A 6 gare alla fine del campionato, il terzo posto di Bagnaia è a rischio. Manterrà il trend di inizio stagione, della seconda parte del campionato o delle ultime gare? Manterrà il terzo posto o sarà raggiunto e addirittura superato da Bezzecchi e Acosta? Pecco rischia grosso! Ecco l’analisi con tutte le combinazioni!
Ducati non è più quella di prima. Con il dominio di Marc Marquez, l’arrivo di Alex Marquez in versione factory, Aldeguer pupillo di Gigi e un Bagnaia sempre più in bilico dopo la batosta di quest’anno, le gerarchie sono cambiate. Ecco la classifica dei piloti secondo Dall’Igna e come si ridisegna il futuro di Borgo Panigale verso il 2027. Factory o non factory? Conteranno altre cose!
A Misano Marc Marquez vince la gara lunga davanti a Bezzecchi su Aprilia dopo avergli “regalato” la Sprint con una caduta.
Ducati sbanca Misano dopo aver vinto il Mugello e chiude un week end d’oro mettendo 5 moto nelle prime 6 posizioni. Manca all’appello Bagnaia, due volte disastroso, prima tredicesimo e poi nella ghiaia. L’ex campione del mondo è l’ombra di se stesso. Irriconoscibile. Note positive: Aprilia e Bezzecchi in super crescita. Note negative: troppi bifolchi vestiti VR46 sugli spalti.
Guarda le Live di Misterhelmet con il commento della gara!
I 9 a punti nella sprint: Bezzecchi, Alex Marquez, Di Giannantonio, Morbidelli, Acosta Aldeguer, Marini, Martin, Raul Fernandez.
I dieci al traguardo della gara lunga: Marc Marquez, Bezzecchi, Alex Marquez, Morbidelli, Di Giannantonio, Aldeguer, Marini, Quartararo, Oliveira, Binder.
Misano non è un GP come gli altri. Pesano un sacco di cose. Pesano i test, pesa il fatto che è la gara di casa per tanti, pesa il tifo e pesa l’onore da difendere. Se lo giocano Ducati, con i suoi piloti, se lo giocano i team e se lo gioca Aprilia, che deve confermarsi come seconda forza.
Succede tutto questo, seppur con qualche sorpresa.
Nelle sessioni di qualifica a stupire è Bezzecchi. Continuerà per tutto il week end.
A soffrire, sempre Bagnaia, che confermerà il suo momento disastroso oltre ogni comprensione, tecnica e umana.
Ha qualche intoppo anche Marc Marquez, che ne ha meno di Bezzecchi e del fratello.
La Sprint, Marc, la butta via, facendo esplodere un manipolo (sin troppo nutrito) di teste di cazzo in una gioia che solo chi è sconfitto dalla vita, umanamente, socialmente e culturalmente, può esprimere. Bezzecchi e Alex Marquez sono i più forti ma fa bene anche Di Giannantonio. Presenti anche Morbidelli, Marini e Acosta con la Soft. Più affaticati Martin e Raul Fernandez. Nel baratro, invece, Bagnaia, partito 8° e terminato 13° nonostante 4 cadute davanti a lui. Una miseria.
La gara lunga, è un altro discorso. Marquez aspetta un tot e poi va in testa su errore di Bezzecchi. L’italiano non passerà più ma sarà lì ad infastidirlo fino all’ultimo giro. Il catalano ne ha di più ma non come al solito. Se la deve guadagnare. Da solo, a seguire, Alex e poi la solita truppa VR46 + Aldeguer e qualche Yamaha.
Il debutto del V4 di Iwata con Augusto Fernandez è un po’ avaro, ma il motore c’è. Un po’ meno gli uomini in blu. Per Honda, le solite sofferenze con il solo Marini a tenere la bandiera.
Discorso a parte per Aprilia. Aggressiva con le Trackhouse, volenterosa con Martin (sfortunato per i due long lap causati da un problema tecnico in allineamento) e in stato di grazia con Bezzecchi, che alla fine attira a se riflettori, pensieri, desideri e aspettative. Lo fa nel modo giusto, complimentandosi con Marquez sia il sabato, quando vince, sia la domenica, quando perde.
2 menzioni per chi soffre davvero. KTM rompe due catene in due giorni e colleziona fatiche e cadute. Bagnaia, una sprint vergognosa e una caduta quando andava anche piano.
Se KTM non deve essere serena per le ultime news che la vogliono in via di smantellamento a livello industriale e forse anche sportivo, per Bagnaia lo smantellamento è iniziato già da un tot e pare inarrestabile. La seconda guida Ducati prende paga praticamente da tutte le Bolognesi e non solo. Una cosa che, a ruoli inversi, vedrebbe ogni tipo di verso animale in studio e non. Nella generale, il piemontese ha totalizzato decisamente più punti di ritardo dal suo compagno di squadra, che in pista. Ormai è a rischio anche il terzo posto in campionato che per Marc Marquez avrà un match point già a Motegi.
E lì, sugli spalti, c’è solo gente per bene.
Marc Marquez 512, Alex Marquez 330, Bagnaia 237, Bezzecchi 229.
Ben venga il giornalismo maschio, irriverente e senza peli sulla lingua, come quello delle interviste in cui venivano fatti veri e propri agguati e Biaggi, reo di non vincere da ben 2 settimane. Se questo è lo stile schietto, ben venga. Ma ben venga sempre. Non sempre e solo con gli stessi. Questo è un video per ricordare le ultime due volte che è stato fatto del giornalismo da parte di quelli che, negli anni, si sono trasformati in giustificatori professionisti, ma solo di alcuni. Quelli che si comportano da membri di fan club, più che da giornalisti. E voi, queste interviste, ve le ricordavate? Non sarebbe bello vedere riproposte queste domande e questi atteggiamenti da interrrogatorio, anche adesso, visto che la situazione attuale di qualcuno è ben peggiore? Ma soprattutto, dov’è finita, la vergogna?
Ormai la domanda non è CHI vincerà il mondiale 2025 ma quando e con che punteggio! Che vantaggio deve avere per vincere già a Misano? Quanti punti potrebbe riuscire a totalizzare a fine stagione con 16 gare ancora da correre? Con che media per ogni week end? Ecco tutte le combinazioni! E voi? Siete pronti con la vostra previsione?
04:48 Combo n1: Conservativa
05:08 Combo m2: Solida
05:25 Combo n3: Alta ma realistica
05:55 Media attuale di MM93
06:28 Combo n4: Bomba
06:45 Combo n5: Perfetta
07:45 Vittoria a Misano
08:18 Bagnaia 2023
08:36 Martin 2024
09:27 Combo più probabile
Reaction a 3 dichiarazioni di Casey Stoner avvenute in occasione della sua visita al Redbullring. 1) Il motociclismo moderno 2) Bagnaia vs Ducati 3) L’opinione su Marc Marquez. Cosa ne pensate? Stoppate il video e commentate dopo ciascun tema.
Sono solo 3 commenti! Poi confronteremo le mie risposte e le vostre!
02:10 Motociclismo Moderno
Al Balaton Park, Marc Marquez prende Pole, Sprint, Gara Lunga e giro veloce, oltre al giro record della pista. Il catalano si lascia alle spalle l’Ungheria con una leadership assoluta e inattaccabile dato che, sia il fratello Alex che Pecco Bagnaia, hanno prestazioni opache e costellate di errori. Alex Marquez è a 175 punti da Marc mentre Pecco ha un ritardo di 227 lunghezze. Ormai il suo compagno di squadra ha praticamente il doppio dei punti.
Se la cavano molto bene le Aprilia, le KTM e le Honda, tutte decisamente in crescita. Fatica invece Yamaha. Il week end, ha risultati simili per le due gare. Quello che emerge, però, è che Ducati è sempre più Marquez dipendente.
Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della gara!
I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Di Giannantonio, Morbidelli, Marini, Aldeguer, Mir, Bezzecchi, Alex Marquez, Martin
I dieci al traguardo della gara lunga al Balaton Park: Marc Marquez, Acosta, Bezzecchi, Martin, Marini, Morbidelli, Binder, Pol Espargaro, Bagnaia, Quartararo
Una volta capito che il Balaton Park è un’uscita politica e non è una pista adatta alla MotoGP cone non è adatta alla Superbike, ovvero una volta acquisito il giusto mindset, si può anche approcciare ad un week end che non ha avuto conunque storia e in cui, la superiorità schiacciante di Marc Marquez è stata solo uno dei fattori che ha reso noioso il fine settimana. Sì perché oltre ad essere pericolosa, la pistina ungherese è anche avara di possibilità di sorpasso. I piloti l’hanno promossa? Sappiamo la libertà a livello di dichiarazioni.
Fatto sta che la superiorità di Bagnaia, sbandierata nei social con la pubblicazione del suo miglior tempo nei test con la Panigale, unita all’altrettanto sorprendente dichiarazione che ha alluso alle “due cadute di qualcuno”, non ha trovato applicazione. Il torninese nella Sprint è arrivato 13mo a 15 secondi da Marquez e 13 da Di Giannantonio, con la stessa moto.
Marquez ha vinto e i due VR46 sono finiti sul podio, come a fare da contraltare (o contrappasso) alla situazione del 63 che è partito veramente male e nel warm up è riuscito a prendere 3 secondi dal compagno. La sprint ha offerto l’ottima prestazione delle due Honda e un antipasto per quelli che sono poi stati i protagonisti di domenica, ad eccezione di Marc Marquez che domina ogni cosa.
Per quanto riguarda la gara lunga, oltre a Marquez, ottima gara del battagliero Bezzecchi (poi arresosi ad Acosta), delle KTM, e ancora delle Honda, con Bagnaia 9° alle spalle di Marini e sempre impacciato e poco incisivo. Nonostante le frasi di circostanza e comprensione da ambo le parti dopo lo scazzo austriaco, è difficile pensare che fra Pecco e Ducati possa esserci un futuro roseo.
Riassunto veloce: Honda in crescita, soprattutto per la costanza di Marini (Zarco si stende), Yamaha ancora nel pallone (a parte l’impegno di Quartararo) che però nella sprint fa una fesseria assoluta che gli costa un long lap per la gara lunga (fa un casino anche Bastianini che paga con 2 giri di penalità), KTM in ascesa anche grazie ai test, Aprilia ornmai seconda forza del mondiale e Ducati sempre competitiva, specialmente nella sprint, con la gara lunga che lascia un po’ sorpresi. Le VR46 montano la soft al posteriore (sbagliando), Alex Marquez paga ancora una brutta griglia, Aldeguer si rovina la gara da solo e Bagnaia è ormai nel dramma concalamato, arrivando persino dopo Pol Espargaro, che ormai è tester e pilota part time su una moto che di certo non va come la GP25.
2 considerazioni. La prima è che se non ci fosse Marquez, le Aprilia e le KTM, entrambe ben cresciute, darebbero davvero fastidio alle rosse.
La seconda è che, probabilmente, Marc Marquez si giocherebbe il mondiale anche se guidasse la moto di Noale. Il suo strapotere è troppo marcato per non pensare una cosa simile.
La classifica: Marc Marquez 455, Alex Marquez 280, Bagnaia 228, Bezzecchi 197.
Bagnaia e Ducati sono in crisi: inutile negarlo. Non possono dichiararlo ma l’aria è tesa fra l’ex campione e la factory rossa. 4 sono le opzioni per Pecco per continuare o chiudere con Ducati. 2 le decisioni che Ducati potrà prendere! Eccole spiegate bene! Un paio di queste, fanno davvero paura come le scelte che potrebbe fare la Casa di Borgo Panigale!
Al Redbullring Marquez si prende tutto quello che non si è mai preso nella vita. Sprint e gara lunga, sono sue. Bagnaia, nella sprint, ha un problema ignoto mentre nella gara lunga va in tilt mentale e arriva ottavo. Le sorprese belle sono Aldeguer e Bezzecchi, che volano. Maluccio Alex che, dopo il podio della Sprint, nella lunga paga il long lap. Alla fine il 93 tiene sotto i piedi il campionato: 142 punti su Alex e 197 su Bagnaia che vede avvicinarsi Bezzecchi che con 43 punti da recuperare è più vicino che mai alla seconda guida Ducati. Pecco, nei confronti di Alex Marquez, ha ben 55 punti di ritardo.
Guarda la Live di Misterhelmet con il commento della gara!
I 9 a punti nella sprint: Marc Marquez, Alex Marquez, Acosta, Bezzecchi, Binder, Aldeguer, Bastianini, Di Giannantonio, Zarco.
I dieci al traguardo della gara lunga al Redbullring: Marc Marquez, Aldeguer, Bezzecchi, Acosta, Bastianini, Mir, Binder, Bagnaia, Raul Fernandez, Alex Marquez
Nel week end in cui Marc Marquez schiaccia il campionato, Pecco Bagnaia alza Bandiera bianca e fa allusioni pesanti. Sabato se la prende con Michelin e domenica chiede spiegazioni a Ducati, andandoci pesante soprattutto con la TV Spagnola.
A Dazn Spagna Bagnaia: “Spero mi diano delle spiegazioni”. Izaskun Ruiz: “Ducati?”. Bagnaia: “Sì”. Izaskun Ruiz: “Stai perdendo la pazienza?”. Bagnaia: “Sì”.
La sprint ha il suo dominatore in Marc mentre Bagnaia dopo essere partito malissimo, si ritira quando è ventesimo perché la moto balla molto, ma né da Ducati né da Michelin arrivano “spiegazioni”. Resta il fatto che il torinese va malissimo anche in gara lunga e un ottavo posto non gli basta per tenere la distanza da Alex Marquez. Il “fratello di”, arriva decimo per non essersi mai ripreso dal long lap assegnatogli a Brno ma gli ruba comunque 7 punti perché nella sprint è secondo. Per Pecco ci sono le lacrime di sabato (vere, non è per dire) e il muso lungo della domenica, con tanto di accuse pesanti. Per il resto, la sprint, è l’antipasto della domenica.
Sì, perché il Redbullring offre anche cose belle, tipo la gara magnifica di Bezzecchi che tiene testa a Marc Marquez per buona parte della corsa ma soprattutto Aldeguer che viene su come una furia e chiude addirittura secondo. Dall’Igna, per lui, ha già deciso. Aldeguer è il futuro di Ducati. E i detrattori, muti. Inclusa l’intera VR46. La presenza di Valentino in persona, che dispensa consigli a tutti i suoi, non basta a scongiurare la ripassata di botte che Gresini rifila ogni week end alla sua squadra. I celesti hanno un rookie e uno con la GP24. I giallofluo, hanno un veterano come Morbidelli e una GP25 che Di Giannantonio non sfrutta sempre.
A parte il problema tecnico della domenica (la moto prende fuoco), non è comunque convincente.
Il tutto mentre Aprilia cresce (con il solo Bezzecchi, per il momento) e KTM migliora con Acosta, Bastianini e Binder. Le Jap? Ancora fatica. Yamaha ha un w.e. nerissimo mentre Honda fa cose buone con Zarco e Mir il quale, stranamente, non cade.
Piacerà agli americani questa MotoGP piena di drama e polemiche in cui uno, però, è un eroe assoluto mentre alle sue spalle ogni volta succede di tutto.
Da ricordare, la gara n1000 della classe regina, come quella del giorno in cui Marc Marquez mette sotto i piedi l’intero sistema continuando uno dei più sontuosi comeback della storia del motorsport. Da quasi morto con un braccio a penzoloni a dominatore assoluto che nemmeno con il Guanto di Thanos. Ma il futuro non è avaro. Aldeguer e Bezzecchi sono i prossimi anni della MotoGP mentre in Moto2 esplode definitivamente Moreira, il brasiliano che le jap si litigano per la classe regina!
Le analisi si fanno con i numeri veri e le situazioni comparabili e si adattano i risultati ai numeri, non il contrario. Altrimenti l’analista e il giornalista, diventano fanboys e ufficio stampa e non fanno esattamente il lavoro che ci si aspetterebbe da loro. Purtroppo, non è la prima volta che, mia opinione, esigenze di fan club e senso di appartenenza, trasformano dei professionisti in portavoce un po’ troppo schierati. Gli stereotipi nazionali che vedono poi gli italiani guidare tutti allo stesso modo, poi, rasentano il ridicolo.
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