JL99 vs Ducati: svelata l’identità di Shpalman!

Un episodio di marketing autolesionista di una casa con il suo prodotto di punta, una moto da pista, avvenuto nel modo e nel momento peggiore possibile ad opera di due protagonisti fra i più efficaci possibili, uno in senso positivo, l’altro all’opposto.

Lorenzo è al Mugello per delle attività, mi pare dei corsi, scende da una R1 e gli viene chiesto, da Michele Pirro, uomo Ducati di provare la rossa.
Purtroppo per Ducati Lorenzo accetta e succede quello che vedete.


Go to Shop!

Attenzione che questo video/articolo non è contro Pirro, che è il miglior uomo azienda che possa esistere ma proprio perché uomo azienda, la sua credibilità ha un limite. E’ l’oste che dice che il suo vino è il migliore. L’uomo azienda perfetto per ducati ma non per tutte le occasioni.

E’ un tester sopraffino uno sviluppatore, un criceto, nel senso buono, un macinatore di km e un ambassador positivo perché crede veramente a quello che promuove. Ma non è un challenging ambassador e non può essere un uomo per quel tipo di comunicazione che, nel caso del confronto con Lorenzo, diventa comunicazione quasi di crisi, perché JL con ducati ha chiuso in un certo modo. Il problema è che in un momento di slancio aziendale, Michele Pirro si dimentica di essere Michele Pirro e chiede un’opinione a Jorge Lorenzo che non si dimentica di essere Jorge Lorenzo.
E Lorenzo dice cose pesanti. Non so se siano giuste, vere, sincere o ci sia del livore passato ma diventano giuste per il fatto che è JL che le dice a Pirro. Lorenzo ti blasta perché ha ragione ma prima di tutto perché è Jorge Lorenzo, 5 volte campione del mondo e quindi indiscutibile se rimane nei suoi temi, e sempre schietto, che parla con un dipendente Ducati che quindi ha una credibilità limitata dal fatto che lavora per Ducati.
Ovviamente la colpa non è di Pirro che è in buona fede, e nemmeno di Lorenzo, che fa se stesso. La colpa è di chi ha fatto succedere tutto questo e che è responsabile di un grossissimo autogol di marketing internazionale reso ancora più goffo dalle giustificazioni di Pirro che sono ovviamente tenere e sincere e in buona fede tanto come quelle di Lorenzo ma non tengono per i motivi che abbiamo detto sopra.

Se questo Pirro non lo ha percepito, avrebbero dovuto percepirlo in Ducati.
E’ come chiedere le cose a Sgarbi o nel mio piccolo a me. Se poi ottieni una risposta che non ti piace, te la metti via.

Ma c’è un problema di fondo per via del quale Pirro è caduto in questa ingenuità. Ed è che di solito lui questi interlocutori non li ha, perché nel giornalismo italiano non esiste più il pericolo di critica e l’opinione schietta e aperta, men che meno verso Ducati. Perché non troverete mai un giornale che dice che una moto fa cagare. Ma nemmeno un casco, nemmeno un giubbotto.

Anche quello che vi fanno sembrare come vero, reale, real time, live, inaspettato, non concordato, i vari tester, giornalisti, influencer, sono tutti, bene o male, dei contenuti concordato, magari non sempre ma inoffensivi sì, dei bocchini, insomma.
E la cosa triste è che non sono nemmeno più le case a chiedere questo tipo di compiacenza. Si è sviluppata e radicata in automatico perché in automatico, in questo modo, si è simpatici si è positivi, si è ritenuti professionali e si lavora. E si viene invitati.

Criticare, anche a ragion veduta, magari con dati alla mano, significa essere hater.
E il pubblico odia gli hater anche quando non lo sono perché non è più abituata alla differenza fra odio e critica. Perché se uno ha comprato il tal casco o giacca o moto, non accetta di aver comprato un prodotto che non va, vuole la bella realtà positiva.
Non rendendosi conto, invece che proprio in quel momento in cui gli rifilano la realtà positiva che lo fa stare bene, viene ingannato.
Come lettore, acquirente, come tutto.

Pirro è esempio di onestà e devozione, non si discute. Ma guardate cosa succede l’unica volta in cui qualcuno che non ha non dico paura ma non ha legami, viene messo in condizione di dire la sua senza filtro perché se lo può permettere.
Ben vengano persone come Jorge Lorenzo a cui dedico queste liriche di Elio.

Fra le maschere che un uomo può indossare, ricordiamo l’argilla
Fra le maschere che un uomo può indossare, come non citare il bronzo?
C’è la maschera di ferro
C’è la maschera di Pippo
Ma la maschera di merda
Te la fa solo Shpalman

Perché è arrivato Shpalman
Che shpalma la merda in faccia
Aiuto arriva Shpalman
Che tutti shpalmerà
Autografi la faccia di tutti i miei nemici
E il volto gli incornici con pezzi di pupù
Arrivederci Shpalman, ci mancherai di brutto
Ed ogni farabutto shpalmato resterà…

Endurance: a SPA le proteste fanno luce sulla 24h!

L’illuminazione ai test è stato un problema. Non si vedeva nulla, i piloti hanno protestato e gli organizzatori, li hanno ascoltati.
Non è il massimo ma…


Questo w.e. si corre la 24h di SPA per il Mondiale Endurance.
Già a Le mans i concorrenti avevano ricevuto informazione della possibilità, volendo, di montare fari aggiuntivi.
Arrivati in Belgio, nei primi test, la scoperta del motivo dell’insolita, generosa concessione.
Durante qualche passaggio notturno in auto fra le giornate di test, qualcuno ha notato che mancava un’illuminazione sufficiente, dato che i fari delle moto non sono risolutivi.
Alla fine gli organizzatori hanno portato un certo numero di lampade ad alta illuminazione che, in qualche modo funzionano. Nei test di questa notte, l’illuminazione è accettabile.
Pericolo scongiurato, ma bisogna dire grazie a quei piloti che hanno alzato un po’ la voce.

 

Endurance: a SPA non si vede una mazza. A rischio la 24h!

L’illuminazione ai test è un delirio. Non si vede nemmeno in auto. Gli organizzatori lo sapevano e avevano messo le mani avanti sin da Le Mans. Ecco cosa potrebbe succedere!



Questo w.e. si corre la 24h di SPA per il Mondiale Endurance.
Già a Le mans i concorrenti avevano ricevuto informazione della possibilità, volendo, di montare fari aggiuntivi.
Arrivati in Belgio, nei primi test, la scoperta del motivo dell’insolita, generosa concessione.
Durante qualche passaggio notturno in auto fra le giornate di test, qualcuno ha notato che mancava un’illuminazione sufficiente, dato che i fari delle moto non sono risolutivi.
Entro domani l’organizzazione monterà delle torrette con delle luci ma secondo molti non basterà.

In occasione del briefing piloti, voci di paddock dicono che verranno fuori una serie di proposte alternative: una 12h nella giornata di sabato oppure 2 8h sabato e domenica con un parco chiuso di 8h fra le due corse.

Se i rumors troveranno conferma, ci siamo giocati anche l’Endurance.

Esclusivo: Petrucci non ci sta. MotoAmerica addio! “A queste condizioni mollo tutto!”

Le dichiarazioni esclusive rilasciate a Misterhelmet a caldo dopo Gara2 in Virginia, nonostante il terzo posto alle spalle di Gagne e Scholtz sono pesanti. Saranno anche definitive?
Frenando ogni istinto di sensazionalismo giornalistico, abbiamo chiesto a Danilo se fosse sicuro e non volesse pensarci un po’, dato che si trattava di una chiacchierata informale, ma ci ha dato luce verde per la pubblicazione.

"I don't think I will continue.
I fell at almost 300kmh and rolled for 300m.
No one came to pick me up.
We can't put a doctor at every corner, they told me.
Now I have five stitches on my ankle. If they had been on my neck, I would have been dead. I also have a good abrasion and a round elbow.

                               

Alla Dakar sono caduto due volte e avevo un elicottero sopra. Alla Dakar. Qui in America secondo la FIM esiste solo una pista omologata per le corse che facciamo.  MotoAmerica ha detto che le piste non le ha e che quindi ci devono andare bene queste. Con le balle di paglia, l’asfalto butterato e gli impianti che vanno in tilt. Potrebbe andare quasi bene se ci mettessero del loro come organizzazione e sanzionassero chi non guida correttamente, ma non succede.

I got to the last corner and in order not to touch Scholtz who had gone wide, I went wide and my steering closed in 6th full.
If I had touched him it would have been even worse but certain moves are to be sanctioned.
In Atlanta they stopped the race because there was no power for the cameras. Here, however, strangely, no cameras and no pictures. So it's all right for them.
I don't think I will continue. I've been racing for 25 years, and I don't feel like getting hurt over this."



 

Queste le dichiarazioni di Petrucci rilasciate a Misterhelmet subito dopo la gara.
Vanno prese con la dovuta cautela perché rilasciate a caldo, e si sa che poi i piloti sbolliscono, ma il malcontento è evidente sin dalla giornata precedente, anzi forse cova da prima, fra aspettative deluse e riscontri non positivi su tutto il campionato…  e tutto il pacchetto, ma andiamo a ritroso.

Gara1 in Virginia è di quelle brutte, a causa di un problema elettronico che che annulla il freno motore.
Niente freno motore, niente accelerazione, niente freni, anteriore scaldato, gomme finite. Tutto il repertorio, ma nonostante tutto Danilo finisce a ridosso del podio.
Come va gara2, lo leggete sopra. Danilo ottiene un podio dopo una lotta serrata ma il prezzo è più che salato, a causa di una caduta dopo il traguardo che gli impedisce di partecipare anche alla premiazione.

La verità è che Petrucci si aspettava delle gare un po’ più rustiche, ma non di rischiare la vita per imperizia altrui, pressapochismo e gestione da altri tempi, nel senso negativo del termine.
A questo si aggiunge, ed è una considerazione dall’esterno, non di Petrucci, la situazione nel box. Il team Warhorse non sembra essere a livello di quelli con cui Danilo è abituato a lavorare per comprensione, gestione e risoluzione dei problemi e la Ducati non è una moto semplice.
La rottura del motore a Road Atlanta, Braselton, per essere stata troppo tempo in griglia a motore acceso per colpa dell’organizzazione, ne è un esempio. Come avrebbe gestito il surriscaldamento, un team Europeo?
Il comportamento bizzarro e sempre troppo differente della moto, gara dopo gara, anche a causa, dicono rumors non confermati, di alcune parti importanti cambiate per ragioni di sponsor, è un’altra prova che forse il team ha bisogno di un altro approccio se vuole far correre una testa di serie come Petrucci, su una moto superperformante ma esigente come la Panigale in un campionato “rustico” come il MotoAmerica.
In una pista come Austin, dove si può praticare del motociclismo pulito, Danilo ha surclassato gli avversari. Nelle altre gare, quasi lo stesso mettendoci del suo, ma forse Petrucci è stanco di dover sempre trovare condizioni di emergenza, che vanno oltre l’accettabile, quando si parla di stare, come tutti gli sportivi, fuori dalla zona di comfort.
Evidentemente, “essere stanchi di essere stanchi”, logora anche chi ama il suo lavoro.
Da un lato speriamo tutti che sia stato uno sfogo momentaneo e che quindi Petrucci ci ripensi, ma dall’altro, perché desiderare che un pilota continui a far qualcosa che non si sente di fare? Per chi, e con quale beneficio?

MotoAmerica , Atlanta: Petrucci vince gara1 ma in gara2 succede il finimondo!

Non è un titolo acchiappaclick. Petrucci ha davvero vissuto un week end da ricordare a Road to Atlanta, sul circuito di Braselton, vincendo gara1 gara1 davanti a Scholtz, Yamaha, Lewis, Suzuki e Barbera, BMW.
Dopo aver trascorso alcuni giri alle costole di Gagne, partito in testa ed autore del giro veloce della gara, Petrucci è passato al comando. Dopo il Ko di Gagne, il ternano ha tenuto dietro Scholtz, dandogli la possibilità di avvicinarsi negli ultimi 3 giri fino a fargli finire le gomme. Alla fine Danilo ha chiuso con un secondo e mezzo di vantaggio.

Il bello è però arrivato in gara 2, dove è successo praticamente di tutto.
Red flag, rischieramenti confusi e un black out che ha ritardato due volte la partenza.
Dopo minuti abbondanti di motore acceso fermi in griglia, la Panigale di Petrucci ha detto stop e il motore ha abbandonato il rider ternano che la racconta così:

“Hanno dato una bandiera rossa poi quando ci siamo rischierati per ripartire, siamo stati fermi un bel po’ perché i cronometristi e le tv non avevano la corrente.
Hanno provato a farci ripartire ma ci hanno fermato nuovamente sulla griglia a causa dell’elettricità.
Quando è tornata l’energia, uno si è sbagliato sulla griglia e questo ci ha tenuti fermi altri 5 minuti con i motori accesi. Il motore ha bollito e abbiamo rotto.
Non ho mai visto in 25 anni di corse una cosa così. Ho corso anche la Dakar nel deserto senza connessione ma non ho mai visto un’interruzione di gara causa corrente!”

La gara l’ha vinta Gagne, Yamaha, autore della pole position e del giro veloce, davanti a Petersen, Yamaha e Wyman, BMW che oggi ha vinto anche la King of the Baggers.
Danilo rimane in testa al campionato dato che anche il suo rivale più pericoloso, Matthew Scholtz, non ha raccolto nemmeno un punto.

Danilo Petrucci: svela un progetto che lo trasforma in maschio Alpha!

Potrebbe essere il titolo di un articoletto acchiappaclick che sfrutta l’onda del buzz di Petrucci, fresco vincitore ad Austin nel MotoAmerica, invece no.
E’ una vera chicca per appassionati e in realtà ha origine già da sabato.


In una delle mie chiacchierate notturne con Danilo, è emersa una cosa che farà impazzire di gioia e stima anche i suoi più accaniti detrattori.
Parlando del più e del meno e saltando fuori il discorso della King of the Baggers, il ternano notturno si è espresso con due parole pesanti: voglio farla!

Ok. Adesso non resta che adoperarsi affinché questa cosa succeda veramente. Che non gli venga in mente di tirarsi indietro!

King of Baggers
Si tratta di un campionato assurdo inserito all’interno del palinsesto racing del MotoAmerica in cui bicilindriche Cruiser gareggiano con borse e cupolone ma con scarichi aperti e kit performance che le portano a circa 2200cc con oltre 130cv, sospensioni Ohlins e freni Brembo da 300. Pur alleggerite degli accessori di base e della strumentazione, i mastodonti arrivano a pesare comunque anche 300kg.
Il campionato, prodotto da Harley Davidson e Indian, pur soltanto al secondo anno, è già una tradizione per gli americani, abituati a mettere in gara qualsiasi mezzo abbia un motore, creando un giro di denaro legato a special parts, kit preparazione e merchandising che non ha pari.
Le date per il 2022 sono 6, su piste dove si fa fatica anche ad immaginare che questi aggeggi possano curvare. Kyle Wyman difenderà il suo titolo ma in queste gare sono stati visti anche nomi illustri come Ben Bostrom, con un’attenzione mediatica che ha stupito gli stessi organizzatori.
E quindi vuol dire che bisogna scrollarsi di dosso i preconcetti e aprirsi a tutto il motociclismo possibile.

2021 Harley-Davidson King of the Baggers Road Glide Special race bike right side profile

Valentino Rossi e il campionato GT: tutto quello che c’è da sapere, una volta e basta!

Misterhelmet si occupa di motociclismo cercando di fare informazione e non gossip.  Non si occupa nemmeno di seguire gli ex motociclisti quando vanno a fare altro. Da qualche lettore, però, più di uno, è arrivata la richiesta di trattare il tema per spiegare cosa sia veramente questo campionato e come misurare la partecipazione di Valentino Rossi.
Ho chiesto ad un esperto, Marco Cortesi, e sono stato accontentato. Questa è la prima e l’ultima volta che il tema verrà trattato su queste pagine.



 

di Marco Cortesi

In questo periodo ho sentito parlare molto del debutto di Valentino Rossi, informazioni spesso non complete. E’ entusiasmante anche per chi ci sta dentro vedere un personaggio di questo calibro che si dedica all’automobilismo. Però sarebbe bello che i tanti nuovi tifosi si avvicinassero allo sport in sé oltre che fare il tifo per il singolo pilota. Per questo, su input di Misterhelmet ho scritto una FAQ con alcune informazioni chiave che possono essere utili per capire meglio il campionato e questa tipologia di gare…

In quale contesto esattamente corre Rossi?
Ci sono tantissimi campionati per vetture GT3, nazionali, continentali e intercontinentali di ogni livello e capacità. Quello in cui correrà Rossi è il Fanatec GT World Challenge Europe che si compone di una Endurance Cup (3 piloti a macchina, gare da 3-6-24 ore) e una Sprint Cup (2 piloti a macchina, doppia gara da 1 ora). Le due Cup hanno delle classifiche individuali, ma c’è anche quella complessiva. Si tratta del contesto internazionale di più alto livello, senza offesa per gli altri, a cui partecipano le GT3. Rossi correrà con un’Audi R8 del team WRT, uno dei più titolati al mondo.

Che livello di pilotaggio c’è?
I campionati di questo tipo prevedono diverse classi o trofei a seconda della capacità/esperienza/età dei piloti. Rossi correrà nella Pro, che è quella di livello più alto. In questa categoria corrono numerosi piloti ufficiali stipendiati dalle varie case automobilistiche e con curriculum vincenti. Gente che non è arrivata in F1 ma che quasi sempre ha vinto nelle categorie addestrative si è super specializzata nel GT.

E’ una serie per amatori?
La classe Pro sicuramente no. Certo, ci sono piloti che portano del budget/sponsor, ma è gente che si sveglia la mattina per fare il pilota. Altrimenti, che senso avrebbe stare a prendere schiaffi in classe Pro quando ci sono delle classi minori? In queste ultime, il livello varia molto. Ci sono “gentleman driver”, semi professionisti o anche alcuni professionisti inseriti per aiutare gli amatori a fare risultato. La composizione degli equipaggi è comunque limitata sulla base del CV dei piloti.

Valentino Rossi è l’unico italiano in lotta per il campionato?
Assolutamente no, l’Italia ha una grandissima tradizione nel GT e ci sono molti italiani nell’albo d’oro. In lizza ci saranno solo per citarne alcuni Mirko Bortolotti, Luca Ghiotto, Davide Rigon, Antonio Fuoco, Raffaele Marciello e tanti altri (non me ne voglia chi non ho nominato, sono esempi).

E’ possibile che Rossi corra con una macchina fuori regola?
Tutto è possibile, ma è improbabile per motivi tecnici, commerciali e pratici. In primis, le auto GT3 hanno delle regole molto restrittive, praticamente tutti i componenti devono essere presi tali e quali dal catalogo di chi ha sviluppato l’auto. Certo, si sono viste e si vedranno irregolarità, ma non è lo standard, anche per via dell’aspetto commerciale.

In che senso commerciale?
Le case costruttrici investono nei programmi GT3 non solo per immagine, ma anche per vendere le auto da corsa ai privati che corrono nelle classi inferiori o nei campionati minori. Hanno bisogno di metterne in mostra la competitività: per dire, Audi ha venduto quasi 300 R8 GT3 negli ultimi anni. Sembra difficile che BMW, ad esempio, accetti di far massacrare la propria M4, e perdere milioni di euro di ordini, per fare un favore a Rossi. In generale comunque, quando si è in un contesto assoluto, non “show”, ci sono interessi molto importanti a molteplici livelli. Tanto per dire, sulla vettura gemella rispetto a quella di Rossi corre Charles Weerts, il figlio del coproprietario del team, e campione in carica. OK i giochi di squadra in circostanze eccezionali, ma sembra difficile che di default si faccia da parte per far vincere il compagno.

Non è scorretto che ci siano supercar come Audi R8 e Ferrari contro le più piccole BMW M4?
Le vetture GT3 hanno molto poco del modello di serie, giusto la cellula, e anche quella è pesantemente modificata. Le 4 ruote motrici sono vietate (l’Audi di Rossi è quindi 2WD) e il motore può essere preso da qualunque modello della gamma. La Mercedes-AMG GT3, ad esempio, usa il V8 della vecchia SLS AMG.

Però le macchine comunque sono molto diverse…
Per questo si utilizza un sistema chiamato BoP, Balance of Performance. Ci sono sedute di test in cui le vetture vengono provate dallo stesso pilota, sulla stessa pista, e si stabiliscono dei correttivi per renderle ugualmente performanti. Una combinazione di pressione del turbo, flange all’aspirazione, peso e limitatore di giri. Questi parametri possono anche variare durante la stagione, o a seconda della pista (ad esempio per quelle con lunghi rettilinei ecc…) e sono verificati con grande severità.

Questo non crea polemiche?
Continuamente. Il BoP non è una scienza esatta ed è una delle cose più costantemente criticate, a torto o a ragione, da chiunque. E’ difficile stabilire dove finisce la bravura del team e dove inizia la superiorità della macchina. Capita a volte che ci siano vetture più veloci perché il BoP non è stato accurato. La capacità di chi lo crea però è fare in modo che la ruota giri per tutti e, sul totale del campionato, nessuno sia sfavorito. Va detto che, guardando ai risultati passati, nella stragrande maggioranza dei casi a vincere è stata gente che ne aveva le credenziali.

Quali sono le prospettive realistiche?
Non abbiamo mai visto Rossi correre contro gli altri a questo livello, e farlo come “primo lavoro”. Nella peggiore delle ipotesi, ha compagni di grande talento e una squadra fortissima. Delle top-5, con un po’ di fortuna (safety car) non sono impossibili. Per il resto è difficilissimo sbilanciarsi. Mi sorprende positivamente che Rossi, pur essendo classificato come “Silver” (la terza delle quattro fasce di rating che sono Platinum, Gold, Silver e Bronze), sia andato a cacciarsi in un contesto così alto. Avrebbe potuto scendere di classe e puntare al successo di categoria.

Possibilità di exploit?
Se l’obiettivo è trovare qualcuno che a pieno titolo lo faccia correre a Le Mans nell’assoluta, con un programma da decine di milioni l’anno, Rossi dovrà dimostrare di andar forte con costanza ed essere affidabile, più che fare exploit. Abbiamo visto tanti piloti che hanno passato anni con strategie insensate nella speranza che per una volta funzionassero. Di solito, anche se una volta funzionano, chi sta all’interno e deve investire montagne di soldi conosce la realtà.

E’ vero che i piloti di moto in auto vanno subito forte?
Dipende da cosa si intende per andare forte. Mentre il motociclismo è progressivo nella scala di capacità, nell’automobilismo si gioca tutto sull’ultimo 1%, o meno. E’ possibile arrivare al 99%, quindi andare relativamente forte, e lo è per il dentista, l’avvocato e il motociclista, ma da lì a vincere e stare sempre tra i primi nell’assoluta è un altro paio di maniche. Magari il motociclista di base è più avvezzo alla velocità, o al giro secco, rispetto al dentista, ma può anche portarsi dietro delle cattive abitudini.

Marco Cortesi lavora nel motorsport da quasi 20 anni. E’ stato telecronista, giornalista e anche video producer in Superbike. Oggi, continua a fare il giornalista seguendo le gare americane, e fa da consulente e ufficio stampa nell’ambito di diversi campionati europei.

Tanal Aramco VR46: all the story, all the Misterhelmet articles (ITA/ENG)

aramco vr46

All Misterhelmet articles on the topic of VR46

All the articles by Misterhelmet on the topic Aramco / Tanal / VR46

             

MotoGP: why doesn't ARAMCO know anything about the partnership with VR46? May 6

VR46: pilot and team, announcements coming soon! May 14

Valentino Rossi and Aramco: doubts grow. Press and finance wake up, but not by us! July 19

The attempted scam at Althea Racing. Airline and oil company. One step away from the big score! July 28

Fixers, princes, oilmen and "suspicious" companies: is someone exploiting VR46 and Valentino without their knowledge? New releases do not convince! August 1

Misterhelmet sued but there are so many "oversights and coincidences"! August 2

Team VR46: Ducati rumors worried about possible cheating. Wednesday a rescue press conference? Aug. 14

VR46: without Arabs or oilers, what's next? More importantly, when? And who pays? 15 August

VR46, the Prince's press conference: 90 million arrives by hot air balloon! Aug. 22

Tanal and VR46: the farce at its peak. Already two payments postponed. Tanal 's castle of lies collapses Aug. 27

SKY renews and saves VR46 and WithU. Yamaha saves SRT. Here's how Valentino gets out of the mess with Tanal! Aug. 31

VR46: Aprilia, first choice, had not taken the bait. Numerous testimonies arrive! Sept. 5

When Tanal Global Holdings tried to defraud the Ivory Coast government Sept. 8

Valentino Rossi: "the VR46 team is not my problem". Scared press, Sky Sugar Daddy and non-existent sponsor companies! September 12,sky

VR46: Aramco back in the game but with credible interlocutors? The new rumors! September 15, September 15

MotoGP and Moto2: Tanal and others, "out of the picture" Oct. 7

VR46, possibile annuncio a Misano ma ci sono voci preoccupanti! 22 ottobre

VR46 conferma ma Aramco smentisce. Chi mente? Parla Nieto. Uccio silurato? 31 ottobre

Petronas Repsol e Aramco? Nessuna guerra fra petrolieri, nessuna pressione. Si metteranno facilmente d’accordo! 5 novembre

 

 

 

 

 

 

Razali's and the sensational rumors about WithU at the end. The company denies!

Razali_withU

The energy sponsor loses 30% of its customers in a single day. Will it be able to pay?

Razlan Razali, founder of the RNF team (this is the title he prefers to be attributed to him), said he was aiming for a sponsorship budget of around 11-13 million euros to manage the two Yamahas entrusted to Binder and Dovizioso.
Every aspiration is legitimate even if, looking at the sponsor panel, one wonders how the money is counted and how the missing gap can be filled.
Let’s analyze the sponsors on the panel.

RNF Sponsors
RNF Sponsors

Yamaha: does not offer money but takes care of the bikes and the remuneration of the riders.
Green Power: produces generators and is a small sticker on the frames.
GPNFTS: produces digital tokens and also occupies a small space.
Telcowin: although the name suggests a telecommunications company, it is a small consulting agency with local action.
Considering that the RNF sticker is that of the same team, the remaining stickers are those of technical partners and suppliers such as Barracuda, WRS, Ixon, KYT,  Akrapovic, and Beta brands already known to motorcyclists.
Added to these there are companies that are certainly not big spenders: a coffee company from Modena (Giacomelli) which can be found in all hospitality areas, an insurance company, Lange Gruppe, which probably provides policies to drivers and teams.
Then there are RCB, which makes accessories for scooters and Lotus, which makes kitchen furnitures. Certainly reputable contributors but equally certainly not millionaires.

In fact, one wonders how much money these "partners" really bring if WithU, which is the main sponsor and the biggest name in the hull, offers "only" 3 million to be in the foreground.
Is 13 million euros really a plausible target?
Does this budget include the 5 million passed by IRTA for motorcycle coverage?
If this were not the case, the matter would tend toward the dream.
And again: are the rumors that Razali has applied for a bank loan to carry out the first tests because none of these sponsorships has yet been transformed into a bank transfer to support the activities on the track, somehow true?

Last question: why a private team, which does not pay either the bikes or the riders and which has already found a main sponsor, feels the need for ambitious proclamations, even a week before the presentation and a few days before the first tests?
Isn’t it a statement dictated by the need to show undecided or renounced investors that his project is a nice train to jump on in any case and that the noisy difficulties are not real?

In short, doubts remain and would already be sufficient if the “commercial news” did not report a rumor that can be summarized in three heavy words

¹WithU ²in ³trouble

Concerns continue to reach this site through direct reports from customers and professionals but can also be found on official channels, on consumer pages and in the mailbox of a large number of customers who have received a communication informing them of the termination of their energy supply contract by Europe Energy SpA (WithU) due to the interruption of energy supply by Terna (National Operator) to Zenergia which in turn supplies Europe Energy and WithU, which no longer supplying energy cannot collect money from around 23,000 customers from one day to the ‘other, to be precise starting  December 21, 2021.

All the customers involved are notified of their passage, ex officio to the national manager and are advised not to make payments to WithU.
The letter arrived in the homes of many Italians, you can see it here.

 

Lettera 1
Lettera 1
Lettera2
Lettera2

In summary, barring misinterpretations, this means that the Yamaha sponsor RNF has lost at least 25% of its customers even if some say that the percentage is much higher.

There is no company in the world, not even CocaCola or Google, that can afford a 25% cut of its customers without an internal earthquake.

And this happens at the worst historicaal moment of the tariff system which is based on costs per cubic meter under which operators like WithU are not competitive.

Those who signed a contract with this operator, in fact, paid 1.24euros per cubic meter for gas while the costs offered by the national operator are less than 60 cents. Less than half.
It is obvious that for operators like WithU (dozens of similar companies have already gone bankrupt) there are no longer the commercial levers to recover lost customers and perhaps not even  keeping those who are left who are, mathematically, on the run.
Nobody would be remain with a supplier who sells  on the free market, energy at double the price of the protected market.
Up to here it would be a one-way article in which doubts are exposed which, despite the documentation, would still be based on rumors without hearing the other party involved.

For this Misterhelmet turned to WithU and was later contacted by telephone by the founder and president Matteo Ballarin, in person.
"You are partially right on this issue as it is true that one of our suppliers, not us, had the dispatching contract closed and therefore about a quarter of our customers, 20 thousand out of about 85 thousand we have, have returned to a more protected market. All these customers should have received a letter from us in which we inform them that we are taking them back and we have deliberately favored this protection market because in December the prices of that market were lower than the free market, so when the problem arose we I thought that customers could have passed on to the market for greater protection and then returned to the free market when prices would have dropped. Users should have all received this communication (we could not find this - ed -).
I would like to underline a very important point, namely that our contract has not been closed but that of one of our suppliers as written in the letter sent by the Single Buyer. Authority (Single Buyer).
Many are writing that we changed their supplier without saying anything but it is not true, indeed we got very angry."

Ballarin continues reassuring the solidity of WithU … and telling us that they have almost gladly lost 25% of customers.
“Misinterpreted, it could seem a sign of crisis of a company that has closed a dispatching contract and has lost customers. This is not what happened. Our company is one of those that are doing better in a very difficult time for the company. free market … “

Not problems but opportunities.
According to Ballarin, there are neither business problems nor sponsorship problems.

“The day of the presentation of the team (next Monday – ed -) will be an opportunity to explain a series of corporate aspects with an increase in the strength of the WithU brand. We are setting up insurance services, telemedicine, etc. Sponsorship is important but it is a minority part of all the investment we are making on the whole WithU project. Guaranteeing sponsorship is the least of the problems, so much so that we have also extended it to other sports such as volleyball and basketball in Verona. ” (WithU also sponsors Monza Calcio in Serie B – ed).

Ballarin is confident and is not afraid to tackle the issue.
“I’m not afraid to talk about it. I work in a market with powerful competitors and so I take every opportunity I have to explain who we are, it’s not a problem. We are always here.”

The responsiveness and friendliness of WithU’s top management are beyond expectations and certainly reassuring, but nothing provides more certainty than time, so we just have to wait.
The hardest part is finding a closure for this piece, hoping that it matches with the happy ending of a story that seems to be made up of problems while it is instead made up, they explain, of opportunities.
We all want to see Dovizioso and Binder’s Yamaha WithUs on TV, paying for electricity at the lowest possible price.

Ballarin Jarvis Razali
Ballarin Jarvis Razali


Razali 's ambitions and sensational rumors about WithU closing. The company denies it!

Razali_withU

Lo sponsor energetico perde il 30% dei suoi clienti in un giorno solo. Ce la farà a pagare?

Razlan Razali, fondatore del team RNF (questo è il titolo che preferisce gli sia attribuito), ha dichiarato di mirare ad un budget di sponsor di circa 11-13 milioni di euro per gestire le due Yamaha affidate a Binder e Dovizioso.
Ogni aspirazione è legittima anche se, guardando lo sponsor panel, viene da chiedersi come vengano conteggiati i denari e come possa essere colmato il gap mancante.
Analizziamo gli sponsor sul pannello.

RNF Sponsors
RNF Sponsors

Yamaha: non offre denaro ma si occupa delle moto e della retribuzione dei piloti.
Green Power: produce generatori ed è un piccolo sticker in carena.
GPNFTS: produce token digitali e occupa, anche questo un piccolo spazio.
Telcowin: nonostante il nome faccia pensare ad una compagnia di telecomunicazioni, è una piccola agenzia di consulenza ad azione locale.
Considerando che l’adesivo RNF è quello dello stesso team, gli stickers restanti sono quelli di partner e fornitori tecnici quali Barracuda, WRS, Ixon, KYT e Akrapovic, marchi già noti ai motociclisti.
A questi si aggiungono aziende che di certo non sono big spender: una ditta di caffé di Modena (Giacomelli) che si trova in tutte le hospitality, un’azienda di assicurazioni, Lange Gruppe che probabilmente fornisce delle polizze a piloti e team.
Ci sono poi RCB, che fa accessori per scooter e Lotus che fa cucine. Sicuramente contributor rispettabili ma altrettanto certamente non milionari.

C’è da chiedersi infatti quanto denaro davvero portino questi “partner” se WithU, che è il main sponsor ed il nome più grande in carena, per essere in primo piano offre “solo” 3 milioni.
Davvero 13 milioni di euro è un obiettivo plausibile?
In questo budget sono inclusi i 5 milioni passati da IRTA per la copertura delle moto?
Se così non fosse la faccenda tenderebbe all’onirico.
E ancora: sono veri i rumors che riferiscono che Razali abbia chiesto un prestito bancario per effettuare i primi test perché nessuna di queste sponsorizzazioni si è ancora trasformata in bonifico bancario a supporto delle attività in pista?

Ultima domanda: perché un team privato, che non paga né le moto né i piloti e che ha già trovato un main sponsor sente la necessità di proclami ambiziosi, addirittura una settimana prima della presentazione ed a pochi giorni dai primi test?
Non è forse una dichiarazione dettata dalla necessità di far vedere ad investitori indecisi o rinunciatari che il suo progetto è un bel treno su cui saltare in ogni caso e che le difficoltà rumoreggiate non sono davvero reali?

I dubbi, insomma, restano e sarebbero già sufficienti se le “cronache commerciali” non riportassero una voce che può essere sintetizzata in tre parole pesanti

¹WithU ²in ³difficoltà

Le preoccupazioni continuano a giungere a questo sito tramite segnalazioni dirette di clienti e addetti ai lavori ma sono riscontrabili anche sui canali ufficiali, nelle pagine dei consumatori e nella posta di un numero elevato di clienti i quali si sono visti recapitare una comunicazione che li informa della risoluzione del loro contratto di fornitura energetica da parte di Europe Energy S.p.A. (WithU) a causa dell’interruzione della fornitura di energia da parte di Terna (Gestore Nazionale) a Zenergia che a sua volta fornisce Europe Energy e WithU, la quale non fornendo più energia non può riscuotere denaro da circa 23.000 clienti da un giorno all’altro, per la precisione dal 21 dicembre 2021.

Tutti gli utenti coinvolti vengono avvertiti del loro passaggio, d’ufficio al gestore nazionale e viene raccomandato loro di non effettuare pagamenti a WithU.
La lettera arrivata nelle case di molti italiani, la vedete qui.

 

Lettera 1
Lettera 1
Lettera2
Lettera2

In sintesi, salvo interpretazioni errate, questo significa che lo sponsor di Yamaha RNF ha perso come minimo il 25% dei suoi clienti anche se c’è chi dice che la percentuale sia ben più alta.

Non esiste azienda al mondo, nemmeno la Cocacola o Google, che si possa permettere un taglio del 25% della sua clientela senza che vi sia un terremoto interno.

E la cosa capita nel momento storico peggiore del sistema tariffario che si basa su costi al metro quadro in base al quale gli operatori come WithU non sono competitivi.
Chi ha firmato un contratto con tale gestore, infatti, pagava il gas 1,24 euro al metro cubo mentre i costi offerti dal gestore nazionale sono inferiori ai 60 centesimi. Meno della metà.
E’ ovvio che per gli operatori come WithU (sono già fallite decine di aziende simili) non ci sono più le leve commerciali per riprendersi gli utenti perduti e forse nemmeno per mantenere quelli rimasti che sono, matematicamente, in fuga.
Nessuno rimarrebbe con un gestore che gli vende, sul mercato libero energia al doppio del prezzo del mercato tutelato.
Fino qui sarebbe un articolo a senso unico in cui vengono esposti dei dubbi che, nonostante la documentazione, sarebbero comunque basati su rumor senza sentire l’altra parte in causa.

Per questo Misterhelmet si è rivolto a WithU ed è stato in seguito contattato telefonicamente di persona dal fondatore e presidente Matteo Ballarin.
“Ha parzialmente ragione sul tema in quanto è vero che un nostro fornitore, non noi, ha avuto il contratto di dispacciamento chiuso e quindi circa un quarto dei nostri clienti, 20mila su 85mila circa che abbiamo, sono tornati su un mercato di maggior tutela. Tutti questi clienti dovrebbero aver ricevuto una nostra lettera in cui gli comunichiamo che li riprendiamo e un po’ volutamente abbiamo favorito questo mercato della tutela perché a dicembre i prezzi di quel mercato erano più bassi del mercato libero, quindi quando si è creato il problema abbiamo pensato che i clienti sarebbero potuti passare sul mercato a maggior tutela per poi tornare sul mercato libero quando i prezzi si sarebbero abbassati. Gli utenti dovrebbero aver ricevuto tutti questa comunicazione (questa non siamo riusciti a trovarla – ndr – ).
Ci tengo a sottolineare un punto molto importante, ossia che non è stato chiuso il nostro contratto ma quello di un nostro fornitore come scritto nella lettera inviata dall’Acquirente Unico.

In molti stanno scrivendo che gli abbiamo cambiato fornitore senza dirgli nulla ma non è vero, anzi ci siamo arrabbiati molto.”

Continua Ballarin rassicurando sulla solidità di WithU… e dicendoci  che hanno perso quasi volentieri il 25% dei clienti.
“Letta male potrebbe sembrare un segnale di crisi di una società a cui hanno chiuso un contratto di dispacciamento ed ha perso i clienti. Non è quello che è successo. La nostra società è una di quelle che stanno meglio in un momento molto difficile per il mercato libero… “

Non problemi ma opportunità.
Secondo Ballarin non ci sono né problemi aziendali né tantomeno problemi per la sponsorizzazione.

“Il giorno della presentazione del team (lunedì prossimo – ndr -) sarà occasione per spiegare una serie di aspetti societari con un aumento di forza del marchio WithU. Stiamo mettendo in piedi servizi assicurativi, telemedicina, etc. La sponsorizzazione è importante ma è una parte minoritaria di tutto l’investimento che stiamo facendo su tutto il progetto WithU. Garantire la sponsorizzazione è l’ultimo dei problemi tanto che l’abbiamo estesa anche ad altri sport quali pallavolo e pallacanestro a Verona.” (WithU sponsorizza anche il Monza Calcio in Serie B – ndr).

Ballarin è sicuro e non ha paura di affrontare il tema.
“Non mi fa paura parlarne. Lavoro in un mercato con concorrenti potenti e quindi colgo tutte le possibilità che ho di spiegare chi siamo, non è un problema. Siamo sempre qui.”

La responsività e la cordialità del top management di WithU sono oltre le aspettative e certamente rassicuranti, ma niente fornisce più certezze del tempo, quindi non resta che aspettare.
La parte più difficile è trovare una chiusura per questo pezzo, sperando che coincida con quella a lieto fine di una storia che sembra fatta di problemi mentre è invece costituita, ci spiegano, da opportunità.
Tutti vogliamo vedere in TV le Yamaha WithU di Dovizioso e Binder, pagando l’elettricità al prezzo più basso possibile.

Ballarin Jarvis Razali
Ballarin Jarvis Razali