Sachsenring MotoGP: il WDW va in tournee: 8 moto in top ten!

In Germania va in scena una gara noiosa mascherata da gara interessante.
A Martin e Pramac (bravissimi e inappuntabili)  il doppio contentino della doppietta, ma solo un illuso pensa che ci sia ancora un mondiale in palio.

 

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Martin, Bagnaia, Zarco, Bezzecchi, Marini, Miller, Alex Marquez, Bastianini, Di Giannantonio, Oliveira.
Dovrebbe bastare questa top ten per capire che il mondiale non solo è finito ma si sa già anche chi ha vinto.
Salvo catastrofi o situazioni traumatologiche particolari è già tutto deciso ed è inutile prendersi in giro.
Vincerà una Ducati, con merito, chiaramente, visto che gli altri dormono,  sarà ovviamente una factory ed essendo Bastianini fuori dai giochi vincerà nuovamente Bagnaia.
L’unica alternativa, chiamata Brad Binder (o in alternativa Jack Miller), si chiama KTM ed è impastata in un numero di Ducati che renderà impossibile qualunque alternativa. Se l’anno scorso Bagnaia aveva bisogno della flotta a protezione da Quartararo, quest’anno non serve nemmeno quello. Ai clienti comprimari toccherà qualche contentino e andrà bene così.
Il tutto mentre Marquez alza bandiera bianca che in realtà è una bandiera nera per Honda e Quartararo fa scelte da folle  (la gomma morbida) per sperare in qualche variante anomala a chiappe divaricate (cit) che possa salvare in qualche modo la situazione.
Honda andrebbe accusata di lesioni gravi e tentato omicidio, Yamaha di mancata vigilanza e Aprilia si è svegliata tutta sudata dopo la fine delle concessioni.
Sì, la gara di oggi è stata gradevole ma il mondiale è finito e la MotoGP è a fine impero.
Dimostratemi il contrario.

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Altro che Bobbi e Valsecchi! L’odio elegante per Marc Marquez!

Hanno (giustamente) sospeso Bobbi e Valsecchi per un’uscita brutta ma comunque singola ed occasionale, ma va in scena qualcosa di molto più subdolo, ormai da anni!
Ma cosa c’entrano Valsecchi e bobbi e la faccenda che li riguarda?
Lo scoprirete in questo video qui in cui vi mostro tutti i tutti i meccanismi!

 

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Clamoroso paradosso in MotoGP. Fans increduli! Situazione da urlo!

Un paradosso fino a qualche anno fa impensabile adesso si realizza in tre versioni che si inseguono! Riuscite a risolvere questo problema?

 

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Ma che casco dite? La storia non storia del cambio casco di Acosta!

Fra tutte le cose importanti di cui parlare, ne è venuta fuori una che non esiste.
Non che il regolamento non abbia un senso e che le regole non debbano essere applicate ma… se la regola non c’è, cosa è stato violato? Alla fine han fatto tutti bene, anche quelli che han fatto ricorso, tranne l’organizzatore, nonostante non ci sia nulla che avrebbe dovuto veramente fare…forse!

 

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Mugello MotoGP 2023 si trasforma in WDW: Bagnaia irraggiungibile!

Al Mugello va in scena una via di mezzo fra il WDW e il Ducati Riding Experience e Bagnaia fa il Bautista vincendo due gare comode che sembrano scampagnate. La differenza è che dietro non ci sono Yamaha o Kawasaki ma solo altre Ducati. Ed noia, ma non per il colore di chi vince!

 

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“Bello il Mugello pieno” (che non è vero e potete guardare le foto pubblicate sul canale Misterhelmet) è la frase che tutti i piloti, almeno quelli italiani, sono costretti a dire perché devono avergli detto che altrimenti il Mugello salta, come se il Mugello in calendario potesse essere salvato dicendo cose non vere.
E la risposta alla frase contrattuale dei piloti è qualcosa che assomiglia a “sì che bella la folla degli ultimi anni”… in una bugia smentita dalle tribune (tranne quella Ducati) vuote e dai prati deserti. Le inquadrature stile Uriminzokkiri, l’ufficio della Propaganda nord coreana, non risolvono la situazione se non per chi ha un tornaconto personale nel credere in questo. Ma la chiuderei qui perché se vogliono tenere un Mugello agonizzante in calendario è un problema solo loro.
Vengono dichiarati 135.000 spettatori per il week end ma fino a ieri nella valle c’era l’eco e non ci prendiamo in giro.
Poi è chiaro che sotto il podio si riempie se apri tutto e se la gente ce la spingi, invece che bloccarla come negli anni scorsi che la dovevi fermare. Inutile insistere.

E la gara?
La gara non esiste. Bagnaia se ne va, oggi imbattibile, e la corsa di tiene in piedi con il duello per il terzo gradino del podio. Martini infortunato deve mollare ma prima regola i due Marquez che fra l’altro si autoeliminano.
Marc deve forzare ogni cosa sulla Honda, Alex vuole lottare con Marini su una moto che forse ancora non gestisce.
Ma in classifica, basta guardare la top ten, si parla chiaro: Bagnaia, Martin, Zarco, Marini, Binder, Espargaro, Miller, Bezzecchi, Bastianini, Morbidelli.
Vuol dire che Bagnaia è il ducatista più forte ma che questa non è la Superbike. Qui la Ducati non ha rivali come moto e solo chi ne guida una può vincere, ovviamente se la factory glielo permette.
La colpa non è di Ducati ma di quelli che non sono in grado di controbattere però lo spettacolo comunque manca e manca anche fra i non ducatisti perché fra aerodinamica e regolamenti i piloti non sanno come comportarsi e portare a casa un sorpasso senza rimediare una penalità.
Analizzare la gara non serve. Ducati vince e gli altri perdono tutti. Sei ducati nei 10 (sarebbero state 7 senza la caduta di Alex Marquez) ha un solo significato. Aprilia e KTM raccolgono le briciole, Honda e Yamaha nemmeno quelle.
Guardate che fine fa Quartararo, fuori dai dieci e 20 secondi in ritardo, e ditemi se questo piazzamento rispecchia il valore del pilota. Uno che ormai si è così stufato che finisce anche dietro a Morbidelli, il quale si impegna ma non serve a niente.
Se questo è essere negativi e pessimisti, io sono pessimista. Voi però guardate la classifica finale con tempi e distacchi e dimostratemi il contrario. Poi riguardatevi la gara e ditemi se la MotoGP è un campionato in salute. Solo un tifoso Ducati può essere felice, ed è giusto, ma lo spettacolo è un’altra cosa.

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Ingaggiami questo! Penalità, sanzioni, polemiche: ecco la spiegazione!

Vi siete mai chiesti come mai la MotoGP è cambiata così tanto e così velocemente? Vi siete mai chiesti da dove spuntano certi personaggi e perché? Vi siete chiesti mai perché il motociclismo si svolge sempre meno in pista e sempre più sui social?
Come mai le gare sono sempre più brevi? Come mai lo steward panel acquisisce sempre più potere e le sanzioni aumentano a dismisura?
Come mai le sessioni di test e di qualifica scompaiono?
C’è una ragione precisa.

 

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Non serve una Ducati per vincere il mondiale!

Non è necessario guidare una Ducati per vincere il mondiale. Di necessaria, c’è un’altra cosa. Tifosi, giornalisti a libro paga, addetti ai lavori scontenti e rosiconi, avversari frustrati dalla situazione, si devono mettere l’anima in pace e guardare i numeri. Contro i numeri non si può nulla. E bisogna stare muti.

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Misano G2: fac simile ma senza Rinaldi. la Ducati Banana saluta e se ne va. Ok Bassani sul podio!

Chi dice che Gara1 di Misano è stata spettacolare, mente senza vergogna.
Chi dice che Gara2 è stata diversa, fa altrettanto. Unico scossone il contatto fra Rinaldi e Razgatlioglu che vede l’italiano andare out. Buono Bassani sul podio, ma non c’è altro e sarebbe da chiuderla qui.

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Sarebbe da chiudere qui il pezzo e quindi come favore vi elenco i primi 10 per capire quanto non cambi nulla o quasi, lì davanti.
Bautista, Razgatlioglu, Bassani, Rea, Vierge, Locatelli, Petrucci, Gerloff, Oettl e Gardner.
Bautista rifila 8 secondi e mezzo alla compagnia. Non lui, non Ducati, ma la combo è letale. Questo perché Rinaldi, che a Misano è sempre fortissimo, trova il modo di andare out con un contatto che lo vede colpevole comunque di frettolosità.
Razgatlioglu è il vero talento. Yamaha si deve vergognare per averlo perso e l’ultima messa in scena di dedicargli una marmitta personalizzata è veramente una cosa fra il patetico e il ridicolo. Bisognava pensarci prima. I giovani dicono “cringe”.

Alla fine quello figo è Bassani. Il telecronista dice che il suo team corre con due pere e un cocomero ( o roba simile). Falso.
Il team Motocorsa ci mette tanto e comunque tutto quello che può. E fa meglio di Barni e Go Eleven, quindi di che parliamo.
Locatelli è un comprimario in crescita. Rea è un protagonista ormai comprimario. I fans si offenderanno ma il Nord Irlandese si avvia velocemente al suo tramonto motivazionale (sportivo non lo so).
Lowes dovrebbe lasciare la Kawa a qualcuno più meritevole. Offre un apporto disutile e non c’è mai quando serve.
Per quanto riguarda Redding siamo oltre i limiti dell’indecenza. Si presenta in gara fuori forma, le becca anche da Sykes e soprattutto da Gerloff, miglior BMW in pista e grande rimpianto Yamaha. Lui sì sarebbe potuto essere il nuovo Toprak se non lo avessero sacrificato. Ma tornando a Redding, è incredibile come riesca a fare sempre peggio di quelli che sostituisce, il tutto dopo aver tirato fango su di loro e sulle case, con dichiarazioni in cui sembra abbia bevuto. E poi si chiede come mai abbiano preso il turco. Per fare tutto quello che lui non è riuscito a fare e non riuscirà a fare mai. Tutte le volte si è presentato come soluzione ed è diventato un problema.
Non c’è molto altro se non alcune cose che non capisco. Non capisco la partecipazione di Vitali, di Ruiu, non capisco Baldassarri e non capisco le Honda. Non capisco nemmeno gli alti e bassi di Aegerter e i medio bassi costanti di Gardner, vera delusione del campionato. Non capisco che cosa abbia fatto di male in un’altra vita Petrucci per pagare questi conti e non capisco il senso di un sacco di squadre e team che non sono adatte ad un campionato dove anche gli ufficiali prendono gli schiaffi. Manca proprio la dignità. Dorna dovrebbe verificare l’adeguatezza di tutti quelli che chiedono di entrare in griglia. Perché altrimenti hai voglia a dare la colpa a Bautista. La morte della Superbike inizia dalle retrovie.

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La Ducati Banana uccide Gara1. Doppietta Bautista – Rinaldi davanti a Razgatlioglu!

Chi dice che Gara1 di Misano è stata spettacolare, mente senza vergogna.
La cosa più interessante è stato guardare danzare senza avversari le due Ducati per una cosa mai vista nei tempi recenti. Non la danza, non le Ducati davanti, non la doppietta, ma il colore dei protagonisti, gialli per una livrea commemorativa che spiazza per i primi 3 secondi ma è bellissima per tutto il resto del tempo.

 

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Vi giuro che se non avete guardato la gara potete farne tranquillamente a meno.
Vi guardate la classifica e tanto  basti. Bautista e Rinaldi fanno un mestiere tutto loro. Razgatlioglu è l’unica alternativa (solo teorica) e Rea è ormai un caro estinto se non per circostanze saltuarie perché a momenti viene impallinato anche da Aegerter, più affamato e più dotato tecnicamente. Gran gara di Petrucci che però finisce out e il resto è solo un conteggio di distacchi. Redding fuori dai 10 si chiede perché abbiano assunto il turco. Deve solo guardare i suoi piazzamenti confrontati con le sue dichiarazionii. Il resto è fatto di ducatine (Bassani), Yamahine, (Locatelli), e Honda ufficiali, che però sono ancora comprimarie. Veramente, guardate i distacchi, perchè c’è gente che prende dei minuti ma troppi troppi piloti che prendono 30-40 secondi dai primi i quali, alla fine, chiudono anche il gas. Immaginate se dessero tutto.
La colpa però non è di Ducati.  E va ripetuto come quando si fa scrivere 100 volte una cosa ai somari.. Si faceva, perché adesso non si usa più e l’analfabetismo tecnico si vede tutto.

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Abbandonati, bastonati e perculati. Yamaha, Redding e le loro figuracce!

Guardate il pokerissimo di figuracce che sono riusciti a mettere insieme Yamaha e Redding per la firma di Razgatlioglu con BMW. Menzione speciale e premio della critica per la stampa! Ecco il video e il podcast e, a seguire i video passati cui faccio riferimento in quest’ultimo contenuto.

 

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La prima figuraccia riguarda il dover fare una conferenza stampa in cui Razgatlioglu spiega il perché ha mollato Yamaha con presente il team Manager Dosoli. Tema già anticipato da Misterhelmet nel video: Yamaha munge il toro, linkato qui sotto e poi seguito dal video Toprak non farlo, anche questo linkato.

La seconda figuraccia di Yamaha avviene quando si lamenta della mancanza di equilibrio in Superbike. Che colpa ha Ducati se non quella di avere un pacchetto moto-pilota più performante?  Anche questo tema lo avevo già trattato. Trovate il video “Yamaha molla”, qui sotto. Yamaha è stata mollata da Iwata e questa è la terza figuraccia.

La quarta  figuraccia la fa Redding che dice essere senza senso la firma di Toprak. Ho già spiegato che Toprak non ha firmato con il team ma con BMW direttamente. C’è un video qui sotto. Redding è un pilota assolutamente negativo.

Figuraccia n5: Yamaha non farà provare la moto a Toprak prima della scadenza del contratto Veramente una scelta infantile.

Fuori concorso la figuraccia della stampa che ha dormito per tutto il tempo.


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Podcast

Contenuti di Misterhelmet che anticipavano la vicenda e che ho menzionato nel video