Inutile scrivere articoli polverosi alla nascita che fanno finta di sperare in una pace buonista tanto patetica quanto ipocrita e impossibile. Se due non si piacciono, non ci si può fare niente. La verità è che la stampa spera che litighino per sempre e in queste cose ci sguazza. Quello che è successo è evidente. Quello che conta è cosa succederà a partire dalla prossima stagione.
La cosa più emozionante della gara, stravinta da Bautista, è il recupero di Razgatlioglu. Quasi 2 secondi nell’ultimo giro, con beffa a Rinaldi.
Bautista, Razgatlioglu, Rinaldi, Lowes, Rea, Vierge, Locatelli, Aegerter, Lecuona, Gerloff.
E Bassani fuori dai 10, spento lui e la moto, dopo la polemica con Rinaldi che però riesce a farsi recuperare 1.8 secondi nell’ultimo giro quando era comodamente secondo.
Il recupero del turco è l’unica emozione vera di una gara in merito alla quale anche Biaggi tweeeta “che monotonia”.
E non c’è altro da aggiungere. Le conferme ci sono tutti. Bautista, i soliti protagonisti e i soliti a lottare.
Ai disastrati si aggiungono Rea, mai della partita, e Bassani, strozzato così senza capire come.
Cosa c’è da raccontare? Che Bautista ha ancora fame e non si regola nemmeno un po’.
Vi spiego il motivo per il quale, almeno secondo me, è impossibile che Toprak Razgatlioglu vada in Honda e come si generano fesserie simili. Ripeto, almeno secondo me, che mi posso sempre sbagliare.
Due le cose eclatanti in una gara emozionante come l’incoronazione di CarloIII: il distacco inflitto da Bautista e la rissa Rinaldi – Bassani.
Poi il nulla e due palle totali.
Bautista, Razgatlioglu, Rea, Locatelli, Aegerter, Lecuona, Bassani Vierge, Gerloff, Petrucci.
Questi i 10 dopo la ripartenza causa red flag. E non basta nemmeno questo tipo di evento per accendere il pathos di una gara morta sin dall’inizio e uccisa da Bautista. 250 giri in meno non influiscono minimamente sul suo strapotere e la gara è una noia totale, tenuta in piedi solo dai due contatti fra Rinaldi e Bassani. L’uomo Aruba tira la prima sportellata, l’uomo Motocorse la seconda e ultima che manda il romagnolo per terra.
Il long lap è solo una conseguenza che gli impone di alzare poi il ritmo e cuocere le gomme. Podio buttato causa orgoglio ma non mi sembra di rilevare niente che non sia ascrivibile ad un confronto fra uomini adulti.
Altrimenti fa bene la gente a disertare gli spalti. Eh sì perché a guardare la gara non c’era un ‘anima.
Qualcosa di interessante? Aegerter e Gardner, Lecuona che si impegna, e le BMW sempre più inguardabili. Il tutto mentre Sykes rantola in una condizione che non si augurerebbe nemmeno al peggior nemico.
Discorso a parte: davvero Razgatlioglu pensa di poter sovvertire il trend e salvare la causa dei tedeschi?
No dai…
C’è conflitto di interesse in Valentino Rossi per il fatto che è ambassador Yamaha e fa correre il suo team con Ducati? Ci sono dei precedenti? E’ una cosa così strana per lui o in generale? Queste scelte sono un segnale? Che segnale? Un segnale per il suo team.
Quella che sembrava una opzione folle, ovvero una boutade BMW, rischia di diventare una scelta reale di Razgatlioglu e il suo entourage! Un calcio a Ducati e alla MotoGP per saltare nel buio, per soldi!
Bagnaia a Jerez fa la gara giusta e vince sulle KTM mediamente più performanti. Solo lui porta la Ducati alla vittoria mentre gli altri arrancano.
Gara così così fino agli ultimi 3-4 giri.
Bagnaia, Binder, Miller, Martin, Espargaro, Marini, Pedrosa, Alex Marquez, Nakagami e Quartararo sono i 10 al traguardo in una gara che ha offerto lo spettacolo di due KTM che si sono poco saggiamente ostacolati per i 4/5 della gara, dando il tempo ad un Bagnaia che forse avrebbe vinto comunque, di superarli nel finale di portare a casa una vittoria di forza.
Ma è la casa Austriaca a brillare a Jerez, mettendo due moto sul podio e Pedrosa a ridosso nella top 5 ma davanti nelle sessioni iniziali. Come a dire che di Jerez (e speriamo delle prossime piste) hanno capito tutto tranne la strategia di squadra e finalmente il bandolo della matassa è finalmente in mano agli arancioni. Ma la MotoGP degli ultimi anni non è così. Puoi brillare in un week end e spegnerti il successivo. E’ quello che è capitato a Rins che adesso guida una Honda ingestibile esattamente come tutti gli altri. Non inganni Nakagami, nono grazie ad un doppio long lap penalty inflitto a Quartararo per aver causato una red flag.
Doppio per aver il francese calpestato il verde nell’esecuzione della prima penalità.
Ormai la MotoGP vuole sorpassi ma punisce ogni tentativo di effettuarli. Il che a Jerez significa che anche Bagnaia dopo un’entrata allegra su Miller, deve dargli indietro il “maltolto” in un clima che ormai è vessatorio da parte della direzione gara e piagnone a livello di partitella all’oratorio da parte della TV più faziosa della storia. Una cosa insopportabile che fa sentire chi guarda le gare come se fosse preso a schiaffi da due parti a mo’ di film di Bud Spencer.
Tornando alla gara, poca roba le Aprilia che promettono tanto e raccolgono poco e poca roba anche le altre Ducati che per essere le moto migliori fanno belle cose ma non sembrano in grado di vincere se non vince un uomo in rosso.
A questo punto meglio Marini, in proporzione, di Martin, con gli altri cavalli da classifica (Zarco e Bezzecchi) a stendersi e i Gresinis’ a fare gare brutte.
Davvero non c’è molto. altro. Dite la vostra.
In una MotoGP che sta cambiando, anche Marc Marquez ha cambiato atteggiamento. Cosa sta succedendo al pilota che tornava subito dopo ogni infortunio? Si è davvero fatto così male? Quali sono i suoi rapporti con Honda e con l’ambiente? Cosa farà e quali sono i tempi previsti per il suo cambiamento? Ma poi, qual è la vera frattura di Marc Marquez, quella che gli impedisce di comportarsi come si comportava prima?
Yamaha ha fatto con il turco lo stesso errore di Kawasaki. E adesso il campione vuole andare via.
Doppia opzione golosa per lui. A goderne potrebbe essere una sola casa!
Bautista, Razgatlioglu, Locatelli, Aegerter, Bassani, Gardner, Redding, Petrucci, Lowes e Rinaldi a chiudere i 10!
Gara2 ad Assen è gradevole ma divisa in 2. Da una parte Bautista se ne va e non fa mai pensare di poter essere raggiungibile, dall’altra c’è una lotta furibonda e anche qualche colpo di scena (l’out di Rea) e la bella prestazione di Locatelli con i sorpassi di Aegerter, Gardner, bassani e la rimonta di Petrucci Ma è uno spettacolo a parte, perché il mondiale è sfregiato da una superiorità che sembra aumentare giorno dopo giorno e non vede una fine.
Le gare non si possono reggere sulle lotte fra comprimari e sulla speranza che qualche big prenda una toppa e faccia un errore.
Nota a parte per l’infortunio di VDMark, che sembra serio. Gli auguriamo tutti di riprendersi.
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