche questo a novembre. E il tempo giusto per Petronas potrebbe essere arrivato.

Per quanto riguarda la partnership fra Honda e Petronas, se Repsol dovesse uscire da subito, potrebbe accadere immediatamente ed in maniera naturale, dato che Repsol non ne esce sconfitta, avendo rimarcato il suo disinteresse per la MotoGP.
Honda HRC è molto importante, ma solo con un Marquez in forma, abbiamo detto. Però questa è una cosa che vale per l’Europa. In Asia e nei paesi orientali in genere, l’onda è molto più lunga come dimostrato dal fenomeno Rossi e Lorenzo che pur non vincendo da anni sono ancora un brand. Per MM93 è lo stesso e quindi la combo sarebbe perfetta per un player come Petronas, che finalmente avrebbe anche un team ufficiale, e non un team di seconda fascia come quello di Razali.

Fra petrolieri, si metteranno tutti d’accordo spartendosi la torta, da quasi amici, ci eravamo detti. Sta già andando così. Non è cambiato niente.

Petronas Repsol and Aramco? No war between oilmen, no pressure. They will easily agree!

Petrolio

When I was in the Navy I learned that a drop of oil can pollute the entire water supply of a ship.
It’s one of the first things they tell you. And there is no way to remedy it. The water is no longer drinkable.
For news mixed with bullshit there is the same risk even if you can always try to separate one from the other.

Going by order, the story that Petronas would have left Yamaha and MotoGP due to the quarrels between a woman and Razali, is bullshit.
Maybe this also happened, but the reason why Petronas gave up Yamaha is another.
Until things went well and Petronas fought for the world championship with Morbidelli and showed results worthy of the brand, similar to those of F1, everything went smoothly. After all, the declarations at the end of 2020 were bellicose.
But the second season was very far from expectations.
Even Walkabout Oil would have been dissatisfied with the fact that a lot of negative visibility was created around a project that went so badly that it had an anti overexposure. It is the truth. Rossi and Morbidelli, the all time champion and the world runner-up: a disaster.
Razali paid for this and it is evident that while all this was happening he may also have had some trouble with some connecting element of the sponsor company. No wonder, but that was a consequence, not a cause. Clearly Razali can’t go around saying that he argued with Petronas because his team’s performance was indecent and he handled things badly.

It is not true that Petronas has left MotoGP, and it is also not true that he is rushing en masse with his management to Portimao to finish a mega
agreement. Petronas is already the official supplier of Moto2 and Moto3 and therefore on the verge of a renewal.

It’s also not true that Petronas is putting pressure on Honda to give his money away. Never happened that a sponsor puts pressure to sponsor someone because it would mean playing up against itself. And then there is still Repsol. Market competition is okay but there is a gentlemen agreement between oilmen.

The truth is that Repsol, a company with almost local interests (Iberian peninsula and a bit of South America) and three times smaller than Petronas, is out in MotoGP and in the Trial, where it sponsors, once again, Spanish companies.
According to some rumors, he also tried to renegotiate the contract with HRC, but that is not exactly the problem.
Repsol’s business plans reflect the European situation. Many car manufacturers will soon no longer produce thermal engines, in some countries they will not even be on sale soon, and therefore Repsol, which sells fuels in Europe with 6000 service stations and 5 refineries all in Spain, has different prices. Electricity, biofuels, etc. Repsol is about to do exactly like Total Elf. This starts as early as 2050. It seems far away but there are fewer seasons to go than we think about the technical deadline. Industrial reconversions and budgets come a long time in advance, and so do the company strategies.

It is not true that Asian oilmen and Arabs land en masse for some mysterious reason. Asians and Arabs land en masse because it is from them that oil is sold and in fact, someone will have noticed, the championships are moving eastwards even physically.

In a world of scarcely credible sponsors based on scarcely credible projects and increasingly linked to suspicious maneuvers, we end up marveling at those who do things according to market logic.

Why should a local company like Repsol continue to promote its image as an oil tanker in a Europe that has declared war on oil?
At the right times the big farewell will finally happen.
Why shouldn’t Arabs and Asians arrive in MotoGP and F1 given that we are racing more and more eastwards, including Saudi Arabia, and fossil fuels are still being sold in the east?
One should be surprised at the contrary.

And if anyone wants some numerical details and some more data, well just consult Decalspotters

As for the partnership between Honda and Petronas, if Repsol were to come out, it could also happen.
There is no story other than inventing one to click, because there is no struggle when there are different interests.
The real struggle is not about who to sponsor, but about what and for which market.
Honda HRC is very important, but only with a fit Marquez.
Dorna’s sponsorship is very important, but only if it concerns the championship as a whole.
A little less so is some other second tier teams, such as VR46.
There is no pressure, no struggle. There has never been a fight to give money to those in need like Dorna and the MotoGP teams.

Among oilmen, they will all come to an agreement sharing the cake, like almost friends.



Petronas Repsol e Aramco? Nessuna guerra fra petrolieri, nessuna pressione. Si metteranno facilmente d’accordo!

Petrolio

Quando ero in Marina ho imparato che una goccia di olio è in grado di inquinare tutta la riserva d’acqua di una nave.
E’ una delle prime cose che ti dicono. E non c’è modo di porre rimedio. L’acqua non è più potabile.
Per le news mischiate alle cazzate c’è questo rischio anche se si può sempre provare a separare le une dalle altre.

Andando per ordine, la storia che Petronas avrebbe lasciato Yamaha e la MotoGP per colpa delle liti fra una donna e Razali, è una cazzata.
Magari è successo anche questo, ma il motivo per il quale Petronas ha mollato Yamaha, è un altro.
Fino a che le cose sono andate bene e Petronas si è giocata il mondiale con Morbidelli e ha mostrato risultati degni del brand, simili a quelli della F1, tutto è filato liscio. Del resto le dichiarazioni a fine 2020 erano bellicose.
Ma la seconda stagione è stata molto lontana dalle aspettative.
Sarebbe stata scontenta anche Viterbese Petroli per il fatto che si è creata molta visibilità negativa intorno ad un progetto che è andato così male che ha avuto una anti sovraesposizione. E’ la verità. Rossi e Morbidelli, il campione di sempre e il vicecampione del mondo: un disastro.
Ha pagato Razali ed è evidente che mentre succedeva tutto questo può anche aver avuto qualche scazzo con qualche elemento di raccordo dell’azienda sponsor. Non c’è da meravigliarsi, ma quella è stata una conseguenza, non una causa. Chiaramente Razali non può andare a dire in giro che ha discusso con Petronas perché le performance del suo team sono state indecenti e lui ha gestito male le cose.

Non è vero che Petronas è uscita dalla MotoGP, e non è nemmeno vero che si precipiti in massa con il suo management a Portimao per concludere un mega
accordo. Petronas è già fornitore ufficiale di Moto2 e Moto3 e quindi al limite di tratta di un rinnovamento.

Non è nemmeno vero che Petronas stia mettendo pressione a Honda per darle i suoi soldi. Non si è mai visto uno sponsor che mette pressione per sponsorizzare qualcuno perché significherebbe giocare al rialzo contro se stesso. E poi c’è ancora Repsol. Ok la concorrenza di mercato ma fra Petrolieri esiste un gentlemen agreement.

La verità è che Repsol, azienda con interessi quasi locali (penisola iberica e un po’ di Sudamerica) e tre volte più piccola di Petronas, è in uscita in MotoGP e nel Trial, dove sponsorizza, ancora una volta, realtà spagnole.
Secondo qualche rumor avrebbe cercato anche di rinegoziare il contratto con HRC, ma non è esattamente quello il problema.
I piani aziendali di Repsol rispecchiano la situazione europea. Molte case automobilistiche presto non produrranno più motori termici, in alcune nazioni non saranno nemmeno più in vendita entro breve, e quindi Repsol, che vende carburanti in europa con 6000 stazioni di servizio e 5 raffinerie tutte in Spagna, ha convenienze diverse. Elettrico, biocarburanti, etc. Repsol si accinge a fare esattamente come Total Elf. Questo a partire già dal 2050. Sembra lontano ma mancano meno stagioni di quanto si pensa alla deadline tecnica. Le riconversioni industriali e i budget si fanno molto tempo prima, e anche le strategie asiendali.

Non è vero che i petrolieri asiatici e gli arabi sbarcano in massa per qualche motivo misterioso. Gli asiatici e gli arabi sbarcano in massa perché è da loro che si vende il petrolio e infatti, qualcuno lo avrà notato, i campionati si spostano verso est anche fisicamente.

In un mondo di sponsor poco credibili basati su progetti poco credibili e legati sempre più a manovre sospette, ci si finisce per meravigliare proprio di quelli che fanno le cose secondo logica di mercato.

Perché un’azienda locale come Repsol dovrebbe continuare a promuovere la sua immagine di petroliere in un’Europa che ha dichiarato guerra al Petrolio?
Nei tempi giusti ci saranno i saluti.
Perché arabi e asiatici non dovrebbero arrivare in MotoGP e F1 dato che ormai si corre sempre più a est, Arabia saudita inclusa e a est si vendono ancora combustibili fossili?
Ci si dovrebbe meravigliare del contrario.

E se qualcuno vuole qualche dettaglio numerico e qualche dato in più può consultare Decalspotters

Per quanto riguarda la partnership fra Honda e Petronas, se Repsol dovesse uscire, potrebbe anche accadere.
Non esiste nessuna storia se non quella di inventarne una per fare click, perché non c’è nessuna lotta quando ci sono interessi diversi.
La lotta vera non verte su chi sponsorizzare, ma su che cosa e per quale mercato.
Honda HRC è molto importante, ma solo con un Marquez in forma.
La sponsorizzazione di Dorna è molto importante, ma solo se riguarda il campionato nella sua globalità.
Un po’ meno lo è qualche altro team di seconda fascia, come VR46.
Non c’è nessuna pressione ,nessuna lotta. Non si è mai vista una lotta per dare i soldi a chi ne ha bisogno come Dorna e i team della MotoGP.

Fra petrolieri, si metteranno tutti d’accordo spartendosi la torta, da quasi amici.



Vibrano i diapason. Da Iwata decisioni irrevocabili verso il team?

Jarvis Vinales

Il motivo per il quale fra Vinales e Yamaha non ha funzionato (soprattutto dopo il rinnovo, si intende), lo abbiamo scritto qui il 28 giugno.

Vinales, via da Yamaha. Motivazioni, scenari futuri e ingaggi dei top rider!

Dopo la firma direttamente in Giappone, lo spagnolo è andato di traverso agli operativi sul posto, rovinando i piani di Lin Jarvis e compagnia esattamente come li rovinava Spies quando serviva che si levasse dei piedi e come li rovinava Lorenzo quando era quello sbagliato a vincere il mondiale. La gestione Yamaha, dal muro nel box, alle performance di Uccio che allontanava (non si sa in base a quale ruolo) Marquez e i suoi che andavano a chiarire, passando per le scuse a Rossi quando non riusciva a vincere, fino agli spostamenti di Forcada, Galbusera etc con Gerloff, Crutchlow e Razgatlioglu fatti sfilare nei box, è stata sempre surreale e la gestione del rapporto con Petronas, che saluta la compagnia lasciando due Yamaha nude, deve aver fatto crollare quelle poche tessere del domino rimaste in piedi.

Tornando alle cronache più recenti, Vinales è stato pretestuosamente punito (le sgasate saranno state anche vere ma il provvedimento è sproporzionatissimo), prima con una sospensione che ha reso Yamaha ridicola, e poi con un licenziamento che l’ha resa addirittura clownesca. Pesa anche il regalo ad Aprilia. Se Maverick e la moto veneta dovessero funzionare, per Yamaha sarebbe veramente fastidioso.

Che Jarvis sia anagraficamente in uscita o meno, in Giappone non hanno gradito. Va bene tutto ma dopo un po’ è troppo.
Va bene gestire le cose, anche male come stanno facendo da anni in Yamaha Racing, ma non va bene contraddire la Casa madre in maniera così plateale, macellando in un modo così grandguignolesco un pilota che aveva firmato direttamente con Iwata.
In Giappone i diapason devono essere vibrati così tanto da generare alcuni rumors.

Secondo alcune informazioni, dal Quartier Generale avrebbero deciso di prendere le cose in mano ancora più direttamente e di gestire il racing direttamente in Giappone.
Verrebbero meno entro breve e quindi perderebbero peso, sia Yamaha Europe che Belgarda, incluso gestione, logistica, manovre test team, etc.
A nulla servono le numerose dichiarazioni di Jarvis e tutto l’impegno a dipingere Vinales come un hooligan pericoloso.
Cacciare in modalità no return un pilota assunto centralmente, non è stato furbo. Sicuramente i giapponesi avranno avallato e lasciato fare, ma altrettanto sicuramente hanno preso nota dopo aver messo alla prova il racing “europeo”.
Il passaggio non sarà né plateale né rumoroso ma sarà alla giapponese: inequivocabile. La festa sembra proprio finita.



Petrucci e Fernandez: il pasticcio KTM, la proposta assurda e gli incroci con la Superbike!

Petrucci

Il film che incrocia MotoGP e Superbike inizia con Lecuona che piange per aver scoperto in modo “rustico” che è fuori da KTM, la quale silura anche Petrucci. Nessuna novità eh, ci mancherebbe. Tutti sapevano che sarebbe andata così.
Ma non è un film drammatico, dato che è quasi un film comico.

Raoul Fernandez ha firmato con KTM senza firmare, e non è contento.
A detta di un tecnico motogp “sembrava un cane tirato per il guinzaglio perché non vuole andare dal veterinario” e da giorni cerca di resistere.
Le offerte di Petronas, che non vedeva l’ora di pagare la penale di 500mila euro dato che con la partenza di Vinales risparmia molto di più, non han fatto altro che allarmare KTM e spingerla al gesto atipico.

Se la volete sapere tutta, gli austriaci hanno fatto il comunicato senza la firma di Fernandez. Mossa molto spregiudicata.

Ma la cosa più ridicola riguarda Petrucci.
Mentre Lecuona lo hanno lasciato piangere (vabbé), per Petrucci sono arrivate le scuse televisive con la promessa di proporgli ancora qualcosa da fare insieme.
Non è un modo di dire, KTM è veramente in una condizione di imbarazzo politico e non capiamo perché, dato che una casa può decidere quello che vuole.
Resta il fatto che, non è uno scherzo, e vi preghiamo di crederci: a Petrucci è stata proposta la Parigi-Dakar. 
Lo so che passeremo ancora da visionari ma tanto, ormai…
Per quanto riguarda le altre possibilità residue di Petrucci, sfumata l’opzione Aprilia (ci va Vinales), è ridotta al lumicino anche  l’opzione Petronas. Stigfeld vorrebbe il pilota ternano ma Razali punterebbe su altro. Per quanto riguarda jarvis… sembrerebbe essersi chiamato fuori, il che vuol dire che non  interessato.

In merito all’incrocio con la Superbike, Petrucci è in trattativa con Aruba ma se la gioca con un duo.
Ducati per la Superbike sta parlando anche con Redding e Bautista.
Lo spagnolo è veramente vicino a Ducati anche perché sarebbe andato ad offrirsi a basso ingaggio, mentre Redding, nel caso, potrebbe andare in Honda al suo posto.
Spettatore c’è proprio Petrucci che però, come costo, sembrerebbe fuori gioco.

Yamaha Petronas, rumors: Razali infuriato per la “gestione” Morbidelli!

Morbidelli

La notizia è recente anche se non è certo una novità. Franco Morbidelli, salvo decisioni dell’ultim’ora, non tornerà prima di Misano, il che vuol dire altre quattro gare out.
La notizia è frutto di un comunicato di Yamaha Petronas, che ha dichiarato di voler Morbidelli solo ed esclusivamente in condizioni di perfect fit, per non rischiare pilota e moto.
La verità è che in Petronas non stanno vivendo bene il 2021.
Rossi è decisamente sotto le aspettative e, almeno apparentemente, sta tenendo la squadra in scacco in merito al suo ritiro. Morbidelli è il vice campione del mondo ma sta arrancando tanto quanto il suo mentore, con l’aggravante di essersi anche lamentato per la moto (mai successo da parte di Morbidelli) e l’ulteriore tegola dell’infortunio.
Quello che è recente sono le voci. Rumors non troppo benevoli dicono che in VR46 ci stiano un po’ marciando. L’infortunio è assolutamente reale e si è visto nel cambio moto in cui Franco è letteralmente incespicato tirando giù tutto ma il successivo infortunio in allenamento è sembrato una vera leggerezza al limite del sospetto. Quale preparatore si è dimenticato di tutelare un atleta a cui aveva già ceduto il ginocchio? Tanto più che già in Qatar, nella bolla, Franco era stato visto correre sul tapis roulant, l’ultima cosa che chi è infortunato al ginocchio dovrebbe fare, soprattutto perché ci sono tante modalità di allenamento cardio che non mettono a rischio la gamba, da poter praticare.
Insomma in VR46 avrebbero deciso per l’operazione, sia perché tanto la stagione non è di quelle che si possono salvare,sia par lanciare un messaggio.

Incastrando i tasselli, la tensione fra Rossi, Petronas e VR46 avrebbe portato all’operazione e l’operazione avrebbe causato un irrigidimento di Razali. Il tutto con l’aggiunta del neonato team VR46 per il quale lo sponsor (se esiste) vorrebbe un Valentino che invece non vuole correre e per il quale si deve cercare qualcosa di meglio di Marini e Bezzecchi. In Petronas temono che Valentino Rossi voglia portarsi via Morbidelli e che comunque la stessa cosa potrebbe farla Yamaha factory trasferendolo in blu ufficiale. Da qui il problema opportunità degli asiatici: mettere sulla moto qualcuno che possa veramente dire chi è il problema nel pacchetto. Con Gerloff impegnato in Superbike, il destinatario naturale sarebbe Crutchlow, che però fa il tester di moto da sviluppare e non il pilota di Yamaha vecchie di due anni (sue parole testuali). Ma Razali si toglierà ben presto il suo di sassolino dalla scarpa, annunciando ben prima del ritorno di Morbidelli, la sua lineup per il 2022.
Chi salirà sulla Yamaha Petronas, non è importante. L’importante è capire come si è arrivati a tutto questo, ossia a indisporre in questo modo un manager come Razali, che vive, dopo il sogno 2020, un incubo sportivo e gestionale da cui non riesce a venir fuori.

Valentino Rossi e Petronas: niente happy days, ma è a rischio anche l’happy ending!

Happy ending

Abbiamo visto tutti che gli happy days fra VR46 e Petronas, non ci sono stati. E’ iniziata che erano tutti amici e alla fine sono a rischio anche i rapporti con Morbidelli, legato giustamente più al suo “capo” che ad una squadra che, dopo un secondo posto nel mondiale, non lo ha di certo gratificato (per colpa del suo capo, comunque).
Ma la storia è così tesa che oltre ad essere venuti meno gli happy days, è a rischio anche l’happy ending, soprattutto anche in virtù delle recenti frasi del boss di Petronas, Razlan  Razali .

1) “E’ stato interessante e costruttivo avere a che fare con Valentino ma è stata stata un’eccezione perché di solito ingaggiamo giovani talenti.”
2) “Il contratto con Rossi scade a novembre quando finisce la stagione.”
3) “Non abbiamo detto né che rinnoviamo, né che lo rilasciamo.”

Queste tre frasi significano, detta all’orientale, che

1) Rossi è stato imposto o per lo meno scelto in base a criteri non puramente sportivi.
Questa spiegazione è supportata anche da altre recenti dichiarazioni che parlavano, da parte di Petronas, di “soddisfazioni comunque commerciali”.
Un messaggio che va letto, se si conoscono gli orientali con “non ha funzionato niente ma non ci abbiamo rimesso” (diciamo che è un messaggio più in direzione azionisti).

2) Ci sono obblighi contrattuali che vincolano il pilota a chiudere la stagione.
Che non gli venga in mente di chiudere prima.

3) Petronas non ha ancora detto che lo rilascia perché solitamente è Petronas che non rinnova, non il contrario.
Quando Petronas deciderà di comunicare che non rinnova con Rossi, si sapra da Petronas.
Un po’ come quando è stato stipulato il contratto. Ha deciso Petronas come e quando sancirlo ufficialmente.

Queste cose qui, chi conosce gli orientali (ancora più complesso interagire con orientali musulmani), sa che sono fondamentali.
Innanzitutto non è finita bene, ma questo lo avete già letto su questo sito ad aprile e a maggio.

Secondariamente, diversamente da quello che vuol far credere la stampa amica (di Rossi, si intende), non è quest’ultimo che decide.
In realtà nessuno potrebbe costringere a correre un pilota che non vuole farlo, ma se questo pilota ha fretta o vuole imporre certe clausole, potrebbe non finire come dice lui.

Insomma, bisogna chiudere in amicizia, oppure, dopo gli happy days rischia di sfumare anche l’happy ending.
E sappiamo più o meno tutti quanto in certe cose il finale felice, sia importante.

 

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