In questa terza puntata dedicata agli Special Focus sulla MotoE Ducati, parliamo di Mappe e Dashboard. Con Pietro Ardemagni del sito ePaddock e Francesco Cavalli, telemetrista di Pedro Acosta.
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Lorenzo è al Mugello per delle attività, mi pare dei corsi, scende da una R1 e gli viene chiesto, da Michele Pirro, uomo Ducati di provare la rossa.
Purtroppo per Ducati Lorenzo accetta e succede quello che vedete.
Attenzione che questo video/articolo non è contro Pirro, che è il miglior uomo azienda che possa esistere ma proprio perché uomo azienda, la sua credibilità ha un limite. E’ l’oste che dice che il suo vino è il migliore. L’uomo azienda perfetto per ducati ma non per tutte le occasioni.
E’ un tester sopraffino uno sviluppatore, un criceto, nel senso buono, un macinatore di km e un ambassador positivo perché crede veramente a quello che promuove. Ma non è un challenging ambassador e non può essere un uomo per quel tipo di comunicazione che, nel caso del confronto con Lorenzo, diventa comunicazione quasi di crisi, perché JL con ducati ha chiuso in un certo modo. Il problema è che in un momento di slancio aziendale, Michele Pirro si dimentica di essere Michele Pirro e chiede un’opinione a Jorge Lorenzo che non si dimentica di essere Jorge Lorenzo.
E Lorenzo dice cose pesanti. Non so se siano giuste, vere, sincere o ci sia del livore passato ma diventano giuste per il fatto che è JL che le dice a Pirro. Lorenzo ti blasta perché ha ragione ma prima di tutto perché è Jorge Lorenzo, 5 volte campione del mondo e quindi indiscutibile se rimane nei suoi temi, e sempre schietto, che parla con un dipendente Ducati che quindi ha una credibilità limitata dal fatto che lavora per Ducati.
Ovviamente la colpa non è di Pirro che è in buona fede, e nemmeno di Lorenzo, che fa se stesso. La colpa è di chi ha fatto succedere tutto questo e che è responsabile di un grossissimo autogol di marketing internazionale reso ancora più goffo dalle giustificazioni di Pirro che sono ovviamente tenere e sincere e in buona fede tanto come quelle di Lorenzo ma non tengono per i motivi che abbiamo detto sopra.
Se questo Pirro non lo ha percepito, avrebbero dovuto percepirlo in Ducati.
E’ come chiedere le cose a Sgarbi o nel mio piccolo a me. Se poi ottieni una risposta che non ti piace, te la metti via.
Ma c’è un problema di fondo per via del quale Pirro è caduto in questa ingenuità. Ed è che di solito lui questi interlocutori non li ha, perché nel giornalismo italiano non esiste più il pericolo di critica e l’opinione schietta e aperta, men che meno verso Ducati. Perché non troverete mai un giornale che dice che una moto fa cagare. Ma nemmeno un casco, nemmeno un giubbotto.
Anche quello che vi fanno sembrare come vero, reale, real time, live, inaspettato, non concordato, i vari tester, giornalisti, influencer, sono tutti, bene o male, dei contenuti concordato, magari non sempre ma inoffensivi sì, dei bocchini, insomma.
E la cosa triste è che non sono nemmeno più le case a chiedere questo tipo di compiacenza. Si è sviluppata e radicata in automatico perché in automatico, in questo modo, si è simpatici si è positivi, si è ritenuti professionali e si lavora. E si viene invitati.
Criticare, anche a ragion veduta, magari con dati alla mano, significa essere hater.
E il pubblico odia gli hater anche quando non lo sono perché non è più abituata alla differenza fra odio e critica. Perché se uno ha comprato il tal casco o giacca o moto, non accetta di aver comprato un prodotto che non va, vuole la bella realtà positiva.
Non rendendosi conto, invece che proprio in quel momento in cui gli rifilano la realtà positiva che lo fa stare bene, viene ingannato.
Come lettore, acquirente, come tutto.
Pirro è esempio di onestà e devozione, non si discute. Ma guardate cosa succede l’unica volta in cui qualcuno che non ha non dico paura ma non ha legami, viene messo in condizione di dire la sua senza filtro perché se lo può permettere.
Ben vengano persone come Jorge Lorenzo a cui dedico queste liriche di Elio.
Fra le maschere che un uomo può indossare, ricordiamo l’argilla
Fra le maschere che un uomo può indossare, come non citare il bronzo?
C’è la maschera di ferro
C’è la maschera di Pippo
Ma la maschera di merda
Te la fa solo Shpalman
Perché è arrivato Shpalman
Che shpalma la merda in faccia
Aiuto arriva Shpalman
Che tutti shpalmerà
Autografi la faccia di tutti i miei nemici
E il volto gli incornici con pezzi di pupù
Arrivederci Shpalman, ci mancherai di brutto
Ed ogni farabutto shpalmato resterà…
La vastità del cazzo che gliene frega della MotGP a chi non è nel giro della MotoGP.
Come si può misurare questa vastità? Ve lo dico io.
Avete visto la prima stagione della Docu Series MotoGP Unlimited su Amazon?
Se sì è perché siete appassionati nemmeno di moto, ma di MotoGP e vi sorbite tutto quello che la riguarda. E quindi leggete anche i siti di merda perché siete divoratori di cose di moto…gp. Se no, non vi preoccupate, è normale. L’hanno vista in pochi al di fuori del giro degli appassionati.
E comunque i più hanno mollato dopo la prima puntata, perché non si capisce niente e non c’è quella che nel marketing si chiama “reason why” per una determinata action, sempre di marketing, che catturi una audience o un target mainstream, cioè che vada oltre quello specifica di riferimento (l’ho fatto apposta a parlare americheno). Un po’ come le gare di karate che facevo io. Belle eh, ma anche agli europei c’erano a malapena i parenti degli atleti mentre nelle partite di calcio di terza categoria è pieno di tifosi.
Il top del flop farlocco emerge sin dell’inizio in cui il più grosso aspetto thriller è legato al fatto che Bagnaia riesca o meno a farsi da solo il nodo della cravatta. Per fare un esempio, eh. Quando hai il coraggio di dedicare 2-3 minuti a una cosa così vuol dire che non ti vergogni di niente e soprattutto non hai niente di meglio da far vedere. Il resto del buco lo fanno le situazioni fintamente costruite, più finte della color correction che Barbara D’Urso fata di luce, levati proprio. Cieli viola, prati fluo, gomme arancioni, asfalto celeste, ma che cazzo… Per non parlare dei colpi di scena così fintamente casuali che nemmeno nei reality in cui trovano i diamanti nei container abbandonati di cui non pagano l’affitto. Questi ultimi fanno il resto, anzi non lo fanno, perché non c’è. Era già finito prima.
Nella docu series viene, e non è facile, trovato il modo di raccontare un campionato già finito l’anno prima di cui tutti sanno l’epilogo in un modo che diventino poco credibili anche le cose che sono successe veramente. Un po’ come quando il cazzaro del bar un giorno dice che ha vinto alla lotteria e non gi crede nessuno anche se è vero.

Ovviamente non si può dire che questa cosa realizzata da Media Pro (gli stessi delle Docu Series “All or Nothing” che invece vanno benissimo) è andata come il business di quello che vende vincotto all’inferno e quindi i siti di leccapiedi riportano “pare pare”, come si dice a Roma, le dichiarazioni che gli chiedono di riportare.
“Dorna congela le riprese della seconda stagione di MotoGP Unlimited”. Manuel Arroyo, Managing Director: Ciò che non vogliamo è fare le cose in fretta. Siamo molto soddisfatti del prodotto che è uscito fuori, però ci sono sempre aspetti che si possono migliorare.”
Tipo che magari un certo prodotto lo guardi anche qualcuno. E che la piattaforma dove lo produci non ti dica che visto come è andato l’anno scorso, per quest’anno, non fa niente.
Siamo molto soddisfatti però interrompiamo assomiglia a “ti lascio perché ti amo troppo” oppure “ti lascio perché lei ha più bisogno di me di quanto ne abbia tu”. Insomma una stronzata.
La verità è che la MotoGP ogni tanto prova ad essere come la Formula1 (e questa di Amazon aveva il sogno di rispondere alla Docu Series su Netflix che va in onda da parecchie stagioni) ma, mentre la Formula1 interessa a tutti, anche quelli che non guidano, la MotoGP non interessa nemmeno a tutti quelli che vanno in moto. A livello insiemistico, questa cosa è una strage. La MotoGP non si regge in piedi da sola e gli sponsor presenti, lo dimostrano. Ditemi se a parte un paio di casi il 90% dei brand non è assolutamente sconosciuto.
E inoltre continuiamo a guardarla con l’occhio di chi in MotoGP ci lavora e la paura di chi poi la settimana dopo deve incontrare nel paddock qualcuno che ci ha messo le mani. E questo non va bene perché a nessuno fa schifo mangiare dal proprio piatto. E’ un po’ come quando ti cade un biscotto per terra a casa tua. C’è chi soffia e lo mangia e chi mente.
Provate a farlo con il cliente pagante di un ristorante e vediamo cosa succede.
La verità è che non è facile essere ignorati in una piattaforma magica come Amazon Prime dove qualsiasi cosa, fa audience ed ha successo come una ragazza carina in un cantiere edile.
Il resto lo fanno le recensioni. Ditemi che ne pensate, quando a fatica riuscite a trovarle. Perché quando di un programma mancano anche quelle, oltre ai dati di ascolto, vuol dire che l’inferno è servito perché è successa la cosa peggiore possibile: non ti ha cagato nessuno e chi l’ha prodotta si vergogna.
“Vogliamo analizzare tutte le informazioni per poter prendere le migliori decisioni possibili. Se è necessario fare qualche cambio, lo faremo.”
Queste le parole di Arroyo che vorrei tranquillizzare. Nel senso che la miglior decisione possibile è stata già presa. Interrompere le riprese già a Austin.
E vuol dire che per quest’anno si salta, dato che riprendere adesso significherebbe offrire un prodotto con un buco temporale inaccettabile.
Ecco la verità di chiusura: la MotoGP, al di fuori della cerchia di appassionati, è messa malissimo. Una cosa brutta la puoi migliorare, ma una cosa di cui non frega niente a nessuno, come la salvi?
Vi chiedo, cosa pensate, nei commenti. E sappiate che se comincerete con qualcosa tipo “no dai, non è granché però nemmeno troppo terribile…” beh sappiate che dentro di voi l’avete già bocciata ma vi trattenete solo perché, in fondo, siete appassionati di moto e vi sorbite tutto dato che alla fine siete brave persone e vi dispiace massacrare lo sport che amate.
Article for technical material fetishists
Those who noticed that Dovizioso sported an unbranded Shoei helmet (the Japanese brand is not even on the suit), instead of the usual Suomy, may wonder why.
The reasons why he abandoned his traditional KYT/Suomy and wears a Shoei without a logo are explained in the podcast or video, where Dovizioso's actual engagement is also revealed.
The whole thing is about rounding up.
Does he earn too much, too little, or is the figure correct?
Eventually, in the resource war, the razali-Yamaha package made it first and won it- taking the WithU badge.
The energy company, which until last year had distributed its support on more fairings and more riders, well advised, has chosen to go all in as main sponsor on a team that is not of the highest level but still with high visibility.
To pay the price VR46, in contention and considered by many to have an advantage for the sponsorship, but which with its unstable situation in terms of structure, on the one hand it was not attractive for WithU and on the other, lacking a main sponsor, is still struggling with the completion of its programs.
For the more curious and analytical, however, perhaps it is useful to understand WithU’s financial background and how to access the resources it uses to sponsor its activities which are many and not only concern MotoGP but also Football (Monza), Basket Bergamo (of which Ballarin, President of Europe Energy, holds the relative majority with 45% and which sponsors with 450 thousand euros per two-year period) and, still currently VR46 and some riders as personal sponsor. Europe Energy, therefore WithU, had also attempted to rescue women’s volleyball team in Bergamo, offering the same amount offered in basketball and looking for a partnership, never successful, with other entrepreneurs.
The company, founded in 2007, is headed by the holding Europe Energy Holding srl, controlled by the president Matteo Ballarin. It is located in San Martino Buon Albergo (Verona) and closed its financial statements at September 2020 with a turnover of 624 million euros, an ebitda of 18.7 million and a net debt of 46.3 million with operations mainly in Italy and in Eastern Europe.
In short, it is a company that moves capital but substantially, at a loss as reports the Leanus report published by Bebeez.
Ultimately, WithU, in short, applied for funding to advertise and buy sports teams.
Net of technicalities, parolisms and financial explanations, the gist is this.
Regardless of whether the writer or reader is a finance expert or not, a document (attached) is easy to read.
Press release Azimut_CS_Europe_Energy
In summary it says that
“Milan, July 26, 2021. Europe Energy, an international group active in the electricity and gas market specializing in trading, consulting and direct sales to end users, has obtained a direct loan of 5 million euros through the Azimut Direct platform , the
fintech of the Azimut group specialized in extraordinary finance for SMEs. The loan, signed by an institutional investor, has a duration of five years and is backed by the Italian Guarantee with coverage of 90% issued by Sace. ”
We are not the ones saying that the financing is used to make markeging and sponsorships but it is written in the same press release:
“The loan will be aimed at supporting marketing and communication investments, as well as the development of important product distribution technologies. The operation complements the 4.5 million loan from last September 2020, also concluded through Azimut Direct
(at the time Epic SIM).
Antonio Chicca, Managing Director of Azimut Direct: “Our goal is to bring new finance to SMEs by providing them with attention, quick responses and better access to the capital market. Building long-term relationships and supporting the growth of high-potential companies such as Europe Energy over time is a double result for us ”.
So the millions are 9.5 in two years, to buy, to put it simply, advertising.
Maybe it is a consolidated practice but it is important, for those who want to know who their interlocutor is, if they have never heard of it before, to know that an Italian company, an energy reseller, is asking for a loan to advertise.
Of the last 5 million, 2 million (it is said) will be employed to be the main sponsor of a company, Razali’s RNF, based in London.
The rest, evidently for marketing activities on other national media and for activities related to sponsorships. But in reality it could always be a flow linked to similar or less visible MotoGP activities.
In short, money that, theoretically, at least as far as racing is concerned, goes out of Italy.
In case there is any curiosity about Azumut Diretc, here is some information.
Azimut Direct (recent merger between Epic Sim and Azimut), is a company that has lent money to WithU, but also to Companies that produce Industrial Plants (CRS Impianti), companies that sell used cell phones (YouniteStars spa), and to Udinese Calcio (20 million euros, of which 15 million through a bond and another 5 million through a loan, both supported by the Sace Italian Guarantee, with a five-year duration and subscribed by institutional investors).
Azimut Direct also acts as an intermediary for direct lending loans (€ 2.5 million for Coopbox Group spa, a leader in Italy and Europe in the food packaging sector).
It is interesting that almost all the financed companies are on the second loan in a short time, both with Azimut or with Epic Sim, the name of the company before the merger with Azimut or with similar operations.
If anyone were to ask the meaning of the article, it’s easy:
Understanding whose money it is, where the money comes from, where the money goes.
Alla fine, nella guerra delle risorse, ha fatto prima il pacchetto Yamaha – Razali, e si è portata a casa WithU.
L’azienda energetica, che fino all’anno scorso aveva distribuito il suo supporto su più carene e più piloti, ben consigliata, ha scelto di fare all in come main sponsor su un team non di primissima fascia ma comunque ad elevata visibilità.
A pagarne il prezzo VR46, in lizza e da molti ritenuto avvantaggiato per la sponsorizzazione, ma che con la sua situazione instabile a livello di assetto, da un lato non è stata appetibile per WithU e dall’altro, mancando di un main sponsor, è ancora alle prese con il completamento dei suoi programmi.
Per i più curiosi ed analitici, però, forse è utile comprendere il background finanziario di WithU e la modalità di accesso alle risorse che utilizza per sponsorizzare le sue attività che sono molte e non riguardano solo la MotoGP ma anche il Calcio (Monza), il Basket Bergamo (di cui Ballarin, Presidente di Europe Energy, detiene la maggioranza relativa con il 45% e che sponsorizza con 450mila euro a biennio) e, ancora attualmente la VR46 e alcuni piloti come sponsor personale. Europe Energy, quindi WithU, aveva tentato anche il salvataggio del volley femminile a Bergamo, offrendo la stessa cifra offerta nel basket e cercando una cordata, mai riuscita, con altri imprenditori.
La società, fondata nel 2007, fa capo alla holding Europe Energy Holding srl, controllata dal presidente Matteo Ballarin. E’ situata a San Martino Buon Albergo (Verona) e ha chiuso il bilancio al settembre 2020 con un fatturato di 624 milioni di euro, un ebitda di 18,7 milioni e un debito netto di 46,3 milioni con operazioni principalmente in Italia e nell’Est Europa.
Insomma è una società che muove capitali ma sostanzialmente, in perdita, come dice il report di Leanus pubblicato dal sito Bebeez.
Alla fine WithU, in sintesi, ha chiesto un finanziamento per fare pubblicità e comprare squadre sportive.
Al netto dei tecnicismi, dei parolismi e delle spiegazioni finanziarie, il succo è questo.
Al di là del fatto che chi scrive o chi legge sia o meno un esperto di finanza, un documento (allegato) è facile da leggere..
Comunicato Stampa Azimut_CS_Europe_Energy
In sintesi dice che
“Milano, 26 luglio 2021. Europe Energy, gruppo internazionale attivo nel mercato dell’energia elettrica e del gas con specializzazione nel trading, consulenza e vendita diretta agli utenti finali, ha ottenuto un finanziamento diretto da 5 milioni di euro attraverso la piattaforma Azimut Direct, la
fintech del gruppo Azimut specializzata in finanza straordinaria per le PMI. Il finanziamento, sottoscritto da un investitore istituzionale, ha una durata quinquennale ed è assistito da Garanzia Italia con copertura del 90% rilasciata da Sace.”
Che il finanziamento serve a fare markeging e sponsorizzazioni non lo diciamo noi ma è scritto nello stesso comunicato:
“Il finanziamento sarà rivolto a sostenere investimenti di marketing e comunicazione, nonché lo sviluppo di importanti tecnologie di distribuzione del prodotto. L’operazione integra il finanziamento da 4,5 milioni dello scorso settembre 2020, anch’esso concluso tramite Azimut Direct
(all’epoca Epic SIM).
Antonio Chicca, Managing Director di Azimut Direct: “Il nostro obiettivo è portare nuova finanza alle PMI fornendo loro attenzione, risposte rapide e un miglior accesso al mercato dei capitali. Costruire relazioni di lungo periodo e supportare nel tempo la crescita di società ad alto potenziale come Europe Energy è per noi un duplice risultato”.
Quindi i milioni sono 9,5 in due anni, per fare, in parole povere, pubblicità.
Magari è una prassi consolidata però è importante, per chi vuole sapere chi è il suo interlocutore, se non lo ha mai sentito prima, sapere che una compagnia italiana, reseller di energia, chieda un prestito per fare pubblicità.
Degli ultimi 5 milioni, 2 milioni (si dice) saranno impiegati per essere main sponsor di una società, la RNF di Razali, con sede a Londra.
Il resto, evidentemente per attività di Marketing su altri media nazionali e per attività correlate alle sponsorizzazioni. Ma potrebbe in realtà essere sempre un flusso legato ad attività MotoGP analoghe o meno visibili.
Insomma denaro che, teoricamente, almeno per quanto riguarda le corse, esce dall’Italia.
Nel caso ci fosse curiosità anche su Azumut Diretc, ecco qualche informazione.
Azimut Direct (fusione recente fra Epic Sim e Azimut), è una società che ha prestato denaro a WithU, ma anche ad Aziende che producono Impianti Industriali (CRS Impianti), aziende che vendono cellulari usati (YouniteStars spa), e all’Udinese Calcio ( 20 milioni di euro, di cui 15 milioni tramite un bond e altri 5 milioni con un prestito, entrambi supportati dalla Garanzia Italia di Sace, di durata quinquennale e sottoscritti da investitori istituzionali).
Azimut Direct agisce anche come intermediario per finanziamenti in direct lending (2,5 milioni di euro destinati a Coopbox Group spa, leader in Italia ed Europa nel settore del packaging per prodotti alimentari).
Interessante che quasi tutte le compagnie finanziate siano al secondo prestito in breve tempo, entrambi con Azimut o con Epic Sim, nome della società prima della fusione con Azimut o con operazioni similari.
Se qualcuno si chiedesse il senso dell’articolo, facile:
Capire di chi sono i soldi, da dove vengono i soldi, dove vanno i soldi.