Piaggio in vetrina: partnership o vendita, spiegate bene! Cina o India?

Piaggio è un’azienda solida con dei brand potentissimi, alcuni dei quali, riposti in un cassetto.
La vogliono Mahindra e Zongsheng, per fare cose diverse!
Due strade, due visioni: una possibile vendita, o una partnership strategica.
Ecco cosa sta succedendo davvero — con numeri, logiche industriali e un po’ di dettagli!

 

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MotoGP, Sepang: A Bagnaia la Sprint e poi la sfortuna, ad Alex Marquez, la gara lunga!

A Sepang Bagnaia inizia bene facendo pole e vittoria nella Sprint. La sfortuna lo colpisce nella gara lunga. Buca quando era comunque già battuto da Alex Marquez. Podio per Acosta e per la sorpresa Mir su Honda. Aprilia tornate a centro gruppo!

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I 9 a punti nella sprint: Bagnaia, Alex Marquez, Aldeguer (poi retrocesso), Acosta, Morbidelli, Quartararo, Bezzecchi, Zarco, Bastianini. Aldeguer sarà poi penalizzato di 8 secondi per pressione irregolare pneumatici e finirà 7° alle spalle di Bezzecchi.

 

I dieci al traguardo della gara lunga: Alex Marquez, Acosta, Mir, Morbidelli, Quartararo, Di Giannantonio, Bastianini, Marini, Binder, Ogura.

 

La sprint è una gara ancora una volta noiosa. Bagnaia va via e la domina. Non ci sono né dubbi né antatonisti per il ducatista che è forte già dal sabato con una pole strepitosa.
Alle sue spalle Alex Marquez, che congela la sua seconda posizione in campionato e Aldeguer che vince (provvisoriamente perché sarà penalizzato) il titolo di Rookie of the Year. Ok anche Acosta, che lotta contro i demoni della KTM. Morbidelli e gli altri prendono gustosi distacchi e ok, sono a punti ma molto lontani. Ottima la rimonta di Bastianini, ormai un habitue di questo tipo di gare.

La gara lunga è un’altra cosa. A sembrare imbattibile è Alex Marquez che va via praticamente subito, lasciando Acosta a lottare con Bagnaia. I due animano la gara e lo spagnolo la spunta.
L’uomo Lenovo lotta me comunque ha la peggio, già prima di incappare in una foratura che, certificata da Michelin, gli toglie pressione in un paio di giri e lo costringe al ritiro quando Alex Marquez si era già involato, Cambia poco se il sorpasso subito da Mir e, prima ancora da Acosta, sia dovuto alla foratura.
Di sicuro, se non addirittura per la vittoria, Bagnaia avrebbe lottato per il podio.
Sui gradini ci salgono, invece, Acosta, in crescita, e Mir, che riporta la Honda ai vertici dopo un lungo digiuno.
Nel week end Morbidelli non è male. Sempre meglio di Di Giannantonio, mentre le Honda sono in crescita a sprazzi. Lotta, come al solito Quartararo. Cresce nel finale, come al solito, Bastianini. Combatte, come sempre anche Binder. Nessuna novità, quindi, in top ten.
A deludere sono le Aprilia. Tolto Ogura, che va in top ten, Bezzecchi e Fernandez (che nella sprint va anche per terra), sono l’ombra di loro stessi.
A deludere, anche Aldeguer che dopo la “privazione” del terzo posto della Sprint, la lancia nella lunga. Curioso anche l’episodio del lancio nel retro box. Fortunatamente senza conseguenze.
Alla fine, una gara senza troppe emozioni, a parte qualche duello iniziale Bagnaia vs Acosta, e a parte la clamorosa sfortuna di Pecco, restituisce ancora una volta un vincitore diverso, anche se “meno diverso” dal solito.
La classifica vive, adesso, di una sola emozione. La posizione di Bagnaia che torna alle spalle di Bezzecchi per via della retrocessione di Aldeguer nella sprint, prima, e per il ritiro del ducatista, poi. Attenzione: c’è ancora margine per Acosta. 26 punti di vantaggio non sono sufficienti per Bagnaia e lo spagnolo potrebbe ancora superarlo in classifica.

Un asterisco: nel week end oltre alla seconda posizione definitiva in campionato per Alex Marquez, il Team Gresini si assicura anche il titolo di Independent Team. Quello di Rookie of the Year per Aldeguer, è solo rimandato!

 

La classifica: Marc Marquez 545, Alex Marquez 413, Bezzecchi 291, Bagnaia 286, Acosta 260.

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Clicca qui per i risultati della Sprint!

 

 

La Superbike chiude a Jerez: a Bulega la gara, a Razgatlioglu il titolo! E non senza “drama!”

Bulega a Jereza fa più del suo dovere. Va anche un filo oltre, però non basta.
Vincere 3 gare non lo porta davanti al turco che in Spagna arriva già quasi al sicuro.
Adesso va in MotoGP da Campione SBK e alle derivate di serie, non lascia nemmeno il numero.

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Eccco i dieci di Gara1: Bulega, Razgatlioglu, Bautista, Iannone, Vierge, Lowes, Locatelli, Gardner, Mackenzie, Van Der MarK
Ecco i nove della Superpole Race: Bulega, Bautista, Iannone, Vierge, Lowes, Locatelli, Mackenzie, Lecuona, Van Der Mark
Ecco i dieci di Gara2:  Bulega, Bautista, Razgatlioglu, Locatelli, Vierge, Alex Lowes, Iannone, Mackenzie, Lecuona, Bassani.

Il week end che chiude la Superbike offre l’unico “drama” della stagione motoristica su due ruote perché finisce con l’assegnare il titolo nell’ultima gara dell’ultimo giorno, eppure il destino sembra comunque scontato. Toprak Razgatlioglu si porta tanti tifosi quanto è il suo vantaggio e alla fine, le speranze, poche, che offre a Bulega, è lui a regalargliele.

Gara1
I due avversari fanno tutto bene in Gara1. Bulega vince, Razgatlioglu, gli sta dietro, con Bautista e Iannone a far di tutto per far capire che, su di loro, chi conta si è sbagliato.
Convincerà solo lo spagnolo perché l’italiano è stato troppo “casinista” per poter essere convincente. Come lui, del resto, ce ne sono tanti altri. Un classico delle moto: svegliarsi agli ultimi minuti. Non funziona quasi mai, ormai. 
Buono, per carità Locatelli e la scoperta Mackenzie che con la Ducati, dice più che la sua.
Il resto sono pesciolini.

Superpole Race
La “mezza gara” è l’unica sorpresa del week end. Bulega diventa aggressivo ed è irriconoscibile. Fa un’entrata da vecchia scuola sul turco e lo mette giù. Niente di trascendentale, incidente di gara. Che però va sanzionato e non è proprio tipico della guida dell’Italiano, sempre più che intelligente e corretto. Evidentemente la necessità è quella che è e bisogna passare. L’uomo Ducati trova, dall’altra parte, un turco più pollo che mai.
Non è chiaro il motivo per il quale, pur avendo ragione, uno come lui cada nella provocazione come un debuttante. Stare dietro all’italiano e lasciarlo sfilare, eventualmente, sarebbe stato sufficiente. Invece il turco sceglie di fare l’unica cosa che non gli conviene fare: la rissa con chiunque gli capiti.
Il resto dei protagonisti, li vedete sopra. Bautista, Iannone, Locatelli, e tutto il club dei co-protagonisti.

Gara2
Se la Superpole Race ha messo un po’ di spavento a Toprak, Gara2 finisce in modo diverso.
L’italiano vince e il turco sta nel suo. Parte decimo, recupera subito e poi si mette a guardare. Solo nel finale, senza rischiare, decide di salire sul podio. Il resto della community si danna per lasciare l’ultimo buon ricordo di sè. Servirà il giusto, ma almeno la gara è bella.

Bilancio finale
Vince chi merita. L’italiano rimpiange i due zeri tecnici, Bautista viene inspiegabilmente scaricato per Lecuona, Vierge è stato a lungo inspiegabilmente a piedi, Iannone dimostra che impegnandosi può, ma non si impegna che troppo tardi. E poi tanti altri come Locatelli fanno vedere che ci sono e fanno il possibile. Van Der Mark si ritira (bene così), Bassani delude un po’ di fronte ad Alex Lowes, e Mackenzie fa capire che vale più di quello che pensavamo tutti quando lo vedevamo su Honda. E’ bastato davvero poco.
Ok anche Spinelli e Delbianco. Una moto a questi due si potrebbe anche dare. In una Superbike di ripetenti, qualche novità non guasterebbe.
Per quanto riguarda il titolo, va a Toprak ma il più grande  campione della Superbike di tutti i tempi, non va in MotoGP. Il più grande campione di tutti i tempi, dopo oggi, va a casa e si chiama Jonathan Rea. Potete sbocchinare quanto volete ma il n1 è quello che ha vinto 6 mondiali. Più di tutti, meglio di tutti.

Il discorso sul campionato delle derivate merita un trattamento a parte.
In sintesi però, bisogna uscire dal giro dei poveri. Servono vere date internazionali, serve uscire dalla Spagna che della SBK se ne frega, serve andare in USA, serve fare regolamenti chiari e che non facciano incazzare il pubblico, quel poco pubblico competente che è rimasto a guardare le moto.
Insomma, serve crederci. Perché così non solo Liberty Media o Dorna faranno fatica a venderla bene, ma faranno proprio fatica a venderla, in generale fino a che, ed è già così, non faranno proprio fatica a tenerla in piedi. Eppure è l’unico campionato che ha un collegamento con la realtà delle moto che si possono comprare.
Ma a proposito di comprare, chi se lo compra, un campionato così, che nasce già battuto in partenza e che a ripetizione si fa depredare di talenti e sponsor perché è tenuto sedato da un proprietario che gestisce tutto e ha paura di affrontare la realtà?

Non c’è nemmeno molto tempo.


Risultati completi di Gara1
Risultati completi della Superpole Race
Risultati completi di Gara2

 

 

 

MotoGP, Phillip Island: Aprilia Week End! Bez nella Sprint, Fernandez nella lunga! Bagnaia KO!

A Phillip Island va in scena l’Aprilia Week End. La casa di Noale è fortissima con Bezzecchi e con  Raul Fernandez. Il podio Ducati è oscurato da un’altra doppietta negativa di Bagnaia, che fa ancora doppio Zero e due gare veramente scandalose! Una gara che non vale nulla, a campionato assegnato e con Marc Marquez assente, riesce ad offrire moltissimi spunti di riflessione. In pratica, crescono tutti tranne Ducati, che si dimostra più che mai Marquez dipendente.

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I 9 a punti nella sprint: Bezzecchi, Raul Fernandez,  Acosta, Miller, Di Giannantonio, Alex Marquez, Quartararo, Marini, Pol Espargaro.


I dieci al traguardo della gara lunga: Raul Fernandez, Di Giannantonio, Bezzecchi, Alex Marquez, Acosta, Marini, Rins, Binder, Bastianini, Pol Espargaro.

 

La sprint è una gara noiosetta in cui Bezzecchi batte il pugno sul tavolo e recupera come un tornado su un Raul Fernandez che fa le prove generali. Il ragazzo, come Aldeguer a Mandalika, manca di quel pizzico di esperienza per vincere, però è forte e lo dimostrerà.

Acosta, invece, sembra uno di quegli chef che mette in tavola un piatto sontuoso con quel poco che ha nel frigo. Se accetta di fare quello, può fare punti tutte le volte.
Anche Di Giannantonio è forte ma nella sprint non ci sono abbastanza giri per sviluppare la sua gara. Poi ci sono Alex Marquez, Quartararo, Marini e Pol Espargaro.

Marquez Junior pensa alla classifica, Quartararo a spremere la sua Yamaha, Marini a continuare il suo campionato costante e consistente ed Espargaro, pensionato e giornalista, a far parlar bene delle due categorie con una di quelle prestazioni che avrebbe dovuto fare quando correva.
Continuano le uscite deludenti del resto dei jap, di Morbidelli che nemmeno ci prova, e di Bagnaia che arriva al traguardo penultimo, seguito dal solo Pirro che sta provando chissà che cosa per Bologna. I due prendono rispettivamente 32 e 35 secondi. Se per Pirro ci può stare, per Bagnaia è roba da andare in giro con la giacca in faccia come quando si vedono gli arresti in tv.

La gara lunga sta alla sprint esattamente come le due gare di Mandalika, fra loro.
Complici i due long lap di Bezzecchi (svolti, c’è da dirlo, in maniera impeccabile a livello di esecuzione e tempistica), Raul Fernandez porta a casa la sua prima vittoria in carriera in MotoGP. Si tratta della prima vittoria anche per Trackhouse. Un boccone ghiotto per Liberty Media e i suoi propositi americaneggianti! Da domani c’è da battere il ferro e da spiegare il “GHESBORO” agli yankee.

Partito male in campionato, soprattutto se paragonato ad Ogura che invece adesso si è spento, Fernandez è cresciuto con l’Aprilia ed è diventato una macchina da podio inarrestabile.
La gara la vince per i due long lap di Bezzecchi, ma non è uno che scherza. Prima di mollare un po’ nel finale arriva a mettere in banca anche 3 secondi su un Di Giannantonio crescente e potente.
Bezzecchi ha il solo rammarico della penalità perché, di fatto, è lui il più forte in Australia.
Guida forte, sciolto, aggressivo (nella sprint rischia ancora un paio di strike) ma comunque maturo. Questo week end gli vale un sorpasso in classifica su Bagnaia (+8 punti) atteso ma non così presto. Di questo passo può fare un pensierino anche ad Alex Marquez.

Lo spagnolo è in “eco mode”. Gli servono punti e lui li fa. Solido ma non stupefacente, comunque c’è. Sembra quasi appagato ma deve stare attento perchè dalle retrovie vengono su come treni.

Alre due gare solide le fanno Acosta e Marini. Lo spagnolo ha capito che strafare = ghiaia e quindi si mette a far punti. L’italiano lo ha già capito al primo week end 2025. Marini è quello che serve a Honda in attesa di un top rider che possa anche vincere. Ottimo lavoro.

Rins, Binder, Bastianini e Pol Espargaro, sono le sorpresine finali. Rins va benino, a differenza del suo compagno di squadra, partito dalla pole ma calato come sempre, Binder si riaffaccia, Bastianini fa il suo solito recupero del finale e Pol Espargaro stupisce ancora, mandando dallo psicologo più di qualche suo collega, non solo fra i tester. Come un gattone che sembra dormire ma graffia ancora.

Le delusioni: Quartararo che dalla pole fa una brutta gara, Zarco e Mir, sempre out, Morbidelli che vaga in stato comatoso, Aldeguer che fa uno zero e solo due punti in gara lunga, e le Ducati ufficiali. Tolto Pirro che è qui a fare l’Erasmus (deve studiare per conto di Ducati e stare anche attento a non passare il compagno), Bagnaia è scandaloso a partire dalle qualifiche dove rimedia anche 3 caselle di penalizzazione per aver fatto il Morbidelli verso Bezzecchi.

In gara lunga, il suo momento sì vuol dire 13°. Poi trova il modo di calare e cadere andando quasi a muro quando è ben fuori dalla zona punti. Una cosa da licenziamento per giusta causa. Di Giannantonio gli dimostra che la GP25 sarà anche quella moto con cui domina solo Marquez, ma che comunque sul podio, ci può stare. Pecco ormai assomiglia a quelli che nelle piazze storiche vagano scalzi con la chitarra mentre parlano da soli fra l’indifferenza dei turisti. Al box non lo guardano nemmeno più. Ci sono le immagini, non sono io che me lo invento.
Un asterisco per Savadori. Non ci si aspetta molto da lui che è qui, esattamente come Pirro, con altri incarichi, ma chiude la gara, davanti alla Ducati rossa. Se l’Aprilia va così bene, è anche merito suo.

Marc Marquez 545, Alex Marquez 379, Bezzecchi 282, Bagnaia 274, Acosta 233

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MotoGP 2027: il nuovo regolamento spiegato bene! Ecco chi è favorito!

Il 2027 sembra lontano ma non lo è. Il nuovo regolamento stravolgerà la MotoGP, mettendo in dubbio tutto il lavoro delle factory degli ultimi anni. Ci sarà chi trarrà beneficio dai nuovi regolamenti e chi ne uscirà svantaggiato!

In questo video, ecco il regolamento 2027 spiegato bene, con tanto di casa favorita!

 

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La verità su MV Agusta nel 2025! Arriva chi la compra!

La vicenda incredibile di MV Agusta, passata tante volte di mano e salvata con operazioni incredibili, non è ancora finita. Dopo KTM, che dopo averla acquistata è fallita miseramente rischiando di distruggerla, è tornata indipendente. Adesso aspetta qualcuno che la salvi e si prenda il rischio di un’operazione pericolosa. Sorprende il fatto che qualcuno, più di qualcuno, effettivamente c’è!

 

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MotoGP, Mandalika: Bez nella Sprint, Aldeguer nella lunga. Disastro Lenovo: Marquez in Ospedale e Bagnaia in confusione!

Mandalika, la gara delle sorprese e delle facce nuove? Ok, ma bastava anche meno.
Nella Sprint domina Bezzecchi mentre nella lunga il romagnolo abbatte Marc Marquez e lo manda in ospedale. La gara la vince Aldeguer, il rookie di Gresini che diventa il secondo pilota più giovane della storia a vincere una gara in MotoGP.
Per Lenovo è un disastro. Marquez fa un piazzamento e un giro in ospedale, Bagnaia 2 gare da Zombie! Per fortuna che il mondiale è già assegnato!
Leggi l’articolo sotto ai video delle Live!

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Guarda le Live di Misterhelmet con il commento della gara!


I 9 a punti nella sprint: Bezzecchi, Aldeguer, Raul Fernandez, Alex Marquez, Mir, Marini, Marc Marquez, Morbidelli, Di Giannantonio, Oliveira
Ne ho messi 10 perché Marini verrà retrocesso causa pressione pneumatici e uscirà dalla zona punti.

 

I dieci al traguardo della gara lunga: Aldeguer, Acosta, Alex Marquez, Binder, Marini, Raul Fernandez, Quartararo, Morbidelli, Di Giannantonio, Rins.

La sprint è una bella gara in cui Bezzecchi esprime il suo strapotere. Rimontta un tot di posizioni e beffa Aldeguer, colpevole di essere troppo rookie per gestire le gomme come dovrebbe. Ma lo spagnolo promette bene e si vedrà nella lunga. Fortissimi anche Raul Fernandez (magnifica la livrea Gulf della sua Aprilia Trackhouse), e Alex Marquez che pensa ai punti mentre il suo inseguitore va a zero. Buone le Honda, distanziate le VR46. Fra quelli forti forti, Acosta va per terra e butta un podio sicuro. E Marc Marquez? Opaco. Un mini recupero ma appare appannato e in difficoltà. E in più deve scontare un long lap per un contatto con Rins. Si attribuirà tutte le colpe, sia dell’incidente, che delle cose da capire sulla moto e il suo rendimento.

La gara lunga è un’altra storia. Inizia con l’exploit di Aldeguer mentre si consuma il fattaccio fra Bezzecchi e Marc Marquez con l’italiano che centra in pieno il neo campione del mondo.
Per quest’ultimo, frattura alla clavicola destra con interessamento dei legamenti. Da decidere un’eventuale operazione. L’italiano si scusa e lo spagnolo accetta,  ma se il lieve contatto fra Marquez e Rins nella sprint sono costati un long lap allo spagnolo, qui dovrebbe essere la stessa cosa. Fine dei discorsi. Per quanto riguarda Bezzecchi, niente sorpasso in classifica nei confronti della seconda Ducati Lenovo. Anche questo è un peccato perché Bezzecchi è in gran forma. E comunque, visto il passo del piemontese, anche un doppio long lap penalty, non impedirebbe a Bezzecchi di arrivargli davanti.

La gara continua con Aldeguer che fa il ritmo e qualcun altro che prova a stargli dietro.
Fortissimi Marini e Rins che poi calano, fortissimo Alex Marquez che rinviene nel finale, regalando a Gresini una doppietta fantastica! Acosta? Le prova tutte. Prima cala, poi rinviene e da il 110% per un secondo posto d’oro. Il debuttante è troppo lontano da lui  e non fatica nemmeno. Curioso come il mai discusso talento Acosta non abbia ancora vinto una gara in GP mentre Aldeguer, su cui qualcuno aveva accampato dubbi, invece ha centrato il successo al primo anno. Però è anche questione di moto. KTM sembra, a parte qualche episodio, decisamente allo sbando.

Non ci sono altri elementi importanti. La gara scorre liscia con alcuni punti saldi: KTM ha una sola moto in pista (anche se Binder oggi forse fa eccezione), le Honda, almeno le HRC, sono in forte crescita (anche se Mir riprende a lanciarla) e le Yamaha provano comunque ad avvicinarsi (mancano di tenuta). Mandalika è una pista Aprilia (Fernandez fa bene per tutto il week end) e Ducati… Ducati ha un problema in Lenovo. Marquez arriva appannato, si prende delle colpe, prova a recuperare e adesso va in ospedale.
Bagnaia, invece, è un vero e proprio zombie. Non va in Q2, fa una Sprint terrificante (ultimo) e una gara lunga ancora peggiore. Sarebbe anche da pensare che, nel momento in cui è ultimissimo, distanziato anche da Chantra, il piemontese la lasci andare apposta nella ghiaia.
La caduta sembra più da stallo che da eccesso di piega. E sembra tanto la ricerca di un’uscita onorevole.
Non aiutano le dichiarazioni velenose che continuamente arrivano verso il team. Ogni intervista è un’allusione, un sottintendere, un lamentarsi, che ormai non si sopporta più.

Se è vero che Bagnaia fa fatica a farla andare, è anche vero che, dall’altra parte, si fatica anche a lavorare, per uno che si esprime così.

Il campionato è già assegnato? Meglio. Non ci sarebbe niente di peggio che vederlo rovinare da un infortunio. L’unica cosa è che, il “mundialito” del finale, quello che dovrebbe stabilire il resto degli equilibri, ce lo aspettavamo un po’ diverso.

Marc Marquez 545, Alex Marquez 362, Bagnaia 274, Bezzecchi 254.

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Reaction a Zamagni Moto.it: GP24, GP5, Uccio, Tardozzi, Bagnaia e dall’Igna!

Ma la storia della GP24 utilizzata da Pecco nei test di Misano, smentita da Ducati, aggirata da Bagnaia ma confermata da Uccio di VR46? E la stampa che si lamenta che si parli di questo quando poi non fa altro? E Tardozzi che si lamenta di un trend che fino adesso è andato bene? E Dall’Igna a cui viene chiesto di spiegare cose che ha già chiarito? Ecco una mia reaction ad un video di Zamagni per Moto.it e alla situazione!

 

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Bagnaia, la forcella miracolosa e il complotto!

Dopo un digiuno lunghissimo, Bagnaia è tornato alla vittoria. E’ stato grazie ad una forcella fino a quel momento negata? C’era un complotto poi sbloccato una volta assegnato il titolo? Bagnaia aveva problemi di testa? Ha chiesto a Ducati un aiuto che non gli è stato dato fino a che Marquez non ha vinto? Un mistero spiegato bene!

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