La Superbike chiude a Jerez: a Bulega la gara, a Razgatlioglu il titolo! E non senza “drama!”

Bulega a Jereza fa più del suo dovere. Va anche un filo oltre, però non basta.
Vincere 3 gare non lo porta davanti al turco che in Spagna arriva già quasi al sicuro.
Adesso va in MotoGP da Campione SBK e alle derivate di serie, non lascia nemmeno il numero.

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Eccco i dieci di Gara1: Bulega, Razgatlioglu, Bautista, Iannone, Vierge, Lowes, Locatelli, Gardner, Mackenzie, Van Der MarK
Ecco i nove della Superpole Race: Bulega, Bautista, Iannone, Vierge, Lowes, Locatelli, Mackenzie, Lecuona, Van Der Mark
Ecco i dieci di Gara2:  Bulega, Bautista, Razgatlioglu, Locatelli, Vierge, Alex Lowes, Iannone, Mackenzie, Lecuona, Bassani.

Il week end che chiude la Superbike offre l’unico “drama” della stagione motoristica su due ruote perché finisce con l’assegnare il titolo nell’ultima gara dell’ultimo giorno, eppure il destino sembra comunque scontato. Toprak Razgatlioglu si porta tanti tifosi quanto è il suo vantaggio e alla fine, le speranze, poche, che offre a Bulega, è lui a regalargliele.

Gara1
I due avversari fanno tutto bene in Gara1. Bulega vince, Razgatlioglu, gli sta dietro, con Bautista e Iannone a far di tutto per far capire che, su di loro, chi conta si è sbagliato.
Convincerà solo lo spagnolo perché l’italiano è stato troppo “casinista” per poter essere convincente. Come lui, del resto, ce ne sono tanti altri. Un classico delle moto: svegliarsi agli ultimi minuti. Non funziona quasi mai, ormai. 
Buono, per carità Locatelli e la scoperta Mackenzie che con la Ducati, dice più che la sua.
Il resto sono pesciolini.

Superpole Race
La “mezza gara” è l’unica sorpresa del week end. Bulega diventa aggressivo ed è irriconoscibile. Fa un’entrata da vecchia scuola sul turco e lo mette giù. Niente di trascendentale, incidente di gara. Che però va sanzionato e non è proprio tipico della guida dell’Italiano, sempre più che intelligente e corretto. Evidentemente la necessità è quella che è e bisogna passare. L’uomo Ducati trova, dall’altra parte, un turco più pollo che mai.
Non è chiaro il motivo per il quale, pur avendo ragione, uno come lui cada nella provocazione come un debuttante. Stare dietro all’italiano e lasciarlo sfilare, eventualmente, sarebbe stato sufficiente. Invece il turco sceglie di fare l’unica cosa che non gli conviene fare: la rissa con chiunque gli capiti.
Il resto dei protagonisti, li vedete sopra. Bautista, Iannone, Locatelli, e tutto il club dei co-protagonisti.

Gara2
Se la Superpole Race ha messo un po’ di spavento a Toprak, Gara2 finisce in modo diverso.
L’italiano vince e il turco sta nel suo. Parte decimo, recupera subito e poi si mette a guardare. Solo nel finale, senza rischiare, decide di salire sul podio. Il resto della community si danna per lasciare l’ultimo buon ricordo di sè. Servirà il giusto, ma almeno la gara è bella.

Bilancio finale
Vince chi merita. L’italiano rimpiange i due zeri tecnici, Bautista viene inspiegabilmente scaricato per Lecuona, Vierge è stato a lungo inspiegabilmente a piedi, Iannone dimostra che impegnandosi può, ma non si impegna che troppo tardi. E poi tanti altri come Locatelli fanno vedere che ci sono e fanno il possibile. Van Der Mark si ritira (bene così), Bassani delude un po’ di fronte ad Alex Lowes, e Mackenzie fa capire che vale più di quello che pensavamo tutti quando lo vedevamo su Honda. E’ bastato davvero poco.
Ok anche Spinelli e Delbianco. Una moto a questi due si potrebbe anche dare. In una Superbike di ripetenti, qualche novità non guasterebbe.
Per quanto riguarda il titolo, va a Toprak ma il più grande  campione della Superbike di tutti i tempi, non va in MotoGP. Il più grande campione di tutti i tempi, dopo oggi, va a casa e si chiama Jonathan Rea. Potete sbocchinare quanto volete ma il n1 è quello che ha vinto 6 mondiali. Più di tutti, meglio di tutti.

Il discorso sul campionato delle derivate merita un trattamento a parte.
In sintesi però, bisogna uscire dal giro dei poveri. Servono vere date internazionali, serve uscire dalla Spagna che della SBK se ne frega, serve andare in USA, serve fare regolamenti chiari e che non facciano incazzare il pubblico, quel poco pubblico competente che è rimasto a guardare le moto.
Insomma, serve crederci. Perché così non solo Liberty Media o Dorna faranno fatica a venderla bene, ma faranno proprio fatica a venderla, in generale fino a che, ed è già così, non faranno proprio fatica a tenerla in piedi. Eppure è l’unico campionato che ha un collegamento con la realtà delle moto che si possono comprare.
Ma a proposito di comprare, chi se lo compra, un campionato così, che nasce già battuto in partenza e che a ripetizione si fa depredare di talenti e sponsor perché è tenuto sedato da un proprietario che gestisce tutto e ha paura di affrontare la realtà?

Non c’è nemmeno molto tempo.


Risultati completi di Gara1
Risultati completi della Superpole Race
Risultati completi di Gara2

 

 

 

Balaton Park: Toprak 3 volte con distacco! Come Marc Marquez, a volte di più!

Balaton Park offre spettacolo, sì, ma in due step. Davanti c’è Toprak Razgatlioglu, poi Bulega ma nemmeno sempre, e poi altri che sgomitano molto lontani. Come in MotoGP l’attesa è tutta per il turco. E ogni giorno c’è la curiosità di capire di quanto sposterà l’asticella. Aritmeticamente ci siamo ancora ma forse il mondiale si è chiuso oggi. Lo so che 27 punti di vantaggio non sono nulla ma quanto visto in pista oggi, a meno di stravolgimenti esotici, fa pensare diversamente.

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Gara1: Razgatlioglu, Bulega, Bautista, Locatelli Petrucci, Alex Lowes, Montella, Vierge, Gerloff, Bassani.
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Superpole Race: Razgatlioglu, Sam Lowes, Bautista, Locatelli, Vierge, Bassani, Vickers, McKenzie, Rea
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Gara2: Razgatlioglu, Bulega, Sam Lowes, Petrucci, Locatelli, Alex Lowes, Vierge, Aegerter, Bassani, Montella
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Se un paio di settimane fa le news si reggevano sul passaggio di Toprak in GP, il week end ungherese si regge sulla news relativa a quello che sarà il suo sostituto. Petrucci in BMW, se succederà e dovrebbe succedere, è una cosa interessante ben più del passaggio di Rea (possibile ma meno probabile) da Barni con la Ducati.  Questo perché Danilo è ancora vivo mentre Rea sembra l’ombra di se stesso anche in questo week end.
Iniziando a parlare della gara, il circuito sarà anche bello e tutto ma chi ha disegnato la variante a imbuto, andrebbe imprigionato con chiavi di cioccolata. La variante è pericolosa per davvero.
I piloti lo sanno, Iannone per primo, ed è per questo che, da pilota esperto, lancia un duro monito tipo Papa sullo stare tranquilli e non rischiare per poi fare lui  uno strike assurdo mandando un tot di colleghi fuori gara e altrettanti in ospedale.
Incredibile come Iannone continui nel suo regolarissimo percorso che lo vede incassare almeno una penalità a week end e, allo stesso tempo, abbia pretese di contratto da prima donna che non è più e non è mai stata. Di Iannone non parlerò più ma è surreale come un team come Go Eleven persista nel farsi rovinare classifica e reputazione dall’ex MotoGP.
Non è nemmeno ben chiaro che tipo di visibilità possa offrire uno così alla SBK, se non parliamo di visibilità negativa. La mia vicinanza a chi lo deve sopportare.

Gara1, ripartita con red flag, è praticamente già finita al re start. Toprak se ne va e lascia lottare un po’ i peones.
Diversamente dotati, polso e soprattutto mezzo tecnico, fanno la gara “degli altri”. In MotoGP c’è Marquez, in SBK c’è Toprak, solo che qui i distacchi sono quasi da categorie diverse dell’EWC.  Vi invito ad andarli a scoprire. Se solo il turco non si lamentasse quelle rare volte che perde, sarebbe perfetto proprio come Marquez.

Di buono cosa c’è? Petrucci e Locatelli, che ci provano sempre, Bautista che non si arrende e non si capisce come si possa considerarlo finito anche quando fa le frittate, e i Lowes brothers, che danno un senso al casino lottando sempre come se venissero pagati a giornata.

La Superpole Race, umida, è spettacolare dal punto di vista delle scelte “tecniche”. Razgatlioglu sarebbe anche disposto ad arrivare secondo, per una volta, ma in 3-4 si impegnano del portare a casa la loro personale strategia surreale: montare le intermedie che sono le gomme di chi ce capisce ma che dovrebbero essere montate in condizioni ben più specifiche e particolari. Secondo me vengono usate così poco che non sono nemmeno le più fresche del lotto e, soprattutto, la condizione di oggi non è quella che le richiede. Il drop di Petrucci (che avrebbe potuto vincere) e degli altri che le hanno montate, la dicono tutta. OK che la SBK è ancora artigianale ma questi non sono più i tempi da scelte di questo tipo. Ci sono troppi dati per non leggerli e poi, chi insegue, dovrebbe fare la gara su chi sta andando forte. E invece no. Il risultato lo vedete sopra. Bulega non prende punti e saluta (spero di sbagliarmi) il campionato anche per queste cose qui. Un campionato che di domenica mattina vede in pista 4 combo di gare diverse, come al trofeo della salsiccia.

In gara2 torna tutto “normale”. Toprak torna ad infliggere distacchi da anni 70 e così fanno gli altri a scendere.
Alla fine non so che senso abbia vedere gente che gira 4 secondi più lenta e sempre gli stessi rifilare gli stessi distacchi agli stessi altri. Poi ci sono i soliti Petrucci, Locatelli, ditta Fratelli Lowes e Vierge con Bassani a sgomitare, unitamente a Bautista che, per quanto è costretto a rischiare, se non fa podio la infila in qualche muro.

Vorrei dirvi che è tutto ok, ma non lo è. La Superbike che guarda alla MotoGP, dovrebbe invece guardare alla vecchia stock.
Non si annullerebbe il gap fra i più bravi con i mezzi migliori e gli altri, ma almeno sarebbe premiata un po’ di più l’individualità, cosa che mi pare si stia cercando, senza trovarla. Se la superbike accettasse il suo ruolo, la cosa si potrebbe fare.

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Misano Superbike: Toprak su tutti, Bulega sfortunato, Petrucci e Locatelli Volenterosi!

A Misano Toprak arriva da protagonista e se ne va da tre volte vincitore incontrastato.
Fa parlare di sé già da inizio settimana per via del suo passaggio in MotoGP e regala gioia a stampa, tifosi, team futuri e presenti, vincendo ogni cosa senza se e senza ma.
Alle sue spalle si consuma il quasi dramma Ducati, concentrata nel non perdere troppi punti e nel trovare un sostituto al partente Bautista. Altro? Poco. L’unica cosa esagerata, sono i distacchi.

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Gara1: Razgatlioglu, Bulega, Petrucci, Alex Lowes, Locatelli, Bautista, Sam Lowes, Montella, Lecuona Redding.
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Superpole Race: Razgatlioglu, Lowes, Locatelli, Petrucci, Bautista, Lowes, Rea, Gardner, Lecuona.
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Gara2: Razgatlioglu, Bulega, Bautista, Locatelli, Petrucci, Lecuona, Lowes, Gerloff, Vierge, Van Der Mark
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Il week end vive del passaggio di Toprak Razgatlioglu in MotoGP (parla più Yamaha di Toprak che BMW che ancora lo schiera) e delle sue tre vittorie incontestabili mentre gli altri parlano di salire sulla sua BMW, di mercato e sostituzioni.
Quando la pista o le condizioni generali lo consentono, il turco vince e saluta tutti senza se e senza ma.  Proprio non c’è partita.
A ravvivare le gare ci pensano  Bulega che fa sempre il suo dovere in silenzio, Bautista, che non si arrende e forse potrebbe fare anche meno il tignoso fino che che Nicolo è il suo compagno (che viene anche centrato da Bassani in Superpole Race), Petrucci, che non molla mai e sogna la Ducati Aruba dove però è ritenuto troppo “vecchio” e Iannone, che nell’arco di un week end la lancia due volte, prende tre posizioni di penalità in Superpole per irresponsible riding nell’aver ostacolato Petrucci, poi parte dal fondo per scontare una penalità da fondo griglia per pressione irregolare degli pneumatici, litiga in griglia col team Barni  in Gara1 e sfodera tutto il repertorio da ex star sulla via del tramonto che fa di tutto per non farsi rinnovare il contratto anche da chi gli vuole bene e cerca di aiutarlo. Sul tavolo non c’è molto altro se non le Honda più vivaci, Locatelli che ogni tanto piazza un podio top, Rea in difficoltà con dei lampi di quasi luce e le Bimota che davvero giocano in casa, anche se Bassani spreca, cade, centra Bulega e sfodera un repertoenio negativo, mentre il suo compagno Alex Lowes (solitamente il cascatore è lui), lotta per metterla sul podio. La verità è che Bulega è un campione, OK, ma sostituire Razgatlioglu richiede qualcosa in più che dare una BMW a Bautista o a Petrucci e lasciare che Nicolo si sfoghi contro dei malcapitati (perché questo succederà).
Il saccheggio della SBK da parte della MotoGP deve essere riparato da un qualcosa che sia almeno un corrispettivo, anche per dar valore alle vittorie che lo stesso pilota Aruba porterà a casa l’anno prossimo. Perché non è depredandola e sostituendo uno strapotere con un altro, che salvi la baracca.

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Tana per Dall’Igna, Barana e Savin, visti uscire dal truck WP Suspension a Misano Superbike!

I tre tecnici Ducati sono stati visti entrare e uscire dopo un bel po’ dal truck – hospitality di WP Suspension, presente a Misano Superbike.
L’azienda olandese, controllata da Pierer Mobility, non si vedeva da tempo nelle derivate di serie, essendo impegnata quasi in esclusiva con i progetti legati a KTM. Ma adesso le cose potrebbero cambiare!

 

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WP Suspensions è tornata ufficialmente nel paddock della Superbike? Per ora ha parcheggiato ma non sta con le mani in mano.
In passato, il marchio fondato nel 1977 da Wim Peters (però WP non sono le iniziali del fondatore bensì l’abbreviazione di White Power),  ha segnato una presenza significativa nelle derivate di serie ed in pista, riducendo poi diu molto la sua attività, a causa di vicissitudini societarie che l’hanno vista legata in esclusiva a KTM.

L’azienda, che ultimamente è sotto il controllo di Pierer Mobility, ha esteso le sue competenze dalle sospensioni ad altri elementi strutturali quali telai e forcelloni, ed è in cerca oltre che in necessità di una ricollocazione, anche per via delle difficoltà di KTM e Pierer Mobility. Il fuoristrada arancione e la Moto2 non bastano più e il mondo delle derivate di serie non può essere ignorato.

In occasione della presenza strategica e tecnica prevista per il week end MotoGP del Mugello con KTM, il truck WP ha fatto appunto tappa a Misano per il weekend Superbike, diventando poi protagonista di un episodio interessante.

Dal truck hospitality parcheggiato nel paddock, questa mattina sono stati visti uscire alcuni personaggi di grande rilievo del reparto corse Ducati: Gigi Dall’Igna (Direttore Generale Ducati Corse), Davide Barana (Direttore Tecnico Ducati Corse) e Riccardo Savin  attualmente direttore del Progetto MotoGP, sempre, sempre in Ducati.

La figura di Riccardo Savin, in particolare, assume rilevanza per essere un facilitatore naturale, avendo lavorato in passato per Aprilia Racing con Dall’Igna e per WP Suspension con Alberto Colombo, detto il moro, tecnico con un ricco passato nelle derivate di serie ed in MotoGP.

Anche se un cambiamento immediato delle attuali collaborazioni tecniche di Ducati sembra improbabile, non è escluso che WP Suspensions possa essere coinvolta in un percorso di sviluppo alternativo o parallelo, diventando protagonista in futuro nel campionato Superbike, nella categoria Supersport o nella nascente classe Sport Bike prevista per il 2026, magari diventando interlocutore di qualche team privato scelto da Ducati per esplorare e raccogliere dati.

Questo incontro segna quindi, in un modo o nell’altro, un importante punto di attenzione per i futuri sviluppi di WP Suspensions e delle possibili nuove sinergie nel paddock del mondiale Superbike perché un nuovo marchio di “molle” può decisamente sparigliare le carte!

Non è però escluso nemmeno il coinvolgimento in MotoGP, dato che i tre tecnici hanno ruoli specifici proprio nel mondo dei prototipi. Magari hanno pensato che fare due chiacchiere al Mondiale SBK invece che al Mugello durante la MotoGP, sarebbe stato “eclatante”.

 

 

 

Motocorsa e Mauri vogliono un pilota con la M maiuscola! Manzi e Masia i candidati!

Dopo la vittoria come miglior Independent Team (guidava Bassani), nel 2023, Motocorsa ha vissuto un 2024 un po’ così con Rinaldi, sostituito quest’anno da un debuttante che cresce, ma che ancora non realizza pienamente le ambizioni del team lombardo.

Ci sono, questi i rumors, sponsor vicini alla squadra di Lorenzo Mauri che vorrebbero affiancare al giovane british un pilota maturo e già in grado di riportare la squadra nel giro di quelli che si giocano le gare e i podi.

Con la M i due candidati. A Mauri di Motocorsa  piace molto Stefano Manzi, classe 99, attualmente pilota Pata Yamaha Ten Kate in testa al campionato Supersport con 185 punti e decisamente diretto verso la Superbike, ma piace molto anche Jaume Masia, classe 2000, che in classifica è messo meno bene ma che ha vinto un mondiale Moto3 solo due anni fa e che in Supersport, nonostante la poca esperienza in categoria, ha mostrato di saper vincere e lottare.
Quello che vorrebbe il pool di sponsor di Motocorsa, è che la squadra tornasse stabilmente sotto ai riflettori e per questo serve un nome solido ma in salita, per evitare delusioni.

Ovviamente far provare preventivamente la Ducati a questi due piloti ha senso il giusto, dato che la moto sta per cambiare, però almeno farebbe capire se con una Superbike, in particolare con una Ducati, c’è quel feeling che serve per stare davanti.
Purtroppo solo uno può salirci subito, Masia, perché Manzi resta pilota Yamaha almeno fino a fine stagione e comunque ha come sponsor Pata che potrebbe “dirigerlo” verso Go Eleven.
Voi chi scegliereste?
Per la cronaca: Lorenzo Mauri si è rifugiato dietro una serie di NO-COMMENT!

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KTM: found the money? Here's what happens though!

The news that money would be found by the fateful deadline of May 23, has arrived, and Pierer Mobility itself says so. It's not a loan or even a gift, though. Here's what's going on, for better or worse!

 

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After the reassurances of someone - saying "it's okay, guys, relax!" - today comes the bombshell:
PIERER Mobility AG: financing package for KTM restructuring secured!
But beware...don't rush to pop the bubbly!
The restructuring plans of KTM AG, KTM Components GmbH and KTM Forschungs & Entwicklungs GmbH will be able to yes, be realized... but only because the money for the May 23 deadline has been found.
On February 25, 2025, the creditors approved the plan with a 30 percent share, to be paid by-guess what? - May 23 itself.
Total to be raised? About 600 million euros..
And Pierer Mobility has announced that - provided everything is signed off as planned - the funding there is.
So is KTM safe?
No. È saved by the deadline of May 23.. Period.
Want to know the rest? Watch this video all the way through or read the piece.

 

In this 24th video on KTM, The first question I ask is why if KTM is safe and the situation is simple, why are those who went in front of the closed factory saying everything was fine and those others who used to work for a KTM site writing the very long articles to explain things?
What happened is this: Pierer Mobility found the money to plug the hole momentarily, or so it seems.

it says so here https://www.pierermobility.com/en/newsroom/eqsfeed/2990330?type=adhoc

As announced, on February 25, 2025, the creditors of KTM AG, KTM Components GmbH and KTM Forschungs & Entwicklungs GmbH approved a 30 percent share of the restructuring plan, payable by May 23, 2025. The total amount needed to finance the share under the three restructuring plans is about 600 million euros.
But beware-it is not a relaunch. It is a temporary parachute.
From May 24 onward, KTM , let's remember, has its production stopped - goes back to losing money. Or anyway, it doesn't collect any.
This 600 million, reportedly coming from Bajaj, completely changes the nature of the company.
In other words? KTM will no longer be the Austrian company we knew all champagne and waste.
It is about to become an Indian company.
And when I hear that "the Austrian government's concerns are fading" ... boh, I don't understand.
An Indian company invests 800 million in a collapsing company and ... leaves everything as it was?
Please.
It is much more likely that Bajaj will turn the investment into capital, increasing its control over KTM and scaling up Pierer's shares.
Because if it were a loan instead, KTM would find itself with another huge debt to repay. It would not make sense .
Among other things, there is also the matter of another loan, Zochling's 80 million loan from Remus, to be settled. Since the loan has expired , Zochling would like shares, as we said in the video below and in the article here.

 

 

So, beware: this injection stops the clock, but it does not restart the company.
E there is no business plan on the table. They will have to implement it and it will take more money. Who's going to put it in?
So what happens now? What happens is that as of this moment the Indians are in charge of Bajaj.
And they may change everything.

  • Manufacturing all in India to save waste and control everything

  • Many fewer models, especially large ones

  • Probable end of the brands Husqvarna and Gas Gas, or at least their sharp reduction

  • In Europe will remain: the design, the museum that it is forbidden to call a museum, a few representative offices ... and maybe the racing teams. So no more 7000 dependents as the Austrian government hopes, unless that was promised and I have not read that anywhere.
    Going back to the racing team, beware: the teams, if they stay, will be managed much more rigidly.

Other than "we run races because we have fun"-the point is to win. The point will be to close the budget. So no more super hospitality, hundreds of people, everything new, everybody in business, everybody at the top. Especially in motogp.
What about MotoGP? Will it continue?

 

It is by no means certain that motogp will continue especially with a view to 2027.
KTM has always stopped racing when the regulations change. This has happened 15 times. Lhe racing team could even be spun off.
Become a separate thing. Under the KTMbrand-or not.
It could even be sold as a valuable asset. They themselves have been talking about this lately
What about the story that " Red Bullwas paying for everything"? Evidently it was not true or not 100 percent true. Maybe Red Bull takes everything and continues under its own name. We don't know. however, then someone has to make motorcycles.
In summary: Bajaj has plugged the urgent hole... but he didn't do it for charity. It is taking KTM.
And he's going to run it the way you run a business : without waste, and to make profits.
Eh but you saw misterhelmet that KTMn close, save and live. Okay. But what ktm will it be? Nn the one that has been until now.
Do you really think they put 600 million plus the others put before, to make a present? Do you still believe in Santa Claus?
You will see that once again, in the Pierer style, they told us things in half and then unveiled them little by little. They had denied even the crisis.

Tell me what you think.
I also look forward to seeing you in the live streams for insights.
May the information be with you.
Misterhelmet!

 

Rinaldi al posto di Rabat? Una bocciatura che diventa promozione!

Nel pomerigio ci sono stati rumors che vedevano Rinaldi tagliato da GMT94 per scarso rendimento. Il pilota ha smentito senza fornire troppe spiegazioni. Poi altri rumors che vedrebbero uno stop di Rabat, attualmente impiegato in Superbike nel team MotoXRacing e da qui la costruzione di un salvataggio di Rinaldi che prenderebbe il suo posto. Soluzione presa al volo e pubblicata anche da altri siti.

 

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Rinaldi non ammetterà mai di essere stato silurato e sarà anche vero che la separazione è qualcosa di simile alla separazione consensuale ma la verità è che un week end in cui Mahias ha fatto una pole e due podi  e lui un 18° e un 20°, il team non ci deve aver visto più e quindi ciao.
Le chiacchiere stanno a zero.

Il fatto che poi Rinaldi riesca a saltare sulla moto di Rabat,  una specie di salvataggio, non è certo un premio da parte di Yamaha, ma è legato al fatto che Tito si è anche un po’ stufato (e si vede), con 750milioni di fatturato dell’azienda di famiglia e un caveau come quello dei cattivi di James Bond in cui tuffarsi come Zio Paperone.

 

Alla fine Rinaldi, salterà anche nuovamente in Superbike, come riportato poi sempre da Misterhelmet, 1h dopo (e anche lì tutti a copiare), ma la verità è che la mossa è comunque esotica, perché il 19° in classifica della Supersport, a 168 punti dalla vetta, finisce per saltare in Superbike al posto del penultimo in classifica, che attualmente è a 249 punti dalla vetta. Al posto di uno che pagava, ne arriva un altro e bisogna capire chi pagherà. Ok.

Poi d’accordo che ci sarà Misano e lì Rinaldi farà bene ma sarà un salvagente lanciato nella tempesta, perché poi arriva Donington e lì l’acqua è alta, e non si tocca coi piedini. Per non parlare del casino che c’è in calendario dopo fino ad Aragon (altra pista in cui Rinaldi non va male) ma che ormai è la terzultima data del Mondiale.
Poi se ci vogliamo raccontare le storie è un’altra cosa. Ma questa è la realtà, che poi riguarda il contorno del contorno del contorno, perché le telecamere sono decisamente altrove.  

 

Most, la copisteria della Superbike! Toprak dominatore meno qualcosa. Ottimi Bulega e Petrucci!

A Toprak Razgatlioglu, più forte a Most, non riesce l’impresa di eguagliare la tripletta di Bulega a Cremona. Il turco è fortissimo in qualifica, e in tutte le gare ma in Gara2 si fa beffare all’ultima curva da un Bulega sornione. Concretissimo Petrucci che vola in classifica come seconda Ducati e miglior indipendente!

 

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Gara1
Razgatlioglu, Bulega, Petrucci, Alex Lowes, Bautista, Sam Lowes, Lecuona, Montella, Vierge e Rea

Superpole Race
Razgatliotlu, Bulega, Petrucci, Sam Lowes, Bautista, Lecuona, Alex Lowes, Vierge, Locatelli e Rea


Gara2

Bulega, Razgatlioglu, Petrucci, Lowes, Gardner, Bassani, Lecuona, Montella, Locatelli, Gerloff

 

Questi i risultati di Most che a livello di gare e classifica sembra quasi una copisteria con Razgatlioglu più appuntito di tutti, Bulega ad aspettare l’errore e Petrucci, non vicinissimo a chiudere un podio con prestazioni concretissime.
In gara1 fa scalpore il pasticcio in cui si trova Bautista, in grado di rimontare 11 posizioni. Lo spagnolo si ripete in Superpole Race ma in Gara2 è nuovamente sfortunato, centrato in una carambola innescata da Rea, che cresce e migliora ma fa anche dei discreti disastri.
Tornando al tema principale della gara, è il turco a decidere ogni cosa, a partire dalle qualifiche. Aspetta, poi passa e va via. Lo fa in Gara1 e in Superpole Race, ma non in Gara2 perché, per una volta, Bulega riesce a sorprenderlo e a fare il colpaccio. Una terza sconfitta nel w.e., dopo il botto del venerdì, non sarebbe stata comunque male, ottenendo tre secondi posti, ma l’italiano riesce anche a fare quella sorpresa che lo porta conferma in testa in classifica con un vantaggio di 31 punti. Non un tesoretto ma niente male se si pensa ai due zeri rimediati causa problemi tecnici ad Assen.
A proposito di botti, il venerdì succede una cosa strana. la D2050, gomma di sviluppo pro Phillip Island, portata precocemente al limite su una pista fredda e sporca (11 gradi di mattina, nelle FP1), diventa involontaria protagonista di un minigiallo, spento poi sul nascere. Resta il fatto che nessuno la utilizzerà più per tutto il w.e., perdendo così l’occasione di provarla per la prossima Australia.

Tornando alla gara, e precisamente agli italiani, buono Montella, altalenante Locatelli, sotto i ferri Iannnone (per la caduta di venerdì), in crescita Bassani, solidissimo Petrucci mentre Bulega si avvia ad essere l’uomo su cui investire.
Per quanto riguarda Toprak, ottimo il suo week end e con esso la speranza che non riprenda la litania delle lamentela che sale quando le cose non vanno bene. Non c’è molto altro. Le Bimota, le Honda e le Yamaha si sforzano. I fratelli Lowes fanno il loro, Rea boccheggia e il cronometro è molto cattivo con chi finisce oltre la top 5.  Incluso Bautista che per finire vicino al podio deve fare sempre gare esotiche, con quel simbione di zavorra che si porta dietro.  La Superbike non può reggersi su due che duellano e altri due-tre che sperano in qualche briciola. Deve fare molto di più.

 

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Gara1
Superpole Race
Gara2 

 

KTM: brawl between managers. Who is suing whom? And why?

With disaster increasingly imminent, those who had put in money of their own are trying to get it back. Such is the case with Zochling, who wants his overdue loan back. And Pierer sues him. Who is Zochling. How much had he really put in, and why? How and why is he blocking everything? Why instead of him suing Pierer, the opposite happens?

 

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Here we are again: while the rest of the world realizes that the deadline is coming for KTM and they are fighting, only we - here on Misterhelmet - have been telling you since June 2024 that we've been telling you about it. This is the 23rd video on the subject. And not counting the live, and video on MV Agusta, because the fates of the two companies are now linked. Because MV Agusta, and we will talk about this later, still carries the aftermath of the ill-fated acquisition by the Austrians.

Today, however, the situation has exceeded all limits: Stefan Pierer, the boss of KTM, has sued Stephan Zöchling. Yes, that's right Zöchling, chairman of Pierer Mobility's supervisory board and a member of Pierer Industrie's board of directors. But who is he really? No one explains it to you, I already told you who Zochling was, in this video here from February 20:

The sites owned by Pierer, namely Speedweek which is a real houseorgan, and then to follow GPOne, through Wiesinger who was the director of Speedweek for years, were talking about a loan of several hundred million. Now it turns out to be 80 and that's it. It was already making people laugh in February, the idea that Remus would save KTM with a few hundred million when it was 800 million short at the time. Now we find out that he put up 80 and he wants to inc****e it and it's even funnier, so to speak. Because thousands of families are involved. 

That is, how it happened: Zöchling is the president of Remus, the muffler company that supplies car and motorcycle manufacturers, and who was a direct supplier to KTM for all the first exhaust system.

When KTM began to stagger, Zöchling said to himself: either I save it-and save my business too-or risk losing everything. So, in October 2024, he lends 80 million euros (not a few hundred) to Pierer Konzern Gesellschaft, in exchange for pledged shares of Pierer Industrie AG. Why? Because if KTM was saved, he was securing his future: a living customer, the gratitude of Pierer, maybe even the Austrian government. But if things had gone bad-at least he was taking home some shares, and watch out: Pierer Industrie is not only motorcycle, but also companies like Rosenbauer, the fire truck company bought in October when the situation was already desperate, and many others.

What about today? Things are bad. Very bad. In fact, they have been going bad for a year, only now you can't tell any more nonsense And so Zöchling does pretends to find out now that Pierer had not warned about Bajaj's right of first refusal so that he could ask for the money back from the overdue loan. An excuse, because, of Bajaj, everyone knew. But so now he claims the shares: either to sell them to Bajaj, or to break the game with BRP-Can Am (which, however, only wants technology assets, not shares), or - a more dangerous move - to try to scale Pierer Industrie himself..

And the amazing thing? That Pierer had put him there, on the board and as chairman of the supervisory body! He thought it was yet another puppet, but this time the puppet has come alive and is trying to fool him.

Meanwhile, the May 23 deadline, by which they need 600 million euros in order not to blow it all up. And while they bicker, the board is paralyzed because Zochling has significant clout on the board and the supervisory board.

And MotoGP? Increasingly hanging by a thread. 50 million euros a year to race, an unsustainable expense for a sinking company. So it wasn't even true that KTM racing was sustaining itself through sponsorship. Carmelo Ezpeleta knows this. And already there is talk in the paddock about who might take the 4 KTM seats on the grid .. Which then are 2, because 2 are Poncharal 's with Team Tech3, which if he wakes up tomorrow he can go with whoever he wants.

Pit Beirer. the man on Pierer's field, says they are looking for investors to save the MotoGP project, perhaps by making it semi-private. What that means, semi-private, no one knows. But who would get into such a venture, that is, saving a team that has no factory behind it? No one.

What about investors? Apollo? BlackRock? They were never really interested. Just names put there for show. It doesn't work that way.

I'll tell you another thing, mark it down: NO ONE IS THAT CRETENDED TO LEND MONEY TO A MORIBON. IT'S MUCH EASIER TO WAIT FOR HIM TO DIE AND TAKE EVERYTHING BY THE KILOGRAM. TECHNOLOGIES, GRID PLACES, ASSETS, EVERYTHING.

 

In fact BRP-the Can-Am Canadians-are watching from above, ready to take only what they really need: patents, technology, perhaps preparatory to the Rotax engines they already supply them with. Certainly not stocks. Assuming they are not yet another name dropped by Pierer as he has been doing for all things for months.

And here I come back to the key point, the most important concept: nothing has changed from a year ago. It's just that, in Pierer style, it was communicated little by little, so as not to collapse everything right away. But this was the reality for months. If you look at the contents of Misterhelmet, or even just the stock on the stock exchange, you will see that this was already the case. Just the same as it is now.

We are now approaching the Silverstoneweekend , May 22-25.. Mark these dates, because there may come the announcement that closes an era. Just as everyone is on the track.

So guys, stay here on Misterhelmet, because -if you want to know what's really going on, we've been telling it here for almost a year. Other people are getting it told a little bit at a time from Pierer 's sites and writing under dictation. I'm sorry, but that's the way it is. Prove me otherwise.

Misterhelmet